Le riviste sostenitrici
Studi novecenteschi | 2024 | N. 1
Anno 2024 – 107 – N. 1
A cura di Paolo Perilli
Titolo articolo: «Da questo suicidio uniti». Questioni di soggettività estetica e ontologica nella poesia italiana degli anni Settanta
L’articolo esplora le questioni della soggettività autoriale, della soggettivizzazione dell’oggetto poetico e della poiesi estetica nel contesto della poesia italiana degli anni Settanta. Utilizzando una metodologia d’indagine filosofico-letteraria, l’analisi si focalizza sui punti di intersezione e trasformazione di questi fenomeni, evidenziando come essi abbiano contribuito a una rifondazione dei paradigmi e delle forme del genere poetico. A una contestualizzazione generale, segue nell’articolo un approfondimento teoretico e analitico-formale, con particolare attenzione al caso di Vittorio Reta e alla sua unica raccolta: Visas (1976). L’approccio è inoltre integrato dalla chiave ermeneutica e comparatistica. In quest’ambito, infine, è preso in esame l’esordio poetico di Dario Bellezza (Invettive e licenze, 1971). Viene così evidenziata la crucialità di entrambe le opere nel contesto dei fenomeni in oggetto e, più in generale, nell’orizzonte poetico dell’epoca.
Lingua: ItalianoPag. 11-32
Etichette: Morte, Poesia, Soggettività, XX secolo, Dario Bellezza, Vittorio Reta,
Titolo articolo: Tra fenomenologia e storia. Tre inchieste socio-poetiche sugli anni Settanta
In risposta agli ‘effetti di deriva’ che hanno caratterizzato lo scenario poetico e culturale post-sessantottesco, gli anni Settanta sono stati sottoposti a una storicizzazione massiccia e precoce, funzionale ad addomesticare la pluralità e l’eterogeneità della sua fenomenologia geo-poetica nel perimetro di una storia asfittica e settaria, definita intorno a pochi nomi di autori e autrici per lo più operativi nei maggiori centri economico-editoriali del Paese. Ad attestare l’insufficienza di simili disegni storico-critici, nell’ultimo ventennio si sono moltiplicate le iniziative storicizzanti che hanno cercato di rendere conto della effettiva pluralità del quadro del decennio, il più delle volte ricorrendo a una lente di indagine insieme critico-letteraria e sociologica (Simonetti, Giovannuzzi, Baldini, Scarpa, Cortellessa). Sull’onda di tali contributi, il presente articolo si offre di sondare la ricchezza fenomenologica del decennio attraverso l’analisi di tre importanti – sebbene editorialmente sommerse – inchieste socio-poetiche (I poeti della Quinta generazione nelle regioni d’Italia, Forlì 1979-1991; l’Inchiesta sulla poesia, Foggia 1979; Oltre Eboli la poesia: la condizione poetica tra società e cultura meridionale, Manduria 1978) e di tratteggiare quindi i lineamenti di un approccio ‘bifocale’ alla contemporaneità poetica, capace di congiungere produttivamente inchiesta fenomenologico-sociologica e sintesi storico-critica.
Lingua: ItalianoPag. 33-45
Etichette: Inchiesta, Poesia, Sociologia, Storia, XX secolo,
Titolo articolo: D’après nous, le déluge. L’effetto idiomatico e multilingue negli sperimentalismi poetici degli anni Settanta (Villa, Zanzotto, Mesa)
L’articolo si propone di leggere la sedicente fine della Neoavanguardia – con tutte le sue tesi e i corollari poetici – in forma interrogativa, delineandone un raggio d’influenza e di dibattito ulteriore al Sessantotto. Dopo un’indagine storico-critica della gittata novissima e poi sessantatréese sulle pratiche collettive di produzione letteraria, questa lunghezza viene misurata attraverso il persistente riferimento di poetiche « laterali » (Portesine 2016) e a lei comunicanti, rilevando lo scarto posizionale che tra gli anni Sessanta e i Settanta muove sperimentalismi ideologicamente eterodossi al di fuori di uno schema precostituito (‘noi’/‘loro’) ed entro un campo multicentrico, trans-autoriale e in movimento. Benché il punto focale dell’esperienza neoavanguardistica sia ancora riconoscibile, tale cambio di piano sembra infatti riflettersi e animare forme inedite di contatto e ricerca comune, unendo puntuali innovazioni linguistiche in più estese linee formali. La seguente analisi verte dunque sugli effetti idiomatico e multilingue della parola poetica, iscrivendo l’evoluzione dell’opera di Emilio Villa e di Andrea Zanzotto, nonché gli esordi di Giuliano Mesa, nella dialettica tra più mobili costellazioni soggettive (marcate dal rinnovamento della lirica) e lo slancio trasversale delle istanze socio-politiche (come innescato dall’attività del Gruppo 63). L’invenzione di una lingua particolare, propria (ídios), e allo stesso tempo ibrida, plurivoca e moltiplicata pare infine motivare la definizione di ‘sperimentale’ per una poesia che grazie alla sua obliquità riesce a intersecare il confine tra i due decenni, restando – anche venuta meno una fissa inquadratura critica – propulsiva, dinamica e gestuale.
Lingua: ItalianoPag. 47-66
Etichette: Poesia, XX secolo, Andrea Zanzotto, Mesa, Villa,
Titolo articolo: La «stanza dei giochi». Esistenzialismo e militanza nell’opera poetica di Attilio Lolini e Carlo Bordini
Il presente contributo analizza l’opera poetica di Attilio Lolini (1937-2017) e Carlo Bordini (1938-2020), poeti esordienti negli anni Settanta del Novecento e attivi fino gli anni Venti del nuovo millennio. Reduci da un decennio di militanza politica su fronti diversi, i due autori si incontrarono nella redazione e sulle pagine della rivista « Salvo imprevisti » e intrapresero una comune riflessione sulla necessità di fare della poesia una pratica di autoanalisi e decostruzione che unisse lotta politica e scrittura. Facendo riferimento ai testi, ai contributi critici e alla corrispondenza fra i due autori, ripercorreremo alcuni momenti chiave del loro percorso autoriale, non privo di contatti e tappe comuni, nel tentativo di documentare le varie modulazioni del rapporto fra impegno politico e versificazione, concretizzatosi fin dalla partecipazione ai Movimenti degli anni Settanta.
Lingua: ItalianoPag. 67-88
Etichette: Poesia, Politica, XX secolo,
Titolo articolo: Medioevo ’70, tra apocrifi e millenarismi
Il ricorso ad ambientazioni medievali e a narrazioni condotte sulla falsariga di un apocrifo è frequente nelle pubblicazioni degli anni Settanta per raccontare storie solo in apparenza prive di correlazione con un decennio segnato da instabilità politiche, economiche e sociali. L’articolo indaga alcune di queste forme narrative secondo una chiave di lettura tesa a intrecciare testi letterari (Chiusano, Pomilio, tra gli altri) e saggistici (Crovi, Eco, Vacca), studi antropologici (De Martino) e di matrice storica (Capitani, Focillon), scritti filologici (Branca) e di teoria della critica letteraria (Kermode). L’obiettivo è ricomporre un quadro coerente e collocare al suo interno autori e romanzi disparati, ma riconducibili alle medesime istanze: da un lato, la necessità di trovare nel passato risposte a un sentimento di precarietà ; dall’altro lato, la volontà di interpretare quello stesso sentimento non solo in termini apocalittici, ma come ipotesi palingenetica di un riscatto che nella crisi trovi le basi per una ricostruzione, sulla scorta del modello giovanneo.
Lingua: ItalianoPag. 91-111
Etichette: Apocalisse, Medioevo, Romanzo storico, XX secolo,
Titolo articolo: «Il reale è a più strati». Assenza e rovescio in Il gioco del rovescio di Antonio Tabucchi
Il concetto di rovescio, dominante epistemica della narrativa di Antonio Tabucchi, si mostra in maniera evidente nella sua prima raccolta di racconti, Il gioco del rovescio. La proposta interpretativa qui offerta, però, non verte tanto attorno al rovescio quanto al tema dell’assenza associato a quello del rovescio. L’assenza, che non è da confondere con la solitudine, viene qui considerata come processo dialogico tra l’io e la realtà. Il tema veicola il ricordo, indica il ritorno del rimosso, stimola una riflessione lucida e distaccata attorno alle esperienze e agli incontri passati.
Lingua: ItalianoPag. 113-130
Etichette: Memoria, Antonio Tabucchi, Il gioco del rovescio,
Titolo articolo: Il Taccuino di Ginevra di Daniele Del Giudice: un intermezzo letterario tra lo Stadio e l’Atlante
Questo articolo è uno studio sul Taccuino di Ginevra di Daniele Del Giudice, con l’obiettivo di individuare, in rapporto a Lo stadio di Wimbledon e ad Atlante occidentale, gli elementi che contribuiscono, da un lato, a fare luce sulle differenze progettuali tra i primi due romanzi dell’autore e, dall’altro, ad assegnare al diario, rispetto alla propria funzione ausiliaria, un’identità letteraria come possibile opera temporaneamente lasciata incompiuta dall’autore.
Lingua: ItalianoPag. 131-148
Etichette: Intertestualità, Letteratura italiana, Romanzo, XX secolo, Daniele Del Giudice,
Titolo libro/articolo recensito: Romano Bilenchi. Storia e antologia della critica 1933-2018
Edizioni: Cadmo, Fiesole – 2022
Lingua: Italiano
Pag. 151-153
Recensore/i: Andrea Verri
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Titolo libro/articolo recensito: Finzioni meridionali. Il Sud e la letteratura italiana contemporanea
Edizioni: Carocci, Roma – 2024
Lingua: Italiano
Pag. 153-157
Recensore/i: Simone Giorgio
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