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Autore/i articolo: BENEDETTA BIONDI
Titolo articolo: Il modello dannunziano nel carteggio Campana – Aleramo (1916 – 1917)
Il saggio analizza l’epistolario intercorso tra gli scrittori Dino Campana e Sibilla Aleramo, uniti da una relazione d’amore nel periodo tra il 1916 e il 1917. Il carteggio assume le sembianze di una sorta di romanzo epistolare, ricco di reminiscenze e trasfigurazioni letterarie, in cui i testi di Gabriele D’Annunzio giocano un ruolo determinante.
Lingua: Italiano
Pag. 27 – 34
Etichette: Aleramo Sibilla, Campana Dino, D’Annunzio Gabriele, Carteggio, Biografia, Ottocento, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Rassegna dannunziana | 2002 | N. 42
Titolo articolo: Il modello dannunziano nel carteggio Campana – Aleramo (1916 – 1917)
Il saggio analizza l’epistolario intercorso tra gli scrittori Dino Campana e Sibilla Aleramo, uniti da una relazione d’amore nel periodo tra il 1916 e il 1917. Il carteggio assume le sembianze di una sorta di romanzo epistolare, ricco di reminiscenze e trasfigurazioni letterarie, in cui i testi di Gabriele D’Annunzio giocano un ruolo determinante.
Lingua: Italiano
Pag. 27 – 34
Etichette: Aleramo Sibilla, Campana Dino, D’Annunzio Gabriele, Carteggio, Biografia, Ottocento, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Rassegna dannunziana | 2002 | N. 42
Autore/i articolo: VITO SALIERNO
Titolo articolo: Ornitio
E’ pubblicato in questa sede il carteggio tra Gabriele D’Annunzio e Ninetta Casagrande, moglie dell’ufficiale di marina Eugenio Casagrande, e soprannominata affettuosamente dal Poeta “Ornitio”. Il carteggio, durato per molti anni, sfociò anche in un breve ma intenso periodo d’amore tra i due nel novembre – dicembre 1929.
Lingua: Italiano
Pag. 19 – 26
Etichette: D’Annunzio Gabriele, Casagrande Ninetta, Carteggio, Biografia, Ottocento, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Rassegna dannunziana | 2002 | N. 42
Titolo articolo: Ornitio
E’ pubblicato in questa sede il carteggio tra Gabriele D’Annunzio e Ninetta Casagrande, moglie dell’ufficiale di marina Eugenio Casagrande, e soprannominata affettuosamente dal Poeta “Ornitio”. Il carteggio, durato per molti anni, sfociò anche in un breve ma intenso periodo d’amore tra i due nel novembre – dicembre 1929.
Lingua: Italiano
Pag. 19 – 26
Etichette: D’Annunzio Gabriele, Casagrande Ninetta, Carteggio, Biografia, Ottocento, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Rassegna dannunziana | 2002 | N. 42
Autore/i articolo: FRANCO DI TIZIO
Titolo articolo: Antonino Liberi e D’Annunzio. Carteggio inedito (1927-1933)
Seconda parte del carteggio inedito tra Gabriele D’Annunzio ed Antonino Liberi, ingegnere comunale di Pescara, nonchè cognato del Poeta. Nella prima parte (apparsa sul numero 40 di “Rassegna Dannunziana”) fu trattato il rapporto intercorso tra i due personaggi dal 1921, anno dell’insediamento di D’Annunzio a Villa Cargnacco, sino al 21 febbraio 1927, giorno in cui Liberi fu convocato a Gardone per discutere sui lavori di restauro della casa natale. In questa sede, invece, sono riportati lettere e telegrammi (quasi tutti inediti) intercorsi dal 1927 al 1933, anno in cui Antonino Liberi si spense dopo una lunga malattia ed in condizioni economiche disagiate. Protagoniste del carteggio anche due donne molto amate dal Poeta, la sorella Ernesta e la nipote Nada.
Lingua: Italiano
Pag. 3 – 18
Etichette: D’Annunzio Gabriele, D’Annunzio Ernesta, Liberi Antonino, Liberi Nadia, Carteggio, Ottocento, Novecento, Biografia,
Rivista | Fascicolo: Rassegna dannunziana | 2002 | N. 42
Titolo articolo: Antonino Liberi e D’Annunzio. Carteggio inedito (1927-1933)
Seconda parte del carteggio inedito tra Gabriele D’Annunzio ed Antonino Liberi, ingegnere comunale di Pescara, nonchè cognato del Poeta. Nella prima parte (apparsa sul numero 40 di “Rassegna Dannunziana”) fu trattato il rapporto intercorso tra i due personaggi dal 1921, anno dell’insediamento di D’Annunzio a Villa Cargnacco, sino al 21 febbraio 1927, giorno in cui Liberi fu convocato a Gardone per discutere sui lavori di restauro della casa natale. In questa sede, invece, sono riportati lettere e telegrammi (quasi tutti inediti) intercorsi dal 1927 al 1933, anno in cui Antonino Liberi si spense dopo una lunga malattia ed in condizioni economiche disagiate. Protagoniste del carteggio anche due donne molto amate dal Poeta, la sorella Ernesta e la nipote Nada.
Lingua: Italiano
Pag. 3 – 18
Etichette: D’Annunzio Gabriele, D’Annunzio Ernesta, Liberi Antonino, Liberi Nadia, Carteggio, Ottocento, Novecento, Biografia,
Rivista | Fascicolo: Rassegna dannunziana | 2002 | N. 42
Autore/i libro/articolo recensito: HANNA SERKOWSKA
Titolo libro/articolo recensito: Uscire da una camera delle favole. I romanzi di Elsa Morante
Edizioni: Rabib, Cracovie – 2002
Lingua: Italiano
Pag. 189-193
Recensore/i: Ilaria Splendorini
Etichette: Morante Elsa, Narrativa, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Italies | 2003 | N. 7
Titolo libro/articolo recensito: Uscire da una camera delle favole. I romanzi di Elsa Morante
Edizioni: Rabib, Cracovie – 2002
Lingua: Italiano
Pag. 189-193
Recensore/i: Ilaria Splendorini
Etichette: Morante Elsa, Narrativa, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Italies | 2003 | N. 7
Autore/i libro/articolo recensito: LUISA RICALDONE
Titolo libro/articolo recensito: E tu Austria. Rappresentazioni di un paese nel Novecento letterario italiano
Edizioni: ed. Milella, Lecce – 2003
Lingua: Italiano
Pag. 181-189
Recensore/i: Brigitte Urbani
Etichette: Austria, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Italies | 2003 | N. 7
Titolo libro/articolo recensito: E tu Austria. Rappresentazioni di un paese nel Novecento letterario italiano
Edizioni: ed. Milella, Lecce – 2003
Lingua: Italiano
Pag. 181-189
Recensore/i: Brigitte Urbani
Etichette: Austria, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Italies | 2003 | N. 7
Autore/i libro/articolo recensito: BARTOLOMEO GAMBA
Titolo libro/articolo recensito: Lettere scritte nel mio viaggio d’Italia e di Sicilia
A cura di: Lisa Cerruti
Edizioni: Biblioteca di cultura mediterranea 11, ed. Lussografica, Caltanissetta – 2003
Lingua: Italiano
Pag. 173-181
Recensore/i: Chantal Dauxin
Etichette: Letteratura di viaggio, Sicilia, Ottocento,
Rivista | Fascicolo: Italies | 2003 | N. 7
Titolo libro/articolo recensito: Lettere scritte nel mio viaggio d’Italia e di Sicilia
A cura di: Lisa Cerruti
Edizioni: Biblioteca di cultura mediterranea 11, ed. Lussografica, Caltanissetta – 2003
Lingua: Italiano
Pag. 173-181
Recensore/i: Chantal Dauxin
Etichette: Letteratura di viaggio, Sicilia, Ottocento,
Rivista | Fascicolo: Italies | 2003 | N. 7
Autore/i libro/articolo recensito: *
Titolo libro/articolo recensito: Viaggio a Ragusa, Antologia di testi e documenti
Lingua: Italiano
Pag. 163-172
Recensore/i: Chantal Dauxin
Etichette: Letteratura di viaggio, Sicilia, Ottocento,
Rivista | Fascicolo: Italies | 2003 | N. 7
Titolo libro/articolo recensito: Viaggio a Ragusa, Antologia di testi e documenti
Lingua: Italiano
Pag. 163-172
Recensore/i: Chantal Dauxin
Etichette: Letteratura di viaggio, Sicilia, Ottocento,
Rivista | Fascicolo: Italies | 2003 | N. 7
Autore/i articolo: GENEVIÈVE GRANGER-MATHIEU
Titolo articolo: Les ‘Operette morali’ de Tommaso Landolfi
L’opera di Landolfi, mutuata spesso ad altri autori, comporta almeno due citazioni dichiarate di Leopardi. Al di là dell’ammirazione insita in queste citazioni, Landolfi appare vicino a Leopardi, con cui condivide una cultura immensa, un gusto per lo studio della lingua, un’opposizione al mondo contemporaneo e un radicale pessimismo. L’opera narrativa di Landolfi si avvicina in particolare alle “Operette morali”, che le ispirano giochi di forme, un’onniprensente ironia, una virtuosità linguistica, una visione del mondo penetrata dall’idea della morte. Attraverso confronti estremamente precisi tra testi landolfiani e testi leopardiani, che mostrano la padronanza che l’autrice ha degli uni e degli altri, Geneviève Granger-Mathieu dimostra come, per Landolfi, Leopardi rappresenti innegabilmente un maître-à-penser e un maestro di scrittura.
Lingua: Francese
Pag. 145-160
Etichette: Leopardi Gaicomo, Landolfi Tommaso, Operette morali, Narrativa, Ottocento, Novecento, intertestualità,
Rivista | Fascicolo: Italies | 2003 | N. 7
Titolo articolo: Les ‘Operette morali’ de Tommaso Landolfi
L’opera di Landolfi, mutuata spesso ad altri autori, comporta almeno due citazioni dichiarate di Leopardi. Al di là dell’ammirazione insita in queste citazioni, Landolfi appare vicino a Leopardi, con cui condivide una cultura immensa, un gusto per lo studio della lingua, un’opposizione al mondo contemporaneo e un radicale pessimismo. L’opera narrativa di Landolfi si avvicina in particolare alle “Operette morali”, che le ispirano giochi di forme, un’onniprensente ironia, una virtuosità linguistica, una visione del mondo penetrata dall’idea della morte. Attraverso confronti estremamente precisi tra testi landolfiani e testi leopardiani, che mostrano la padronanza che l’autrice ha degli uni e degli altri, Geneviève Granger-Mathieu dimostra come, per Landolfi, Leopardi rappresenti innegabilmente un maître-à-penser e un maestro di scrittura.
Lingua: Francese
Pag. 145-160
Etichette: Leopardi Gaicomo, Landolfi Tommaso, Operette morali, Narrativa, Ottocento, Novecento, intertestualità,
Rivista | Fascicolo: Italies | 2003 | N. 7
Autore/i articolo: PERLE ABBRUGIATI
Titolo articolo: Les décalages de l’Islandais. Histoire d’un grain de sable
Senza rifare l’analisi della tematica – il braccio di ferro perso per definizione tra uomo e Natura – del testo più noto delle “Operette morali” (“Dialogo della Natura e di un Islandese”), Perle Abbrugiati attira l’attenzione su alcuni fenomeni di scrittura che condizionano il senso globale dell’operetta e che tuttavia sono trattati assai raramente poiché la forza argomentativa di questo dialogo intenso tende ad eclissarli: essenzialmente l’inquadramento narrativo del dialogo e i molteplici effetti di straniamento che relativizzano le giuste ragioni della protesta dell’islandese. Quest’ultimo, grazie a queste proposte di lettura, appare come uno dei personaggi più complessi delle “Operette morali”, poiché è nel contempo portavoce del credo leopardiano e oggetto di derisione da parte del narratore. In questo, il testo in questione sembra il primo vettore del procedimento “antifilosofico” e dell’autoderisione propri alle conclusioni delle “Operette morali”.
Lingua: Francese
Pag. 137-144
Etichette: Leopardi Gaicomo, Operette morali, Trattatistica, Ottocento,
Rivista | Fascicolo: Italies | 2003 | N. 7
Titolo articolo: Les décalages de l’Islandais. Histoire d’un grain de sable
Senza rifare l’analisi della tematica – il braccio di ferro perso per definizione tra uomo e Natura – del testo più noto delle “Operette morali” (“Dialogo della Natura e di un Islandese”), Perle Abbrugiati attira l’attenzione su alcuni fenomeni di scrittura che condizionano il senso globale dell’operetta e che tuttavia sono trattati assai raramente poiché la forza argomentativa di questo dialogo intenso tende ad eclissarli: essenzialmente l’inquadramento narrativo del dialogo e i molteplici effetti di straniamento che relativizzano le giuste ragioni della protesta dell’islandese. Quest’ultimo, grazie a queste proposte di lettura, appare come uno dei personaggi più complessi delle “Operette morali”, poiché è nel contempo portavoce del credo leopardiano e oggetto di derisione da parte del narratore. In questo, il testo in questione sembra il primo vettore del procedimento “antifilosofico” e dell’autoderisione propri alle conclusioni delle “Operette morali”.
Lingua: Francese
Pag. 137-144
Etichette: Leopardi Gaicomo, Operette morali, Trattatistica, Ottocento,
Rivista | Fascicolo: Italies | 2003 | N. 7
Autore/i articolo: ANTONELLA DEL GATTO
Titolo articolo: Il Tasso rivoluzionario. Note intertestuali sul ‘Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare’
L’identità dei personaggi celebri presenti nelle “Operette morali” non ha solo una funzione allusiva ma ha pure un senso intertestuale: le operette che si costruiscono attorno ad essi rinviano implicitamente alla loro opera. Così, nel caso del Tasso, il dialogo tra Torquato e il Genio si basa su una rilettura in chiave parodistica del dialogo tassiano dal titolo Il Messaggiero. Antonella Del Gatto mostra che il testo opera una decostruzione della sua fonte integrandone tuttavia la tensione come ingrediente precipuo alla scrittura tassiana. Per fare ciò, l’autrice si dedica in particolare allo studio della funzione del Genio, in relazione alle riflessioni dello Zibaldone sulla natura del genio, e in seguito paragona la scrittura argomentativa del dialogo leopardiano con quella del Messaggiero.
Lingua: Italiano
Pag. 115-135
Etichette: Leopardi Giacomo, Operette morali, Trattatistica, Ottocento,
Rivista | Fascicolo: Italies | 2003 | N. 7
Titolo articolo: Il Tasso rivoluzionario. Note intertestuali sul ‘Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare’
L’identità dei personaggi celebri presenti nelle “Operette morali” non ha solo una funzione allusiva ma ha pure un senso intertestuale: le operette che si costruiscono attorno ad essi rinviano implicitamente alla loro opera. Così, nel caso del Tasso, il dialogo tra Torquato e il Genio si basa su una rilettura in chiave parodistica del dialogo tassiano dal titolo Il Messaggiero. Antonella Del Gatto mostra che il testo opera una decostruzione della sua fonte integrandone tuttavia la tensione come ingrediente precipuo alla scrittura tassiana. Per fare ciò, l’autrice si dedica in particolare allo studio della funzione del Genio, in relazione alle riflessioni dello Zibaldone sulla natura del genio, e in seguito paragona la scrittura argomentativa del dialogo leopardiano con quella del Messaggiero.
Lingua: Italiano
Pag. 115-135
Etichette: Leopardi Giacomo, Operette morali, Trattatistica, Ottocento,
Rivista | Fascicolo: Italies | 2003 | N. 7
Autore/i articolo: MATTEO PALUMBO
Titolo articolo: Fisica e metafisica nel ‘Copernico’
Matteo Palumbo, dopo aver ricordato la sospensione di questo testo, troppo provocatore per essere incluso nelle prime edizioni delle “Operette morali”, lo definisce una cerniera tra l’insieme della raccolta e le sue conclusioni ultime. L’operetta riassume tutti i temi abbordati in precedenza e conserva le connotazioni fantastiche e satiriche dei testi più vivaci. Ma sistematizza il discorso sulla “nullità del genere umano” e sistematizza anche la teatralità delle operette organizzandosi in quattro scene. La critica dell’antropocentrismo diventa in tal modo critica del pensiero umano e affermazione della cecità dell’uomo rispetto ad una Natura antiprovvidenziale. Copernico appare come la figura emblematica dell’irreversibilità della presa di coscienza leopardiana. Matteo Palumbo, la cui analisi è ricca di rinvii ad altre critiche di questo testo, mostra il ricorrere dell’immagine copernicana in Leopardi (nelle “Operette”, nei “Paralipomeni”, nella “Ginestra”, per non parlare dello “Zibaldone”), nonché la filiazione di questa visione dell’umanità fino a Pirandello.
Lingua: Italiano
Pag. 97-113
Etichette: Leopardi Giacomo, Operette morali, Trattatistica, Ottocento,
Rivista | Fascicolo: Italies | 2003 | N. 7
Titolo articolo: Fisica e metafisica nel ‘Copernico’
Matteo Palumbo, dopo aver ricordato la sospensione di questo testo, troppo provocatore per essere incluso nelle prime edizioni delle “Operette morali”, lo definisce una cerniera tra l’insieme della raccolta e le sue conclusioni ultime. L’operetta riassume tutti i temi abbordati in precedenza e conserva le connotazioni fantastiche e satiriche dei testi più vivaci. Ma sistematizza il discorso sulla “nullità del genere umano” e sistematizza anche la teatralità delle operette organizzandosi in quattro scene. La critica dell’antropocentrismo diventa in tal modo critica del pensiero umano e affermazione della cecità dell’uomo rispetto ad una Natura antiprovvidenziale. Copernico appare come la figura emblematica dell’irreversibilità della presa di coscienza leopardiana. Matteo Palumbo, la cui analisi è ricca di rinvii ad altre critiche di questo testo, mostra il ricorrere dell’immagine copernicana in Leopardi (nelle “Operette”, nei “Paralipomeni”, nella “Ginestra”, per non parlare dello “Zibaldone”), nonché la filiazione di questa visione dell’umanità fino a Pirandello.
Lingua: Italiano
Pag. 97-113
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Rivista | Fascicolo: Italies | 2003 | N. 7
Autore/i articolo: PERLE ABBRUGIATI
Titolo articolo: Leopardi entre désir de sens et désir de bonheur
Nel considerare l’intera opera leopardiana sotto il segno del desiderio, Perle Abbrugiati suggerisce in quest’articolo come, soprattutto nelle “Operette morali”, il desiderio di felicità e il desiderio di senso si completino ed entrino in conflitto. L’opera leopardiana verrà definita come il luogo della coesistenza incompatibile tra un materialismo rigoroso e un desiderio permanente di finalità, un’opera in cui desiderio e disillusione si nutrono reciprocamente e la cui scrittura è determinata da tre principi che si compenetrano: un principio di derisione derivante dalla frustrazione del desiderio di senso ; un principio di nostalgia, il quale comporta che ogni filosofia sia una nostalgia di un’illusione di senso, e, da ultimo, un principio di giovinezza, in virtù del quale vengono rigettate sia l’immaturità che la rassegnazione. Questi tre principi si combinano tra loro per intensificare quel desiderio che, contemporaneamente, viene dichiarato impossibile in quanto tale.
Lingua: Francese
Pag. 89-96
Etichette: Leopardi Giacomo, Operette morali, Trattatistica, Ottocento,
Rivista | Fascicolo: Italies | 2003 | N. 7
Titolo articolo: Leopardi entre désir de sens et désir de bonheur
Nel considerare l’intera opera leopardiana sotto il segno del desiderio, Perle Abbrugiati suggerisce in quest’articolo come, soprattutto nelle “Operette morali”, il desiderio di felicità e il desiderio di senso si completino ed entrino in conflitto. L’opera leopardiana verrà definita come il luogo della coesistenza incompatibile tra un materialismo rigoroso e un desiderio permanente di finalità, un’opera in cui desiderio e disillusione si nutrono reciprocamente e la cui scrittura è determinata da tre principi che si compenetrano: un principio di derisione derivante dalla frustrazione del desiderio di senso ; un principio di nostalgia, il quale comporta che ogni filosofia sia una nostalgia di un’illusione di senso, e, da ultimo, un principio di giovinezza, in virtù del quale vengono rigettate sia l’immaturità che la rassegnazione. Questi tre principi si combinano tra loro per intensificare quel desiderio che, contemporaneamente, viene dichiarato impossibile in quanto tale.
Lingua: Francese
Pag. 89-96
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Rivista | Fascicolo: Italies | 2003 | N. 7
Autore/i articolo: GIUSEPPE SANGIRARDI
Titolo articolo: Profilo di Leopardi prosatore
La vecchia e superata gerarchizzazione tra un Leopardi poeta e un Leopardi prosatore trova una giustificazione nello stesso Leopardi, il quale afferma il primato del linguaggio poetico, se non addirittura la sua egemonia. Ma, se Leopardi intrattiene un’asimettria prosa/poesia, in pratica la prosa, nella sua opera, occupa molto più spazio e rinvia ad opere di natura estremamente diversa. Il panorama della prosa leopardiana è quindi multiforme. Cercare il profilo di tale prosa porta a individuare come, costantemente, prosa e poesia si ritrovino in una relazione dialettica. Le frontiere tra i due campi sono molto più sfumate di quanto non lasci pensare la dicotomia espressa Leopardi. Giuseppe Sangirardi, basandosi in particolare su numerosi brani tratti dalla corrispondenza, dallo “Zibaldone”, dal “Discorso intorno alla poesia romantica” e dalle “Operette morali”, dimostra come, pur permanendo una polarizzazione profonda, Leopardi prende comunque atto, nell’evoluzione del suo discorso e nella sua pratica, che poesia e prosa sono due spazi legati tra loro. La linea di separazione appare in fine meno una differenza di ispirazione o un carattere formale che un rapporto diverso con l’intimità di chi scrive.
Lingua: Italiano
Pag. 61-88
Etichette: Leopardi Giacomo, Operette morali, Trattatistica, Ottocento,
Rivista | Fascicolo: Italies | 2003 | N. 7
Titolo articolo: Profilo di Leopardi prosatore
La vecchia e superata gerarchizzazione tra un Leopardi poeta e un Leopardi prosatore trova una giustificazione nello stesso Leopardi, il quale afferma il primato del linguaggio poetico, se non addirittura la sua egemonia. Ma, se Leopardi intrattiene un’asimettria prosa/poesia, in pratica la prosa, nella sua opera, occupa molto più spazio e rinvia ad opere di natura estremamente diversa. Il panorama della prosa leopardiana è quindi multiforme. Cercare il profilo di tale prosa porta a individuare come, costantemente, prosa e poesia si ritrovino in una relazione dialettica. Le frontiere tra i due campi sono molto più sfumate di quanto non lasci pensare la dicotomia espressa Leopardi. Giuseppe Sangirardi, basandosi in particolare su numerosi brani tratti dalla corrispondenza, dallo “Zibaldone”, dal “Discorso intorno alla poesia romantica” e dalle “Operette morali”, dimostra come, pur permanendo una polarizzazione profonda, Leopardi prende comunque atto, nell’evoluzione del suo discorso e nella sua pratica, che poesia e prosa sono due spazi legati tra loro. La linea di separazione appare in fine meno una differenza di ispirazione o un carattere formale che un rapporto diverso con l’intimità di chi scrive.
Lingua: Italiano
Pag. 61-88
Etichette: Leopardi Giacomo, Operette morali, Trattatistica, Ottocento,
Rivista | Fascicolo: Italies | 2003 | N. 7
Autore/i articolo: DENIS FERRARIS
Titolo articolo: Leopardi: du bon usage des illusions
Le “Operette morali” si costruiscono sulla distanza tra l’infinito del desiderio e la finitudine del piacere. Solo l’illusione sembra in grado di colmare tale distanza, ed è questo il tema della Storia del genere umano in apertura del volume. Denis Ferraris si chiede assieme a Leopardi se le illusioni siano benefiche o malefiche, aumentino o diminuiscano il piacere. Attraverso lo studio di numerose Operette, Ferraris mostra la complessità di tale questione e ricorda che per Leopardi l’illusorietà determina ogni analisi del mondo e ogni riflessione estetica. L’importanza accordata all’errore induce Leopardi a creare il concetto di “errore magnanimo”, in contrasto con la verità che è sterile e uccide – uccide il bambino, l’immaginario, le virtù e l’arte. L’articolo si conclude sulla convergenza dell’illusione e del “vago”, ambedue declinazioni di un medesimo valore insostituibile nella sua indeterminazione.
Lingua: Francese
Pag. 45-59
Etichette: Leopardi Giacomo, Operette morali, Trattatistica, Ottocento,
Rivista | Fascicolo: Italies | 2003 | N. 7
Titolo articolo: Leopardi: du bon usage des illusions
Le “Operette morali” si costruiscono sulla distanza tra l’infinito del desiderio e la finitudine del piacere. Solo l’illusione sembra in grado di colmare tale distanza, ed è questo il tema della Storia del genere umano in apertura del volume. Denis Ferraris si chiede assieme a Leopardi se le illusioni siano benefiche o malefiche, aumentino o diminuiscano il piacere. Attraverso lo studio di numerose Operette, Ferraris mostra la complessità di tale questione e ricorda che per Leopardi l’illusorietà determina ogni analisi del mondo e ogni riflessione estetica. L’importanza accordata all’errore induce Leopardi a creare il concetto di “errore magnanimo”, in contrasto con la verità che è sterile e uccide – uccide il bambino, l’immaginario, le virtù e l’arte. L’articolo si conclude sulla convergenza dell’illusione e del “vago”, ambedue declinazioni di un medesimo valore insostituibile nella sua indeterminazione.
Lingua: Francese
Pag. 45-59
Etichette: Leopardi Giacomo, Operette morali, Trattatistica, Ottocento,
Rivista | Fascicolo: Italies | 2003 | N. 7
Autore/i articolo: PASCAL GABELLONE
Titolo articolo: “La noia è come l’aria”. Expérience et pensée de l’Ennui chez Leopardi
La Noia, a monte della defondazione che caratterizza la poesia moderna, è, per Leopardi, esperienza del Nulla. Esperienza paradossale, poiché annienta ogni dolore in quanto dolore essa stessa. Una “passione” sterile che è “pura sensazione di esistere” e nel complesso un “morire” permanente. La Noia invade tutti i vuoti – il vuoto fondamentale lasciato dall’impossibilità moderna dell’illusione creatrice. Data la sua inattualità, la poesia è l’unica illusione cui la Noia lascia spazio. Pascal Gabellone ne conclude che l’esperienza della Noia si trasforma paradossalmente in pensiero sublime.
Lingua: Francese
Pag. 33-44
Etichette: Leopardi Giacomo, Operette morali, Zibaldone, Trattatistica, Ottocento,
Rivista | Fascicolo: Italies | 2003 | N. 7
Titolo articolo: “La noia è come l’aria”. Expérience et pensée de l’Ennui chez Leopardi
La Noia, a monte della defondazione che caratterizza la poesia moderna, è, per Leopardi, esperienza del Nulla. Esperienza paradossale, poiché annienta ogni dolore in quanto dolore essa stessa. Una “passione” sterile che è “pura sensazione di esistere” e nel complesso un “morire” permanente. La Noia invade tutti i vuoti – il vuoto fondamentale lasciato dall’impossibilità moderna dell’illusione creatrice. Data la sua inattualità, la poesia è l’unica illusione cui la Noia lascia spazio. Pascal Gabellone ne conclude che l’esperienza della Noia si trasforma paradossalmente in pensiero sublime.
Lingua: Francese
Pag. 33-44
Etichette: Leopardi Giacomo, Operette morali, Zibaldone, Trattatistica, Ottocento,
Rivista | Fascicolo: Italies | 2003 | N. 7