La parola del testo | 2026 | N. 1-2

Anno 2026 – N. 1-2
A cura di Paolo Perilli

Autore/i articolo: Antonio Lanza
Titolo articolo: I Salinari: ricordi privati di due maestri

Il cognome Salinari mi è sempre stato familiare, fin dall’infanzia. Mio padre era stato collega di Giambattista all’Umberto I, divenuto poi Pilo Albertelli in memoria del compianto professore trucidato dalla bestiale barbarie nazifascista alle Fosse Ardeatine. Ma papà, che era di tre anni più anziano di Giambattista e si era laureato con Giulio Bertoni in Filologia Romanza, era un uomo laconico e parlava pochissimo. […]

Lingua: Italiano
Pag. 15-35
Etichette:

Autore/i articolo: Paola Tricomi
Titolo articolo: Il sigillo di memoria nella Commedìa di Dante: un sentiero al di là dell’immagine

Questo articolo indaga le implicazioni simboliche e teologiche del “sigillo” (sigillo) nella Commedìa di Dante, distinguendo tra il sigillo come segno di riconoscimento e come marchio di esemplarità. Attingendo a fonti bibliche, patristiche e scolastiche, lo studio mostra come Dante rielabori questa duplice simbologia lungo tutto il Paradiso, in particolare attraverso figure come San Pietro, San Francesco, Raab, Beatrice e l’Arcangelo Gabriele. L’articolo dimostra come il sigillo funzioni come immagine concettuale che connette l’autorità terrena con la grazia divina, riflettendo la più ampia visione cosmologica e teologica di Dante. In definitiva, la distinzione tra le due tipologie di sigillo evidenzia l’interesse dantesco per la gerarchia spirituale (ordo) e la trasmissione della luce divina attraverso una catena di esemplari.

Lingua: Italiano
Pag. 37-43
Etichette: Dante Alighieri, La Divina Commedia, Paradiso,

Autore/i articolo: Paola Tricomi
Titolo articolo: «Nell’alumata mente»: storia di un’immagine alle origini della poesia italiana

L’articolo ripercorre l’evoluzione dell’immagine poetica della “mente alumata” (mente illuminata) dalla prima poesia siciliana e toscana fino a Dante. A partire da versi tradizionalmente attribuiti a Dante, si ricostruisce un percorso letterario e concettuale in cui l’amore si trasforma da fuoco interiore e passionale, centrato nel cuore, a fonte di illuminazione intellettuale. Attraverso autori come Giacomo da Lentini, Orbicciani, Guinizzelli, Cavalcanti e infine Dante, l’immagine si sposta dalla sofferenza emotiva a una visione dell’amore come conoscenza radiosa. In Dante, l’amore diventa luce divina che innalza sia il cuore sia l’intelletto, culminando in una sintesi poetica e spirituale in cui la “mente alumata” simboleggia la fusione di passione, ragione e trascendenza.

Lingua: Italiano
Pag. 45-57
Etichette: Amore, Conoscenza, Dante Alighieri,

Autore/i articolo: Massimo Seriacopi
Titolo articolo: Il canto VI dell’Inferno nei volgarizzamenti inediti di Pietro Alighieri e di Benvenuto da Imola

Attraverso le prese di posizione interpretative raccolte in due volgarizzamenti inediti di due dei massimi esegeti danteschi trecenteschi vengono analizzati gli episodi costitutivi del canto vi dell’Inferno e il modo in cui viene presentato il personaggio di Ciacco, con particolare attenzione al senso di distacco dagli odi e dalle invidie che caratterizzano le guerre civili fiorentine e al messaggio dantesco che ricerca le origini e le motivazioni delle lacerazioni politiche che affliggono la città natale e che gli costeranno un ingiusto esilio.

Lingua: Italiano
Pag. 59-63
Etichette: Commento, Interpretazione, Politica, Firenze

Autore/i articolo: Daniele Orlandi
Titolo articolo: «Fanciulli di rettorica». Dino Compagni nel secolo di Leopardi

Il contributo analizza la ricezione dell’opera del mercante, poeta e cronista, Dino Compagni, segnatamente la Cronica delle cose occorrenti ne’ tempi suoi, nel XIX secolo del romanticismo, del purismo e successivamente dell’entusiasmo risorgimentale testimoniato dal positivo riscontro di uno storico come De Sanctis. In particolare lo studio si concentra sul giudizio sul cronista di un filologo eccellente come Giacomo Leopardi. Il poeta di Recanati considerava quella del Compagni come una prosa innaturale e “gonfia” tanto da escludere le pagine dello storico fiorentino del XIV secolo dalla sua “Crestomazia italiana della prosa” del 1827. Dino sarà successivamente reinserito in una raccolta con aggiunte di Bruto Fabbricatore, allievo di Puoti, e antologizzato nel 1880 da Rigutini tra i prosatori ante Boccaccio. L’opera originale di Leopardi rimaneva quindi un progetto filologico personale e unico. La “Crestomazia” non fu solo una “tomba” della prosa trecentesca per Leopardi, ma anche un complemento alle Operette morali del 1827, contribuendo a definirlo, secondo Bollati, come il primo poeta maledetto dell’età borghese.

Lingua: Italiano
Pag. 65-76
Etichette: Filologia, Illuminismo, Medioevo, Romanticismo, De Sanctis, Dino Compagni, Giacomo Leopardi,

Autore/i articolo: Matteo Bosisio
Titolo articolo: Plutarco in coturno: la Cratasiclea di Paolo Bozi

L’articolo analizza la tragedia Cratasiclea del sacerdote, musicista e poeta Paolo Bozi (1591). L’opera prende come punto di riferimento i paragrafi conclusivi della Vita di Cleomene di Plutarco (LIII 32 – LVIII 37); lo scrittore elabora la biografia greca in analogia con il presente e secondo una prospettiva edificante e moralizzatrice. Il contributo si concentra quindi sulla rilettura talvolta ardita del testo di Plutarco e sulle innovazioni ideologiche introdotte da Bozi.

Lingua: Italiano
Pag. 77-89
Etichette: Tragedia, Cleomene, Paolo Bozi, Plutarco, Cratasiclea,

Autore/i articolo: Flavia Palma
Titolo articolo: «Nobile e grande, lo dirò pure, la sola vita me fece»: la nobiltà secondo Antonio Piazza

L’articolo indaga la rappresentazione della nobiltà veicolata dalla produzione romanzesca di Antonio Piazza. Si suggerisce che l’autore veneziano, sensibile al pensiero illuministico, non abbia soltanto sfruttato i suoi romanzi per definire le qualità del nobile perfetto, ma abbia trasformato alcune delle sue pagine in uno strumento di arguta satira contro il malcostume aristocratico, tenendo a mente la realtà sociale veneziana del tempo e i gusti dei suoi lettori. Particolare attenzione viene prestata al romanzo Il nobile immaginario (1771), la cui narrazione è giocata sull’applicazione in chiave romanzesca della teoria piazzana sulla nobiltà.

Lingua: Italiano
Pag. 91-102
Etichette: Nobiltà, Romanzo, Satira, XVIII secolo, Antonio Piazza,

Autore/i articolo: Vittorio Colombo
Titolo articolo: Una lettera di Luisa Stolberg a Karl Viktor von Bonstetten sul “C. Alfieri”

Una lettera di Luisa Stolberg a Karl Viktor von Bonstetten è riemersa nel mercato antiquario tedesco. La Stolberg menziona anche Alfieri.

Lingua: Italiano
Pag. 103-106
Etichette: Karl Viktor Von Bonstetten, Luisa Stolberg, Vittorio Alfieri,

Autore/i articolo: Pier Angelo Perotti
Titolo articolo: La fuga di don Abbondio

La discesa delle bande mercenarie alemanne nel territorio di Lecco induce la popolazione locale alla fuga, e non diversamente si regola don Abbondio, che però, in conseguenza della sua indole paurosa, ha un comportamento particolarmente codardo, che si manifesta anche durante la permanenza nel castello dell’innominato. Tipico del personaggio è anche il suo atteggiamento dopo il ritorno a casa, con il suo consueto cedimento alla prepotenza altrui, di chiunque si tratti. Risalta il carattere di Perpetua, come al solito deciso e contrapposto a quello del suo padrone.

Lingua: Italiano
Pag. 107-115
Etichette: Alessandro Manzoni, I promessi sposi,

Autore/i articolo: Pier Angelo Perotti
Titolo articolo: La vicenda di Geltrude nel Fermo e Lucia: un romanzo nel romanzo

Sono esaminate alcune pagine della biografia di Geltrude nel Fermo e Lucia, confrontandole con le corrispondenti dei Promessi sposi: è facile rilevare la differente estensione della digressione, che nella prima redazione del romanzo occupa oltre quattro capitoli, mentre in quella definitiva ne comprende soltanto due. Da tale sproporzione deriva la possibilità di considerare la vicenda nel Fermo e Lucia come una sorta di “romanzo breve” all’interno del romanzo complessivo, anziché un’opera indipendente sulla vita della monaca, alla stregua della Storia della colonna infame come corollario della descrizione della peste.

Lingua: Italiano
Pag. 117-125
Etichette: Alessandro Manzoni, Fermo e Lucia,

Autore/i articolo: Ignazio Castiglia
Titolo articolo: Mitografia di un bandito: Giovanni Tolu di Enrico Costa

Giovanni Tolu (1897), opera della maturità dello scrittore sassarese Enrico Costa, si presenta come trascrizione della confessione orale di un personaggio – il bandito di Florinas che dà il titolo al libro – combinata con interventi diretti dell’autore a corredo dei fatti, interventi che si sostanziano in approfondimenti storici e antropologici e nell’esposizione, a mo’ di cornice, delle circostanze relative alla collaborazione col fuorilegge e dell’improvvisa scomparsa di quest’ultimo prima ancora della pubblicazione del volume. Giovanni Tolu testimonia lo sforzo del Costa di rinnovare la letteratura sarda discostandosi dalla tradizionale imitazione scottiana e manzoniana – senza però abbandonarla del tutto – per approdare a un tipo di prodotto originale e audace a metà strada fra romanzo e inchiesta giornalistica in cui non solo invenzione, ricostruzione cronachistica e digressione etnografica si mescolano di continuo, ma la stessa componente narrativa appare frutto di una virtuosistica contaminazione di materiali quanto mai eterogenei.

Lingua: Italiano
Pag. 127-141
Etichette: Enrico Costa, Sardegna

Autore/i articolo: Alberto Brambilla
Titolo articolo: Appunti su Cannonate di Fedoro Tizzoni

Il saggio analizza un testo poco noto del variegato pianeta futurista, Cannonate, pubblicato a Trieste nel 1909 a pochi mesi dalla turbolenta serata futurista animata da Filippo Tommaso Marinetti. Scritto da due giovani triestini, Fedoro Tizzoni, ossia Fedoro Finzi e Aldo D’Altavilla (in cui si riconosce Aldo Oberdorfer), il piccolo volume prende spunto dal quasi coevo Revolverate di Gian Pietro Lucini. Scritto e confezionato in perfetto stile futurista, in effetti esso costituisce una beffa nei confronti del movimento guidato da Marinetti, di cui si critica l’eccessivo controllo esercitato sui singoli autori soffocando la loro originalità. Pur avendo compreso tale intento polemico, Marinetti non disdegna di diffonderlo per reclamizzare il Futurismo.

Lingua: Italiano
Pag. 143-150
Etichette: Futurismo, Doro Finzi, Filippo Tommaso Marinetti, Gian Pietro Lucini,

Autore/i articolo: Donato Sperduto
Titolo articolo: Dalla paura alla libertà: l’inquietudine esistenziale di Carlo Levi

Carlo Levi osservò attentamente i paesi che descrisse nei suoi libri. Con il suo primo libro, Paura della libertà (1939), si propose di “diagnosticare” il male che colpiva l’Europa agli albori della Seconda guerra mondiale, proponendone al contempo una coraggiosa risposta, un efficace rimedio. Prese in considerazione il Faust di Goethe e La catastrofe della Germania di Meinecke e, successivamente, nel libro La doppia notte dei tigli (1959) notò che la Germania non si era ancora ripresa dal trauma nazista : questa grande potenza europea continuava a dormire, a tenere gli occhi chiusi. Poi, nel 1973 fu lo stesso Levi ad essere colpito dalla cecità, ma anche in questo caso non si arrese. Tracciò più di 145 disegni della cecità e scrisse il suo ultimo libro, Quaderno a cancelli, in cui, con la filastrocca delle cinque dita, si scagliò contro i Fanti furfanti e tenne fede al suo impegno di “spia”, cioè di attento osservatore della realtà umana, mettendo in guardia l’uomo dagli adulti adulterati.

Lingua: Italiano
Pag. 151-162
Etichette: Guerra, Libertà, Nazismo, Carlo Levi, Friedrich Meinecke, Wolfgang Goethe, La doppia notte dei tigli, Paura della libertà, Quaderno a cancelli, Europa, Germania

Autore/i articolo: Milena Contini
Titolo articolo: Essi pensano ad altro e Casa d’altri: meditazioni sulla morte in Silvio D’Arzo

L’articolo indaga le diverse riflessioni sulla morte presentate da Silvio D’Arzo nel romanzo breve Casa d’altri (pubblicato postumo nel 1953) e nel romanzo Essi pensano ad altro (pubblicato postumo nel 1976). In entrambe le opere è presente il tema del dialogo tra la vita e la morte, presentato dall’autore attraverso riflessioni filosofiche dall’andamento carsico. Impulsi suicidari, eutanasie dell’anima e aspirazioni eutimiche si mescolano in un tessuto testuale complesso, frastagliato e dalle sfaccettature caleidoscopiche. La meditazione sulla conditio humana diviene, quindi, il filo rosso che amalgama narrazioni nelle quali la trama si riduce a un pretesto per sviscerare il senso dell’esistenza attraverso una lente d’osservazione ondivaga e distorta nella sua costante oscillazione tra beffardo disincanto e ingenuo stupore di stampo pascoliano.

Lingua: Italiano
Pag. 163-171
Etichette: Morte, Romanzo, XX secolo, Silvio D'Arzo,

Autore/i articolo: Ignazio Castiglia
Titolo articolo: Parole dall’Erebo: ontologia e panteismo in Hypsas di Valerio Mello

Hypsas, ultima raccolta poetica dell’agrigentino Valerio Mello, segna una svolta nella produzione di quest’autore : la poesia non scaturisce più, come in passato, da paesaggi urbani o scorci campestri, ma dalla filosofia, dalla letteratura, dai miti e dall’arte della civiltà classica : la realtà cittadina e gli occasionali incontri del vivere quotidiano non offrono più motivi di ispirazione al poeta, che si isola perciò in una turris eburnea popolata esclusivamente da pensatori e scrittori del passato. La stessa natura fenomenica è presente nella raccolta non mediante diretta osservazione dell’autore, ma filtrata attraverso il bagno lustrale della letteratura. Grazie alla poesia, i personaggi delle antiche saghe tornano così a popolare, con le loro eterne vicissitudini, la Valle dei Templi, in una esperienza mitica e mistica che recupera illusoriamente la bellezza e i valori di una civiltà perduta.

Lingua: Italiano
Pag. 173-177
Etichette: Classicismo, Mito, Natura, Eraclito,