Ermeneutica letteraria | 2025 | N. 21

Anno 2025 – N. 21
A cura di Gioele Cristofari

Autore/i articolo: Pietro Gibellini
Titolo articolo: Mezzo secolo di critica letteraria, lungo il filo di Cesare Segre
Lingua: Italiano
Pag. 11-15
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Autore/i articolo: Ilaria Crotti
Titolo articolo: In viaggio con l’ermeneutica

Il saggio ripercorre l’esperienza critica e teorica della rivista «Ermeneutica letteraria» nei suoi vent’anni di attività, mettendone in evidenza i presupposti, gli orientamenti metodologici e i principali sviluppi. L’autrice riflette sul significato della tradizione ermeneutica e sul contributo offer- to dalla rivista al dibattito contemporaneo, sottolineando le connessioni con la critica novecentesca e delineando le prospettive future della ricerca.

Lingua: Italiano
Pag. 19-22
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Autore/i articolo: Beatrice Rima
Titolo articolo: Giovanni Pozzi. Dal magistero all’edizione e commento: l’Adone di G. B. Marino

Il contributo ripercorre il magistero di Giovanni Pozzi, dalla formazione friburghese al lungo insegnamento, mettendo a fuoco il metodo filologico-retorico che sorregge le sue ricerche. In particolare, si ricostruiscono genesi, criteri e risultati dell’impresa seminariale dedicata all’edizione e al commento dell’Adone di G. B. Marino (1969-1974): la distinzione tra strutture armoniche e disarmoniche, la visualizzazione dello spazio poetico e la dinamica trasformativa delle ‘macchine’ retoriche. Il saggio mostra come l’analisi delle fonti, dei topoi e della dispositio conduca a una lettura moderna del poema, entro una più ampia rete di rapporti tra retorica, iconismo e storia delle idee.

Lingua: Italiano
Pag. 23-35
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Autore/i articolo: Matteo Cazzato
Titolo articolo: Ut alchimia poesis, sic alchimia philologia. Dall’estetica simbolista alla variantistica continiana

Una delle componenti più rilevanti delle poetiche simboliste, dell’estetica fin de siècle, è la centralità dei processi trasformativi nella creazione artistica, l’idea stessa che l’arte sia un meccanismo di produzione formale a ciclo infinito. Questa concezione veniva espressa anche attraverso un immaginario alchemico. Contini, intellettuale inserito nella cultura europea del tempo, attraverso la conoscenza diretta di testi e autori del simbolismo francese, intercetta queste riflessioni, e anche la loro resa in termini alchemici, e questo patrimonio diventa un punto di riferimento nella formulazione della filologia d’autore.

Lingua: Italiano
Pag. 37-46
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Autore/i articolo: Paolo Leoncini
Titolo articolo: Matrici rosminiane ed istanze ermeneutiche in Gianfranco Contini

Il testo prende avvio dai saggi di Giovanni Da Pozzo (1966) e di Giorgio Petrocchi (1969), entrambi concernenti le origini della formazione di Gianfranco Contini, derivante dagli anni liceali del giovanissimo studioso al Collegio Mellerio-Rosmini di Domodossola, e sostenuta da filosofi rosminiani quali Giuseppe Bozzetti e Giovanni Angelo Gaddo. I nuclei etici assorbiti ben presto da Contini sono quelli di ‘inoggettivazione’ e di ‘interiorità, oggettiva’. Si tratta di moventi ascetici, basilari della personalità intellettuale continiana che si traducono, sul versante dell’indagine testuale, nelle nozioni metodiche di ‘auscultazione’; ‘abnegazione’; ‘approssimazione al valore’.

Lingua: Italiano
Pag. 47-57
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Autore/i articolo: Silvia Longhi
Titolo articolo: Una medicina di storie. Il linguaggio suggestivo in psicoterapia

Quale apporto può offrire la letteratura alla psicoterapia? Il terapeuta, facendosi narratore, sfrutta l’impatto di racconti, metafore e aforismi adatti per suscitare nel paziente una nuova emozione, e favorire così il cambiamento. Nel presente studio si esaminano le tecniche ‘letterarie’ impiegate nella «Terapia Breve Strategica» da Giorgio Nardone e dalla sua scuola.

Lingua: Italiano
Pag. 61-71
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Autore/i articolo: Nicola Di Nino
Titolo articolo: D’Annunzio e Keats

Nell’articolo si ricostruisce il ruolo della poesia del romantico John Keats nell’opera di d’Annunzio. L’analisi dimostra come l’influenza non si limiti al periodo preraffaellita del poeta, a cavallo degli anni Ottanta-Novanta, ma arrivi fino all’Alcyone. Inoltre si evidenzia come le immagini suggerite da Keats siano ripensate con l’aiuto diversi modelli francesi per dar vita a figure proprie dello stile dannunziano.

Lingua: Italiano
Pag. 73-81
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Autore/i articolo: Elisabeth Kertesz Vial
Titolo articolo: Luce e ombra: La favola del figlio cambiato. L. Pirandello vs G. F. Malipiero

Attraverso lo studio di documenti autografi, la partitura originale malipieriana e il pro- gramma di sala del 1933, scritto da Luigi Pirandello e ancora non censurato, si è tentato un approccio contrastivo delle diverse visioni su questo unicum: La Favola del figlio cambiato. In effetti, questa opera lirica ambientata in un’isola del mediterraneo meridionale mette in scena i destini incrociati di un principe e di un povero, e ognuno dei due creatori ne sfrutta le potenzialità evocative secondo la propria concezione sulle credenze del popolo, viste come sapere o come riti legati all’arretratezza culturale. Emerge così, tra arie, ariette, cori e accenti lirici seri o buffi, un sottotesto attraversato da motivi folklorici che rivelano la povertà, le condizioni sanitarie degradate e i sintomi patologici di una società che rifiuta i fumi e i vapori del mondo industriale.

Lingua: Italiano
Pag. 83-92
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Autore/i articolo: Patrizia Farinelli
Titolo articolo: Lettura di parte: De Sanctis interpretato da Bontempelli

Il discorso su De Sanctis del ʼ36 fu per Bontempelli un’occasione per ribadire anche le proprie posizioni culturali e delineare velatamente, richiamandosi ai tempi in cui aveva operato il critico irpino, una denuncia delle criticità del contesto politico e culturale del presente. Quel discorso s’incentra sull’ʽuomoʼ De Sanctis. Per cogliere invece la posizione di Bontempelli sul ʽcriticoʼ occorre considerarne degli scritti in cui lui stesso interviene nel ruolo di chi espone e giudica opere letterarie. In tali interventi emergono di sicuro alcune analogie con le posizioni di De Sanctis, fra cui il rifiuto di ingabbiare l’operazione critica in schemi teorici e la difesa di un approccio alle opere capace di tener conto del contesto culturale in cui esse sorsero, ma leggervi una lezione di metodo sarebbe eccessivo. Il comasco sollevò infatti sempre dei dubbi verso la critica della linea «estetica», orientata a rintracciare nell’opera l’intenzione autoriale piuttosto che a considerarne la costruzione. In ragione della sua formazione classicista e anche della sua visione antisoggettivista di arte e letteratura, Bontempelli rivendica l’esigenza che, nel fare critica letteraria, non si trascuri di considerare l’organismo testuale. Di fatto non segue poi questo approccio con lo stesso rigore con cui lo raccomanda, visto che in molti dei suoi interventi prevale, sull’analisi della forma, quella del contesto socio-culturale in cui un’opera nasce. La sua attenzione per aspetti di stile e struttura non viene tuttavia mai persa di vista e ritorna, tra lʼaltro, proprio nei commenti che accompagnano il volume, da lui curato, Lirica italiana.

Lingua: Italiano
Pag. 93-104
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Autore/i articolo: Antonio Carrannante
Titolo articolo: Cristina Campo (e Roma) attraverso gli epistolari

Il contributo ricostruisce il rapporto di Cristina Campo con Roma attraverso i suoi epistolari, dai primi anni sul Foro Italico fino al periodo ‘aventiniano’. Le lettere – rivolte a Mita, a Leone Traverso, a Zambrano, a Draghi, a Luzi e ad altri – mostrano una geografia intima della città, filtrata da incontri letterari, esperienze spirituali, luoghi-simbolo e profonde metamorfosi interiori. Roma emerge come teatro di rivelazioni, perdite, amicizie intellettuali e crisi religiose, fino alla percezione finale della città come spazio carico di ‘energia negativa’.

Lingua: Italiano
Pag. 107-114
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Autore/i articolo: Carlo Alberto Augieri
Titolo articolo: Per un’ermeneutica fenomenologica dell’immagine poetica: ripensare Bachelard con Ricœur

Il saggio propone un’ermeneutica fenomenologica dell’immagine poetica, riletta attraverso il confronto tra Gaston Bachelard e Paul Ricœur. Muovendo dalla critica bachelardiana al primato della razionalità e dalla centralità della rêverie come stato aurorale dell’immaginazione creatrice, il testo esplora la natura dell’immagine poetica quale luogo di coesistenza, bi-logica e analogia inclusiva, capace di superare opposizioni come dentro/fuori, concreto/immateriale, oggetto/ soggetto. L’immaginazione poetica è presentata come attività conoscitiva originaria, fondata sulla densità sensibile dell’esperienza, sull’intimità del sentire e sulla capacità di restituire all’essere una dimensione cosmica, vastissima e insieme profondamente interiore. Attraverso esempi tratti da Bachelard, Nietzsche, Rilke, Mallarmé e altri autori, l’analisi mostra come la metafora operi un processo di dematerializzazione e di intensificazione del senso, trasformando l’immagine in un dispositivo dinamico e generativo. Il saggio conclude con la proposta di un’ermeneutica metaforologica capace di cogliere la tensione tra realtà e mondo possibile, tra concetto e immaginazione, in un “pensare di più” che costituisce la natura viva della poesia.

Lingua: Italiano
Pag. 115-126
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Autore/i articolo: Stefano Ballerio
Titolo articolo: David romantico, comico e tragico. Note su Disgrace di J. M. Coetzee

Intorno a Disgrace (1999) di J. M. Coetzee si è accumulata negli anni una consistente letteratura critica, che ha risposto non solo all’urgenza dei temi etici e politici affrontati nel romanzo, ma anche alla sua complessità. A questa complessità contribuisce un molteplice intertesto, le cui componenti principali possono essere individuate nella poesia romantica e nelle categorie estetiche e di genere del comico e del tragico. Fra queste, la terza non ha ricevuto dalla critica le stesse attenzioni riservate alle prime due. Nel mio articolo cerco quindi di tracciare la presenza del tragico nel romanzo, ma considerandone le relazioni con il comico e con la poesia romantica, soprattutto in rapporto al tema delle passioni, e inoltre ricorrendo al concetto di «countervoice», che Coetzee propone in un’intervista con David Attwell.

Lingua: Italiano
Pag. 127-140
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