Riscontri | 2021 | N. 2

Anno 2021 – Annata: XLIII – N. 2 Mese: Maggio-Agosto
A cura di Ettore Barra

Autore/i articolo: Marcella Di Franco
Titolo articolo: Giacomo Leopardi tra Zoroastrismo ed ansia di Infinito

Dalla complessiva produzione poetica di Giacomo Leopardi indagata criticamente, affiora una visione inedita del poeta romantico per antonomasia dell’Ottocento letterario italiano. Dalla sensibilità profonda, acuta e straordinaria, non ebbe una visione puramente “materialistica” dell’esistenza, né fu un “nichilista”, nel senso di totale azzeramento della vita umana al nihil. Al contrario, come si evince dal sostratto dei pensieri dello Zibaldone, Leopardi dibatté la sua esistenza attraverso una religiosità complessa e tormentata che lo spinse verso gli estremi del dualismo dello Zoroastrismo, riuscendo solo da ultimo a placare la sua ansia di Assoluto nell’Infinito avvolgente dell’immaginario nel quale dolcemente perdersi e annullarsi.

Lingua: Italiano
Pag. 13-26
Etichette: Critica letteraria, Poesia, Religione, XIX secolo, Marcello di Franco, Giacomo Leopardi tra Zoroastrismo ed ansia di Infinito, Italia

Autore/i articolo: Mohamed Naguib
Titolo articolo: La figura del vecchio ringiovanito e il divario tra realtà e sogno ne La rigenerazione di Italo Svevo

L’intento di questo saggio, intitolato “La figura del vecchio ringiovanito e il divario tra realtà e sogno ne La rigenerazione di Italo Svevo”, è di evidenziare l’approccio con cui Svevo ha potuto smascherare i mali della società italiana degli anni Venti, esponendo ne La rigenerazione l’antitesi tra gioventù e vecchiaia e optando per l’evasione dalla realtà nel sogno. Questo articolo si fa secondo i metodi della critica moderna che prevede la critica psicoanalitica e sociologica di una delle opere teatrali più importanti di Svevo nel quadro della drammaturgia italiana moderna. Stando alle teorie freudiane, si arriva a constatare che è proprio nel sogno che lo spettatore può vedere il protagonista mentre fa un salto nei suoi pensieri-desideri censurati nella vita diurna. L’operazione di ringiovanimento viene vista, dunque, non come una vita totalmente nuova, ma come una finzione fondata sul sogno, un tentativo di legare la giovinezza alla vecchiaia. A Giovanni rimane una sola possibilità di vita: attraverso il sogno. Il vero problema di Giovanni è come rivivere il passato alla luce del sogno. Si può intravedere nel dramma di Giovanni la crisi dell’uomo contemporaneo disorientato di fronte alle leggi e la vecchiaia appare come simbolo dell’esclusione dell’uomo. Il vecchio finge di credere che la vita abbia ancora un senso, però egli è l’unico che conosce l’amara e irrimediabile verità, il nulla della vita moderna.

Lingua: Italiano
Pag. 27-48
Etichette: Critica letteraria, Psicoanalisi, Teatro, XX secolo, Mohamed Naguib, La figura del vecchio ringiovanito e il divario tra realtà e sogno ne La rigenerazione di Italo Svevo, Italia

Autore/i articolo: Paolo Saggese
Titolo articolo: Spigolature zanzottiane

Cinque note dedicate a raccolte di versi di Andrea Zanzotto, “IX Ecloghe” e “Sovrimpressioni”, e incentrate sulla risemantizzazione di luoghi virgiliani o oraziani, oppure alle morti di alcuni imperatori romani: Claudio, Nerone, Adriano. Notevole è la rilettura inedita dei classici, che acquistano così una nuova e inattesa “vita”. Le “Ecloghe” confermano la preferenza per il modello virgiliano, mentre “Sovrimpressioni” si gioca tutta sulla raffinata riscrittura dei modelli.

Lingua: Italiano
Pag. 49-60
Etichette: Classicismo, Critica letteraria, Poesia, XX secolo, Paolo Saggese, Spigolature zanzottiane, Italia

Autore/i articolo: Lorenzo Crescitelli
Titolo articolo: KING KONG

È passato più di un secolo dalla nascita del cinema, eppure continuiamo a sederci su una poltroncina in una sala scura in attesa di essere stupiti dalle meraviglie che saranno proiettate su di uno schermo.
Le storie che il cinema racconta sono cambiate, ma quello che è cambiato di più non è stato il “cosa” raccontare, quanto il “come” raccontarlo. Film che raccontano la stessa storia possono raccontarla in maniera diversa a seconda del periodo storico d’uscita e del pubblico al quale la pellicola fa riferimento. La verità è che gli uomini raccontano storie, cioè fanno storytelling, dall’alba dei tempi. Quasi ogni storia è stata già raccontata, ma ciò nonostante le storie sono ancora oggi una parte importante della nostra vita, ed è questo uno dei motivi per i quali continuiamo ad andare al cinama.
Per esaminare questa evoluzione dello storytelling cinematografico prendiamo in considerazione un film e i suoi remake e reboot, esaminando in cosa differiscono, e confrontando ciascuno di loro con altri film usciti durante gli stessi anni.
I film presi in esame sono quelli di King Kong (i 4 principali, non gli spin-off e i sequel): King Kong (1933), King Kong (1976), King Kong (2005), Kong: Skull Island (2017).
I film di King Kong sono entrati indissolubilmente nell’immaginario collettivo. Sono però anche un perfetto esempio dell’evoluzione e del processo di svecchiamento dello storytelling cinematografico. Ogni film racchiude in sé una rappresentazione dell’epoca in cui è stato rilasciato. Si dice che il cinema è in crisi poiché non ci sono più idee e i remake sono aumentati esponenzialmente negli ultimi anni. Un remake ovviamente non potrebbe esistere senza il film originale, di cui è il rifacimento, ma non per questo va screditato, perché può raccontare la stessa storia in modo diverso, o aggiungendo ulteriori sfumature di significato.

Lingua: Italiano
Pag. 61-90
Etichette: Cinema, Critica cinematografica, Semiotica, XX secolo, Lorenzo Crescitelli, KING KONG, Italia

Autore/i articolo: Antonio Feoli
Titolo articolo: L’IPERSPAZIO DI DANTE

Il Paradiso di Dante può essere concepito come uno spazio a quattro dimensioni e descritto col linguaggio della fisica relativistica? La cosmologia moderna nasce nel 1917 con un articolo di Albert Einstein che applica le equazioni di campo della teoria della Relatività Generale all’evoluzione dell’intero Universo. La forma geometrica del cosmo concepita da Einstein è quella di un’ipersfera (una sfera a quattro dimensioni) statica. Ma il modello che oggi più si accorda con i dati sperimentali è quello di un universo piatto e in espansione, non sferico e statico. In ogni modo, dopo il 1917, molti studiosi (Speiser 1925, Peterson 1979, Osserman 1995, Egginton 1999, Patapievici 2006, ecc.) riconobbero nella struttura dell’universo di Dante la forma geometrica dell’ipersfera di Einstein, rendendo la cosmologia dantesca un interessante oggetto di studio anche per i cosmologi moderni. Nell’articolo vengono messi in evidenza i limiti dell’interpretazione del cosmo di Dante come un’ipersfera e vengono suggerite possibili alternative.

Lingua: Italiano
Pag. 91-100
Etichette: Critica letteraria, Fisica, Scienza, XIV secolo, Antonio Feoli, L’IPERSPAZIO DI DANTE, Italia

Autore/i articolo: Giovanni M. Buglione
Titolo articolo: Il poeta filosofo Domenico Giella ed il suo contributo al dibattito post unitario sulla pena capitale

Domenico Giella (1821-1899), irpino di Aiello del Sabato, si formò nel vivace ambiente napoletano all’epoca
dell’«intervallo di tolleranza» (De Sanctis), quando il fenomeno dell’inurbarsi nella capitale di tanti
intellettuali, vissuti fino a quel momento nell’ombra delle rispettive province d’origine, occasionò
l’eccezionale fioritura della pubblicistica e lo sviluppo esponenziale dell’istruzione privata. S’avvicinò
criticamente al «coscienzialismo» del Galluppi, innervandolo con elementi precipui dell’«ontologismo»
giobertiano; nel contempo, coniugava la pervicace passione per la poesia ai furori politici, che lo
costituirono protagonista sulle barricate napoletane del Quarantotto e nei giorni dell’unità nazionale. La
nuova Italia, però, fu con lui davvero ingenerosa, anteponendogli, nella distribuzione di incarichi e
prebende, una pattuglia di scaltri opportunisti. Quella cocente delusione riversò, allora, polemicamente nei
suoi scritti, indirizzando strali venefici massimamente ai danni degli esponenti della Destra storica, colpevoli
di aver tradito gli ideali del Risorgimento e perso di vista il bene comune. Quando s’accese il dibattito sulla
pena capitale, in vista del redigendo Codice penale unico, Giella, già collaboratore di giornali e periodici
locali, intervenne dalle più note pagine del “Progresso”, recando alla discussione in corso un personalissimo
contributo. L’intervento, peraltro, costituì per l’autore occasione per un profondo ripensamento della
stessa nozione di pena, di cui respingeva l’interpretazione corporale o esteriore, privilegiandone, di contro,
la dimensione interiore e coscienziale, strumento potente di pentimento e correzione. Insomma,
prospettava l’ideale di una penalità capace di correggere senza distruggere, una teoria della pena come
mezzo e mai come fine, collocandosi conseguentemente tra le file degli abrogazionisti più convinti della
pena di morte, giudicata dal poeta filosofo irpino alla stregua di un barbaro assassinio, che avrebbe,
peraltro, impedito la riparazione del delitto, preclusa al reo la possibilità del ravvedimento e spinto lo Stato,
garante del patto sociale, oltre i limiti prefissi.

Lingua: Italiano
Pag. 101-120
Etichette: Diritto, Filosofia, Risorgimento, XIX secolo, Giovanni M. Buglione, Il poeta filosofo Domenico Giella ed il suo contributo al dibattito post unitario sulla pena capitale, Italia

Autore/i articolo: Dario Rivarossa
Titolo articolo: Richiamo irresistibile. Lovecraft tra fonti colte e capolavori del fumetto

Esce anche in Italia la versione giapponese a fumetti – opera di Gou Tanabe – del Richiamo di Cthulhu di Howard P. Lovecraft, racconto che fu pubblicato in sordina nel 1928. Un racconto di fantascienza horror basato su miti inventati, che a sua volta con il passare del tempo è diventato un mito, trasposto in innumerevoli traduzioni, illustrazioni, saggi e graphic novel. Qual è il suo segreto? Si passano anzitutto in rassegna i principali maestri del fumetto che hanno dedicato storie disegnate o intere serie al genio di Providence, con particolare “richiamo” ad Alan Moore. Dopodiché parte la caccia alle fonti, da quelle imprescindibili a quelle almeno probabili, che stanno alla base del mito di Cthulhu. E ci si apre un intero mondo, dalla Bibbia a Freud, da Dante a Shakespeare, dal folklore a Einstein.

Lingua: Italiano
Pag. 121-128
Etichette: Fantascienza, Fumetto, Letteratura americana, XX secolo, Dario Rivarossa, Richiamo irresistibile. Lovecraft tra fonti colte e capolavori del fumetto, Italia

Autore/i articolo: Dario Rivarossa
Titolo articolo: Il re non è nudo, è ben nascosto. Misteri nella “Monarchia” di Dante

Uno dei libri più coraggiosi nella storia del cristianesimo in Italia. Senza “se” e senza
“ma”, questa vale ancora oggi come definizione della Monarchia di Dante Alighieri. Tantʼè vero
che (sebbene pubblicata postuma, a quanto pare) fin dallʼinizio fu ferocemente attaccata dalle
autorità ecclesiastiche e, appena venne istituito lʼIndice dei libri proibiti, fu uno dei primi testi a
finirci dentro. Il coraggio da leoni di Dante emerge in tutta la sua forza fin da una prima lettura
dellʼopera, agile, fresca, potente. A questa impressione contribuisce senzʼaltro lʼautore stesso,
presentandosi senza falsa modestia, negli incipit dei libri secondo e terzo, come un moderno profeta
degno di figurare accanto a quelli della Sacre Scritture. Ciò detto, cominciano i problemi. Gli
esperti che hanno esaminato la Monarchia alla luce del pensiero filosofico medievale, o più nello
specifico il pensiero politico, sono infatti giunti alle conclusioni più opposte. Le “dimostrazioni”
date da Dante sono piene di ambiguità e falle, evidenti anche ai lettori dellʼepoca. Come mai? Ci sta
nascondendo qualcosa? In questo articolo si avanza unʼinterpretazione alternativa del trattato
politico, il che lo renderebbe davvero innovativo e profetico come prometteva lʼAlighieri. Una
chiave di lettura del mondo che sarebbe ufficialmente emersa solo sette secoli più tardi.

Lingua: Italiano
Pag. 135-144
Etichette: Critica letteraria, Filosofia, Medioevo, XIV secolo, Dario Rivarossa, Il re non è nudo, è ben nascosto. Misteri nella “Monarchia” di Dante, Italia

Autore/i articolo: Dario Rivarossa
Titolo articolo: Napoli o morte. L’ultimo Leopardi e i Paralipomeni

Giacomo Leopardi trascorse a Napoli il periodo estremo della propria vita. Una
contingenza, ma che influì in profondità sui temi della sua poesia, provocando novità anche a livello
stilistico. Il gusto del macabro, per fare un esempio (che era molto diffuso nel Romanticismo, ma
non certo, finora, nel cantore dell’Infinito). La città di Pulcinella viene descritta nei suoi paesaggi e
nelle sue dinamiche sociali negli ultimi Canti, tra ritratti di donne defunte e La ginestra. Lo
spettacolo affascinante e inquietante del Vesuvio, il Golfo, l’archeologia, i politici corrotti, i
rivoluzionari da salotto, la povera gente. Ma soprattutto, lì a Napoli, fino all’ultimo respiro,
Leopardi arriva alla resa dei conti definitiva con se stesso: i Paralipomeni della Batracomiomachia.
E per capovolgere le ideologie correnti, arriva a immaginare – probabilmente per la prima volta
nella poesia italiana – un viaggio nel tempo fino all’Era dei dinosauri. Altro che favoletta sui topi e
sui granchi!

Lingua: Italiano
Pag. 145-154
Etichette: Critica letteraria, Poesia, Romanticismo, XIX secolo, Dario Rivarossa, Napoli o morte. L’ultimo Leopardi e i Paralipomeni, Italia

Autore/i libro/articolo recensito: Elisabetta Sancino
Titolo libro/articolo recensito: Il pomeriggio della tigre
Edizioni: Terra d’ulivi edizioni, – 2018
Lingua: Italiano
Pag. 177
Recensore/i: Emilia Dente
Etichette: Critica letteraria, Poesia, XXI secolo, Emilia Dente, Elisabetta Sancino e la silloge poetica il pomeriggio della tigre, Italia

Autore/i libro/articolo recensito: Girolamo Cardano
Titolo libro/articolo recensito: Sulla consolazione
Edizioni: Olschki, – 2011
Lingua: Italiano
Pag. 178
Recensore/i: Dario Rivarossa
Etichette: Autobiografia, Filosofia, Rinascimento, XVI secolo, Dario Rivarossa, La suprema arte di arrangiarsi. Girolamo Cardano, “Sulla consolazione”, Italia

Autore/i libro/articolo recensito: Francesco D’Episcopo
Titolo libro/articolo recensito: Asterischi inediti di vita e di cultura. Conversazioni civili
Edizioni: Terebinto Edizioni, – 2021
Lingua: Italiano
Pag. 180
Recensore/i: Maria Gargotta
Etichette: Aforisma, Cultura, Rivista, XXI secolo, Maria Gargotta, Le conversazioni civili di Francesco d’Episcopo, Italia

Autore/i libro/articolo recensito: Luigi Malerba
Titolo libro/articolo recensito: Avventure
Edizioni: Italo Svevo, – 2020
Lingua: Italiano
Pag. 182
Recensore/i: Marina Vitali
Etichette: Intertestualità, Ironia, Novella, XX secolo, Marina Vitali, Avventure, gli incontri impossibili di luigi malerba. Raccolta di novelle dalla scrittura comica e fantasiosa per riflettere e divertirsi, Italiano