Riscontri | 2020 | N. 3

Anno 2020 – Annata: XLII – N. 3 Mese: SETTEMBRE-DICEMBRE
A cura di Ettore Barra

Autore/i articolo: Marcella Di Franco
Titolo articolo: Corrado Alvaro e il “paese dell’anima”

Corrado Alvaro fu scrittore di notevole complessità per gli ampi orizzonti culturali da cui trasse linfa per la sua attività di romanziere, giornalista, critico teatrale e cinematografico nel periodo tra le due guerre. Intelligenza acuta, sensibile e inquieto nell’indagare sottilmente la variegata realtà del suo tempo, concepì la letteratura non come velleitaria evasione o diletto, quanto finalizzata al cambiamento della realtà con una valenza altamente etica e impegnata. Oggetto privilegiato della sua narrazione neorealista è il mondo dei pastori e dei contadini del Sud, mondo di antiche e nuove ingiustizie, popolato da personaggi che si innalzano ad una dimensione mitica e universale, attraverso il filtro della memoria che trasfigura le cose in una prospettiva mitica e lirica. Riuscì a coniugare il “piccolo mondo antico” calabrese, di cui custodì con passione il ricordo della sua identità storica e culturale, solo in apparenza statica, ma già attraversato dai primi sussulti del cambiamento, con la più vasta realtà culturale europea della quale seppe cogliere luci e ombre, smarrito nel labirinto tortuoso e alienante delle grandi città nella prima metà del secolo scorso.

Lingua: Italiano
Pag. 11-26
Etichette: Meridionalismo, Narrativa, Neorealismo, XX secolo, Marcella Di Franco, Corrado Alvaro e il “paese dell’anima”, Italia

Autore/i articolo: Alberto Simonetti
Titolo articolo: Trasgressione, memoria e speculum

L’articolo intende mostrare il rapporto tra la categoria della visione e quella della trasgressione nell’opera di Marcel Proust, con particolare riferimento alla Recherche. Lo specchio diventa per l’autore la capacità di scoprire l’altro e, inoltre, di concepire una nuova concezione dell’arte, trasversale, intermittente, continuamente nel suo sviluppo. Ciò che appare non è semplicemente registrato, ma elaborato in una costruzione semiotica che si traduce in una vera filosofia dell’arte a partire dal visivo. Proust indaga le tracce del mondo, le rileva per poterle superare, trasgredirle nel suo speculum personale. La rifrazione filosofica apre alla categoria di viseità (si ricordi la centralità della tematica dello sguardo in tutta l’opera proustiana), componente decisiva nella ricognizione che l’autore opera attraverso i segni; segni anzitutto temporali ma in grado di elevarsi a paradigmi sociali, artistici, affettivi. L’approccio ottico lega sensibilità a ragione in una datità immediata da cui l’autore muove per ri-costruire senso, esteriorità, interiorità, immaginazione; lo sguardo lega il vitalismo più diretto alla mediazione del ricordo (la rimembranza), tra oggettività e soggettività dove si vedrà schiudersi l’opera d’arte come divenire perenne del sé proustiano. L’oltrepassamento orizzontale tra le cose della realtà è la trasgressione emersa dalla rete segnica, dalla navigatio frammento per frammento che riempie l’intera narrazione dell’opera. La memoria involontaria è la scaturigine inconscia che mette in moto questo prodursi cui Proust ha dedicato l’intera Recherche fino all’identificazione finale tra arte e vita.

Lingua: Italiano
Pag. 43-58
Etichette: Memoria, Narrativa, Semiotica, XX secolo, Alberto Simonetti, Trasgressione, memoria e speculum, Italia

Titolo articolo: Durante il VII secolo, l’incontro/scontro tra la nascente comunità islamica e l’impero bizantino ebbe l’aspetto, oltre che di una contesa militare, anche di una «guerra dei segni». Tra le due civiltà – arabo-islamica e greco-cristiana – la rivalità territoriale, e soprattutto culturale, si manifestò infatti anche nella rappresentazione simbolica dei rispettivi fondamenti religiosi e politici. Rappresentazione, dunque, di una contrapposizione, che ebbe un ruolo anche nello sviluppo della controversia iconoclastica nel successivo VIII secolo ma realizzata su un supporto materiale e per mezzo di un linguaggio comuni: l’iconografia sulla moneta. Tale medium, grazie alla sua diffusione tra i sudditi del basileus quanto tra quelli dei califfi, veicolava facilmente i messaggi che i poli del potere di entrambe le comunità volevano fossero assimilati da tutti coloro che, nella propria comunità come in quella rivale, si servivano della moneta e ne conoscevano il doppio valore: economico e simbolico.

Durante il VII secolo, l’incontro/scontro tra la nascente comunità islamica e l’impero bizantino ebbe l’aspetto, oltre che di una contesa militare, anche di una «guerra dei segni». Tra le due civiltà – arabo-islamica e greco-cristiana – la rivalità territoriale, e soprattutto culturale, si manifestò infatti anche nella rappresentazione simbolica dei rispettivi fondamenti religiosi e politici. Rappresentazione, dunque, di una contrapposizione, che ebbe un ruolo anche nello sviluppo della controversia iconoclastica nel successivo VIII secolo ma realizzata su un supporto materiale e per mezzo di un linguaggio comuni: l’iconografia sulla moneta. Tale medium, grazie alla sua diffusione tra i sudditi del basileus quanto tra quelli dei califfi, veicolava facilmente i messaggi che i poli del potere di entrambe le comunità volevano fossero assimilati da tutti coloro che, nella propria comunità come in quella rivale, si servivano della moneta e ne conoscevano il doppio valore: economico e simbolico.

Lingua: Italiano
Pag. 59-84
Etichette: Iconografia, Islamismo, Semiotica, VII secolo, Italia

Autore/i articolo: Antonio Lambo
Titolo articolo: Fiorentino Sullo un democristiano atipico

Fiorentino Sullo, nato a Paternopoli (AV) il 29 marzo del 1921, fu un convinto riformista sin dall’inizio della sua attività politica. Influenzato dalle idee di Guido Dorso, confidava nella creazione degli enti regionali per superare i vari notabilati locali, sperando di poter costruire attraverso la loro gestione la futura classe dirigente. Durante il suo percorso politico ha sempre pensato che il Mezzogiorno potesse essere autosufficiente, come ricordato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante la sua visita ad Avellino nell’ottobre del 2019, impegnandosi duramente per modernizzarlo attraverso le infrastrutture. Verrà ricordato anche per la mancata riforma urbanistica, stritolata dai grandi gruppi immobiliari per mezzo della stampa asservita, e da chi definì quella riforma una sua iniziativa personale a pochi giorni dalle elezioni dell’aprile 1963, consultazioni politiche poi fallimentari per la Democrazia Cristiana. Successivamente gli venne affidato il Ministero dell’Istruzione in pieno ’68, una sfida che raccolse riformando il meccanismo degli esami di stato, una riforma che nelle sue intenzioni doveva essere provvisoria, ma che invece restò in vigore fino a pochi anni fa. Il suo errore fatale fu dimettersi da quell’incarico in polemica con il segretario democristiano Piccoli, per il mancato rinvio del congresso provinciale avellinese, che terminò con l’ascesa dei demitiani, avviandosi così verso il tramonto della sua lunga e fruttuosa carriera politica.

Lingua: Italiano
Pag. 85-96
Etichette: Meridionalismo, Politica, Urbanistica, XX secolo, Antonino Lambo, Fiorentino Sullo, un democristiano atipico, Italia

Autore/i articolo: Nunzio Ciullo
Titolo articolo: L’influsso di Giordano Bruno sull’esperienza giuridica italiana

Il Rinascimento culturale europeo della seconda metà del Quattrocento coincide, sul piano storico, con alcuni eventi di portata capitale – tra cui l’invenzione della stampa a caratteri mobili (1456).
Sul piano giuridico, l’antico apparato di diritto comune inizia a entrare in crisi. L’impianto – nonostante la sua effettiva utilità a dirimere casi concreti – viene accusato di aver provocato un’iper-produzione casistica e una generale confusione. Questa critica trova il suo culmine nei due dispacci del Ministro Bernardo Tanucci, ottenuti nel 1774 da Ferdinando IV, i quali prevedono l’obbligo per i giudici dei superiori tribunali partenopei di motivare le proprie sentenze. Sarà, quindi, la Rivoluzione francese – con l’enunciazione del primato della legge sulle altre fonti normative – a sancire il definitivo tramonto del diritto comune.
Il terreno preparatorio di una simile trasformazione dell’assetto normativo e istituzionale è costituito dalla rivoluzione scientifica seicentesca. L’introduzione del metodo sperimentale ad opera di Galileo Galilei, l’immagine di un mondo-orologio fornita da Keplero, il Discorso sul metodo di Cartesio sono i pilastri di quella rivoluzione copernicana del sapere che investe la società tra il Cinquecento e il Seicento. Il quarto pilastro di tale processo di razionalizzazione è la teoria di un universo infinito elaborata da Giordano Bruno. Il filosofo di Nola, in effetti, avrebbe anticipato con le sue idee le successive acquisizioni, se è vero che tutti i maggiori esponenti del pensiero scientifico e filosofico della prima metà del Seicento tradiscono una sottile quanto costante influenza della visione bruniana.
Il Nolano, in definitiva, è precursore di quella modernità che si compie grazie alla rivoluzione scientifica; le suggestioni indotte dalla rinnovata fiducia nella ragione umana si proiettano fino al Secolo dei Lumi, avviando un vasto dibattito sulle riforme dell’ordinamento. Il punto di arrivo sarà il crollo dell’Ancièn regime e dell’apparato di diritto comune; al loro posto troverà spazio il primato della legge e il principio della certezza del diritto.

Lingua: Italiano
Pag. 107-114
Etichette: Diritto, Filosofia, Illuminismo, XVI secolo, Nunzio Ciullo, L’influsso di Giordano Bruno sull’esperienza giuridica italiana, Italia

Autore/i articolo: Sangiuliano
Titolo articolo: ll sentimento dell’essere nell’Infinito

Lo scritto colloca Leopardi, sulla specifica base dell’Infinito, nel solco del pensiero esistenzialista europeo che il Poeta anticipa e supera rivelando la possibilità di un’estasi poetica salvifica rispetto all’angoscia postulata ai limiti del pensiero da Heidegger e i di lui prosecutori. L’argomento è sostenuto da un’analisi testuale incentrata sul significante, la cui rilevanza marca il componimento come esempio di alta poesia in quanto tale, consistente in linguaggio e superordinata rispetto ai significati del contenuto. L’ Infinito rappresenta un momento raro fra quelli che ispirano, intridendoli di dolore, i rimanenti versi di Leopardi, unico testo a tentare un sublime capace di dissipare la noia e alleviare il pensiero.
Nota biografica: Nato a Roma, vive ad Aprilia. Letterato e musicologo ha scritto numerosi libri di poesia, racconti, saggi e articoli pubblicati sulle più accreditate riviste italiane ed estere. Oggetto delle sue prove sono stati: filosofia, costume, filologia, musica popolare, critica letteraria. Ha insegnati italiano presso la “Società Dante Alighieri” di Rio de Janeiro e ha rappresentato varie volte la letteratura italiana in America Latina e in Europa. Presiede la giuria del Premio di Poesia FLORIDA ROMA dal 1975.

Lingua: Italiano
Pag. 113-118
Etichette: Esistenzialismo, Filosofia, Poesia, XIX secolo, Sangiuliano, ll sentimento dell’essere nell’Infinito, Italia

Autore/i libro/articolo recensito: Francesco D’Episcopo
Titolo libro/articolo recensito: Clandestino (frammenti di vita)
Edizioni: Homo Scrivens, – 2020
Lingua: Italiano
Pag. 129 – 131
Recensore/i: Maria Gargotta
Etichette: Autobiografia, Critica letteraria, Poesia, XXI secolo, Maria Gargotta, Un clandestino di nome Francesco, Italia

Autore/i libro/articolo recensito: Ilaria Caserini
Titolo libro/articolo recensito: Autopsia di un’emozione
Edizioni: PubMe, – 2019
Lingua: Italiano
Pag. 135
Recensore/i: Carlo Crescitelli
Etichette: Narrativa, Psichiatria, Psicologia, XXI secolo, Carlo Crescitelli, La felicità nonostante tutto, Italia

Autore/i libro/articolo recensito: Angela Barnaba
Titolo libro/articolo recensito: Sospesi tra infiniti
Edizioni: Aletti Editore, Roma – 2017
Lingua: Italiano
Recensore/i: Pasquale Gerardo Santella
Etichette: Critica letteraria, Linguistica, Poesia, XXI secolo, Pasquale Gerardo Santella, Silenzi e occasioni, Italia

Autore/i libro/articolo recensito: Isabella Pugliese
Titolo libro/articolo recensito: «Poeta e ribelle»: Gian Pietro Lucini teorico e critico della letteratura
Edizioni: Franco Cesati Editore , – 2020
Lingua: Italiano
Pag. 145
Recensore/i: Carlo Crescitelli
Etichette: Critica letteraria, Epistolografia, Futurismo, XX secolo, Carlo Crescitelli, La critica letteraria come sacro furore estetico, Italia