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Cahiers d’études italiennes | 2025 | N. 40
Anno 2025 – N. 40
Numero monografico: Tecnica, animalità e postumanesimo in Giacomo Leopardi
A cura di Laura Fournier
Titolo articolo: Tecnica, animalità e postumanesimo in Giacomo Leopardi: Introduzione
L’articolo introduttivo presenta la tematica del numero, che intende leggere l’opera di Giacomo Leopardi alla luce delle innovative piste di ricerca suggerite dall’ecocritica, dagli studi sull’animalità (Animal Studies), dalla discussione sui nuovi scenari aperti dalle innovazioni tecnologiche e dalla riflessione sul postumanesimo. I contributi spaziano dal rapporto di Leopardi con la scienza e la tecnica, agli elementi apocalittici che compaiono fra Operette morali e Zibaldone, alla riflessione leopardiana sull’animalità e i rapporti fra le specie. Mentre il cambiamento climatico avanza, il dibattito sul destino della specie umana si fa sempre più urgente: Leopardi ha offerto alcune delle risposte più amare e complesse alle domande angosciate della coscienza ecocritica contemporanea. Non è un caso che le sue opere stiano conoscendo una rinnovata fortuna critica nell’Antropocene.
Lingua: ItalianoEtichette: Ambiente, Animale, Apocalisse, Natura, Scienza, Tecnologia, XIX secolo, Giacomo Leopardi, Leopardi Giacomo, ecocritica
Titolo articolo: L’età delle macchine: automi e simulacri anatomici in Leopardi
L’articolo esplora la tensione estetico-mimetico-epistemologica tra immagine poetica e modello scientifico nell’opera di Giacomo Leopardi, soffermandosi sui casi della meccanica e dell’anatomia. Attraverso l’analisi di brani dallo Zibaldone, dalla Proposta di premi fatta dall’Accademia dei Sillografi e dal Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie, il saggio sostiene che per Leopardi il paradigma meccanico-anatomico rappresentato da automi e modelli anatomici promuove una conoscenza limitata e razionale del mondo, escludendone la dimensione poetica e relazionale, che è invece possibile cogliere attraverso il “colpo d’occhio”. Automi e macchine anatomiche, quindi, non sono perfette rappresentazioni della natura, ma possono tuttavia diventare potenti immagini poetiche e strumenti di satira contro la pretesa esaustività e assolutezza della conoscenza scientifica.
Lingua: ItalianoEtichette: Scienza, Tecnologia, XIX secolo, Giacomo Leopardi, Macchine, Operette morali, Zibaldone, ecoletteratura, robot,
Titolo articolo: Una realtà zibaldonica: attualità e inattualità della Proposta di premi fatta dall’Accademia dei Sillografi
Lo scetticismo di Leopardi nei confronti delle tendenze del proprio tempo è ben noto. Ma quali sono, nello specifico, le tendenze dell’Ottocento che egli critica? Soffermandosi sull’operetta Proposta di premi fatta dall’Accademia dei Sillografi e su alcuni passaggi dello Zibaldone, questo saggio sostiene che tali tendenze sono in parte riconducibili alla fede ottocentesca di poter espandere il meccanicismo di stampo deterministico derivato dalle leggi Newtoniane ad ogni aspetto della realtà. Più specificamente, Leopardi critica la fattibilità di questo progetto alla luce delle limitazioni epistemiche umane nello studio dei sistemi complessi con i quali interagiamo. Le riflessioni leopardiane, come qui mostrato, troveranno conferma scientifica nel XX secolo, con lo studio dei sistemi caotici e complessi. Volgendo lo sguardo alle Accademie dei Sillografi di oggi, il presente saggio sottolinea inoltre come la Proposta di premi, lungamente dimenticata dalla critica, sia in verità un’operetta di grande rilevanza per il XXI secolo.
Lingua: ItalianoEtichette: Scienza, Tecnologia, XIX secolo, Giacomo Leopardi, Operette morali, Zibaldone, ecoletteratura,
Titolo articolo: Inorganico pre e post-umano: Giacomo Leopardi e la geologia nelle Operette morali
Dalla metà del Settecento, le scienze della Terra, e in particolare la geologia, hanno conosciuto un rapido sviluppo, segnato dal confronto tra diverse correnti (nettunisti e plutonisti, uniformisti e catastrofisti) e dalla proliferazione di numerose teorie della Terra. Questo periodo è culminato negli anni Trenta dell’Ottocento con la pubblicazione dei Principles of Geology (1830‑1833) di Charles Lyell (1797‑1875). In questo articolo, intendo esaminare la conoscenza geologica di Giacomo Leopardi e il suo utilizzo nei testi letterari, mostrando come l’analisi del sapere geologico permetta, da un lato, di evidenziare consonanze e affinità tra Leopardi e alcuni scienziati e filosofi della natura, tra cui Lyell, William Hamilton (1730‑1803), James Hutton (1726‑1797) e Alberto Fortis (1741‑1803); dall’altro, consenta di approfondire e rileggere in modo innovativo alcuni aspetti del pensiero filosofico di Leopardi. Mi concentrerò in particolare sull’uso dell’immaginario geologico nelle Operette morali, rileggendo la critica all’antropocentrismo di Leopardi alla luce del concetto geologico di deep time e la permeabilità delle categorie di organico e inorganico alla luce del principio geologico dell’attualismo e del processo di fossilizzazione.
Lingua: ItalianoEtichette: Scienza, XIX secolo, Giacomo Leopardi, Operette morali,
Titolo articolo: La risposta del cane. Una lettura della zoopoetica di Giacomo Leopardi
La questione dell’animale è fondamentale per lo sviluppo del pensiero occidentale ed è chiaramente di primaria importanza anche per Leopardi, basti pensare al precoce coinvolgimento nel dibattito intorno all’idea cartesiana dell’animale-macchina, documentato nella Dissertazione sopra l’anima delle bestie del 1811, l’anno successivo alla stesura della favola giovanile intitolata I Filosofi, e il Cane. Su tale questione si radica ogni successivo sviluppo leopardiano di un paradigma anti-antropocentrico o de‑antropocentrico a partire dalla scelta di riscrivere la favola nel solco di quello che Theodore Ziolkovski ha chiamato il motivo letterario del cane filosofo. Sulle orme di Jacques Derrida e Giorgio Agamben, più che un bestiario leopardiano, questa breve ricognizione a campione di alcune presenze animali nell’opera di Leopardi, presenze canine in particolare, servirà a indagarne la produzione letteraria e a misurarne la distanza rispetto alle problematiche correnti in materia di ambiente e relazioni tra specie diverse. Le opere qui prese in esame non sono accomunate dalla semplice ricorrenza tematica della presenza animale; bensì, si configurano, nella maggior parte dei casi, come dei veri e propri esempi di zoopoetica, ossia dei testi che si basano sul coinvolgimento con l’animalità (umana e non umana).
Lingua: ItalianoEtichette: Animale, Giacomo Leopardi, Macchine, Operette morali, Zibaldone, zoopoetica,
Titolo articolo: Visioni dell’animale in Giacomo Leopardi
L’articolo si propone di esaminare le diverse visioni dell’animale proprie a Giacomo Leopardi. In particolare, esso intende approfondire la questione della condizione comune agli esseri umani e agli animali. Il pensiero di Leopardi pone inizialmente un divario tra uomini e animali che spiega sia le disgrazie dei primi, lontani dalla loro condizione naturale, sia la felicità dei secondi. Mostreremo che, con lo sviluppo del sistema filosofico leopardiano, questo tema perde progressivamente importanza e lascia il posto all’idea di uno stato di sofferenza insito in tutti gli esseri senzienti, umani e non. In questa seconda visione degli animali, essi sono vittime della crudele indifferenza della natura al pari degli uomini. L’opera di Leopardi presenta numerosi esempi della precarietà della vita animale, in particolare a causa della predazione, un male ordinario necessario al funzionamento del ciclo naturale di produzione e distruzione. Questa idea di un destino comune all’uomo e agli altri animali trova il suo sviluppo finale nell’abbozzo leopardiano di un’alleanza zoo-antropologica, di cui approfondiamo le fonti e l’interpretazione.
Lingua: FranceseEtichette: Animale, Natura, Violenza, XIX secolo, Giacomo Leopardi, Operette morali, Zibaldone, zoopoetica,
Titolo articolo: Istinto, animalità e irriflessione nello Zibaldone di Leopardi
Il saggio ricostruisce la costellazione semantica dell’‘istinto’ e dell’‘irriflessione’ nello Zibaldone di Leopardi. Si mostrerà, anzitutto, il complesso (e talvolta contraddittorio) significato che i due termini assumono nelle differenti fasi del pensiero leopardiano, dal 1819 fino al dicembre 1826. Si getterà luce, così, sul legame tra i due lemmi e alcuni temi cruciali della riflessione antropologica e filosofica di Leopardi: l’istinto di conservazione, la corruzione dell’uomo e la nascita della «società stretta», la legge naturale e la virtù morale, l’egoismo, l’invidia, il piacere, il desiderio, l’amor proprio, le illusioni e le credenze, il danno del conoscere, il timore, la compassione, il problema della contraddittorietà dell’essere e, dunque, del male. Nel fare ciò, emergerà come i due lemmi traccino percorsi uguali e contrari, in linea con la tortuosa ricerca da parte di Leopardi di un possibile antidoto contro la corruzione dell’animale‑uomo, singolarmente incline sia all’eccesso della ragione sia all’irriflessione brutale.
Lingua: ItalianoEtichette: Ambiente, Animale, Critica letteraria, Illusione, Lessicografia, Passione, Semantica, XIX secolo, Giacomo Leopardi, Zibaldone, Zibaldone di pensieri, ecocritica,
Titolo articolo: Il demone moderno. Soggettività e alterità in Leopardi
L’articolo esamina la riflessione leopardiana su soggettività e alterità proponendo una lettura del Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare e del Dialogo della Natura e di un Islandese in chiave postumana. Misura l’influenza delle Lettere sul mesmerismo di Francesco Orioli su alcune soluzioni creative, al contempo rivelandone il palinsesto platonico. Le due operette sono legate da una medesima urgenza di risposta a fondamentali quesiti identitari che Leopardi individua nel passaggio dall’essere partecipante (naturalmente plurale) del demone socratico, cui allude il Tasso, alla Natura emanante rappresentata nell’Islandese in cui è immerso un Io moderno tragicamente destinato a soccombere in quanto impermeabilmente singolo. I due componimenti tracciano una storia della mente e il presente studio li legge come fossero l’uno il negativo fotografico dell’altro, avanzando un’ipotesi sulla loro collocazione adiacente nell’edizione definitiva delle Operette.
Lingua: ItalianoEtichette: Identità, Natura, Occultismo, Scienza, XIX secolo, Giacomo Leopardi, Operette morali, postumano,
Titolo articolo: «Son tutti morti». L’estinzione del’’umanità e l’immaginario apocalittico in Giacomo Leopardi
Questo articolo indaga il tema dell’estinzione umana negli scritti di Giacomo Leopardi, con particolare attenzione alle Operette morali (1824‑1832). L’immaginazione apocalittica, che contempla l’estinzione dell’umanità, costituisce, per Leopardi, un esperimento di antropologia speculativa nel quale gli esseri umani, considerati come entità biologiche al pari di tutte le altre specie viventi, si rivelano esseri effimeri che operano all’interno di un vasto universo materiale in continua mutazione. La prospettiva offerta dalle Operette, che è al tempo stesso paradossalmente anti-antropocentrica e ossessivamente concentrata sullo scandaglio della natura umana, rivela il non‑umano come il punto di vista privilegiato dal quale contemplare l’estinzione dell’umanità e la fine del mondo. La molteplicità di punti vista e scale temporali che Leopardi adotta nelle Operette porta a un decentramento, se non a un completo superamento della prospettiva umana che è tanto destabilizzante quanto liberatorio.
Lingua: IngleseEtichette: Antropologia, Apocalisse, XIX secolo, Giacomo Leopardi, Operette morali, pessimismo, postumano,
Titolo articolo: Leopardi nell’era dell’Antropocene
Collocare Leopardi nell’era dell’Antropocene significa innanzitutto chiedersi se sia opportuno, nonché legittimo dal punto di vista ermeneutico e metodologico, rileggere la sua opera alla luce di un dibattito e di una terminologia che gli sono di gran lunga posteriori. Significa quindi chiedersi se non si tratti di un’ennesima attualizzazione dell’opera di Leopardi, simile a quelle cui la burrascosa storia della sua fortuna critica ci ha abituati nel corso degli ultimi due secoli. In questo contributo ci confronteremo alle insidie metodologiche cui sembra dover andare inevitabilmente incontro un’ecocritica di Leopardi, qualora cercasse in lui un precursore o un visionario delle aporie ecologiche del nostro secolo. L’obiettivo sarà poi quello di impostare la questione all’interno di una cornice culturale, ideologica, nonché geologica, che integri le domande del presente sull’Antropocene nella storia lunga dell’Europa occidentale, risalendo all’Illuminismo e alla Rivoluzione industriale. Più che attualizzare il pensiero di Leopardi, proponiamo una distant reading che storicizzi il discorso dell’Antropocene rintracciandone le origini, per capire meglio ciò che Leopardi aveva da dire, sin dal primo Ottocento, contro i miti fondanti di quell’Antropocene che così ancora non si chiamava.
Lingua: FranceseEtichette: Critica letteraria, Modernità, Natura, Scienza, XIX secolo, Giacomo Leopardi, Antropocene, Operette morali, ecocritica,
Titolo articolo: «Dialogo di madre con il proprio feto». Andrea Zanzotto e la natura leopardiana
L’articolo è dedicato ad alcuni momenti significativi dell’incontro-scontro poetico e ideologico tra Andrea Zanzotto e Giacomo Leopardi; nella fattispecie, sono stati presi in esame i testi in cui Zanzotto si è confrontato con l’immaginario leopardiano della natura madre e matrigna. Nella nostra indagine abbiamo privilegiato un approccio intertestuale che combinasse primo piano e campo largo, per far sì che l’analisi del testo e la ricostruzione della visione del mondo dei due poeti si illuminassero vicendevolmente.
Lingua: ItalianoEtichette: Intertestualità, Natura, Poesia, Poesia lirica, XIX secolo, Andrea Zanzotto, Giacomo Leopardi,