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Luziana | 2026 | N. 10
Anno 2026 – N. 10
A cura di Michele Bordoni
Titolo articolo: « Pour le baptême de nos fragments » : Luzi tradotto in francese
Il saggio mira alla ricostruzione del fertile e duraturo rapporto tra Mario Luzi e la Francia, focalizzando la rete di traduzioni, testi critici, omaggi e cartelle d’arte che hanno consacrato la fortuna francese del poeta dal secondo dopoguerra ai primi anni Duemila. Dopo una panoramica storico-editoriale sulle principali traduzioni luziane in Francia, l’analisi si concentra su Per il battesimo dei nostri frammenti curato da Philippe Renard e Bernard Simeone (Parigi, Flammarion, 1987). In particolare, vengono prese in esame le strategie adottate dai traduttori che, dichiaratamente «sourciers», accettano di forzare la lingua francese per restituire con massima efficacia e fedeltà la complessità formale e contenutistica della poesia e del pensiero luziano.
Lingua: ItalianoPag. 11-28
Etichette: Filologia d’autore, Fondo librario, Interpretazione, Italianistica, Letteratura francese, Letteratura italiana, Lingua francese, Poesia, Traduzione, XX secolo, XXI secolo, Mario Luzi, Per il battesimo dei nostri frammenti,
Titolo articolo: Tempi del paesaggio nella poesia di Mario Luzi
Il presente contributo intende proporre un percorso nella poesia di Luzi che, pur scandito a distanze concise ma lampanti, sfiora non di rado il disincanto allarmato di un osservatore sofferente del Novecento, il quale tuttavia non manca di trascendere i limiti di quell’orizzonte imprescindibile per la vicenda umana che si costituisce nel ‘mondo’, ora individuato nella raccolta esperienza di un paese, ora nella luminosa estensione di una certezza ultraterrena. È in questo gioco che il ‘paesaggio’ svolge, in Luzi, una istintiva linea prosodica, in quanto dà sostegno alla restituzione di un soggetto dialogico (in creaturale dialogo con la natura) al fine di sottrarlo al rischio di pose liriche.
Lingua: ItalianoPag. 29-42
Etichette: Natura, Paesaggio, Poesia, Poesia lirica, Poetica, Tempo, XX secolo, XXI secolo, Mario Luzi, Dal fondo della campagne, Nel fuoco della controversia, Onore del vero, Principio dell'estremo principiante,
Titolo articolo: Per il battesimo dei nostri frammenti. Il mistero della luce
Nella produzione poetica luziana l’opera Per il battesimo dei nostri frammenti si presenta come un duplice cammino di luce: quello verticale verso la Parola eterna che è luce per i nostri passi e quello orizzontale che attraversa la quotidianità della vita terrena. Mario Luzi si fa profeta, per certi aspetti è il nostro Virgilio, e ci accompagna in questo viaggio, a volte tortuoso, a volte più immediato, attraverso una costruzione stilistica e argomentativa molto convincente. Il mistero della luce è impenetrabile ma, illuminando ogni cosa, le dà forma, colore, sapidità.
Lingua: ItalianoPag. 45-60
Etichette: Poeta, Profezia, Religiosità, Tempo, Teologia, Viaggio, XX secolo, Mario Luzi, Per il battesimo dei nostri frammenti,
Titolo articolo: Ungaretti e le avanguardie
Il saggio prende in esame la poesia di Giuseppe Ungaretti in rapporto con il Futurismo (velocità, macchina), ma anche con l’arte della Roma barocca, che molto lo affascina. Si fa cenno anche agli esordi della sua formazione nella Parigi della Belle Époque, culla delle avanguardie (Dadaismo, Cubismo, Surrealismo), che Ungaretti attraversa cercando di coniugare innocenza e memoria, sempre alla ricerca di una stilla di infinito che lo illumini.
Lingua: ItalianoPag. 61-69
Etichette: Arte, Autoesegesi, Autore, Avanguardia, Barocco, Critica d’arte, Critica letteraria, Futurismo, Letteratura, Rivista, Surrealismo, XIX secolo, XX secolo, Filippo Tommaso Marinetti, Giuseppe Ungaretti,
Titolo articolo: Infazia, memoria e tempo in “Meriggi e ombre”. Lettura di “Fine dell’infanzia” e “Vasca” tra intertestualità e varianti d’autore
Il saggio si sofferma su Fine dell’infanzia e Vasca, due poesie della sezione Meriggi e ombre originariamente pubblicate da Montale sulla rivista «Le Opere e i Giorni», insieme a Gloria del disteso mezzogiorno. Dopo aver accennato alle tracce leopardiane che unificano la triade, l’analisi si incentra su Fine dell’infanzia e Vasca, individuando nella prima poesia le modalità di raffigurazione dell’infanzia, in dialogo non solo con il poeta dei Canti, ma con tutto l’intertesto montaliano, e interrogandosi nella seconda sulla rimozione della terza strofe avvenuta nella quarta edizione Einaudi degli Ossi di seppia (1942). Una rimozione che comporta non solo la soppressione di una zona ‘commentativa’ della poesia, ma anche l’estromissione di un tema portante dell’universo montaliano quale quello del tempo.
Lingua: ItalianoPag. 71-88
Etichette: Interpretazione, Intertestualità, Poesia, Poesia lirica, Tempo, Variante, XX secolo, Leopardi Giacomo, Montale Eugenio, Ossi di seppia,
Titolo articolo: “Non è che una rovina”. Montale e l’oggetto del secolo
L’oggetto che spicca e che forse può meglio rappresentare il XX secolo è proprio la rovina, la quale tocca una dimensione che ha a che vedere con la sfera dell’irrappresentabilità del reale. La rovina si presenta così come qualcosa di intraducibile: evoca un passato che non esiste più, ma che sopravvive in forma residuale. Dire che c’è rovina significa anche affermare che esiste un linguaggio. La proposta del saggio è dunque quella di riflettere sulla rovina come elemento chiave della poetica montaliana, dalle prime poesie di Ossi di seppia fino a Satura, e interrogarsi su quest’eredità poetica.
Lingua: ItalianoPag. 89-107
Etichette: Critica tematica, Poesia, Poesia lirica, Poetica, XX secolo, Eugenio Montale, La bufera e altro, Occasioni, Ossi di seppia, Satura,
Titolo articolo: Di Montale e del leggere: analisi ritmico-fonetica dei «lineamenti fissi» e delle «sillabe storte» nella prosodia di “Ossi di seppia”
Nel centenario di Ossi di seppia, presentiamo un’analisi sperimentale dedicata al modus legendi di Eugenio Montale. Il corpus comprende sei interpretazioni eseguite per alcuni programmi RAI a partire da testi della raccolta del 1925. Per l’occasione, abbiamo affiancato un’analisi metrica a un’analisi fonetica, i cui risultati lasciano emergere uno stile ritmico-intonativo riconoscibile: organizzazione in continuative minori, decise escursioni melodiche con ampi contorni ascendenti sulle sillabe toniche e marcato allungamento finale. Nel complesso, la voce di Montale mette in evidenza regolarità strutturali che dialogano con la metrica, offrendo interessanti indizi sulla sua poetica e sul rapporto tra composizione ed enunciazione.
Lingua: ItalianoPag. 109-130
Etichette: Analisi metrica, Digital humanities, Fonetica, Fonologia, Lettore, Lettura, Poesia, Poesia lirica, Poetica, XX secolo, Eugenio Montale, Ossi di seppia,
Titolo articolo: Riviere, l’«idiozia di uno studente liceale» e altro. Sul rapporto tra Montale e Scotellaro
Nel saggio si analizzano alcuni scritti utili a ricostruire il rapporto tra Eugenio Montale e Rocco Scotellaro. In particolare, una lettera inedita di Drusilla Tanzi a Scotellaro datata «27 febbraio 1953»; una lettera inedita di Scotellaro a Montale datata «Portici, 2/3/1953»; la recensione di Montale a “È fatto giorno” e “Contadini del Sud”, pubblicata sul «Corriere della Sera» il 16 ottobre 1954. Emergono, dall’esame dei testi, la simpatia di Mosca per il giovane talentuoso scrittore lucano, la grande ammirazione di Scotellaro per l’autore della poesia “Riviere”, che chiude gli Ossi di seppia, della quale da giovane liceale ha colto tutta la potenza suggestiva, e la considerazione postuma del poeta ligure per i versi scotellariani in cui felicemente si armonizzano «senso e ragione, istinto e intelletto».
Lingua: ItalianoPag. 131-148
Etichette: Archivio letterario, Critica del testo, Epistolario, Poesia, Poeta, Poetica, XX secolo, Drusilla Tanzi, Montale Eugenio, Rocco Scotellaro,