Le riviste sostenitrici
Seicento e Settecento | 2025 | N. 20
Anno 2025 – N. 20
A cura di Paolo Perilli
Titolo articolo: Accademia. Primi appunti per un lessico della sociabilità
Il saggio mira a offrire una preliminare riflessione su una tipologia di istituzione oggi molto presente all’attenzione degli studiosi, ossia le accademie, attraverso l’individuazione di un lessico inerente alla loro struttura e al loro funzionamento. Dopo aver passato brevemente in rassegna la nomenclatura relativa ai sodalizi e al loro governo, si prenderanno in esame alcuni testi in cui è presente una definizione di ‘accademia’ per individuare l’idea che avevano i suoi contemporanei di questa tipologia di accolite. I lemmi che emergono da questo primo, parziale spoglio, sono ‘emulazione’, ‘repubblica’ ‘amicizia’.
Lingua: ItalianoPag. 19-29
Etichette: Accademia, Lessico,
Titolo articolo: Argutezza. Argutezza, concetto, ingegno: una costellazione secentesca
Il saggio tenta una embrionale storia delle parole (e delle idee) di argutezza, ingegno e concetto. Punto di partenza è il dialogo Del concetto poetico, nel quale si avvia l’autonomizzazione del concetto poetico e la conseguente crescente differenziazione tra intelletto e ingegno. Sarbiewski (1627) è il primo a proporre i concetti teorici di acutum e argutum quali caratteristiche della nuova poesia, privilegiando il primo. Peregrini, in Delle acutezze (1639), introduce nell’acutezza il «legamento entimematico» tra parole e cose, che è frutto dell’ingegno, ma finalizzato al diletto. Tesauro, nel Cannocchiale aristotelico (1654), sceglie il termine ‘argutezza’, in virtù del collegamento etimologico con argomento (argumentum); ne sottolinea la sostanza ragionativa e la classifica come prodotto della terza operazione dell’intelletto (il sillogismo). In esso rientra l’ingegno, che ne costituisce una «maravigliosa forza» che combina perspicacia e versatilità, essenziali per la creazione di metafore. Il trattato di Tesauro mira a fondere ragionamento e intuizione, intelletto e ingegno, verità e bellezza nell’argutezza.
Lingua: ItalianoPag. 31-46
Etichette: Barocco, Concetto, XVII secolo, Baltasar Gracián, Camillo Pellegrino, Emanuele Tesauro, Mathias Sarbiewski, Matteo Peregrini,
Titolo articolo: Cannocchiale. Dal telescopio al Sidereus Nuncius, dal Sidereus Nuncius al telescopio
I termini telescopio e cannocchiale sono il prodotto di un complesso intreccio di dinamiche culturali e strategie retoriche, molte delle quali sorte in seguito alla pubblicazione del Sidereus Nuncius (Venezia, 1610) di Galileo Galilei. La loro affermazione nel vocabolario del primo Seicento testimonia il passaggio da un oggetto di curiosità, una «castronaria», a uno strumento scientifico, destinato a ridefinire non solo l’osservazione del cielo, ma anche il linguaggio e l’immaginario della modernità.
Lingua: ItalianoPag. 47-63
Etichette: Galileo Galilei, Sidereus Nuncius, Venezia
Titolo articolo: Dissimulazione. Anime erranti, verità nascoste: La lucerna di Eureta Misoscolo come spazio della dissimulazione
La lucerna di Francesco Pona si configura come un’opera narrativa di sofisticata perizia stilistica, in cui la velatura morale svolge una funzione di occultamento di istanze speculative dissonanti rispetto all’ordine dottrinale vigente. Tale strategia non riesce, tuttavia, a sottrarla al rigore censorio, che decretandone la condanna, rivela la vulnerabilità dell’equilibrio tra dissimulazione letteraria e dissenso ideologico.
Lingua: ItalianoPag. 65-77
Etichette: Censura,
Titolo articolo: Donnesco. Lucrezia Marinelli e Margherita Costa nel dibattito seicentesco sulla condizione femminile
L’aggettivo ‘donnesco’ nel Seicento italiano si configura come campo semantico privilegiato per l’elaborazione di nuove strategie di rappresentazione femminile. Attraverso l’analisi del trattato di Lucrezia Marinelli Le nobiltà et eccellenze delle donne (1600) e della prima produzione lirica di Margherita Costa (1638-1639), il saggio dimostra come le due autrici operino una sistematica risemantizzazione del termine: Marinelli confuta la presunta inferiorità femminile attraverso la teoria della «complessione» temperata; Costa mette in scena le contraddizioni della vanità. Entrambe trasformano il ‘donnesco’ da categoria di subordinazione in strumento di affermazione intellettuale.
Lingua: ItalianoPag. 79-94
Etichette: Donne, Satira, Lucrezia Marinelli, Margherita Costa,
Titolo articolo: Enciclopedia. Tradizione e modernità nella cultura gesuitica
Nell’ambito dell’enciclopedismo secentesco, il sistema del sapere gesuitico si fonda su un ideale di conoscenza universale che mira a unificare scolastica e umanesimo, integrando tutte le scienze in un’architettura coerente e gerarchica, sotto l’egida della teologia. Nelle opere di Izquierdo e di Kircher la ricerca di una scienza dei principî pone al centro la matematica, considerata chiave epistemologica e strumento metodologico fondamentale. Questo modello, promosso all’interno della Compagnia da figure come Clavio e Biancani, riformula l’aristotelismo entro un paradigma razionale e dimostrativo, che aspira a essere non mera erudizione apologetica, ma tensione metodica verso la verità e l’ordine universale.
Lingua: ItalianoPag. 95-105
Etichette: Aristotelismo, Enciclopedia, Gesuiti, Matematica,
Titolo articolo: Favola. Verità, finzione e riscrittura nel Seicento italiano
Il saggio presenta la favola nel Seicento italiano, mettendo in discussione l’idea della sua ‘eclissi’ barocca. Attraverso Galileo, Mascardi e Tesauro, mostra come la favola si definisca in rapporto a scienza, storia e politica: respinta come finzione, ma anche valorizzata come strumento cognitivo e pedagogico. Centrali risultano anche la riscrittura e l’Arcadia, luoghi di negoziazione tra verità e verosimile.
Lingua: ItalianoPag. 107-117
Etichette: Favola, Finzione, XVII secolo, Emanuele Tesauro, Esopo, Galileo Galilei, Gravina, Mascardi,
Titolo articolo: Fortuna. La fortuna femmena pontegliosa nel Cunto de li cunti
Il saggio indaga la rappresentazione della fortuna nella narrativa secentesca, con particolare riferimento alle novelle del Cunto de li cunti di Giovan Battista Basile. Il contributo mette in luce come tale forza esterna si configuri quale motore dell’azione dei personaggi riflettendo così l’instabilità delle circostanze umane. L’analisi dei testi evidenzia inoltre la coesistenza di prospettive colte e popolari nella costruzione di un immaginario della mutabilità all’interno del Cunto che reinterpreta in chiave fiabesca il repertorio iconografico della Fortuna.
Lingua: ItalianoPag. 119-129
Etichette: Fortuna, Novella, Giovan Battista Basile,
Titolo articolo: Impresa. Poesia verbovisiva tra questioni storiografiche e prospettive di ricerca
Partendo dalla ricostruzione del dibattito storiografico tra Benedetto Croce e Mario Praz in merito al valore e alla funzione della letteratura emblematico-impresistica nella cultura dei secoli xvi e xvii, il saggio propone una rassegna dei principali nuclei concettuali di questa esperienza culturale e dei modi che ne caratterizzarono l’influenza all’interno del contesto poetico e retorico manieristico-barocco, soffermandosi in conclusione sul paradigmatico caso di contiguità tra scrittura lirica e forma-impresa rinvenibile dei manoscritti Aforismi delle Imprese del letterato comasco Girolamo Borsieri.
Lingua: ItalianoPag. 131-144
Etichette: Metafora, Poesia lirica, Simbolo,
Titolo articolo: Lettore. Vivi felice. Scrittori e pubblico nel Seicento italiano
Il libro italiano del Seicento veicola nei suoi apparati prefatori lo straordinario sforzo comunicativo messo in atto dagli scrittori e dalle scrittrici verso i lettori, con l’intenzione di esporre le proprie scelte di poetica e soprattutto individuare e soddisfare i gusti del pubblico ; sono questi i segnali di un’intellettualità che inizia a dipendere in maniera significativa dalla conoscenza e dal dominio dei meccanismi pre-moderni di produzione del libro a stampa. Il contributo intende ricostruire questo specifico tassello dell’immaginario letterario barocco con un itinerario per exempla che attraversa lettere e avvisi al lettore che popolano i paratesti di opere riconducibili ad alcuni dei generi, dei contesti intellettuali e degli autori che hanno considerato ineludibile il dialogo con il pubblico.
Lingua: ItalianoPag. 145-160
Etichette: Barocco, Libro, Paratesto, Stampa, XVII secolo,
Titolo articolo: Melanconia. La melanconia nell’Inghilterra elisabettiana
Lo studio si propone di analizzare il percorso che l’antica teoria della malattia melanconica compie in Inghilterra durante l’età di Elisabetta I e di Giacomo I Stuart. Il modello di Ippocrate, accolto ed elaborato da Galeno, secondo il quale la melanconia è dovuta ad un eccesso di bile nera, uno dei quattro umori di cui la medicina antica considerava costituito l’organismo umano, viene sostanzialmente accettato, ma la trattatistica medica rinascimentale vi aggiunge l’interpretazione attribuita ad Aristotele secondo la quale esiste un legame profondo tra melanconia e genialità. Nella drammaturgia shakespeariana entrambe le teorie sono accolte e modificate. In particolare, la tragedia di Amleto amplia il concetto di melanconia e la interpreta come una reazione alla condizione umana e alla difficoltà di comprendere il mondo.
Lingua: ItalianoPag. 161-174
Etichette: Aristotele, Galeno, William Shakespeare, Amleto,
Titolo articolo: Metafora. La fecondità del linguaggio per conoscere l’essere
Vengono ripercorse in modo sintetico le caratteristiche della metafora che emergono dal Cannocchiale aristotelico di Emanuele Tesauro. Del pensiero dell’autore si pone in evidenza l’eccentricità rispetto ai contemporanei in ordine al solido legame fra parola ed essere cui la metafora è aristotelicamente fedele e si sottolinea l’importante dialogo con la filosofia del xvii secolo : entrambi gli aspetti aiutano ad attrarre la metafora nell’orbita della conoscenza, affrancandola dalla deriva della proliferazione arbitraria e della mera ostentazione. Per conseguenza, anche il concetto, che si genera dal livello più raffinato della metafora, è ricondotto all’ambito del pensiero e della conoscenza quale veicolo di una meraviglia che è riflessione.
Pag. 175-186Etichette: Conoscenza, Metafora, Il Cannocchiale aristotelico,
Titolo articolo: Pompa. Retorica, simbolismo e spettacolo nella cultura celebrativa del Seicento
Il concetto di ‘pompa’ è esplorato come rappresentazione centrale della cultura barocca, legato all’idea di grandezza, lusso, teatralità e desiderio di stupire. Mezzo per celebrare il potere, trasmettere virtù morali e impressionare il pubblico, sia attraverso spettacoli visivi che strumenti retorici, la pompa è un concetto chiave della cultura secentesca. Le macchine sceniche allestite per celebrare i funerali dei potenti diventano occasioni di esibizione del potere e dell’immortalità del defunto, enfatizzando la teatralità e il simbolismo della morte, creando un impatto emotivo sugli spettatori. Le feste barocche, come le entrate trionfali dei sovrani e i balletti equestri, sono strumenti per celebrare la magnificenza del principe e rafforzare la sua autorità. La pompa diventa una performance visiva e sonora che coinvolge il pubblico, in una cerimonia quasi rituale che mette in scena il sistema dei valori morali e dei riferimenti politici, per educare i cittadini.
Lingua: ItalianoPag. 187-201
Etichette: Simbolismo, Teatro, XVII secolo,
A cura di: Jean Boutier, Maria Pia Paoli, Claudia Tarallo
Edizioni: Pacini, Ospedaletto (Pisa) – 2024
Lingua: Italiano
Pag. 205-206
Recensore/i: Luca Ferreira Rodrigues
Etichette:
A cura di: Marco Leone, Umberto Motta, Lucinda Spera
Edizioni: Carocci, Roma – 2025
Lingua: Italiano
Pag. 206-209
Recensore/i: Francesco Rossini
Etichette: