Rivista di letteratura italiana | 2025 | N. 1

Anno 2025 – N. 1
A cura di Paolo Perilli

Autore/i articolo: Donatella Bisconti
Titolo articolo: Donne e papere: false premesse e vere conclusioni (Dec. Introduzione IV)

La ‘novella delle papere’ (Decameron, Intr. iv) è spesso considerata non solo una risposta alle accuse vere o presunte dei detrattori di Boccaccio, ma soprattutto un’affermazione delle leggi di natura che inducono l’individuo a seguire le sue inclinazioni verso la sessualità. In questo lavoro, pur non escludendo quest’interpretazione, si mostra che la novella convoca una serie di riferimenti filosofici relativi al processo conoscitivo che non è una mera attività astratta, del tutto intellettualizzata, ma si basa sull’elaborazione dei dati di esperienza e sulla capacità di trarne dei giudizi fondati e condivisibili, anche laddove le premesse sembravano apparentemente false.

Lingua: Italiano
Pag. 9-23
Etichette: Donne, Natura,

Autore/i articolo: Giacomo Cucugliato
Titolo articolo: Sul funzionamento del magico nell’Inamoramento de Orlando di Matteo Maria Boiardo. Una prima impostazione del problema

Il contributo prova a delineare alcune linee guida per l’interpretazione del magico nell’Inamoramento de Orlando, con attenzione specifica ai meccanismi fissi di funzionamento che sembrano delinearne la fisionomia d’azione sulla trama e sui personaggi. Questo tipo di indagine pare avvicinare il magico boiardesco al magico medievale, piuttosto che rinascimentale, facendolo consuonare con pratiche di magia prossime, o comunque profondamente influenzate dalla pratica salomonica dell’evocazione demonica : l’inquadramento della magia boiardesca in questa tipologia di magico sembra permettere, in ultimo, di comprendere perché essa ha una presa limitata su alcune figure d’eroe, le quali, in forza di una tensione al divino maggiore di quella altrui, paiono potersi porre al di fuori del mondo su cui la magia salomonica ha ontologicamente capacità di agire.

Lingua: Italiano
Pag. 25-36
Etichette: Esoterismo, Matteo Maria Boiardo, Innamoramento de Orlando,

Autore/i articolo: Anna Maria Salvadè
Titolo articolo: «Il dolore ciascuno deve soffrirlo da sé»: la solitudine nera di Buzzati

Il contributo si propone di esaminare i diversi volti della solitudine rappresentati da Buzzati negli articoli di nera apparsi sul «Corriere della Sera» e sul «Corriere d’informazione» nel secondo dopoguerra. In un percorso che va oltre la cronaca, l’itinerario della solitudine tracciato dal giornalista coinvolge tutti i personaggi delle drammatiche vicende narrate: le vittime; coloro che si trovano all’improvviso privati del parente, del figlio, dell’amico; i carnefici stessi. Tutti, indistintamente, vengono toccati dalla totale mancanza di solidarietà, dall’assoluta indifferenza dell’uomo di fronte alla morte e al dolore altrui, dall’assenza di comunicazione. In questo contesto, anche i luoghi e gli oggetti si caricano di suggestioni simboliche come paradigma evocativo di una situazione di inesorabile abbandono e di isolamento doloroso.

Lingua: Italiano
Pag. 37-49
Etichette: Cronaca, Giornalismo, Morte, Solitudine, Dino Buzzati,

Autore/i articolo: Silvia Longhi
Titolo articolo: La metà oscura di Toti Scialoja

Si esamina la produzione poetica degli anni Novanta di Scialoja (le tre raccolte I violini del Diluvio, Rapide e lente amnesie, Le costellazioni), con l’ambizione di delineare un sistema organizzato di scelte tematiche e formali. I testi hanno un andamento narrativo sempre più marcato, grazie anche al dilatarsi della misura del verso, fino alla novità degli «esametri» dal ritmo inflessibile. Lo sguardo del poeta (la sua immaginazione fortemente ‘teatrale’) si concentra sulle scene di una quotidianità inquieta: i protagonisti delle poesie si esprimono in modi tortuosi, con dialoghi ambigui o gesti allusivi, giocati in situazioni di incertezza. Mentre oggetti e creature dal valore simbolico riempiono il mondo intorno.

Lingua: Italiano
Pag. 51-71
Etichette: Simbolo, Teatro, Toti Scialoja, I violini del diluvio, Le costellazioni, Rapide e lente amnesie,

Autore/i articolo: Leonardo Terrusi
Titolo articolo: Essere «voce della molteplicità (e simultaneità) del vivente»: il ‘diario’ di Lorenzo Malagugini in Sotto specie umana

Già a una prima lettura i versi di Sotto specie umana (1999) di Mario Luzi appaiono colmi di riferimenti al tema della Natura, «chiamata», per dirla con Stefano Verdino, «a manifestare la sua peculiare essenza e ad invadere e travalicare l’io che è “ingombro all’uomo”». Il contributo intende interrogarsi su quale possa essere il preciso ruolo che in ciò assume la figura di Lorenzo Malagugini, l’autore del diario disperso che il poeta, in veste di editore, dichiara di volere ricostruire in queste pagine; un alter ego caratterizzato da un’insoddisfazione per «l’ordinario simbolismo del linguaggio», e dall’ambizione, appunto, «a un discorso che fosse voce della molteplicità (e simultaneità) del vivente e fosse dalla stessa condiviso».

Lingua: Italiano
Pag. 73-81
Etichette: Linguaggio, Simbolismo, Lorenzo Malagugini, Sotto specie umana,

Autore/i articolo: Paolo Zoboli
Titolo articolo: La poesia di Luciano Roncalli (1925-2004)

Luciano Roncalli, originario della provincia di Ascoli Piceno, visse a Genova esercitando la professione medica. Dopo una fase giovanile vicina al neorealismo, con Equazioni (1969) e Dio non gioca ai dadi (1970) abbracciò una visione eternalista del tempo, derivata dalla teoria della relatività, che è anche alla base del grande poema in tre libri, pubblicati fra il 1978 e il 2002 e intervallati da altri libri di versi, nel quale il poeta, riallacciandosi a Dante attraverso Pound, aspira a una «poesia ininterrotta e globale» e che Giorgio Bárberi Squarotti già nel 1996 definiva «un’esperienza fra le più possenti e originali degli anni centrali della seconda metà del Novecento».

Lingua: Italiano
Pag. 85-99
Etichette: Albert Einstein, Dante Alighieri, Luciano Roncalli,

Autore/i articolo: Antonio Carrannante
Titolo articolo: Benedetto Croce attraverso le lettere. Il carteggio Croce-Pancrazi

L’articolo ripercorre l’amicizia e la collaborazione fra due dei maggiori critici letterari del Novecento italiano, attraverso il loro carteggio.

Lingua: Italiano
Pag. 103-112
Etichette: XX secolo, Benedetto Croce, Grazia Deledda, Matilde Serao, Pietro Pancrazi,

Autore/i articolo: Francesco Venturi
Titolo articolo: Betocchi, de Libero e la poesia degli anni sessanta e settanta (con due lettere inedite sul Quaderno di Montale)

Il saggio esamina la produzione poetica di Carlo Betocchi e Libero de Libero negli anni Sessanta e Settanta, evidenziando somiglianze e divergenze del loro stile tardo e delle loro poetiche della vecchiaia. Lo studio del carteggio inedito tra i due scrittori porta alla luce riflessioni poetiche e letture critiche delle reciproche opere e di altri autori. Il loro affiatamento si rafforza grazie alla condivisione di idee sulla letteratura e alla presa di distanza da altri poeti. Di particolare interesse l’attività di Betocchi in qualità di redattore dell’« Approdo Letterario », la sua incomprensione degli Strumenti umani di Vittorio Sereni, le aspre critiche mosse ai Novissimi e al Montale del Quaderno di quattro anni, condivise da de Libero.

Lingua: Italiano
Pag. 113-131
Etichette: Carteggio, Critica letteraria, Neoavanguardia, Carlo Betocchi, Edoardo Sanguineti, Eugenio Montale, Libero De Libero, Vittorio Sereni,

Autore/i articolo: Alberto Crotto
Titolo articolo: Alcuni lusus nel Manzoni lirico?

L’articolo esamina due acrostici, sinora non rilevati, nella produzione lirica del Manzoni (Cinque maggio, vv. 51-57 ; Volucres, vv. 3-7) : la convergenza di elementi stilistici, fattori contestuali e intenzioni letterarie, anche grazie al supporto dell’informatica umanistica, conforta l’idea dell’intenzionalità di questi lusus, permettendo inoltre di riflettere sul rapporto tra l’autore e i poeti classici circa le modalità di ripresa e riuso di siffatti stilemi.

Lingua: Italiano
Pag. 135-141
Etichette: Alessandro Manzoni, Cinque Maggio, Volucres,

Autore/i articolo: Simone Giorgino
Titolo articolo: Il «corteggiatore del caso». Tommaso Landolfi e il gioco d’azzardo

Il tema del gioco d’azzardo attraversa in maniera pervasiva l’opera letteraria di Tommaso Landolfi (1908-1979), riflettendovi non solo un’ossessione personale ma anche una metafora della condizione esistenziale dell’uomo. Attraverso il gioco d’azzardo, Landolfi esplora l’aleatorietà della vita e la precarietà dell’esistenza. Il tavolo verde è, per Landolfi, l’osservatorio privilegiato e la sede di verifica di un’impossibile «scienza aleatoria», cioè dell’enigmatica, inaccessibile dottrina che oblitera le opposizioni casualità-causalità, ordine-caos. Ed è anche il luogo in cui si manifesta più apertamente il rifiuto e la condanna della grigia normalità borghese e dei principi utilitaristici e deterministici che ne sono alla base.

Lingua: Italiano
Pag. 143-152
Etichette: XX secolo, Tommaso Landolfi,