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Autore/i articolo: FRANCESCA FAVARO
Titolo articolo: Spunti di riflessione su di una possibile tendenza critica: Cristina Campo, Giancarlo Pontiggia, Giuseppe Pontiggia e un recente numero della rivista “Poesia”
Infine, nel contributo intitolato “Spunti di riflessione su una possibile tendenza critica: Cristina Campo, Giancarlo Pontiggia, Giuseppe Pontiggia e un recente numero della rivista ‘Poesia’ ” Francesca Favaro offre una panoramica significativa dello stato attuale della critica in Italia, partendo dagli orientamenti di vari studiosi che di critica poetica si sono occupati, quali appunto Giancarlo Pontiggia e Pietro Citati, ma anche Borges e Dante. Una delle riviste che si interessa da molti anni di analizzare i testi dei poeti è “Poesia”, diretta da Nicola Crocetti, che in particolare, nel numero 278 del gennaio 2013, ha pubblicato duecento biografie dei più diversi autori, da Omero ai contemporanei, dall’Oriente all’Occidente, dedicando ad ognuno una sola pagina comprendente la biografia e il testo dell’autore in analisi, dimostrando come anche nell’esiguità dello spazio riservato a ciascun poeta si siano potuti fornire elementi essenziali, ma non banali, di conoscenza. Del resto, ciò era già stato provato da Giuseppe Pontiggia con la raccolta “I contemporanei del futuro”, che aveva racchiuso in circa due pagine importanti opere letterarie. La stessa Cristina Campo rappresenta il critico-poeta in maniera esemplare, in quanto credeva fortemente nella funzione liturgica, sacrale del testo.
Lingua: Italiano
Pag. 93-99
Etichette: Campo Cristina, Pontiggia Giancarlo, Pontiggia Giuseppe, Opera, Poesia, Prosa, Testo, Rivista, Letteratura, Critica letteraria, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Testo | 2016 | N. 71
Titolo articolo: Spunti di riflessione su di una possibile tendenza critica: Cristina Campo, Giancarlo Pontiggia, Giuseppe Pontiggia e un recente numero della rivista “Poesia”
Infine, nel contributo intitolato “Spunti di riflessione su una possibile tendenza critica: Cristina Campo, Giancarlo Pontiggia, Giuseppe Pontiggia e un recente numero della rivista ‘Poesia’ ” Francesca Favaro offre una panoramica significativa dello stato attuale della critica in Italia, partendo dagli orientamenti di vari studiosi che di critica poetica si sono occupati, quali appunto Giancarlo Pontiggia e Pietro Citati, ma anche Borges e Dante. Una delle riviste che si interessa da molti anni di analizzare i testi dei poeti è “Poesia”, diretta da Nicola Crocetti, che in particolare, nel numero 278 del gennaio 2013, ha pubblicato duecento biografie dei più diversi autori, da Omero ai contemporanei, dall’Oriente all’Occidente, dedicando ad ognuno una sola pagina comprendente la biografia e il testo dell’autore in analisi, dimostrando come anche nell’esiguità dello spazio riservato a ciascun poeta si siano potuti fornire elementi essenziali, ma non banali, di conoscenza. Del resto, ciò era già stato provato da Giuseppe Pontiggia con la raccolta “I contemporanei del futuro”, che aveva racchiuso in circa due pagine importanti opere letterarie. La stessa Cristina Campo rappresenta il critico-poeta in maniera esemplare, in quanto credeva fortemente nella funzione liturgica, sacrale del testo.
Lingua: Italiano
Pag. 93-99
Etichette: Campo Cristina, Pontiggia Giancarlo, Pontiggia Giuseppe, Opera, Poesia, Prosa, Testo, Rivista, Letteratura, Critica letteraria, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Testo | 2016 | N. 71
Autore/i articolo: CLARA CARDOLINI RIZZO
Titolo articolo: L’io, gli altri e la storia. Sulla poetica di Andrea Zanzotto
Nella sezione “Note” leggiamo il saggio “L’io, gli altri e la storia. Sulla poetica di Andrea Zanzotto” in cui Clara Cardolini Rizzo evidenzia come per il poeta di Pieve di Soligo la storia non sia altro che tutto quanto sottende alla vera, più profonda poesia nel suo ruolo di “magistra vitae”, sebbene ormai spodestata dal trono del sapere sul quale era stata imposta da secoli. In ogni testo poetico, infatti, si trova la radice del reale, al tempo stesso speranza, libertà e mezzo di salvazione dai pericoli del presente, con un senso religioso che spinge a considerarlo quasi oggetto di trascendenza, desiderio concreto di aspirazione all’eterno mistero del divino. In particolare, in “Conversazione con Mario Breda” (Milano, Garzanti, 2009) Zanzotto, partendo dalle ascendenze lucreziane e bruniane della propria poetica, rileva come la parola stessa “religio” non derivi da “religare”, ma da “eligere”, ovverossia trattasi di una scelta, non di un legame che si stabilisce con l’ente soprannaturale. Tuttavia essa non è esperienza mistica, ma “atto d’amore verso la realtà”, secondo lo studioso, benché appunto ad essa sia sottesa una forte radice cristiana.
Lingua: Italiano
Pag. 76-91
Etichette: Zanzotto Andrea, Opera, Poesia, Prosa, Testo, Storia, Letteratura, Politica, Resistenza, Critica letteraria, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Testo | 2016 | N. 71
Titolo articolo: L’io, gli altri e la storia. Sulla poetica di Andrea Zanzotto
Nella sezione “Note” leggiamo il saggio “L’io, gli altri e la storia. Sulla poetica di Andrea Zanzotto” in cui Clara Cardolini Rizzo evidenzia come per il poeta di Pieve di Soligo la storia non sia altro che tutto quanto sottende alla vera, più profonda poesia nel suo ruolo di “magistra vitae”, sebbene ormai spodestata dal trono del sapere sul quale era stata imposta da secoli. In ogni testo poetico, infatti, si trova la radice del reale, al tempo stesso speranza, libertà e mezzo di salvazione dai pericoli del presente, con un senso religioso che spinge a considerarlo quasi oggetto di trascendenza, desiderio concreto di aspirazione all’eterno mistero del divino. In particolare, in “Conversazione con Mario Breda” (Milano, Garzanti, 2009) Zanzotto, partendo dalle ascendenze lucreziane e bruniane della propria poetica, rileva come la parola stessa “religio” non derivi da “religare”, ma da “eligere”, ovverossia trattasi di una scelta, non di un legame che si stabilisce con l’ente soprannaturale. Tuttavia essa non è esperienza mistica, ma “atto d’amore verso la realtà”, secondo lo studioso, benché appunto ad essa sia sottesa una forte radice cristiana.
Lingua: Italiano
Pag. 76-91
Etichette: Zanzotto Andrea, Opera, Poesia, Prosa, Testo, Storia, Letteratura, Politica, Resistenza, Critica letteraria, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Testo | 2016 | N. 71
Autore/i articolo: PAOLO SENNA
Titolo articolo: Il mottetto “Ecco il segno; s’innerva”: un autografo e note di esegesi
In “Il mottetto ‘Ecco il segno; s’innerva’: un autografo e note di esegesi” Paolo Senna ricostruisce la storia della pubblicazione di uno dei mottetti di Eugenio Montale, comparso nel 1939 presso una rivista torinese, a cura di Ezio Saini, “un giovane critico…poeta e collaboratore di periodici letterari, impiegato presso la sede torinese dell’EIAR, l’Ente Italiano Audizioni Radiofoniche”, secondo la nota dello studioso, che rileva anche come la poesia sia stata singolarmente accompagnata dalla riproduzione fotografica dell’autografo, allegato all’articolo stesso. Inoltre, vengono registrate le qualità morali che caratterizzano l’atteggiamento di Montale, ovvero l’essere vissuto sempre appartato, fedele al proprio dettato culturale, evitando di seguire le mode, anzi producendo pochi e ben meditati testi. Sono da segnalare altresì le varianti della lirica, come pure la diversa datazione delle due versioni, e perfino il cambio del titolo della raccolta di cui la poesia farà parte, da “Mottetti” a “Le Occasioni”. Non meno considerevole rilevare infine che il “mottetto” preannuncia l’arrivo, nella poetica montaliana, della donna-angelo, ispirata all’eterno femminino letterario.
Lingua: Italiano
Pag. 45-72
Etichette: Montale Eugenio, Opera, Poesia, Prosa, Letteratura, Critica letteraria, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Testo | 2016 | N. 71
Titolo articolo: Il mottetto “Ecco il segno; s’innerva”: un autografo e note di esegesi
In “Il mottetto ‘Ecco il segno; s’innerva’: un autografo e note di esegesi” Paolo Senna ricostruisce la storia della pubblicazione di uno dei mottetti di Eugenio Montale, comparso nel 1939 presso una rivista torinese, a cura di Ezio Saini, “un giovane critico…poeta e collaboratore di periodici letterari, impiegato presso la sede torinese dell’EIAR, l’Ente Italiano Audizioni Radiofoniche”, secondo la nota dello studioso, che rileva anche come la poesia sia stata singolarmente accompagnata dalla riproduzione fotografica dell’autografo, allegato all’articolo stesso. Inoltre, vengono registrate le qualità morali che caratterizzano l’atteggiamento di Montale, ovvero l’essere vissuto sempre appartato, fedele al proprio dettato culturale, evitando di seguire le mode, anzi producendo pochi e ben meditati testi. Sono da segnalare altresì le varianti della lirica, come pure la diversa datazione delle due versioni, e perfino il cambio del titolo della raccolta di cui la poesia farà parte, da “Mottetti” a “Le Occasioni”. Non meno considerevole rilevare infine che il “mottetto” preannuncia l’arrivo, nella poetica montaliana, della donna-angelo, ispirata all’eterno femminino letterario.
Lingua: Italiano
Pag. 45-72
Etichette: Montale Eugenio, Opera, Poesia, Prosa, Letteratura, Critica letteraria, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Testo | 2016 | N. 71
Autore/i articolo: GIANLUCA CINELLI
Titolo articolo: Illusione, inganno, artificio. La poetica morale di Manzoni tra gli “Inni sacri” e “Il conte di Carmagnola”
Nel successivo “Illusione, inganno, artificio. La poetica morale di Manzoni tra gli ‘Inni Sacri’ e ‘Il conte di Carmagnola’ ” Gianluca Cinelli sottolinea, sulla base delle indagini svolte da autorevoli critici, come le due opere dello scrittore siano emerse da un lungo travaglio interiore, una vera e propria crisi esistenziale, religiosa e politica insieme, maturata alla luce della lettura del filosofo Sismondi e di Shakespeare, crisi che fece nascere in lui una nuova concezione “alquanto pessimistica della politica e della storia”, come rileva lo studioso, pur senza staccarlo dalla matrice illuministica della sua formazione, atteggiamento che lo avvicina a Leopardi, ma che pure gli fece individuare un diverso pubblico, fruitore della propria opera, la comunità dei credenti da una parte, per la poesia sacra, e uno “spettatore attivo” per la tragedia, il quale riflettesse cioè su quanto la scena andava rappresentando, venendone commosso e istruito, essendo quello del dramma essenzialmente uno scopo morale. Il Manzoni va quindi oltre l’ideale classicista, come quello romantico, per essere veramente moderno.
Lingua: Italiano
Pag. 29-43
Etichette: Manzoni Alessandro, Opera, Poesia, Prosa, Tragedia, Letteratura, Critica letteraria, Ottocento, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Testo | 2016 | N. 71
Titolo articolo: Illusione, inganno, artificio. La poetica morale di Manzoni tra gli “Inni sacri” e “Il conte di Carmagnola”
Nel successivo “Illusione, inganno, artificio. La poetica morale di Manzoni tra gli ‘Inni Sacri’ e ‘Il conte di Carmagnola’ ” Gianluca Cinelli sottolinea, sulla base delle indagini svolte da autorevoli critici, come le due opere dello scrittore siano emerse da un lungo travaglio interiore, una vera e propria crisi esistenziale, religiosa e politica insieme, maturata alla luce della lettura del filosofo Sismondi e di Shakespeare, crisi che fece nascere in lui una nuova concezione “alquanto pessimistica della politica e della storia”, come rileva lo studioso, pur senza staccarlo dalla matrice illuministica della sua formazione, atteggiamento che lo avvicina a Leopardi, ma che pure gli fece individuare un diverso pubblico, fruitore della propria opera, la comunità dei credenti da una parte, per la poesia sacra, e uno “spettatore attivo” per la tragedia, il quale riflettesse cioè su quanto la scena andava rappresentando, venendone commosso e istruito, essendo quello del dramma essenzialmente uno scopo morale. Il Manzoni va quindi oltre l’ideale classicista, come quello romantico, per essere veramente moderno.
Lingua: Italiano
Pag. 29-43
Etichette: Manzoni Alessandro, Opera, Poesia, Prosa, Tragedia, Letteratura, Critica letteraria, Ottocento, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Testo | 2016 | N. 71
Autore/i articolo: FRANCESCA BIANCO
Titolo articolo: Traduzioni a confronto: “I canti di Ossian” di Le Tourneur e Cesarotti
In apertura di fascicolo (gennaio-giugno 2016) un articolo dal titolo “Traduzioni a confronto: ‘I Canti di Ossian’ di Le Tourneur e Cesarotti” in cui Francesca Bianco descrive le vicende che hanno presieduto alle traduzioni del volume in oggetto da parte dei due autori, il primo dei quali, il francese Pierre-Prime-Félicien Le Tourneur (1737-1788), che già aveva tradotto magistralmente Shakespeare, dichiara apertamente di aver adattato l'”Ossian” al gusto della Francia, mentre il Cesarotti, pur proponendosi “intenzionalità ben più estetiche e poetiche”, come sostiene la studiosa, riesce, nella sua versione italiana del testo inglese, ad essere più vicino allo stesso e perciò più fedele. Si danno quindi confronti tra alcuni brani originali e la versione dell’intellettuale francese, in cui si notano le rielaborazioni fatte dal medesimo, che rende più espliciti elementi sottintesi, ovvero sopprime diverse categorie espressive dell’originale, come certi epiteti, le gradazioni dei colori, parti di frasi o intere proposizioni, quasi tutti i paragoni. Quando poi si mettono a confronto i due traduttori con Macpherson, si evidenziano effetti comunicativi assai differenti.
Lingua: Italiano
Pag. 10-28
Etichette: Le Tourneur Pierre-Prime Félicien, Cesarotti Melchiorre, Traduzione, Opera, Poesia, Prosa, Testo, Letteratura, Critica letteraria, Ottocento, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Testo | 2016 | N. 71
Titolo articolo: Traduzioni a confronto: “I canti di Ossian” di Le Tourneur e Cesarotti
In apertura di fascicolo (gennaio-giugno 2016) un articolo dal titolo “Traduzioni a confronto: ‘I Canti di Ossian’ di Le Tourneur e Cesarotti” in cui Francesca Bianco descrive le vicende che hanno presieduto alle traduzioni del volume in oggetto da parte dei due autori, il primo dei quali, il francese Pierre-Prime-Félicien Le Tourneur (1737-1788), che già aveva tradotto magistralmente Shakespeare, dichiara apertamente di aver adattato l'”Ossian” al gusto della Francia, mentre il Cesarotti, pur proponendosi “intenzionalità ben più estetiche e poetiche”, come sostiene la studiosa, riesce, nella sua versione italiana del testo inglese, ad essere più vicino allo stesso e perciò più fedele. Si danno quindi confronti tra alcuni brani originali e la versione dell’intellettuale francese, in cui si notano le rielaborazioni fatte dal medesimo, che rende più espliciti elementi sottintesi, ovvero sopprime diverse categorie espressive dell’originale, come certi epiteti, le gradazioni dei colori, parti di frasi o intere proposizioni, quasi tutti i paragoni. Quando poi si mettono a confronto i due traduttori con Macpherson, si evidenziano effetti comunicativi assai differenti.
Lingua: Italiano
Pag. 10-28
Etichette: Le Tourneur Pierre-Prime Félicien, Cesarotti Melchiorre, Traduzione, Opera, Poesia, Prosa, Testo, Letteratura, Critica letteraria, Ottocento, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Testo | 2016 | N. 71
Autore/i articolo: GÉRARD VITTORI
Titolo articolo: Le personnage strambo dans l’œuvre de Pirandello: marginalité et exclusion
L’opera di Pirandello fornisce un certo numero di esempi di personaggi che si possono dire originali. La gradazione psicologica va dal personaggio semplicemente originale a chi, negando quello che gli altri lo credono, finisce col perdere il senno o a prodursi come pazzo. In tutti casi, questi personaggi rivelano la modernità come crisi, senza però essere in grado di proporre un’alternativa alla frammentazione e alla scomposizione del mondo.
Lingua: Francese
Pag. 503-517
Etichette: Pirandello Luigi, il fu Mattia Pascal, Il gioco delle parti, L’esclusa, Romanzo, Novecento, Italia,
Rivista | Fascicolo: Sinestesie | 2014 | N. 12
Titolo articolo: Le personnage strambo dans l’œuvre de Pirandello: marginalité et exclusion
L’opera di Pirandello fornisce un certo numero di esempi di personaggi che si possono dire originali. La gradazione psicologica va dal personaggio semplicemente originale a chi, negando quello che gli altri lo credono, finisce col perdere il senno o a prodursi come pazzo. In tutti casi, questi personaggi rivelano la modernità come crisi, senza però essere in grado di proporre un’alternativa alla frammentazione e alla scomposizione del mondo.
Lingua: Francese
Pag. 503-517
Etichette: Pirandello Luigi, il fu Mattia Pascal, Il gioco delle parti, L’esclusa, Romanzo, Novecento, Italia,
Rivista | Fascicolo: Sinestesie | 2014 | N. 12
Autore/i articolo: CLAIRE VIALLET MARTINEZ
Titolo articolo: Le personnage farfelu selon Juan Marsé ou Juan Marès le précurseur
Questo studio intende individuare i tratti comuni ai personaggi fuori norma numerosi nei romanzi di Juan Marsé, in particolare dopo “El amante bilingüe” (1990). Potremo così tentare di definire il personaggio strambo marseano. Nella tradizione delle figure del furfante, del buffone e dello sciocco descritte da Mikhaïl Bachtin, gli strambi di Marsé interrogano la realtà che li circonda grazie alle loro facoltà percettive molto sviluppate. Anche se non sono in grado di rivelare la verità che rimane impalpabile, riescono almeno a distinguere le menzogne.
Lingua: Francese
Pag. 491-502
Etichette: Marsé Juan, El amante bilingüe, Romanzo, Novecento, Duemila, Spagna,
Rivista | Fascicolo: Sinestesie | 2014 | N. 12
Titolo articolo: Le personnage farfelu selon Juan Marsé ou Juan Marès le précurseur
Questo studio intende individuare i tratti comuni ai personaggi fuori norma numerosi nei romanzi di Juan Marsé, in particolare dopo “El amante bilingüe” (1990). Potremo così tentare di definire il personaggio strambo marseano. Nella tradizione delle figure del furfante, del buffone e dello sciocco descritte da Mikhaïl Bachtin, gli strambi di Marsé interrogano la realtà che li circonda grazie alle loro facoltà percettive molto sviluppate. Anche se non sono in grado di rivelare la verità che rimane impalpabile, riescono almeno a distinguere le menzogne.
Lingua: Francese
Pag. 491-502
Etichette: Marsé Juan, El amante bilingüe, Romanzo, Novecento, Duemila, Spagna,
Rivista | Fascicolo: Sinestesie | 2014 | N. 12
Autore/i articolo: MARIE-JOSÉ TRAMUTA
Titolo articolo: Loufoques et farfelus dans la prose narrative de Eugenio Montale
Montale aveva in comune con Stendhal la propensione alla mistificazione e «di quello che gli Inglesi chiamano understatement cioè lo speciale spirito di autoironia che porta a minimizzare le cose grandi e importanti», per dirla con le parole usate da Italo Calvino in un altro contesto e che potrebbero illustrare la filosofia del personaggio strambo di cui Montale è paradossalmente, nella sua opera, uno dei più illustri rappresentanti.
Lingua: Francese
Pag. 479-490
Etichette: Montale Eugenio, Farfalla di Dinard, Prosa, Novecento, Italia,
Rivista | Fascicolo: Sinestesie | 2014 | N. 12
Titolo articolo: Loufoques et farfelus dans la prose narrative de Eugenio Montale
Montale aveva in comune con Stendhal la propensione alla mistificazione e «di quello che gli Inglesi chiamano understatement cioè lo speciale spirito di autoironia che porta a minimizzare le cose grandi e importanti», per dirla con le parole usate da Italo Calvino in un altro contesto e che potrebbero illustrare la filosofia del personaggio strambo di cui Montale è paradossalmente, nella sua opera, uno dei più illustri rappresentanti.
Lingua: Francese
Pag. 479-490
Etichette: Montale Eugenio, Farfalla di Dinard, Prosa, Novecento, Italia,
Rivista | Fascicolo: Sinestesie | 2014 | N. 12
Autore/i articolo: NORO RAKOTOBE D’ALBERTO
Titolo articolo: Etre «Très comme il faut» ou être «farfelu» dans l’univers imaginaire sarrautien
Se la maggior parte dei personaggi di Nathalie Sarraute sono anonimi, prevale una categoria, quella del «ricercatore di tropismi». Visto da fuori come uno strambo, le sue buffonate, le sue manie e le sue ossessioni provocano preoccupazione o rimprovero. Ma nonostante le reazioni negative generate dalla sua diversità, una vita interiore ricca gli dà rilievo. La sua parte infantile e la sua libertà rinforzano i suoi legami con le cose semplici e la natura.
Lingua: Francese
Pag. 467-477
Etichette: Nathalie Sarraute, Le Planétarium, Portrait d’un inconnu, Romanzo, Novecento, Francia.,
Rivista | Fascicolo: Sinestesie | 2014 | N. 12
Titolo articolo: Etre «Très comme il faut» ou être «farfelu» dans l’univers imaginaire sarrautien
Se la maggior parte dei personaggi di Nathalie Sarraute sono anonimi, prevale una categoria, quella del «ricercatore di tropismi». Visto da fuori come uno strambo, le sue buffonate, le sue manie e le sue ossessioni provocano preoccupazione o rimprovero. Ma nonostante le reazioni negative generate dalla sua diversità, una vita interiore ricca gli dà rilievo. La sua parte infantile e la sua libertà rinforzano i suoi legami con le cose semplici e la natura.
Lingua: Francese
Pag. 467-477
Etichette: Nathalie Sarraute, Le Planétarium, Portrait d’un inconnu, Romanzo, Novecento, Francia.,
Rivista | Fascicolo: Sinestesie | 2014 | N. 12
Autore/i articolo: BRIGITTE POITRENAUD-LAMESI
Titolo articolo: La toquade de Célestin Cuccoli
L’inventore del personaggio di Perelà (Il codice di Perelà 1911), Aldo Palazzeschi, funge da modello maggiore quando si tratta di delineare la sagoma dello strambo. In particolare, Celestino Cuccoli, protagonista di “I fratelli Cuccoli” (1948) potrebbe essere, secondo la nostra ipotesi, il personaggio palazzeschiano più degno di entrare a far parte della notevole categoria degli strambi; potrebbe esserne la figura emblematica in quanto doppio dell’autore e come emanazione vaporosa di Perelà. Proponiamo di tentare un’identificazione dello strambo, indagando su quel personaggio così stravagante, sulle sue scelte più improbabili, soprattutto sulle più cruciali, quelle che riguardano la paternità: un essere leggero fino all’indecenza anzi fino alla follia e alla morte.
Lingua: Francese
Pag. 453-465
Etichette: Palazeschi Aldo, I fratelli Cuccoli, Romanzo, Novecento, Italia,
Rivista | Fascicolo: Sinestesie | 2014 | N. 12
Titolo articolo: La toquade de Célestin Cuccoli
L’inventore del personaggio di Perelà (Il codice di Perelà 1911), Aldo Palazzeschi, funge da modello maggiore quando si tratta di delineare la sagoma dello strambo. In particolare, Celestino Cuccoli, protagonista di “I fratelli Cuccoli” (1948) potrebbe essere, secondo la nostra ipotesi, il personaggio palazzeschiano più degno di entrare a far parte della notevole categoria degli strambi; potrebbe esserne la figura emblematica in quanto doppio dell’autore e come emanazione vaporosa di Perelà. Proponiamo di tentare un’identificazione dello strambo, indagando su quel personaggio così stravagante, sulle sue scelte più improbabili, soprattutto sulle più cruciali, quelle che riguardano la paternità: un essere leggero fino all’indecenza anzi fino alla follia e alla morte.
Lingua: Francese
Pag. 453-465
Etichette: Palazeschi Aldo, I fratelli Cuccoli, Romanzo, Novecento, Italia,
Rivista | Fascicolo: Sinestesie | 2014 | N. 12
Autore/i articolo: MATHIEU PERROT
Titolo articolo: Le calme turbulent d’”Un certain Plume” d’Henri Michaux: vers une poétique de l’incertitude
Plume è molle. Questa figura, creata da Henri Michaux nel 1930, subisce tante disgrazie nel corso delle sue avventure. Sempre insultato, derubato, umiliato dai personaggi che egli incontra, non si ribella mai. Simile al pagliaccio, gli piacerebbe fantasticare e dormire. Come la sua volontà, le sue particolarità indefinite sono poco incisive, indecise. Di conseguenza, “Un certain Plume” può anche essere letto, volendo, «Incerto Plume», come l’ombra leggera di una nuova poetica, quella dell’incertezza.
Lingua: Francese
Pag. 437-352
Etichette: Michaux Henri, Un certain Plume, Romanzo, Novecento, Francia,
Rivista | Fascicolo: Sinestesie | 2014 | N. 12
Titolo articolo: Le calme turbulent d’”Un certain Plume” d’Henri Michaux: vers une poétique de l’incertitude
Plume è molle. Questa figura, creata da Henri Michaux nel 1930, subisce tante disgrazie nel corso delle sue avventure. Sempre insultato, derubato, umiliato dai personaggi che egli incontra, non si ribella mai. Simile al pagliaccio, gli piacerebbe fantasticare e dormire. Come la sua volontà, le sue particolarità indefinite sono poco incisive, indecise. Di conseguenza, “Un certain Plume” può anche essere letto, volendo, «Incerto Plume», come l’ombra leggera di una nuova poetica, quella dell’incertezza.
Lingua: Francese
Pag. 437-352
Etichette: Michaux Henri, Un certain Plume, Romanzo, Novecento, Francia,
Rivista | Fascicolo: Sinestesie | 2014 | N. 12
Autore/i articolo: ANNE PAOLI
Titolo articolo: Bas les masques: une interprétation des personnages farfelus dans “Paraíso inhabitado” de Ana María Matute
Una scrittrice ormai vicina alla morte ricorre all’anamnesi per rievocare i primi do-dici anni della sua vita, all’inizio della guerra civile spagnola. “Paraíso inhabitado”, ultimo romanzo di Ana María Matute, pubblicato in vita, nel 2008, mette in scena protagonisti mossi da un’immaginazione feconda e pieni di tolleranza e di un’indiscutibile apertura mentale. Dietro sembianze bizzarre e strambe, essi offrono un’immagine che disturba perché trasgredisce le regole di una borghesia benpensante impantanata nel conservatorismo.
Lingua: Francese
Pag. 425-436
Etichette: Matute Ana María, Paraíso inhabitado, Romanzo, Duemila, Spagna,
Rivista | Fascicolo: Sinestesie | 2014 | N. 12
Titolo articolo: Bas les masques: une interprétation des personnages farfelus dans “Paraíso inhabitado” de Ana María Matute
Una scrittrice ormai vicina alla morte ricorre all’anamnesi per rievocare i primi do-dici anni della sua vita, all’inizio della guerra civile spagnola. “Paraíso inhabitado”, ultimo romanzo di Ana María Matute, pubblicato in vita, nel 2008, mette in scena protagonisti mossi da un’immaginazione feconda e pieni di tolleranza e di un’indiscutibile apertura mentale. Dietro sembianze bizzarre e strambe, essi offrono un’immagine che disturba perché trasgredisce le regole di una borghesia benpensante impantanata nel conservatorismo.
Lingua: Francese
Pag. 425-436
Etichette: Matute Ana María, Paraíso inhabitado, Romanzo, Duemila, Spagna,
Rivista | Fascicolo: Sinestesie | 2014 | N. 12
Autore/i articolo: GREGORIA PALOMAR
Titolo articolo: Les personnages extravagants de “El paraíso de los mortales” de Luis Mateo Díez: farfelus, fous ou sages?
“El paraíso de los mortales” di Luis Mateo Díez mette in scena, con umorismo, per-sonaggi che vivono ai margini della società e delle sue norme rigide. Il giovane Mino Mera si trova confrontato improvvisamente a personaggi che sembrano pazzi ma il cui anticonformismo rappresenta in realtà una liberazione fantasiosa dalle costrizioni di una società sclerotizzata e sclerotizzante.
Lingua: Francese
Pag. 413-424
Etichette: Díez Luis Mateo, El paraíso de los mortales, Romanzo, Duemila, Spagna,
Rivista | Fascicolo: Sinestesie | 2014 | N. 12
Titolo articolo: Les personnages extravagants de “El paraíso de los mortales” de Luis Mateo Díez: farfelus, fous ou sages?
“El paraíso de los mortales” di Luis Mateo Díez mette in scena, con umorismo, per-sonaggi che vivono ai margini della società e delle sue norme rigide. Il giovane Mino Mera si trova confrontato improvvisamente a personaggi che sembrano pazzi ma il cui anticonformismo rappresenta in realtà una liberazione fantasiosa dalle costrizioni di una società sclerotizzata e sclerotizzante.
Lingua: Francese
Pag. 413-424
Etichette: Díez Luis Mateo, El paraíso de los mortales, Romanzo, Duemila, Spagna,
Rivista | Fascicolo: Sinestesie | 2014 | N. 12
Autore/i articolo: VANINA PALMIERI
Titolo articolo: Un essai de définition du personnage farfelu à travers le personnage de Cenzo Rena de Natalia Ginzburg
Cenzo Rena, personaggio secondario di “Tutti i nostri ieri”, romanzo di Natalia Ginzburg pubblicato nel 1952, è stato considerato erroneamente come un paradigma del resistente neorealista. Invece questo personaggio, lungi dall’essere un eroe, è una figura sfumata. Può essere considerato strambo, infatti è simile ma non identico al pazzo in quanto ha una visione della realtà che non è alterata ma al contrario più diretta. Si tratta di un eccentrico, – il suo comportamento si allontana dai modi comuni –, di un marginale, di un diverso dallo sguardo distante ed estraneo.
Lingua: Francese
Pag. 399-411
Etichette: Ginzburg Natalia, Tutti i nostri ieri, Romanzo, Novecento, Italia,
Rivista | Fascicolo: Sinestesie | 2014 | N. 12
Titolo articolo: Un essai de définition du personnage farfelu à travers le personnage de Cenzo Rena de Natalia Ginzburg
Cenzo Rena, personaggio secondario di “Tutti i nostri ieri”, romanzo di Natalia Ginzburg pubblicato nel 1952, è stato considerato erroneamente come un paradigma del resistente neorealista. Invece questo personaggio, lungi dall’essere un eroe, è una figura sfumata. Può essere considerato strambo, infatti è simile ma non identico al pazzo in quanto ha una visione della realtà che non è alterata ma al contrario più diretta. Si tratta di un eccentrico, – il suo comportamento si allontana dai modi comuni –, di un marginale, di un diverso dallo sguardo distante ed estraneo.
Lingua: Francese
Pag. 399-411
Etichette: Ginzburg Natalia, Tutti i nostri ieri, Romanzo, Novecento, Italia,
Rivista | Fascicolo: Sinestesie | 2014 | N. 12
Autore/i articolo: NATALIE NOYARET
Titolo articolo: Le legs d’un personnage farfelu: “Memoria de unos ojos pintados” de Lluis Llach (2012)
Dietro le sembianze di uno strambo arrogante e un po’ volgare, vecchio eccentrico dagli occhi eccessivamente truccati, è un individuo ferito dalla Storia e dalla brutalità degli uomini ad essere messo in scena dal famoso cantautore catalano Lluís Llach nel suo primo romanzo. Oltre al suo attaccamento a valori essenziali come la lealtà, la generosità e il rispetto dell’altro e della sua diversità, l’autore esprime in questa storia commovente l’amore per la sua città, la sua regione e il suo popolo, con l’impegno che lo caratterizza.
Lingua: Francese
Pag. 389-397
Etichette: Llach Lluís, Memoria de unos ojos pintados, Romanzo, Duemila, Spagna,
Rivista | Fascicolo: Sinestesie | 2014 | N. 12
Titolo articolo: Le legs d’un personnage farfelu: “Memoria de unos ojos pintados” de Lluis Llach (2012)
Dietro le sembianze di uno strambo arrogante e un po’ volgare, vecchio eccentrico dagli occhi eccessivamente truccati, è un individuo ferito dalla Storia e dalla brutalità degli uomini ad essere messo in scena dal famoso cantautore catalano Lluís Llach nel suo primo romanzo. Oltre al suo attaccamento a valori essenziali come la lealtà, la generosità e il rispetto dell’altro e della sua diversità, l’autore esprime in questa storia commovente l’amore per la sua città, la sua regione e il suo popolo, con l’impegno che lo caratterizza.
Lingua: Francese
Pag. 389-397
Etichette: Llach Lluís, Memoria de unos ojos pintados, Romanzo, Duemila, Spagna,
Rivista | Fascicolo: Sinestesie | 2014 | N. 12