Filologia italiana | 2024 | N. 21

Anno 2024 – N. 21
A cura di Paolo Perilli

Autore/i articolo: Giulia Raboni
Titolo articolo: PeDanterie. Due osservazioni per la «Commedia»

L’articolo esamina due loci della Commedia: il celebre donne contigiate di Paradiso, xvi, 101, di cui si discutono le proposte di emendamento, e la lezione agueffa di Inferno xxxiii, 16 per la quale si propone una possibile congettura, migliorativa dal punto di vista del significato; appoggiandosi in entrambi i casi al controllo di fonti primarie e secondarie trascurate dalla critica recente.

Lingua: Italiano
Pag. 9-17
Etichette: Dante Alighieri, Inferno, La Divina Commedia, Paradiso,

Autore/i articolo: Carla Gambacorta
Titolo articolo: Una versione in volgare perugino del dodicesimo libro dei «Ruralia commoda» di Pier de’ Crescenzi

Due dei cinque manoscritti che tramandano la Divina villa – un trattato di agricoltura composto dal nobile perugino Corgnolo della Corgna nei primi anni del Quattrocento – conservano quale ultimo libro (vero e proprio calendario dei lavori agricoli da compiere nei singoli mesi dell’anno) una versione in volgare perugino del dodicesimo libro dei Ruralia commoda del giudice bolognese Pier de’ Crescenzi. L’articolo offre un confronto tra il testo latino – edito da Richter – e quello volgare trasmesso dai due manoscritti, evidenziandone le differenze più significative, e mostra i rapporti tra i due testimoni della tradizione perugina. Infine, dopo un’analisi delle principali peculiarità fonomorfologiche e lessicali di questa versione dell’ultimo libro dei Ruralia commoda, fornisce l’edizione del testo.

Lingua: Italiano
Pag. 19-46
Etichette: Corgnolo della Corgna, Pier de’ Crescenzi, Divina villa, Ruralia commoda, Perugia

Autore/i articolo: Elena Niccolai
Titolo articolo: Metodi non nuovi e fantasmi ricorrenti. Sulle rime di Giovanni Antonio Romanello a partire dalle sillogi di Felice Feliciano

Lo studio esamina la tradizione testuale delle rime di Giovanni Antonio Romanello, poeta attivo tra la fine del xiv e il xv secolo, attraverso l’analisi dei manoscritti e dell’editio princeps che ne tramandano i venticinque sonetti. L’indagine si concentra sulla ricostruzione filologica del testo, evidenziando le varianti significative, gli errori di trasmissione e i rapporti genealogici tra i testimoni, con particolare attenzione al ruolo dei manoscritti allestiti da Felice Feliciano. Sono inoltre discusse le scelte metriche e prosodiche di Romanello, valutando la loro influenza sulla tradizione manoscritta e le possibili interpolazioni dei copisti. L’obiettivo è fornire una ricostruzione testuale affidabile del canzoniere, inquadrandone le peculiarità linguistiche e stilistiche nel contesto del petrarchismo quattrocentesco.

Lingua: Italiano
Pag. 47-69
Etichette: Filologia, Letteratura, XV secolo, Felice Feliciano, Giovanni Antonio Romanello,

Autore/i articolo: Tiziano Zanato
Titolo articolo: Due note laurenziane

La prima parte del contributo propone una nuova lettura della rubrica del sonetto «Tu eri poco inanzi sì felice» di Lorenzo de’ Medici, dove la «S.» dei testimoni andrà riferita a S(imonetta) Cattaneo, come anche suggerisce un brano dell’Anima peregrina del frate domenicano fiorentino Tommaso Sardi. La messa in luce del legame amoroso fra il duca di Calabria e la «bella Simonetta» obbliga a posticipare la composizione del sonetto a dopo il 1469, e il medesimo si può affermare anche per il vicino sonetto del Canzoniere «Bastava avermi tolto libertate». La seconda parte dell’articolo esamina un nuovo testimone parziale del Comento de’ miei sonetti dello stesso Lorenzo de’ Medici, il codice 850626 del Getty Center for the History of Art and the Humanities di Santa Monica, collocandolo nei piani alti dello stemma codicum già disegnato per il prosimetro.

Lingua: Italiano
Pag. 71-87
Etichette: Alfonso d’Aragona, Lorenzo de' Medici, Simonetta Cattaneo, Tommaso Sardi, Comento de’ miei sonetti,

Autore/i articolo: Matteo Largaiolli
Titolo articolo: Sulla tradizione delle rime di Marco Businello con un saggio di commento

La tradizione del canzoniere di Marco Businello (Padova, 1432 circa-1472 circa) conta cinque testimoni principali. Uno dei testimoni (V, Vicenza, Biblioteca Civica Bertoliana 44) presenta, rispetto agli altri quattro, un ordinamento dei testi lievemente diverso, in particolare perché presenta in chiusura l’unica sestina del corpus. Sulla base dell’esame della tradizione e della macrostruttura del testo si può avanzare l’ipotesi che i testimoni derivino dal materiale di lavoro di Businello e che V rappresenti un ordinamento più maturo. Posta questa situazione, si propone di privilegiare in sede di edizione il manoscritto V. Nel contributo si discutono alcune possibili varianti d’autore e si offre un saggio di commento dei primi tre sonetti e della sestina conclusiva del canzoniere.

Lingua: Italiano
Pag. 89-154
Etichette: Poesia, Tradizione, XV secolo, Marco Businello,

Autore/i articolo: Antonia Tissoni Benvenuti
Titolo articolo: Phylenio, Ilicino e la regina di Cipro

Il contributo illustra il ms. De Marinis 3 della Biblioteca Apostolica Vaticana, contenente rime di Filenio Gallo e un adattamento – in ambiente veneziano – della Novella di Angelica Montanini nella versione di Bernardo Ilicino. Tramite l’analisi dei testi e la dedica che li precede, il manufatto viene ricondotto nella sua generalità al Galli che volle farne omaggio a Caterina Cornaro.

Lingua: Italiano
Pag. 155-166
Etichette: Caterina Cornaro, Filenio Gallo, Novella di Angelica Montanini,

Autore/i articolo: Carlo Cenini
Titolo articolo: La «Nena» di Menon: testo critico e commento. Con un’appendice sulla «Canzon del Bobò»

La Nena di Menon, lungo sonetto caudato accolto Terza parte delle rime in lingua rustica padovana di Magagnò, Menon e Begotto, ha avuto anche una circolazione extravagante di cui il presente testo critico rende conto nel dettaglio, avanzando anche alcune ipotesi sulle modalità di questa circolazione. Il testo è accompagnato da una traduzione e da un commento linguistico. In considerazione della cura di Menon verso l’aspetto tipografico dei propri testi, nell’edizione vengono sperimentati e discussi alcuni criteri editoriali particolarmente conservativi rispetto all’uso condiviso dalla critica pavana. In appendice, collazionato sugli esemplari reperibili e accompagnato da un breve commento, viene presentato il testo della Canzon del Bobò, poesia anonima pubblicata in opuscolo insieme alla Nena.

Lingua: Italiano
Pag. 167-207
Etichette: Rima, Agostino Rava, Menon, Pavano, Bobò, Nena, Padova