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Autore/i articolo: Milena Montanile
Titolo articolo: Pirandello e la fascinazione dell’oltre: nuovi itinerari di ricerca
La studiosa si sofferma sul fascino che ha esercitato, negli studi sull’opera di Pirandello, l’attenzione al tema dell’Oltre. Punto di partenza il volume Limen e meta di Giancarlo Guercio che ha ribaltato la tradizionale concezione relativista, per puntare sulla dimensione fenomenologica dell’alterità, dell’oltre/altro, sollecitando ad esplorare, dietro e oltre il limen, il senso dell’Oltre, e cioè il mondo del mistero, dell’irreale, del fantastico: una dimensione misteriosa e irrazionale, ma non per questo meno autentica e vera. La studiosa ha riservato un posto di rilievo ai contributi offerti, in anni più recenti, da Giacomo Cucugliato che ha riproposto in termini nuovi il rapporto tra limen e meta, rileggendo in chiave teosofica lo stesso concetto dell’Oltre, inteso come passaggio, superamento di stato, consapevolezza acquisita di una realtà ulteriore che porta l’individuo in una condizione di ‘seconda nascita’, quasi una morte simbolica che apre l’accesso a una realtà diversa, al di là dei sensi ordinari. La studiosa sottolinea l’originalità dell’indagine di Cucugliato che giunge a retrodatare, sulla base di un’attenta rilettura delle prime opere in prosa di Pirandello, l’anno di diffusione in Italia delle idee teosofiche. Un’ipotesi interpretativa, particolarmente suggestiva, che lo porta a cogliere nelle vicende dei protagonisti di alcune novelle, riflessi di un vero e proprio percorso iniziatico.
Lingua: Italiano
Pag. 53-61
Etichette: Mistero, Occultismo,
Rivista | Fascicolo: Pirandelliana | 2025 | N. 19
Titolo articolo: Pirandello e la fascinazione dell’oltre: nuovi itinerari di ricerca
La studiosa si sofferma sul fascino che ha esercitato, negli studi sull’opera di Pirandello, l’attenzione al tema dell’Oltre. Punto di partenza il volume Limen e meta di Giancarlo Guercio che ha ribaltato la tradizionale concezione relativista, per puntare sulla dimensione fenomenologica dell’alterità, dell’oltre/altro, sollecitando ad esplorare, dietro e oltre il limen, il senso dell’Oltre, e cioè il mondo del mistero, dell’irreale, del fantastico: una dimensione misteriosa e irrazionale, ma non per questo meno autentica e vera. La studiosa ha riservato un posto di rilievo ai contributi offerti, in anni più recenti, da Giacomo Cucugliato che ha riproposto in termini nuovi il rapporto tra limen e meta, rileggendo in chiave teosofica lo stesso concetto dell’Oltre, inteso come passaggio, superamento di stato, consapevolezza acquisita di una realtà ulteriore che porta l’individuo in una condizione di ‘seconda nascita’, quasi una morte simbolica che apre l’accesso a una realtà diversa, al di là dei sensi ordinari. La studiosa sottolinea l’originalità dell’indagine di Cucugliato che giunge a retrodatare, sulla base di un’attenta rilettura delle prime opere in prosa di Pirandello, l’anno di diffusione in Italia delle idee teosofiche. Un’ipotesi interpretativa, particolarmente suggestiva, che lo porta a cogliere nelle vicende dei protagonisti di alcune novelle, riflessi di un vero e proprio percorso iniziatico.
Lingua: Italiano
Pag. 53-61
Etichette: Mistero, Occultismo,
Rivista | Fascicolo: Pirandelliana | 2025 | N. 19
Autore/i articolo: Emma de Pasquale
Titolo articolo: Un maestro «incandescente». Paola Masino e Luigi Pirandello
Il saggio analizza alcuni snodi centrali del rapporto tra Paola Masino e Luigi Pirandello, attraverso le ricerche condotte nel Fondo Paola Masino (Archivio del Novecento) e nei fondi di Rai Teche. Il contributo si focalizza in particolar modo su due diverse fasi dello scambio intellettuale tra Masino e Pirandello: gli anni Venti e Trenta, coincidenti con la formazione e con le prime prove letterarie della scrittrice, in cui si registra una particolare influenza pirandelliana sulla narrativa di Masino, e il periodo successivo alla morte di Pirandello, in cui l’autrice ha veicolato il ricordo del maestro attraverso scritture e media diversi.
Lingua: Italiano
Pag. 41-52
Etichette: Letteratura, Radio, Luigi Pirandello, Paola Masino,
Rivista | Fascicolo: Pirandelliana | 2025 | N. 19
Titolo articolo: Un maestro «incandescente». Paola Masino e Luigi Pirandello
Il saggio analizza alcuni snodi centrali del rapporto tra Paola Masino e Luigi Pirandello, attraverso le ricerche condotte nel Fondo Paola Masino (Archivio del Novecento) e nei fondi di Rai Teche. Il contributo si focalizza in particolar modo su due diverse fasi dello scambio intellettuale tra Masino e Pirandello: gli anni Venti e Trenta, coincidenti con la formazione e con le prime prove letterarie della scrittrice, in cui si registra una particolare influenza pirandelliana sulla narrativa di Masino, e il periodo successivo alla morte di Pirandello, in cui l’autrice ha veicolato il ricordo del maestro attraverso scritture e media diversi.
Lingua: Italiano
Pag. 41-52
Etichette: Letteratura, Radio, Luigi Pirandello, Paola Masino,
Rivista | Fascicolo: Pirandelliana | 2025 | N. 19
Autore/i articolo: Sara Lorenzetti
Titolo articolo: «Il professore non vuole che ella faccia quello che sa fare, ma che dica quello che non sa dire». Pirandello e la scuola
Il saggio intraprende un’indagine sulla rappresentazione dell’universo scolastico nell’opera pirandelliana e, intersecando gli studi di storia dell’educazione, affronta un argomento ancora poco frequentato dalla critica; con un’incursione che attraversa i generi letterari, si sofferma sul romanzo L’esclusa, sull’opera teatrale Pensaci, Giacomino! e sulla raccolta delle Novelle per un anno. La ricognizione restituisce un’immagine negativa del mestiere del docente, di solito assunto a emblema della “trappola” che imprigiona le creature pirandelliane: maestri e insegnanti, costretti in un ruolo in cui non si riconoscono e privi di qualsiasi considerazione sociale, si trovano a impartire una cultura astratta e inutile, spesso dall’autore contrapposta al sapere autentico.
Lingua: Italiano
Pag. 29-40
Etichette: Luigi Pirandello, L'esclusa, Novelle per un anno, Pensaci Giacomino!,
Rivista | Fascicolo: Pirandelliana | 2025 | N. 19
Titolo articolo: «Il professore non vuole che ella faccia quello che sa fare, ma che dica quello che non sa dire». Pirandello e la scuola
Il saggio intraprende un’indagine sulla rappresentazione dell’universo scolastico nell’opera pirandelliana e, intersecando gli studi di storia dell’educazione, affronta un argomento ancora poco frequentato dalla critica; con un’incursione che attraversa i generi letterari, si sofferma sul romanzo L’esclusa, sull’opera teatrale Pensaci, Giacomino! e sulla raccolta delle Novelle per un anno. La ricognizione restituisce un’immagine negativa del mestiere del docente, di solito assunto a emblema della “trappola” che imprigiona le creature pirandelliane: maestri e insegnanti, costretti in un ruolo in cui non si riconoscono e privi di qualsiasi considerazione sociale, si trovano a impartire una cultura astratta e inutile, spesso dall’autore contrapposta al sapere autentico.
Lingua: Italiano
Pag. 29-40
Etichette: Luigi Pirandello, L'esclusa, Novelle per un anno, Pensaci Giacomino!,
Rivista | Fascicolo: Pirandelliana | 2025 | N. 19
Autore/i articolo: Aldo Maria Morace
Titolo articolo: Drammaturgie straniere nel Teatro d’Arte
Nel saggio viene delineato – attraverso la vicenda testuale dei Sei personaggi – il passaggio di Pirandello dalla negazione del teatro scenico come opera d’arte alla sua radicale conversione nella pratica appassionata del palcoscenico. Questo processo sfocia nella nascita del Teatro d’Arte, che è il tentativo di riformare profondamente gli statuti teatrali in Italia e di dare un quadro compiuto del teatro contemporaneo nel mondo. L’ambizioso progetto deve però essere ridimensionato alla luce della realtà economica; e ben poco, dei propositi iniziali, può essere realizzato nella messinscena delle drammaturgie straniere.
Lingua: Italiano
Pag. 13-27
Etichette: Dramma, Teatro, Luigi Pirandello, Sei personaggi in cerca di autore,
Rivista | Fascicolo: Pirandelliana | 2025 | N. 19
Titolo articolo: Drammaturgie straniere nel Teatro d’Arte
Nel saggio viene delineato – attraverso la vicenda testuale dei Sei personaggi – il passaggio di Pirandello dalla negazione del teatro scenico come opera d’arte alla sua radicale conversione nella pratica appassionata del palcoscenico. Questo processo sfocia nella nascita del Teatro d’Arte, che è il tentativo di riformare profondamente gli statuti teatrali in Italia e di dare un quadro compiuto del teatro contemporaneo nel mondo. L’ambizioso progetto deve però essere ridimensionato alla luce della realtà economica; e ben poco, dei propositi iniziali, può essere realizzato nella messinscena delle drammaturgie straniere.
Lingua: Italiano
Pag. 13-27
Etichette: Dramma, Teatro, Luigi Pirandello, Sei personaggi in cerca di autore,
Rivista | Fascicolo: Pirandelliana | 2025 | N. 19
Titolo libro/articolo recensito: Eruditi e filologi. Approcci all’edizione del testo medievale italiano tra Sette e Ottocento
A cura di: Matthias Burgel, Christian Rivoletti
Edizioni: Longo, Ravenna – 2025
Lingua: Italiano
Pag. 153-156
Recensore/i: Jonathan Schiesaro
Etichette:
Rivista | Fascicolo: Rassegna europea di letteratura italiana | 2026 | N. 67
A cura di: Matthias Burgel, Christian Rivoletti
Edizioni: Longo, Ravenna – 2025
Lingua: Italiano
Pag. 153-156
Recensore/i: Jonathan Schiesaro
Etichette:
Rivista | Fascicolo: Rassegna europea di letteratura italiana | 2026 | N. 67
Autore/i articolo: Paola Navone
Titolo articolo: La Commedia e la sua traduzione in romeno di Maria Chiţiu: osservazioni critico-filologiche e bibliologiche
Questo contributo si occupa della prima edizione bilingue annotata italiano-romeno, a cura di Maria Chiþiu, di due cantiche del poema dantesco. Di questo lavoro vengono qui presi in esame: 1) la struttura formale; 2) le edizioni del poema dantesco utilizzate; 3) le fonti del commento; 4) il metodo di lavoro della traduttrice; riguardo a quest’ultimo aspetto, l’indagine evidenzia l’affinamento intercorso tra il volume dell’Inferno (1883) e quello del Purgatorio (1888). L’articolo si sofferma infine su alcuni aspetti editoriali dell’opera di M. Chiþiu e sulla sua circolazione in Italia, dove risulta presente nelle raccolte private sia di importanti studiosi, tra gli altri G. Carducci, A. Bartoli, E. Teza, sia di bibliofili illuminati, come M. Besso e E. Mackenzie.
Lingua: Italiano
Pag. 107-149
Etichette: Traduzione, Dante Alighieri, Maria Chiţiu, La Divina Commedia, Romania
Rivista | Fascicolo: Rassegna europea di letteratura italiana | 2026 | N. 67
Titolo articolo: La Commedia e la sua traduzione in romeno di Maria Chiţiu: osservazioni critico-filologiche e bibliologiche
Questo contributo si occupa della prima edizione bilingue annotata italiano-romeno, a cura di Maria Chiþiu, di due cantiche del poema dantesco. Di questo lavoro vengono qui presi in esame: 1) la struttura formale; 2) le edizioni del poema dantesco utilizzate; 3) le fonti del commento; 4) il metodo di lavoro della traduttrice; riguardo a quest’ultimo aspetto, l’indagine evidenzia l’affinamento intercorso tra il volume dell’Inferno (1883) e quello del Purgatorio (1888). L’articolo si sofferma infine su alcuni aspetti editoriali dell’opera di M. Chiþiu e sulla sua circolazione in Italia, dove risulta presente nelle raccolte private sia di importanti studiosi, tra gli altri G. Carducci, A. Bartoli, E. Teza, sia di bibliofili illuminati, come M. Besso e E. Mackenzie.
Lingua: Italiano
Pag. 107-149
Etichette: Traduzione, Dante Alighieri, Maria Chiţiu, La Divina Commedia, Romania
Rivista | Fascicolo: Rassegna europea di letteratura italiana | 2026 | N. 67
Autore/i articolo: Stefano Lazzarin
Titolo articolo: Sette cantieri per la ricerca sul fantastico italiano. Bilanci critici e prospettive per l’avvenire
Questo saggio fa il punto sulla ricerca sul fantastico italiano, descrivendo brevemente sette campi d’indagine che sembrano oggi i più frequentati e, al tempo stesso, quelli che promettono le scoperte migliori: i temi del fantastico, il fantastico popolare, il fantastico delle scrittrici, l’occultura, la spettralità, la fantasticizzazione, il New Italian Weird.
Lingua: Italiano
Pag. 91-106
Etichette: Fantastico, Femminile, Occultismo,
Rivista | Fascicolo: Rassegna europea di letteratura italiana | 2026 | N. 67
Titolo articolo: Sette cantieri per la ricerca sul fantastico italiano. Bilanci critici e prospettive per l’avvenire
Questo saggio fa il punto sulla ricerca sul fantastico italiano, descrivendo brevemente sette campi d’indagine che sembrano oggi i più frequentati e, al tempo stesso, quelli che promettono le scoperte migliori: i temi del fantastico, il fantastico popolare, il fantastico delle scrittrici, l’occultura, la spettralità, la fantasticizzazione, il New Italian Weird.
Lingua: Italiano
Pag. 91-106
Etichette: Fantastico, Femminile, Occultismo,
Rivista | Fascicolo: Rassegna europea di letteratura italiana | 2026 | N. 67
Autore/i articolo: Miriam Kay
Titolo articolo: «The evidence of history stripped of the delusions». Il mito e l’antimito di Venezia tra Foscolo e la cultura inglese
Il saggio indaga la genesi e la circolazione del mito e dell’antimito di Venezia tra la riflessione di Foscolo e la cultura inglese tra XVII e XIX secolo, mettendo in luce la stratificazione di rappresentazioni contrastanti della Serenissima. Alla tradizione celebrativa, che ne esalta l’equilibrio costituzionale, la grandezza politica e il primato culturale, si affianca infatti una narrazione opposta che insiste sulla deriva oligarchica e repressiva e sul progressivo declino dello Stato veneziano. In questo quadro, Foscolo si propone di smascherare le deformazioni prodotte dalla retorica storiografica e dai falsi miti letterari, opponendo a entrambe le tradizioni una ricostruzione fondata sulla verifica delle fonti e sulla rivendicazione della complessa identità storica della Repubblica.
Lingua: Italiano
Pag. 75-89
Etichette: Storiografia, Ugo Foscolo, Venezia
Rivista | Fascicolo: Rassegna europea di letteratura italiana | 2026 | N. 67
Titolo articolo: «The evidence of history stripped of the delusions». Il mito e l’antimito di Venezia tra Foscolo e la cultura inglese
Il saggio indaga la genesi e la circolazione del mito e dell’antimito di Venezia tra la riflessione di Foscolo e la cultura inglese tra XVII e XIX secolo, mettendo in luce la stratificazione di rappresentazioni contrastanti della Serenissima. Alla tradizione celebrativa, che ne esalta l’equilibrio costituzionale, la grandezza politica e il primato culturale, si affianca infatti una narrazione opposta che insiste sulla deriva oligarchica e repressiva e sul progressivo declino dello Stato veneziano. In questo quadro, Foscolo si propone di smascherare le deformazioni prodotte dalla retorica storiografica e dai falsi miti letterari, opponendo a entrambe le tradizioni una ricostruzione fondata sulla verifica delle fonti e sulla rivendicazione della complessa identità storica della Repubblica.
Lingua: Italiano
Pag. 75-89
Etichette: Storiografia, Ugo Foscolo, Venezia
Rivista | Fascicolo: Rassegna europea di letteratura italiana | 2026 | N. 67
Autore/i articolo: Giulia Ravera
Titolo articolo: Un progetto di romanzo solo abbozzato. Tracce dell’attività letteraria foscoliana negli ultimi anni inglesi
A Livorno, tra le carte labroniche, si conservano alcuni materiali – disordinati, incompiuti e frammentari – di un romanzo in parte autobiografico forse da identificarsi con il titolo The Italian Bride. Essi (costituiti per lo più da sommari, ma anche da abbozzi di qualche brano più volte rivisti e caratterizzati da cambiamenti nei nomi propri, volti a mascherare riferimenti personali) sono stati pubblicati una prima volta da Chiarini nel 1892 e poi di nuovo in appendice al vol. viii dell’epistolario nell’Edizione Nazionale Le Monnier. Tuttavia, la questione attende ancora adeguati approfondimenti critici. Il contributo si propone quindi di presentare i materiali, le menzioni della vicenda compositiva nell’epistolario e il valore di questo progetto nel contesto degli ultimi anni di vita di Foscolo, in cui alla difficoltà materiale si oppongono non solo tentativi pragmatici di inserirsi nella realtà socio-economica inglese, ma anche la strenua fiducia nel valore della letteratura, secondo la precisa e perdurante concezione tipica dell’autore.
Lingua: Italiano
Pag. 53-74
Etichette: Esilio, Romanzo, Ugo Foscolo, The Italian Bride, Inghilterra
Rivista | Fascicolo: Rassegna europea di letteratura italiana | 2026 | N. 67
Titolo articolo: Un progetto di romanzo solo abbozzato. Tracce dell’attività letteraria foscoliana negli ultimi anni inglesi
A Livorno, tra le carte labroniche, si conservano alcuni materiali – disordinati, incompiuti e frammentari – di un romanzo in parte autobiografico forse da identificarsi con il titolo The Italian Bride. Essi (costituiti per lo più da sommari, ma anche da abbozzi di qualche brano più volte rivisti e caratterizzati da cambiamenti nei nomi propri, volti a mascherare riferimenti personali) sono stati pubblicati una prima volta da Chiarini nel 1892 e poi di nuovo in appendice al vol. viii dell’epistolario nell’Edizione Nazionale Le Monnier. Tuttavia, la questione attende ancora adeguati approfondimenti critici. Il contributo si propone quindi di presentare i materiali, le menzioni della vicenda compositiva nell’epistolario e il valore di questo progetto nel contesto degli ultimi anni di vita di Foscolo, in cui alla difficoltà materiale si oppongono non solo tentativi pragmatici di inserirsi nella realtà socio-economica inglese, ma anche la strenua fiducia nel valore della letteratura, secondo la precisa e perdurante concezione tipica dell’autore.
Lingua: Italiano
Pag. 53-74
Etichette: Esilio, Romanzo, Ugo Foscolo, The Italian Bride, Inghilterra
Rivista | Fascicolo: Rassegna europea di letteratura italiana | 2026 | N. 67
Autore/i articolo: Federica Massia
Titolo articolo: Foscolo epigrammista: forme e modelli
L’articolo analizza gli epigrammi di Ugo Foscolo, inquadrandoli nel più ampio contesto della produzione satirica dell’autore e delle polemiche letterarie che lo videro coinvolto nella Milano napoleonica. Gli epigrammi foscoliani sono esaminati soprattutto dal punto di vista metrico e stilistico, mettendone in luce la varietà delle soluzioni adottate e collocandoli nella storia del genere epigrammatico in Italia. Particolare rilievo è attribuito al modello di Vittorio Alfieri, riconosciuto come riferimento fondamentale non solo sul piano formale, ma anche per la definizione di una funzione politica e civile della scrittura satirica foscoliana.
Lingua: Italiano
Pag. 37-52
Etichette: Epigramma, Metrica, Ugo Foscolo, Vittorio Alfieri,
Rivista | Fascicolo: Rassegna europea di letteratura italiana | 2026 | N. 67
Titolo articolo: Foscolo epigrammista: forme e modelli
L’articolo analizza gli epigrammi di Ugo Foscolo, inquadrandoli nel più ampio contesto della produzione satirica dell’autore e delle polemiche letterarie che lo videro coinvolto nella Milano napoleonica. Gli epigrammi foscoliani sono esaminati soprattutto dal punto di vista metrico e stilistico, mettendone in luce la varietà delle soluzioni adottate e collocandoli nella storia del genere epigrammatico in Italia. Particolare rilievo è attribuito al modello di Vittorio Alfieri, riconosciuto come riferimento fondamentale non solo sul piano formale, ma anche per la definizione di una funzione politica e civile della scrittura satirica foscoliana.
Lingua: Italiano
Pag. 37-52
Etichette: Epigramma, Metrica, Ugo Foscolo, Vittorio Alfieri,
Rivista | Fascicolo: Rassegna europea di letteratura italiana | 2026 | N. 67
Autore/i articolo: Thomas Persico
Titolo articolo: Grafismi metrici nel manoscritto di Franco Sacchetti (Firenze, Bibl. Medicea Laurenziana, Ashb. 574)
L’articolo propone un’indagine sui “grafismi metrici” autografi nel manoscritto Ashburnhamiano 574 di Franco Sacchetti, latore fino a c. 70r del Libro delle Rime. Da un lato si registra la tendenza a segnalare con punti sottoscritti le vocali o le sillabe interessate da sinalefe o sineresi, dall’altro si manifestano diversi casi in cui gli endecasillabi risultano, nell’autografo, apparentemente eccedenti in sede di cesura. La prima parte della silloge è, nell’ottica di uno studio sul senso del dato metrico, particolarmente interessante: l’autore correda infatti i testi di rubriche e didascalie che rendono conto anche delle intonazioni musicali.
Lingua: Italiano
Pag. 11-35
Etichette: Autografo, Metrica, Franco Sacchetti, Libro delle Rime,
Rivista | Fascicolo: Rassegna europea di letteratura italiana | 2026 | N. 67
Titolo articolo: Grafismi metrici nel manoscritto di Franco Sacchetti (Firenze, Bibl. Medicea Laurenziana, Ashb. 574)
L’articolo propone un’indagine sui “grafismi metrici” autografi nel manoscritto Ashburnhamiano 574 di Franco Sacchetti, latore fino a c. 70r del Libro delle Rime. Da un lato si registra la tendenza a segnalare con punti sottoscritti le vocali o le sillabe interessate da sinalefe o sineresi, dall’altro si manifestano diversi casi in cui gli endecasillabi risultano, nell’autografo, apparentemente eccedenti in sede di cesura. La prima parte della silloge è, nell’ottica di uno studio sul senso del dato metrico, particolarmente interessante: l’autore correda infatti i testi di rubriche e didascalie che rendono conto anche delle intonazioni musicali.
Lingua: Italiano
Pag. 11-35
Etichette: Autografo, Metrica, Franco Sacchetti, Libro delle Rime,
Rivista | Fascicolo: Rassegna europea di letteratura italiana | 2026 | N. 67
Autore/i articolo: Rossend Arqués
Titolo articolo: Il luogo nella self-fashioning petrarchesca dell’umanista
In questo articolo, che va inserito nell’ambito della ricerca condotta dall’autore sulle diverse autorappresentazioni del Petrarca (amante, pensatore, poeta, ecc.) e sulla rilevanza del luogo nell’intera sua opera, ci si sofferma sulle caratteristiche della dimora, analizzate alla luce dell’autocostruzione del soggetto come umanista dedito agli honesta studia. Lo scenario della sua self-fashioning ci servirà per mettere in evidenza come il testo miri a creare una realtà simbolica più che fattuale.
Lingua: Italiano
Pag. 187-206
Etichette: Francesco Petrarca,
Rivista | Fascicolo: Rassegna europea di letteratura italiana | 2025 | N. 65-66
Titolo articolo: Il luogo nella self-fashioning petrarchesca dell’umanista
In questo articolo, che va inserito nell’ambito della ricerca condotta dall’autore sulle diverse autorappresentazioni del Petrarca (amante, pensatore, poeta, ecc.) e sulla rilevanza del luogo nell’intera sua opera, ci si sofferma sulle caratteristiche della dimora, analizzate alla luce dell’autocostruzione del soggetto come umanista dedito agli honesta studia. Lo scenario della sua self-fashioning ci servirà per mettere in evidenza come il testo miri a creare una realtà simbolica più che fattuale.
Lingua: Italiano
Pag. 187-206
Etichette: Francesco Petrarca,
Rivista | Fascicolo: Rassegna europea di letteratura italiana | 2025 | N. 65-66
Autore/i articolo: Romana Brovia
Titolo articolo: Luoghi orridi e paesaggi infernali da Dante a Petrarca
UMuseum of Arts di New York, che rappresenta in forma di allegoria un uomo addormentato che un ramarro salva dal morso velenoso di una serpe, rivela interessanti connessioni con le illustrazioni che Antonio Grifo inserisce, nell’incunabolo queriniano dei Rvf, a commento visuale dei sonetti 31-33, offrendo importanti spunti per la datazione e il contesto dell’attività milanese del Grifo.
Lingua: Italiano
Pag. 151-186
Etichette: Geografia, Natura,
Rivista | Fascicolo: Rassegna europea di letteratura italiana | 2025 | N. 65-66
Titolo articolo: Luoghi orridi e paesaggi infernali da Dante a Petrarca
UMuseum of Arts di New York, che rappresenta in forma di allegoria un uomo addormentato che un ramarro salva dal morso velenoso di una serpe, rivela interessanti connessioni con le illustrazioni che Antonio Grifo inserisce, nell’incunabolo queriniano dei Rvf, a commento visuale dei sonetti 31-33, offrendo importanti spunti per la datazione e il contesto dell’attività milanese del Grifo.
Lingua: Italiano
Pag. 151-186
Etichette: Geografia, Natura,
Rivista | Fascicolo: Rassegna europea di letteratura italiana | 2025 | N. 65-66
Autore/i articolo: Maria Luisa Meneghetti
Titolo articolo: Paesaggio con ramarro: note sulle illustrazioni dell’incunabolo petrarchesco della Biblioteca Queriniana di Brescia (G. V. 15)
Un disegno di Leonardo da Vinci, conservato presso il Metropolitan Museum of Arts di New York, che rappresenta in forma di allegoria un uomo addormentato che un ramarro salva dal morso velenoso di una serpe, rivela interessanti connessioni con le illustrazioni che Antonio Grifo inserisce, nell’incunabolo queriniano dei Rvf, a commento visuale dei sonetti 31-33, offrendo importanti spunti per la datazione e il contesto dell’attività milanese del Grifo.
Lingua: Italiano
Pag. 133-149
Etichette: Biblioteca, Leonardo da Vinci, Allegoria della fedeltà del ramarro, Brescia
Rivista | Fascicolo: Rassegna europea di letteratura italiana | 2025 | N. 65-66
Titolo articolo: Paesaggio con ramarro: note sulle illustrazioni dell’incunabolo petrarchesco della Biblioteca Queriniana di Brescia (G. V. 15)
Un disegno di Leonardo da Vinci, conservato presso il Metropolitan Museum of Arts di New York, che rappresenta in forma di allegoria un uomo addormentato che un ramarro salva dal morso velenoso di una serpe, rivela interessanti connessioni con le illustrazioni che Antonio Grifo inserisce, nell’incunabolo queriniano dei Rvf, a commento visuale dei sonetti 31-33, offrendo importanti spunti per la datazione e il contesto dell’attività milanese del Grifo.
Lingua: Italiano
Pag. 133-149
Etichette: Biblioteca, Leonardo da Vinci, Allegoria della fedeltà del ramarro, Brescia
Rivista | Fascicolo: Rassegna europea di letteratura italiana | 2025 | N. 65-66
Autore/i articolo: Nicolò Morelli
Titolo articolo: Cacce d’amore con Petrarca: paesaggi venatori dell’interiorità nella canzone 23 e nel sonetto 190
Il saggio propone un’analisi comparativa della figura del cervo in Rvf 23 alla luce dell’immagine della cerva in Rvf 190 (rispettivi emblemi dell’amante e dell’amata). Mentre il primo fa riferimento alla tradizione classica che caratterizza l’animale per la sua intensa carica istintiva e sensuale, la seconda evoca un immaginario battesimale e redentivo di matrice cristiana. In questo modo, le due figure mettono in scena atteggiamenti opposti dell’Io lirico nei confronti dell’esperienza amorosa, come emerge anche dalle scene di caccia che i due testi richiamano. Se la canzone 23 rielabora, come è noto, il mito ovidiano di Atteone, il sonetto 190 – col suo immaginario cristologico e venatorio insieme – riecheggia la conversione di sant’Eustachio. Il saggio prenderà quindi in considerazione il costrutto socioculturale della caccia come scenario in limine tra umano e animale, indagando le sue implicazioni nella dinamica cangiante che lega reciprocamente preda e predatore. Nonostante i significati opposti, l’immaginario che risuona nei due testi non rappresenta altro che diversi atteggiamenti terreni del soggetto, in un circolare ritorno su sé stessi.
Lingua: Italiano
Pag. 107-132
Etichette: Caccia, Sonetto, Francesco Petrarca,
Rivista | Fascicolo: Rassegna europea di letteratura italiana | 2025 | N. 65-66
Titolo articolo: Cacce d’amore con Petrarca: paesaggi venatori dell’interiorità nella canzone 23 e nel sonetto 190
Il saggio propone un’analisi comparativa della figura del cervo in Rvf 23 alla luce dell’immagine della cerva in Rvf 190 (rispettivi emblemi dell’amante e dell’amata). Mentre il primo fa riferimento alla tradizione classica che caratterizza l’animale per la sua intensa carica istintiva e sensuale, la seconda evoca un immaginario battesimale e redentivo di matrice cristiana. In questo modo, le due figure mettono in scena atteggiamenti opposti dell’Io lirico nei confronti dell’esperienza amorosa, come emerge anche dalle scene di caccia che i due testi richiamano. Se la canzone 23 rielabora, come è noto, il mito ovidiano di Atteone, il sonetto 190 – col suo immaginario cristologico e venatorio insieme – riecheggia la conversione di sant’Eustachio. Il saggio prenderà quindi in considerazione il costrutto socioculturale della caccia come scenario in limine tra umano e animale, indagando le sue implicazioni nella dinamica cangiante che lega reciprocamente preda e predatore. Nonostante i significati opposti, l’immaginario che risuona nei due testi non rappresenta altro che diversi atteggiamenti terreni del soggetto, in un circolare ritorno su sé stessi.
Lingua: Italiano
Pag. 107-132
Etichette: Caccia, Sonetto, Francesco Petrarca,
Rivista | Fascicolo: Rassegna europea di letteratura italiana | 2025 | N. 65-66