Le forme e la storia | 2025 | N. 2

Anno 2025 – 2 – Annata: XVIII – N. 2
Numero monografico: Il corpo nella scrittura delle donne
A cura di Sebastiano Italia

Autore/i articolo: Maria Serena Sapegno
Titolo articolo: Il corpo nella scrittura delle donne

Il corpo appare nella rappresentazione letteraria come un filo mai interrotto, anche se spesso allontanato o fuori fuoco, in un processo quasi carsico, che attraversa le diverse culture e, in particolare per la tradizione letteraria europea, affonda le sue radici nella Grecia classica e nel mito.

Pag. 9-21
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Autore/i articolo: Eliana Creazzo
Titolo articolo: Parlare dal corpo. Donne e scrittura mistica nel Medioevo

L’articolo propone un’indagine sulla dimensione del corpo nella scrittura mistica femminile medievale. L’analisi si concentra sull’insegnamento fondante di Ildegarda di Bingen (XII secolo), con la sua visione “dualitaria” dell’essere umano – integralmente e inscindibilmente anima e corpo nella ricerca di una riarmonizzazione con il divino –, che emerge sia nelle opere di natura profetica
sia in quelle di natura naturalistica. La stessa categoria di “visione” mistica, origine e giustificazione della parola e della scrittura, segno di una relazione non mediata tra la donna e Dio, coinvolge la dimensione del corpo e dà forma a un “linguaggio totale”, sinestetico, legato all’esperienza e alla biografia del soggetto. Negli scritti visionari degli autori del XIII secolo, si accentua il tema della vicinanza tra la donna e l’Altro divino, che diventa intimità dei corpi, trasformandosi in una relazione d’amore.

Pag. 25-46
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Autore/i articolo: Eleonora Carinci
Titolo articolo: Il corpo negli scritti delle donne nell’Italia della prima età moderna: Il merito delle donne di Moderata Fonte

L’Umanesimo e il Rinascimento rappresentano, nella ricostruzione storiografica, i momenti fondanti della modernità. In questo periodo di ridefinizione del mondo occidentale, particolare attenzione viene rivolta alle donne, in quanto diverse dagli uomini. In questo contesto, il corpo delle donne diventa oggetto di attenzione dal punto di vista medico, culturale e filosofico, in un sistema dicotomico in cui cultura e natura assumono significati precisi e univoci, e in cui la natura, i sensi e il corpo vengono associati a qualcosa di inferiore, negativo e “femminile”. Al tempo stesso, però, grazie a una serie di circostanze culturali e sociali favorevoli, molte donne hanno avuto l’opportunità di prendere in mano la penna e pubblicare le loro opere. Ma come si rapportavano queste
autrici con il proprio corpo e con il sistema culturale che le definiva e le rappresentava? Come ne parlavano nei loro scritti? Hanno interiorizzato completamente il messaggio trasmesso dalla cultura dominante o ne hanno parlato con maggiore consapevolezza? In questo articolo, considero come il corpo delle donne viene trattato ne Il merito delle donne (1600 di Moderata Fonte, un dialogo in cui l’autrice mette su carta sette donne che parlano tra loro del loro rapporto con gli uomini e della cultura del loro tempo. Le donne del Merito esprimono i punti di vista delle donne su vari argomenti riguardanti il ​​corpo, mostrando un tentativo dell’autrice di avvicinare corpo e anima.

Pag. 47-71
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Autore/i articolo: Claudia Marsulli
Titolo articolo: Il corpo pubblico dell’ aspirante santa. Catastrofi naturali e intercessione femminile nelle Devotioni di Brigida Morello di Gesù (1610-1679)

Questo contributo si concentra sulle dinamiche testuali che portano all’elaborazione del “corpo pubblico” dell’aspirante santo e intercedente, a partire dalla recente attenzione storiografica al ruolo dei santi nelle moderne narrazioni di catastrofi. Gli scritti di Brigida Morello di Gesù, mistica e carismatica piacentina del XVII secolo, rivelano come il corpo femminile oblato costituisse un ponte tra Dio e l’intera comunità cristiana, nonché tra la realtà fenomenica e materiale e il mondo soprannaturale della volontà divina. In particolare, le pratiche di intercessione promosse da Brigida durante il terremoto di Rimini del 1661 dimostrano, da un lato, il potenziale performativo del corpo femminile oblato e, dall’altro, evidenziano il significato dei carismi femminili in relazione ai processi autopoietici associati alla scrittura.

Pag. 73-88
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Autore/i articolo: Carminella Sipala
Titolo articolo: Fra égarements e affections vaporeuses: raccontare la sofferenza del corpo

Le Lettere di Mademoiselle de Lespinasse (1732-1776) ebbero un notevole successo nel XIX secolo per la loro vicinanza al sentimento romantico di un’idea estrema e dolorosa di “amour passion”. Ma una lettura che le contestualizzi nella scrittura conventuale e nel discorso medico coevi, e allo stesso tempo nello spazio letterario e filosofico del secolo dei Lumière, ci permette di cogliere in questo epistolario la prospettiva sensista e materialista che Mademoiselle de Lespinasse dispiega nella rappresentazione del corpo femminile e, soprattutto, un nuovo modo di interrogarsi, di percepire la propria esistenza, di circoscriverla a partire dalla propria fisicità, dai propri confini incarnati. Affinché il corpo, liberato da ogni misticismo e dal millenario dualismo che lo opponeva all’anima, possa finalmente affermarsi come fonte di una precoce, nella cultura occidentale, autocoscienza.

Pag. 89-106
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Autore/i articolo: Chiara Maciocci
Titolo articolo: «Come una zanzara verso la luce». Limiti materiali e corpi porosi nella poesia di Annette von Droste-Hülshoff

Questo articolo esamina la scrittura naturalistica di Annette von Droste-Hülshoff (1797-1848) da una prospettiva che ha ricevuto finora poca attenzione: l’interazione tra la sua poetica ecologica e le sue rappresentazioni ambivalenti dell’incarnazione di genere. Pur essendo stata riscoperta dalla critica femminista negli anni Settanta e più recentemente riconosciuta dall’ecocritica tedesca per il suo costante decentramento del soggetto umano, Droste rimane praticamente sconosciuta nel contesto accademico ed editoriale italiano. Sostengo che la sua Naturlyrik non solo sposta l’umano, ma mette anche in primo piano la materialità del corpo (femminile) come limite e soglia sensoriale del mondo naturale. Attingendo a nuovi concetti ecofemministi materialisti come trans-corporeità (Alaimo), intra-azione (Barad) e porosità (Tuana, Iovino), propongo una nuova lettura dell’incarnazione nell’opera di Droste. Questo approccio rivela come le sue poesie pongano al centro il corpo e la specificità materiale del soggetto lirico, dissolvendo allo stesso tempo i confini tra corpo e ambiente – un divenire poroso che destabilizza le relazioni gerarchiche e apre la strada a forme alternative di coesistenza e di creazione di parentela (Haraway).

Pag. 107-126
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Autore/i articolo: Paola Ferretti
Titolo articolo: «Da giovani il corpo è abito di gala…». Note sulla fisiologia in Marina Cvetaeva

Nell’opera di Marina Cvetaeva (1892-1941) la considerazione della corporeità spazia dalla rappresentazione dettagliata e quintessenziale della sfera fisica alle più radicali professioni anti-corpo: possiamo trovare una completa identificazione della poesia con il sangue, come espresso nella sua lirica Ho aperto le mie vene. Inarrestabilmente, pubblicata nel 1934, o, al contrario, un’ascensione immaginata in cui il suo corpo perde progressivamente gravità e abbandona tutti e cinque i sensi, come nel suo capolavoro intitolato Poema dell’aria, del 1927. La prosa della Cvetaeva è disseminata di meditazioni e aforismi sul corpo. Particolarmente rilevante è il suo utilizzo della nozione di corporeità applicata alla configurazione dell’identità del Poeta all’interno dei cicli di versi scritti tra il 1916 e il 1931 e dedicati ad altri grandi poeti russi (Alexander Blok, Anna Achmatova, Vladimir Majakovskij, Aleksandr Pushkin). Il saggio esplora come il suo atteggiamento su questo tema vari da poeta a poeta e come agisca
come parte di un processo di autodefinizione.

Pag. 128-143
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Autore/i articolo: Martina Censi
Titolo articolo: Poetica del trauma e riscrittura della storia in due romanzi di Mahā Ḥasan (Siria)

Nel corso del XX secolo e fino a oggi, le scrittrici del mondo arabo si sono spostate dai margini al centro del campo letterario. Questo cambiamento si riflette nei linguaggi e nello stile della loro scrittura, che si è spostata da un’attenzione all’universo intimo e all’esperienza personale – dove “il personale era politico” – alla dimensione collettiva e pubblica.
La storia delle donne arabe emarginate nel cuore delle società patriarcali influenza la loro visione del mondo e la loro scrittura, che dà risalto alla rappresentazione di varie forme di trauma che spesso attraversano il corpo.

Pag. 145-162
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Autore/i articolo: Sara De Simone
Titolo articolo: «Comme un enfant qui bougerait en moi»: note su creatività e metafore del materno nello scambio fra alcune artiste del Novecento

La creazione letteraria è stata spesso rappresentata attraverso immagini legate alla fertilità femminile, al parto e alla maternità. Gli autori maschi sono stati i primi a fare ampio uso di queste metafore. Ma cosa succede quando queste immagini vengono usate dalle donne? Come cambiano queste rappresentazioni? E, in particolare, cosa succede quando queste metafore corpore – gestazione, parto, allattamento – vengono utilizzate in uno scambio tra donne? Questo articolo tenta di esaminare alcune immagini del corpo creativo/materno utilizzate nel dialogo tra scrittrici e artiste del XX secolo legate da un legame emotivo/amichevole, tra cui Virginia Woolf e Vanessa Bell, Violette Leduc e Simone de Beauvoir, ed Elsa Morante e Natalia Ginzburg.

Pag. 163-177
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Autore/i articolo: Martina Benigni
Titolo articolo: “Fiumi mi percorrono ” : poesia cinese contemporanea e scrittura del corpo nei versi sdraiati de Le Flâneuse

Questo articolo si propone di svelare nuove rappresentazioni del corpo femminile nella poesia cinese contemporanea attraverso l’analisi di Tangping ji 躺平集 (Sdraiata), una breve raccolta di poesie pubblicata su WeChat (Weixin 微信), del collettivo poetico tutto al femminile e Flâneuses (Chengshi manyouzhe 城市漫游者). Per comprendere meglio le implicazioni di un corpo liquido e disteso, come rappresentato nelle poesie del gruppo, questa esplorazione si basa su inclinazioni: una critica della rettitudine di Adriana Cavarero (pubblicato per la prima volta in italiano nel 2013), che propone posture corporee alternative come nuovi quadri ontologici. Facendo leva sulla teoria del corpo inclinato di Cavarero, questo studio indaga come il corpo disteso nelle poesie resista alle strutture patriarcali, razionali e gerarchiche tradizionalmente associate alla verticalità. Quest’opera è una mediazione sperimentale tra due mondi che, nonostante le differenze culturali, sembrano condividere la reinterpretazione della geometria corporea come luogo di resistenza all’ordine sociale patriarcale-verticale. Il ponte qui costruito potrebbe anche essere sostenuto dal fatto che il tangping è, prima di tutto, un’espressione sociale di insoddisfazione nei confronti del sistema capitalistico eretto sulle leggi della verticalità gerarchica, orientato all’avanzamento sociale individualistico, in contrasto con l’idea di umanità come relazionale condivisa da Cavarero e dalle Flâneuses.

Pag. 179-198
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Autore/i articolo: Mariangela Masullo – Maria Elena Paniconi
Titolo articolo: e Body in Nawāl al-Sa ‘dāwī’ s Writing Practice Between Fiction and Science Communication: Imra ’tāni fī Imra’ (1975, Two Women in One, 1985) and Al-Mar ’ a wa- ‘l-Jins (1969, Woman and Sex) as case studies

Questo studio esamina la rappresentazione del corpo femminile nell’opera letteraria e scientifica di Nawāl al-Saʿdāwī, concentrandosi sul suo romanzo Imra’tāni fī Imra’ (1975, Due donne in una, 1985) e sul suo testo medico-femminista di saggistica
Al-Mar’ a wa-‘l-Jins (1969, Donna e sesso). Attingendo alla teoria femminista, in particolare al concetto di “scrittura incarnata” di Luce Irigaray e Hélène Cixous, l’articolo esplora come al-Saʿdāwī sovverta le narrazioni patriarcali reinscrivendo la corporeità femminile come luogo di resistenza, conoscenza e soggettività. Attraverso l’uso di tropi letterari legati alla sensibilità del femminismo della differenza transnazionale e attraverso il discorso clinico, sfida i quadri ideologici ed epistemologici che circondano l’anatomia, la sessualità e le mestruazioni femminili, rivelando il corpo come un campo di battaglia chiave per la critica femminista. L’articolo interroga anche la natura ibrida della prosa di al-Saʿdāwī, che fonde narrativa, autobiografia e scienza medica per smantellare i tabù culturali e promuovere un’epistemologia femminista transnazionale.

Pag. 199-221
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Autore/i articolo: Concetta Maria Sigona
Titolo articolo: Il corpo nella scrittura di Mary di Michele: Debriefing the Rose

La poetessa e scrittrice italo-canadese Mary Di Michele esplora il tema del corpo, simbolo di un’identità vulnerabile in cui sofferenza
e desiderio appaiono come elementi centrali dei suoi scritti. Di Michele, nella sua prosa e poesia, scrive del rapporto tra corpo e memoria, che contiene esperienze sia personali che culturali che definiscono e caratterizzano l’individuo. Il corpo nella scrittura di Di Michele rappresenta un ponte tra culture e linguaggi diversi. Rappresenta un mezzo di espressione e allo stesso tempo di repressione sia nella sfera personale che nelle dinamiche di genere universali, mentre affronta le questioni più intime del corpo,
come la femminilità, la sessualità e il potere. Un modello emblematico del tema del corpo si trova nel suo libro di poesie Debriefing the Rose (1998),
all’interno del quale il corpo viene esplorato in modo intimo e diretto ed è un elemento fondamentale di scoperta di sé e di messa in discussione dell’esistenza. Il corpo è quindi sia una fonte di conoscenza che un deposito delle nostre verità più intime.
Ed è attraverso l’atto del “debriefing”

che Di Michele spinge verso un confronto
fragile e resiliente tra amore e sé.

Pag. 223-234
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Autore/i articolo: Anita Fabiani
Titolo articolo: Il corpo, le cose (a proposito di Una palabra tuya)

Sezionato, stigmatizzato, ipergenitalizzato e disponibile solo a una sessualità meccanica: così Elvira Lindo racconta, in Una palabra tuya (2005), il corpo ‘maschile’/’femminile’, pur rimanendo intrappolato in un descrittivismo monologico e reificante. Lo testimonia Encarnación (la madre di Rosario, la protagonista), personaggio su cui mi concentrerò in queste pagine proprio perché esemplare.

Pag. 235-254
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Autore/i articolo: Sara Carlesimo
Titolo articolo: Il corpo del testo

L’opera letteraria di Elena Ferrante è stata oggetto di un’ampia analisi critica per i suoi contributi altamente innovativi a vari temi legati al femminismo e agli studi di genere. Molta attenzione è stata dedicata alla sua dettagliata rappresentazione delle esperienze di vita delle donne e al suo utilizzo della narrazione relazionale. Questo approccio narrativo rappresenta la risposta di Ferrante all’egocentrismo letterario del Soggetto nella tradizione patriarcale, che racconta una storia basata esclusivamente sulla propria prospettiva e posizione dominante, universalizzando la sua esperienza. Tuttavia, poca attenzione è stata dedicata al ruolo che il corpo gioca nella narrazione di Ferrante come significante inscindibile dalla definizione di essere umano, in accordo con la sua critica esplicita al sistema di pensiero che lo considera semplicemente una parte dell’individuo. In questa prospettiva, il presente
articolo mira a evidenziare l’importanza del tema del corpo nella narrazione di Ferrante, accanto e in relazione agli altri temi menzionati sopra. Nella quadrilogia L’amica geniale, la rivalutazione del corpo, soprattutto nelle sue espressioni femminili, lo rende parte integrante della narrazione, insieme all’interiorità delle protagoniste e agli eventi descritti. Elena e Lila sono partecipi, con i loro corpi – e non indipendentemente da essi – della narrazione relazionale di cui si è parlato in precedenza. La ritrovata consapevolezza dell’incarnazione culmina nella straordinaria materialità della maternità, la cui narrazione rivoluziona completamente il pensiero patriarcale e tanatologico, spostando l’attenzione dalla centralità della morte all’evento sempre miracoloso della nascita.

Pag. 255-270
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