Cahiers d’études italiennes | 2019 | N. 28

Anno 2019 – N. 28
Numero monografico: La culture italienne en France au XXe siècle : circulation de modèles et transferts culturels
A cura di Laura Fournier

Autore/i articolo: Olivier Forlin
Titolo articolo: Introduction. — La culture italienne en France au xxe siècle : circulation de modèles et transferts culturels. Approche historiographique et problématiques

L’article introductif présente la thématique du numéro, qui a pour objet d’analyser les circulations de la culture italienne en France au cours de deux temps forts du XXe siècle: les années 1920-1930 et la période 1945-1970. La diffusion de la culture italienne en France est envisagée dans ses articulations avec la sphère politique: dans quelles mesures a-t-elle été placée au service de la promotion d’un modèle politique (le fascisme dans l’entre-deux-guerres, le marxisme et le communisme «italiens» après 1945)? Quels furent les supports de ces transferts culturels (expositions, articles dans les périodiques, traduction et édition d’ouvrages, cinéma, etc.)? Quels en furent les acteurs? Quels en furent les effets en termes d’acculturation et de représentation de l’Italie?

Lingua: Francese
Etichette: Antifascismo, Comunismo, Cultura, Fascismo, Intellettuale, Ricezione, XX secolo, reti intellettuali

Autore/i articolo: Francesca Cavarocchi
Titolo articolo: La rete delle organizzazioni fasciste e le iniziative di propaganda culturale in Francia

Il contributo ricostruisce i tentativi di inquadramento degli emigrati intrapresi dal regime fin dagli anni Venti, con l’obiettivo di rafforzarne il vincolo identitario con la madrepatria e di promuoverne la politicizzazione in senso fascista. Il governo italiano prestò parallelamente attenzione a un altro settore di intervento, ovvero le iniziative culturali e di propaganda rivolte al pubblico francese, volte a presentare l’Italia come un paese moderno e affidabile. Queste iniziative si giovarono di una serie di interlocutori francesi interessati all’esperimento fascista e cercarono di utilizzare la tradizionale rete di relazioni intellettuali e artistiche franco-italiane. La strategia fascista si affidò dunque alla costruzione di una complessa trama di attori formali e infornali; essa non fu priva di efficacia, contribuendo ad alimentare l’atteggiamento benevolo verso la ‘sorella latina’ espresso da settori non marginali dell’opinione pubblica francese ancora nei tardi anni Trenta.

Lingua: Italiano
Etichette: Fascismo, Intellettuale, Latinità, Propaganda, Relazione, XX secolo, reti intellettuali

Autore/i articolo: Laura Fournier-Finocchiaro
Titolo articolo: Traduzione e interpretazione delle lettere italiane in Francia sotto il fascismo, tra cultura e propaganda

Il periodo fascista è piuttosto benefico per la diffusione della letteratura italiana in Francia. Gli ambienti culturali filofascisti, il regime di Mussolini che vuole promuovere la sua immagine all’estero tramite la cultura, la presenza di fuorusciti antifascisti e lo sviluppo degli studi italiani in Francia permettono la traduzione di opere letterarie recenti e la promozione di nuovi autori italiani. L’esame delle traduzioni, delle opere di critica letteraria, delle riviste letterarie e delle reti di ricerca createsi durante il Ventennio permette di osservare il costituirsi di una zona grigia tra cultura accademica e propaganda tra gli italianisti francesi. Si può notare che i promotori della letteratura italiana, nonostante la presenza di una rete antifascista importante, favoriscono la penetrazione in Francia di autori favorevoli al regime e la diffusione di nuovi miti culturali prodotti dalla propaganda di Mussolini. Ma gli italofili e gli italianisti hanno soprattutto capito che avevano un compito cruciale da svolgere tramite la letteratura per il ravvicinamento franco-italiano in un contesto di tensioni diplomatiche e politiche.

Lingua: Francese
Etichette: Critica letteraria, Cultura, Fascismo, Italianistica, Letteratura italiana, Propaganda, Ricezione, Traduzione, XX secolo, reti intellettuali

Autore/i articolo: Christophe Poupault
Titolo articolo: «Sud Magazine» e la cultura latina: una rivista di amicizia franco-italiana negli anni Trenta

«Sud Magazine» è una rivista bimestrale che fu pubblicata a Marsiglia e diffusa in tutta la Provenza dal 1928 al 1939. La rivista è un tipico esempio di pubblicazioni che si sforzavano di promuovere attivamente l’amicizia franco-italiana sottolineando l’importanza della cultura latina come sostrato comune alle due nazioni. I contributi che avevano per argomento l’Italia davano inoltre particolare rilievo ai legami culturali tra l’Italia e la Provenza. Nel novembre 1935, un numero speciale su Francia e Italia difendeva la solidarietà fra i due paesi attraverso l’idea di latinità, e offriva un’immagine encomiastica del regime fascista che ci aiuta a capire le relazioni fra Francia e Italia alla vigilia della guerra d’Etiopia.

Lingua: Francese
Etichette: Fascismo, Latinità, Stampa, XX secolo, Benito Mussolini, Francia, Provenza, relazioni internazionali, reti intellettuali

Autore/i articolo: Caroline Pane
Titolo articolo: Gli «Italiani di Parigi» dal fascismo al dopoguerra: artisti e mostre al servizio del riavvicinamento franco-italiano

Questo contributo analizza la partecipazione degli «Italiani di Parigi» alle diplomazie culturali italiane e francesi dagli anni ’30 all’indomani della seconda guerra mondiale. Il gruppo di artisti — sorto negli anni tra le due guerre per difendere la peculiarità della produzione italiana in seno alle avanguardie parigine — stringe presto legami con le organizzazioni culturali dell’Italia fascista. Le loro mostre, sia in Francia che in Italia, sono quindi un’occasione per il regime di mettere in evidenza le affinità italo-francesi e il contributo nazionale dell’Italia alla modernità della Francia. Nei discorsi inaugurali e sulla stampa, si celebra l’amicizia italo-francese e la loro civiltà comune basata su un’identità latina e mediterranea. Alla liberazione, il nome «Italiani di Parigi» viene reinvestito dall’Italia e dalla Francia in una politica di riavvicinamento. Questi artisti vengono presentati in una veste rinnovata che accoglie la partecipazione di artisti contemporanei. L’arte, mobilitata dalla diplomazia, disegna così un’identità italo-francese transnazionale chiamata ad influire sui sentimenti dei popoli e a diventare una forza sotterranea («force profonde») delle loro relazioni internazionali.

Lingua: Francese
Etichette: Arte, Esposizione, Latinità, XX secolo, Francia, diplomazia, italianità, reti intellettuali

Autore/i articolo: Pierre Sorlin
Titolo articolo: Di ciò che è stato chiamato «neorealismo cinematografico»

Nella cultura italiana e nella tradizione cinematografica mondiale, il neorealismo costituisce una pietra miliare, sia per la qualità eccezionale delle opere che come modello stilistico. Pure, l’esperienza è stata breve, appena sette anni, e il numero di film propriamente «neorealisti» è molto limitato. Nel periodo pieno d’incertezze che seguì la fine della guerra i cineasti, liberi delle regole e degli obblighi imposti dai produttori, girarono i loro film senza preoccuparsi di moralismo, di logica narrativa, di scioglimenti felici. Finita la ricostruzione, le banche ristabilirono il controllo sugli studi, costringendoli a rilanciare il «cinema classico». La memoria del breve episodio neorealista è rimasta come esempio di quello che potrebbe essere un cinema in libertà.

Lingua: Francese
Etichette: Censura, Cinema, Critica cinematografica, Neorealismo, Resistenza, XX secolo,

Autore/i articolo: Olivier Forlin
Titolo articolo: Gli intellettuali comunisti francesi e la cultura neorealista italiana dal 1945 agli anni ’50: un transfert culturale o una strumentalizzazione?

Dopo la Seconda Guerra mondiale, gli intellettuali comunisti francesi hanno accolto con entusiasmo la cultura italiana neorealista, hanno contribuito alla sua diffusione in Francia, e ne hanno proposto un’analisi approfondita nel quadro di un processo di transfert culturale. Tuttavia, a partire dal 1948, dopo l’irrigidimento culturale prodotto dalla guerra fredda, la lettura comunista di questa cultura è diventata strettamente politica, è stata sottoposta agli stretti canoni del realismo socialista e irreggimentata nella lotte ideologiche della guerra fredda.

Lingua: Francese
Etichette: Comunismo, Critica marxista, Intellettuale, Neorealismo, Realismo, Resistenza, Seconda guerra mondiale, XX secolo, guerra fredda, reti intellettuali

Autore/i articolo: Anthony Crezegut
Titolo articolo: Lo specchio dell’«intelligencija» francese. Il neo-romanticismo italiano o la sinistra ideale alla luce di Gramsci (1945-1960)

Quest’articolo è da intendersi come un’interpretazione del sogno italiano che immerge gli intellettuali di sinistra francesi in uno stato di consapevolezza alterata dopo la guerra. Quest’immagine dell’Italia è innanzitutto una proiezione di certi intellettuali francesi, in particolare quelli di Esprit, con Mounier, e dei Temps modernes di Sartre, alla ricerca di una legittimazione sociale e politica, ma anche di idealismo, di distinzione sociale, di liberalismo di fronte a un partito operaio materialista e determinista. I nuclei dell’italofilia si sono costituti a partire da relazioni privilegiate con intellettuali del Nord, spesso meridionalisti, provenienti dal mondo del liberalismo di sinistra. Quest’amore per l’Italia fu alimentato anche da viaggi romani, in cui un neoromanticismo francese si confronta con l’ideale italiano, togliattiano, di un neoclassicismo o di un neorealismo. Questa favola romantica ha i suoi contraddittori tra gli italomachi, in particolare il Pour l’Italie di Jean-François Revel, una decostruzione del fantasma italiano che trova un pubblico reattivo tra i grandi intellettuali degli anni 1950, sia di destra che di sinistra.

Lingua: Francese
Etichette: Comunismo, Critica marxista, Intellettuale, Neoclassicismo, Neorealismo, XX secolo, Antonio Gramsci, Jean-Paul Sartre, Francia, italofilia, neoromanticismo, reti intellettuali

Autore/i articolo: Jérémie Dubois
Titolo articolo: Il movimento associativo garibaldino in Francia tra il 1945 e l’inizio degli anni 2000: un internazionalismo che ha le sue radici in una cultura politica franco-italiana

Il movimento associativo garibaldino è un vettore originale di presenza e di diffusione della cultura italiana in Francia. L’associazione nazionale dei garibaldini di Francia, con sede a Parigi, fu valorizzata dalla Repubblica francese al momento della Liberazione, poi vietata nel contesto della «guerra fredda» e rifondata all’inizio degli anni ’50. Sostenuta da mecenati, e in particolare da Simone e Cino Del Duca, il movimento è stato diretto per molti anni da Darno Maffini, che aveva partecipato alla Resistenza e contributo alla liberazione di Parigi. A partire da archivi e interviste, il presente articolo si propone di spiegare la storia sociale, intellettuale e economica di questo movimento, che difende in Francia una cultura italiana democratica e antifascista.

Lingua: Francese
Etichette: Antifascismo, Associazione, Immigrazione, Memoria, XX secolo, Giuseppe Garibaldi, Francia