Le riviste sostenitrici
Italies | 2025 | N. 29
Anno 2025 – N. 29
Numero monografico: Crimes « excellents » du Moyen Age au XIXe siècle
A cura di Perle Abbrugiati
Titolo articolo: Introduzione al fascicolo.
Lingua: Francese
Pag. 5-9
Etichette: Cronaca, Delitto, Giustizia, Letteratura, Musica, Omicidio, Patriottismo, Pittura, Politica, Potere, Risorgimento, Romanticismo, Storia, Storiografia, Tragedia, Violenza, IX secolo, XIII secolo, XIV secolo, XIX secolo, XV secolo, XVI secolo, XVII secolo, XVIII secolo, XX secolo,
Titolo articolo: L’egemonia della volontà. Una lettura chiave per ripensare la colpa
L’articolo intende percorrere la ricerca di Arianna Brunori (Imputazione e colpa. L’invenzione della volontà, Macerata, Quodlibet, 2024) dedicata al progressivo affermarsi del dogma della volontà nell’etica e nella storia del diritto penale. In tal modo, sulla scia del libro di Brunori, è possibile seguire l’estensione del dominio della volontà fino a fissare la sua egemonia, necessaria a garantire il fondamento del criterio d’imputazione e perciò il collante della convivenza sociopolitica. Un passaggio chiave lungo questo percorso è segnato dalla riflessione sulla libertà umana nella Commedia di Dante.
Lingua: ItalianoPag. 13-18
Etichette: Delitto, Diritto, Etica, Letteratura, Teologia, XIV secolo, Dante Alighieri, La Divina Commedia, Italia
Titolo articolo: Il Pontefice galleggiante. Variazioni sul Sinodo del Cadavere
Ricorrendo alle cronache di Liutprando e di Gregorovius, in un primo momento il testo ricostruisce gli eventi relativi al cosiddetto Sinodo del cadavere (896-897), aventi come protagonisti i papi Stefano VI e Formoso. In una seconda sezione il presente scritto analizza il recupero e la rilettura che del medesimo episodio fa lo scrittore italiano Alberto Savinio in due racconti raccolti nella silloge intitolata Casa « La Vita » pubblicata nel 1943.
Lingua: ItalianoPag. 19-32
Etichette: Delitto, Letteratura italiana, IX secolo, XX secolo, Alberto Savinio, Casa « La Vita », Italia, Roma
Titolo articolo: « Capo ha cosa fatta ». Storia e parole di un omicidio a Ponte Vecchio
« Capo ha cosa fatta », scrive Dante nel XXVIII canto dell’Inferno, « Cosa fatta capo ha » diciamo noi oggi. Dietro questa espressione divenuta proverbiale si cela un fatto di cronaca nera che ha come sfondo la Firenze di inizio Duecento e che solleva, come testimoniano i cronisti, un forte turbamento negli animi fiorentini. A pronunciare la formula di vendetta nei confronti di Buondelmonte dei Buondelmonti è Mosca dei Lamberti, che propone la soluzione più drastica e irrimediabile: l’omicidio. Si ripercorre la vicenda di una promessa infranta, un matrimonio mancato e un omicidio avvenuto su Ponte Vecchio la domenica di Pasqua del 1216, mettendo in luce l’intreccio tra dinamiche politiche e fatti privati. È proprio questo conflitto interno, specchio di una città « partita », a essere considerato l’inizio simbolico della discordia tra guelfi e ghibellini.
Lingua: ItalianoPag. 33-44
Etichette: Conflitto, Cronaca, Medioevo, Omicidio, Politica, XIII secolo, Dante Alighieri, Inferno XXVIII, Firenze, Toscana
Titolo articolo: Il processo e la condanna a morte di Corradino di Svevia tra politica e diritto
Il saggio qui proposto intende problematizzare il processo e la condanna a morte di Corradino di Svevia, l’ultimo rampollo degli Hohenstaufen tra le ragioni della politica e quelle del diritto. Dopo avere ripercorso le tappe della sfortunata discesa in Italia dell’erede svevo tra i consensi dei Ghibellini italiani e d’oltralpe e le reiterate condanne da parte dei papi volte a delegittimarlo, e a riconoscere la sua inidoneità a regnare che culmineranno con la scomunica del 18 novembre 1267, si è fatta luce sull’enigmatico e controverso processo a Corradino e sulla sua condanna di cui si scoprirà la vera mente di questo storico misfatto nella stessa figura di Clemente IV e e del suo esecutore materiale (braccio secolare), Carlo d’Angiò, fedele difensore degli interessi temporali della Curia romana. Verranno ripercorsi i capi di accusa e le derive del diritto rispetto alle normative in vigore e alle consuetudini cavalleresche del tempo. L’esecuzione capitale di Corradino e dei suoi più fedeli seguaci avvenuta a Napoli il 29 ottobre 1268 fu un delitto politico evitabile? La ragion di Stato ha avuto il sopravvento? Che tipo di messinscena è stata adottata? Quali sono state le conseguenze e le reazioni?
Lingua: ItalianoPag. 45-62
Etichette: Diritto, Giustizia, Omicidio, Politica, XIII secolo, Italia
Titolo articolo: « Nulla fere est Deo acceptior hostia tyramni sanguine ». Note su crimini e omicidi politici in Boccaccio
L’articolo esamina il tema degli omicidi politici nelle opere di Boccaccio. In particolare, nel De casibus virorum illustrium vengono biasimati i crimini dei tiranni come prova della loro disumanità. Il racconto storico di Boccaccio punta a veicolare una lezione morale: perciò, viene sorretto da uno stile icastico, che predilige l’impatto visivo, le scene macabre e raccapriccianti, le continue amplificazioni, le morti atroci. Dunque, il De casibus vuole sferzare il lettore, affinché egli possa ricevere un messaggio inequivocabile e avvalersi di un insegnamento utile; sicché, lo scrittore con la sua trattazione arriva a giustificare le congiure e, persino, l’uccisione dei tiranni.
Lingua: ItalianoPag. 63-76
Etichette: Omicidio, Politica, XIV secolo, Giovanni Boccaccio, De casibus virorum illustrium, Italia
Titolo articolo: « Parlando della congiurazione di Catellina (Rett. 102, 5) ». Rilievi sulla figura di Catilina a Firenze tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo
Tra la fine del xiii e l’inizio del xiv secolo, a Firenze si assiste a significativo fenomeno di riscoperta della storia romana d’età repubblicana, da cui vengono ricavati modelli comportamentali da proiettare sull’attualità politica. Il contributo si propone di evidenziare come la congiura compiuta da Catilina, exemplum negativo per eccellenza, si presti in modo particolarmente efficace ad una rilettura funzionale alla turbolenta vita politica del Comune fiorentino. A tal fine si prenderanno in esame diversi testi che richiamano la figura del cospiratore, con particolare attenzione alla bolla Rex pacificus di papa Benedetto XI e al volgarizzamento del De coniuratione Catilinae ad opera di Bartolomeo da San Concordio. Questi ultimi due documenti, infatti, introducono una rilevante innovazione: l’immagine di Catilina, attraverso una reinterpretazione in chiave cristiana, viene assimilata a quella di un peccatore dai tratti quasi demoniaci, capace di fungere da monito non solo sul piano politico e civile, ma anche su quello morale e religioso.
Lingua: ItalianoPag. 77-86
Etichette: Cronaca, Delitto, Omicidio, Politica, Storia, Volgarizzamento, XIII secolo, XIV secolo, Bartolomeo da San Concordio, De coniuratione Catilinae, Italia
Titolo articolo: Le lettere mantovane di Bernardo Tasso (1563-1569). Tra esercizio della giustizia e identità letteraria
Al termine di una lunga carriera, Bernardo Tasso ricopre vari incarichi nella giurisdizione criminale del ducato di Mantova, confrontandosi con reati minori e con i limiti della giustizia di fronte alla disperazione e alla povertà. Di questa esperienza, maturata tra il 1563 e il 1569, resta un corpus di oltre duecento lettere autografe conservate presso l’Archivio di Stato di Mantova ; documenti poco studiati per la loro natura documentaria, ma preziosi per ricostruire tanto il contesto storico-politico, quanto il quadro sociale del territorio gonzaghesco. Il contributo intende presentare uno studio di queste lettere, da un lato, mettendo in luce le posizioni di Tasso sulle questioni legate all’esercizio della giustizia, dall’altro evidenziando la tensione retorica e i valori letterari che pervadono la sua scrittura, anche nell’ambito dell’attività amministrativa.
Lingua: ItalianoPag. 87-100
Etichette: Delitto, Epistolario, Giustizia, Letteratura, Politica, Rinascimento, Storia, XVI secolo, Bernardo Tasso, Italia, Lombardia
Titolo articolo: Lorenzino e Alessandro. L’assassinio del primo duca di Firenze da Varchi a Giovio
Il presente contributo si propone di confrontare le versioni tramandate da Benedetto Varchi, Bernardo Segni, Filippo de’ Nerli e Paolo Giovio del tirannicidio compiuto la notte tra il 5 e il 6 gennaio 1537 da Lorenzino de’ Medici ai danni del cugino Alessandro, primo duca di Firenze. Di Lorenzino, figura enigmatica e sfuggente, viene inoltre ripercorsa la vicenda biografica fino al delitto, con l’intento di rintracciare le controverse giustificazioni di quello che la maggior parte dei fuoriusciti fiorentini considerò a tutti gli effetti un « Bruto toscano ».
Lingua: ItalianoPag. 101-114
Etichette: Cronaca, Delitto, Omicidio, Rinascimento, Storia, XVI secolo, Benedetto Varchi, Bernardo Segni, Filippo de’ Nerli, Paolo Giovio, Toscana
Titolo articolo: Quando la storia si tinge di giallo. I delitti Castelví e Camarasa nella Sardegna del 1600
L’interesse per la cronaca nera fa capire che il lato oscuro dell’animo umano può attirare l’attenzione, spingendo ad analizzare situazioni e moventi degli omicidi, siano essi storici o contemporanei. In questo lavoro si analizzerà un triste spaccato della storia della Sardegna del xvii secolo. Un viceré innocente, accusato di aver ordinato l’omicidio di uno dei nobili del tempo, verrà condannato dalla giustizia popolare sotto lo sguardo compiaciuto dei veri colpevoli. Affinché la giustizia faccia il proprio corso si dovranno aspettare tempo e persone con nessun tipo di rapporto con la nobiltà.
Lingua: ItalianoPag. 115-128
Etichette: Cronaca, Delitto, Giustizia, Omicidio, Storia, XVII secolo, Sardegna
Titolo articolo: In tribunale come a teatro. L’eco mediatica del processo Fadda
Il quadro di Francesco Netti In corte d’assise del 1882 ritrae un gruppo di donne intente a seguire il processo, celebratosi nel 1879, per l’omicidio del capitano Giovanni Fadda, avvenuto l’anno precedente per mano del cavallerizzo Pietro Cardinali, amante della moglie dello stesso Fadda, Raffaella Saraceni. Ponendo al centro della scena il pubblico delle signore in tribunale (con tanto di binocolo) piuttosto che gli imputati e la corte, Netti ben rappresentava la “spettacolarizzazione” del processo che suscitò il morboso interesse dell’opinione pubblica, solleticata ad arte da alcuni giornali che specularono sui particolari scabrosi della vicenda per aumentare le proprie tirature. Giosuè Carducci stigmatizzò il fenomeno mediatico sollevatosi intorno al processo con dei versi che entrarono a far parte di Giambi ed Epodi mentre qualche anno dopo Emilio De Marchi, nel suo romanzo Il cappello del prete (1887), traendo spunto dagli echi di cronaca, metteva in scena, non senza sarcasmo, l’influenza della stampa nei confronti non solo dell’opinione pubblica ma persino della polizia e dei giudici dei tribunali.
Lingua: ItalianoPag. 129-141
Etichette: Cronaca, Giornalismo, Giustizia, Omicidio, Pittura, Stampa, XIX secolo, Emilio De Marchi, Giosuè Carducci, Giambi ed Epodi, Il cappello del prete, Italia, Roma
Titolo articolo: Attentati anarchici di fine Ottocento tra antropologia criminale e canzoni popolari. Il caso di Sante Caserio
Nell’ultimo decennio del secolo, vari attentati anarchici colpirono rappresentanti di Stati europei. L’assassinio del presidente francese Sadi Carnot per mano di Sante Caserio ricevette grande attenzione da parte di Cesare Lombroso e Alexandre Lacassagne. Come Giovanni Passannante, Caserio metteva in crisi la classificazione lombrosiana per le sue caratteristiche particolari, ma fu comunque ricondotto a quello schema e presentato come criminale comune. Questo intervento analizza la rappresentazione di Caserio e di altri anarchici nella stampa e cultura popolare italiana, e l’influenza esercitata dalla prospettiva lombrosiana su quella narrazione, attraverso l’analisi di corrispondenze, articoli e canti popolari.
Lingua: ItalianoPag. 143-157
Etichette: Antropologia, Canto popolare, Criminalità, Omicidio, Politica, Positivismo, Stampa, XIX secolo, Italia
Titolo articolo: Dramaturgies du crime au nom de Rome. La caduta de’ Decemviri (1697) et Il trionfo della libertà (1707)
Questo articolo si interessa alla rappresentazione dei crimini nell’opera italiana tra il 1690 e il 1710. Se la loro presenza è sporadica nel repertorio lirico veneziano del xvii secolo, essa risulta invece accentuata in La caduta de’ Decemviri (1697) e Il trionfo della Libertà, due libretti composti rispettivamente da Silvio Stampiglia e Frigimelica Roberti. Entrambi ispirati a un episodio della storia di Roma tratto da Tito Livio, costruiscono trame e situazioni drammatiche che conducono al figlicidio, sia esso compiuto per salvare l’onore o per rispettare la legge romana. Tra amore paterno e amor di patria, Lucio Virginio nel primo dramma e Giunio Bruto nel secondo si inscrivono, attraverso questo atto mostruoso, in una scrittura dell’orrore e del tragico.
Lingua: FrancesePag. 161-176
Etichette: Delitto, Dramma, Libretto d’opera, Patria, Tragedia, XVII secolo, Frigimelica Roberti, Silvio Stampiglia, Il trionfo della Libertà, La caduta de’ Decemviri, Italia
Titolo articolo: Dalla storia romana alla letteratura. La morte di Lucrezia fra Seicento e Ottocento
Narra Tito Livio che Lucrezia, bella e pudica matrona romana, violata da Sesto Tarquinio, rinunciando alla vita piuttosto che all’onore, si trafisse con un pugnale davanti ai suoi parenti. La sua morte infiammò lo sdegno del popolo, già insofferente verso la dinastia regnante su Roma, e contribuì alla cacciata dei re. L’episodio, in realtà, non consiste in un omicidio, bensì in un suicidio; tuttavia, appare indiscutibile attribuire la responsabilità primaria della morte di Lucrezia al suo assalitore. La storia dell’eroina liviana conobbe in Italia, tra Seicento e Ottocento, una vasta fortuna lirica e tragica. Il saggio propone una prima analisi, in un’ottica comparatistica, delle diverse declinazioni con cui il personaggio e le circostanze della morte di Lucrezia vengono affrontate in versi in questo arco temporale.
Lingua: ItalianoPag. 177-193
Etichette: Comparatistica, Delitto, Letteratura, Storia, Suicidio, Teatro, Tragedia, XIX secolo, XVII secolo, XVIII secolo, Tito Livio, Italia, Roma
Titolo articolo: Du tyrannicide comme exemplum virtutis patriotique à la tragédie consommée de l’idéal risorgimentale. Crimes et conspirations dans le regard de Francesco Hayez et d’Odoardo Borrani
Due quadri dell’Ottocento italiano a confronto: il primo, La congiura dei Lampugnani (1826-1829) di Francesco Hayez, raffigura l’assassinio premeditato di un duca sul punto di compiersi; il secondo, Ritrovamento del cadavere di Jacopo de’ Pazzi (1864) di Odoardo Borrani, il disseppellimento del cadavere di un oligarca brutalmente giustiziato. Se a prima vista entrambi illustrano episodi chiave dell’« età delle congiure », a un’analisi più attenta alludono a due fasi ben distinte del Risorgimento e riflettono due stati d’animo opposti: i primi moti carbonari e il periodo post-unitario, l’entusiasmo dello slancio patriottico e la « delusione risorgimentale », l’attimo teatrale ed eroico che precede l’attentato e il momento prosaico e macabro che segue il fallimento della congiura. La pittura storica romantica, agiografica e trionfalistica, cede il passo alla rappresentazione disincantata di un sordido fatto di cronaca.
Lingua: FrancesePag. 195-213
Etichette: Delitto, Omicidio, Patriottismo, Pittura, Risorgimento, Romanticismo, Storia, XIX secolo, Francesco Hayez, Odoardo Borrani, La congiura dei Lampugnani, Ritrovamento del cadavere di Jacopo de’ Pazzi, Firenze, Italia, Milano
Titolo articolo: Lorenzino de’ Medici assassino e vittima nella letteratura e nell’arte
Le vicende di Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, letterato e autore teatrale imbevuto di classicismo e teorie filosofiche, uccisore del dissoluto duca Alessandro e assassinato a sua volta, hanno sempre colpito la fantasia di letterati e artisti. Dopo il racconto quasi « cinematografico » del Varchi, il primo crimine ispira presto in tutta Europa opere sceniche e illustrazioni che lo interpretano alternativamente come tirannicidio, tragedia dell’invidia, disperata vendetta. L’attenzione si riaccende a fine ’700 e accompagna le successive dispute politiche e civili, tema di tante opere teatrali, figurative, musicali. Il fortunato Lorenzaccio teatrale di De Musset, raffigurato a fine ’800 da un noto poster di Alfons Mucha, è poi rivisitato dai film di Guido Brignone e Raffaello Pacini e totalmente « rivisto » dal teatro di Carmelo Bene. La tragica morte di Lorenzino trova speciale riscatto e celebrazione nel 1837 in un dipinto di Giuseppe Bezzuoli.
Lingua: ItalianoPag. 215-231
Etichette: Delitto, Dramma, Illustrazione, Letteratura, Omicidio, Pittura, Storia, XVI secolo, Italia, Toscana
Titolo articolo: La congiura di Giuda nel teatro del primo Novecento
Pur conservando il suo ruolo di motore della Passione, la congiura ordita da Giuda contro Cristo si presta a una molteplicità di interpretazioni ermeneutiche che, al di là della colpa, la inseriscono in un disegno più ampio, in cui il traditore assume un ruolo decisivo. L’autodeterminazione letteraria di Giuda – al netto di una vasta produzione narrativa incentrata sulla sua figura – ha trovato nella pièce dramatique contemporanea un inedito protagonismo: non più vincolato alla secolare tradizione dei drammi pasquali, il personaggio emerge con una profondità psicologica peculiare, attraverso l’analisi delle motivazioni che lo spingono al tradimento. Il Giuda di Enrico Pea (1918) è solo uno dei numerosi esempi di questa rilettura drammaturgica, che tende a una sorta di riabilitazione del personaggio, immaginandolo, per effetto di un patriottismo condiviso, come il capo del popolo ebraico nella resistenza contro la dominazione imperiale.
Lingua: ItalianoPag. 233-246
Etichette: Delitto, Dramma, Letteratura, Patriottismo, Religione, Teatro, Tradimento, XX secolo, Enrico Pea, Giuda, Italia
Titolo articolo: Du Coniurationis commentarium à Maledetti toscani. Politien relu par Malaparte
Questo articolo intende analizzare il modo in cui Curzio Malaparte, nel capitolo VII di Maledetti toscani (1956), riprende il racconto della Congiura dei Pazzi fatto da Angelo Poliziano, testimone dell’evento, nel Coniurationis commentarium (1478), proponendone una riscrittura comica fondata su un sistema di citazioni, commenti e correzioni. Vedremo che da questa duplice logica, tra rivendicazione di continuità e riappropriazione dissacrante, scaturiscono significati ideologici, letterari e identitari fondamentali. La Congiura, al contempo evento storico e oggetto letterario, viene messa al servizio della celebrazione di una toscanità trans-storica, contrassegnata in particolare da un atteggiamento antiretorico. Essa consente inoltre a Malaparte di affermare la propria identità di scrittore toscano, erede di una lunga tradizione culturale, e di esporre, in filigrana, una riflessione sui rapporti complessi tra letteratura e Storia.
Lingua: FrancesePag. 247-258
Etichette: Delitto, Identità, Letteratura, Omicidio, Storia, XVI secolo, XX secolo, Angelo Poliziano, Curzio Malaparte, Coniurationis commentarium, Maledetti toscani, Italia
Titolo articolo: Les morts violentes de deux personnages historiques dans les romans d’Umberto Eco. Fra Dolcino dans Il nome della rosa et Frédéric Barberousse dans Baudolino
Quando scrive Il nome della rosa, Umberto Eco attribuisce all’esecuzione di Fra Dolcino nel 1307 un significato politico ben preciso. Poiché Dolcino era all’epoca a capo dell’Ordine dei Frati Apostolici, la cui dottrina si fondava sul millenarismo di Gioacchino da Fiore e sull’ideale di povertà francescano, e poiché lui e i suoi seguaci erano stati spinti ad azioni violente, è possibile intravedere un parallelo con l’ideologia comunista moderna, alla quale in Italia si richiamavano le Brigate Rosse per giustificare i loro atti terroristici. Nel romanzo Baudolino, Eco costruisce un caso criminale ispirato al modello del locked room murder mystery intorno alla morte accidentale di Federico Barbarossa nel 1190, avvenuta mentre attraversava il fiume armeno Saleph. Con un approccio giocoso e postmoderno, insinua il sospetto che l’imperatore sia stato in realtà assassinato e che la sua morte per annegamento sia stata solo una messinscena.
Lingua: FrancesePag. 259-269
Etichette: Comunismo, Omicidio, Romanzo, Romanzo giallo, Storia, XX secolo, Umberto Eco, Baudolino, Il nome della rosa, Italia
Titolo articolo: Verso Medea di Emma Dante. Oltre l’uccisione, la sterilizzazione, analyse de la pièce
In questo articolo ci concentreremo sulle ragioni dei delitti di Medea in chiave ermeneutica nell’adattamento scritto e diretto da Emma Dante. Il movente del figlicidio e degli altri delitti verrà analizzato attraverso la prospettiva della drammaturga, che attualizza la tragedia di Euripide ambientandola in una Sicilia contemporanea densa di immagini e simboli. Proveremo a interpretare il processo che porta Medea al figlicidio, avvalendoci degli studi di Metka Zupancic sul mito orfico e di Maureen Murdock sul percorso psichico nella donna. Il mito di Orfeo, alle origini della cultura occidentale, ha contribuito nei secoli a consolidare lo stereotipo femminile: invisibile come Euridice (e quindi complice della superbia maschile) o distruttrice (e dunque assimilata al demonio). La donna è rimasta intrappolata tra queste due polarità. Ed è proprio questa dualità, meglio espressa come binarità, che l’eroina dantiana vuole superare attraverso il suo viaggio psichico.
Lingua: ItalianoPag. 271-285
Etichette: Adattamento, Delitto, Ermeneutica, Mito, Teatro, Tragedia, XX secolo, Emma Dante, Verso Medea, Italia, Sicilia
Titolo libro/articolo recensito: Les météores. Peindre la tempête à la Renaissance
A cura di: Thomas Golsenne, avec la collaboration de Maurice Brock, Sylvain Dubus, Corinne Luca Fiorato et Catherine Vermorel
Edizioni: Droz, Genève – 2025
Lingua: Francese
Pag. 289-291
Recensore/i: Jean-Marc Rivière
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Titolo libro/articolo recensito: Savonarole. L’arme de la parole
Edizioni: Passés composés, Paris – 2024
Lingua: Italiano
Pag. 292-295
Recensore/i: Carolina Truzzi
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A cura di: Emilio Russo e Franco Tomasi
Edizioni: Carocci, Roma – 2023
Lingua: Italiano
Pag. 295-298
Recensore/i: Martina Caterino
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A cura di: Federica Alziati, Maiko Favaro e Giacomo Vagni
Edizioni: I libri di Emil, Città di Castello – 2024
Lingua: Italiano
Pag. 298-301
Recensore/i: Carolina Truzzi
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Titolo libro/articolo recensito: Assenza, più acuta presenza. Manzoni lettore inquieto di Voltaire
Edizioni: Pàtron Editore, Bologna – 2024
Lingua: Francese
Pag. 301-304
Recensore/i: Judith Obert
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Titolo libro/articolo recensito: Strategie testuali dell’umorismo nelle Confessioni d’un italiano di Ippolito Nievo
Edizioni: Interlinea, Novara – 2024
Lingua: Francese
Pag. 304-307
Recensore/i: Michela Toppano
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A cura di: Céline Frigau Manning
Edizioni: Classiques Garnier, Paris – 2025
Lingua: Francese
Pag. 307-309
Recensore/i: Brigitte Urbani
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A cura di: Christophe Mileschi et Martin Rueff
Edizioni: L’Herne, Paris – 2024
Lingua: Francese
Pag. 310-311
Recensore/i: Greta Gribaudo
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Titolo libro/articolo recensito: La rivolta di Caporetto, il confino, l’Europa. Storia e scrittura in Curzio Malaparte
Edizioni: Franco Cesati Editore, Firenze – 2025
Lingua: Francese
Pag. 312-314
Recensore/i: Stefano Magni
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Titolo libro/articolo recensito: L’apocalisse dialogica. Scambi di battute nella poesia italiana del Novecento
Edizioni: Carocci, Roma – 2024
Lingua: Francese
Pag. 314-316
Recensore/i: Andrea Bongiorno
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A cura di: Claudio Milanesi
Edizioni: Carabba, Lanciano – 2024
Lingua: Italiano
Pag. 316-317
Recensore/i: Roberta Sapino
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Titolo libro/articolo recensito: Fontana. L’avanguardia epigenetica
Edizioni: Vita Nostra Edizioni, coll. « ExtraVaganti », Roma – 2025
Lingua: Italiano
Pag. 318-321
Recensore/i: Stefano Magni
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Titolo libro/articolo recensito: Controcanti. Testi per musica, con un saggio di Barbara Meazzi
Edizioni: Molesini Editore, Venezia – 2024
Lingua: Italiano
Pag. 321-325
Recensore/i: Stefano Magni
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Titolo libro/articolo recensito: Elena Ferrante. Parole chiave
Edizioni: Edizioni e/o, Roma – 2018
Lingua: Francese
Pag. 325-328
Recensore/i: Sabrina Michel Cassany
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Titolo libro/articolo recensito: Elena Ferrante. Poetiche e politiche della soggettività
Edizioni: Mimesis Edizioni, Milano – 2020
Lingua: Francese
Pag. 328-330
Recensore/i: Mariaconsiglia Arianna
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Titolo libro/articolo recensito: Le vent passe et la nuit aussi
Traduttore: Marianne Faurobert
Edizioni: Editions Liana Levi, Paris – 2025
Lingua: Francese
Pag. 330-333
Recensore/i: Marie Tischmacher-Misceli
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A cura di: Andrea Cavalletti
Edizioni: Quodlibet, Macerata – 2023
Lingua: Italiano
Pag. 333-336
Recensore/i: Pietro Della Sala
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A cura di: Marine Aubry Morici
Edizioni: Il Verri edizioni, Milano – 2024
Lingua: Italiano
Pag. 336-338
Recensore/i: Federica Gianni
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Titolo libro/articolo recensito: Son qui, m’ammazzi
Edizioni: Einaudi, Torino – 2025
Lingua: Italiano
Pag. 338-340
Recensore/i: Giovanni Luca Montanino
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A cura di: Armelle Girinon et Fiona Lejosne
Edizioni: Presses de la Sorbonne Nouvelle, coll. « Les fondamentaux de la Sorbonne Nouvelle », Paris – 2024
Lingua: Francese
Pag. 341-343
Recensore/i: Brigitte Urbani
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A cura di: Virginia Caporali
Edizioni: Edizioni dell’Orso, coll. « Biblioteca Mediterranea », Alessandria – 2023
Lingua: Francese
Pag. 344-346
Recensore/i: Donatienne Borel
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A cura di: Inmaculada Rodríguez Moya et Eva Calvo
Edizioni: Universidad de Murcia, Servicio de Publicación, Murcia – 2022
Lingua: Francese
Pag. 346-349
Recensore/i: Laura Ciffolillo
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