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Cahiers d’études italiennes | 2026 | N. 42
Anno 2026 – N. 42
Numero monografico: Narrazioni italiane della fine del mondo (1945-2024)
A cura di Laura Fournier
Titolo articolo: «Gli angeli di Tobia, i sette, la semina dell’avvenire»: riscrittura dell’Apocalisse nella Bufera e altro (1956) di Eugenio Montale
Il contributo si propone di esaminare l’influenza dell’Apocalisse di Giovanni sulla costruzione dell’immaginario metastorico della Bufera e altro (1956) di Eugenio Montale. Vengono analizzati casi puntuali e fenomeni più generali di intertestualità, volti alla creazione, nell’opera montaliana, di un’atmosfera di attesa escatologica e tensione metafisica. Si esaminano alcuni aspetti del compito sacrificale di Clizia, quale alter Christus e intermediaria di Dio, e si propone una rilettura di alcuni dei passi più oscuri della poesia montaliana, come la terza strofa della Primavera hitleriana.
Lingua: ItalianoEtichette: Apocalisse, XX secolo, Giovanni di Patmos, Montale Eugenio, La bufera e altro, La primavera hitleriana,
Titolo articolo: «Della vita non sapendone nulla». Forme e figure dell’apocalisse nel Quaderno di quattro anni di Eugenio Montale
La ricorsività del pensiero della fine, dell’uomo e del mondo, nell’opera di Eugenio Montale è stata diffusamente messa in luce dal dibattito critico. Collocandosi sulla scia di questa tradizione, il presente contributo intende esaminare la declinazione del paradigma apocalittico all’interno del Quaderno di quattro anni (Mondadori, 1977). Nella silloge montaliana, il motivo della catastrofe coinvolge, infatti, tanto il piano dei temi, quanto il sistema formale, da un lato fornendo un repertorio di immagini e lessico, dall’altro favorendo il configurarsi di una precisa strategia retorica. L’indagine si propone, anzitutto, di analizzare alcune delle più salienti rappresentazioni della fine, riconducendole a tre nuclei semantici principali: estinzione del genere umano, rievocazione sarcastica del collasso, metamorfosi post-apocalittiche. In secondo luogo, tenterà di valutare le ricadute formali del tema, rapportando il motivo della disgregazione al sistema stilistico del libro.
Lingua: ItalianoEtichette: Apocalisse, Poesia, Stile, XX secolo, Montale Eugenio, Quaderno di quattro anni,
Titolo articolo: «L’ultimo estremo tremar delle rose…». L’apocalisse spermatica ne Gli angeli dello sterminio di Giovanni Testori
L’articolo propone uno studio dell’opera Gli angeli dello sterminio di Giovanni Testori; il «romanzo non romanzo» dell’autore lombardo si discosta da altri testi coevi che appartengono al genere apocalittico. Attraverso l’analisi di alcuni elementi chiave dell’opera, si mostra come per Testori la narrazione della fine sia mezzo necessario per la comprensione del presente. Guardare al giudizio finale è per lo scrittore l’unica possibilità per la comprensione della storia. Fondamento del senso della vita è per Testori il mistero dell’Incarnazione, prova che l’uomo non sarà abbandonato al disfacimento del suo corpo e del suo sangue. Al culmine della catastrofe apocalittica, Testori accompagna il lettore ad un’epifania divina la cui eterna forza creante e ricreante è simbolizzata da un’immensa apparizione spermatica.
Lingua: ItalianoEtichette: Apocalisse, Parola, Religiosità, Sacro, XX secolo, Giovanni Testori, Gli angeli dello sterminio,
Titolo articolo: 1970‑1980: il decennio del pessimismo. Il romanzo apocalittico in Italia
Un singolare addensamento di opere romanzesche a sfondo catastrofico — pessimista nei fatti o nelle prospettive — si osserva nel periodo che va dai primi anni Settanta ai primi Ottanta del Novecento. È allora che si accosta a questi temi un buon numero di autori italiani già blasonati o in via di affermazione: Pasolini e Morante, Volponi e Soldati, Cassola, Porta, quindi Satta, Morselli e Dante Virgili. Difficile però considerare i romanzi che ne discendono in quanto testimoni peculiari di un genere. La vincolistica che li affratella sorge piuttosto sulla base di un tema, di un assillo umanitario, di un atteggiamento ideologico e morale. Lo spopolamento repentino del pianeta, il cosmo che rientra nel caos primigenio, è poi un’immagine troppo densa, troppo ricca di suggestioni per non favorire progetti difformi e persino concorrenti. Un aspetto, in ogni caso, sembra caratterizzare la più parte di queste opere, legandone la compagine almeno sotto il profilo attanziale: il viaggio attraverso il disastro, il percorso tra i resti di un’umanità travolta per sua colpa o sul punto di esserlo. Non è chiaro perché in quei pochi anni si moltiplichino simili narrazioni. Ma per dare un senso al fenomeno, almeno tre sono le prospettive a cui possiamo rifarci: rischi di una conflagrazione nucleare, esaurimento delle risorse, lutto inconsolabile per il definitivo assestamento di una cultura di massa che tutto sembra travolgere, mondi di oggi e di ieri. Tre atteggiamenti diversi, e talora congiunti, per contemplare la fine.
Lingua: ItalianoEtichette: Apocalisse, Modernità, Picarismo, Profezia, XX secolo, Carlo Cassola, Dante Virgili, Guido Morselli, Paolo Volponi, Salvatore Satta, Crisi, millenarismo, pessimismo, sterminio,
Titolo articolo: Comment hériter de l’apocalypse ? Remémoration et anticipation de la catastrophe dans La Storia d’Elsa Morante
Cosa si può imparare dalla fine del mondo? È possibile trarre un sapere fecondo dall’apocalisse, utile per le generazioni future? Questa domanda attraversa l’opera degli scrittori-testimoni del ventesimo secolo, che l’hanno trasmessa alla letteratura successiva. Per esplorare tali questioni, questo articolo propone un’analisi approfondita de La Storia di Elsa Morante, il cui apocalitticismo disperato suscitò intensi dibattiti alla sua pubblicazione in Italia nel 1974. L’argomentazione si basa su una duplice ipotesi. La prima è che questo romanzo rappresenti un punto di osservazione privilegiato per riflettere su come la finzione letteraria possa elaborare un sapere sull’apocalisse. La seconda è che affrontare l’opera alla luce delle problematiche poste dalla letteratura testimoniale consenta, a sua volta, di mettere in luce e analizzare un paradosso poco commentato: l’anticipazione della catastrofe futura — che l’autrice associa nei suoi saggi all’apocalisse nucleare — assume qui la forma di un ritorno apparentemente anacronistico al passato, ovvero alla Seconda guerra mondiale.
Lingua: FranceseEtichette: Apocalisse, Guerra, Utopia, XX secolo, Elsa Morante, La Storia, bomba atomica, letteratura della catastrofe,
Titolo articolo: «Milano 1970: ora prima dell’apocalisse atomica». H come Milano di Emilio de Rossignoli (1965)
H come Milano di Emilio de Rossignoli, giornalista e scrittore di genere, appassionato cultore di occultismo, è un romanzo di particolare interesse nel campo della letteratura del disastro italiana. Ambientato nel 1970, narra le vicende drammatiche di una coppia di sopravvissuti alla distruzione di Milano in seguito a un bombardamento atomico. Il saggio propone una lettura del romanzo alla luce della coeva letteratura post-apocalittica internazionale, e particolarmente angloamericana, delineandone i temi fondamentali: distruzione dell’ordine esistente, tentativi di ricostruzione e ristrutturazione della società, soprusi e prevaricazioni, permanenza e successivo dissolvimento della speranza intesa come tentativo di mantenere l’umanità dei personaggi nel contesto di una catastrofe senza precedenti.
Lingua: ItalianoEtichette: Apocalisse, Distopia, XX secolo, Emilio De Rossignoli, H come Milano, bomba atomica, disastro, distruzione, letteratura della catastrofe, letteratura post-apocalittica, Milano
Titolo articolo: «Una storia di domani»: la distopia testimoniale di Emilio de Rossignoli
L’articolo propone un’analisi del romanzo distopico Lager dolce lager (1977) di Emilio de Rossignoli. Dopo aver ripercorso la complessa gestazione dell’opera e averla posta a confronto con altri prodotti coevi (Il portiere di notte di Liliana Cavani, Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pier Paolo Pasolini), il contributo esamina le modalità tramite cui il testo di de Rossignoli attinge agli stilemi tipici del discorso testimoniale (l’uso della prima persona, il cronotopo del Lager), trasponendoli all’interno di una cornice da racconto speculativo. Dall’analisi emerge come l’incrocio di distopia e testimonianza comporti anche un ribaltamento semantico di queste figure, che accompagna la riflessione biopolitica della voce narrante sulla società e produce degli effetti perturbanti in termini di ricezione estetica.
Lingua: ItalianoEtichette: Apocalisse, Distopia, Fantascienza, Emilio De Rossignoli, Lager dolce lager, Lager e letteratura, biopolitica, testimonianza,
Titolo articolo: L’astronave platonica. Complotti e conflitti generazionali nella fantascienza italiana degli anni Settanta
Questo articolo prende in esame due romanzi italiani di fantascienza post-apocalittica degli anni Settanta: Dove stiamo volando di Vittorio Curtoni (1972) e Eclissi 2000 di Lino Aldani (1979). In queste opere emergono due temi trasversali alla fantascienza italiana del periodo, ma poco studiati, specialmente in relazione al filone post-apocalittico: quello del complotto dello, e insieme ai danni dello, Stato; e quello del conflitto generazionale. Attraverso l’analisi di questi testi notevoli, l’articolo mostra il profondo dialogo che intercorre tra la fantascienza italiana e i sommovimenti politici di quel decennio cruciale.
Lingua: ItalianoEtichette: Apocalisse, Distopia, Fantascienza, XX secolo, Lino Aldani, Vittorio Curtoni, Eclissi 2000, anni di piombo, letteratura post-apocalittica,
Titolo articolo: Il naufragio del soggetto: un’analisi comparata di Dissipatio H.G. di Guido Morselli e Vendredi ou les limbes du Pacifique di Michel Tournier
Dissipatio H.G. (1977) di Guido Morselli è stato definito come una «robinsonade apocalittica» in cui l’ultimo uomo vaga in un mondo senza Altri. Il romanzo di Daniel Defoe (1719) ha ispirato numerose riscritture postmoderne, tra cui si ricorda anche Vendredi ou les limbes du Pacifique (1967) di Michel Tournier. Il contributo propone un’analisi comparata di queste due riscritture sulla base della caratterizzazione del rapporto tra il soggetto e la realtà, che viene letta a partire dalle teorie sull’esistenza degli Altri di Gilles Deleuze e Jean‑Paul Sartre. Nei due romanzi, la fine del mondo è già accaduta: il naufragio e il fallito suicidio consegnano i sopravvissuti a un ambiente che si sgretola in una serie di oggettività perturbanti. L’isola di Speranza e la città di Crisopoli cominciano così a rivelare le spettralità che le abitavano già prima dell’apocalisse e vengono infestate dai fantasmi di voci e sguardi incorporei.
Lingua: FranceseEtichette: Apocalisse, Distopia, Intertestualità, XX secolo, Guido Morselli, Michel Tournier, Dissipatio H.G., Robinson Crusoe, fantasmi, fine del mondo, spettri,
Titolo articolo: La morte della creatività. Esseri umani e macchine nella fantascienza italiana degli anni Sessanta
A partire dalle riflessioni teoriche e narrative degli anni Cinquanta e degli anni Sessanta sul lavoro automatizzato e sul ruolo e sullo statuto dei robot all’interno della società umana, nell’articolo si analizzano delle opere di fantascienza uscite fra il 1960 e il 1965 che mettono in scena la morte della poesia e della creatività. Si tratta di narrazioni letterarie (il racconto Doppio psicosomatico di Lino Aldani), teatrali (la pièce Ai poeti non si spara di Malerba) e cinematografiche (il film per la televisione tratto dal testo di Malerba ad opera di Vittorio Cottafavi). Attraverso l’analisi di queste tre opere, nell’articolo si vedranno non solo i differenti posizionamenti teorici rispetto al ruolo dei robot nella relazione con l’essere umano e alla sua supposta unicità, ma anche l’evoluzione del rapporto con la tecnologia durante gli anni del boom economico.
Lingua: ItalianoEtichette: Apocalisse, Fantascienza, Poesia, XX secolo, Lino Aldani, Luigi Malerba, Tommaso Landolfi, Vittorio Cottafavi, Macchine, boom economico, robot,
Titolo articolo: Terra! di Stefano Benni: una cometa apocalittica nella letteratura italiana degli anni Ottanta
Pubblicato nel 1983, Terra! di Stefano Benni è un romanzo distopico che intreccia satira, fantascienza e critica sociale, reinterpretando i modelli narrativi anglosassoni con ironia e sperimentazione linguistica. Questo articolo analizza il romanzo seguendo una progressione che parte dalla sua ambientazione apocalittica e distopica, inserendola nel contesto della fantascienza internazionale. Successivamente, si esploreranno i riferimenti letterari, dalla fantascienza anglo-americana alla tradizione del fantastico italiano, mettendo in luce la rielaborazione di questi modelli. Infine, verrà approfondito il significato complessivo dell’opera: attraverso un sofisticato gioco intertestuale di citazioni e reinvenzioni, Terra! non si limita a raccontare una distopia, ma propone una riflessione sulla modernità, in cui la fantascienza diventa uno strumento per decostruire il reale e ripensare il rapporto tra immaginazione e cultura.
Lingua: ItalianoEtichette: Apocalisse, Distopia, Fantascienza, Intertestualità, Letteratura italiana, Letteratura postmoderna, Postmodernismo, Satira, XX secolo, Stefano Benni, letteratura della catastrofe,
Titolo articolo: Raccontare il futuro per contestarlo: apocalisse, distopia e ucronia nell’opera di Tullio Avoledo
L’opera di Tullio Avoledo attraversa generi differenti, contaminandoli fra loro: la fantascienza in primo luogo, ma anche il thriller, la fantastoria, l’eco‑fiction, il giallo, fin quasi al noir. Agli scenari apocalittici, che appaiono solo in alcune opere, si preferisce la rappresentazione distopica o ucronica di mondi non dissimili dal nostro in cui si affermano i partiti conservatori, talvolta fino all’istaurazione di regimi totalitari. Le vicende narrate si svolgono per lo più nel Nord‑Est italiano a pochi anni di distanza dalla realtà attuale; tuttavia, la loro collocazione cronologica non sempre è esplicita. Grande importanza assume l’immaginario tecnologico, che serve ad attivare una prospettiva straniante e fornisce talora gli strumenti per accedere a una forma di trascendenza. Nonostante la varietà degli esiti, la costante è sempre la messa in scena di universi alternativi, tutti caratterizzati da un’ambiguità di fondo, che investe non solo la loro stessa esistenza, continuamente messa in dubbio, ma anche la loro collocazione cronologica.
Lingua: ItalianoEtichette: Apocalisse, Distopia, Fantascienza, Giallo, Letteratura fantastica, Letteratura postmoderna, Postmodernismo, Romanzo giallo, Utopia, Tullio Avoledo, Noir, thriller, ucronia,
Titolo articolo: La smarginatura come tema apocalittico. I luoghi del dolore ne L’amica geniale di Elena Ferrante
Il saggio si propone di osservare il tema della ‘smarginatura’ nella tetralogia L’amica geniale di Elena Ferrante, mettendone in luce gli aspetti che rinviano all’immaginario dell’apocalisse, intesa — sulla scorta delle teorie di Ernesto De Martino e di Henry Ey — come momento di disgregazione della realtà fenomenica. Nei saggi di Ferrante, La frantumaglia e I margini e il dettato, si rivengono elementi che consentono di analizzare il tema in tre diverse prospettive: quella della scrittura, quella della psicanalisi e quella della topografia. In tutti e tre i casi, le istanze di ricomposizione che intervengono sul caos e sul trauma sembrano coesistere a movimenti di segno opposto che valorizzano l’aspetto metamorfico del collasso.
Lingua: ItalianoEtichette: Apocalisse, Psicoanalisi, Romanzo di formazione, Territorio, XX secolo, Elena Ferrante, L'amica geniale, Napoli
Titolo articolo: Distopia-utopia selvaggia nell’opera di Laura Pugno
La produzione in prosa di Laura Pugno (Roma, 1970) si è imposta all’attenzione del grande pubblico nel 2007, anno della pubblicazione del suo primo romanzo, Sirene. Ormai affermato caso di studio come modello di narrazione distopica, esso pone l’attenzione sulle derive dell’antropocentrismo attraverso un linguaggio depauperato, sintatticamente paratattico, letterariamente scabro. Il presente contributo avanza l’ipotesi che, a partire dall’apparente distopia di Sirene, sia possibile tracciare una linea evolutiva nella produzione dell’autrice che muove da istanze distopiche a istanze utopiche, non realizzando mai pienamente né le une né le altre; tale parabola si realizza alla luce della categoria del selvaggio, che intreccia le due dimensioni, creando un’originale commistione di ‘distopia-utopia’. Se Sirene mette in scena il selvaggio come luogo e dimensione orride, romanzi come La caccia (2012), La ragazza selvaggia (2016) e La metà di bosco (2018) attuano una risemantizzazione dello stesso in chiave utopistica, in cui il non luogo evocato è inesistente, ma latente nel substrato femminile del mondo. Con i testi In territorio selvaggio (2018) e Noi senza mondo (2024), si attua parallelamente una parabola teorica che muove dal ‘selvaggio salvato’ alla ‘salvazione del mondo senza di noi’. L’antropocentrismo, le cui derive sono motivo ispiratore di Sirene, viene riformulato in chiave più radicale, e la sua progressiva trasformazione produce la creazione di un intreccio distopico-utopico. Il linguaggio stesso evidenzia tale parabola: dalla nudità esibita in Sirene all’avvicinamento al poetico di Noi senza mondo.
Lingua: ItalianoEtichette: Apocalisse, Distopia, Fantascienza, Fantastico, Femminile, Femminismo, Intertestualità, Letteratura postmoderna, Postmodernismo, Utopia, XXI secolo, Laura Pugno, Sirene, ecocritica, ecofemminismo,