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Rivista di letteratura teatrale | 2024 | N. 17
Anno 2024 – N. 17
A cura di Paolo Perilli
Titolo articolo: La lingua dei maestri. Fonti grammaticali e pratiche scolastiche nel pedantesco (con un’appendice su La farza de lo mastro de scola di Vincenzo Braca)
Obiettivo del presente lavoro è di dimostrare che la mescolanza volgare-latino nella caratterizzazione a fini parodici della figura e della lingua del pedante a teatro non è di matrice esclusivamente espressionistica ma trova il proprio referente extratestuale, tra gli altri, nelle pratiche bilingui dei manuali e delle aule scolastiche del xvi secolo. Attraverso l’analisi di un corpus di opere pedantesche, utilmente integrate da una prospettiva eccentrica come quella de La farza de lo mastro de scola di Vincenzo Braca, proveremo a restituire consistenza referenziale e situazionale a un fenomeno linguistico che, pur essendo letterario, ha trovato nelle aule di scuola cinquecentesche ispirazione per la caratterizzazione di un personaggio e di un linguaggio teatrali. Il contributo mirerà anche a riflettere sulle implicazioni sociolinguistiche legate allo status di prestigio del latino alla luce degli intenti parodici attivati nella lingua dei pedanti.
Lingua: ItalianoPag. 9-32
Etichette: Letteratura, Teatro, XVI secolo, Vincenzo Braca,
Titolo articolo: Giordano Bruno e Il Diogene accusato: mise en abyme di un processo
Il saggio propone una lettura critica del Diogene accusato, commedia ‘gravissima’ del filosofo morale Melchiorre Zoppio, stampata a Venezia nel 1598. La filigrana del testo drammatico disvela un’interessante stratigrafia processuale che allude al dramma storico di Giordano Bruno. Nell’ermeneutica del Sileno, il tema ‘Diogene’, declinato nelle forme della commedia attica antica e delle dispute filosofiche del Cinquecento europeo, è chiave d’accesso per una urgenza contemporanea. Il teatro di Zoppio inscena ‘il coraggio della verità’ e la necessaria vitale difesa della funzione critica del pensiero.
Lingua: ItalianoPag. 33-44
Etichette: Diogene di Sinope, Giordano Bruno, Melchiorre Zoppio,
Titolo articolo: La Strage degli Innocenti nel teatro rinascimentale e barocco (e nell’arte)
Il saggio si articola intorno alla leggenda dei Santi Innocenti, nota anche come Strage degli Innocenti. Dopo aver presentato una panoramica delle fonti e del contesto del massacro, si prenderanno in considerazione le articolazioni di questo tema leggendario nel teatro religioso barocco. Verranno esaminati una serie di testi del Seicento di autori come Giovanni Angelo Lottini (Firenze) e G. B. Della Porta (Rimini), con attenzione all’arte, in particolare alla cosiddetta Cappella della Strage del Sacro Monte di Varallo (fine Cinquecento). Un tema centrale del saggio è quello di osservare l’articolazione della drammaturgia sacra (in particolare fiorentina e il suo rapporto con i Medici) durante il Seicento e dopo Trento.
Lingua: ItalianoPag. 45-66
Etichette: Barocco, Dramma, Letteratura barocca, Religione, Teatro,
Titolo articolo: Un gioco, «ancorché tu non voglia». Il multiforme mondo della letteratura nelle Bravure del Capitano Spavento
Il saggio propone una riflessione sull’utilizzo della tradizione letteraria all’interno delle Bravure del Capitano Spavento di Francesco Andreini (1607). La raccolta di dialoghi, pubblicata dall’attore a fine carriera, rappresenta un interessante caso tra le pubblicazioni dei comici, perché vede la migrazione del materiale utilizzato in scena in una forma altra dalla scrittura drammaturgica. L’articolo passa in rassegna i numerosi riferimenti alla tradizione letteraria presenti nei dialoghi, analizzando le principali modalità di utilizzo che sceglie Andreini. Nella raccolta del comico, la letteratura diventa oggetto di citazioni, riscritture, parodie, discussioni sugli autori e sulle opere, in un gioco consapevole ora finalizzato ad autolegittimarsi come autore, ora rivolto al pubblico, in un dialogo con una tradizione condivisa.
Lingua: ItalianoPag. 67-77
Etichette: Commedia dell’arte, Editoria, XVI secolo, XVII secolo, Francesco Andreini,
Titolo articolo: Vincenzo Monti a Napoli: lettere autografe con altre corrispondenze inedite
Il saggio presenta le trascrizioni di trentacinque corrispondenze di e a Vincenzo Monti per gli anni 1778-1823, il cui nucleo di base è rappresentato da dieci autografi (due dei quali inediti) conservati presso i fondi pubblici napoletani ; ad essi si unisce la selezione di venticinque lettere ‘passive’ per gli anni 1808-1812 (quasi tutte inedite), le quali provvedono tracciare un primo quadro degli interlocutori e delle relazioni partenopee del poeta, anche nel segno di sotterranee aderenze latomistiche e unitarie (quorum Vincenzo Cuoco), a monte e a valle della messa in scena dei Pittagorici (19 marzo 1808), con musiche di Giovanni Paisiello.
Lingua: ItalianoPag. 79-117
Etichette: Epistolografia, Giovanni Paisiello, Giulio Cesare Tassoni Estense, Giuseppe De Cesare, Giuseppe Zurlo, Melchiorre Delfico, Teodoro Monticelli, Vincenzo Cuoco, Vincenzo Monti,
Titolo articolo: Michelstaedter a teatro: Gor’kij, d’Annunzio, Ibsen
Il contributo prende in esame le recensioni e i pareri stesi da Carlo Michelstaedter tra il 1906 e il 1908 a proposito dei Piccoli borghesi di Gor’kij, di Più che l’amore di d’Annunzio e di due drammi di Ibsen (Quando noi morti ci destiamo e Spettri). Da una parte, in particolare, si mette in evidenza la costante attenzione dedicata da Michelstaedter ad alcuni precisi parametri di giudizio, quali la solidità della costruzione drammaturgica, la rappresentazione del conflitto tragico e la resa attoriale (specialmente in merito alle recitazioni di Alfredo De Sanctis e di Gustavo Salvini). Dall’altra parte, in stretta sinergia, si mostra come in questi scritti teatrali affiorino questioni nodali sia sul piano dell’elaborazione filosofica (in vista, dunque, della Persuasione e la rettorica e del Dialogo della salute), sia, più copertamente, sul piano privato ed esistenziale (come confermano i raffronti con le Poesie e con l’epistolario).
Lingua: ItalianoPag. 119-129
Etichette: Borghesia, Teatro, Gabriele d'Annunzio, Gor’kij, Henrik Ibsen, Michelstaedter,
Titolo articolo: Identidad femenina, valorización e ideologia. Anàlisis del sistema actitud y subcategorias en La historia de mi corazòn de Marìa Teresa Leòn
Identità femminile, valorizzazione e ideologia. Analisi del sistema attitudine e sottocategorie in La historia de mi corazón di María Teresa León · In questo studio ci proponiamo di analizzare e riflettere sull’identità che si costruisce nel discorso femminile, nello specifico quello della drammaturga, considerando come variante dominante il discorso maschile egemonico che ha normalmente influenzato i fattori di condizionamento estetico e artistico del xx secolo. A partire dalla metodologia dell’analisi critica del discorso (acd) e dall’applicazione empirica della teoria della valorazione (White, 2000), proponiamo, come caso di studio, di analizzare il testo La historia de mi corazón di María Teresa León, in cui l’autrice esprime la ribellione di un discorso femminile contro la norma imposta, non solo in termini di parametri di un’estetica teatrale contemporanea del suo tempo, ma anche in termini di temi di identità femminile che affronta.
Lingua: SpagnoloPag. 131-149
Etichette: Identità, Linguistica, María Teresa León Goyri,
Titolo articolo: Dal testo alla scena. Note sulle trasposizioni teatrali di Uomini e no
A partire dagli anni Sessanta il mondo del teatro inizia ad interessarsi alle opere di Elio Vittorini, in particolare a Uomini e no. Gli episodi più conosciuti della fortuna scenica del romanzo consistono nella riduzione teatrale realizzata da Raffaele Crovi e da Enrico Vaime, pubblicata nel 1965 su «Sipario», e nello spettacolo del 1977 che, secondo la critica, il regista Roberto Marcucci avrebbe basato su una versione della trasposizione modificata dallo stesso Crovi in vista dell’allestimento scenico. L’indagine testuale e filologica dei documenti drammatici rinvenuti nell’archivio della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia che queste pagine accolgono, ha permesso, oltre che di focalizzare sulle modalità di trasposizione adottate nelle differenti riduzioni del romanzo, di far emergere anche i tentativi di trasposizione non noti che gravitarono attorno al testo del 1965.
Lingua: ItalianoPag. 151-171
Etichette: Romanzo, Spettacolo, Testo, Elio Vittorini, Uomini e no,
Titolo articolo: Descrivere o prescrivere. Alcune riflessioni su teatro pasoliniano e mandato sociale, a partire da Calderón
L’articolo interroga la prospettiva pasoliniana sul mandato sociale del teatro a partire da Calderón (1973) e dal Manifesto per un nuovo teatro (1968), alla luce dello scenario culturale e politico di fine anni Sessanta. Particolare attenzione è data al ruolo che il modello brechtiano – esplicitamente mediato dall’interpretazione di Roland Barthes – assume in Pasolini. Inoltre, si analizzano i moventi della dimensione iconologica di Calderón, con particolare riferimento alla citazione pittorica di Las meninas (1656) di Diego Velázquez. Infine, si propone di leggere l’azione del modello brechtiano anche alla luce degli scritti di Walter Benjamin sul drammaturgo tedesco.
Lingua: ItalianoPag. 173-182
Etichette: XX secolo, Pier Paolo Pasolini, Calderón,
Titolo articolo: Un filo di voce. La conversazione al telefono nella drammaturgia di Annibale Ruccello
Il contributo che segue offre un nuovo saggio del realismo linguistico di Annibale Ruccello, prendendo in esame le conversazioni telefoniche presenti nei suoi testi drammaturgici e analizzandone struttura e contenuti secondo i principi fondamentali dell’analisi della conversazione. L’analisi della conversazione permette infatti di andare oltre il discorso sui modelli letterari di Annibale Ruccello, a partire dai quali molti hanno parlato di un uso espressionista del dialetto da parte dell’autore, per concentrare l’attenzione sulla sua capacità di ascolto e riproposizione degli usi linguistici più quotidiani e spontanei e verificarne la verosimiglianza.
Lingua: ItalianoPag. 183-193
Etichette: Dialetto, Dramma, Realismo,
Titolo articolo: La rivolta dei «soggetti imprevisti». Scenari di emancipazione femminile tra società e teatro
L’articolo ricostruisce i passaggi cruciali del dibattito critico sul potere patriarcale e le tappe principali della lotta delle donne per riconoscersi come soggetti della storia. A partire dall’irrompere delle partigiane nel complesso scenario politico dell’Italia degli anni Quaranta del Novecento, partecipando da protagoniste alla Liberazione e conquistando con coraggio e determinazione un posto proprio nella lotta al fascismo, accanto agli uomini, su un piano di sostanziale parità. Da quella rottura con il passato e dalla rinascita esistenziale, le donne hanno dato vita con slancio di ribellione a lotte quotidiane di liberazione delle donne. In questo contesto, dal “Sessantotto teatrale” prende forma in Italia una drammaturgia che rappresenta figure femminili protagoniste. E Roberto De Simone con il suo capolavoro La gatta Cenerentola. Favola in musica in tre atti (1976) mette in scena la favola della donna emarginata, rappresentante della cultura popolare, che diventa regina, inaugurando l’età della pace, della ragione e della liberazione, in opposizione al potere maschile espressione di guerre, violenze e repressioni.
Lingua: ItalianoPag. 195-207
Etichette: Corpo, Donne, Femminismo, Patriarcato, Benedetta Tobagi, Michel Foucault, Roberto De Simone,