Le riviste sostenitrici
Per leggere | 2005 | N. 9
Anno 2005 – Annata: V – N. 9
A cura di Daniela Focetola
Titolo articolo: Lettura di Decameron Vi, 9. Ritratto del filosofo averroista
Bausi ci offre una lettura della IX novella della VI giornata del Decameron, che fin dall’inizio si apre con una netta contrapposizione: da un lato i giovani fiorentini di buona famiglia che organizzano spesso banchetti e feste, dall’altro c’è la solitaria e sdegnosa figura di Guido Cavalcanti, dedita allo studio e alla meditazione filosofica. Bausi sottolinea la volontà di Boccaccio di presentare Cavalcanti come filosofo appartenente alla corrente averroista, della quale “incarna, con i suoi comportamenti e il suo modo di vivere, le idee e le convinzioni”. Boccaccio sembra quasi mettere in secondo piano la figura di Cavalcanti come poeta a tutto vantaggio di quella di filosofo, dal momento che nell’ottica averroistica la filosofia è l’unica ed autentica forma di conoscenza, “mentre la poesia è di per sè un’arte inferiore e non necessaria”.
Lingua: ItalianoPag. 5 – 19
Etichette: Boccaccio Giovanni, Decameron, Trecento, Filosofia,
Titolo articolo: “Un altro muro” di Beppe Fenoglio. Destino, libertà, Senso
Nel saggio si prende in esame il VI racconto dal titolo “Un altro muro”, della raccolta “I ventitrè giorni della città di Alba” (1952) di Peppe Fenoglio. I protagonisti di questo racconto sono i corpi dei personaggi, con le loro funzioni primarie e le loro reazioni agli stimoli ambientali. Del personaggio principale – il prigioniero Max – il lettore conosce subito la fisionomia corporea: egli viene presentato “magro da far senso a sè stesso, per la fame patita … Non c’è troppa polpa tra la pelle e lo sterno”. Di fronte alla condizione di prigioniero, la volontà individuale sembra annichilita “non si riesce ad impedire che i ginocchi tremino, che si emettano singhiozzi, che le palpebre cadano”.
Lingua: ItalianoPag. 21 – 67
Etichette: Fenoglio Beppe, Un altro muro, Novecento, Narrativa, Racconto,
Titolo articolo: “Racconto d’uno sconosciuto” di Eugenio Montale
“Racconto d’uno sconosciuto” di Eugenio Montale, pubblicato per la prima volta sul “Corriere d’Informazione” il 20 gennaio 1946, è stato inserito con posizione iniziale nella raccolta “Farfalla di Dinard”. Il racconto ha “origine da un flash-back all’interno di una conversazione tra due ignoti che il narratore casualmente ascolta in un rifugio durante l’allarme per un bombardamento”. La narrazione è ambientata durante la seconda guerra mondiale e il protagonista è lo stesso narratore, che racconta un episodio della propria gioventù. Il testo rivela l’esistenza in un filo autobiografico che si dipana attraverso tutto libro; infatti ci sono molti punti di contatto tra l’invenzione letteraria e la vicenda biografica di Montale. La collocazione iniziale del racconto è sottolineata dal valore programmatico del titolo rispetto all’intero assetto narratologico della raccolta. Il narratore, infatti, è uno sconosciuto, come a voler garantire la distanza tra protagonista e autore empirico.
Lingua: ItalianoPag. 69 – 79
Etichette: Montale Eugenio, Racconto d’uno sconosciuto, Farfalla di Dinard, Novecento, Narrativa, Racconto,
Titolo articolo: “Laggiù dove morivano i dannati” di Alda Merini
Il saggio propone l’analisi della poesia di Alda Merini “Laggiù dove morivano i dannati”, che fa parte della raccolta “La Terra Santa” apparsa nel 1984; essa sancisce il ritorno alla poesia della scrittrice dopo circa vent’anni di silenzio, segnato dalla reclusione in un manicomio di Milano. I versi hanno carattere autobiografico, in cui si evoca l’esperienza del manicomio, presentato come luogo terrifico e tragico in cui i malati-vittime patiscono dolori e torture. Agli occhi della Merini il folle diventa capro espiatorio della società contemporanea, su di esso si concentra la violenza insita nella natura umana, che “deve designare sempre una vittima sacrificale” per trovare “un parziale appagamento”. La scrittrice nei suoi versi diventa martire nel nome di Dio; le punizioni subite, gli elettroshock, la stessa follia, il dolore e l’estrema sofferenza vengono identificate con le pene subite da Gesù Cristo.
Lingua: ItalianoPag. 81 – 90
Etichette: Merini Alda, Laggiù dove morivano i dannati, Novecento, Poesia, Psicologia,
Titolo articolo: Odi, slanci e sciolti di Timone Cimbro. Napoleone contro Giuseppe Giulio Ceroni, capitano e poeta
All’inizio dell’Ottocento cominciarono a circolare, prima manoscritti e poi a stampa, alcuni versi sciolti a firma di Timone Cimbro, violentemente antifrancesci e antinapoleonici, per lo più dedicati a Leopoldo Cicognara, il futuro grande storico della scultura, ma allora noto piuttosto come Consigliere di Stato. Autore di quei versi era il capitano Giuseppe Giulio Ceroni, un esule dal Veneto dopo Campoformio, versificatore noto e apprezzato nell’ambiente del Circolo Costituzionale milanese prima, dell’esercito poi. Melzi cercò di sopire lo scandalo (poeta sì il Ceroni, ma si trattava pur sempre d’un ufficiale in servizio), però Murat, utilizzando la propria polizia militare, avviò un’indagine che dimostrò come i versi del Ceroni fossero stati discussi e approvati da personaggi eminenti, oltre a Cicognara un generale ed ex ministro come Teuliè, un prefetto come Magenta. Ne nacque un putiferio politico fra Parigi e Milano: Murat denunciò a Napoleone il fatto come prova della debolezza, anzi dell’inclinazione del Melzi verso gli ambienti più estremi dell’indipendentismo, Napoleone ne trasse la prova che l’opposizione antifrancese era pericolosamente radicata nei vertici del nuovo stato e negli ambienti intellettuali e ordinò l’arresto e la destituzione di tutti i protagonisti, Melzi giunse a rassegnare le dimissioni. Intanto i versi circolavano: si trattava di due poesie: “Slancio” e “Sciolti”; tuttavia esse furono ignorate malgrado si trattasse di versi politici fra i nostri migliori: non a caso Ceroni, come poeta politico, era cresciuto insieme a Foscolo. Quei suoi versi avevano provocato la più grave crisi della Repubblica Italiana e segnato un momento decisivo di lotta politica: dopo il rapporto tra intellettuali e Napoleone, in Italia, non fu più lo stesso.
Lingua: ItalianoPag. 93 – 150
Etichette: Ceroni Giuseppe Giulio, Sciolti, Slancio, Ottocento, Poesia,
Titolo articolo: A che serve un’edizione critica?
Nel suo “Breviario di ecdotica” Contini presenta la filologia come la capacità di scoprire la differenzialità all’interno delle diverse opere letterarie; essa, dal punto di vista tecnico, è la scienza dell’edizione critica, cioè un’edizione che affronta il problema del testo. Tuttavia per Beltrami l’accezione di filologia che ne fa quasi un sinonimo di edizione critica o di ‘critica del testo’ è troppo restrittiva; al centro della filologia deve esserci innanzitutto l’interpretazione, con la funzione di rendere comprensibile, e quindi fruibile, oggi un testo che si presenta in parte o totalmente incomprensibile e non solo, occasionalmente, per la scarsa competenza dei lettori, ma soprattutto istituzionalmente per il passare del tempo e mutare della storia.
Lingua: ItalianoPag. 153 – 168
Etichette: Critica del testo, Edizione critica, Filologia,
Titolo articolo: L’ultima volontà del curatore: alcune riflessioni sull’edizione di testi del Novecento
Paola Italia affronta la problematica dell’ultima volontà del curatore all’interno delle edizioni di testi letterari del Novecento. Con la nascita della moderna editoria industriale e soprattutto con lo sviluppo della figura redattore/letterato (ora editor) ha prodotto una serie di radicali mutamenti in tutte le fasi del processo editoriale, dal rapporto con l’autore alle ultime correzioni apportate sulle bozze. In questo nuovo scenario, l’editore diventa protagonista della trasmissione del testo, tanto che si parla “di intentio editionis accostabile all’intentio auctoris e alla intentio lectoris”. Talvolta, l’ultima volontà dell’autore – anche in presenza dell’autore stesso – diventa l’ultima volontà del curatore, e, in caso di assenza dell’autore o di latitanza del curatore, l’ultima volontà del redattore.
Lingua: ItalianoPag. 169 – 198
Etichette: Editoria, Letteratura, Novecento,
A cura di: Claudio Leonardi
Edizioni: Fondazione Lorenzo Valla, Milano – 2005
Lingua: Italiano
Pag. 199 – 205
Recensore/i: Umberto Carpi
Etichette: San Francesco d’Assisi, Letteratura religiosa, Duecento,
Titolo libro/articolo recensito: Canzoniere. Rerum Vulgarium Fragmenta
A cura di: Rosanna Bettarini
Edizioni: Einaudi, Torino – 2005
Lingua: Italiano
Pag. 205 – 213
Recensore/i: Sabrina Stroppa
Etichette: Petrarca Francesco, Canzoniere, Trecento, Lirica,
A cura di: Giovanni Agosti – Dante Isella
Edizioni: Ugo Guanda, Parma – 2004
Lingua: Italiano
Pag. 213 – 216
Recensore/i: Umberto Carpi
Etichette: Lirica, Quattrocento,
Titolo libro/articolo recensito: Rime
A cura di: Andrea Comboni
Edizioni: Olschki, Firenze – 2004
Lingua: Italiano
Pag. 216 – 219
Recensore/i: Umberto Carpi
Etichette: Ceresara Paride, Quattrocento, Cinquecento, Astrologia, Poesia,
Titolo libro/articolo recensito: Discorso sopra alcuni punti della storia longobardica in Italia
A cura di: Isabella Becherucci
Edizioni: Centro Nazionale Studi Manzoniani, Milano – 2005
Lingua: Italiano
Pag. 218 – 219
Recensore/i: Umberto Carpi
Etichette: Manzoni Alessandro, Discorso sopra alcuni punti della storia longobardica in Italia, Ottocento, Edizione critica, Prosa, Storia,
Titolo libro/articolo recensito: Poesie
A cura di: Gianni A. Papini – Matteto M. Pedroni
Edizioni: Salerno editrice, Roma – 2004
Lingua: Italiano
Pag. 219 – 220
Recensore/i: Umberto Carpi
Etichette:
Titolo libro/articolo recensito: Tutte le opere
A cura di: Mario Lavagetto
Edizioni: Mondadori, Milano – 2004
Lingua: Italiano
Pag. 220 – 223
Recensore/i: Daniele Lo Cascio
Etichette: Svevo Italo, Opere, Novecento, Prosa,
Titolo libro/articolo recensito: Il Ciclope. Dramma satiresco di Euripide
A cura di: Paolo Zoboli
Edizioni: Vita e Pensiero, Milano – 2005
Lingua: Italiano
Pag. 223 – 225
Recensore/i: Ilda Rosati
Etichette: Sbarbaro Camillo, Il Ciclope, Novecento, Traduzione, Prosa, Verso,
Titolo libro/articolo recensito: Il dovere dei tempi. Prose politiche e civili
A cura di: Luisa Montevecchi
Edizioni: Donzelli, Roma – 2004
Lingua: Italiano
Pag. 224
Recensore/i: Umberto Carpi
Etichette: Levi Carlo, Novecento, Prosa, Politica,
Titolo libro/articolo recensito: Vita in villa
A cura di: Margherita Ghilardi
Edizioni: Avagliano, Cava dei Tirreni – 2004
Lingua: Italiano
Pag. 224 – 225
Recensore/i: Ilda Rosati
Etichette: Margheri Clotilde, Vita in villa, Novecento, Romanzo, Narrativa,
Titolo libro/articolo recensito: I due sergenti
A cura di: Gabriella Mazzei
Edizioni: ETS, Pisa – 1998
Lingua: Italiano
Pag. 225-226
Recensore/i: Umberto Carpi
Etichette: Frediani Pietro, Novecento,
A cura di: Cecilia Bozzi – Donatella Coppini
Edizioni: ETS, Pisa – 2000
Lingua: Italiano
Pag. 225-226
Recensore/i: Umberto Carpi
Etichette: Bozzi Cecilia, Coppi Donatella, Duemila,
Titolo libro/articolo recensito: Della Maddalena. Dramma lirico
A cura di: Gabriele Mazzei
Edizioni: ETS, Pisa – 2003
Lingua: Italiano
Pag. 225-226
Recensore/i: Umberto Carpi
Etichette: Andreuccetti Francesco, Duemila,
Titolo libro/articolo recensito: Dodici maggi (1941-2001)
A cura di: Fabrizio Franceschini
Edizioni: ETS, Pisa – 2003
Lingua: Italiano
Pag. 225-226
Recensore/i: Umberto Carpi
Etichette: Landi Nello, Duemila,
Titolo libro/articolo recensito: La Griselda
A cura di: Luigi Spagnolo
Edizioni: ETS, Pisa – 2004
Lingua: Italiano
Pag. 225-226
Recensore/i: Umberto Carpi
Etichette: Meconi Riccardo, Duemila,
A cura di: Luigi Spagnolo
Edizioni: ETS, Pisa – 204
Lingua: Italiano
Pag. 225 – 226
Recensore/i: Umberto Carpi
Etichette: Dramma, Teatro,
Titolo articolo: Alcune riflessioni sui programmi ministeriali per l’insegnamento di italiano
Il saggio si incentra sull’ annosa discussione dell’insegnamento dell’italiano nelle scuole alla luce delle nuove disposizioni ministeriali. Vengono, infatti, analizzati alcuni punti salienti degli Obiettivi di Apprendimento (OSA) relativi alla didattica nell’area linguistico-letteraria.
Lingua: ItalianoPag. 227 – 236
Etichette: Didattica, Scuola, Letteratura,