Rivista di letteratura italiana | 2026 | N. 2

Anno 2026 – N. 2
A cura di Paolo Perilli

Autore/i articolo: Carlo Santoli
Titolo articolo: Riflessi decameroniani nella prosa di d’Annunzio

Il saggio analizza le modalità dannunziane di fruizione del Decameron, soffermandosi sull’uso della traduzione francese di Antoine Le Maçon conservata al Vittoriale. Le tracce di lettura mostrano una pratica di appropriazione attraverso la quale d’Annunzio assimila strutture e dispositivi del capolavoro di Boccaccio trasformandoli in chiave tragica e moderna, anche attraverso l’uso della mediazione linguistica che diventa strumento di distanza critica e autonomia stilistica.

Lingua: Italiano
Pag. 13-18
Etichette: Antoine Le Maçon, Gabriele d'Annunzio,

Autore/i articolo: Dušica Todorović
Titolo articolo: Pirandello e Decameron: dal gesto verbale alla metafora letteralizzata

Il saggio analizza le modalità dannunziane di fruizione del Decameron, soffermandosi sull’uso della traduzione francese di Antoine Le Maçon conservata al Vittoriale. Le tracce di lettura mostrano una pratica di appropriazione attraverso la quale d’Annunzio assimila strutture e dispositivi del capolavoro di Boccaccio trasformandoli in chiave tragica e moderna, anche attraverso l’uso della mediazione linguistica che diventa strumento di distanza critica e autonomia stilistica.

Lingua: Italiano
Pag. 19-31
Etichette: Giovanni Boccaccio, Luigi Pirandello,

Autore/i articolo: Milena Giuffrida
Titolo articolo: Tra Eros e Logos. La rifunzionalizzazione del modello boccacciano nella poetica di Carlo Emilio Gadda

Il saggio analizza la rifunzionalizzazione del modello boccacciano nella poetica di Carlo Emilio Gadda, con particolare riferimento a Eros e Priapo. Attraverso un confronto intertestuale, si evidenzia come elementi del Decameron – eros, peste e cornice narrativa – vengano rielaborati in chiave conoscitiva e critica. Boccaccio emerge non come semplice modello formale, ma come maestro di un metodo linguistico e retorico capace di smascherare le distorsioni ideologiche. Gadda trasforma tale eredità in uno strumento di analisi della realtà storica e morale del fascismo, fondato sulla dialettica tra Eros e Logos.

Lingua: Italiano
Pag. 33-45
Etichette: Intertestualità, Carlo Emilio Gadda, Giovanni Boccaccio, Eros,

Autore/i articolo: Marco A. Bazzocchi
Titolo articolo: Ciappelletto e l’allievo di Giotto: simmetrie visive nel Decameròn di Pier Paolo Pasolini

L’analisi del film di Pasolini si concentra soprattutto sullo statuto finzionale delle due novelle portanti che contrassegnano le due parti dell’opera, la novella di Ciappelletto e quella dell’allievo di Giotto. Viene individuata così una strutturazione interna, soprattutto figurativa, che riprende famosi temi pittorici connessi alla comicità e alla morte desunti dalla pittura di Pieter Brueghel e di Giotto. Questi elementi figurativi, di statuto incerto, diffondono nel film una instabilità per quanto riguarda il suo codice realistico che mostra un aspetto problematico in consonanza con la concezione del cinema di Pasolini.

Lingua: Italiano
Pag. 47-55
Etichette: Comico, Finzione, Pittura, Realismo,

Autore/i articolo: Andrea Ciccarelli
Titolo articolo: Fra testo e contesto: il Boccaccio di Dario Fo

Il saggio indaga le ragioni estetiche che portano Dario Fo, tardi nella sua carriera, a scegliere Boccaccio come modello quando, nel 2011, pubblica una versione ‘riveduta e scorretta’ di novelle del Decameron. Rileggendo l’opera e la critica recente, Fo riconosce in Boccaccio un riferimento per la Commedia del ’500 e, quindi, per la Commedia dell’Arte, tradizione a cui si sente legato. Interpreta Boccaccio come erede dei giullari, capace di usare la risata per rivelare la brutalità della vita. Il Decameron è visto dunque come tragicommedia, in cui i narratori oppongono le loro storie alla morte. Questa visione si riflette nelle riscritture di Fo, con l’eccezione della novella iniziale.

Lingua: Italiano
Pag. 57-70
Etichette: Giullare, Dario Fo, Franca Rame, Giovanni Boccaccio, Decameron, Mistero buffo,

Autore/i articolo: Erminio Risso
Titolo articolo: Il Decameron di Edoardo Sanguineti

Il contributo analizza la lettura sanguinetiana del Decameron, ricostruendone lo sviluppo attraverso saggi, recensioni, corsi universitari e interventi giornalistici dagli anni Cinquanta agli anni Settanta. Nel dialogo critico con Branca, Getto e Todorov, Sanguineti individua in Boccaccio non solo il grande narratore del reale, ma il teorico di una forma narrativa capace di organizzare l’esperienza in strutture. Al centro dell’indagine stanno la relazione tra narrato e realtà, la funzione decisiva della cornice, la pluralità degli schemata novellistici e la definizione del Decameron come ars narrandi e pedagogia narrativa. Ne emerge un Boccaccio strutturalista ante litteram, fondatore della novella borghese e della Letteratura come istituzione autonoma.

Lingua: Italiano
Pag. 71-85
Etichette: Giovanni Boccaccio,

Autore/i articolo: Lorenzo Resio
Titolo articolo: «Smontare la macchina narrativa del Boccaccio»: una «prova» di Piero Chiara

Il contributo offre una panoramica sui rapporti di continuità tra la narrativa decameroniana di Giovanni Boccaccio e quella ‘boccaccesca’ di Piero Chiara, un legame più volte segnalato dall’autore e dalla critica ma mai indagato a fondo. Il saggio parte da questa ipotesi per individuare primi indizi di intertestualità nelle opere iniziali di Chiara, fino a ipotizzare un nesso tra la novella di Ser Ciappelletto e il romanzo La spartizione. Prosegue analizzando i tentativi critici di Chiara sul testo boccacciano negli anni Settanta e si conclude con il riferimento a un esperimento di trasposizione di dieci novelle del Decameron.

Lingua: Italiano
Pag. 87-96
Etichette: Intertestualità, Giovanni Boccaccio, Piero Chiara, La spartizione,

Autore/i articolo: Stefania Lucamante
Titolo articolo: Tra il Decameron e L’arte della gioia: la retorica dei percorsi narrativi femminili

Nel Decameron, le donne che abitano lo spazio ristretto della valle assumono una responsabilità morale, elaborando nelle novelle criteri utopici, poiché nella realtà non possono rivendicare leggi più giuste né un destino diverso. Gli strumenti retorici del linguaggio letterario diventano essenziali per esprimere la loro prospettiva, rivelando intelligenza e visioni alternative del mondo. Questo studio analizza tali tecniche e le collega alla trasgressione performativa di Modesta nell’Arte della gioia di Goliarda Sapienza: la protagonista rivendica il diritto di autodeterminarsi, sovvertendo i luoghi del controllo sociale, dal monastero alla prigione. Il controllo non opera solo tramite sorveglianza esplicita, ma anche attraverso forme sottili di normalizzazione ed esclusione epistemica.

Lingua: Italiano
Pag. 97-111
Etichette: Retorica, Decameron, L'arte della gioia,

Autore/i articolo: Attilio Cicchella
Titolo articolo: Fra traduzione e riscrittura: il Decameron di Andrea Camilleri (Dec. II 5)

Il contributo analizza la riscrittura del Decameron operata da Andrea Camilleri, con particolare riferimento alla novella di Andreuccio da Perugia (Dec. ii 5), nel quadro della traduzione endolinguistica dei classici pensata per l’editoria scolastica, tra traduzione e riscrittura d’autore. L’analisi mette in luce, da un lato, strategie linguistiche di semplificazione, ellissi e adattamento ; dall’altro, il ruolo degli inserti dialettali (siciliano e napoletano) come strumenti di mediazione culturale. Il caso Camilleri si configura così come una forma di traduzione orizzontale che, lungi dal semplificare il testo, ne riattiva la vitalità mantenendo la consapevolezza della distanza storica.

Lingua: Italiano
Pag. 113-125
Etichette: Didattica, Filologia, Traduzione, Andrea Camilleri, Decameron,

Autore/i articolo: Giuseppe Noto
Titolo articolo: Il Decamerone di Aldo Busi: tra attualizzazione e storicizzazione

Il saggio analizza la ‘traduzione’ del Decamerone di Aldo Busi nel contesto del dibattito sulla ricezione dei classici tra attualizzazione e storicizzazione, sottolineando il ruolo della filologia nel ricostruire il senso originario e mantenere la distanza storica, anche educativa. Le riscritture moderne rispondono a esigenze di comprensibilità, ma rischiano di semplificare la complessità linguistica e culturale del testo boccacciano. La versione di Busi è letta non come traduzione, ma come riscrittura creativa, segnata da forte intervento autoriale e livellamento linguistico e tonale: un’attualizzazione radicale che facilita la lettura, ma può ridurre la portata culturale e innovativa dell’opera.

Lingua: Italiano
Pag. 127-141
Etichette: Attualizzazione, Aldo Busi, Giovanni Boccaccio, Decameron,

Autore/i articolo: Chiara Tavella
Titolo articolo: Bianca Pitzorno tra «dame, mercanti e cavalieri»

Il contributo indaga la tradizione del Decameron nella letteratura per ragazzi nel corso del Novecento, analizzando le modalità attraverso le quali il capolavoro di Boccaccio è stato variamente proposto per un pubblico di giovani lettori (riscritture, riduzioni, adattamenti). Nella seconda parte si analizza, più nello specifico, l’originale operazione traduttiva e interpretativa condotta da Bianca Pitzorno in Dame, mercanti e cavalieri (1991).

Lingua: Italiano
Pag. 143-158
Etichette: Novella, Bianca Pitzorno, Decameron,

Autore/i articolo: Virginia Criscenti
Titolo articolo: «Bocca basciata non perde ventura»: ricreare il Decameron al tempo della pandemia

Il saggio analizza come la letteratura, e in particolare un’opera canonica come il Decameron di Giovanni Boccaccio, continui a funzionare come dispositivo critico capace di interpretare e orientare la società in tempi di crisi, come la recente pandemia di Coronavirus. L’analisi considera due opere collettive, l’internazionale Decameron project (NN Editore, 2021) e il Nuovo Decameron (HarperCollins, 2021), esaminando il riuso del testo boccacciano e del valore civile dell’«onesta brigata». Il contributo si concentra sui testi che mostrano la rimodulazione del rapporto tra cornice e novelle e individuano costanti tematiche e formali nelle riscritture contemporanee.

Lingua: Italiano
Pag. 159-178
Etichette: Intertestualità, Pandemia, Giovanni Boccaccio, Decameron,