Riscontri | 2022 | N. 2

Anno 2022 – Annata: XLIV – N. 2 Mese: Maggio – Agosto
A cura di Ettore Barra

Autore/i articolo: Ettore Barra
Titolo articolo: Elogio dell’astensione elettorale

Da sempre l’astensione elettorale è sinonimo di indifferenza e di mal costume all’interno di un regime democratico. In Italia, come nel resto dell’Occidente, l’astensione guadagna però sempre più terreno raggiungendo percentuali che non è più possibile liquidare con comodi ragionamenti astratti sui doveri del cittadino. È ormai inevitabile attribuire ad essa un significato politico, nel quadro della crisi della rappresentanza che sta investendo tutte le democrazie. Ha ancora senso invocare la sovranità popolare in regimi in cui il potere decisionale del cittadino è sempre più eroso da forze ed entità ad esso totalmente estranee?

Lingua: Italiano
Pag. 7 – 10
Etichette: Politica, Potere, XXI secolo, Ettore Barra, Elogio dell’astensione elettorale,

Autore/i articolo: Francesco D’Episcopo
Titolo articolo: Sinergie. Scuola Eleatica, Scuola Medica, Scuola Empatica: il triangolo culturale del territorio salernitano, da Parmenide a Lerro

Sembra ormai giunto il momento, decisivo e concreto, di congiungere e coordinare, più che di dividere e separare, come oggi, nella maggior parte dei casi è avvenuto, proposte, prospettive, pulsioni creative e critiche, legate a specifiche realtà territoriali, a posti e personaggi, che ne hanno segnato, e continuano a segnarne, la storia per un rilancio complessivo e congiunto delle loro più autentiche e autorevoli motivazioni.
Siamo figli di Parmenide, nato ad Elea (Velia, poi Ascea), e il suo esempio straordinario di filosofo, poeta, medico, può e deve costituire la base di un movimento che tende a unire le arti e a confermare quel principio fondamentale del sentire pensando e del pensare sentendo, sul quale lo sfortunato Gian Battista Vico getterà le basi della sua “nuova” Scienza.
La nostra proposta (partita dal leader e fondatore dell’Empatismo, Menotti Lerro, che, come con la sua opera creativa, si dimostra sempre degno erede dei grandi predecessori) è di rifondarla, congiungendola ad un’altra prestigiosa Scuola, meridionale e salernitana, che nel corso del Medioevo, insieme a Montpellier, città francese con la quale la nostra italiana è gemellata, ha rappresentato un faro imprescindibile di cultura interdisciplinare, in cui la stessa medicina rivendicava uno spazio, non autonomo ma compartecipe di altre discipline, volte a curare l’anima, oltre che il corpo.
Tutto ciò, a cui molto altro si potrebbe aggiungere, doveva, in tempi moderni e contemporanei, convergere e sfociare nel grande mare dell’“empatia”, dono che nella vita è riservato a tutti coloro, che, dotati di una cultura da condividere con gli altri e, soprattutto, di una sensibilità spiccata a cogliere elementi comuni, e appunto condivisibili, del genere umano, tendono a sperimentarne i processi di collaborazione e di congiunzione estetica, etica e operativa.
La Scuola, in tal senso, si connette, intimamente, intensamente, con la Vita, e non tanto e non solo quella istituzionalizzata e regolarmente praticata, ma quella che si inventa, ponendo in stretta relazione la triplice direttrice culturale che si è indicata.

Lingua: Italiano
Pag. 13 – 14
Etichette: Arte, Filosofia, Medicina, XIX secolo, Francesco D'Episcopo,

Autore/i articolo: Menotti Lerro, Luigi Leuzzi
Titolo articolo: La scuola empatica. Tra Empatia ed Empatismo.

La scuola empatica è un movimento letterario, artistico, filosofico e culturale nazionale, nato nel 2020 all’interno del “Nuovo Triangolo Culturale del Cilento Antico”, che è il suo epicentro: Omignano – “Paese degli Aforismi”, Salento – “Paese della Poesia” e Vallo della Lucania “Sede del Centro Contemporaneo delle Arti”, che, partendo dai valori e dalle idee espresse nel “Nuovo Manifesto sulle Arti”, pone al centro dei suoi interessi la relazione empatica e dunque la persona nella sua costituzione ontica e ontologica (intersoggettiva). Ne discende che ogni sperimentazione creativa o didattica non possa prescindere da un processo di immedesimazione nell’altro da sé, dal suo mondo culturale e dalla sua contemporaneità quale occasione di studio e condivisione di saperi e di storie di vita interiore, di epifanie del tempo attuale e di trascorsi momenti storici.
Tale orizzonte di senso implica una vocazione per il territorio e una promozione civile della società, articolata da una crescita individuale e comunitaria secondo finalità etiche e valoriali mediate da una dimensione estetica: l’Arte.

Lingua: Italiano
Pag. 27 – 48
Etichette: Arte, Creatività, Filosofia, XXI secolo, Luigi Leuzzi, Menotti Lerro, La scuola empatica. Tra Empatia ed Empatismo.,

Autore/i articolo: Marcella Di Franco
Titolo articolo: Simbolismo e onirismo nella Digitale purpurea di Giovanni Pascoli.

La produzione poetica di Giovanni Pascoli è senz’altro riconducibile alle manifestazioni più tipiche della temperie letteraria decadente di respiro europeo, spesso declinata in una raffinata prosa poetica dal carattere prepotentemente simbolico e sottilmente inquietante. È quanto accade in Digitale purpurea la cui atmosfera ambivalente, ipnotica e visionaria risulta sospesa tra sogno e realtà, onirismo e recupero memoriale. Il tessuto poetico è continuamente franto da pause interne, frasi brevi, ellittiche del verbo, con forti segni di interpunzione. Più spesso tuttavia il linguaggio pascoliano è amplificato nelle sue risonanze dalle frequenti anafore, sinestesie, onomatopee o dalla forte presenza del vago e dell’indefinito; si fonda su una trama complessa di impressioni, frammenti, segmenti discontinui, sintagmi autonomi e giustapposti. L’originalità è concentrata nel dato fonico, più che in quello logico, rivelando un’ipersensibilità che lega suono e significato, secondo rapporti alogici e irrazionali che evidenziano qualcosa di ossessivo ed oscuro. Alla “sanità” classica del mondo antico e umanistico-rinascimentale, con la sua visione univoca limpida e armonica del reale, Pascoli contrappone la “malattia” dell’età moderna, frammentaria, incomprensibile e sfuggente. È una visione del reale non più stabile e definita, ma ormai priva dei saldi valori della tradizione, propri dell’ultimo scorcio dell’Ottocento e dello schiudersi di un Novecento ancora incerto e “nebuloso”, ma già attraversato dai lampi del primo conflitto mondiale.

Lingua: Italiano
Pag. 83 – 98
Etichette: Decadentismo, Simbolismo, Sogno, XIX secolo, XX secolo, Marcella Di Franco, Simbolismo e onirismo nella Digitale purpurea di Giovanni Pascoli.,

Autore/i articolo: Michele Maria Santoro
Titolo articolo: D’Annunzio e la vita interiore. Invarianti psichiche dal Piacere all’Innocente

L’articolo esplora alcune caratteristiche dei primi romanzi di D’Annunzio (Il piacere, Giovanni Episcopo, L’Innocente), inquadrate nell’ambito del naturalismo, del simbolismo e della grande narrativa russa. A partire da ciò, si evidenzia come questi romanzi siano profondamente influenzate influenzati dalle concezioni scientifiche del tardo Ottocento, in particolare le teorie darwiniane, gli apporti della fisiologia e della medicina, e le scoperte della psichiatria e psicopatologia francese. Sono soprattutto queste ultime ad essere indagate con attenzione: nelle opere prese in esame vengono infatti analizzati gli aspetti di nevrosi, di alterazione o scissione della personalità ed altri fenomeni di natura psicopatologica da cui sono affetti i personaggi principali. Questo insieme di elementi costituisce un humus assai fecondo, dal quale D’Annunzio coglie non pochi spunti che trasforma in avvincenti situazioni narrative.

Lingua: Italiano
Pag. 99 – 130
Etichette: Psicopatologia, Romanzo, Simbolismo, XIX secolo, Michele Maria Santoro, D’Annunzio e la vita interiore. Invarianti psichiche dal Piacere all’Innocente,

Autore/i articolo: Milena Montanile – Rosa Troiano
Titolo articolo: In viaggio con Dante. Due riproposte in occasione del Centenario

A corollario delle iniziative dantesche, proliferate un po’ ovunque in occasione del centenario, si presentano due riflessioni su due aspetti diversi delle tante celebrazioni che hanno caratterizzato, anche fuori dagli ambienti accademici, l’anno appena trascorso. La prima riflessione riguarda lo spettacolo di Vinicio Capossela Bestiale Comedìa. Un viaggio dantesco nelle ombre dell’avvento, tenuto l’8 dicembre scorso al Teatro “Carlo Gesualdo” di Avellino. Si è trattato di una lettura singolare del poema, in musica e parole, che ha confermato il talento di questo straordinario artista, ormai ben noto e apprezzato anche a livello internazionale. Certo un omaggio dell’autore a Dante, ma anche un’occasione per tornare su un autore a lui particolarmente caro. E proprio l’universo metafisico dantesco percorre come un filo rosso gran parte della sua produzione musicale, nella costante ricerca dell’elemento rituale, delle radici mitiche, del primordiale della nostra cultura. La seconda riflessione riguarda un’altra iniziativa, degna di rilievo, promossa dalla Società “Dante Alighieri”, che recentemente ha sostenuto la realizzazione di un originale documentario sulla Divina Commedia: In viaggio con Dante. L’opera, a firma di Lamberto Lambertini e di Paolo Peluffo, è articolata in cento brevi filmati della durata di 12 minuti, suddivisi per cantica, ognuna dal titolo particolarmente suggestivo: Maratona infernale; Montagna infinita; Senza principio e senza fine. Singolare è la tecnica adottata, che si avvale di una voce fuori campo, quella di Lambertini, che tra l’altro è stato ispirato in questo suo lavoro cinematografico dai ricordi delle letture itineranti di Borges della Commedia. Il regista e scrittore napoletano recita con cadenza narrata i versi delle terzine dantesche mentre scorrono sullo sfondo immagini del paesaggio italiano come luoghi della creatività artistica, ma anche come volti di un’Italia che sta scomparendo. Il documentario si presenta come un altro singolare ‘viaggio’ nel testo dantesco, ricco di intense emozioni, con il quale gli ideatori dell’opera filmica hanno inteso trasmettere il senso nascosto e sempre attuale della poesia della Commedia.

Lingua: Italiano
Pag. 131 – 138
Etichette: Dantismo, Documentario, Teatro, XXI secolo, Milena Montanile, Rosa Troiano, In viaggio con Dante. Due riproposte in occasione del Centenario,

Autore/i articolo: Piervittorio Formichetti
Titolo articolo: Dante e l’Islam, l’Induismo e il Buddha. Legami ipotetici e tracce nella Commedia

La celebre e dibattuta frase del dio Plutone «Papè Satan, papè Satan aleppe» con cui Dante Alighieri apre il canto VII dell’Inferno è stata variamente interpretata durante gli ultimi due secoli. Sovente la frase è stata ricollegata alla conoscenza da parte di Dante di qualche espressione araba: il poeta avrebbe adattato la frase araba «La porta di satana, la porta di satana, fèrmati!», oppure «Disonore, satana, disonore, satana, nella tua casa!». Negli anni ’20 del ’900, il filologo Manfredi Porena pensò che la parola aleppe significasse aleph, la lettera numero uno dell’alfabeto ebraico, che vale anche come riferimento al Primo Principio, Dio; interpretando pape come genitivo latino («del papa») e satan nel suo significato ebraico di «nemico, avversario», riferiva le parole di Plutone a Dante stesso, presentato come «Nemico del papa, primo nemico del papa!». Invece Gabriele Rossetti, padre del celebre pittore preraffaellita Dante Gabriel Rossetti, negli anni ’30 dell’800 parafrasò la frase come «Pap’ è satana, Pap’ è satana, Signore», dove il nemico (satana) del Signore sarebbe il papa stesso. Ma quale papa: Bonifacio VIII, o piuttosto Clemente V, che – cedendo alla volontà del re di Francia Filippo IV – soppresse l’Ordine dei Cavalieri Templari proprio pochissimi anni dopo un possibile viaggio di Dante a Parigi? Queste possibilità, insieme ad altri brani della Commedia e al noto ricorrere del numero nove nella Vita Nuova, potrebbero indicare che Dante si sentiva ideologicamente vicino ai leggendari monaci-cavalieri e non è impossibile che lo fosse realmente.

Lingua: Italiano
Pag. 139 – 160
Etichette: Dantismo, Ebraismo, Mito, XIV secolo, Piervittorio Formichetti, Dante e l’Islam, l’Induismo e il Buddha. Legami ipotetici e tracce nella Commedia,

Autore/i libro/articolo recensito: Carlo Di Lieto
Titolo libro/articolo recensito: L’inconscio. La letteratura e l’ “ospite inquietante”.
Edizioni: Marsilio, – 2020
Lingua: Italiano
Pag. 183 – 190
Recensore/i: Fulvio Tuccillo
Etichette: Critica letteraria, Inconscio, Psicoanalisi, XX secolo, Fulvio Tuccillo, La letteratura e l’inconscio nell’opera di Carlo Di Lieto,

Autore/i articolo: Patrizia Bessi
Titolo articolo: Per Giuseppe Panella, ricordi e sentita emozione

L’articolo è il resoconto dell’incontro tenutasi a Prato, Il 14 gennaio 2022, presso l’Istituto Culturale e di Documentazione Lazzerini, in commemorazione di Giuseppe Panella, esimio docente universitario (docente di Estetica presso la Scuola Normale di Pisa) , filosofo e poeta.
Hanno ricordato il suo elevato spessore intellettuale e la sua profonda sensibilità il presidente della Società Filosofica Italiana di Prato, Giovanni Spena, e la poetessa e scrittrice Natalizia Pinto.
Dalla loro conversazione sono emersi soprattutto gli aspetti della dimensione poetica e umana di Panella, prendendo l’avvio dai ricordi personali e da quanto già testimoniato dalla Pinto nel libro Intrecci, dedicato a Panella post mortem, quale segno di stima e gratitudine.
Durante l’incontro sono state lette anche alcune poesie del Nostro; fra le liriche, Memoria per Firenze si è rivelata essere, seduta stante, un vero e proprio inedito.
L’articolo dà conto di come la commemorazione è stata sentitamente partecipata, impregnata di emozioni e densa di significati, fonte di interessanti spunti di riflessione su Panella e sulla sua poetica.

Lingua: Italiano
Pag. 191 – 195
Etichette: Biografia, Filosofia, Poesia, XX secolo, Patrizia Bessi, Per Giuseppe Panella, ricordi e sentita emozione.,

Autore/i libro/articolo recensito: Carlo Di Lieto
Titolo libro/articolo recensito: Le risonanze dell’Illimite nella Quinta Dimensione di Corrado Calabrò
Edizioni: Rubbettino, – 2021
Lingua: Italiano
Pag. 207 – 213
Recensore/i: Nicola Prebenna
Etichette: Critica letteraria, Inconscio, Poesia, XX secolo, Nicola Prebenna, Le risonanze dell’Illimite di Corrado Calabrò nell’analisi di C. Di Lieto,