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Autore/i libro/articolo recensito: PULCI LUIGI
Titolo libro/articolo recensito: Sonetti extravaganti
A cura di: Alessio Decaria
Edizioni: Società Editrice Fiorentina, Firenze – 2013
Lingua: Italiano
Pag. 209-2011
Recensore/i: Silvia Litterio
Etichette: Pulci Luigi, Poesia, Quattrocento, Sonetto,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2016 | N. 1
Titolo libro/articolo recensito: Sonetti extravaganti
A cura di: Alessio Decaria
Edizioni: Società Editrice Fiorentina, Firenze – 2013
Lingua: Italiano
Pag. 209-2011
Recensore/i: Silvia Litterio
Etichette: Pulci Luigi, Poesia, Quattrocento, Sonetto,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2016 | N. 1
Autore/i libro/articolo recensito: VALERIO MARUCCI
Titolo libro/articolo recensito: Per me, Dante. Incontri e riflessioni con alcuni canti della “Commedia”
Edizioni: Longo, Ravenna – 2014
Lingua: Italiano
Pag. 207-209
Recensore/i: Marco Leone
Etichette: Alighieri Dante, Divina commedia, Inferno, Purgatorio, Duecento, Trecento, Commento, Male, Visione,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2016 | N. 1
Titolo libro/articolo recensito: Per me, Dante. Incontri e riflessioni con alcuni canti della “Commedia”
Edizioni: Longo, Ravenna – 2014
Lingua: Italiano
Pag. 207-209
Recensore/i: Marco Leone
Etichette: Alighieri Dante, Divina commedia, Inferno, Purgatorio, Duecento, Trecento, Commento, Male, Visione,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2016 | N. 1
Autore/i articolo: TOMMASO PEPE
Titolo articolo: Su una riscrittura della “Tregua”: “La prova” di Marco Belpoliti
Il contributo approfondisce i rapporti tra “La tregua” di Primo Levi e “La prova” di Marco Belpoliti, che già nel film “La strada di Levi”, prodotto inseme a Davide Ferrario, aveva documentato l’itinerario di ritorno da Auschwitz vissuto dallo scrittore torinese. Pepe presenta i viaggi compiuti e descritti da Belpoliti sulle tracce di Levi e le multiformi esperienze odeporiche, centrifughe e centripete, che legano indissolubilmente presente e passato, attraverso la Germania nazista e diversi paesi un tempo parte dell’Unione Sovietica. A partire da alcune riflessioni sul crollo del muro di Berlino, sul socialismo e sul disastro di Chernobyl, Belpoliti giunge a una diagnosi dell’attentato al World Trade Center. Sfondo dell’opera è un paesaggio spettrale, ricco di memorie, rovine e macerie, esteticamente dominato dal kitsch postmoderno, che svincola spazi e oggetti dal loro originario contesto semantico.
Lingua: Italiano
Pag. 181-204
Etichette: Belpoliti Marco, Ferrario Davide, Levi Primo, La tregua, La strada di Levi, La prova, Documentario, Letteratura di viaggio, Narrativa, Novecento, Duemila, Cinema, Memoria, Paesaggio, Seconda guerra mondiale, Viaggio, Auschwitz, Berlino, Cernobyl, Ex Union,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2016 | N. 1
Titolo articolo: Su una riscrittura della “Tregua”: “La prova” di Marco Belpoliti
Il contributo approfondisce i rapporti tra “La tregua” di Primo Levi e “La prova” di Marco Belpoliti, che già nel film “La strada di Levi”, prodotto inseme a Davide Ferrario, aveva documentato l’itinerario di ritorno da Auschwitz vissuto dallo scrittore torinese. Pepe presenta i viaggi compiuti e descritti da Belpoliti sulle tracce di Levi e le multiformi esperienze odeporiche, centrifughe e centripete, che legano indissolubilmente presente e passato, attraverso la Germania nazista e diversi paesi un tempo parte dell’Unione Sovietica. A partire da alcune riflessioni sul crollo del muro di Berlino, sul socialismo e sul disastro di Chernobyl, Belpoliti giunge a una diagnosi dell’attentato al World Trade Center. Sfondo dell’opera è un paesaggio spettrale, ricco di memorie, rovine e macerie, esteticamente dominato dal kitsch postmoderno, che svincola spazi e oggetti dal loro originario contesto semantico.
Lingua: Italiano
Pag. 181-204
Etichette: Belpoliti Marco, Ferrario Davide, Levi Primo, La tregua, La strada di Levi, La prova, Documentario, Letteratura di viaggio, Narrativa, Novecento, Duemila, Cinema, Memoria, Paesaggio, Seconda guerra mondiale, Viaggio, Auschwitz, Berlino, Cernobyl, Ex Union,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2016 | N. 1
Autore/i articolo: GIADA GUASSARDO
Titolo articolo: Linearità del tempo e narratività nei “Canti orfici”
L’articolo prende in esame le sezioni “Notte” e “Verna” dei “Canti Orfici” di Dino Campana. Il contributo si sofferma, nella prima sezione, sulle figure della matrona e della fanciulla e sulla visione del femminino e della ricerca dell’eros da parte del poeta. Dalla seconda prosa emerge il motivo del ricordo che, rispetto alla prima parte, si snoda in un tessuto narrativo più lineare e definito, seppur ricco di periodi sintattici arditi, ritmi e atmosfere oscure e visionarie. Infine, mediante un confronto della “Verna” con alcuni brani poetici tratti da “Immagini del viaggio e della montagna”, il saggio evidenzia la coerenza strutturale della prima parte dell’opera e dell’esperienza interiore che, attraverso la categoria del tempo e il tema del viaggio, approda alla ricerca di un linguaggio poetico oggettivo.
Lingua: Italiano
Pag. 109-129
Etichette: Campana Dino, Canti Orfici, Poesia, Prosa, Novecento, Amore, Memoria, Tempo, Viaggio, Visione,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2016 | N. 1
Titolo articolo: Linearità del tempo e narratività nei “Canti orfici”
L’articolo prende in esame le sezioni “Notte” e “Verna” dei “Canti Orfici” di Dino Campana. Il contributo si sofferma, nella prima sezione, sulle figure della matrona e della fanciulla e sulla visione del femminino e della ricerca dell’eros da parte del poeta. Dalla seconda prosa emerge il motivo del ricordo che, rispetto alla prima parte, si snoda in un tessuto narrativo più lineare e definito, seppur ricco di periodi sintattici arditi, ritmi e atmosfere oscure e visionarie. Infine, mediante un confronto della “Verna” con alcuni brani poetici tratti da “Immagini del viaggio e della montagna”, il saggio evidenzia la coerenza strutturale della prima parte dell’opera e dell’esperienza interiore che, attraverso la categoria del tempo e il tema del viaggio, approda alla ricerca di un linguaggio poetico oggettivo.
Lingua: Italiano
Pag. 109-129
Etichette: Campana Dino, Canti Orfici, Poesia, Prosa, Novecento, Amore, Memoria, Tempo, Viaggio, Visione,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2016 | N. 1
Autore/i articolo: SIMONA TARDANI
Titolo articolo: ‘Il velo’, ‘la luna’, ‘la morte’: un percorso nelle varianti de “Il Capitano” di Giuseppe Ungaretti
Il saggio indaga la vicenda redazionale e il succedersi diacronico delle varianti della lirica ungarettiana “Il Capitano”, testo cruciale e di raccordo tra i componimenti precedenti e quelli successivi. Tardani commenta interamente la prima redazione del testo, che risale al 1920, per poi analizzare le tre elaborate fasi redazionali, le numerose correzioni apportate dall’autore sino al 1936, con particolare attenzione al tessuto fono-sintattico. L’analisi delle varianti, in relazione al circuito semantico che lega i termini chiave ‘velo’, ‘luna’ e ‘morte’, dimostra un’evoluzione gnoseologica, che dalla perdita delle illusioni volge verso una dimensione allegorica e barocca di meditazione sulla morte.
Lingua: Italiano
Pag. 131-164
Etichette: Ungaretti Giuseppe, Il Capitano, Sentimento del tempo, Poesia, Novecento, Allegoria, Barocco, Morte, Variante,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2016 | N. 1
Titolo articolo: ‘Il velo’, ‘la luna’, ‘la morte’: un percorso nelle varianti de “Il Capitano” di Giuseppe Ungaretti
Il saggio indaga la vicenda redazionale e il succedersi diacronico delle varianti della lirica ungarettiana “Il Capitano”, testo cruciale e di raccordo tra i componimenti precedenti e quelli successivi. Tardani commenta interamente la prima redazione del testo, che risale al 1920, per poi analizzare le tre elaborate fasi redazionali, le numerose correzioni apportate dall’autore sino al 1936, con particolare attenzione al tessuto fono-sintattico. L’analisi delle varianti, in relazione al circuito semantico che lega i termini chiave ‘velo’, ‘luna’ e ‘morte’, dimostra un’evoluzione gnoseologica, che dalla perdita delle illusioni volge verso una dimensione allegorica e barocca di meditazione sulla morte.
Lingua: Italiano
Pag. 131-164
Etichette: Ungaretti Giuseppe, Il Capitano, Sentimento del tempo, Poesia, Novecento, Allegoria, Barocco, Morte, Variante,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2016 | N. 1
Autore/i articolo: MATTEO MILANI
Titolo articolo: L’italiano aulico del ‘prode Fernando’ in “Pane e tulipani” (Soldini, 1999)
L’articolo prende in considerazione la presenza della componente linguistica derivante dall'”Orlando furioso” di Ariosto nella commedia cinematografica “Pane e tulipani”, diretta da Silvio Soldini. Il linguaggio libresco di matrice ariostea diventa il modello linguistico dell’italiano aulico parlato dal protagonista Fernando, un cameriere olandese che si innamora di una donna a Venezia.
Lingua: Italiano
Pag. 167-178
Etichette: Ariosto Ludovico, Soldini Silvio, Orlando furioso, Pane e tulipani, Poema cavalleresco, Commedia, Cinquecento, Duemila, Amore, Cinema, Linguaggio, Venezia,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2016 | N. 1
Titolo articolo: L’italiano aulico del ‘prode Fernando’ in “Pane e tulipani” (Soldini, 1999)
L’articolo prende in considerazione la presenza della componente linguistica derivante dall'”Orlando furioso” di Ariosto nella commedia cinematografica “Pane e tulipani”, diretta da Silvio Soldini. Il linguaggio libresco di matrice ariostea diventa il modello linguistico dell’italiano aulico parlato dal protagonista Fernando, un cameriere olandese che si innamora di una donna a Venezia.
Lingua: Italiano
Pag. 167-178
Etichette: Ariosto Ludovico, Soldini Silvio, Orlando furioso, Pane e tulipani, Poema cavalleresco, Commedia, Cinquecento, Duemila, Amore, Cinema, Linguaggio, Venezia,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2016 | N. 1
Autore/i articolo: FEDERICO DI SANTO
Titolo articolo: Elementi romanzeschi dall'”Italia” del Trissino alla “Gerusalemme” tassiana
L’autore, in contrapposizione all’immagine vulgata e richiamando la critica moderna, in particolare gli studi di Quondam, Zatti e Gigante, mostra, mediante una dettagliata comparazione di brani, come alcune sezioni narrative dell'”Italia liberata da’ Goti” presentino caratteri marcatamente romanzeschi e che diversi episodi della “Gerusalemme liberata” di Tasso sono debitori dell’elemento romanzesco di matrice trissiniana. Il giudizio di valore sull'”Italia liberata da’ Goti” e la riuscita dialettica fra ‘epos’ e romanzo nelle opere di Ariosto e Tasso hanno determinato il misconoscimento dell’influenza di Trissino sul capolavoro tassiano. La componente romanzesca dell’opera trissiniana, seppur subordinata all’elemento epico-storico, risulta, invece, un elemento strutturale determinante e funge da ipotesto per il poema tassiano.
Lingua: Italiano
Pag. 47-78
Etichette: Ariosto Ludovico, Tasso Torquato, Trissino Gian Giorgio, Gerusalemme liberata, L’Italia liberata da’ Goti, Orlando furioso, Poema cavalleresco, Poesia epica, Quattrocento, Cinquecento,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2016 | N. 1
Titolo articolo: Elementi romanzeschi dall'”Italia” del Trissino alla “Gerusalemme” tassiana
L’autore, in contrapposizione all’immagine vulgata e richiamando la critica moderna, in particolare gli studi di Quondam, Zatti e Gigante, mostra, mediante una dettagliata comparazione di brani, come alcune sezioni narrative dell'”Italia liberata da’ Goti” presentino caratteri marcatamente romanzeschi e che diversi episodi della “Gerusalemme liberata” di Tasso sono debitori dell’elemento romanzesco di matrice trissiniana. Il giudizio di valore sull'”Italia liberata da’ Goti” e la riuscita dialettica fra ‘epos’ e romanzo nelle opere di Ariosto e Tasso hanno determinato il misconoscimento dell’influenza di Trissino sul capolavoro tassiano. La componente romanzesca dell’opera trissiniana, seppur subordinata all’elemento epico-storico, risulta, invece, un elemento strutturale determinante e funge da ipotesto per il poema tassiano.
Lingua: Italiano
Pag. 47-78
Etichette: Ariosto Ludovico, Tasso Torquato, Trissino Gian Giorgio, Gerusalemme liberata, L’Italia liberata da’ Goti, Orlando furioso, Poema cavalleresco, Poesia epica, Quattrocento, Cinquecento,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2016 | N. 1
Autore/i articolo: LUCA BELTRAMI
Titolo articolo: La polemica sul Romanticismo tra Mazzini e Spotorno
L’accesa polemica sul romanzo storico e le discordanti opinioni sui “Promessi Sposi” di Manzoni e sulla “Battaglia di Benevento” di Guerrazzi fra il giovane Giuseppe Mazzini e il padre barnabita Giovan Battista Spotorno vengono approfondite nel contributo di Beltrami. Lo studioso ricostruisce, in riferimento al clima culturale gravitante intorno alle riviste “Giornale ligustico”, cui esponente di spicco è Spotorno, e l'”Indicatore genovese”, della cui redazione faceva parte Mazzini, le opposte posizioni ideologiche del conservatore cattolico e del giovane rivoluzionario. Viene posto in rilievo come la polemica letteraria manifesti orientamenti politici e sociali contrastanti: agli ideali di Restaurazione e di fiducia nell’assolutismo monarchico e nelle istituzioni religiose del padre barnabita si oppongono i disegni romantici e patriottici di Mazzini, che poco dopo la soppressione dell'”Indicatore genovese”, si dedicherà all’azione politica.
Lingua: Italiano
Pag. 79-96
Etichette: Mazzini Giuseppe, Spotorno Giovan Battista, La Battaglia di Benevento, Promessi sposi, Romanzo storico, Ottocento, Politica, Rivista, Romanticismo, Genova,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2016 | N. 1
Titolo articolo: La polemica sul Romanticismo tra Mazzini e Spotorno
L’accesa polemica sul romanzo storico e le discordanti opinioni sui “Promessi Sposi” di Manzoni e sulla “Battaglia di Benevento” di Guerrazzi fra il giovane Giuseppe Mazzini e il padre barnabita Giovan Battista Spotorno vengono approfondite nel contributo di Beltrami. Lo studioso ricostruisce, in riferimento al clima culturale gravitante intorno alle riviste “Giornale ligustico”, cui esponente di spicco è Spotorno, e l'”Indicatore genovese”, della cui redazione faceva parte Mazzini, le opposte posizioni ideologiche del conservatore cattolico e del giovane rivoluzionario. Viene posto in rilievo come la polemica letteraria manifesti orientamenti politici e sociali contrastanti: agli ideali di Restaurazione e di fiducia nell’assolutismo monarchico e nelle istituzioni religiose del padre barnabita si oppongono i disegni romantici e patriottici di Mazzini, che poco dopo la soppressione dell'”Indicatore genovese”, si dedicherà all’azione politica.
Lingua: Italiano
Pag. 79-96
Etichette: Mazzini Giuseppe, Spotorno Giovan Battista, La Battaglia di Benevento, Promessi sposi, Romanzo storico, Ottocento, Politica, Rivista, Romanticismo, Genova,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2016 | N. 1
Autore/i articolo: MARA BOCCACCIO
Titolo articolo: “Il peccato”. Un tentativo formale ed esistenziale
In riferimento ad alcuni scritti critici di Boine e ad una recensione dello stesso autore, pubblicata sulla rivista “La Riviera Ligure”, al suo romanzo “Il peccato”, il contributo indaga il dramma interiore vissuto dal giovane protagonista, che vive un amore contrastato nei confronti di una novizia. Il saggio, soffermandosi sull’autobiografismo lirico dell’opera che rinnova, per alcuni aspetti, il romanzo tradizionale, propone un confronto fra l’opera di Boine e il “Secretum” di Petrarca, esaminando il concetto di peccato, intesto come imprescindibile tappa dell’esistenza umana, e l’immagine del mare, metafora dell’intimo dissidio.
Lingua: Italiano
Pag. 97-107
Etichette: Boine Giovanni, Petrarca Francesco, Il peccato, Secretum, Un ignoto, Autobiografia, Dialogo, Romanzo, Trecento, Novecento, Coscienza, Male, Mare, Mistica,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2016 | N. 1
Titolo articolo: “Il peccato”. Un tentativo formale ed esistenziale
In riferimento ad alcuni scritti critici di Boine e ad una recensione dello stesso autore, pubblicata sulla rivista “La Riviera Ligure”, al suo romanzo “Il peccato”, il contributo indaga il dramma interiore vissuto dal giovane protagonista, che vive un amore contrastato nei confronti di una novizia. Il saggio, soffermandosi sull’autobiografismo lirico dell’opera che rinnova, per alcuni aspetti, il romanzo tradizionale, propone un confronto fra l’opera di Boine e il “Secretum” di Petrarca, esaminando il concetto di peccato, intesto come imprescindibile tappa dell’esistenza umana, e l’immagine del mare, metafora dell’intimo dissidio.
Lingua: Italiano
Pag. 97-107
Etichette: Boine Giovanni, Petrarca Francesco, Il peccato, Secretum, Un ignoto, Autobiografia, Dialogo, Romanzo, Trecento, Novecento, Coscienza, Male, Mare, Mistica,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2016 | N. 1
Autore/i articolo: MARZIA MINUTELLI
Titolo articolo: Ancora su Saba e la “capra dal viso semita”
Il saggio si sofferma sul substrato mitico e simbolico di origine ebraico-testamentaria presente in uno dei componimenti più conosciuti di Saba, “La capra”. La studiosa indaga le ascendenze bibliche dell’animale, zooemblema della religione israelita, e la querimonia, elemento distintivo del popolo ebraico, che lega l’io lirico alla bestia. Sono evidenziati, anche in relazione alle varianti d’autore, il senso di solitudine e di appartenenza, evocati dall’animale, e il dialogo fra pari tra l’uomo e la capra che, anticipato nei “Versi militari”, qui diventa completa affinità. Conclude l’articolo una riflessione su due componimenti di matrice zoomorfa.
Lingua: Italiano
Pag. 23-43
Etichette: Saba Umberto, Canzoniere, Bibbia, Poesia, Novecento, Ebraismo, Religione,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2016 | N. 1
Titolo articolo: Ancora su Saba e la “capra dal viso semita”
Il saggio si sofferma sul substrato mitico e simbolico di origine ebraico-testamentaria presente in uno dei componimenti più conosciuti di Saba, “La capra”. La studiosa indaga le ascendenze bibliche dell’animale, zooemblema della religione israelita, e la querimonia, elemento distintivo del popolo ebraico, che lega l’io lirico alla bestia. Sono evidenziati, anche in relazione alle varianti d’autore, il senso di solitudine e di appartenenza, evocati dall’animale, e il dialogo fra pari tra l’uomo e la capra che, anticipato nei “Versi militari”, qui diventa completa affinità. Conclude l’articolo una riflessione su due componimenti di matrice zoomorfa.
Lingua: Italiano
Pag. 23-43
Etichette: Saba Umberto, Canzoniere, Bibbia, Poesia, Novecento, Ebraismo, Religione,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2016 | N. 1
Autore/i articolo: MAIKO FAVARO
Titolo articolo: La trasparenza e l’artificio. Riflessioni sulle lettere amorose del ‘500
Il contributo prende in esame nell’epistolografia d’amore del Cinquecento, che ha il proprio punto di riferimento principale nella tradizione petrarchista, il rapporto tra artificio letterario e spontaneità di sentimenti, mediante richiami alle opere di Giovanni Antonio Tagliente, Pietro Bembo, Girolamo Parabosco, Alvise Pasqualigo e Celia Romana. Dall’articolo emerge come la studiata artificiosità retorica delle lettere possa sortire effetti contrastanti sull’amata, e quindi essere apprezzata come dimostrazione della veridicità dell’amore, ma anche rivelarsi uno scaltro mezzo di seduzione. Non mancano casi in cui è la stessa donna a ricorrere alla tradizione letteraria per abbellire il proprio dettato, pur rivendicando l’immediatezza del sentimento. Un esempio particolarmente eloquente dell’ambiguo contrasto tra artificio letterario di origine petrarchista ed espressione autentica di affetti sono le epistole amorose di Pietro Bembo in cui l’autore, in qualità di perfetto amante, si attiene a un codice letterario che fa capo a modelli prestigiosi.
Lingua: Italiano
Pag. 11-21
Etichette: Bembo Pietro, Pasqualigo Alvise, Parabosco Girolamo, Romana Celia, Tagliente Giovanni Antonio, Epistolografia, Cinquecento, Amore, Finzione, Sentimento, Petrarchismo,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2016 | N. 1
Titolo articolo: La trasparenza e l’artificio. Riflessioni sulle lettere amorose del ‘500
Il contributo prende in esame nell’epistolografia d’amore del Cinquecento, che ha il proprio punto di riferimento principale nella tradizione petrarchista, il rapporto tra artificio letterario e spontaneità di sentimenti, mediante richiami alle opere di Giovanni Antonio Tagliente, Pietro Bembo, Girolamo Parabosco, Alvise Pasqualigo e Celia Romana. Dall’articolo emerge come la studiata artificiosità retorica delle lettere possa sortire effetti contrastanti sull’amata, e quindi essere apprezzata come dimostrazione della veridicità dell’amore, ma anche rivelarsi uno scaltro mezzo di seduzione. Non mancano casi in cui è la stessa donna a ricorrere alla tradizione letteraria per abbellire il proprio dettato, pur rivendicando l’immediatezza del sentimento. Un esempio particolarmente eloquente dell’ambiguo contrasto tra artificio letterario di origine petrarchista ed espressione autentica di affetti sono le epistole amorose di Pietro Bembo in cui l’autore, in qualità di perfetto amante, si attiene a un codice letterario che fa capo a modelli prestigiosi.
Lingua: Italiano
Pag. 11-21
Etichette: Bembo Pietro, Pasqualigo Alvise, Parabosco Girolamo, Romana Celia, Tagliente Giovanni Antonio, Epistolografia, Cinquecento, Amore, Finzione, Sentimento, Petrarchismo,
Rivista | Fascicolo: Italianistica | 2016 | N. 1
Autore/i articolo: ALDO STELLA
Titolo articolo: “L’io come cervello” di Patricia S. Churchland: alcune riflessioni critiche
Nel presente articolo si riflette su un testo fondamentale di Patricia S. Churchland che si intitola “L’io come cervello”. L’obiettivo è quello di coglierne il senso e di saggiarne la consistenza teoretica, nella convinzione che ogni ulteriore discussione sulla prospettiva che viene delineata dall’autrice, e che si potrebbe definire ‘riduzionistica’, richieda un’indagine preliminare proprio sui concetti che in tale testo vengono espressi. Per questa ragione non si farà riferimento al dibattito accesosi introno al rapporto che sussiste fra la mente e il corpo, ma ci si concentrerà su quello che può venire considerato uno dei manifesti più significativi del riduzionismo contemporaneo, volto ad affermare un ‘monismo’ che, secondo quanto affermato dalla Churchland nel suo testo, può venire definito ‘fisicalistico’ o anche ‘materialistico’.
Lingua: Italiano
Pag. 265-280
Etichette: Churchland Patricia Smith, L’io come cervello, Critica del testo, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Intersezioni | 2016 | N. 2
Titolo articolo: “L’io come cervello” di Patricia S. Churchland: alcune riflessioni critiche
Nel presente articolo si riflette su un testo fondamentale di Patricia S. Churchland che si intitola “L’io come cervello”. L’obiettivo è quello di coglierne il senso e di saggiarne la consistenza teoretica, nella convinzione che ogni ulteriore discussione sulla prospettiva che viene delineata dall’autrice, e che si potrebbe definire ‘riduzionistica’, richieda un’indagine preliminare proprio sui concetti che in tale testo vengono espressi. Per questa ragione non si farà riferimento al dibattito accesosi introno al rapporto che sussiste fra la mente e il corpo, ma ci si concentrerà su quello che può venire considerato uno dei manifesti più significativi del riduzionismo contemporaneo, volto ad affermare un ‘monismo’ che, secondo quanto affermato dalla Churchland nel suo testo, può venire definito ‘fisicalistico’ o anche ‘materialistico’.
Lingua: Italiano
Pag. 265-280
Etichette: Churchland Patricia Smith, L’io come cervello, Critica del testo, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Intersezioni | 2016 | N. 2
Autore/i articolo: FABIO MANCINI
Titolo articolo: Un convegno inattuale: filologia e filosofia
A ‘Filologia e filosofia (e critica)’ è stato dedicato un convegno tenuto presso il Collegio Ghisleri di Pavia nei giorni 14 e 15 dicembre 2015. Il sottotitolo dell’iniziativa – ‘Lanfranco Caretti e dintorni, mezzo secolo dopo’ – esplicita il proponimento degli organizzatori, l’allievo del Caretti pavese Renzo Cremante, insieme con Luca Fonnesu e Federica Marinoni: tracciare una mappa intellettuale dell’Università di Pavia tra gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, muovendo dalla figura di un grande filologo e critico e dai rapporti del suo ambito di studi col mondo filosofico. Quel decennio rappresenta infatti per Pavia una sorta di ‘età dell’oro’ grazie alla presenza di alcuni tra i più notevoli studiosi del secondo dopoguerra. Non ci si è inoltre limitati a presentare una pur indispensabile mappatura del corpo docente: ripercorrere le vicende di Caretti, Paci, Preti, da prospettive e con competenze diverse, ha permesso di tornare su temi che, formulati nella Pavia di quegli anni, hanno avuto ampia risonanza nei decenni successivi sia in campo filologico, sia in quello filosofico.
Lingua: Italiano
Pag. 257-264
Etichette: Convegno di studi, Novecento, Duemila, Filosofia, Filologia, Caretti Lanfranco, Pavia,
Rivista | Fascicolo: Intersezioni | 2016 | N. 2
Titolo articolo: Un convegno inattuale: filologia e filosofia
A ‘Filologia e filosofia (e critica)’ è stato dedicato un convegno tenuto presso il Collegio Ghisleri di Pavia nei giorni 14 e 15 dicembre 2015. Il sottotitolo dell’iniziativa – ‘Lanfranco Caretti e dintorni, mezzo secolo dopo’ – esplicita il proponimento degli organizzatori, l’allievo del Caretti pavese Renzo Cremante, insieme con Luca Fonnesu e Federica Marinoni: tracciare una mappa intellettuale dell’Università di Pavia tra gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, muovendo dalla figura di un grande filologo e critico e dai rapporti del suo ambito di studi col mondo filosofico. Quel decennio rappresenta infatti per Pavia una sorta di ‘età dell’oro’ grazie alla presenza di alcuni tra i più notevoli studiosi del secondo dopoguerra. Non ci si è inoltre limitati a presentare una pur indispensabile mappatura del corpo docente: ripercorrere le vicende di Caretti, Paci, Preti, da prospettive e con competenze diverse, ha permesso di tornare su temi che, formulati nella Pavia di quegli anni, hanno avuto ampia risonanza nei decenni successivi sia in campo filologico, sia in quello filosofico.
Lingua: Italiano
Pag. 257-264
Etichette: Convegno di studi, Novecento, Duemila, Filosofia, Filologia, Caretti Lanfranco, Pavia,
Rivista | Fascicolo: Intersezioni | 2016 | N. 2
Autore/i articolo: ENRICO LUCCA
Titolo articolo: Gerusalemme 1936: leggere Franz Rosenzweig in Palestina
L’articolo si incentra sull’evento celebrativo tenutosi il 25 Dicembre 1936 a Gerusalemme in onore del filosofo ebreo tedesco Franz Rosenzweig. Basandosi su trascrizioni inedite dei discorsi pronunciati dai partecipanti, si cerca di gettare luce sui principali problemi che furono alla base della ricezione di Rosenzweig in Palestina. Benchè egli fosse apprazzato per il suo sforzo di rinnovare la teologica ebraica e per la sua originale interpretazione delle fonti religiose, ciò non di meno il filosofo era ancora percepito come distante dal nucleo della tradizione ebraica. Al centro delle obiezioni dirette contro di lui dai lettori palestinesi c’erano la sua vicinanza al cristianesimo, il suo scetticismo verso il sionismo e il suo rifiuto del messianismo apocalittico.
Lingua: Italiano
Pag. 245-256
Etichette: Rosenzweig Franz, Ottocento, Novecento, Ebraismo,
Rivista | Fascicolo: Intersezioni | 2016 | N. 2
Titolo articolo: Gerusalemme 1936: leggere Franz Rosenzweig in Palestina
L’articolo si incentra sull’evento celebrativo tenutosi il 25 Dicembre 1936 a Gerusalemme in onore del filosofo ebreo tedesco Franz Rosenzweig. Basandosi su trascrizioni inedite dei discorsi pronunciati dai partecipanti, si cerca di gettare luce sui principali problemi che furono alla base della ricezione di Rosenzweig in Palestina. Benchè egli fosse apprazzato per il suo sforzo di rinnovare la teologica ebraica e per la sua originale interpretazione delle fonti religiose, ciò non di meno il filosofo era ancora percepito come distante dal nucleo della tradizione ebraica. Al centro delle obiezioni dirette contro di lui dai lettori palestinesi c’erano la sua vicinanza al cristianesimo, il suo scetticismo verso il sionismo e il suo rifiuto del messianismo apocalittico.
Lingua: Italiano
Pag. 245-256
Etichette: Rosenzweig Franz, Ottocento, Novecento, Ebraismo,
Rivista | Fascicolo: Intersezioni | 2016 | N. 2
Autore/i articolo: VALERIO VALENTINI
Titolo articolo: ‘Non c’è nulla di meglio della scuola’. Il pensiero pedagogico di Pier Paolo Pasolini al di là delle due proposte swiftiane
Si cerca qui di investigare la natura del pensiero pedagogico di Pasolini e la sua evoluzione attraverso i decenni che vanno dal 1943 al 1975. Lo studio è condotto analizzando 30 anni di dell’eterogenea produzione pasoliniana dedicata ai problemi del sistema educativo in Italia; si prende in considerazione anche la diretta esperienza di Pasolini come insegnante. Il presente lavoro cerca anche di ricostruire il dibattito pubblico suscitato dalla pubblicazione degli articoli di Pasolini su “Il Mondo” e sul “Il Corriere della Sera” nel 1975.
Lingua: Italiano
Pag. 221-242
Etichette: Pasolini Pier Paolo, Educazione, Scuola, Novecento,
Rivista | Fascicolo: Intersezioni | 2016 | N. 2
Titolo articolo: ‘Non c’è nulla di meglio della scuola’. Il pensiero pedagogico di Pier Paolo Pasolini al di là delle due proposte swiftiane
Si cerca qui di investigare la natura del pensiero pedagogico di Pasolini e la sua evoluzione attraverso i decenni che vanno dal 1943 al 1975. Lo studio è condotto analizzando 30 anni di dell’eterogenea produzione pasoliniana dedicata ai problemi del sistema educativo in Italia; si prende in considerazione anche la diretta esperienza di Pasolini come insegnante. Il presente lavoro cerca anche di ricostruire il dibattito pubblico suscitato dalla pubblicazione degli articoli di Pasolini su “Il Mondo” e sul “Il Corriere della Sera” nel 1975.
Lingua: Italiano
Pag. 221-242
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Rivista | Fascicolo: Intersezioni | 2016 | N. 2