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Rivista di letteratura italiana | 2025 | N. 3
Anno 2025 – N. 3
A cura di Paolo Perilli
Titolo articolo: La luce e l’ombra. Descrizioni temporali e relativi commenti in moderne edizioni dell’Adone
Studiosi autorevoli hanno già posto in rilievo una decisa marca figurativa agente in numerosi passaggi testuali dell’Adone. Siffatte proposte interpretative potrebbero valere ancor più in margine alle ottave contenenti delle descrizioni temporali. Sembra infatti che in esse sia riconoscibile una dipintura che disvela, insieme con una turbata filosofia del Tempo, altresì un peculiare sentimento barocco della luce e dell’ombra, ovvero dell’Amore e della Morte.
Lingua: ItalianoPag. 19-33
Etichette: Amore, Barocco, Luce, Morte, Giovan Battista Marino,
Titolo articolo: Fra Lucano e Tasso: appunti sulla magia di Falsirena nell’Adone
Questo studio analizza la rappresentazione della magia di Falsirena nell’Adone, concentrandosi sulle operazioni e sui linguaggi magici descritti nei canti xii e xiii. Attraverso un confronto con fonti classiche e letterarie, si evidenziano le tecniche incantatorie, il ruolo delle parole e dei murmuri magici, e la figura ambivalente di Falsirena come giovane maga innamorata e abietta strega decrepita. L’analisi approfondisce il lessico magico e le fonti culturali, contribuendo a una più completa comprensione del magismo mariniano e della sua erudizione letteraria.
Lingua: ItalianoPag. 35-47
Etichette: Magia, Stregoneria, Giovan Battista Marino, Lucano, Torquato Tasso,
Titolo articolo: «Ne la confusa et agitata massa»: simbolismo di carte e scacchi in Adone XV, 115-117
Le carte erano un passatempo universalmente diffuso nella società di Marino, dove venivano regolarmente associate col gioco d’azzardo, la bestemmia, la frode, e persino il rischio di relativismo culturale. Nell’Adone, Marino rappresenta il tema delle carte in una maniera che sembrerebbe confermare questi presupposti ma finisce invece per relativizzarli ironicamente. Sul piano morale, Marino azzera la topica contrapposizione tra le corrotte carte e i nobili scacchi mostrando anche questi come ugualmente riprovevoli. Sul piano culturale, Marino accumula descrizioni di giochi gradualmente più complesse e astratte, finendo per esprimere invece che criticare una prospettiva combinatoria e relativizzante.
Lingua: ItalianoPag. 49-58
Etichette: Gioco, Giovan Battista Marino,
Titolo articolo: Marino, l’epica, il gioco. A proposito di Adone XV, 118-202
Il saggio si prefigge di avvalorare la tesi esegetica (che per primo Giovanni Pozzi sostenne ed argomentò negli anni ’70 del ’900) secondo la quale Marino è autore pienamente e lucidamente immerso nel clima intellettuale del suo secolo, non certo per diventare espositore di verità scientifiche o filosofiche, bensì per produrre una poesia che anch’essa, con i mezzi e gl’istituti a lei peculiari, coopera (riassortendo e ricombinando gli elementi consegnati dalla tradizione antica o recente) a fermare un senso nuovo (fabrile e meccanico, ma anche vitale e ingegnoso) dell’esistenza umana e del cosmo.
Lingua: ItalianoPag. 59-69
Etichette: Gioco, Retorica, XVII secolo, Giovan Battista Marino,
Titolo articolo: Prove di commento alla prima redazione dei Sospiri d’Ergasto
Del poemetto pastorale I Sospiri d’Ergasto ci è stata tramandata anche una redazione precedente e più estesa rispetto a quella inclusa nella Sampogna, la raccolta di idilli pubblicata a Parigi nel 1620. Di questa redazione, risalente agli anni napoletani giovanili del Marino e affidata ai medesimi circuiti di trasmissione delle Egloghe, l’articolo propone un saggio di edizione commentata di alcune ottave, che possa funzionare da modello per un prossimo e più esaustivo commento all’intero corpus dei testi bucolici mariniani.
Lingua: ItalianoPag. 73-82
Etichette: Commento, Poesia pastorale, Giovan Battista Marino, I Sospiri d'Ergasto,
Titolo articolo: Forme e funzioni dell’intertestualità nella Strage degl’Innocenti di Giovan Battista Marino
Il saggio si concentra sui modelli della Strage degl’Innocenti di Marino, con particolare riguardo a due fonti secentesche sinora non indagate dalla critica: la tragedia I Santi Innocenti del riminese Malatesta Porta e il poema sacro San José dello spagnolo José de Valdivielso, entrambi del 1604. Le due opere sono inserite in un discorso allargato al rapporto fra storia biblica e invenzione poetica, genere epico e forme del tragico, spunti pagani e materia cristiana, iconografia e testo scritto, allo scopo di individuare i meccanismi che regolano la complessa stratificazione della poesia sacra mariniana. Grazie alla triangolazione con l’epitalamio Il balletto delle Muse (1608), le nuove fonti consentono altresì di datare con maggior precisione la composizione di alcuni luoghi della Strage.
Lingua: ItalianoPag. 83-94
Etichette: Intertestualità, Poesia, Giovan Battista Marino, Balletto delle Muse, Strage degl'Innocenti,
Titolo articolo: Saggio di commento ai Capricci di Marino
Il saggio esamina la poetica dei Capricci di Giovan Battista Marino, quinta sezione della Lira iii, concentrandosi sui concetti di arguzia e di ingegno, secondo le categorie elaborate da Emanuele Tesauro, come motore creativo. Attraverso l’analisi del sonetto proemiale e di un gruppo di madrigali a tema mitologico, il testo illustra come Marino rielabori materiali tradizionali con originalità. Si evidenzia la presenza della metamorfosi, l’uso dell’antitesi e di figure retoriche per creare effetti di meraviglia e disinganno nel lettore. Il saggio sottolinea anche il rapporto di Marino con la tradizione e il contesto culturale del primo Seicento, caratterizzato da una «perplessità interrogativa».
Lingua: ItalianoPag. 95-106
Etichette: Imitazione, Metafora, Retorica, Emanuele Tesauro, Giovan Battista Marino,
Titolo articolo: Una storia letteraria in versi? Poeti greci nella Galeria di Giovan Battista Marino
Il contributo si sofferma sulla ‘sala’ che Marino riserva, nella sezione Ritratti della Galeria, ai poeti greci. In primo luogo, vengono prese in esame le scelte dell’autore nell’individuare gli scrittori inclusi – dall’età di Omero sino alla letteratura tardo- imperiale – ; si indagano inoltre le modalità da lui adottate nel farli parlare: il metro selezionato per ciascuno, i temi salienti posti in luce allo scopo di definirne la personalità e il valore, le movenze retoriche. Con strategie espressive che uniscono i tratti dell’antico epigramma – funebre o ecfrastico – al gusto barocco per l’eccentricità o per l’erudizione rara e preziosa, Marino realizza dunque in versi una sorta di breve storia letteraria del mondo greco, accessibile però a una platea di lettori già esperti… anch’essi, selezionati.
Lingua: ItalianoPag. 107-118
Etichette: Epigramma, Erudizione, Poesia, Giovan Battista Marino, Galeria,
Titolo articolo: Versi burleschi di Giovan Battista Marino nel codice Magl. VII 911 della BNCF: un nuovo capitolo inedito?
Il saggio propone una disamina del capitolo ternario inedito La Palla a Corda attribuito nel manoscritto Magl. vii 911 della bncf a Giovan Battista Marino. Il codice reca altri testi adespoti ma di sicura paternità mariniana assieme ad altri di Girolamo Magagnati, poeta le cui vicende biografiche ed editoriali si intersecarono spesso con quelle di Marino. Pur non potendo ricavare dal testo elementi probanti per confermarne l’attribuzione, è parso utile portare a conoscenza degli studiosi questo ulteriore, probabile tassello del corpus burlesco del poeta napoletano.
Lingua: ItalianoPag. 119-130
Etichette: Gioco, Giovan Battista Marino,
Titolo articolo: La componente sonora della mezzanità: Adone XVIII, 242-252
Assumendo come chiave ermeneutica per approcciarsi all’Adone la concisa descrizione dell’ideale tecnico-stilistico contemperante della ‘mezzanità’ offerta nella prefatoria del Ritratto del Duca di Savoia (1608), il presente contributo intende verificare se la peculiare tessitura intertestuale e sonora dell’episodio di Aurilla (Ad. xviii) possa essere considerata una coerente realizzazione di tale principio compositivo. Nello specifico, l’indagine dimostra come il processo di armonizzazione fonica cui è sottoposto l’episodio sia parte integrante dell’operazione di commistione stilistica indiscriminata operata dal poeta al fine di minare sistematicamente la tragicità insita nelle fonti riscritte, con risultati ideologicamente corrosivi.
Lingua: ItalianoPag. 133-144
Etichette: Adone XVIII,
Titolo articolo: Il ruolo di Marino nella scelta dei poeti contemporanei editi a Venezia da Giovan Battista Ciotti
La pubblicazione nel 2013 degli Annali di G. B. Ciotti permette, relativamente alla lirica, di individuare le linee portanti della sua politica editoriale, in parte suggerita dal suo maggiore collaboratore, G. B. Marino : una collana dedicata ai ‘nuovi classici’ cinque-seicenteschi e, per il vasto pubblico, un catalogo di poeti concettisti, associabili al neonato partito ‘marinista’.
Lingua: ItalianoPag. 145-152
Etichette: Editoria, Poesia, Giovan Battista Marino,
Titolo articolo: In principio era Marino? Il poeta e il motivo dell’orologio
Il motivo dell’orologio, destinato a diventare un topos nella lirica barocca, ha in Giovan Battista Marino uno dei suoi interpreti più precoci. L’orologio meccanico, con i suoi complessi ingranaggi che si muovono con mirabile precisione, non è visto da Marino come cupa immagine del Tempus edax; produce invece, in un madrigale della Lira e in un idillio della Sampogna, una riflessione sul misterioso tempo psichico dell’amore; in un sonetto della Lira serve a illustrare la delicata questione della salvezza per fede e per opere; nell’Adone diventa metafora del mondo, e, insieme, del poema stesso, di cui l’autore è artefice e regolatore.
Lingua: ItalianoPag. 153-163
Etichette: Tempo, Giovan Battista Marino,
Titolo articolo: Marino, il Cavalier d’Arpino e Alessandro Maganza: imitazione e copia tra poesia e botteghe d’artista
A partire dal componimento numero 45 della Galeria, il saggio mette a confronto il processo di creazione artistica di Marino con quello di alcuni pittori a lui coevi. I casi del poeta, assieme a quello dei pittori Cavalier d’Arpino e Alessandro Maganza, inseriti in un quadro culturale esaminato senza distinzioni disciplinari, metteranno in evidenza i tratti comuni a una produzione artistica omogenea, permettendo di riflettere sulle considerazioni di gusto espresse da Marino relativamente alla pittura dai caratteri industriali che, contemporaneamente, veniva prodotta dalle botteghe d’artista.
Lingua: ItalianoPag. 165-178
Etichette: Imitazione, Modernità, Poesia, Tradizione, Alessandro Maganza, Cavalier d'Arpino, Giovan Battista Marino,
Titolo articolo: Marino e i marinisti nelle Pinacothecae di Eritreo
Le Pinacothecae virorum illustrium, uscite tra il 1643 e il 1648, sono l’opera più importante e fortunata dell’umanista Gian Vittorio Rossi, alias Ianus Nicius Erythraeus, esponente di spicco della seconda rinascita ciceroniana. Nel ritrarre i poeti volgari del suo tempo Eritreo tiene presente il catalogo degli ‘amici’ di Marino citati nella Lettera iv premessa alla Sampogna : il saggio esamina le imagines di Marino, Macedonio, Guarini, Achillini, Preti, Chiabrera, Paoli, Bruni, Giovanetti e Rovetti, tutti ospitati nel primo volume.
Lingua: ItalianoPag. 181-192
Etichette: Giovan Battista Marino, Eudemia, Pinacothecae,
Titolo articolo: Sulla scia di Marino: il dramma per musica Adone in Cipro (Venezia, 1676)
Il saggio esamina il dramma per musica Adone in Cipro, andato in scena nel Carnevale del 1676 al Teatro San Salvador di Venezia. Tale rappresentazione, basata sul libretto di Giovanni Matteo Giannini, con musiche di Giovanni Legrenzi, faceva parte di un ciclo di quattro opere finanziate dal marchese Guido III Rangoni. L’obiettivo è ricostruire il rapporto che questo testo intrattiene con le sue fonti, anzitutto l’Adone di Marino, senza trascurare certi disegni utili a comprendere i pregevoli allestimenti scenici di età barocca.
Lingua: ItalianoPag. 194-204
Etichette: Teatro, Giovan Battista Marino, Adone, Adone in Cipro, Venezia
Titolo articolo: Una poco nota traduzione della Strage degl’Innocenti di G. B. Marino: la Innocentium cladis traductio (1691) di N. G. Prescimone
Il saggio si propone di esaminare una poco nota traduzione latina della Strage degl’Innocenti di G. B. Marino, con l’obiettivo di inquadrarla nell’ambito delle teorie e delle pratiche traduttologiche della fine del xvii secolo e di indagarne gli aspetti retorico-stilistici in riferimento alla resa del suo originale.
Lingua: ItalianoPag. 205-216
Etichette: Letteratura latina, Traduzione, Giovan Battista Marino,