Le riviste sostenitrici
Studi novecenteschi | 2025 | N. 2
Anno 2025 – 110 – N. 2
A cura di Paolo Perilli
Titolo articolo: Modernismo, realismo, antirealismo nel Volponi degli anni Sessanta
Il saggio analizza la posizione di Paolo Volponi nel panorama letterario degli anni Sessanta, tra istanze neorealiste e sperimentazione modernista. Attraverso il confronto tra Repubblica borghese e Memoriale, emerge come l’autore scomponga la ricerca di una mediazione stilistica in due progetti distinti. Se il primo recupera l’antropologia dell’inetto modernista entro una struttura narrativa tradizionale, il secondo scardina la linearità neorealista attraverso un narratore psicologicamente instabile e un «tempo misto», per usare una definizione di stampo sveviano.
Lingua: ItalianoPag. 273-290
Etichette: Modernismo, Realismo, La strada per Roma, Memoriale,
Titolo articolo: Di paranoici e monologanti: Memoriale e La macchina mondiale di Paolo Volponi
Memoriale (1962) e La macchina mondiale (1965) costituiscono i primi due tasselli di quella che viene qui definita la «trilogia dei paranoici». Ad accomunare questi due testi e a distinguerli dal terzo libro della trilogia – Corporale (1974) – è la scelta di una narrazione retrospettiva complicata dall’adozione di una logica e di un linguaggio per molti aspetti vicini a quello del monologo interiore. Dopo aver spiegato in che senso la svolta storiografica della trilogia consista nell’adozione di un «paradigma schizofrenicoparanoide», analizzerò nel dettaglio i primi due romanzi di Volponi per dimostrare perché possono essere definiti dei «monologhi rimemoranti» e per individuarne i principali modelli di riferimento (da Dostoevskij a Faulkner).
Lingua: ItalianoPag. 291-310
Etichette: Monologo interiore,
Titolo articolo: «Chissà come ti godi tutto e come ne soffri». Ordine ideologico e disordine psichico in Corporale
Obiettivo del saggio è mostrare come Corporale (1974) si fondi su un’opposizione chiave – tra corpo e ideologia – e come questa “costante delle costanti” sconti due grandi declinazioni: lo sdoppiamento dell’eroe e il suo scontro con il mondo, da un lato, il suo interramento e la sua fuga dal mondo, dall’altro lato – espressioni del corporale – contraddicono in forme dinamiche e ambivalenti altrettante forme di ideologia, l’una politica (Aspri è un ex-comunista) l’altra industriale (Aspri è un ex olivettiano). Il saggio cerca inoltre di inquadrare il terzo romanzo di Volponi nel campo letterario italiano del secondo Novecento attraverso la categoria di neomodernismo.
Lingua: ItalianoPag. 311-339
Etichette: Romanzo, Teoria della letteratura, XX secolo, Francesco Orlando, Paolo Volponi,
Titolo articolo: Gerolamo Aspri folle, rivoltoso o surrealista? Su Corporale di Paolo Volponi
Il saggio propone una rilettura di Corporale (1974) di Paolo Volponi che mette in discussione l’interpretazione prevalente del romanzo come rappresentazione di un personaggio psicotico. Attraverso un’analisi puntuale della struttura narrativa, delle scelte stilistico-linguistiche e degli indizi intertestuali, si sostiene qui che il protagonista Gerolamo Aspri non sia rappresentato come un soggetto psicotico in senso clinico, né la sua lingua possa essere ricondotta a modalità schizofreniche e paranoiche, come avveniva invece nei precedenti Memoriale e La macchina mondiale. Al contrario, Corporale si configura come un testo magmatico in cui la composizione eterogenea dei materiali linguistici risponde a una logica letteraria e insieme a un’istanza politica. L’analisi mostra come numerosi tratti linguistico-stilistici apparentemente patologici risultino più coerentemente spiegabili come effetti consapevoli di una scrittura associativa riconducibile alla tradizione surrealista. Le citazioni di Breton, finora non riscontrate dalla critica, assumono così un valore metaletterario decisivo, segnalando la rilevanza del surrealismo come modello. Il romanzo si conclude tuttavia con il fallimento dei due progetti connessi di rinnovamento linguistico e di costruzione di un rifugio, tenuti insieme dall’impulso letterario (la poesia che può salvare il mondo) e da una valorizzazione à la Marcuse dell’istintualità come forza potenzialmente rivoluzionaria: c’è spazio solo per la rivolta nichilistica dell’alter ego Murieta.
Lingua: ItalianoPag. 341-365
Etichette: Follia, Surrealismo, André Breton, Paolo Volponi, Corporale,
Titolo articolo: Un romanzo ‘tradizionale’: Il sipario ducale
È ambientato nei giorni che seguono la strage di Piazza Fontana (12 dicembre ’69) il romanzo più segretamente autobiografico di Paolo Volponi, Il sipario ducale (1975), che è anche il diagramma di un paese segnato da quella che si sarebbe definita ‘strategia della tensione’. Al cospetto di una città così incantata da sembrare fuori dal tempo, Urbino, mentre la tv in biancoenero manda livide immagini di morte vi si incontrano uomini e donne che non potrebbero essere più opposti: da un lato un vecchio professore anarchico e la sua compagna pasionaria, dall’altro un giovane ma già decrepito aristocratico e una ragazza dal profilo intrigante e insieme sfuggente. Al culmine della sua parabola, tra Corporale (’74) e Le mosche del capitale (’89), Volponi si conferma scrittore di ispirazione civile, tra i massimi narratori del secondo Novecento.
Lingua: ItalianoPag. 367-373
Etichette: Guerra, Televisione, Spagna, Urbino
Titolo articolo: «È un romanzo politico o meglio una invettiva». Gli oggetti nel Pianeta irritabile
A partire da alcuni appunti inediti di Paolo Volponi sul Pianeta irritabile, che permettono di proseguire la riflessione sul genere del romanzo e sulla sua genesi, l’articolo propone un’indagine dell’opera del 1978 attraverso gli oggetti, con particolare attenzione alla teoria di Francesco Orlando. Gli oggetti concorrono alla definizione dei personaggi; marcano snodi importanti della storia; rendono ‘prensile’ la critica verso il modello sociale che ha condotto alla quasi estinzione dell’uomo e alle acute manifestazioni del Pianeta, ‘irritabile’ perché vivo.
Lingua: ItalianoPag. 375-391
Etichette: Fantascienza, Francesco Orlando, Il pianeta irritabile,
Titolo articolo: Resistere alla «forma di merce»: polifonia e straniamento nel «quasi-spazio» delle Mosche del capitale
Ponendo come sfondo necessario dell’analisi l’orizzonte moderno del feticismo della merce, questo studio esplora il romanzo-saggio volponiano Le mosche del capitale. Alla luce delle categorie estetiche di Lukács – in particolare la nozione di «quasi-spazio» – e di Bachtin – polifonia e dialogismo – la disamina si orienta sulla complessa rete di rispondenze fra i perni strutturali del libro e sul suo cruciale metaforismo. Si mettono così in risalto i modi e le forme della resistenza letteraria contrapposta da Volponi alla reificazione imposta agli uomini dal dominio del capitale.
Lingua: ItalianoPag. 393-409
Etichette: Feticismo, Resistenza, György Lukács, Michail Bachtin,
Titolo libro/articolo recensito: Un itinerario nella vita e nell’opera. Catalogo mostra promossa dalla fondazione Carlo e Marise Bo per la Letteratura Europea Moderna e Contemporanea
Edizioni: Raffaelli, Rimini – 2025
Lingua: Italiano
Pag. 445-446
Recensore/i: Alessandro Cenzi
Etichette:
Titolo libro/articolo recensito: Lettere, scritti, ricordi (1948-1994)
A cura di: Salvatore Ritrovato, Fondazione Carlo e Marise Bo
Edizioni: Raffaelli, Rimini – 2025
Lingua: Italiano
Pag. 447-450
Recensore/i: Sofia Stefenel
Etichette:
Titolo libro/articolo recensito: Fornace Volponi, Etica del corpo e genetica della scrittura
Edizioni: Vallecchi, Firenze – 2025
Lingua: Italiano
Pag. 450-452
Recensore/i: Laura Pergola
Etichette:
Titolo libro/articolo recensito: Tre gioventù. Abbozzi di romanzi da audio inediti
A cura di: Alessio Torino con una nota ai testi di Caterina Volponi, Fondazione Carlo e Marise Bo
Edizioni: Raffaelli, Rimini- Urbino – 2025
Lingua: Italiano
Pag. 452-455
Recensore/i: Emma Pavan
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