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Testo | 2025 | N. 89
Anno 2025 – N. 89
A cura di Paolo Perilli
Titolo articolo: La provincia come patria nelle novelle di Diodata Saluzzo
Le otto Novelle di Diodata Saluzzo Roero, pubblicate in volume nel 1830, hanno argomento storico, con un’unica eccezione. È sufficiente guardare ai luoghi di ambientazione dei racconti per intendere la preferenza della scrittrice per gli spazi definibili ‘provinciali’ perché alternativi alle capitali, ma mai estranei alla storia di rilevanza internazionale. Ci si sofferma sulle novelle in cui è più evidente il legame con lo spazio piemontese, analizzando in particolare la relazione che le protagoniste intrecciano con la provincia, entro cui si muovono con una intraprendenza forse inaspettata. La comunità periferica circoscritta offre al personaggio femminile opportunità di azione che difficilmente sarebbero risultate possibili in un diverso contesto, a meno di vistose infrazioni ai principi della narrazione realistica. La dimensione provinciale inoltre consente la facile apertura alla rappresentazione liricheggiante del paesaggio come proiezione del sentire dei personaggi, tratto tipico della scrittura di Saluzzo. La sua più celebre novella, Gaspara Stampa, offre il più eloquente esempio in tal senso.
Lingua: ItalianoPag. 11-28
Etichette: Donne, Novella, Paesaggio, XIX secolo,
Titolo articolo: Geografie di provincia nelle «Odi barbare» di Carducci
Il contributo intende mettere a fuoco immagini e valori della provincia rappresentata nel libro primo delle Odi barbare, in cui Giosuè Carducci restituisce un quadro in versi della geografia italiana post unitaria. La riflessione percorre due direzioni. Da un lato, si torna a ragionare sulla ripartizione dei testi nel libro primo, nel quale si individuano specifiche sequenze geografiche; dall’altro, si analizzano tre dati che condizionano la costruzione carducciana del paesaggio della provincia, ovvero il rapporto rispetto al centro (Roma), la storia trascorsa del luogo, l’incidenza politico-civile del tempo presente.
Lingua: ItalianoPag. 29-45
Etichette: Paesaggio, Unità d’Italia, Giosuè Carducci, Odi barbare, Roma
Titolo articolo: «Non so qual cosa grave». Gozzano nella provincia del desiderio
Nelle raccolte poetiche di Gozzano è facile riconoscere una relazione dialettica fra la città e quello che città non è, che sia paese, spazio aperto della campagna o paesaggio alpino. Se è lecito comprendere nell’idea di provincia, in senso lato, tutti i luoghi che, nella sua poesia, si distinguono dalla città, pur mantenendo con essa una forte relazione, l’indagine potrà concentrarsi sul rapporto fra l’esercizio poetico e la natura marginale e dislocata di tali spazi : il luogo fisico apparirà come epifenomeno di una eccentricità, di un decentramento intenzionale da quanto la letteratura e la società con cui Gozzano dialoga rappresentano nel passaggio fra xix e xx secolo. La provincia non andrà intesa, dunque, solo come un insieme di luoghi lontani dalla città, o di gusti e visioni del mondo nostalgici del passato e non allineati rispetto ai ritmi del progresso: sarà metafora dello sguardo dal margine, dalla soglia fra autenticità e artificio, fra ricerca della salute e malattia, fra le dimensioni del possibile e del necessario, fra disillusione e illusione; pacificazione e lotta. La provincia si rivelerà lo spazio di una saggezza che affonda le proprie radici nella natura e ne ascolta i ritmi per indovinarne la destinazione, per contro alla visione del mondo cittadina dalla quale in parte l’autore è attratto, ma di cui conosce le trappole : l’oro e l’alloro. Sarà uno degli altrove in cui, dalla contemplazione del visibile, si apre una rete di possibili.
Lingua: ItalianoPag. 47-63
Etichette: Guido Gozzano,
Titolo articolo: La provincia di Attilio Bertolucci, da «Sirio» (1929) a «Viaggio d’inverno» (1971)
Luogo identitario e fonte d’ispirazione poetica, la provincia emiliana è nella poesia di Attilio Bertolucci il ‘filtro’ attraverso il quale il poeta guarda e giudica la realtà. Spazio degli affetti, rifugio intimo e familiare, unica possibile ‘resistenza’ all’inesorabile trascorrere del tempo, essa è però anche una sorta di prigione da cui è necessario evadere. L’articolo esplora il legame, intenso ma non privo di contraddizioni, fra il poeta e la sua terra d’origine, soffermandosi in particolare sulle prime raccolte e facendole ‘dialogare’ con la parallela attività di Bertolucci nel campo della critica d’arte.
Lingua: ItalianoPag. 65-84
Etichette: Poesia, XX secolo, Attilio Bertolucci,
Titolo articolo: L’oscuro, provincia della poesia. Su un tema zanzottiano
Preso come ipotesi di ricerca il tema di questo numero monografico di «Testo», nel suo contributo l’autore propone un attraversamento, necessariamente sintetico, dell’opera poetica di Andrea Zanzotto, al fine di osservare come i concetti di spazio poetico e spazio salvifico siano sviluppati e declinati, sia in una prospettiva naturale e ambientale (geografica), sia in senso metaforico e simbolico. Così il vitale radicamento della poesia di Zanzotto nella sua amata e oscura provincia, come già rilevato da Contini, appare quale uno dei motivi conduttori di tutta la sua opera, che di questo luogo d’elezione sottolinea da un lato la misteriosa preziosità, e dall’altro la fragilità, a causa delle molteplici forze che attentano alla sua sopravvivenza.
Lingua: ItalianoPag. 85-102
Etichette: Intertestualità, Poesia, XX secolo, Andrea Zanzotto,
Titolo articolo: La provincia vuota in Giorgio Manganelli e in Ennio Flaiano
L’articolo si propone di rintracciare una costante nella rappresentazione della provincia italiana nell’opera di Giorgio Manganelli e di Ennio Flaiano. La provincia è uno spazio pensato come capace di ospitare il vuoto e dotato di una carica contraria all’esistente in grado di annullare cose ed eventi e perfino sé stessa. La provincia si configura come spazio di non esistenza, fantasmatica e auspicabilmente non raggiungibile.
Lingua: ItalianoPag. 103-112
Etichette: Ennio Flaiano, Giorgio Manganelli,
Titolo libro/articolo recensito: Rime d’amore
A cura di: Stefano Bianchi
Edizioni: Serra, Pisa-Roma – 2024
Lingua: Italiano
Pag. 115-119
Recensore/i: Veronica Andreani
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Titolo libro/articolo recensito: Leggere il “libro aperto”. Saggio sul “Cannocchiale aristotelico”
Edizioni: ETS, Pisa – 2023
Lingua: Italiano
Pag. 119-123
Recensore/i: Laura Macor
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Titolo libro/articolo recensito: Il teatro dei pupi di Agrippino Manteo (1884-1947). I paladini di Francia in America
Traduttore: Paolo Tartamella, con un contributo di Alessandro Napoli.
Edizioni: Edizioni Museo Pasqualino, Palermo – 2024
Lingua: Italiano
Pag. 123-126
Recensore/i: Luca Mondelli
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