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La parola del testo | 2025 | N. 1-2
Anno 2025 – N. 1-2
A cura di Paolo Perilli
Titolo articolo: Un’analisi sui persianismi dell’italiano
Gli scambi culturali delle civiltà europee romanizzate con l’area iranica ritrovano le loro radici nell’antichità classica. Questo fattore, che a un primo sguardo potrebbe sembrare banale, diventa rilevante se si confronta l’incidenza del mondo persiano con l’influenza della cosiddetta cultura araba che inizia la sua interazione con l’Europa latina più di un millennio dopo i primi rapporti culturali tra il mondo classico e la civiltà persiana. In questo articolo verrà analizzata l’influenza dei prestiti persiani sulla lingua e sulla cultura italiana in diversi periodi dello sviluppo di volgare italico: in particolare abbiamo preso in considerazione esempi concreti dei persianismi trasmessi dalla Persia alla penisola italiana. Nel presente contributo abbiamo cercato di analizzare la ricezione dei diversi tipi di prestiti anche nei confronti dell’uso originale nella lingua di partenza. È da ribadire che i prestiti persiani dell’italiano vengono classificati in due categorie generali : quelli entrati nell’italiano tramite le lingue classiche e altri che emergono nella prima fase di formazione della letteratura neolatina, tra il Duecento e gli inizi del Trecento. Abbiamo cercato di mostrare come i persianismi, nel corso di evoluzione del volgare italiano, arrivano molto raramente a far parte del patrimonio linguistico della Penisola tramite il neopersiano. Infatti l’italiano prevalentemente ha un rapporto indiretto con le lingue iraniche, al contrario del latino che ha la possibilità di ricevere direttamente dall’antico e dal mediopersiano.
Lingua: ItalianoPag. 15-25
Etichette: Iran
Titolo articolo: Il consiglio di Panfilo (Decameron X Conclusione)
Viene qui analizzato il discorso con cui l’ultimo re, Panfilo, propone persuasivamente ai suoi nove compagni di rientrare in una Firenze ancora appestata. Si mostra come le ragioni di Panfilo a favore del ritorno siano coerenti con quelle che hanno presieduto, due settimane prima, alla partenza e al soggiorno in contado della brigata : le parole finali di Panfilo si rispecchiano in quelle iniziali di Pampinea e Dioneo. Si rinvengono, nel Decameron, tutti i riferimenti alla peste, che così si rivela più forte del dichiarato proposito di quei giovani d’obliterarla completamente. A disciplinare in modo inesorabile il mondo delle novelle, spesso a prescindere dalle intenzioni dei personaggi e fuori del loro controllo, è la medesima logica del piacere che, secondo virtù, regola la «lieta brigata», sia quando questa decide di rifugiarsi in campagna, sia per il tempo che vi soggiorna, sia quando accetta di ritornare a Firenze. S’evidenzia altresì l’andamento narrativamente circolare del Decameron, cui topograficamente e cronologicamente corrispondono la partenza, un mercoledì, da Santa Maria Novella e il ritorno, di nuovo di mercoledì, nella medesima chiesa, in una città tuttavia afflitta dal contagio.
Lingua: ItalianoPag. 27-42
Etichette: Piacere, Epicuro, Decameron, Locus Amoenus, Firenze
Titolo articolo: La moglie senza marito e il romanzo veneziano del Settecento: un «libro da trattenimento» di Antonio Piazza.
Il saggio è dedicato a uno dei romanzieri più rappresentativi del secondo Settecento veneziano: Antonio Piazza. Focalizzandosi sul romanzo La moglie senza marito (1766), l’articolo analizza le strategie narrative e i motivi che caratterizzano l’opera, nonché le modalità di rielaborazione del modello romanzesco offerto da Pietro Chiari. Si dimostra come, anche in una delle opere appartenenti alla “fase giovanile” della produzione dell’autore, durante la quale il modello chiariano esercitava un’influenza consistente, Piazza abbia dimostrato un’innegabile perizia autoriale nella cosciente adozione di soluzioni narrative e stilistiche volte alla valorizzazione dell’equilibro tra racconto e riflessione moralistica all’insegna della brevità, avendo sempre a mente i gusti dei lettori.
Lingua: ItalianoPag. 43-56
Etichette: Romanzo, XVIII secolo, Antonio Piazza, Venezia
Titolo articolo: Ancora lettere inedite di Luisa Stolberg
Il lavoro tratta di due lettere inedite di Luisa Stolberg e di un manoscritto di Vittorio Alfieri, connesso ad una delle due.
Lingua: ItalianoPag. 57-64
Etichette: Francesco Tassi, Luisa Stolberg, Vittorio Alfieri,
Titolo articolo: Giuseppe Giusti, poeta del dissenso
Il contributo vuole delineare l’atteggiamento ironico e satiro presente nella produzione lirica del poeta, che utilizza il genere per contribuire a creare un senso critico e una possibilità di discussione aperta, nella quale lui stesso non si pone come il poeta-vate, ma come uomo fra gli uomini, disposto a mettersi in discussione, e ad aprire un discorso problematico e di lettura critica verso la realtà che lo circonda.
Lingua: ItalianoPag. 65-71
Etichette: Poesia, Satira,
Titolo articolo: Modernismo culturale e religioso: due aspetti del medesimo fenomeno
Nel corso del Novecento italiano il concetto di “modernismo” è servito soprattutto, con alcune eccezioni, per fare riferimento al movimento di riforma religiosa caratterizzante, a inizio 20° secolo, alcuni settori delle gerarchie ecclesiastiche e alcuni intellettuali, laici ma cattolici, che operavano all’unisono con queste. Solo nel corso degli ultimi dieci anni il medesimo concetto, seguendo un uso già canonizzato nel dibattitto anglofono, si è spostato a significare quel variegato panorama letterario che, dominato dai nomi di James Joyce, Marcel Proust, Virginia Woolf, Thomas Mann, Luigi Pirandello, ecc., si distinse non solo per l’introduzione di alcune fondanti innovazioni formali, ma anche per il suo consapevole operare all’interno di quella svolta epistemologica, di matrice nietzschiana, che considera in dissolvenza la possibilità, da parte del soggetto, di conferire un senso oggettivo a un reale fattosi molteplice e fluido (dominato da interpretazioni non riconducibili a un modello unitario). In questo articolo sosterrò la possibilità di tornare a intendere il modernismo religioso e quello letterario-culturale come aspetti di un medesimo fenomeno, vale a dire, per l’appunto, come momenti della medesima svolta epistemologica.
Lingua: ItalianoPag. 73-88
Etichette: Modernismo, Bergson Henri, Boine, Friedrich Nietzsche, Le Roy,
Titolo articolo: Metamorfosi di talismani, dalle Occasioni alla Bufera di Eugenio Montale
Il saggio si concentra, attraverso alcuni esempi, sui modi con cui vengono rappresentati i talismani nelle Occasioni e nella Bufera di Eugenio Montale. Se dapprima meritano tale definizione oggetti emblematici cui creature quali Dora Markus, offese dalla storia e disilluse, si aggrappano per resistere alla pena, sono infine le donne di per sé a divenire autentici talismani. Non più mere portatrici di simboli luminosi, le eroine di Montale, circonfuse da un’aura di sacralità, diventano simboli luminosi ; così, donne-talismano, risultano salvifiche : forse non per sé stesse e nemmeno per il poeta che da loro è ormai lontano, bensì per il resto degli uomini.
Lingua: ItalianoPag. 89-95
Etichette: Donne, Eugenio Montale,
Titolo articolo: Ungaretti e la poesia del nulla-naufragio: preghiera-canto come inveramento di parola
Il saggio dal titolo: Ungaretti e la poesia del nulla-naufragio: preghiera-canto come inveramento di parola esamina il percorso poetico ungarettiano, tentando di rintracciare i nessi Sacro-poesia espressi a partire dalla prima produzione in versi del poeta. Lo studio analizza in specifico alcuni testi lirici mettendoli in relazione con teorie poetiche al crocevia tra passato e modernità (Dante, Petrarca, Tasso, sant’Agostino, Pascal, Leopardi, e non solo): il filo conduttore dell’esamina è la relazione tra spazio-tempo/nulla-tutto, che fonda la poesia-preghiera del naufragio.
Lingua: ItalianoPag. 97-111
Etichette: Poesia, Giuseppe Ungaretti,
Titolo articolo: La brace del logos o del risarcimento della voce nella poesia di Luciano Cecchinel
Un esercizio di interpretazione di due emblematiche poesie di Luciano Cecchinel (in lingua e in dialetto) mostra, tra l’altro, come la monofaccialità del segno linguistico sia sorgente di una instabile semiosi di secondo grado lungo tracciati prosodico-testuali non lineari. Nello specifico, queste poesie costituiscono un’espressione del performativo assoluto, ovvero dei (non) luoghi di linguaggio in cui l’atto stesso del dire e il “corpo” del discorso restano sempre in primo piano, rivelandosi a fondamento del logos. Il codice, il suo proferimento, sono in grado di complicare, sublimare, riscattare il logos dall’angoscia che lo pervade. Così al nessunluogo che tematizza l’impasse esistenziale dell’io corrisponde un nonsaidove modellato dal logos-phoné, spazio extimo della parola incarnata nella voce in cui l’io riafferma (persino nel momento in cui concettualmente la nega) la propria presenza a sé stesso.
Lingua: ItalianoPag. 113-127
Etichette: Critica letteraria, Letteratura, Poesia, Luciano Cecchinel,
Titolo articolo: L’Enrico di Manfred Trojahn. Il metateatro in scena
In questo articolo propongo l’analisi dell’Enrico, commedia drammatica con musiche, del celebre compositore Manfred Trojahn, su libretto di Klaus H. Henneberg, la cui prima rappresentazione si tenne a Schwetzingen nel 1991, confrontandolo con il testo letterario del ben noto dramma Enrico iv di Luigi Pirandello a cui si ispira. Il lavoro parte da un’analisi del rapporto particolare ed altalenante che Luigi Pirandello ebbe con il teatro d’opera, per poi passare alla figura di Manfred Trojahn compositore eclettico e discusso. L’intento è quello di capire se la traduzione trans-mediale che viene condotta dal compositore tedesco abbia arricchito o tradito il testo di partenza.
Lingua: ItalianoPag. 129-141
Etichette: Teatro, Enrico VI, Luigi Pirandello, Manfred Trojahn,
Titolo articolo: La critica aumentata di Maurizio De Benedictis
In questo breve saggio viene descritta, attraverso le sue opere, la personalità umana e intellettuale di Maurizio De Benedictis (1951-2021), studioso originale e rigoroso nel campo delle discipline accademiche della storia della letteratura italiana e internazionale e della storia del cinema, presso l’Università di Roma La Sapienza. Viene citata come ricerca di critica aumentata la trilogia sulle figure di scrittori emblematici dal titolo Maledetti & anomali con saggi su Pier Paolo Pasolini (2017), Jean Genet (2017) e Yukio Mishima (2023) pubblicato postumo. Questi scrittori per De Benedictis vivono tra i pieni e i vuoti del linguaggio come fascinazione e rigetto nel dinamismo dei corpi e degli spazi nelle città vissute tra scrittura e vita, per tracciare gli elementi comuni nell’unicità di queste significative e scomode personalità artistiche novecentesche. Viene evidenziata nella ricerca di De Benedictis la centralità che egli attribuisce a Pasolini per l’importanza ontologica e semantica della parola e della nozione di «vita», tra poesia, letteratura e cinema come paradigma per interpretare le altre vite di Genet e Mishima sul modello « aumentato » di quelle parallele di Plutarco. Vengono poi descritti i suoi saggi fondamentali di analisi cinematografica sul montaggio e su Ejzenstein, quelli sulla storia del cinema americano, sul cinema italiano e sulla recitazione degli attori e infine i suoi romanzi e racconti. In breve, il saggio mette in luce la metodologia critica di De Benedictis che viene paragonato ad un detective che fa dire agli autori che studia, ciò che resta non detto. Egli fonda una analisi critica e una semiosi «aumentata», fatta di lettura rigorosa delle opere e compenetrazione nella vita intellettuale ed esistenziale degli artisti fin nei minimi dettagli, guidato dalla competenza letteraria e metodologica e dall’onestà intellettuale, per rendere omaggio e giustizia al loro sforzo creativo.
Lingua: ItalianoPag. 143-151
Etichette: Cinema, Letteratura italiana, Jean Genet, Pier Paolo Pasolini, Yukio Mishima,
Titolo articolo: Sperimentalismo linguistico e tensione tra scrittura e vita da Gadda a Pasolini ad Ejzenštejn nella ricerca scientifica di Maurizio De Benedictis
Il saggio si concentra sulla originale figura di studioso di Maurizio De Benedictis, per più di quarant’anni professore alla Sapienza di Roma, e autore di una trentina di volumi sul cinema e sulla letteratura ; esso mostra come i suoi studi siano caratterizzati da una prospettiva marcatamente interdisciplinare e intermediale, privilegiando per questa via una figura ancipite quale Pasolini, e come nel costante interesse alle deviazioni dalla tradizione linguistica essi individuino quali oggetti elettivi registi come Ejzenštejn e scrittori come Gadda, ma indaghino anche l’arte dell’attore attraverso un’attenzione ‘fenomenologica’ alla recitazione di interpreti come ad esempio Brando o Michel Simon. Punto di caduta tra lo sperimentalismo linguistico, la recitazione, ma anche la sua attività di romanziere (strettamente interrelata a quella di studioso) è una elaborazione del rapporto tra l’arte e la scrittura da un lato e la nozione di “vita’” dall’altro, avvertito come inconciliabile e anzi intimamente aporetico.
Lingua: ItalianoPag. 153-158
Etichette: Scrittura, Pier Paolo Pasolini, Sergej M. Ejzenštejn,
Titolo articolo: Sulle fonti di Erostrati e astripeti di Paolo Cherchi
Questo articolo presenta il libro di narrativa del Professor Paolo Cherchi, Erostrati e Astripeti, pubblicato da Il Maestrale (Nuoro) e vincitore del premio letterario Dessì (2000).
Oltre a cercare di individuare alcune fonti letterarie alla base di questa singolare opera narrativa, l’articolo riflette anche sull’originalità e unicità del libro. Cherchi, che come studioso è noto per la sua immensa conoscenza e il suo gusto per ciò che è “raro”, traduce le stesse qualità nel suo libro di narrativa. Lo chiarisce già il titolo, e lo si evince anche dalle spiegazioni dell’autore sul titolo del libro : erostrati sono i personaggi assetati di fama, e astripeti, sono gli stessi personaggi che tendono alla sublime altezza delle stelle. I protagonisti del libro di Cherchi sono tutti scrittori di provincia che aspirano all’immortalità. Il mondo in cui si muovono è pieno di libri rari, elementi oscuri, allusioni e citazioni. Il fatto che vivano in un ambiente provinciale acuisce le loro ambizioni di conquistare un pubblico cosmopolita attraverso il successo letterario. Da questa impostazione si capisce subito che il risultato rimane sempre nel genere della caricatura che bilancia i toni dell’ironia e del grottesco per ottenere un risultato incredibilmente comico. Cherchi costruisce una serie di medaglioni di personaggi ossessionati dalla fama e dal successo traendoli da un originalissimo mix di sapienza letteraria ed epica comica.
Pag. 159-169
Etichette: Filologia, Finzione, Grottesco, Ironia, Sardegna
Titolo libro/articolo recensito: Camilla, Tragedia, nuova edizione critica
A cura di: Michael Lettieri, Rocco Mario Morano
Edizioni: Società Editrice Fiorentina, Firenze – 2021
Lingua: Italiano
Pag. 173-174
Recensore/i: Carmine Chiodo
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Titolo libro/articolo recensito: Foglie. L’altro.
Edizioni: Eretica, Buccino – 2024
Lingua: Italiano
Pag. 175-177
Recensore/i: Antonio D’Elia
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