Esperienze letterarie | 2025 | N. 1

Anno 2025 – N. 1
A cura di Paolo Perilli

Autore/i articolo: Jean-Louis Fournel
Titolo articolo: L’orizzonte di morte e la necessità delle parole: parole per la guerra, parole della guerra

The contribution reflects on the ways in which the language of politics and war changes when the stakes become radical and concern the very survival of the state entity. The precision, appropriateness, and necessary effectiveness of the statements used to express the «quality of the times» influence writing practices and induce changes in the Machiavelli’s work; and such changes in the case of Machiavelli are fully conscious and are part of the political actor’s reasoning.

Lingua: Italiano
Pag. 11-21
Etichette: Guerra, Linguaggio, Scrittura,

Autore/i articolo: Giacomo Cucugliato
Titolo articolo: Nonno Bauer (1897) o le «forme» ritornanti della «vita» e la chiusura del cerchio destinale. Una proposta di lettura

L’intervento si propone di indagare, all’interno della prima edizione della novella pirandelliana Nonno Bauer (1897), la presenza di una retrostruttura simbolica che risignifichi il dettato letterale del testo in ottica metafisica e metaletteraria. Nello specifico vi si rintracciano e semantizzano le ritornati simbologie del sette e del doppio, integrandole nelle significazioni che, nella novella, paiono acquistare l’onomastica dei personaggi e le figuralità della rosa, del mandorlo, del giardino e del cimiteriale. In ultimo si apre la possibilità che le simbologie attivate da Pirandello consistano in una riproposizione, tacita, di un certo dettato teosofico, tanto che la novella potrebbe essere letta come la narrativizzazione del concetto, appunto teosofico, di chiusura dei cicli incarnativi individuali.

Lingua: Italiano
Pag. 23-41
Etichette: Numero, Simbolo, Luigi Pirandello, Nonno Bauer,

Autore/i articolo: Lucilla Lijoi
Titolo articolo: Per Savinio ‘politico’. Dal 25 luglio 1943 al 18 aprile 1948

L’articolo analizza il rapporto di Alberto Savinio con la nuova classe politica italiana creatasi tra il 1943 e il 1948. Dopo un’iniziale vicinanza al fascismo negli anni Trenta, dalla caduta del regime nel 1943 si avvicina a posizioni antifasciste e democratiche. Nei suoi articoli su quotidiani come il «Popolo di Roma» e «Il Tempo» stigmatizza la mancanza di pensiero critico degli Italiani, ritenendo che il totalitarismo abbia sistematizzato un’inerzia mentale preesistente. Con Sorte dell’Europa (Bompiani, 1945), manifesto per un’Europa federata e libera dai dogmi totalitari, elabora un’idea di Europa come comunità sociale. In questo contesto si avvicina al socialismo democratico di Giuseppe Saragat. Anche attraverso l’amicizia con Fausto Bima, esponente del Partito Socialista dei Lavoratori Italiani (PSLI), partecipa, seppur marginalmente, al dibattito politico. Nel 1947 sostiene la necessità di una politica guidata dagli intellettuali. Partecipa a iniziative socialiste e, nel 1948, firma il Manifesto dell’Alleanza per la Difesa della Cultura, promosso dal Fronte Popolare (PCI-PSI). Dopo la sconfitta elettorale del PSLI nel 1948, si ritira dalla politica attiva, tuttavia continua a esprimere le sue idee attraverso testi letterari e teatrali (primo tra tutti, Alcesti di Samuele).

Lingua: Italiano
Pag. 43-81
Etichette: Antifascismo, Cultura, Intellettuale, Alberto Savinio, Europa

Autore/i articolo: Silvia Longhi
Titolo articolo: «Come se»: un innesco paradossale

Una delle forme che può assumere il pensiero paradossale è la frase ipotetica introdotta dal nesso «come se». Questo costrutto ha una natura illusionistica: nega che un certo stato di cose esista, e nello stesso tempo lo promuove, evidenzia una impossibilità e la supera. Applicato all’agire («fare come se») è un prezioso autoinganno. Questo tipo di paradosso infrange i limiti di una realtà data, oltrepassando le aspettative e l’inerzia delle credenze abituali; funziona come un trompe l’oeil per l’occhio della mente, sfonda un muro e apre prospettive nuove.

Lingua: Italiano
Pag. 83-97
Etichette: Esegesi,

Autore/i articolo: Andrea Lazzarini
Titolo articolo: Non è poi così grave. Sul titolo dei Viceré di Federico De Roberto

L’articolo analizza in chiave filologico-linguistica la questione grafica dell’accento nel titolo del romanzo I Viceré di Federico De Roberto (1894). Attraverso un esame puntuale dell’edizione originale, dei manoscritti preparatori e delle norme grammaticali e tipografiche ottocentesche, il contributo mira a dimostrare come la grafia con accento grave (I Vicerè) proposta dalla princeps (e considerata alle volte dagli studiosi come ‘più corretta’) rispecchi in realtà consuetudini editoriali consolidate, le quali non implicano la volontà autoriale di rendere un valore fonetico specifico.

Lingua: Italiano
Pag. 99-108
Etichette: Editoria, Filologia d’autore, Ortografia, Storia della lingua, XIX secolo, Federico De Roberto, I Viceré,

Autore/i libro/articolo recensito: Francesco Lucioli
Titolo libro/articolo recensito: “Il Furioso si ritrova per tutto”. Un secolo di letture e riscritture
Edizioni: Carocci, Roma – 2024
Lingua: Italiano
Pag. 117-122
Recensore/i: Luca Ferraro
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