Le riviste sostenitrici
Carte di viaggio | 2025 | N. 18
Anno 2025 – N. 18
A cura di Paolo Perilli
Titolo articolo: Siena e le sue lingue nel teatro degli Intronati
Diversamente da quella dell’Accademia Rozzi, la produzione degli Intronati – a cominciare dalla stesura collettiva dei fortunatissimi Ingannati (1532) e dall’Amor costante (1536) di Alessandro Piccolomini, detto lo Stordito – manifesta ambizioni tutt’altro che municipali, orientando al contrario l’intrattenimento scenico verso la linea di colta ed elegante “sprezzatura” teorizzata da Castiglione nel Cortegiano. Il modello resta quello della Calandra di Bernardo Dovizi da Bibbiena, con i suoi tipici richiami al teatro latino e alla novellistica boccacciana, oltre che per lo stesso uso della prosa in volgare. Per attrarre un pubblico signorilmente consumista, gli Intronati accentuano la ricerca degli effetti spettacolari, dando maggiore rilievo alle parti comiche e insistendo specialmente sulla « diversità delle lingue » di servi, pedanti, napoletani, spagnoli e tedeschi.
Lingua: ItalianoPag. 9-14
Etichette: Plurilinguismo, Teatro, XVI secolo, Accademia degli Intronati,
Titolo articolo: Tosco-veneto, friulano e bosniaco nel diario tardo-cinquecentesco di Venere Bòsina
Fra il patrimonio documentario custodito presso la Biblioteca Statale Isontina di Gorizia si conserva, sotto la segnatura ms. 40, un piccolo taccuino di ricordi autografo, attribuito – secondo quanto registra lo stesso inventario del fondo – a tale Rosina di Porcìa, o meglio, per un mero errore di trascrizione – Bòsina di Porcìa. Il contributo offre i risultati di un sondaggio linguistico effettuato sulle prime 20 cc. del ms. e riflette sui livelli di analisi linguistica applicabili al caso, concentrandosi in particolare sulla possibilità di studiare una sorta di lingua popolare ‘di frontiera’. Venere mostra infatti un idioma sostanzialmente tosco-veneto, caratterizzato da interferenze friulane, nonché slave, o meglio – più verosimilmente – bosniache. Il contributo individua infine una tessera lessicale che trova le sue radici de là da mar, nelle lingue serbocroate, che potrebbe essere considerata un nuovo slavismo, e ripercorre brevemente le dinamiche di mobilità umana che hanno legato il territorio friulano alla penisola balcanica fra i secoli XV e XVI.
Lingua: ItalianoPag. 15-30
Etichette: XVI secolo, Friuli, tosco-veneto
Titolo articolo: Pinocchio: variazioni sul “personaggio mondo”
Il saggio prende in esame alcune delle principali riscritture novecentesche di Pinocchio, prendendo le mosse dalla natura frammentaria, disarticolata ed episodica del testo che ben si presta ad essere rivisitato, ed entrando poi nella dinamica della vastità della favola collodiana quale specchio del mondo e dell’agire umano. L’adattamento e la resistenza nel tempo e al tempo di Pinocchio supera ogni limite geografico e culturale, rendendo la favola capace di parlare all’umanità intera in termini di identità, di bene, di male, di rapporto affettivo e pedagogico degli adulti con i bambini, del senso etico e morale, confermando la storia del burattino quale classico della letteratura universale. Verranno passate in rassegna le rivisitazioni di Manganelli, Malerba, Bene, Rodari, Compagnone, Benni, Eco.
Lingua: ItalianoPag. 31-43
Etichette: Narrativa, XX secolo, Pinocchio,
Titolo articolo: In viaggio con Pinocchio: avventure nel mondo. A proposito dell’Atlante Pinocchio (2024)
L’Atlante Pinocchio costituisce un’imponente ricognizione della fortuna internazionale del capolavoro collodiano, di cui analizza la ricezione, le traduzioni e le riscritture nei diversi contesti linguistici e culturali del mondo. Frutto della collaborazione di un ampio gruppo di specialisti, il volume offre un quadro aggiornato e interdisciplinare della circolazione globale del testo. Il presente contributo, muovendo da tale lavoro, mette in luce le tensioni fra fedeltà e adattamento, le strategie traduttive e le metamorfosi simboliche del burattino. Pur scaturito da una scrittura profondamente radicata nel contesto toscano e postunitario, Pinocchio ha saputo attraversare lingue e culture diverse grazie alla sua straordinaria duttilità narrativa e simbolica, che ne ha favorito l’universalità e l’elevazione a opera paradigmatica della letteratura mondiale.
Lingua: ItalianoPag. 45-49
Etichette: Traduzione, Pinocchio,
Titolo articolo: Nicola Castagna e la lessicografia dialettale abruzzese nel secondo Ottocento
Il contributo analizza le opere dialettali di Nicola Castagna, intellettuale abruzzese vissuto nella seconda metà dell’Ottocento. Ci si sofferma in particolare sulle caratteristiche di due testi: la versione nel dialetto angolano della novella ii, 9 del Decameron di Boccaccio, composta per i Parlari in Certaldo di Giovanni Papanti (1875), e un piccolo vocabolario dal titolo Saggio di alcuni vocaboli e modi del vernacolo angolàno col riscontro italiano. Queste testimonianze permettono di ricostruire le riflessioni dell’autore sul tema del dialetto.
Lingua: ItalianoPag. 51-66
Etichette: Dialetto, Lessicografia, XIX secolo, Abruzzo
Titolo articolo: La struttura testuale delle memorie popolari: il caso della memoria del soldato Angelo Mariani
In questo articolo si presentano i risultati di uno studio sulla scrittura popolare custodita nell’Archivio dei diari di Pieve Santo Stefano. L’analisi si concentra in particolare sulla memoria di Angelo Mariani, un artigiano della Lombardia con basso grado di istruzione che decide di lasciare testimonianza della sua esperienza della Prima guerra mondiale. La ricerca ha permesso di rilevare la presenza di due diverse versioni manoscritte della memoria di Mariani nel materiale documentario consegnato dalla famiglia dell’autore all’Archivio, erroneamente catalogate come due parti di una sola stesura. È stato perciò possibile osservare il progetto testuale dell’opera nel suo sviluppo: la seconda stesura si caratterizza per una maggiore estensione del racconto riservato agli episodi bellici e una riduzione della narrazione dedicata agli aneddoti di vita popolare e agli incontri con gli abitanti delle zone interessate dai combattimenti, presenti invece nella prima. Il cambio di progetto si deve forse alla volontà di esaltazione dei reduci e dei loro sacrifici, in accordo con il clima politico del periodo fascista in cui la memoria è stata probabilmente scritta e rivista. Nell’analisi sono stati considerati comunque i fenomeni tipici della scrittura semicolta, dal punto di vista grafico-fonologico, morfologico, sintattico e lessicale.
Lingua: ItalianoPag. 67-88
Etichette: XX secolo, Lombardia
Titolo articolo: Usi, semantica e pragmatica dei verbi prefissati non iterativi in ri- nell’italiano regionale abruzzese e nelle varietà limitrofe
Il contributo prende in esame il prefisso verbale ri- nell’italiano regionale abruzzese e nelle varietà limitrofe, prescindendo dal valore iterativo che esso condivide con lo standard. In particolare, si evidenzia come i prefissati non iterativi in ri- diffusi nella sezione meridionale di Abruzzo e Marche, nonché in area umbra e molisana, costituiscano adattamenti dei corrispettivi dialettali in ar(.)-, cui corrispondono le forme in re- / r.- / r- dell’area aquilana. Come emerso da un’inchiesta condotta tra i parlanti, il prefisso ri- assume valore rafforzativo in verbi che mantengono il medesimo significato delle corrispondenti basi semplici, come riaccompagnare ‘accompagnare’ ; dall’altro lato, esso assume funzione semantico-pragmatica nei tipi riportare e rimandare, marcandone l’opposizione rispetto alle rispettive forme non rafforzate, impiegate in contesti differenti. Nel complesso, i dati raccolti spingono a riconsiderare la definizione di asemanticità tradizionalmente attribuita al prefisso.
Lingua: ItalianoPag. 89-105
Etichette: Abruzzo
Titolo articolo: I verbi parasintetici nei dialetti teramani: un primo corpus
Scopo del presente articolo è presentare un primo corpus sui verbi parasintetici nel Teramano. I lessemi, raccolti da fonti lessicografiche, sono stati schedati e suddivisi in relazione al prefisso, alla classe flessiva d’appartenenza, alla base (nominale o aggettivale) e al loro significato (causale, locativo o strumentale), per poi poter resocontare gli sviluppi semantici e gli aggiustamenti fonetici operanti nei prefissi e nei suffissi.
Lingua: ItalianoPag. 107-122
Etichette: Dialettologia,
Titolo articolo: Dai perciatelli ai bucatini: le denominazioni della pasta tra locale e globale
Il cibo e, di conseguenza, la lingua che lo descrive rappresentano una delle aree della lingua e della cultura italiane in cui è più forte l’emersione di un modello identitario che risulta non dall’imposizione di un modello letterario bensì dalla somma di componenti locali. Fino all’inizio del Novecento, dunque fino alla grande lezione di Pellegrino Artusi, la lingua del cibo si era mossa sulle orme di modelli francesizzanti (si pensi all’Apicio moderno di Francesco Leonardi), mentre nel corso dell’ultimo secolo essa è rapidamente discesa in una dimensione prima nazionale, anche con una sorta di globalizzazione del prodotto tipico (per cui è naturale – per esempio – trovare i cannoli a Bolzano e lo strudel a Palermo) e da ultimo locale, con una rivalutazione del prodotto tipico a chilometro zero e dello slow food. In parallelo si è assistito a una progressiva espansione della lingua del cibo anche nel vocabolario di base dell’italiano, come ben si vede dalla differente marcatura d’uso di questo lessico nel GRADIT rispetto al Nuovo De Mauro. Partendo dalla descrizione nella lessicografia dell’uso, il contributo indaga il complesso rapporto tra denominazioni nazionali, regionali e strettamente dialettali del lessico della pasta.
Lingua: ItalianoPag. 123-134
Etichette: Dialetto, Lessicografia,
Titolo articolo: La rinnovata fortuna del fitonimo esotico galanga
Si ricostruisce la storia di galanga, nome di una radice cinese simile allo zenzero. Il termine, un arabismo di origine cinese, è entrato in italiano nel Duecento, ed ha conosciuto una buona diffusione fino al Settecento. In seguito si rintracciano pochissime attestazioni in pubblicazioni specialistiche. Imprevedibilmente, in anni recenti è divenuto piuttosto comune, grazie agli usi della radice in cucina e in erboristeria.
Lingua: ItalianoPag. 135-138
Etichette: Lessicografia,
Titolo articolo: Eredità o futuro? La lingua italiana fuori dall’Italia: il caso della comunità italocanadese di Toronto
L’articolo analizza il ruolo svolto dall’emigrazione italiana e dalla comunità italocanadese nella promozione della lingua italiana in Canada, con particolare attenzione al contesto di Toronto. Attraverso dati quantitativi e testimonianze qualitative, si ricostruiscono le dinamiche storiche e attuali che hanno favorito – o ostacolato – la vitalità dell’italiano come lingua d’uso, di studio e di rappresentazione identitaria. Il contributo mette in luce le criticità legate al calo delle iscrizioni a livello universitario, alla scarsa spendibilità economica dell’italiano e alla distanza tra vecchia e nuova emigrazione. In questo quadro, si propone una rivalutazione dell’italiese come risorsa didattica e simbolica, utile a rafforzare il ponte tra lingua d’origine, memoria migrante e apprendimento dell’italiano L2.
Lingua: ItalianoPag. 139-152
Etichette: Emigrazione, Canada
Titolo articolo: L’origine del mondo: l’etimo di un trivialismo e la diffusione delle metafore sessuali nell’era cristiana
Nella prima parte dell’articolo si propone una trafila etimologica per il triviale frigna/ frégna a partire dal latino volgare, secondo una metafora ornitologica; nella seconda si ricostruisce la fortuna delle varie tipologie di metafore sessuali sotto la spinta dell’egemonia cristiana in Europa.
Lingua: ItalianoPag. 153-161
Etichette: Etimologia, Metafora,