Medioevo letterario d’Italia | 2024 | N. 21

Anno 2024 – N. 21
A cura di Paolo Perilli

Autore/i articolo: Fabio Sangiovanni
Titolo articolo: Minime proposte per il commento a Inghilfredi, Del meo voler dir l’ombra

Si rimeditano alcuni luoghi testuali della canzone di Inghilfredi, Del meo voler dir l’ombra (in particolare i vv. 1-2, 5, 13-15, 61-66) correntemente non risolti o solo parzialmente risolti sul piano esegetico, con qualche proposta.

Lingua: Italiano
Pag. 9-24
Etichette: Commento, XIII secolo, Inghilfredi,

Autore/i articolo: Furio Brugnolo
Titolo articolo: Un cold case cavalcantiano-dantesco (e una possibile soluzione)

L’articolo si sofferma su alcuni particolari aspetti del rapporto Cavalcanti-Dante (il Dante degli esordi), a partire dalla ballata Fresca rosa novella, riguardo alla quale sono ben note le divergenze attributive, che concernono direttamente o indirettamente proprio (e soltanto) i nostri due corifei: questione che forse è il caso di riaprire (oggi la ballata è assegnata a Cavalcanti), anche per gli spunti metodologici e interpretativi che offre (chiamando in causa Monaci, Contini, De Robertis, Eisermann, Giunta e così via), con qualche nuova idea e un tentativo di risposta non rituale al fondamentale interrogativo “come e perché Dante ?”.

Lingua: Italiano
Pag. 25-49
Etichette: Dante Alighieri, Guido Cavalcanti, Fresca rosa novella,

Autore/i articolo: Carlo Rettore
Titolo articolo: Noterelle sul francese nel canto di corte italiano fra trobadorismo e Ars nova

L’articolo schematizza le tappe principali della storia della lirica in lingua francese nell’Italia medievale, con particolare attenzione al canto cortese tra la fine del XII e l’inizio del XV secolo.

Lingua: Italiano
Pag. 51-82
Etichette: Plurilinguismo, Ars nova,

Autore/i articolo: Luca Cantoni
Titolo articolo: Questioni preliminari all’edizione del manoscritto Parigino it. 1097

Il manoscritto Paris, BnF, it. 1097, copiato intorno alla metà del Quattrocento, tramanda una parte del corpus del rimatore abruzzese Aurelio Simmaco de Iacobitti. Probabilmente appartenuto a Giovanni Antonio Orsini del Balzo, principe di Taranto, prima di entrare nella biblioteca aragonese di Napoli, il codice è degno d’attenzione perché unico testimone di due rifacimenti di classici in volgare, tra i quali spicca una Batracomiomachia in ottava rima (1456) – la più antica che si conosca. Benché esistano le edizioni dei volgarizzamenti, entrambe dovute a Marcello Marinucci (2001 e 2004), molti aspetti del manoscritto attendono ancora d’essere chiariti prima che di quello si possa allestire un’edizione integrale. Oltre a fornire una descrizione rivista del manufatto, nonché un riepilogo del dossier riguardante l’autore e la sua opera, il presente contributo intende mettere a fuoco i principali problemi irrisolti legati al Parigino, aggiungendo alcune considerazioni sulle sue prime vicende collezionistiche (soprattutto per corroborare l’ipotesi, già di Benedetto Croce, dell’appartenenza all’Orsini) e sulle note marginali, di natura varia, che affiancano alcuni dei testi di questa notevole silloge.

Lingua: Italiano
Pag. 83-130
Etichette: Umanesimo, Aurelio Simmaco de Iacobitti, Giovanni Antonio Orsini del Balzo,

Autore/i articolo: Zeno Verlato
Titolo articolo: «Aligherius noster est!»: il Vate, la Patria, la Chiesa (1865-1921)

In Italia, la lotta per l’unità e l’indipendenza si svolsero in frontale contrasto con la Chiesa nazionale. Un contrasto che avvenne anche sul piano dei simboli. Da questo punto di vista, ebbe particolare rilevanza la contesa riguardante Dante Alighieri, che il movimento liberale aveva assunto a campione di nazionalismo e anticlericalismo, e che la Chiesa cercava di riportare al campo dell’osservanza e dell’ortodossia cattolica. Sul filo dei centenari danteschi del 1865 e del 1921, l’articolo esamina la contesa secondo le due diverse posizioni, secondo le testimonianze degli intellettuali e della pubblicistica dell’epoca.

Lingua: Italiano
Pag. 131-203
Etichette: Risorgimento, Dante Alighieri,