Le riviste sostenitrici
Contemporanea | 2024 | N. 22
Anno 2024 – N. 22
A cura di Paolo Perilli
Titolo articolo: Tra Gadda e Pasolini. I polizieschi di Gianni Biondillo e la mutazione di Milano
Gianni Biondillo è l’autore di una serie di racconti polizieschi ambientati a Milano e che hanno come protagonista il detective Michele Ferraro. L’articolo mostra come i romanzi raccontano la trasformazione architettonica e umana della città tra il xx e il xxi secolo, delinea il sistema e le caratteristiche dei personaggi della serie, analizza l’uso del registro comico e delle espressioni idiomatiche che caratterizza i testi, individua vari fenomeni di intertestualità, in particolare il dialogo con Carlo Emilio Gadda e Pier Paolo Pasolini, a livello narrativo, retorico e linguistico, attraverso citazioni esplicite, allusioni e riscritture di testi scritti dai due autori. Attraverso questo dialogo è possibile definire la poetica di Biondillo nei suoi racconti gialli e seguire la costruzione di un eroe popolare come Michele Ferraro.
Lingua: ItalianoPag. 11-25
Etichette: Letteratura italiana, Racconto, XX secolo, Carlo Emilio Gadda, Gianni Biondillo, Pier Paolo Pasolini,
Titolo articolo: Storicizzare e straniare: Capriccio italiano di Edoardo Sanguineti
A partire da un’analisi dei motivi, della struttura e delle strategie di conduzione del discorso
narrativo, l’articolo propone una lettura di Capriccio italiano secondo la quale lo stile del romanzo si
configura come corrispettivo letterario dell’interpretazione sanguinetiana dell’avanguardia, che insiste
sulle potenzialità sovversive della decostruzione del linguaggio e delle tradizionali forme di rappresentazione
della realtà. Il contributo si concentra sulla deformazione straniante che deriva in primis (ma
non solo) dal filtro onirico posto su tutto il racconto, e sulla caratterizzazione del protagonista/narratore,
idealmente garante ideologico e formale del discorso narrativo. Vengono inoltre approfondite le
ricadute che queste strategie hanno sul potenziale pedagogico connesso alla forma romanzo, che ne
risulta fortemente compromesso dall’interno.
Pag. 27-39
Etichette: Avanguardia, Ideologia, Stile,
Titolo articolo: La Versione di Domenico Starnone
In questo saggio esamino uno dei romanzi centrali della narrativa di Domenico Starnone,
Autobiografia erotica di Aristide Gambia, che affronta la crisi del maschio contemporaneo con evidenti
rimandi tematici e strutturali alla Versione di Barney di Mordechai Richler e alla produzione finale di
Philip Roth. Nella parte finale, mi concentro sulla questione sollevata da Starnone stesso nel romanzo
circa l’identità di Elena Ferrante, suggerendo una possibile soluzione all’enigma Ferrante.
Pag. 41-52
Etichette: Autobiografia, Ferrante, Richler, Roth, Starnone,
Titolo articolo: Il romanzo come spettacolo. Trovate Ortensia! di Paolo Zanotti
Questo è un saggio di analisi e commento di alcuni passi tratti da Trovate Ortensia ! Il
fine è duplice : da un lato illustrare la raffinatezza con cui Zanotti gioca a recuperare la tradizione del
romance, in particolare quella cavalleresca ; dall’altro rintracciare l’influenza della critica archetipica per
la struttura dell’opera. Ne Il romanzo come spettacolo, Calvino suggerisce che ormai si potrebbe giocare al
romanzo come si gioca a scacchi. Accettata la sfida, Zanotti mobilita insieme la tradizione romanzesca
e la teoria critica letteraria come già fatto da Lodge in Small World: Trovate Ortensia ! è un’operazione
metanarrativa su cui va a innestarsi una fitta trama romanzesca declinata nel genere comico. È così
che il ventiquattrenne Zanotti riesce a squadernare la propria erudizione mantenendo al tempo stesso
una forte credibilità autoriale, stando attento a non farsi imbrigliare nella rete del postmoderno bensì
presentandosi « come un tipo di scrittore raffinato che ama travestirsi da scrittore popolare.
Pag. 53-66
Etichette: Lodge, William Shakespeare,
Titolo articolo: Sogno di una metalessi intermediale. Coscienza trasgressiva e via d’uscita in testi letterari di Nabokov, Borges, Unamuno e in opere grafiche di Winsor McCay e Guido Crepax
Dal momento dell‘introduzione del concetto di metalepsi da parte di Gérard Genette, gli
studiosi hanno discusso quasi esclusivamente gli effetti – in particolare quelli bizzarri, comici o fantastici
– sui lettori, al di fuori del testo. Il presente contributo delinea una prospettiva diversa, incentrata
invece sugli effetti all‘interno della diegesi. Il mio scopo è mettere in evidenza l‘effetto della metalepsi sul
personaggio: l‘improvvisa consapevolezza di essere solo un personaggio e non un essere umano è uno
shock che sconvolge completamente il personaggio, come si può vedere nei testi esemplari di Vladimir
Nabokov, Jorge Luis Borges e Miguel de Unamuno. Ma la funzione di questo shock è altrettanto spesso
quella di salvare il personaggio, anche se al personaggio non necessariamente sembra piacere. Dopo questa
sezione teorica, analizzo alcuni esempi che non provengono da testi letterari in senso stretto, ma da
opere grafiche di Winsor McCay e Guido Crepax, che combinano il codice iconico e quello simbolico. Lo
faccio in parte per esplorare la metalepsi come concetto transmedia e in parte per indagare l‘interazione
tra questi codici. Evidenzio le differenze tra opere letterarie e grafiche anche a livello di storia : a differenza
dei citati testi letterari, ugualmente scritti nel xx secolo, i personaggi disegnati possiedono in generale
già una consapevolezza di essere personaggi e quindi non collassano quando interagiscono con istanze al
di fuori della loro diegesi. In particolare, analizzo come questi artisti usino il tropo onirico, storicamente
usato come cornice per rendere plausibili i passaggi metaleptici, minimizzandone il carattere paradossale.
Crepax metaforizza questa cornice, giocando con la materialità tipografica del suo fumetto – e persino
coinvolgendo Little Nemo, il personaggio di McCay, nel salvataggio del suo personaggio Valentina.
Pag. 71-89
Etichette:
Titolo articolo: Consultations d’auteurs. Métalepse, autoportrait, conception de l’art chez Pamuk et Houellebecq
This study explores the phenomenon of the author’s intrusion as a character in two contemporary novels: The Map and the Territory (2010) by Michel Houellebecq and The Museum of Innocence (2008) by Orhan Pamuk. In both works, the author not only enters the fctional world but assumes a pivotal role within it – whether as an art curator (Houellebecq) or as a narrator (Pamuk). The analysis focuses on two key aspects: the curatorial function of the author’s character, which provokes refections on the relationship between art and the market, and the narrative shift that transforms the novels’ structure, notably in Houellebecq’s transition from an artist’s novel (Künstlerroman) to a crime fction. These selfrepresentations challenge traditional realism, blurring the lines between reality and fction through the literary device of metalepsis. Pamuk’s novel extends its impact beyond the text, culminating in the physical realization of the Museum of Innocence in Istanbul. Houellebecq’s self-representation, in contrast, introduces an element of narrative disorientation, leading to a macabre and ironic deconstruction of his own image. Through this dual case study, the article sheds light on the destabilizing efects of metaleptic transgressions, their implications for genre hybridization, and their role in questioning the authenticity of artistic and literary representations in the contemporary era.
Lingua: FrancesePag. 91-103
Etichette: Michel Houellebecq, Orhan Pamuk,
Titolo articolo: Pro or Against Immersion? Embodied Implications of Metalepsis
This article discusses the effects metalepsis can have in relation to the form of engagement
we would describe as immersion. More specifically, I question the idea that, if metalepsis tends to break
the mimetic illusion, it automatically follows that it should be anti-immersive as well. Engagement
and immersion are not necessarily defined by their similarity to reality only, and awareness of the
fictionality of the narrative is also as an integral part of how we experience fiction : exposing such
artificiality, therefore, may not break our engagement with the narrative. After exploring different
conceptualisations of the phenomenon of immersion, I focus on the analysis of Italo Calvino’s short
story L’origine degli Uccelli to show how enhancing the embodied dimension of metalepsis can be a
strategy for counterbalancing its anti-mimetic effect and thus strengthening our overall narrative
engagement.
Pag. 105-118
Etichette: Italo Calvino,
Titolo articolo: Fumetti 3d: illusionismo ed euristica nella metadiegesi verbovisiva
La metalessi, spesso sostenuta da un intento ludico e dilettevole, si manifesta nel fumetto
contemporaneo come veicolo di esplorazione di mondi possibili e messa alla prova delle convenzioni
narrative, ma anche, soprattutto nelle narrazioni autodiegetiche non finzionali, come strumento di
autoriflessività e messa a punto dell’opera, come chiarimento e consolidamento del patto di lettura. Le
funzioni che la metalessi attesta in via esemplificativa nelle opere di Spiegelman, Sclavi e Micheluzzi,
Ausonia, Zerocalcare, suggeriscono di riconoscerle una valenza di marcatore di maturità del medium :
mezzo di convalida dell’autorialità smaliziata degli autori e di flessibilità ricettiva del pubblico, nel quadro
di un sistema mediale orientato a ridurre le discontinuità tra i media e tra le forme di esperienza
estetica.
Pag. 119-132
Etichette: Fumetto, Ausonia, Sclavi, Spiegelman, Zerocalcare,
Titolo articolo: Metalepsis in Radio Drama: Audionarratological Perspectives
This paper analyzes metalepsis in radio drama and provides examples from a selection
of classic and contemporary radio plays. Drawing on theories that define metalepsis either with
regard to its transgression of narrative boundaries or its effect of breaking literary illusions, this
paper demonstrates that radio drama, if viewed against the former proposition, must be considered
metaleptic by default since the transgression of narrative boundaries is an inbuilt feature of this art
form. Sounds, voices and music are shown to travel between intra- and extradiegetic levels and even
to the real-life level of the audience. To make the notion of “metalepsis” more operational for radio
drama, the paper suggests that it ought to be understood more as “meta-radio-drama”, taking into
account radio’s medial affordances of storytelling alongside the classic text-based dichotomy of “story”
and “discourse”.
Pag. 133-141
Etichette: Musica, Narrativa, Voce,
Titolo articolo: Are You Shivering? Radio as a Phantasmatic Machine
« Are you shivering ? » explores the phantasmatic nature of radio as a medium, emphasizing
its interplay of voice, silence, and noise. Through an analysis of Saki’s The Open Window, particularly
its bbc Radio 4 adaptation, the paper examines how radio storytelling blurs the line between fiction
and reality. Vera, the story’s protagonist, embodies the storyteller’s power, crafting an unreliable
realism that turns the ordinary into the uncanny. The discussion engages with theories of metalepsis,
particularly Gérard Genette’s and Monika Fludernik’s perspectives, to highlight radio’s unique narrative
transgressions. Ultimately, the study argues that radio, as an acousmatic medium, enhances the impact
of eerie narratives creating a fluid space where presence and absence, truth and illusion, real with the
unreal, constantly shift.
Pag. 143-149
Etichette: Radio,
Titolo articolo: Metalessi e voice-off in Lo specchio di Andrej Tarkovskij
Questo articolo si propone di indagare l’applicazione del concetto di metalessi oltre l’ambito
della narratologia testuale. Mentre Genette, nelle sue riflessioni successive sull’estensione di questo
dispositivo alle narrazioni extraletterarie, si concentra principalmente sul linguaggio visivo del cinema,
la mia analisi esamina gli elementi narrativi che i film trasmettono attraverso mezzi verbali piuttosto
che immagini, anche quelle che esistono al di là del quadro visivo. In particolare, mi concentrerò su Lo
specchio (1974) di Andrei Tarkovskij, analizzandone l’ampio uso del voice-off e dimostrando che questi
casi svolgono molteplici funzioni, molte delle quali vanno oltre il campo strettamente narrativo.
Pag. 151-162
Etichette: Intermedialità, Andrej Tarkovskij,
Titolo articolo: «Don’t forget to save your game!»: narratore inattendibile e metalettico nel videogioco Doki Doki Literature Club.
In questo articolo, cerchiamo di verificare in che modo alcune tecniche narrative come
il narratore inaffidabile e la metalepsi vengono utilizzate nei videogiochi per migliorare la struttura
narrativa. Prendendo spunto dalle teorie di Walsh e Aczel, che considerano il narratore come un’entità
distinta dall’autore e responsabile dell’organizzazione e della presentazione della narrazione, esaminiamo
come queste definizioni classiche siano messe in discussione nei videogiochi, nei quali il giocatore
partecipa attivamente al processo di creazione della narrazione. Inoltre, basandoci sullo studio di Genette
riguardo le intrusioni diegetiche attraverso la metalepsi e sulla metalepsi interazionale di Kukkonen,
mostriamo come questi concetti siano messi in pratica nei giochi interattivi. Ci concentriamo su
Doki Doki Literature Club, una visual novel sviluppata dal Team Salvato nel 2017, che utilizza queste
tecniche per creare una narrazione psicologica complessa e inquietante. L’interazione immerge il giocatore
in una storia inaffidabile, scandita da episodi di metalepsi interattivi che mettono in discussione
il confine tra finzione e realtà.
Pag. 163-176
Etichette: Videogioco, Doki Doki Literature Club,