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Riscontri | 2021 | N. 3
Anno 2021 – Annata: XLIII – N. 3 Mese: SETTEMBRE-DICEMBRE
A cura di Ettore Barra
Titolo articolo: L’altra Virginia di Andreini. Ibridismo sentimentale e trasgressività nella commedia “Amor nello specchio” (1622)
La Compagnia dei Fedeli guidata dal figlio di Isabella Canali, Giovan Battista Andreini,
in arte Lelio, oggi annoverato come maggiore drammaturgo italiano del Seicento, giunge nel 1620
alla corte di Maria de’ Medici per performare una serie di spettacoli al cospetto di re Luigi. Dopo un
difficile periodo per il capocomico dal punto di vista economico e personale, nel 1622 concepisce e
dà alle stampe la sua più celebre commedia, “Amor nello Specchio” in cui propone la
fenomenologia amorosa in ogni sua sfaccettatura mediante le vicissitudini di due protagoniste
femminili, rispettivamente sua moglie Virginia Ramponi, in maschera Florinda, e la sua amante
Virginia Rotari, Lidia. Il plot si dipana lungo un percorso a tappe che inizia con una fase
preliminare di contemplativa imagerie e fallace egotismo sessuale di Florinda, la quale rinnega gli
uomini e trascorre le giornate di fronte allo specchio per crogiolarsi da buona Narcisa
nell’autocompiacimento; successivamente cade preda di Amore nei confronti della giovane Lidia,
dando sfogo ad una saffica relazione destinata, inesorabilmente alla separazione in quanto non
confacente alla pubblica morale ma dai risvolti conclusivi tutt’altro che prevedibili: con una serie di
trasgressioni Andreini finge di ricostituire, per ottemperare senza soverchio impegno a stilemi
consolidati, la convenzione sociale di un amore eterosessuale tra Florinda ed un giovane soldato di
nome Eugenio, dai connotati estremamente ambigui e natura androgina. Risolutore ex machina
dell’intreccio, egli è interpretato dalla medesima attrice di Lidia, Virginia Rotari: la commedia
amorosissima dedicata al condottiero francese Bassompierre si configura, così, come il più alto
prototipo di metateatralità ed autoreferenzialità mai ideato da Andreini che intende affermare la
propria posizione liminale nel panorama letterario e teatrale seicentesco, a metà strada tra
professionista e cortigiano.
Pag. 47-58
Etichette: Barocco, Letteratura, Teatro, XVII secolo, Alessia Vacca, L’altra Virginia di Andreini. Ibridismo sentimentale e trasgressività nella commedia amor nello specchio (1622), Italia
Titolo articolo: «La coglionissima capa». La lemniscata, cioè l’io gaddiano nel pasticciaccio noètico
Gadda, parlando dell’Io e delle sue disarmonie, ai tempi de «i primi boati, i primi sussulti» mostra come il
doppio movimento della narrazione, torni a ricucire il filo del racconto sulle mostrine di chi narra, dove il
racconto si fa sistema-mondo e il punto di vista dello scrittore, la visione, per dirla con Said, si trasferisce
tutta sulla pagina.
Pag. 59-106
Etichette: Critica letteraria, Modernismo, Narrativa, XX secolo, Francesco Amoruso, cioè l’io gaddiano nel pasticciaccio noètico, «La coglionissima capa». La lemniscata, Italia
Titolo articolo: Proust a Eleusi. Il mitologema della Kore nel temps retrouvé
il saggio intende proporre e discutere un’ipotesi ermeneutica sull’episodio finale de Le
Temps retrouvé, attingendo ai miti e ai rituali della grecità classica, in particolare i Misteri eleusini.
Lo scopo sarà quello di argomentare la presenza e l’articolazione del mitologema della Kore (nel
senso in cui tale concetto viene declinato da Kerényi) nell’opera proustiana, talché sarà possibile
intendere l’esito dell’epopea della Recherche come l’affermazione di un’inscalfibile perpetuità
cosmica e organica, che nelle intenzioni dello scrittore francese confluisce e si acuisce nel suo
Libro.
Pag. 107-126
Etichette: Critica letteraria, Mitologia, Narrativa, XX secolo, Enrico Palma, Proust a Eleusi. Il mitologema della Kore nel temps retrouvé, Italia
Titolo articolo: La buona battaglia. Pasolini tra Dante, Leopardi e la Bibbia.
Alla vigilia dell’Anno pasoliniano 2022, un percorso attraverso tre tematiche affrontate
dal geniale, controverso poeta, scrittore e regista: Dante, Leopardi e la Bibbia, in particolare i
Vangeli e le Lettere di san Paolo. Ci si sofferma soprattutto su tre “testamenti spirituali” di Pier
Paolo Pasolini: la sua ultima raccolta poetica, Trasumanar e organizzar; il primo libro postumo
pubblicato nel 1975, La Divina Mimesis; e la sceneggiatura per il San Paolo, film mai realizzato,
ma progettato e rielaborato fino all’ultimo. Vedere in che modo Pasolini cita e riutilizza i versi della
Divina Commedia o dell’Infinito, o il Discorso della montagna e la Prima lettera ai Corinzi, è solo
il primo passo. Come sempre, infatti, l’autore si appropria in profondità dei materiali che scava,
facendone la voce di sé, delle proprie angosce e della propria lotta. E ancora più su, del proprio
destino.
Pag. 127-140
Etichette: Cinema, Critica letteraria, Poesia, XX secolo, Dario Rivarossa, La buona battaglia. Pasolini tra Dante, Leopardi e la Bibbia., Italia
Titolo articolo: Sulla primissima ricezione italiana di Martin Buber. Attorno a tre testi dimenticati degli anni venti (Buonaiuti, Lattes, Luzzato)
Questo lavoro mira a riportare l’attenzione sui primissimi tre contributi italiani alla ricezione
di Martin Buber, due recensioni giornalistiche ed una conferenza. La recensione di Ernesto
Buonaiuti (1925) si concentra sui primi saggi maggiori di Buber sul giudaismo, la conferenza di
Dante Lattes (marzo 1926) ancora sui primi saggi sul giudaismo come per Buonaiuti, e la
recensione di Guido Lodovico Luzzato (settembre 1926) sulla Verdeutscheung di Buber &
Rosenzweig. Nel primo caso è da sottolineare la perspicuità del sacerdote modernista e storico del
cristianesimo e delle religioni Bonaiuti, attento e lungimirante osservatore della scena culturale
europea. Nel secondo caso si tratta di una visione intragiudaica del pensiero buberiano proposta
da un rappresentante autorevole del rabbinato e della cultura ebraica coevi, tra i primissimi
traduttori del pensatore viennese. Nel terzo caso è la qualità letteraria e teologica della traduzione
biblica, pensata per una Mitteleuropa di fatto scomparsa al suo compimento, ad essere valorizzata
grazie alla raffinata formazione artistico-culturale del critico. Si tratta di tre testi variamente citati
nelle bibliografie buberiane più complete eppure mai presi in considerazione singolarmente sinora,
all’interno di una storia della ricezione buberiana che tra gli anni Venti e i Cinquanta vede un
vuoto in gran parte dovuto alle vicissitudini storiche delle dittature europee. Per questo motivo e
per la loro non facile reperibilità l’esposizione punta, senza rinunciare ad una sintesi critica, a
restituirne numerose espressioni originali piuttosto che ad un’analisi sistematica. Si è dinanzi
peraltro ad interessanti documenti dal primo periodo fascista, di cui è sinteticamente ricostruita la
condizione degli Ebrei italiani, così come degli autori, veri protagonisti della vita culturale
nazionale in quegli anni, è offerto un breve profilo biografico
Pag. 141-160
Etichette: Critica letteraria, Ebraismo, Filosofia, XX secolo, Pier Paolo Pavarotti, Lattes, Luzzato), Sulla primissima ricezione italiana di Martin Buber. Attorno a tre testi dimenticati degli anni venti (Buonaiuti,
Titolo libro/articolo recensito: L’ascensore e Altri Racconti
Lingua: Italiano
Pag. 171
Recensore/i: Carlo Crescitelli
Etichette: Narrativa, Racconto, Sociologia, XXI secolo, Cosimo La Gioia, Cosimo La Gioia e il lato oscuro della disciplina. Tensioni, ossessioni e criticità del vivere contemporaneo, Italia
Titolo libro/articolo recensito: Finché suona la campana
Edizioni: Silele, – 2016
Lingua: Italiano
Pag. 174-175
Recensore/i: Carlo Crescitelli
Etichette: Narrativa, Satira, Televisione, XXI secolo, Carlo Crescitelli, La tv, questa sconosciuta. Glorie e miseri di settant’anni di televisione e di Italia in Finché suona la campana di Roberto Robert, Italia
Titolo libro/articolo recensito: Lo squisito dolore
Edizioni: Midgard, – 2021
Lingua: Italiano
Pag. 176-177
Recensore/i: Carlo Crescitelli
Etichette: Estetica, Filosofia, Psicologia, XXI secolo, Carlo Crescitelli, Da estetica a etica del dolore. Esplorando la dimensione della sofferenza con Eleonora Nucciarelli, Italia
Titolo libro/articolo recensito: Cortile cacao
Edizioni: Operaincerta, – 2019
Lingua: Italiano
Pag. 178
Recensore/i: Carlo Crescitelli
Etichette: Amore, Narrativa, Romanzo, XXI secolo, Carlo Crescitelli, Geografie emotive, emozioni localizzate. Viaggio dentro e fuori il Cortile Cacao di Cristina Schillaci, Italia