Le riviste sostenitrici
Italianistica | 2026 | N. 1
Anno 2026 – N. 1
A cura di Paolo Perilli
Titolo articolo: «O il mio bel Ganimede o la mia Venere»: costellazioni queer nella lirica del tardo Quattrocento
Questo saggio esamina il gender-shifting dell’io e del tu lirico nella poesia di Tommaso Baldinotti (1451-1511) di Pistoia sulla base di un’ampia rassegna di testi. Sono state esaminate integralmente tre raccolte: Petretum, Liber Pamphilianus e le tre raccolte omoerotiche dal codice Forteguerriano A 58. Sebbene le raccolte poetiche di Baldinotti siano state recentemente edite, rimangono completamente inesplorate. Il saggio mostra come Baldinotti usi la poesia per sperimentare con diverse costellazioni amorose e le rispettive situazioni di enunciazione lirica. Oltre alla classica situazione comunicativa petrarchista, in cui un io maschile si rivolge a un tu femminile, il poeta pistoiese mette in scena situazioni comunicative omoerotiche. L’oscillazione tra un oggetto d’amore contrassegnato come maschile e uno contrassegnato come femminile può certamente essere interpretata come una tattica di occultamento. Tuttavia, bisogna riconoscere che la persona lirica di Baldinotti dichiara esplicitamente anche di desiderare allo stesso tempo un partner amoroso maschile e uno femminile. L’autore sperimenta con l’assunzione di una voce femminile, si rivolge sia a un oggetto d’amore maschile sia a uno femminile e, talvolta, astenendosi da chiari riferimenti di genere, crea situazioni enunciative queer che consentono a chi legge assoluta libertà nell’immaginare la costellazione di genere descritta. Su questa base, la situazione enunciativa nella poesia di Baldinotti può essere vista, per la prima volta, come queer.
Lingua: ItalianoPag. 11-22
Etichette: Erotismo, Omosessualità, Petrarchismo, XV secolo, Tommaso Baldinotti,
Titolo articolo: Da Alberto Moravia a Franco Rossetti: Delitto al circolo del tennis (Italia 1969). Un adattamento cinematografico dialettico-ideologico
Questo contributo analizza il film di Franco Rossetti Delitto al circolo del tennis (Italia 1969), e ne enuclea il discorso socio-politico alla luce di una nuova e precisa interpretazione del racconto di Moravia Delitto al circolo di tennis del 1928, di cui la sceneggiatura riprende intenzionalmente il titolo, ma poco altro. A una visione corrente, la percezione generale è che il film, proditoriamente, non conservi niente del racconto originario, arrivando a offrire al suo pubblico una storia del tutto diversa. Qui si intende dimostrare, tuttavia, come tale dissomiglianza manifesta si riveli, in una logica adattativa ‘metatestuale’, l’elemento stabilizzante che permette di approdare a un livello di corrispondenza più profonda e convintamente dialettica.
Lingua: ItalianoPag. 23-40
Etichette: Capitalismo, Cinema, XX secolo, Alberto Moravia, Bernardo Bertolucci, Franco Rossetti,
Titolo articolo: Intrecci arganiani: due linguaggi a confronto
Giulio Carlo Argan riconosce la possibilità di una parziale erosione delle barriere semiotiche fra parola e immagine, pur nel rispetto della specificità dei due linguaggi, e si avvale di espressioni derivate da discipline quali la linguistica, la grammatica, la storia della lingua, la storia della letteratura per rendere più chiara la trattazione di fenomeni figurativi. Questo lavoro adotta uno sguardo interdisciplinare per analizzare le strategie con le quali Argan nella Storia dell’arte italiana (1968-1970), nel l’Arte moderna. 1770-1970 (1970), nei saggi e nelle raccolte di saggi utilizza lessemi e sintagmi provenienti dall’ambito letterario e linguistico per illuminare i grandi snodi critici della storia dell’arte. L’esame della produzione di Argan, finora scrutata da un’angolatura prettamente storico-artistica, dalla prospettiva degli studi letterari potrebbe suggerire una metodologia innovativa per futuri sviluppi.
Lingua: ItalianoPag. 43-54
Etichette: Dialetto, Argan, Longhi, Testori,
Titolo articolo: Psichiatri scrittori italiani del XXI secolo: disease narrative
L’articolo si concentra sulla rappresentazione della malattia mentale nella narrativa italiana del XXI secolo dalla prospettiva dello psichiatra: disease narrative. Verranno prese in esame le opere narrative di alcuni psichiatri scrittori. Si confronteranno le caratteristiche del racconto psicopatografico dalla prospettiva dello psichiatra con quelle del racconto dalla prospettiva del paziente. Si analizzerà inoltre il rapporto tra scrittura e terapia.
Lingua: ItalianoPag. 55-68
Etichette: Medicina, Narrativa, Psichiatria,
Titolo articolo: Il segno e la traccia: per una retorica dell’incompiutezza tra Petrarca e Alberti
L’obiettivo di questo intervento è mettere a fuoco la fondamentale funzione ermeneutica della retorica nella definizione del modello umanistico di sapere. Prendendo in considerazione la linea di sviluppo che si muove tra Francesco Petrarca e Leon Battista Alberti, si tenterà di indagare le forme attraverso le quali la questione dell’imitazione – strettamente legata alla trasformazione delle categorie retoriche classiche – venga costantemente posta e discussa dagli umanisti non in quanto problema prettamente stilistico, ma in quanto momento di ridefinizione di una temporalità che investe non solo il rapporto con l’antichità, ma, più in generale, la configurazione della relazione tra un passato inconcluso e il modo di pensare la dinamica tra presente e futuro.
Lingua: ItalianoPag. 71-84
Etichette: Imitazione, Retorica, Umanesimo,
Titolo articolo: Ritratto dell’irredentista da giovane. Giuseppe Picciòla fra il 1869 e il 1881
Il saggio è una ricerca d’archivio sugli anni formativi del poeta irredentista Giuseppe Picciòla. Le tre parti sono intitolate ad altrettante città, Trieste, Graz e Pisa. A Trieste Picciòla frequenta il Ginnasio comunale (1869-1877): svariati documenti – due brevi articoli su «L’Esordiente»; un’ode inedita d’imitazione carducciana; una traduzione dell’Ars poetica di Orazio – attestano i suoi primi passi in campo politico-letterario. A séguito d’indagini avviate a Trieste, tre irredentisti triestini sono sottoposti a processo a Graz (1878-1879); Picciòla, coinvolto in contumacia su basi indiziarie, non può rientrare nella città giuliana fino al 1899. A Pisa frequenta l’Università e la Scuola Normale (1877-1881), e scrive due tesi, una di laurea, l’altra d’abilitazione all’insegnamento. Il saggio presenta per la prima volta le lettere a D’Ancona e la tesi di laurea su Tibullo.
Lingua: ItalianoPag. 85-111
Etichette: Alessandro D'Ancona, Giosuè Carducci, Giuseppe Picciòla, Guglielmo Oberdan, Orazio, Tibullo, Trieste
Titolo articolo: In cerca di una scorciatoia: questioni di forma nella narrativa di Ennio Flaiano
In questo contributo si cerca di individuare alcune linee passanti che attraversano la disparata produzione narrativa di Ennio Flaiano, collegando Tempo di uccidere – romanzo d’esordio e unicuum nell’opera dell’autore – con i racconti brevi e brevissimi, e anche con alcune scritture per il cinema. Il ricorrente cronotopo della strada e la dinamica dell’errore, così come le strutture accumulative e a infilzamento si rivelano diverse facce di una medesima tensione alla ‘messa in forma’ che puntualmente fallisce, come ogni tentativo di individuare la logica che guida la realtà, vera chimera delle narrazioni di Flaiano.
Lingua: ItalianoPag. 113-124
Etichette: Racconto, Romanzo, Ennio Flaiano,