Studi giraldiani | 2024 | N. 10

Anno 2024 – N. 10
A cura di Claudia Castorina

Autore/i articolo: Susanna Villari, Irene Romera Pintor
Titolo articolo: Il mito nella narrativa del Cinquecento: premessa per un sondaggio nella produzione giraldiana

L’articolo si propone di introdurre la tematica affrontata nell’intero fascicolo, dedicato al mito nella narrativa cinquecentesca. La scelta adottata rappresenta l’occasione per tracciare le prime risultanze di una disamina dei richiami alla mitologia nella produzione letteraria (in specie novellistica) di Giraldi Cinthio.

Pag. 5-26
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Autore/i articolo: Sandra Carapezza
Titolo articolo: Archetipi mitici nella rappresentazione delle madri in alcune novelle cinquecentesche

Protagoniste dell’articolo sono due eroine dalla passione sregolata, Medea e Fedra, che incarnano due tabù tra i più radicati nella cultura occidentale. La narrazione novellistica, libera dai vincoli pratici e teorici che regolano la tragedia, non rimuove né la rappresentazione della violenza della madre sui figli, né quella dell’incesto. Le due novelle propriamente tragiche delle Cene di Grazzini (I 5 e II 5) si reggono sul motivo dei due miti di maternità tragicamente distorta. Il saggio si concentra prioritariamente sulla novella I 5 delle Cene, per confrontare la protagonista femminile con la figura mitica della madre infanticida, anche alla luce delle considerazioni di Giraldi sulla rappresentabilità del caso di Medea; estende poi la riflessione alla novella II 5 che rievoca il personaggio di Fedra.

Pag. 25-51
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Autore/i articolo: Paola Cosentino
Titolo articolo: La lucerna e il coltello. La favola di Amore e Psiche fra volgarizzamenti, rielaborazioni, novelle

L’articolo affronta il tema della fortuna cinquecentesca del mito di Amore e Psiche, che ha origine dalla diffusione dell’Asino d’oro di Apuleio tradotto dal Boiardo. Più specificamente, la favola era stata reinterpretata da Nicolò da Correggio (1490) e da Galeotto del Carretto, autore delle Noze de Psiche e Cupidine (1502). Nel corso del XVI secolo, le Metamorfosi conoscono la nuova traduzione del Firenzuola, mentre, sul fronte della circolazione della novella più nota, si registrano attestazioni letterarie e pittoriche. Tenendo conto anche della traduzione della favola di Niccolò Granucci (1566), il saggio presta attenzione alla tradizione narrativa e si sofferma su alcune interessanti riprese, come quella di una novella di Bandello (I libro, LIX) dedicata all’umanista Giorgio Beccaria che, della sola favola di Psiche, aveva realizzato nel 1503 una versione volgare.

Pag. 53-82
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Autore/i articolo: Chiara Cassiani
Titolo articolo: Il riuso del mito nell’«Orlando furioso». Duplicazione, differimento e disseminazione

Il saggio propone un’indagine sull’uso della tecnica del “differimento” del mito nell’Orlando furioso, prendendo in esame i racconti ovidiani di Cerere e Proserpina, Circe, Perseo e Dafne. Le narrazioni mitologiche, frammentate e sezionate secondo il procedimento tipico dell’intreccio romanzesco, non perdono il loro valore simbolico e conoscitivo, tanto da condizionare le vicende dei principali personaggi del poema.

Pag. 83-113
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Autore/i articolo: Agnese Amaduri
Titolo articolo: Il mito di Ermafrodito ne «Le piacevoli notti» di Straparola

L’articolo si propone di analizzare la novella XIII 9 de Le Piacevoli notti di Straparola, rielaborazione del mito di Ermafrodito. Se la novellistica delle prime decadi del Cinquecento si mostra ancora riluttante a recuperare il discorso mitologico, probabilmente per una più stretta osservanza del modello decameroniano, dalla metà del secolo il genere mostra una maggiore disponibilità, soprattutto nei confronti delle narrazioni delle Metamorfosi di Ovidio. Nella novella in esame, tuttavia, la possibilità della transizione dal femminile al maschile è dapprima declinata in chiave drammatica e quindi risolta con una chiosa comica a sfondo erotico; il mito mantiene intatto il primigenio discorso sulla necessità di assecondare il dinamismo e la mutevolezza come parte integrante della natura umana e delle norme sociali, e si coniuga con una riflessione sul genere letterario della fiaba.

Pag. 115-144
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Autore/i articolo: Ilenia Del Gaudio
Titolo articolo: Ilceo, Sifilo e il castigo divino. Il mito nella «Syphilis» di Fracastoro

Protagonisti dell’articolo sono Ilceo e Sifilo che, nelle due favole eziologiche contenute nella Syphilis sive De morbo gallico di Girolamo Fracastoro (1530), oltrepassano limiti e misure imposti dall’alto e attirano, secondo un cliché ben consolidato dalla letteratura classica, l’ira degli dèi, dai quali vengono puniti attraverso la sifilide, malattia particolarmente aggressiva e deturpante. Il saggio analizza il modo in cui i paradigmi del mito antico coesistono con l’esperienza storica delle moderne esplorazioni geografiche, celebrando la vis terapeutica del mercurio con la favola di Ilceo, ed esaltando, mediante il mito di Sifilo, il potere curativo del guaiaco, il portentoso rimedio proveniente dalle terre amerinde da poco scoperte.

Pag. 145-179
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Autore/i articolo: Gabriele Fattorini
Titolo articolo: Breve scheda descrittiva di un’immagine di Medea

La scheda mira a fornire informazioni essenziali sul dipinto di Bernardino Orsi scelto come immagine di copertina del fascicolo.

Pag. 181-183
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