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La modernità letteraria | 2026 | N. 19
Anno 2026 – N. 19
A cura di Paolo Perilli
Titolo articolo: Pietre d’inciampo 2025. Un anno di poesia civile
L’autore fa un bilancio della poesia civile italiana pubblicata nel 2025, passando in rassegna 15 libri (5 antologie tematiche e 10 raccolte d’autore), di cui esamina temi e architetture, linguaggio e soluzioni formali, prossemica e umori, pregi e difetti. Dalla ricognizione emergono segnali incoraggianti di una ripresa dell’impegno civile, per contrastare le derive allarmanti della politica internazionale.
Lingua: ItalianoPag. 11-32
Etichette: Genocidio, Poesia,
Titolo articolo: De Roberto, France e la crisi di fine secolo
Il saggio analizza il rapporto che Federico De Roberto intrattiene con la crisi etica ed epistemologica della fin de siècle, soffermandosi in particolare sulla sua attività di giornalista culturale per il « Corriere della Sera ». Alcune recensioni dell’autore dei Viceré sul quotidiano milanese ce lo mostrano in grande sintonia con il «genio scettico» di Anatole France. Dall’accostamento tra lo scrittore siciliano e quello francese, che la critica ha finora proposto in modo sommario, emerge, di là dalle differenze, un condiviso relativismo/scetticismo da interpretare come risposta alla crisi e insieme eredità della scuola di Ernest Renan.
Lingua: ItalianoPag. 35-46
Etichette: Anatole France, Ernest Renan, Federico De Roberto,
Titolo articolo: È una questione di sentimento: Serafino, Hegel e il violinista
Il saggio affronta i Quaderni di Serafino Gubbio operatore di Pirandello a partire dalla categoria del sentimento, indagata attraverso un’analisi lessicografica che riconosce nel verbo «prendere» uno dei perni semantici del romanzo. Sullo sfondo della modernità e dello smarrimento del soggetto contemporaneo, viene esaminata la dichiarata impassibilità di Serafino come strategia narrativa ambigua, messa in tensione con la riflessione teorica di Pirandello sull’umorismo. Due episodi centrali – la sonata del violinista alla tigre e la morte dello stesso musicista – fungono da dittico ermeneutico: nel primo si prefigura una possibilità empatica dell’arte; nel secondo vengono individuate le tracce della critica hegeliana alla Gefühlstheologie di Schleiermacher presenti nel discorso di Simone Pau. Serafino emerge infine come figura dell’uomo comune secondo De Certeau : solo in apparenza passivo, egli oppone al dominio della razionalità tecnica una resistenza silenziosa e creativa, che trova espressione nella scrittura come pratica di sopravvivenza nella modernità.
Lingua: ItalianoPag. 47-57
Etichette: Modernità, Sentimento, Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Luigi Pirandello, Serafino Gubbio,
Titolo articolo: Abiti e mutazione femminile in Paola Masino tra romanzo e autobiografia
Il saggio analizza il motivo dell’abito nell’opera di Paola Masino, con particolare attenzione al rapporto tra Album di vestiti e Nascita e morte della massaia, interpretandolo come categoria simbolica nella costruzione dell’identità e nella rappresentazione della mutazione femminile. Attraverso una lettura che intreccia autobiografia, narrativa e riflessione culturale, l’articolo mostra come la scrittura vestimentaria di Masino trasformi l’abito da semplice elemento estetico in strumento di indagine dell’interiorità, maschera dell’io e segno di libertà creativa. Nei ricordi del guardaroba l’abito diventa memoria incarnata e inquieta, capace di scandire il tempo dell’esperienza e di rivelare tensioni profonde tra identità individuale, ruoli sociali e stereotipi di genere. In questa prospettiva, la figura della Massaia assume il valore di paradigma della crisi della femminilità nella società fascista e borghese, mentre il motivo vestimentario si configura come luogo privilegiato di resistenza simbolica e di riscrittura del corpo femminile. Il contributo propone dunque una rilettura dell’opera di Masino come anticipazione di una nuova soggettività femminile, capace di mettere in discussione il modello tradizionale dell’«angelo del focolare» e di elaborare una forma originale di emancipazione intellettuale.
Lingua: ItalianoPag. 59-74
Etichette: Autobiografia, Femminile, Identità, Paola Masino,
Titolo articolo: La nascita e la morte. Testori per Pasolini
Il confronto tra Pasolini e Testori, motivo ricorrente negli studi dell’ultimo quindicennio, permette di compilare il regesto delle convergenze e delle diversità, stilistiche, temperamentali, ideologiche, tra i due autori. Su questa base nel presente contributo la questione viene approfondita partendo dalla commovente testimonianza di Testori in morte di Pasolini, intitolata A rischio della vita, dove l’acuta percezione di una archetipica ferita, o mancanza, viene eletta a paradigma d’una condivisa antropologia. Essa, pur poggiando sul riconoscimento degli infiniti drammi dell’esistenza, rifiuta la maledizione del «dì natale», in nome di un comune sentimento della sacralità della nascita e di quando ne consegue. Si spiegano in quest’ottica gli interventi contro l’aborto, prima di Pasolini (1975) e poi di Testori (1981).
Lingua: ItalianoPag. 75-88
Etichette: Mistero, Religione, Giovanni Testori, Pier Paolo Pasolini,
Titolo articolo: «Grande frastuono di tamburi»: primi appunti sull’originale dell’Orlando furioso di Edoardo Sanguineti
Il saggio offre una prima descrizione del copione originale dell’Orlando furioso di Edoardo Sanguineti, finora ritenuto disperso e attualmente conservato presso il Centro Studi Interuniversitario dedicato al poeta genovese. Si tratta di un testo completo, che si conclude con la morte di Rodomonte e che ci permette di avere un’idea precisa dello spettacolo, corredato di idee registiche, che Sanguineti aveva ideato prima degli interventi di Luca Ronconi. Un documento fondamentale che illumina l’origine della prassi del ‘travestimento’.
Lingua: ItalianoPag. 89-103
Etichette: Edoardo Sanguineti, Luca Ronconi, Ludovico Ariosto,
Titolo articolo: «La tentazione letteraria è una minaccia». Una corrispondenza inedita tra Italo Calvino e Franco Rella
Si presenta uno scambio epistolare inedito di Franco Rella e Italo Calvino riguardo un tentativo narrativo-romanzesco del filosofo e critico letterario. Cercando di ricostruire il contesto del rapporto tra lo scrittore e il filosofo – caratterizzato da reciproca ammirazione – si tenta di leggere queste due lettere con un confronto tra saggistica e narrativa, sul filo di una terza personalità in gioco: Daniele Del Giudice, amico di entrambi e “testimone materiale” di questa corrispondenza.
Lingua: ItalianoPag. 107-113
Etichette: Daniele Del Giudice, Franco Rella, Italo Calvino, Paul Valery,