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Studi pasoliniani | 2025 | N. 19
Anno 2025 – N. 19
A cura di Paolo Perilli
Titolo articolo: Soldato a quale epoca? Altre ipotesi di lettura della poesia sperimentale del Pasolini friulano
Il Pasolini friulano manifesta un forte sperimentalismo negli anni intorno al 1945; a questo periodo, in particolare, risale l’influenza di Pascoli, dei simbolisti, della lirica trobadorica e della poesia spagnola (Antonio Machado, Juan Ramón Jiménez e Federico García Lorca). Da tali stimoli emergono in Pasolini, a partire da Poesie e Hosas de lenguas romanas, un vivace interesse per il cromatismo, l’estetica della morte, l’intersezione dell’elemento sonoro con quello visivo, nonché l’attenzione per la dimensione atemporale e il recupero di precisi topoi pascoliani (come i ricci e la madre bambina).
Lingua: ItalianoPag. 25-40
Etichette: Simbolo, XX secolo, Giovanni Pascoli, Friuli, Spagna
Titolo articolo: Tra sperimentalismo e neo-sperimentalismo: Pasolini e «Officina»
Il momento centrale del lavoro critico di Pasolini negli anni Cinquanta è rappresentato dall’esperienza di «Officina». L’impatto fra recupero della tradizione otto-novecentesca e proposte per una nuova lettura della medesima emerge in un saggio eminentemente teorico e ‘sperimentale’ quale Il neo-sperimentalismo, pubblicato nel numero 5 della rivista. Nel numero 9-10 Pasolini pubblica l’articolo La libertà stilistica (seguito dalla Piccola antologia neo-sperimentale), in apertura del quale si collega al saggio precedente. Nei due saggi Pasolini codifica la sua definizione critica di «neo-sperimentalismo » precisandone le diverse articolazioni. Per differenziarsi «dall’attuale neo-sperimentalismo» nel saggio Il neo-sperimentalismo Pasolini sottolinea in modo articolato i caratteri peculiari del proprio «sperimentare» : l’«opposizione critica e ideologica agli istituti precedenti» produce una «riadozione di modi stilistici pre-novecenteschi». In chiusura del saggio Pasolini ribadisce la radicale estraneità del proprio «sperimentalismo stilistico» rispetto allo «sperimentalismo novecentesco». Nel saggio La libertà stilistica Pasolini riprende la definizione di «neo-sperimentalismo» offerta nel saggio precedente articolandola in modo significativo.
Lingua: ItalianoPag. 41-54
Etichette: Tradizione, XIX secolo, XX secolo, Officina,
Titolo articolo: Pasolini e Petronio prima di Petrolio: lo sperimentalismo di Alì dagli occhi azzurri
Il paradigma petroniano sembra giocare un ruolo importante, oltre che per Petrolio, anche per i primi racconti di ambientazione romana (risalenti ai primi anni Cinquanta) presenti in Alì dagli occhi azzurri (1965) sia nella costruzione formale (incompiutezza programmatica, forma-progetto, contaminazioni linguistiche, espressive e stilistiche, presenza del prosimetrum di ascendenza menippea) che nell’allestimento di temi e motivi (eros omosessuale segnato da connotazioni elegiache, personaggi dalla forte impronta letteraria). Il saggio analizza quindi l’importanza che il modello del Satyricon di Petronio riveste per lo sperimentalismo pasoliniano anche in alcune produzioni dei primi anni Cinquanta, ben prima della composizione di opere marcatamente sperimentali come La Divina Mimesis e Petrolio.
Lingua: ItalianoPag. 55-66
Etichette: Petronio,
Titolo articolo: Pasolini negli anni della sperimentazione teatrale
Il saggio indaga il rapporto tra Pasolini e il teatro sperimentale italiano degli anni Sessanta, evidenziando come la sua produzione teatrale si sviluppi in dialogo – talvolta implicito, talvolta diretto – con le pratiche e le teorie del Nuovo Teatro. Dopo un decennio di silenzio teatrale negli anni Cinquanta, Pasolini si riavvicina alla scena in un contesto di rinnovamento culturale e artistico, segnato dalla crisi del teatro borghese e dall’emergere di esperienze radicali come quelle di Bene, Quartucci e Living Theatre. Attraverso l’analisi di testi come Italie magique e Nel ’46 !, fino alla regia di Orgia e al Manifesto per un nuovo teatro, il saggio mostra come Pasolini assimili alcune istanze fondamentali della sperimentazione – dal decentramento degli spazi all’interazione con il pubblico, dalla destrutturazione del linguaggio scenico alla dimensione rituale – pur mantenendo una posizione autonoma rispetto all’avanguardia. Il teatro pasoliniano non si colloca pienamente all’interno del movimento sperimentale, ma ne elabora una sintesi originale, ponendosi come interlocutore critico e marginale, capace di riflettere e rilanciare, in forme autonome, le urgenze di rinnovamento della scena contemporanea.
Lingua: ItalianoPag. 67-79
Etichette: Neoavanguardia, Teatro, Tragedia,
Titolo articolo: La rivelazione del viaggio indefinito. Il cinema di Pasolini e la narrazione picaresca: Uccellacci e uccellini, Edipo re e Il fiore delle Mille e una notte
È evidente il legame dei film Uccellacci e uccellini (1966) e, parzialmente, di Edipo re (1967) e de Il fiore delle Mille e una notte (1974), con il romanzo picaresco. Come nelle altre forme espressive che ha sperimentato, anche nel caso del cinema Pasolini non assume letteralmente gli elementi e le dinamiche di un genere ma le rende oggetto di reinvenzione. Probabilmente Pasolini attinse liberamente alla narrazione picaresca nel cinema perché era una forma di racconto aperta a molteplici variazioni, a digressioni, anche liriche, che gli offriva l’occasione di rendere deuteragonista il paesaggio, di farvi interagire i personaggi, nella diversità dei loro movimenti e di instaurare una temporalità non realistica.
Lingua: ItalianoPag. 81-97
Etichette: Autobiografia, Favola, Viaggio,
Titolo articolo: Dall’«orrido cominciamento» all’«ordine orrendo». Il Decameron di Pasolini come opera di transcodificazione
Partendo da una doppia citazione allitterante, boccacciana e pasoliniana, il saggio si propone di affrontare la complessa questione dei rapporti intercorrenti tra il Decameron di Boccaccio e l’omonimo film di Pasolini da un punto di vista insolito, volto a mettere in luce analogie non sempre adeguatamente valorizzate dalla critica. Gli elementi di affinità sono vari e vanno dal modo di intendere la sperimentazione all’allegoria del giardino del corpo popolare, in cui implode la cornice del Boccaccio; dalla ricerca di uno stile medio che indirizza Pasolini verso l’esperimento di una «cinematografia mezzana», caso unico nella sua filmografia, al ruolo svolto da Napoli nella vita e nell’ispirazione di due autori che, pur nelle evidenti differenze, si confermano tra i più grandi innovatori della cultura italiana.
Lingua: ItalianoPag. 99-112
Etichette: Decameron,
Titolo articolo: Il fenomeno della nuova criminalità a Roma. Tavola rotonda coordinata da Giorgio Cingoli; Introduzione e note a cura di Roberto Chiesi
Trascrizione di una tavola rotonda tenutasi nella redazione del giornale quotidiano «Paese Sera» dove si contrappongono idee diverse sulla natura del fenomeno di una nuova, più crudele malavita a Roma. Se l’allora sindaco democristiano della capitale, Clelio Darida, sostiene che sia l’effetto di una diffusa permissività, Pietro Ingrao e Elio Petri ritengono invece che costituisca l’effetto dei mali sociali che continuano a dilaniare l’Italia. Pier Paolo Pasolini, da parte sua, lo considera il sintomo di un drammatico mutamento dell’identità dei ceti popolari.
Lingua: ItalianoPag. 119-136
Etichette: Criminalità, Repressione, Sottoproletariato, XX secolo,
Titolo libro/articolo recensito: Lettere a Maria Seccardi
A cura di: Antonella Giordano
Edizioni: Ronzani, Città di Castello – 2025
Lingua: Italiano
Pag. 139-143
Recensore/i: Roberto Chiesi
Etichette:
A cura di: Primo Giroldini
Edizioni: MUP, Parma – 2024
Lingua: Italiano
Pag. 144-146
Recensore/i: Tommaso Mozzati
Etichette:
A cura di: Stefano Casi, Gerardo Guccini, Matteo Paoletti in collaborazione con Annalisa Ciuffetelli
Edizioni: Centro Stampa della Regione Emilia-Romagna, Bologna – 2024
Lingua: Italiano
Pag. 147-150
Recensore/i: Francesca Tuscano
Etichette:
A cura di: Paolo Desogus
Edizioni: Marsilio, Venezia – 2024
Lingua: Italiano
Pag. 151-152
Recensore/i: Paolo Rondinelli
Etichette:
A cura di: Antonio Calbi
Edizioni: Istituto Italiano di Cultura Paris, Paris – 2024
Lingua: Italiano
Pag. 153-154
Recensore/i: Giorgia Bruni
Etichette:
A cura di: Carlo Fanelli
Edizioni: Pellegrini, Cosenza – 2024
Lingua: Italiano
Pag. 155-156
Recensore/i: Roberto Chiesi
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