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Autore/i articolo: GIOVANNA RIZZARELLI
Titolo articolo: La città di carta e inchiostro: “Le città invisibili” di Italo Calvino e la letteratura utopica
Il fantastico nelle “Città invisibili” si regge su due poli opposti: lo spirito visionario e il rigore geometrico, principi su cui si fonda anche la letteratura utopica, cui le stesse “Città invisibili” sono collegate. Nell’opera calviniana Venezia resta città implicita rispetto a tutte quelle descritte. Le città sono ripartite dalla Rizzarelli in base ad alcuni tratti fondanti: l’acqua, il doppio e la metafora dello specchio, i rapporti astrali e i calcoli errati per cui non si realizzano positivamente i progetti originari. Il codice linguistico adoperato da Calvino, sempre al confine tra prosa e poesia, indica concettualmente l’ambiguità della comunicazione, registra la rottura del rapporto tra significante e significato; tuttavia per lo scrittore non si può rinunciare all’esperienza della creazione artistica, alla ‘forza immaginativa’ della letteratura.
Lingua: Italiano
Pag. 219-235
Etichette: Calvino Italo, Le città invisibili, Utopia, Prosa, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2002 | N. 2-3
Titolo articolo: La città di carta e inchiostro: “Le città invisibili” di Italo Calvino e la letteratura utopica
Il fantastico nelle “Città invisibili” si regge su due poli opposti: lo spirito visionario e il rigore geometrico, principi su cui si fonda anche la letteratura utopica, cui le stesse “Città invisibili” sono collegate. Nell’opera calviniana Venezia resta città implicita rispetto a tutte quelle descritte. Le città sono ripartite dalla Rizzarelli in base ad alcuni tratti fondanti: l’acqua, il doppio e la metafora dello specchio, i rapporti astrali e i calcoli errati per cui non si realizzano positivamente i progetti originari. Il codice linguistico adoperato da Calvino, sempre al confine tra prosa e poesia, indica concettualmente l’ambiguità della comunicazione, registra la rottura del rapporto tra significante e significato; tuttavia per lo scrittore non si può rinunciare all’esperienza della creazione artistica, alla ‘forza immaginativa’ della letteratura.
Lingua: Italiano
Pag. 219-235
Etichette: Calvino Italo, Le città invisibili, Utopia, Prosa, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2002 | N. 2-3
Autore/i articolo: ANGELO R. PUPINO
Titolo articolo: D’Annunzio dal tempo lineare al tempo circolare. Incontro con Nietzsche
Pupino si sofferma dapprima sull’uso del termine ‘virile’ in D’Annunzio, poi sulla considerazione del simbolismo, che nello scrittore si affacciava già nel 1892, e sull’abbandono progressivo dell’evoluzionismo in favore di una dimensione atemporale e alineare. Il presente non succede più al passato e prelude al futuro, ma suscita invece un ritorno al passato; nel presente si congiungono passato e futuro, cioè le direzioni opposte del tempo.
Lingua: Italiano
Pag. 197-218
Etichette: D’Annunzio Gabriele, Nietzsche Friedrich, Prosa, Poesia, Ottocento, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2002 | N. 2-3
Titolo articolo: D’Annunzio dal tempo lineare al tempo circolare. Incontro con Nietzsche
Pupino si sofferma dapprima sull’uso del termine ‘virile’ in D’Annunzio, poi sulla considerazione del simbolismo, che nello scrittore si affacciava già nel 1892, e sull’abbandono progressivo dell’evoluzionismo in favore di una dimensione atemporale e alineare. Il presente non succede più al passato e prelude al futuro, ma suscita invece un ritorno al passato; nel presente si congiungono passato e futuro, cioè le direzioni opposte del tempo.
Lingua: Italiano
Pag. 197-218
Etichette: D’Annunzio Gabriele, Nietzsche Friedrich, Prosa, Poesia, Ottocento, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2002 | N. 2-3
Autore/i articolo: BRUNO PORCELLI
Titolo articolo: Spazio e tempo nel “Deserto dei Tartari”
Si tratta di una rilettura di “Il deserto dei Tartari” di Dino Buzzati secondo le categorie spaziale e temporale. Lo spazio è dato dalla città, contrapposta alla Fortezza e al deserto; il tempo si configura secondo cinque caratteristiche: tempo psicologico, biologico, delle stagioni, metereologico, dell’orologio.
Lingua: Italiano
Pag. 181-195
Etichette: Buzzati Dino, Il deserto dei Tartari, Romanzo, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2002 | N. 2-3
Titolo articolo: Spazio e tempo nel “Deserto dei Tartari”
Si tratta di una rilettura di “Il deserto dei Tartari” di Dino Buzzati secondo le categorie spaziale e temporale. Lo spazio è dato dalla città, contrapposta alla Fortezza e al deserto; il tempo si configura secondo cinque caratteristiche: tempo psicologico, biologico, delle stagioni, metereologico, dell’orologio.
Lingua: Italiano
Pag. 181-195
Etichette: Buzzati Dino, Il deserto dei Tartari, Romanzo, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2002 | N. 2-3
Autore/i articolo: LUCIO LUGNANI
Titolo articolo: Il tempo umano in letteratura
Partendo dalla distinzione di Benveniste fra ‘tempo cronico’ ed esperienza umana del tempo, dalla considerazione che il racconto ‘manipola’ il tempo, che il tempo della narrazione è diverso da quello della storia raccontata e che l’intreccio non coincide con la fabula, Lugnani attraversa l’idillio leopardiano “Alla luna” e si ferma su due testi di Gadda: l’ultimo racconto di “L’Adalgisa”, eponimo della raccolta, e “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana”.
Lingua: Italiano
Pag. 163-180
Etichette: Leopardi Giacomo, Gadda Carlo Emilio, Alla luna, L’Adalgisa, Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, Prosa, Poesia, Ottocento, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2002 | N. 2-3
Titolo articolo: Il tempo umano in letteratura
Partendo dalla distinzione di Benveniste fra ‘tempo cronico’ ed esperienza umana del tempo, dalla considerazione che il racconto ‘manipola’ il tempo, che il tempo della narrazione è diverso da quello della storia raccontata e che l’intreccio non coincide con la fabula, Lugnani attraversa l’idillio leopardiano “Alla luna” e si ferma su due testi di Gadda: l’ultimo racconto di “L’Adalgisa”, eponimo della raccolta, e “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana”.
Lingua: Italiano
Pag. 163-180
Etichette: Leopardi Giacomo, Gadda Carlo Emilio, Alla luna, L’Adalgisa, Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, Prosa, Poesia, Ottocento, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2002 | N. 2-3
Autore/i articolo: STEFANO LAZZARIN
Titolo articolo: “Ces terrifiantes histoires de maisons hantées …”. Su alcune case infestate del Novecento italiano
Lazzarin prende in considerazione la categoria del ‘fantastico’ e la applica al topos della casa infestata dai fantasmi rintracciandone esempi nella letteratura europea, dai castelli del romanzo gotico ad Alberto Savinio. Quattro sono le opere analizzate: “La casa ispirata” di Savinio stesso, “Eppure battono alla porta” di Dino Buzzati, “Racconto d’autunno” di Tommaso Landolfi e qualche racconto di “Centuria” di Giorgio Manganelli. Un breve ‘excursus’ registra ancora sul tema i nomi di Luigi Pirandello, Grazia Deledda, Giorgio Vigolo, Antonio Tabucchi, Italo Calvino, Umberto Eco.
Lingua: Italiano
Pag. 143-161
Etichette: Savinio Alberto, Buzzati Dino, Landolfi Tommaso, Manganelli Giorgio, Fantastico, Prosa, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2002 | N. 2-3
Titolo articolo: “Ces terrifiantes histoires de maisons hantées …”. Su alcune case infestate del Novecento italiano
Lazzarin prende in considerazione la categoria del ‘fantastico’ e la applica al topos della casa infestata dai fantasmi rintracciandone esempi nella letteratura europea, dai castelli del romanzo gotico ad Alberto Savinio. Quattro sono le opere analizzate: “La casa ispirata” di Savinio stesso, “Eppure battono alla porta” di Dino Buzzati, “Racconto d’autunno” di Tommaso Landolfi e qualche racconto di “Centuria” di Giorgio Manganelli. Un breve ‘excursus’ registra ancora sul tema i nomi di Luigi Pirandello, Grazia Deledda, Giorgio Vigolo, Antonio Tabucchi, Italo Calvino, Umberto Eco.
Lingua: Italiano
Pag. 143-161
Etichette: Savinio Alberto, Buzzati Dino, Landolfi Tommaso, Manganelli Giorgio, Fantastico, Prosa, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2002 | N. 2-3
Autore/i articolo: PASQUALE GUARAGNELLA
Titolo articolo: Tempi e luoghi in “Quindici minuti di ritardo” di Elio Vittorini
Guaragnella prende in esame il racconto di Vittorini “Quindici minuti di ritardo”, che fa parte di “Piccola borghesia”, raccolta di narrazioni in cui “non succede niente”. Lo studioso richiama per la figura del protagonista, Adolfo Marsanich, la biografia vittoriniana, ma anche Svevo e Montale, nonché Joice. Si richiamano anche il “Viaggio in Sardegna” e qualche altro scritto vittoriniano e si evidenziano i tempi rigorosamente scanditi delle giornate lavorative di Adolfo e il tempo ‘senza orologio’ delle sue giornate festive.
Lingua: Italiano
Pag. 131-141
Etichette: Vittorini Elio, Montale Eugenio, Joice James, Quindici minuti di ritardo, Solaria, Piccola borghesia, Viaggio in Sardegna, Prosa, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2002 | N. 2-3
Titolo articolo: Tempi e luoghi in “Quindici minuti di ritardo” di Elio Vittorini
Guaragnella prende in esame il racconto di Vittorini “Quindici minuti di ritardo”, che fa parte di “Piccola borghesia”, raccolta di narrazioni in cui “non succede niente”. Lo studioso richiama per la figura del protagonista, Adolfo Marsanich, la biografia vittoriniana, ma anche Svevo e Montale, nonché Joice. Si richiamano anche il “Viaggio in Sardegna” e qualche altro scritto vittoriniano e si evidenziano i tempi rigorosamente scanditi delle giornate lavorative di Adolfo e il tempo ‘senza orologio’ delle sue giornate festive.
Lingua: Italiano
Pag. 131-141
Etichette: Vittorini Elio, Montale Eugenio, Joice James, Quindici minuti di ritardo, Solaria, Piccola borghesia, Viaggio in Sardegna, Prosa, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2002 | N. 2-3
Autore/i articolo: NICOLA GARDINI
Titolo articolo: Amelia Rosselli e lo spazio della fuga
Secondo Gardini spazio e tempo in poesia sono unificati e ugualmente lo sono il tempo della poesia e quello della sua lettura. I riferimenti spaziali in poesia non danno indicazioni topografiche; lo spazio della poesia è soltanto la forma del testo. Nel passare da queste considerazioni generali ad Amelia Rosselli Gardini indica come caratteristiche della sua poesia l’inclusione e l’introversione ed esemplifica brevemente alcune sue scelte stilistiche, richiamando fra l’altro “L’infinito” di Leopardi.
Lingua: Italiano
Pag. 125-130
Etichette: Rosselli Amelia, Leopardi Giacomo, L’infinito, Poesia, Ottocento, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2002 | N. 2-3
Titolo articolo: Amelia Rosselli e lo spazio della fuga
Secondo Gardini spazio e tempo in poesia sono unificati e ugualmente lo sono il tempo della poesia e quello della sua lettura. I riferimenti spaziali in poesia non danno indicazioni topografiche; lo spazio della poesia è soltanto la forma del testo. Nel passare da queste considerazioni generali ad Amelia Rosselli Gardini indica come caratteristiche della sua poesia l’inclusione e l’introversione ed esemplifica brevemente alcune sue scelte stilistiche, richiamando fra l’altro “L’infinito” di Leopardi.
Lingua: Italiano
Pag. 125-130
Etichette: Rosselli Amelia, Leopardi Giacomo, L’infinito, Poesia, Ottocento, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2002 | N. 2-3
Autore/i articolo: BRUNO FERRARO
Titolo articolo: Tempi onirici e spazi virtuali in “Sogni di sogni” di Antonio Tabucchi
Spazio e tempo in Tabucchi sono strutture portanti della narrazione e permettono la coesistenza sullo stesso piano di realtà e sogno. Lo scrittore si serve del sogno fra l’altro per permettersi anacronismi. “Sogni di sogni” è una raccolta in cui i venti racconti che la compongono possono essere letti in qualsiasi successione senza che nulla cambi, malgrado siaano stampati secondo l’ordine cronologico delle vicende narrate, tranne che all’interno del gruppo ottocentesco. Ogni personaggio si situa in due ambientazioni, quella reale e quella del sogno. Su queste premesse Ferraro passa in rassegna i venti sogni, cui nell’opera di Tabucchi segue la scheda biobibliografica di ciascun personaggio dei racconti. Nelle ultime due pagine in una griglia sono elencati i venti protagonisti/sognatori correlati ciascuno con spazio reale/onirico, tempo reaale/onirico, personaggi importanti del sogno, bestiario e cibo cui si fa riferimento, suono che si ode nel singolo racconto.
Lingua: Italiano
Pag. 111-123
Etichette: Tabucchi Antonio, Sogni di sogni, Racconto, Prosa, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2002 | N. 2-3
Titolo articolo: Tempi onirici e spazi virtuali in “Sogni di sogni” di Antonio Tabucchi
Spazio e tempo in Tabucchi sono strutture portanti della narrazione e permettono la coesistenza sullo stesso piano di realtà e sogno. Lo scrittore si serve del sogno fra l’altro per permettersi anacronismi. “Sogni di sogni” è una raccolta in cui i venti racconti che la compongono possono essere letti in qualsiasi successione senza che nulla cambi, malgrado siaano stampati secondo l’ordine cronologico delle vicende narrate, tranne che all’interno del gruppo ottocentesco. Ogni personaggio si situa in due ambientazioni, quella reale e quella del sogno. Su queste premesse Ferraro passa in rassegna i venti sogni, cui nell’opera di Tabucchi segue la scheda biobibliografica di ciascun personaggio dei racconti. Nelle ultime due pagine in una griglia sono elencati i venti protagonisti/sognatori correlati ciascuno con spazio reale/onirico, tempo reaale/onirico, personaggi importanti del sogno, bestiario e cibo cui si fa riferimento, suono che si ode nel singolo racconto.
Lingua: Italiano
Pag. 111-123
Etichette: Tabucchi Antonio, Sogni di sogni, Racconto, Prosa, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2002 | N. 2-3
Autore/i articolo: MICHELE DELL’AQUILA
Titolo articolo: Il tempo immobile e il chiuso spazio dei segreti nei primi racconti di Alvaro
Nei primi racconti di Alvaro per lo più non si coglie lo scorrere del tempo. Dell’Aquila parte da questa affermazione, però, per rivendicare la centralità poetica dei racconti, soprattutto dei primi, raccolti in “L’amata alla finestra”, racconti che lo studioso passa in rassegna.
Lingua: Italiano
Pag. 97-109
Etichette: Alvaro Corrado, Bontempelli Massimo, L’amata alla finestra, Racconto, Prosa, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2002 | N. 2-3
Titolo articolo: Il tempo immobile e il chiuso spazio dei segreti nei primi racconti di Alvaro
Nei primi racconti di Alvaro per lo più non si coglie lo scorrere del tempo. Dell’Aquila parte da questa affermazione, però, per rivendicare la centralità poetica dei racconti, soprattutto dei primi, raccolti in “L’amata alla finestra”, racconti che lo studioso passa in rassegna.
Lingua: Italiano
Pag. 97-109
Etichette: Alvaro Corrado, Bontempelli Massimo, L’amata alla finestra, Racconto, Prosa, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2002 | N. 2-3
Autore/i articolo: DAVIDE DE CAMILLI
Titolo articolo: La cognizione del tempo nel “Mestiere di vivere” di Cesare Pavese
Nel “Mestiere di vivere” Pavese dà continuamente notazioni temporali, ma non indicazioni spaziali; il tempo che passa è tuttavia la costante nota dolorosa. Per lui, come è stato già scritto, si può parlare di tempo/dolore. Altra dimensione del tempo è quella della lontananza, importantissima nel suo caso perché collegata alla possibilità del mito, con i rischi, però, del rifugiarsi al di fuori del tempo reale.
Lingua: Italiano
Pag. 85-95
Etichette: Pavese Cesare, Il mestiere di vivere, Prosa, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2002 | N. 2-3
Titolo articolo: La cognizione del tempo nel “Mestiere di vivere” di Cesare Pavese
Nel “Mestiere di vivere” Pavese dà continuamente notazioni temporali, ma non indicazioni spaziali; il tempo che passa è tuttavia la costante nota dolorosa. Per lui, come è stato già scritto, si può parlare di tempo/dolore. Altra dimensione del tempo è quella della lontananza, importantissima nel suo caso perché collegata alla possibilità del mito, con i rischi, però, del rifugiarsi al di fuori del tempo reale.
Lingua: Italiano
Pag. 85-95
Etichette: Pavese Cesare, Il mestiere di vivere, Prosa, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2002 | N. 2-3
Autore/i articolo: MARCELLO CICCUTO
Titolo articolo: L’immagine dello spazio nelle “Città invisibili” di Italo Calvino
Nelle “Città invisibili” Calvino compie un percorso che è un ‘viaggio verso le immagini’. Ciccuto confronta in alcuni luoghi dell’opera del narratore le parole e le immagini; le prime risultano un impoverimento delle seconde. La linea di tendenza è verso un’immagine talmente piena di senso da non poterla dominare verbalmente. Nell’opera in questione Calvino si impegna “in una pratica di rinnovamento/rifondazione della parola”.
Lingua: Italiano
Pag. 77-84
Etichette: Calvino Italo, Le città invisibili, Narrativa, Prosa, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2002 | N. 2-3
Titolo articolo: L’immagine dello spazio nelle “Città invisibili” di Italo Calvino
Nelle “Città invisibili” Calvino compie un percorso che è un ‘viaggio verso le immagini’. Ciccuto confronta in alcuni luoghi dell’opera del narratore le parole e le immagini; le prime risultano un impoverimento delle seconde. La linea di tendenza è verso un’immagine talmente piena di senso da non poterla dominare verbalmente. Nell’opera in questione Calvino si impegna “in una pratica di rinnovamento/rifondazione della parola”.
Lingua: Italiano
Pag. 77-84
Etichette: Calvino Italo, Le città invisibili, Narrativa, Prosa, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2002 | N. 2-3
Autore/i articolo: RAFFAELE CAVALLUZZI
Titolo articolo: Neorealismo: dimensioni spazio-temporali di un’utopia della realtà
L’indagine si ferma sugli anni fra il 1945 e il 1950 circa, anni in cui si ha una prima riflessione dopo il periodo della Resistenza. Precede questa fase il ‘ritorno alla realtà’, avviatosi in Italia con “Gli indifferenti” di Moravia nel 1929 e la lunga elaborazione delle opere di Gadda. I testi su cui ci si sofferma (“Le donne di Messina” di Vittorini, “Le terre del Sacramento” di Jovine, “Se questo è un uomo” di Levi, “Il partigiani Johnny” di Fenoglio, “La casa in collina” di Pavese) rappresentano tuttavia “lo scacco della presa di contatto con l’insuperabile drammaticità del reale”.
Lingua: Italiano
Pag. 71-75
Etichette: Vittorini Elio, Pavese Cesare, Fenoglio Beppe, Jovine Francesco, Levi Primo, Neorealismo, Romanzo, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2002 | N. 2-3
Titolo articolo: Neorealismo: dimensioni spazio-temporali di un’utopia della realtà
L’indagine si ferma sugli anni fra il 1945 e il 1950 circa, anni in cui si ha una prima riflessione dopo il periodo della Resistenza. Precede questa fase il ‘ritorno alla realtà’, avviatosi in Italia con “Gli indifferenti” di Moravia nel 1929 e la lunga elaborazione delle opere di Gadda. I testi su cui ci si sofferma (“Le donne di Messina” di Vittorini, “Le terre del Sacramento” di Jovine, “Se questo è un uomo” di Levi, “Il partigiani Johnny” di Fenoglio, “La casa in collina” di Pavese) rappresentano tuttavia “lo scacco della presa di contatto con l’insuperabile drammaticità del reale”.
Lingua: Italiano
Pag. 71-75
Etichette: Vittorini Elio, Pavese Cesare, Fenoglio Beppe, Jovine Francesco, Levi Primo, Neorealismo, Romanzo, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2002 | N. 2-3
Autore/i articolo: GIUSEPPE A. CAMERINO
Titolo articolo: Il tempo nella poesia di Saba
Il tempo nella poesia di Saba distingue nel “Canzoniere” una prima fase, fino al 1921, e una successiva. Si tratta di un tempo interiorizzato, non rappresentato mediante immagini naturali o oggetti. Nella prima fase spicca il motivo del tempo passato come ormai perduto, nell’ottica del rimpianto. Dopo il 1921 il rapporto con il passato si articola maggiormente. Non rari i momenti in cui si evoca il ritorno, la ripetizione del passato.
Lingua: Italiano
Pag. 63-70
Etichette: Saba Umberto, Poesia, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2002 | N. 2-3
Titolo articolo: Il tempo nella poesia di Saba
Il tempo nella poesia di Saba distingue nel “Canzoniere” una prima fase, fino al 1921, e una successiva. Si tratta di un tempo interiorizzato, non rappresentato mediante immagini naturali o oggetti. Nella prima fase spicca il motivo del tempo passato come ormai perduto, nell’ottica del rimpianto. Dopo il 1921 il rapporto con il passato si articola maggiormente. Non rari i momenti in cui si evoca il ritorno, la ripetizione del passato.
Lingua: Italiano
Pag. 63-70
Etichette: Saba Umberto, Poesia, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2002 | N. 2-3
Autore/i articolo: GUIDO BONSAVER
Titolo articolo: Città senza tempo: cronologia “debole” e tracce benjaminiane nelle “Città invisibili” di Italo Calvino
Calvino in “Le città invisibili” sovverte ogni criterio temporale nell’intreccio narrativo; si deve parlare a proposito di quest’opera di ‘acronia’. Notevole importanza ha l’indice dell’opera, insolitamente anteposto ad essa. L’ordine della narrazione è geometrizzante; si può parlare di raccolta di singoli frammenti in cui si esprimono le predilezioni per il gioco combinatorio e per la sperimentazione. Al fondo delle scelte dell’autore non sono assenti disillusione e frustrazione nei confronti della cultura, della politica, della società. Particolarmente importante nelle “Città invisibili” la concezione di tempo e storia di Walter Benjamin, di cui la casa editrice Einaudi negli anni Sessanta del Novecento aveva intrapreso traduzione e pubblicazione degli scritti maggiori; fra i due scrittori si rilevano “coincidenza di immagini descrittive, di codici stilistici”.
Lingua: Italiano
Pag. 51-62
Etichette: Calvino Italo, Le città invisibili, Benjamin Walter, Narrativa, Prosa, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2002 | N. 2-3
Titolo articolo: Città senza tempo: cronologia “debole” e tracce benjaminiane nelle “Città invisibili” di Italo Calvino
Calvino in “Le città invisibili” sovverte ogni criterio temporale nell’intreccio narrativo; si deve parlare a proposito di quest’opera di ‘acronia’. Notevole importanza ha l’indice dell’opera, insolitamente anteposto ad essa. L’ordine della narrazione è geometrizzante; si può parlare di raccolta di singoli frammenti in cui si esprimono le predilezioni per il gioco combinatorio e per la sperimentazione. Al fondo delle scelte dell’autore non sono assenti disillusione e frustrazione nei confronti della cultura, della politica, della società. Particolarmente importante nelle “Città invisibili” la concezione di tempo e storia di Walter Benjamin, di cui la casa editrice Einaudi negli anni Sessanta del Novecento aveva intrapreso traduzione e pubblicazione degli scritti maggiori; fra i due scrittori si rilevano “coincidenza di immagini descrittive, di codici stilistici”.
Lingua: Italiano
Pag. 51-62
Etichette: Calvino Italo, Le città invisibili, Benjamin Walter, Narrativa, Prosa, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2002 | N. 2-3
Autore/i articolo: LUIGI BLASUCCI
Titolo articolo: Percorso di un tema montaliano: il tempo
Testo letto al convegno “Esperienze del tempo”, tenutosi a Firenze dal 19 al 20 marzo 2001. Si indica che nella poesia di Montale il tempo è presente come “misura interna agli eventi narrati, […] oggetto di rappresentazione diretta, […] tema stesso di riflessione”, seppure in misura diversa. Ampie esemplificazioni dalle liriche.
Lingua: Italiano
Pag. 35-49
Etichette: Montale Eugenio, Leopardi Giacomo, Bergson Henry, Jung Gustav, Poesia, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2002 | N. 2-3
Titolo articolo: Percorso di un tema montaliano: il tempo
Testo letto al convegno “Esperienze del tempo”, tenutosi a Firenze dal 19 al 20 marzo 2001. Si indica che nella poesia di Montale il tempo è presente come “misura interna agli eventi narrati, […] oggetto di rappresentazione diretta, […] tema stesso di riflessione”, seppure in misura diversa. Ampie esemplificazioni dalle liriche.
Lingua: Italiano
Pag. 35-49
Etichette: Montale Eugenio, Leopardi Giacomo, Bergson Henry, Jung Gustav, Poesia, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2002 | N. 2-3