Le riviste sostenitrici
Studi buzzatiani | 2025 | N. 30
Anno 2025 – N. 30
A cura di Paolo Perilli
Titolo articolo: Traduzione di tre racconti di Dino Buzzati dall’italiano all’hindi usando le strategie di addomesticamento e straniamento
Ho deciso di tradurre i racconti di Dino Buzzati poiché avevo già avuto modo di approfondire la sua produzione narrativa durante il mio percorso accademico, sia a livello triennale che magistrale. La sua scrittura possiede un fascino peculiare, capace di attrarre i lettori, in particolare grazie al tono fiabesco, al tema dell’angoscia esistenziale e alla costante riflessione sulla paura della morte. Le sue opere si collocano all’interno di una dimensione che intreccia surrealismo, orrore e fantascienza. […]
Lingua: ItalianoPag. 13-36
Etichette: Dino Buzzati, Il deserto dei Tartari,
Titolo articolo: Le infiltrazioni testuali delle forze centrifughe all’interno dei Sessanta racconti di Buzzati: la fase del “confuso”
All’interno dei Sessanta racconti, Buzzati adotta una serie di espedienti strutturali e narratologici che conferiscono unitarietà e linearità alla storia, e creano una solida base di realismo da cui la narrazione prende l’avvio. Ci riferiamo in particolare al rispetto di alcuni principi, come quelli di unità di spazio, tempo e azione, la tendenza alla tripartizione narrativa dei racconti, la presenza di un narratore perlopiù eterodiegetico, e il ricorso a immagini vivide, facilmente visualizzabili nella mente di chi legge.
Lingua: ItalianoPag. 37-60
Etichette: Racconto, Dino Buzzati, I sette messaggeri, Sette piani,
Titolo articolo: Un Buzzati dialettale?
Nel 1980, rilanciando l’importanza dell’opera di Dino Buzzati all’interno di una « linea veneta della letteratura », della cui versione nordica e alpina l’autore di Bàrnabo delle montagne e de Il deserto dei Tartari sarebbe l’esponente di punta, Andrea Zanzotto affermava di apprezzare anche il suo «“gioco” linguistico», secondo lui rivelatorio di un mai reciso cordone ombelicale con l’Heimat dolomitica. Non solo, dunque, nelle ambientazioni, nei paesaggi e nelle atmosfere: il gioco apparirebbe, stando al poeta, specialmente nell’onomastica (per esempio, nel «passaggio» da Drogo a Dorigo, cognome «comunissimo nel Veneto»), nella toponomastica e, più in generale, nell’«interesse per il recupero di certi nomi strani, o apparentemente strani», in cui «vediamo emergere un Buzzati mai esistito, dialettale». […]
Lingua: ItalianoPag. 61-87
Etichette: Dino Buzzati, Barnabo delle montagne, Il deserto dei Tartari,
Titolo articolo: Evoluzione del linguaggio del primo cinema buzzatiano da Il postino di montagna (1951) a Il pianeta acciaio (1962)
L’ingresso di Dino Buzzati nel mondo del cinema, descritto da Fiorello Zangrando come caratterizzato da un “atteggiamento prima estatico e poi di abbandono” (Zangrando, 1992: 319), offre un’interessante prospettiva per indagare l’evoluzione del suo stile narrativo e linguistico. In questa prospettiva, Franca Schettino (1985) analizza il potere dell’atto scrittorio in Bàrnabo delle montagne, sottolineando come Buzzati costruisca un’esperienza visiva immersiva, in cui la narrazione sembra svilupparsi attraverso una sequenza di inquadrature piuttosto che mediante una tradizionale progressione narrativa. Schettino (1985) evidenzia che il lettore si trova in uno stato di “stupore incantato” poiché il testo guida la percezione come un film, combinando dettagli visivi ricorrenti e un uso ritmico della sintassi.
Lingua: ItalianoPag. 89-113
Etichette: Cinema, XX secolo, Dino Buzzati, Il pianeta acciaio, Il postino di montagna,
Titolo articolo: Buzzati fuori dalla fortezza. Bàrnabo delle montagne e il romanzo realista degli anni Trenta
Come ribadito a più riprese dalla critica, la ricezione dell’opera di Buzzati, sin dai suoi esordi nella prima metà degli anni Trenta, è stata problematica, complessa e assai variegata. Pur attirando sin dalla pubblicazione di Bàrnabo delle montagne nel 1933 l’attenzione di alcune delle maggior figure intellettuali dell’epoca – si pensi a Bocelli, Piovene, Vergani (suo collega al «Corriere della Sera») –, lo scrittore bellunese è stato spesso rubricato negli anni come un “minore”, un “appartato”, un “eccentrico”. Tale è stata la frequenza e la mole di queste valutazioni affrettate e limitanti, volte a incasellare senza eccessive remore deontologiche un “caso” che non si sapeva bene come “normalizzare”, che si è venuta a creare, sin dagli anni Quaranta, una sorte di cristallizzazione definitoria – a cui, bisogna pur dirlo, Buzzati stesso ha dato più volte manforte, tra lo scherno e il riserbo che lo caratterizzavano, suffragandone la veridicità – deputata a farne un autore volontariamente (e testardamente) isolato e in disparte rispetto alle mode culturali e artistiche dominanti, sempre in controtendenza, orgogliosamente inattuale. […]
Lingua: ItalianoPag. 115-131
Etichette: Romanzo, XX secolo, Dino Buzzati, Barnabo delle montagne,
Titolo articolo: La donna, la città e la morte nella pittura di Dino Buzzati
In un mio precedente studio sull’arte pittorica di Dino Buzzati a sfondo femminile, rintracciavo tre modalità di rappresentazione attorno cui il bellunese muove il suo raggio d’azione: la donna-animale, la donna- demone, la donna vittima del non umano. Intento non era, tuttavia, stabilire che le tre categorie selezionate fossero le uniche tramite cui questi si relaziona all’universo muliebre, ma che fossero senz’altro le più paradigmatiche e, assieme, le più indicative a riconferma di alcuni pattern narrativi, di carattere misogino, presenti nell’arte buzzatiana a marcatura femminile. Altro nesso col femminile, e sì di cruciale rilievo in contesto buzzatiano, è quello con la città, un binomio che Buzzati declina nella doppia chiave metafisica e mortifera. A partire da due dipinti giovanili, fino a quelli attigui al romanzo Un amore (1963), questo articolo intende risalire al binomio donna-città in rapporto al tema della morte. […]
Lingua: ItalianoPag. 133-148
Etichette: Donne, Pittura, XX secolo, Dino Buzzati,
Titolo articolo: L’albero, la vita: una proposta di lettura ecocritica tra Buzzati e Tolkien, attraverso le teorie di Thoreau
La ricerca ecocritica, sviluppatasi sempre di più negli ultimi anni, ha coinvolto anche la figura di Buzzati, a partire dall’articolo della Sipione, Il verde inchiostro di Dino Buzzati, in cui la studiosa ha efficacemente stilato una lettura buzzatiana legata al mondo dell’ecocriticism. Questa lettura appare affascinante e ricca di stimoli, anche se la stessa Sipione ricorda come non sia possibile parlare di piena coscienza ecocritica in un autore, come il nostro, spentosi nel 1972, vale a dire in un’epoca in cui le idee ambientaliste erano ancora lontane dallo svilupparsi in una vera e propria disciplina, nata negli anni ‘90 negli Stati Uniti e diffusasi in Italia solo alcuni anni dopo. […]
Lingua: ItalianoPag. 149-164
Etichette: Ambiente, XX secolo, Dino Buzzati, John R.R. Tolkien,
Titolo articolo: La narrativa buzzatiana incontra l’Intelligenza Artificiale: primi approcci a una traduzione visiva de Il borghese stregato
Nell’ambito della tesi triennale in Lingue, cultura e comunicazione digitale discussa presso l’Università iulm di Milano si è voluto sperimentare un approccio che integra humanities e digitale. Il lavoro, intitolato Dino Buzzati e le sue montagne: un viaggio immersivo all’interno della raccolta Sessanta racconti, è stato seguito dai proff. Silvia T. Zangrandi e Davide Mezzino durante l’anno accademico 2024/2025. L’obiettivo della tesi è esplorare l’universo buzzatiano attraverso la generazione di immagini ottenute con l’ausilio di software di Intelligenza artificiale (da ora IA).
Lingua: ItalianoPag. 167-171
Etichette: Illustrazione, Intermedialità, Racconto, XX secolo, XXI secolo, Dino Buzzati,
A cura di: Antonio R. Daniele, Valentina di Corcia
Edizioni: Arcoiris, Salerno – 2023
Lingua: Italiano
Pag. 175-177
Recensore/i: Alberto Sebastiani
Etichette:
Titolo libro/articolo recensito: Expanded Buzzati. Tra letteratura e fumetto
Rivista: Quaderni del Centro Studi Buzzati, fascicolo n. 16
Edizioni: Serra, Pisa – Roma – 2024
Lingua: Italiano
Pag. 177-181
Recensore/i: Alberto Zava
Etichette:
Titolo libro/articolo recensito: “Illuminare un po’ l’inferno”. Simbologie del non umano in Dino Buzzati e Anna Maria Ortese
Edizioni: Carocci, Roma – 2024
Lingua: Italiano
Pag. 181-183
Recensore/i: Francesca Favaro
Etichette:
A cura di: Giulio Iacoli, Isotta PIazza
Edizioni: Duetredue, Carlentini (SR) – 2024
Lingua: Italiano
Pag. 184-188
Recensore/i: Francisco De Borja Gomez Iglesias
Etichette:
A cura di: Maria Josi, Serena Laiena, Nicole Maniero
Rivista: Lettereaperte, fascicolo n. 8
Edizioni: Edizione Open Access www.lettereaperte.net, – 2025
Lingua: Italiano
Pag. 188-194
Recensore/i: Giulio Iacoli
Etichette:
Titolo libro/articolo recensito: Sur les pas de Buzzati. De Bastiani à la Baliverna
Edizioni: L’Harmattan, Parigi – 2024
Lingua: Italiano
Pag. 194-196
Recensore/i: Delphine Gachet
Etichette: