Incontri | 2012 | N. 2

Anno 2012 – Annata: XXXVII – N. 2
A cura di Guylian Nemegeer

Autore/i articolo: Paola Moreno
Titolo articolo: Il viaggio di Verhaghen a Napoli. Immaginario europeo e dinamiche culturali napoletane a confronto

Questo contributo si propone di descrivere i contrasti, talvolta stridenti, tra la storia reale dell’Italia e la percezione che ne avevano i visitatori del Grand Tour del XVIII secolo. Al centro della discussione vi è il viaggio del pittore fiammingo Pieter Jozef Verhaghen a Napoli nell’autunno del 1771. Una lettera alla moglie, qui inclusa, annotata e tradotta dal fiammingo, illumina la distanza tra le dinamiche storiche e le culture locali e le aspettative del viaggiatore, che, seguendo un itinerario sia fisico sia mentale, procede lungo una sorta di cerchio che, oltre a confrontarlo con l’altro, lo riporta, in modo rassicurante, a se stesso.

Lingua: Italiano
Pag. 3-12
Etichette: Viaggio, XVIII secolo,

Autore/i articolo: Stefano Pierguidi
Titolo articolo: Studio dal naturale e eclettismo nello Schilder-Boeck di Karel van Mander

Un passo della Vita di Goltzius di Karel van Mander rappresenta un momento significativo, ma spesso trascurato, a sostegno della cosiddetta teoria dell’eclettismo, sviluppatasi nella critica d’arte del XVII secolo intorno ai pittori Carracci, Agostino in particolare. Nel secolo scorso, gli studiosi hanno spesso interpretato questa teoria come contrapposta a quella dello studio dalla natura. Tuttavia, figure come van Mander o Agucchi ritenevano che solo l’ossessivo naturalismo di Caravaggio fosse incompatibile con lo studio della pittura del XVI secolo. Passaggi dallo Schilder-Boeck, nelle vite di Dürer e Cornelisz e basati sulle Vite di Vasari, confermano chiaramente questo punto. Il rapporto tra la teoria dell’eclettismo e quella della selezione dell’“Idea del Bello” dalla Natura è implicitamente presente nel libro di van Mander e sarà chiarito più compiutamente nel corso del XVII secolo da Bellori e Malvasia.

Lingua: Italiano
Pag. 13-22
Etichette: XVI secolo,

Autore/i articolo: Alessandro Marini
Titolo articolo: Sciascia on screen, tra pamphlet e thriller. Due riletture postume: ‘Porte aperte’ e ‘Una storia semplice’

Questo saggio analizza due trasposizioni cinematografiche dei romanzi di Leonardo Sciascia, che, essendo apparse poco dopo la morte dell’autore, assumono il valore di un vero e proprio memoriale letterario: Porte aperte di Gianni Amelio (1990) e Una storia semplice di Emidio Greco (1991). L’obiettivo è mettere in luce il progetto originale di trasposizione dal romanzo al film attraverso un approccio strutturale e l’analisi dei passaggi più significativi per la sceneggiatura.

Pag. 23-31
Etichette: Cinema, XX secolo,

Autore/i articolo: Maria Grazia Cossu
Titolo articolo: Esempi di antisemitismo culturale nel romanzo ‘Il cimitero di Praga’ di Umberto Eco

Il contributo si concentra sul romanzo di Umberto Eco, Il cimitero di Praga, per riflettere sul rapporto tra narrativa e immaginario collettivo riguardo alla genesi e alla diffusione dei Protocolli dei Savi di Sion nella seconda metà del XIX secolo. Testo pericoloso e misterioso, i Protocolli suscitarono clamore generale e reazioni persecutorie, apparendo come documentazione di una presunta cospirazione giudeo-massonica. Nel romanzo, l’autore ricostruisce anche le fonti del testo fittizio e traccia gli eventi storici, politici ed editoriali che lo circondano, immergendosi in essi con un realismo crudo e irriverente in una sorta di cronaca dell’ossessione che sfocia nella follia della Shoah. L’articolo si concentra sulla strategia autoriale in Il cimitero di Praga e sul programma letterario del romanzo, interpretabile quasi come un monito di vigilanza contro le manifestazioni di antisemitismo ancora presenti nell’immaginario culturale contemporaneo.

Pag. 32-41
Etichette:

Autore/i articolo: Rosario Gennaro
Titolo articolo: L’imperialismo spirituale negli esordi della rivista ‘Augustea’ (1925-1927)

Lo studio del programma fascista di «espansione culturale all’estero» deve riconoscere il ruolo fondamentale svolto dalla rivista Augustea, fondata nel 1925 da Franco Ciarlantini. Al progetto parteciparono, tra gli altri, Massimo Bontempelli, Emilio Bodrero e Arrigo Solmi. La rivista combinava «politica, economia, arte» e promuoveva l’unità e la potenza di un’Italia finalmente coesa, capace di imporsi sulla scena mondiale. La potenza assumeva molteplici forme: economica, politica, militare, ma soprattutto ideale, artistica e spirituale. Secondo la rivista, era necessario affermare il primato dell’Italia tra le nazioni valorizzandone la supremazia culturale, radicata nell’antica Roma e nel suo impero, e conservata nei secoli successivi. L’egemonia culturale italiana, al servizio della politica estera, veniva infatti considerata la via per l’impero, che richiedeva il sostegno di intellettuali, artisti e giornalisti. In questo senso, l’agenda culturale si legava strettamente al progetto totalitario del Fascismo: da un lato si trattava di una conquista interna, ossia la fascistizzazione della nuova identità italiana voluta da Mussolini; dall’altro, di una conquista esterna, incarnata in un imperialismo spirituale che presentava la società italiana come guida naturale tra le nazioni. La cultura, in questo quadro, si configurava come il medium di entrambe le dimensioni della conquista.

Lingua: Italiano
Pag. 42-50
Etichette: XX secolo,

Autore/i articolo: Inge Poelemans
Titolo articolo: La cognizione del discorso. Gadda e la metafora della virilità fascista

Nell’analisi politica dell’opera dello scrittore milanese Carlo Emilio Gadda esiste una vivace controversia circa lo status fascista o antifascista delle sue idee. Per lungo tempo, Gadda è stato considerato un’icona antifascista, che con opere come “Eros e Priapo” e “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” ha criticato con forza e violenza il regime di Mussolini. Tuttavia, a seguito della riscoperta degli scritti tecnici nei primi anni Settanta, molti studiosi hanno iniziato a sottolineare anche una possibile adesione fascista di Gadda. Il carattere propagandistico e scientifico di tali articoli ha portato gli studiosi a concentrarsi su argomenti non letterari per definire la sua posizione verso il fascismo, come la sua psicologia, il contesto milanese di provenienza e la sua ideologia. Tuttavia, studiosi come Cristina Savettieri e Riccardo Stracuzzi hanno evidenziato l’importanza di una lettura strettamente letteraria del discorso nelle opere di Gadda per comprendere il loro valore politico. Parallelamente, gli studi sul fascismo sottolineano il ruolo centrale di metafore nella costruzione del carattere nazionale e della virilità. È dunque necessario indagare in che modo Gadda usa queste metafore: ha compreso il carattere discorsivo del fascismo? Ha utilizzato tale consapevolezza per parodiare e criticarlo? In “La cognizione del dolore”, sia la nazione sia la famiglia occupano una posizione centrale, rendendo quest’opera particolarmente adatta a indagare la presenza e il trattamento delle metafore fasciste nel suo scrittore.

Lingua: Italiano
Pag. 51-59
Etichette: XX secolo,

Autore/i articolo: Elio Baldi
Titolo articolo: La sfida al labirinto sessuale. L’eros nell’opera di Italo Calvino

Questo contributo si propone di studiare l’opera di Italo Calvino dal punto di vista della sensualità e di Eros. Nella critica letteraria l’opera di Calvino è raramente associata alla sessualità, nonostante il tema abbia alimentato la sua immaginazione. Calvino riconosceva l’importanza del tema della sessualità in letteratura, così come la sfida insita nel cercare di rappresentare fedelmente un soggetto ineffabile, che, inoltre, era stato coperto dalla società da uno spesso strato di cliché, e quindi svuotato di significato. L’importanza di una sessualità non banale e rinnovatrice in letteratura ha spinto Calvino a sperimentare, in maniera leggera, umoristica e sorprendente, una molteplicità di forme di sensualità letteraria. Calvino ricerca Eros nello spazio, come motore primo dell’evoluzione, tra gli animali e i corpi celesti (al posto dei consueti corpi celesti), nei rituali e negli oggetti, nelle menti dei suoi personaggi, ma raramente dove il lettore si aspetterebbe di trovarlo. In maniera sottile e spesso indiretta, Calvino integra le sue riflessioni sul tema nei suo racconti e ne commenta il ruolo nella società e nella letteratura contemporanea.

Lingua: Italiano
Pag. 60-68
Etichette: XX secolo,