Le riviste sostenitrici
Studi d’italianistica nell’Africa australe / Italian Studies in Southern Africa | 2014 | N. 2
Anno 2014 – N. 2
A cura di Giona Tuccini
Titolo articolo: “Habent et urbes suum terminum”. Rovina e decadenza in alcuni luoghi dell’Umanesimo italiano
L’articolo si focalizza sul ruolo giocato dall’immagine della decadenza, quale continuo processo storico, nell’Umanesimo del Quattrocento. Dalla descrizione delle rovine dell’antica Roma, topos della poesia umanistica, si passa alla caduta di Costantinopoli (1453), che ha fornito agli umanisti il senso di una sventura incombente su tutto il mondo occidentale: il disfacimento del mondo greco era stato percepito, infatti, come un evento apocalittico, destinato a coinvolgere tutta la Cristianità.
Lingua: ItalianoPag. 1-26
Etichette: Apocalisse, Umanesimo, Impero romano, Cristianesimo, Quattrocento,
Titolo articolo: La grande guerra apocalisse della modernità: Ungaretti e Gadda
L’articolo si occupa del concetto moderno di ‘apocalisse’ nell’ambito della Grande Guerra, con una focalizzazione sull’epifania apocalittica nell’opera di Carlo Emilio Gadda e Giuseppe Ungaretti. Le poesie del “Porto Sepolto” (1916) scritte e pubblicate durante il conflitto restano, anche dopo numerosi anni, una testimonianza esemplare di come tale guerra sia stata un’impressionante esplosione di Modernità.
Lingua: ItalianoPag. 27-45
Etichette: Apocalisse, Guerra, Ungaretti Giuseppe, Gadda Carlo Emilio, Novecento,
Titolo articolo: Chaos and Change: The fall of Mussolini, the signing of the armistice by Italy in the Second World War and its effects on the PoWs interned at Zonderwater
L’articolo si propone di evidenziare il caos psico-sociologico avvertito tra i prigionieri di guerra italiani nel campo di concentramento di Zonderwater (Pretoria, Sudafrica) a seguito dell’armistizio dell’8 settembre 1943. Al centro dell’articolo si pongono alcuni passi tratti dal manoscritto inedito “In marcia”, prodotto dai prigionieri della Gabbia Politica (Block 8). Particolare attenzione viene rivolta ai temi della memoria e del lutto.
Lingua: InglesePag. 46-66
Etichette: Apocalisse, Guerra, Prigione, Zonderwater, Sudafrica Memoria, Novecento,
Titolo articolo: L’italiano che cambia: apocalisse o palingenesi? Alcune riflessioni tra letteratura e linguistica, etica ed estetica, glottodidattica e sociologia
L’articolo, dopo una breve discussione sullo sviluppo degli studi linguistici italiani, da Benedetto Croce ai giorni nostri, prende in esame il concetto di reale apocalisse linguistica individuabile, da un lato, in quello che Calvino ha chiamato ‘anti-linguaggio’ (con rifermento al linguaggio della burocrazia), dall’altro, in una sorta di ritorno all’analfabetismo, inteso come costante e drammatica diminuzione della competenza nella lingua italiana da parte di un numero sempre crescente di persone, che conduce alla diffusione del malapropismo. La trasformazione, però, non dovrebbe essere letta come il sintomo di un’incombente apocalisse mancata, piuttosto come segnale di vitalità e di rinascita continua.
Lingua: ItalianoPag. 67-118
Etichette: Sociologia, Lingua italiana, Novecento, Duemila,
Titolo articolo: Lingua italiana e identità: il caso del fumetto Paninaro
“Paninaro” è stata la rivista a fumetti più venduta dal 1986 al 1989. Oltre ad essere un giornale comico, essa ha svolto la funzione di collegamento tra identità e linguaggio nella metà degli anni Ottanta. “Paninaro” indicava ai giovani italiani del tempo il modello di comportamento da seguire, come vestirsi, parlare, vivere. L’obiettivo del presente articolo è mostrare come il linguaggio del ‘paninaro’, considerato sub-standard, contenesse tutte le caratteristiche che sono entrate nel linguaggio italiano, dagli anni Novanta in poi.
Lingua: ItalianoPag. 119-134
Etichette: Lingua italiana, Identità, Fumetto, Novecento, Duemila,
Titolo articolo: Visione satirica e paradossale del terzo millennio ne “L’apocalisse rimandata ovvero benvenuta catastrofe” di Dario Fo
L’articolo prende in esame lo scenario apocalittico presentato da Dario Fo sul nostro inquinato pianeta che, sull’orlo del disastro ecologico, è paralizzato dall’improvvisa indisponibilità di combustibili fossili e dall’utopia dell’esistenza di un evento salvifico che permetterà al pianeta di liberarsi delle società avide. L’autrice si chiede se l’assurdo di Fo e il suo spettacolo sul tentativo dell’umanità di salvarsi dall’autodistruzione, non sia soltanto un pretesto per denunciare la condizione malsana dell’Italia contemporanea con il tipico stile beffardo dell’opera buffa. Si esamina, inoltre, il modo in cui Dario Fo usa l’intertestualità per dare credibilità al proprio punto di vista e coinvolgere il lettore in un gioco intellettuale.
Lingua: ItalianoPag. 135-159
Etichette: Apocalisse, Utopia, Ecologia, Teatro, Fo Dario, Novecento, Duemila,
Titolo articolo: Il rischio della fine in “Nottetempo, casa per casa” di Vincenzo Consolo
L’articolo prende in esame il romanzo “Nottetempo, casa per casa” (1992) di Vincenzo Consolo, servendosi del motivo della fine del mondo come chiave interpretativa dell’opera ed elemento unificante. Se “La nascita della tragedia” di Nietzsche costituisce un modello intellettuale di riferimento, le considerazioni dell’antropologo Ernesto De Martino sull’apocalisse ci permettono di proporre “Nottetempo” come una risposta psicologica, culturale e letteraria al rischio della ‘fine’, esperito in questi tre diversi ambiti.
Lingua: ItalianoPag. 160-186
Etichette: Apocalisse, Consolo Vincenzo, Novecento, Duemila,
Titolo articolo: The return of the ghost: gothic, dystopia and Isabella Santacroce’s “Revolver”
L’articolo analizza il romanzo “Revolver” (2006) di Isabella Santacroce, mettendone in rilievo il gioco di richiami intertestuali, soprattutto in riferimento alla tradizione del romanzo vittoriano (“Jane Eyre” di Charlotte Brontë), pur all’interno di un provocatorio rovesciamento di segno ideologico.
Lingua: InglesePag. 187-206
Etichette: Intertestualità, Santacroce Isabella, Novecento, Duemila,
Titolo articolo: The unsung earth: man’s regeneration and rediscovery of the earth after societal breakdown in Mauro Corona’s “La fine del mondo storto”
L’articolo affronta il racconto “La fine del mondo storto” (2010) dello scultore, alpinista e narratore trentino Mauro Corona. Qui vieve descritta la situazione apocalittica di un mondo in cui, a causa della globalizzazione, “la tecnica delle apparenze ha prevalso sulla nostra naturalità” e l’uomo, esaurita ogni risorsa, si candida ad auto-immolarsi; non senza la proposta di uno happy ending, cioè l’utopia del riscatto e della rigenerazione basata sulla strategia della “decrescita felice” e sul progetto di una riconciliazione con la natura.
Lingua: InglesePag. 207-226
Etichette: Apocalisse, Corona Mauro, Novecento, Duemila,
Titoli bibliografici ricevuti in redazione.
Lingua: ItalianoPag. 227
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Elenco degli atti dell’Association of Professional Italianists / Associazione Professori d’Italiano (A.P.I.).
Lingua: Inglese/ItalianoPag. 236-237
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