Lettere italiane | 2016 | N. 2

Anno 2016 – Annata: LXVIII – N. 2 Mese: Aprile-giugno
A cura di Francesca Farina

Autore/i articolo: CARLO OSSOLA
Titolo articolo: Maria ‘germinans flosculum’

In apertura di fascicolo (aprile-giugno 2016) l’articolo “Maria ‘germinans flosculum’ ” di Carlo Ossola, in cui lo studioso ripercorre l’itinerario religioso-culturale, che ha portato nei secoli all’esaltazione della figura della Vergine, prendendo le mosse in particolare dall’enciclopedia di definizioni ed epiteti redatta da Ippolito Marracci a partire dal 1642, composta da venti volumi, dopo una vasta serie di opere a Lei dedicate, in cui la Madonna è vista come Colei che porta a maturazione il Frutto lungamente portato e atteso, il compimento di un desiderio lungamente custodito, grazie all’incarnazione di Cristo. Già Dante aveva celebrato Maria nel “Paradiso” con la famosa preghiera rivoltale da San Bernardo, ma è nei Vangeli che si trova esaltata la sua pur umile figura, la presenza discreta ma efficacissima di Lei accanto al Figlio, tanto che attraverso gli studi di vari autori, come anche nella consacrazione dei dogmi dell’Immacolata Concezione e dell’Annunciazione, si percepisce la sua sempre crescente grandezza attraverso i secoli, di Lei mediatrice dell’umano genere di fronte al mistero divino, umano genere che ricorre al suo aiuto per mezzo della preghiera, del rosario e delle litanie, dalla nascita alla morte, come si invoca nell’ “Ave, Maria”.

Lingua: Italiano
Pag. 209-222
Etichette: Marracci Ippolito, Letteratura religiosa, Poesia, Prosa, Sacro, Religione, Critica letteraria, Origini/Novecento,

Autore/i articolo: PIERMARIO VESCOVO
Titolo articolo: ‘A capta Troya sumit exordium’ (Euripilo, Ulisse, Diomede, Sinone)

Nel successivo ” ‘A capta Troya sumit exordium’ (Euripilo, Ulisse, Diomede, Sinone)”, partendo dall’analisi del personaggio di Euripilo, citato da Dante per bocca di Virgilio in “Inferno”, XX, v. 112, Piermario Vescovo rintraccia le vicende dello stesso, nominato a sua volta in un unico verso dell’ “Eneide” dal falso traditore Sinone, fino a ritrovarne le orme nelle “Metamorfosi” di Ovidio, libro XII: costui, associato a Calcante, avrebbe consultato l’oracolo in merito alle sorti della guerra di Troia. Da qui Vescovo arriva ad interrogarsi sul reale significato dei due generi classici, tragedia e commedia, l’uno in riferimento alla poetica virgiliana, l’altro all’opera dell’Alighieri, analizzando le chiose dei più antichi commentatori della “Commedia”, come Jacopo Della Lana, Guido da Pisa, San Girolamo, spingendosi altresì a un parallelo con la sorte di Ulisse e Diomede, entrambi condannati in “Inferno”, XXVI come consiglieri fraudolenti, entrambi strettamente legati nella vita e nella morte alla distruzione di Ilio.

Lingua: Italiano
Pag. 223-245
Etichette: Marone Publio Virgilio, Alighieri Dante, Opera, Prosa, Poesia, Tragedia, Commedia, Storia, Mito, Origini/Novecento,

Autore/i articolo: ELISA CURTI
Titolo articolo: ‘Tutte eran ninfe a quel tempo chiamate’. Boccaccio e le ninfe: osservazioni sulla tradizione toscana

Nel saggio ” ‘Tutte eran ninfe a quel tempo chiamate’. Boccaccio e le ninfe: osservazioni sulla tradizione toscana” Elisa Curti ripercorre le tracce che, a partire dallo scrittore toscano, autore tra l’altro della “Comedia delle ninfe fiorentine” e del “Ninfale fiesolano”, portano alla costruzione della figura letteraria della giovinetta toscana, prototipo di ogni bellezza rinascimentale, che affonda le radici nel paganesimo antico, rielaborando però l’immagine della fanciulla divinizzata dell’epoca classica, in modo da pervenire ad un concetto di donna dai lineamenti dolcissimi, dalla grazia virginale, ma tutta ancorata alla terra. Insomma, non si tratta più, all’epoca del Rinascimento, di riproporre ed esaltare le ninfe classiche, ossia le Naiadi dei fiumi, le Nereidi dei mari, le Amadriadi degli alberi e le Oreadi dei monti, con le Meliadi dei frassini in particolare, facenti parte del corteggio di Diana Artemide o di Anna Perenna, tutte pressoché immortali, ma di rendere umane quelle creature idealizzate, in Boccaccio ed in altri autori dal Trecento al Quattrocento, tanto da divenire, in età cristiana, modello di virtù e castità, ma anche legate ai miti fondativi della civiltà.

Lingua: Italiano
Pag. 246-265
Etichette: Boccaccio Giovanni, Opera, Poesia, Prosa, Letteratura, Critica letteraria, Umanesimo, Rinascimento, Trecento, Quattrocento,

Autore/i articolo: MARCO CORRADINI
Titolo articolo: L’ “Aminta” dei moralisti e l’ “Aminta” dei libertini

In “L’‘Aminta’ dei moralisti e l’‘Aminta’ dei libertini”, Marco Corradini si sofferma ad analizzare la pluralità contenutistica degli esiti letterari del dramma del Tasso, in cui “i vari personaggi, compreso il coro, esprimono posizioni diverse sull’amore”, come rileva lo studioso, sia quale testimonianza dell’amore spiritualizzato, proprio dell’ambito neo-platonico, tipico della filosofia quattro-cinquecentesca, in cui esso fiorì, sia quale espressione dell’eros ridotto a mero impulso sessuale, tanto da contenere in sé da una parte una concezione libertina dello stesso, dall’altra il suo opposto, ossia un’idea spirituale e morale del medesimo. Per un verso dunque, nel dramma tassiano, si esalta la naturalità dell’istinto erotico di Aminta, dall’altro si sottolinea, quasi come premessa di educazione sentimentale, la ritrosia di Silvia, estremi che tuttavia, smorzati l’uno nell’altra, comporranno la disputa ideologica nel sacro vincolo del matrimonio, in cui i due amanti faranno reciproco dono di sé, ricomponendo ogni conflitto.

Lingua: Italiano
Pag. 266-304
Etichette: Tasso Torquato, Opera, Poesia, Prosa, Letteratura, Critica letteraria, Amore, Erotismo, Neoplatonismo, Cinquecento,

Autore/i articolo: ELOISA MORRA
Titolo articolo: La cupola di madreperla. Gadda, Scialoja e una tessera iconografica per il “Pasticciaccio”

Nell’articolo intitolato “La cupola di madreperla. Gadda, Scialoja e una tessera iconografica per il ‘Pasticciaccio’ ” Eloisa Morra, prendendo le mosse da una lettera del 1949 spedita da Gadda al pittore Toti Scialoja, affinché rivedesse il suo ‘poco romano romanesco’, utilizzato nel suo romanzo, la cui lunga gestazione sembrava ormai volgersi verso la definitiva pubblicazione, evidenzia le ascendenze culturali a cui fa riferimento lo scrittore, ovvero il Belli e i suoi sonetti (come lo stesso aveva visto nel milanese Porta il modello al quale votarsi per comporre in dialetto, al fine di dare dignità a una lingua ‘altra’), come si deduce da un saggio dedicato dal romanziere al grande poeta della Roma papalina dei primi decenni dell’Ottocento. Lo stesso Pasolini lesse il Belli attraverso Gadda e fu in rapporti con quest’ultimo, tanto da consigliargli di rivolgersi a Sergio Citti quale fonte primaria dell’autentica parlata romanesca popolare. Ma l’Ingegnere preferì indirizzarsi al pittore Scialoja, culturalmente più affine a lui, rispetto al ‘borgataro’ Citti, per approdare poi al definitivo apporto del ‘correttore’ Mario Dell’Arco, ‘dialettale senza dialetto’, secondo la definizione.

Lingua: Italiano
Pag. 306-334
Etichette: Gadda Emilio, Scialoja Toti, Opera, Prosa, Romanzo, Dialetto, Lingua, Letteratura, Arte, Pittura, Critica letteraria, Novecento,

Autore/i articolo: SARA BERTI
Titolo articolo: Un altro testimone del volgarizzamento quattrocentesco della “Pro Marcello” di Cicerone: il ms. Vat. Ottob. Lat. 3316

Nelle “Note e rassegne” troviamo il contributo di Sara Berti, la quale in “Un altro testimone del volgarizzamento quattrocentesco della ‘Pro Marcello’ di Cicerone: il ms. Vat. Ottob. lat. 3316” dà notizia del ritrovamento, dopo la recente pubblicazione del volgarizzamento quattrocentesco dell’orazione ciceroniana, di un altro manoscritto in proposito, segnalato da Giuliano Tanturli all’interno della recensione all’edizione della “Pro Marcello volg.” pubblicata dallo stesso studioso in “Medioevo romanzo”, XXXVI, 2012, pp. 457-459. Segue la “Tavola del contenuto”, in cui sono elencati tutti i documenti compresi nel codice del quale si forniscono indicazioni, da cui si evince lo sfondo politico-culturale in cui il testimone è fiorito, ossia la Firenze artigiana di epoca laurenziana.

Lingua: Italiano
Pag. 335-358
Etichette: Cicerone Marco Tullio, Manoscritto, Opera, Prosa, Letteratura, Critica letteraria, Origini/Novecento,

Autore/i articolo: CHIARA KRAVINA
Titolo articolo: Su una recente traduzione del “De re uxoria” di Francesco Barbaro

Chiara Kravina in “Su una recente traduzione del ‘De re uxoria’ di Francesco Barbaro” ci ragguaglia sui nuovi contributi dedicati alla conoscenza del pensiero di uno dei maggiori esponenti dell’Umanesimo di Stato veneziano, ossia il diplomatico Francesco Barbaro (1390-1454), conoscenza già avviata in Italia soprattutto dalle trentennali ricerche dedicate da Claudio Griggio alle opere dello studioso. In particolare, la Kravina ci informa sulla traduzione inglese del “De re uxoria” a opera di Margareth King, che sta per essere pubblicata con il corredo di note di commento e di un’ampia introduzione. Il trattato fu ideato in occasione delle nozze di Lorenzo di Giovanni di Bicci de’ Medici, fratello di Cosimo il Vecchio, con Ginevra Cavalcanti (maggio 1416) e redatto nel 1415 da un Barbaro allora appena venticinquenne e non ancora sposato. L’opera rappresenta l’esaltazione dell’istituto del matrimonio quale colonna della società aristocratica rinascimentale, allo scopo di perpetuare la stirpe dei patrizi, oltre a fornire una panoramica della condizione della donna veneziana agli inizi del 1400.

Lingua: Italiano
Pag. 359-370
Etichette: Barbaro Francesco, Opera, Prosa, Letteratura, Matrimonio, Donna, Umanesimo, Quattrocento,

Autore/i articolo: FRANCESCA BATTERA
Titolo articolo: La guerra, gli scrittori, le donne: 1914-1930

In “La guerra, gli scritti, le donne (1914-1930)” Francesca Battera rimarca come la condizione delle donne nella prima metà del Novecento e fino alla Seconda Guerra Mondiale non sia affatto mutata, nonostante che, soprattutto ai tempi della Grande Guerra, esse siano state indotte ad occupare le posizioni lavorative lasciate dagli uomini costretti al fronte, sia in campagna, sia in città, poiché esse continuavano ad essere viste sia come mogli e madri, votate alla sopravvivenza della specie, da una parte, sia come ‘femmes fatales’ dall’altra, anche nella rappresentazione che se ne faceva nella narrativa di guerra, specialmente in D’Annunzio e Marinetti, come in altri autori minori del Novecento, persino in quelli che pure ripudiavano la guerra, essendo nostalgici dell’età pre-industriale, quindi tutto sommato dei conservatori.

Lingua: Albanese
Pag. 371-401
Etichette: D’Annunzio Gabriele, Marinetti Filippo Tommaso, Donna, Letteratura, Guerra, Futurismo, Femminismo, Critica letteraria, Novecento,

Autore/i libro/articolo recensito: FRANCO SACCHETTI
Titolo libro/articolo recensito: Le Trecento Novelle
A cura di: Michelangelo Zaccarello
Edizioni: Edizioni del Galluzzo, Firenze – 2014
Lingua: Italiano
Pag. 402-406
Recensore/i: Cristiano Lorenzi
Etichette: Sacchetti Franco, Novella, Opera, Prosa, Storia, Cronaca, Critica letteraria, Trecento, Novecento,

Autore/i libro/articolo recensito: JO ANN CAVALLO
Titolo libro/articolo recensito: The world beyond Europe in the romance epics of Boiardo and Ariosto
Edizioni: University of Toronto Press, Toronto – 2013
Lingua: Inglese
Pag. 406-411
Recensore/i: Damiano Acciarino
Etichette: Boiardo Matteo Maria, Ariosto Ludovico, Opera, Poesia, Epica, Eroismo, Esotismo, Letteratura, Critica letteraria, Umanesimo, Rinascimento, Quattrocento, Cinquecento, Novecento,

Autore/i libro/articolo recensito: ARNALDO BRUNI
Titolo libro/articolo recensito: Calliope e oltre. Arte e letteratura da Winckelmann a Foscolo
Edizioni: Aracne, Ariccia – 2015
Lingua: Italiano
Pag. 411-414
Recensore/i: Rossella Bonfatti
Etichette: Foscolo Ugo, Winckelmann Johann Joachim, Neoclassicismo, Opera, Poesia, Prosa, Arte, Letteratura, Critica letteraria, Settecento, Ottocento, Novecento,

Autore/i libro/articolo recensito: CHIARA FENOGLIO
Titolo libro/articolo recensito: La divina interferenza. La critica dei poeti nel Novecento
Edizioni: Gaffi, Roma – 2015
Lingua: Italiano
Pag. 414-16
Recensore/i: Giulia Ricca
Etichette: Poesia, Opera, Letteratura, Critica letteraria, Origini/Novecento,

Autore/i libro/articolo recensito: FURIO JESI
Titolo libro/articolo recensito: Letteratura e mito
Edizioni: Einaudi, Torino – 1968
Lingua: Italiano
Pag. 417-421
Recensore/i: Giacomo Jori
Etichette: Letteratura, Opera, Mito, Classicismo, Prosa, Poesia, Romanzo, Critica letteraria, Origini/Novecento,

Autore/i libro/articolo recensito: LUIGI NONO-GIUSEPPE UNGARETTI
Titolo libro/articolo recensito: Per un sospeso fuoco. Lettere 1950-1969
A cura di: Paolo Dal Molin, Maria Carla Papini
Edizioni: Il Saggiatore, Milano – 2016
Lingua: Italiano
Pag. 422-423
Etichette: Nono Luigi, Ungaretti Giuseppe, Opera, Poesia, Prosa, Musica, Letteratura, Carteggio, Critica letteraria, Novecento,