Le riviste sostenitrici
Studi rinascimentali | 2024 | N. 22
Anno 2024 – N. 22
A cura di Paolo Perilli
Titolo articolo: Sulla cultura del Trattato d’una angelica cosa di Giovanni Gherardi da Prato: primi accertamenti
Il saggio vuole introdurre ad alcuni aspetti della cultura che servì a Giovanni Gherardi per tracciare una lezione su chi sia l’umana creatura, a quale fine sia stata creata e da chi. Il carattere filosofico e teologico dell’argomento non ha dissuaso l’autore dall’uso del volgare e dal dedicare il prosimetro ad una donna laica che è anche la protagonista della visione, orizzonte questo di derivazione dantesca. L’indagine permette di valutare in primo luogo l’influsso che sulla scelta della visione come modalità espositiva esercitò il contesto culturale e devozionale individuabile in Antonio Alberti e nella sua vicinanza ai seguaci di Santa Brigida. Apre inoltre all’esame della trafila letteraria che, accanto alle già note radici boeziane, si estende al probabile influsso del Secretum petrarchesco. Si snoda da qui la traccia di alcuni rilevanti temi agostiniani, provenienti per esempio dai Soliloquiorum libri duo e dal De Trinitate, che fanno pensare ad una dipendenza dell’autore dal magistero di Luigi Marsili accanto alla condivisione di alcuni fra gli interessi di Coluccio Salutati.
Lingua: ItalianoPag. 9-20
Etichette: Agostino, Coluccio Salutati, Francesco Petrarca, Giovanni Gherardi da Prato, Guido Del Palagio, Luigi Marsili, De Trinitate, De seculo et religione, Epistolario, Secretum, Soliloquiorum libri duo, Trattato d'una angelica cosa mostrata per una divotissima visione,
Titolo articolo: Alberti e la ricostruzione ideale del teatro. Tra antiquaria, ideologia civile ed etica
Il saggio svela le complesse modalità con le quali Alberti conduce la riscoperta ideale dell’edificio teatrale nel suo De re aedificatoria. Scrivendo in un’epoca nella quale la memoria del teatro antico era ormai sbiadita, Alberti integra la lettura di Vitruvio con lemmari e commenti tardo-antichi e medievali, giungendo anche a esiti sorprendenti. Tale retroterra linguistico e concettuale, unito alla lettura delle Antichità giudaiche di Flavio Giuseppe, consente infine al nostro autore di sviluppare la ricostruzione teorica del teatro congiuntamente alla sua ‘riabilitazione’ sul piano civile ed etico.
Lingua: ItalianoPag. 21-28
Etichette: Teatro, Flavio Giuseppe, Leon Battista Alberti,
Titolo articolo: La venere celeste e la venere volgare tra letteratura e arte. Ficino, Botticelli, Tiziano, Castiglione
Il contributo affronta alcune tematiche fondamentali della filosofia neoplatonica di Marsilio Ficino presenti nella sua opera De Amore, quali l’amore come forza primigenia del cosmo, le diverse tipologie del sentimento amoroso, della percezione di questo come desiderio di fruire la bellezza e dell’esistenza delle due Veneri nell’uomo come forze complementari alla fruizione dello stesso. Successivamente viene illustrato il raccordo di questo dualismo di Venere con la tematica artistica e in particolare la suddetta rappresentazione in alcuni capolavori pittorici quali la Primavera e la Nascita di Venere di Botticelli e l’Amor sacro e amor profano di Tiziano. L’ultima parte si focalizza sulla tematica del binomio amore-bellezza e delle diverse tipologie di amore a cui l’uomo può tendere tramite l’analisi del discorso estatico di Pietro Bembo a conclusione del Libro del Cortegiano.
Lingua: ItalianoPag. 29-41
Etichette: Bembo, Botticelli, Castiglione, Ficino, Tiziano,
Titolo articolo: Machiavelli e la letteratura storico-politica coeva: il primo Decennale
Il contributo mira a ricostruire il rapporto tra il primo Decennale e la poesia storico-politica coeva, con la quale l’opera di Machiavelli condivide un ampio repertorio di tessere comuni. Sono valutate le implicazioni di questo rapporto per l’interpretazione dei ternari machiavelliani, con il duplice scopo di contestualizzare meglio il Decennale in relazione alla poesia coeva e, al contempo, dare risalto alla produzione poetica di argomento politico al tempo delle guerre d’Italia, ancora poco studiata.
Lingua: ItalianoPag. 43-53
Etichette: Guerra, Poesia, Machiavelli, Decennali,
Titolo articolo: Aulo Giano Parrasio e le lezioni del periodo vicentino
Questo lavoro offre trascrizioni e commenti delle praefationes di Aulo Giano Parrasio, pronunciate prima delle sue lezioni vicentine (1507-1509). I classici latini spiegati ai suoi studenti furono Livio, Orazio e Svetonio e furono il frutto di scelte condizionate dal contesto politico e dal pubblico di ascoltatori.
Lingua: ItalianoPag. 55-69
Etichette: Aulo Giano Parrasio, Vicenza
Titolo articolo: «Ma con gli adulator ti resta e parla». Per una lettura politica dell’Antigone di Alamanni
Il contributo propone una lettura politica dell’Antigone di Alamanni, attraverso un serrato confronto con l’originale sofocleo e il commento alle più significative espansioni e modifiche. Si suggeriscono, perciò, nuove ipotesi di datazione, una possibile fonte negli Opuscola di Plutarco, e un parallelismo con il quarto libro del Cortegiano, in relazione al tema dell’ignoranza del principe.
Lingua: ItalianoPag. 71-81
Etichette: Tragedia, XVI secolo, Luigi Alamanni, Sofocle,
Titolo articolo: Tre figure del silenzio tra gli Emblemata di Alciato e le Diverse Imprese
Il lavoro di riorganizzazione degli Emblemata dell’Alciato proposto da Roville e Bonhomme (1548) presenta un nuovo modo di approcciarsi alla raccolta, delineando percorsi dettati dall’argomento principale dei componimenti e ordinandoli di conseguenza in loci communes. In questa sede, a partire dal trittico afferente alla Fides, costituito da In silentium, Non vulganda consilia, Nec quæstioni quidem cedendum, si dimostrerà come gli editori abbiano individuato e disseminato ulteriori sottoinsiemi nel contesto dei gruppi tematici, utili al lettore tenendo conto del duplice aspetto del lavoro, il piacere e l’utilità. Se ne prenderanno in considerazione i volgarizzamenti, raccolti nelle Diverse Imprese, fornendo una lettura degli emblemi che permetta di approfondire la comprensione dei meccanismi di rimodulazione interna del macrotesto.
Lingua: ItalianoPag. 83-97
Etichette: Fede, Silenzio, Alciato, Celio Calcagnini, Erasmo,
Titolo articolo: Rispondere per le rime. Note sulla poesia di corrispondenza nel Cinquecento
Il saggio riflette intorno al genere della poesia di corrispondenza nel Cinquecento, a partire dalle considerazioni offerte da Girolamo Ruscelli nel trattato Del modo di comporre in versi, e proseguendo con l’analisi di alcuni paradigmatici scambi di rime della prima metà del secolo che coinvolgono Pietro Bembo, Veronica Gambara e soprattutto Vittoria Colonna. La poesia di corrispondenza diventa da questa prospettiva un campo utile a cogliere la natura dialogica e la funzione referenziale del testo poetico rinascimentale, come spazio di rappresentazione e affermazione di sé, dove in gioco sono le dinamiche di costruzione e ricezione dell’egemonia letteraria.
Lingua: ItalianoPag. 99-110
Etichette: Pietro Bembo, Vittoria Colonna,
Titolo articolo: Il proemio alla Storia di Benedetto Varchi e l’eredità dell’Umanesimo civile fiorentino
L’articolo analizza il proemio alla Storia fiorentina di Benedetto Varchi (1503-1565), mettendo in evidenza gli elementi di continuità coi precedenti storici ufficiali di Firenze, e in particolare con Leonardo Bruni e con Niccolò Machiavelli, e con la tradizione umanistica, che assegna alla storia una missione pedagogica, di ammaestramento morale. Lontano dall’immagine vulgata fino ad anni recenti di un Varchi appiattito sugli interessi del regime ducale, questo testo programmatico presenta la Storia come un’opera ispirata agli ideali repubblicani e al culto della Florentina libertas: ideali travolti dagli eventi ma mai traditi. Al proemio fa riscontro, nel Libro ix, la descrizione di Firenze com’era prima dell’assedio in funzione di testimonianza e di risarcimento.
Lingua: ItalianoPag. 111-117
Etichette: Storiografia, Umanesimo, Benedetto Varchi, Storia fiorentina, Firenze
Titolo articolo: «Dicesi che…»: il gusto per l’aneddotica del biografo Vasari
Il genere biografia per sua natura si misura con altri generi, tra cui la storiografia e la novellistica. Nel presente contributo si mira ad individuare i repertori e le tecniche aneddotiche utilizzate dal Vasari, concentrando l’attenzione sulle vite di Giotto e Sandro Botticelli. L’aneddoto va valutato, ovviamente, senza alcuna pretesa di storicizzazione, bensì nella sua funzione esemplare, al fine di fornire di quell’artista un ritratto. Attraverso le due biografie è possibile esaminare i cambiamenti tra la prima edizione (1550) e la seconda (1568), notando come le Vite fungano sia da ipertesto sia da ipotesto per il patrimonio aneddotico italiano. Si può quindi considerare la questione da una triplice prospettiva : in primis valutando quali possono essere state le fonti per il Vasari ; in secondo luogo, le biografie esaminate offrono un notevole esempio della capacità narrativa dello scrittore Vasari, in grado di creare aneddoti ex novo ; in ultimo, non meno interessante, è analizzare come il repertorio aneddotico delle Vite possa essere riutilizzato in testi di natura eterogenea.
Lingua: ItalianoPag. 119-131
Etichette: Botticelli, Giotto, Vasari,
Titolo articolo: Nel laboratorio della Gerusalemme liberata. Sulla revisione del canto XVIII
Il saggio prende in esame alcune correzioni inserite da Tasso nel canto xviii della Gerusalemme liberata, ricostruendo la storia del canto grazie allo studio delle Lettere poetiche. Attraverso un esame di un manoscritto autografo conservato a Ferrara, l’autore propone una ricostruzione delle diverse fasi di composizione ; viene così sottolineata la complessità della scrittura di Tasso, che passa per una serie di forme alternative prima di arrivare al testo definitivo. Il saggio si inserisce nel lavoro di preparazione di una nuova edizione critica e commentata della Gerusalemme liberata, che uscirà a cura dello stesso autore.
Lingua: ItalianoPag. 133-147
Etichette: Filologia, Filologia d’autore, Manoscritto, Torquato Tasso, Gerusalemme Liberata,