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Articoli:

CARLO DELCORNO, Il parlato dei predicatori. Osservazioni sulla sintassi di Giordano da Pisa
Rifacendosi a vari studi di linguistica italiana degli ultimi tempi, l'autore si sofferma in particolare sul 'parlato' di Fra Giordano da Pisa, noto predicatore (secc. XIII-XIV), al quale risale il primo grande corpus omiletico volgare conservato in Italia e su cui ha svolto un ampio e interessante lavoro Paolo D'Achille.
LETTERE ITALIANE, Anno 2000 - N1 - Pag. 3-50

LUIS GODART, Scevola Mariotti e gli studi classici
Commemorazione e celebrazione del grande studioso di filologia classica, con l'illustrazione dell'impatto che la sua straordinaria personalità ha avuto sugli studi greco-romani, sul mondo classico visto nella sua globalità come entità culturale che inizia con la prima civiltà greca e sopravvive al tramonto dell'impero romano.
LETTERE ITALIANE, Anno 2000 - N1 - Pag. 51-57

ROBERTO NORBEDO, Per l'edizione dell'"Itinerario in Spagna" di Andrea Navagero
Si raffronta all'originale la trascrizione dell'"Itinerario" (1524-1528) approntata da Mario Savorgnan, il quale nel 1532, a tre anni dalla morte di Navagero, esemplò gli appunti di viaggio stilati dallo stesso, durante i quattro anni della sua ambasceria presso Carlo V imperatore.
LETTERE ITALIANE, Anno 2000 - N1 - Pag. 58-73

BARTOLO ANGLANI, Ortes, Algarotti e il Congresso di Citera
Basandosi sul carteggio intercorso tra i due letterati conservato nella Biblioteca del Museo Correr di Venezia, sono analizzate le osservazioni critiche rivolte da Giammaria Ortes all'Algarotti a proposito dell'operina scritta da quest'ultimo e alla quale egli lavorò per circa vent'anni, dal 1745 al 1765, e che era ispirata all'opera "Le Sopha" di Crébillon fils del 1745.
LETTERE ITALIANE, Anno 2000 - N1 - Pag. 74-99

GIORGIO FORNI, Rassegna di studi sulla lirica del Cinquecento (1989-1999) - Dal Bembo al Casa
L'autore ripercorre dieci anni di esegesi del fenomeno del petrarchismo, ovvero di quella lirica che al Petrarca per molti secoli si ispirò e che ebbe come esito un florilegio ricchissimo di poesia, di cui fu nodo fondamentale il Bembo ed epigono essenziale Giovanni della Casa. Attraverso i due autori cinquecenteschi, si arriva al superamento della pura imitazione petrarchesca per approdare al classicismo moderno, ed infine alle cupe percezioni del Tasso.
LETTERE ITALIANE, Anno 2000 - N1 - Pag. 100-140

CHAN SINGH, "I Dinasti" di Thomas Hardy
Studio sul dramma epico di Thomas Hardy "I Dinasti" in chiave critica ed interpretativa, individuandone una fusione del teatro classico con quello elisabettiano. Invece del coro del teatro classico, ne "I Dinasti" operano gli spettatori sovrannaturali dell'azione terrestre (le guerre napoleoniche) concepite come 'personificazioni astratte, o Intelligenze'. L'ethos e la filosofia incarnati dai Dinasti sono quelli della Volontà Immanente che lavora in modo inconscio e meccanico, cieco e deterministico, trattando gli uomini come meri burattini. Sotto il suo dominio, la volontà dell'uomo (come Napoleone, ad esempio) non è né completamente libera,né completamente non libera, come viene illustrato, sia poeticamente sia drammaticamente, dalle vicende e dai protagonisti delle guerre napoleoniche.
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N1 - Pag. 33-45

CATERINA SERRA, Gli "Elogi d'uomini letterati " di Lorenzo Crasso
L'A. analizza gli "Elogi d'uomini letterati" di Lorenzo Crasso (Venezia, Combi e La Noù, 1666)ed esamina la struttura dell'opera, i temi, i registri ed i criteri di organizzazione della vasta e complessa materia, nonchè le caratteristiche della lingua e dello stile di ogni singolo autore all'interno delle tendenze del secolo ed in rapporto alla geografia letteraria italiana e napoletana del Seicento.
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N1 - Pag. 47-63

MARCO EDOARDO DEBENEDETTI, Natura morale di Renato Serra
Alla radice della 'crisi serriana' , intellettuale e biografica, è da porsi, accanto alla malattia storica dell'irrazionalismo, un personale dissidio etico legato all'adesione ad una morale superegoica. Tale conflitto, già diagnosticato dal Croce e ampiamnete documentato nell'"Epistolario", non trova soluzione neppure di fronte alla severa tragedia della guerra; e si riflette sulla sua critica, spiegando i celebri errori di valutazione nonostante i quali Serra è grande critico.
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N1 - Pag. 65-84

FABRIZIO SCRIVANO, Individuo e società e territorio nei romanzi di Paolo Volponi. Le soluzioni narrative di "Memoriale"e "La strada per Roma"
L'A. prende in esame due romanzi di Paolo Volponi: "Memoriale" e "La strada per Roma" nelle quali opere sono utilizzate due diverse strategie narrative per focalizzare la tematica dello spaesamento. In "Memoriale" organizza la narrazione facendo riferimento allo spazio mentre in "La strada per Roma" fa leva sull'organizzazione del tempo.
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N1 - Pag. 88-104

PAUL COLILLI, Dante e il Medioevo italiano nella critica nordamericana (1989-99)
Sintesi degli studi dell'attività di ricerca svolta dai critici letterari, in particolare su Dante, Petrarca e Boccaccio. Sono riportati, nella bibliografia, numerose pubblicazioni,sia nel corpus del saggio che nelle note, a dimostrazione dell'attenzione degli studiosi Nordamericani verso la letteratura italiana del Medioevo.
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N1 - Pag. 87-104

,
Spoglio sistematico di riviste di italianistica.
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N1 - Pag. 135-148

GIOVANNI BARDAZZI, Avari e prodighi, iracondi e accidiosi
Lo sperimentalismo del VII canto dell'"Inferno", nelle parti dell'inventio, della dispositio, della elocutio: se ne rintraccia una fonte linguistica e formale in Ovidio. L'A. avanza un'ipotesi sulla frase di Pluto "Pape Satàn...", e sull'opposizione simbolica tra Pluto e Virgilio. I dubbi teologici di Dante sono chiariti con la dottrina di S.Tommaso. Si indaga, infine, sull'esatta definizione di accidia.
STUDI DANTESCHI, Anno 2000 - N65 - Pag. 1-39

GIULIANO TANTURLI, Dante poeta fiorentino (su Inf.X)
L'A. divide in scene il canto X dell'Inferno, con simmetrie di fasi, di personaggi e di azioni drammatiche; analizza l'apparizione di Farinata, la sua proclamazione di Dante quale 'poeta fiorentino', il discorso con Cavalcante e i vari livelli di esso. Egli avanza un'ipotesi sul 'disdegno' di Guido, nel senso del rifiuto, della rinuncia al 'lungo studio' dell'Opera virgiliana.
STUDI DANTESCHI, Anno 2000 - N65 - Pag. 41-72

ALDO VALLONE, Inferno XIV
Ipotesi sulla contemporaneità del "Convivio" coi primi canti dell'"Inferno", ed esame sulla sperimentazione di temi ad innesto e sulla metamorfosi di personaggi. Il paesaggio desolato e la folla dei violenti sono rivisti nella prospettiva della mentalità medievale e della società vissuta da Dante. E dunque l'A. evidenzia le fonti reali, quotidiane della fantasia dantesca: la figura di Capaneo come 'eroe grottesco'.
STUDI DANTESCHI, Anno 2000 - N65 - Pag. 73-85

EMILIO BIGI, Realismo e retorica nel canto XVII dell' "Inferno"
Breve rassegna della critica sul realismo di questo canto e, generalmente, di tutto il poema. Indagine sui sovrasensi che è lecito attribuire a questo realismo, o che si oppongono a esso; in particolare, quelli morale e religioso, veicolati da una componente retorica.
STUDI DANTESCHI, Anno 2000 - N65 - Pag. 87-100

LINO PERTILE, Ulisse, Guido e le Sirene
L'Ulisse e il Guido da Montefeltro portano alla luce, con Dante, qualcosa di imprevisto che entrambe le figure in potenza contenevano ma che la leggenda ignorava: il simbolo di un destino di perdizione per eccesso d'intelligenza.
STUDI DANTESCHI, Anno 2000 - N65 - Pag. 101-118

PIETRO G. BELTRAMI, L'epica di Malebolge (ancora su "Inferno" XXVIII)
Esame dei personaggi di Malebolge, e delle fonti, dello stile, del tono che caratterizzano questi versi, come prova esemplare di poesia oggettiva.
STUDI DANTESCHI, Anno 2000 - N65 - Pag. 119-152

SANDRO BERTELLI, Un frammento di rime di Dante
Descrive un frammento, recentemente ritrovato, delle Rime dantesche e conservato nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.
STUDI DANTESCHI, Anno 2000 - N65 - Pag. 153-158

GIANCARLO SAVINO, La più antica difesa di Dante
Sopra un sonetto del pistoiese ser Guelfo di Astancollo di Ranuccio Taviani, scritto in difesa di Dante, contro Cecco Angiolieri.
STUDI DANTESCHI, Anno 2000 - N65 - Pag. 159-168

GIUSEPPE INDIZIO, Tana Alighieri sorella di Dante
Attraverso la lettura di alcune biografie dantesche e l'esame di alcuni documenti, l'A. accredita l'ipotesi della piena consanguineità tra Tana e Dante.
STUDI DANTESCHI, Anno 2000 - N65 - Pag. 169-176

CLAUDIA DI FONZO, La leggenda del "Purgatorio di S. Patrizio" fino a Dante e ai suoi commentatori trecenteschi
E' spiegata la leggenda irlandese del monaco Patrizio e della fondazione del Purgatorio che avrebbe influenzato quello dantesco. Se ne rintracciano gli indizi in alcuni codici di commentatori trecenteschi. E' illustrato il significato della rivoluzione che Dante attua trasformando il Purgatorio sotterraneo della leggenda in una montagna.
STUDI DANTESCHI, Anno 2000 - N65 - Pag. 177-201

MASSIMO ZAGGIA, Il "Prologus" della versione dantesca di Matteo Ronto
Si analizza il senso e la ragione di una traduzione in esametri latini della "Commedia", che il Ronto compì in età umanistica. Viene trascritto per intero il "Prologus" che questi vi premise, e che dimostrerebbe che il suo Autore non riprovava umanisticamente la scelta del volgare.
STUDI DANTESCHI, Anno 2000 - N65 - Pag. 203-221

NATASCIA BIANCHI, Le due redazioni delle postille del Tasso al "Convivio": storia, cronologia e proposte di lettura
Il Tasso annotò il "Convivio" su due diverse edizioni di esso, dette Sabio 1521 e Sessa 1531. L'A. riporta queste chiose, ponendole a confronto e ricavandone ipotesi di datazione, nonché l'evidenza dei diversi interessi del Tasso tra cui, prevalenti, quelli filologico-emendatori ed esegetici. E' sottolineata l'influenza delle postille sui "Dialoghi".
STUDI DANTESCHI, Anno 2000 - N65 - Pag. 223-281

RITA ZANOLLA, Dal "Quaderno dell'Aprosiana" all' "Aprosiana". I motivi di una nuova intitolazione della rivista
Tracciato, dal 1981, delle pubblicazioni legate alla figura di Angelico Aprosio e alla biblioteca da lui fondata nel XVII secolo, fino alla intitolazione attuale delle rivista, che inaugura una nuova serie.
APROSIANA, Anno 2000 - N8 - Pag. 7-9

RUGGERO MARRO, La Biblioteca Aprosiana: storia antica e recente di una "Libraria"
Profilo dell'istituzione di una ricca biblioteca aperta al pubblico a Ventimiglia a metà del Seicento nel Convento di S.Agostino da parte di Angelico Aprosio. Vengono ricordati il suo depauperamento a metà Seicento e la successiva dispersione, il trasferimento della parte rimasta, la sede attuale. Si accenna all'aggiornamento dei fondi e si ricorda la presenza di importante materiale spagnolo.
APROSIANA, Anno 2000 - N8 - Pag. 13-18

BARTOLOMEO DURANTE, Biblioteca Aprosiana, dibattiti eruditi e progettazioni accademiche fra 1650-1700
Si ricostruiscono i rapporti di Angelico Aprosio e di Domenico Antonio Gandolfo, primi bibliotecari dell'Aprosiana, con intellettuali dell'area ligure: sono pubblicate anche testimonianze inedite in merito. In appendice versi mss. anonimi "Riflessioni di Pasquino fatte sopra l'elezione del futuro pontefice" (Innocenzo XI).
APROSIANA, Anno 2000 - N8 - Pag. 19-70

GIROLAMO DE MIRANDA, Un silenzio assordante. Marcello Macedonio a Roma per la scelta carmelitana e l'ultimo esercizio poetico (1610-1619)
La poesia religiosa del Macedonio dopo il suo ingresso fra i carmelitani viene ricondotta alla matrice platonica e alla tradizione umanistica meridionale nonché a Orazio e ai poeti erotici latini. E' messa in risalto la figura di Teresa d'Avila come fonte di ispirazione e oggetto di numerosi versi. E' più volte citato (anche per le scelte metriche)Juan de la Cruz.
APROSIANA, Anno 2000 - N8 - Pag. 73-95

MONICA BRINDICCI, La scena e la città. Il teatro napoletano nell'interpretazione di Franco Carmelo Greco: da Giovan Battista Della Porta ad Andrea Perrucci
Si ripercorrono le ricerche di Greco sul teatro napoletano fra Cinque e Seicento, privilegiando di volta in volta aspetti diversi: dai testi agli attori, dagli spazi alla committenza, dai linguaggi alla musica e alle maschere. Napoli, luogo reale e possibile di rappresentazioni, porta poi il discorso su Pulcinella e sull'attenzione per Silvio Fiorillo.
APROSIANA, Anno 2000 - N8 - Pag. 97-110

SERGIO TRAVI, La scena e la città. Il teatro napoletano nell'interpretazione di Franco Carmelo Greco: un nuovo teatro nella città che cambia
Il teatro del Settecento è interesse centrale negli studi di Greco ed è esplorato al di là di visioni frammentarie, attraverso la ricerca di nuove fonti e, soprattutto, l'attenzione alla trattatistica. Si prende in esame l'attenzione dei Borbone per la pratica teatrale, si evidenziano trattatisti e autori di teatro su cui l'indagine dello studioso si è concentrata, si rileva il ruolo assegnato al teatro dialettale.
APROSIANA, Anno 2000 - N8 - Pag. 111-127

ANTONIO ZENCOVICH, "Devei donca savè, che dre garee se ne vegnin pe ra riveira armae". Gli sbarchi dei pirati nel Ponente ligure e il 'Fondo Turchesc
Si esaminano alcuni testi della biblioteca di Angelico Aprosio che documentano le scorrerie di sudditi dell'Impero ottomano in territorio ligure o contro navi liguri. Appendice di testi.
APROSIANA, Anno 2000 - N8 - Pag. 129-173

SIMONA LIPARI, Notizie dall'Aprosiana

APROSIANA, Anno 2000 - N8 - Pag. 195-197

, Pubblicazioni di argomento barocco edite a cura della Biblioteca Aprosiana dal 1981 ad oggi

APROSIANA, Anno 2000 - N8 - Pag. 199-203

VITTORE BRANCA, Due manoscritti della "Vita di Dante" e del "Corbaccio" quasi sconosciuti e finore inutilizzati
Si propone una breve notizia intorno all'esistenza di un codice della "Vita Nuova", già segnalato dal Contini nel 1959 ed ora presente nel catalogo "I Manoscritti Landau Finaly" della Biblioteca Nazioanle Centrale di Firenze. Inoltre si segnala la presenza di un manoscritto del "Corbaccio" sul mercato antiquario di Londra.
STUDI SUL BOCCACCIO, Anno 2000 - N28 - Pag. 3-4

MARIO CURSI, Un nuovo autografo boccacciano del "Decameron"?
E' riproposta l'ipotesi di Aldo Rossi che il Codice Parigino Italiano 482 sia un autografo del Boccaccio e che Giovanni D'Agnolo Capponi sia il solo destinatario della copia. Si vuole verificare la credibilità della teoria attraverso l'esame della morfologia e del tratteggio del Codice Parigino parallelamente a vari autografi boccacciani. L'analisi ribadisce la presenza di sole analogie.
STUDI SUL BOCCACCIO, Anno 2000 - N28 - Pag. 5-34

VITTORE BRANCA, Prime proposte sulla diffusione del testo del "Decameron" redatto nel 1349-51
E' riproposta l'identificazione di una redazione del "Decameron" stesa nel 1349 - 51 (P) diversa dalla "Vulgata" del 1370 - 72 (B), presente nel Codice Parigino 482 del Capponi (B). L'obiettivo che si persegue è quello di realizzare un ipertesto dell'apparato critico.
STUDI SUL BOCCACCIO, Anno 2000 - N28 - Pag. 35-72

PAOLO SQUILLACIOTI, Tristano risarcito e Folchetto vendicato: tracce di tradizione cortese in "Decameron" II 3 e IV 3
E' riproposta l'idea del riuso da parte del Boccaccio della tradizione letteraria cortese, con un'analisi di casi concreti. L'intertestualità viene calata nella prospettiva di un rovesciamento parodico, il Folchetto in paticolare riusa il topos trobadorico della morte dell'amante per mancanza di mercé.
STUDI SUL BOCCACCIO, Anno 2000 - N28 - Pag. 73-86

MAURO CANOVA, Bergamino, gli specchi e il "bersaglio mobile"
Si vuole svelare attraverso il gioco degli specchi, cosa risulti essere l'abilità di Bergamino: subitaneità e repentinità. La sua, dunque, è rapidità di pensiero logico e ragionevolezza, alle quali si contrappone l'irragionevolezza di Cangrande. In quest'ultimo molti studiosi avrebbero rintracciato Dante Alighieri.
STUDI SUL BOCCACCIO, Anno 2000 - N28 - Pag. 87-97

CHIARA FRUGONI, La coppia infernale di Andrea Orcagna in Santa Croce a Firenze
Si propone l'ipotesi di un legame tra l'"Inferno" dipinto da Andrea Orcagna in Santa Croce e la novella di Nastagio Degli Onesti: diversi particolari sembrano alimentare la plausabilità della teoria proposta, ossia che il Boccaccio prima di creare il suo personaggio avesse avuto modo di osservare il dipinto.
STUDI SUL BOCCACCIO, Anno 2000 - N28 - Pag. 99-103

BATTAGLIA RICCI LUCIA, Una novella per esempio
Ripropone l'idea che la novella geneticamente abbia origine dall'exemplum; essa dunque pur mantenendo la sua natura ludica, con scopi pedagogici-esemplari, diventa con Boccaccio un complesso gioco testuale. Ciò dimostra come il poeta abbia saputo tessere la sua originalità nella maglie della tradizione letterarie.
STUDI SUL BOCCACCIO, Anno 2000 - N28 - Pag. 105-124

JON USHER, Global Warming in the sonnet the Phaeton myth in Boccaccio and Petrarch
Esamina la presenza di Ovidio nell'opera di Boccaccio sia nel "Filocolo" che nella "Comedia delle ninfe". Inoltre il 'Phaeton' è rintracciabile anche in componimenti del Petrarca. Entrambi dunque ruotano intorno all'influenza del poeta latino e sembrano riuscire a capirne il codice.
STUDI SUL BOCCACCIO, Anno 2000 - N28 - Pag. 125-183

STEFANO CARRAI, Esercizi petrarcheschi (con implicazioni cronologche) del Boccaccio lirico
Sottolinea l'importanza che l'incontro con Petrarca ebbe nella storia intellettuale del Boccaccio. Questi arrivò sino ad accarezzare l'idea di un Canzoniere e in molti suoi sonetti affiorano accenti e toni petrarcheschi, che dimostrano come la sua ammirazione per questa lirica lo portasse a sfiorare l'emulazione.
STUDI SUL BOCCACCIO, Anno 2000 - N28 - Pag. 185-197

NATASCIA TONELLI, Petrarca, Boccaccio e l'innamoramento nel tempio
Esamina la presenza dell'elemento amoroso, sia nell'opera del Boccaccio che in quella del Petrarca. Si sentono per entrambi gli echi degli "Amores" di Ovidio, maestro del genere letterario.
STUDI SUL BOCCACCIO, Anno 2000 - N28 - Pag. 199-219

GINETTA AUZZAS, Prime osservazioni sul testo dell'Epistola al Nelli
Anticipa considerazioni che saranno contenute nell'edizione critica del volgarizzamento dell'"Epistola" al Nelli. La studiosa riesamina l'edizione Massera, utilizzando mss. diversi e arrivando a conclusioni quindi differenti. Gli contesta infatti la creazione di un ibrido che è da respingere poiché si deve ricostruire l'esistente.
STUDI SUL BOCCACCIO, Anno 2000 - N28 - Pag. 221-258

MICHAEL DALLA PIAZZA, Boccaccio nella Germania d'oggi
La rassegna di studi ci propone un itinerario dei lavori su Bocacccio nell'area tedesca. Il loro limite fondamentale è stato quello di trattare la recezione dell'opera di Boccaccio in Germania e non l'autore in sè. Le opere esaminate esaltano la modernità del poeta, avvicinandosi spesso alla produzione minore.
STUDI SUL BOCCACCIO, Anno 2000 - N28 - Pag. 259-267

ERICH STEINGRABER, 50Jahre "Corpus der italienischen zeichnungen 1300 - 1450" Von Bernhard und Annegrit Schmitt
Il documento propone un ricordo di Bernhard Degenhart, attento conoscitore del Boccaccio e del "Decameron". Egli identificò la mano del poeta italiano nel Cod. Parigino Italiano 482.
STUDI SUL BOCCACCIO, Anno 2000 - N28 - Pag. 269-274

ISABELLA AMADUZZI, "...queste mie opere hanno le stesse caratteristiche delle creature umane..."
L'A. ricorda brevemente la vita di Lucio Fontana, soffermandosi sulla sua attività non tanto quella storica-artistica o critica, quanto quella culturale. Si sofferma inoltre sulla fortuna critica della sua produzione creativa e di alcune altre sue iniziative nel corso del Ventesimo secolo.
RESINE, Anno 2000 - N83 - Pag. 6-12

MILENA MILANI, Quattro lettere inedite di Lucio Fontana a Umberto Ghersi
Vengono pubblicate alcune lettere della corrispondenza intercorsa fra Lucio Fontana e il ceramista Umberto Ghersi nel periodo 1956-1961.
RESINE, Anno 2000 - N83 - Pag. 13-20

PAOLO RUSCONI, Uomini Neri
L'A si sofferma sull'attività di scultore di Lucio Fontana fra gli anni 1930 1933 che culminò nella 'invenzione' de "L'Uomo nero", un gesso ricoperto di catrame dove l'anatomia umana è sottopasta ad una brutale semplificazione, opera periodicamente vagheggiata e reinterpretata dai contemporanei.
RESINE, Anno 2000 - N83 - Pag. 19-22

ROBERTA FELICI, L'arte è eterna ma non può essere immortale
Breve tratto della personalità di Lucio Fontana con particolare rilievo alla sua opera di restauratore dell'arte contemporanea negli anni Venti.
RESINE, Anno 2000 - N83 - Pag. 23-28

GINA LAGORIO, Ricordo di Lucio Fontana
Ricordi ed immagini sono qui narrati dalla Lagorio, che ebbe con Lucio Fontana negli anni giovanili una certa frequentazione, essendo l'artista di Albisola intimamente legato alla sua famiglia.
RESINE, Anno 2000 - N83 - Pag. 29-32

MILENA MILANI, Ricordi su Lucio Fontana e lo Spazialismo
Brevi ricordi di Lucio Fontana di una intensa amicizia che si tramuta in fervore culturale che legò la Milani all'artista, negli anni dello Spazialismo.
RESINE, Anno 2000 - N83 - Pag. 33-36

MARIO ROSSELLO, La lezione di Fontana
Profilo di Lucio Fontana dello scultore-ceramista Mario Rossello, con il quale ebbe intensi rapporti di lavoro presso la fabbrica di ceramiche artistiche CE.AS. di Albisola mare.
RESINE, Anno 2000 - N83 - Pag. 37-38

ADELE DEI, Giorgio Caproni nello specchio della cultura tedesca
Attraverso l'analisi della vita e delle opere di Giorgio Caproni, vengono enucleati i rapporti del poeta con la cultura tedesca, soprattutto con il mondo letterario e filosofico
RESINE, Anno 2000 - N83 - Pag. 39-51

PAOLO ZOBOLI, L' 'empio' Euripide e il dramma 'ibrido': l' "Alcesti" di Sbarbaro tra Nietzsche e Romagnoli
Tra il 1940 e il 1944, prima a Genova e poi nella solitudine di Spotorno e Borsana, si compie per Sbarbaro l'esperienza di traduttore dei tragici greci. All'"Antigone" di Soflocle e al "Prometeo incatenato" di Eschilo seguono di Euripide, "Alcesti" e "Il Ciclope": i quattro testi verranno impressi a Milano, tra il 1943 e il 1952, da Bompiani.
RESINE, Anno 2000 - N83 - Pag. 53-62

GIOVANNI G. AMORETTI, Il gallo di Sbarbaro. Appunto filologico
Breve commento al sonetto "Il gallo" che Camillo Sbarbaro scrive ad Angelo Barile il 18 agosto del 1909 da Montreux, su di una cartolina postale.
RESINE, Anno 2000 - N83 - Pag. 63-64

VITTORIO COZZOLI, Pettirossi, gallinelle d'acqua, cinciallegre
Una poesia di Vittorio Cozzoli.
RESINE, Anno 2000 - N83 - Pag. 65

FELICIANO PAOLI, Il raggio di San Bernardino
Poesia di Feliciano Paoli.
RESINE, Anno 2000 - N83 - Pag. 66

LIANA MILLU, Il soffio della Vita
Racconto di Liana Millu.
RESINE, Anno 2000 - N83 - Pag. 67-69

ANGELO MARCHESE, Due Poesie
Vengono qui pubblicati i testi di due brevi poesie di Marchese: "A uno Sconosciuto" e "Le Farfalle".
RESINE, Anno 2000 - N83 - Pag. 72

STEFANO VERDINO, Il mio professore
L'A., nel ricordare la sua esperienza di alunno di A. Marchese, traccia un profilo sobrio ed essenziale, dello studioso e letterato.
RESINE, Anno 2000 - N83 - Pag. 73-76

ISABELLA TEDESCO VERGANO, Montale e Caproni
Resoconto della diciottesima edizione dell' "Omaggio a Montale" e della quattordicesima edizione del premio "Ossi di seppia", organizzate dal Comitato presieduto da Anna Canitano Aragno e svoltesi nel settembre 1999.
RESINE, Anno 2000 - N83 - Pag. 85-87

CARLO ARCURI, Lectura Dantis. Unterwegs zu Angelo Marchese
Poesia di Carlo Arcuri.
RESINE, Anno 2000 - N83 - Pag. 77

VICO FAGGI, Ricordo di Angelo Marchese
Breve profilo dello scrittore A.Marchese che tra l'altro collaborò attivamente con "Resine".
RESINE, Anno 2000 - N83 - Pag. 78

GUIDO ZAVANONE, Angelo Marchese e "L'enigma Manzoni"
Ritratto di Angelo Marchese, uomo e scrittore, elaborato dal'A. attraverso i saggi da lui dedicati, dal 1973, al Manzoni e poi raccolti sotto il titolo "L'Enigma Manzoni".
RESINE, Anno 2000 - N83 - Pag. 79-80

PAOLO PAOLINI, Machiavelli di fronte a una scelta: scrivere il Principe in forma di trattato o di dialogo?
Il saggio è incentrato sull'individuazione delle ragioni della scelta da parte di Machiavelli del genere del trattato anziché del dialogo nella redazione del "Principe". Viene rilevata, inoltre, la presenza di una dialogicità interna al testo assai più marcata che nelle opere scritte in forma di dialogo.
RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N1 - Pag. 9-19

MARIA GABRIELLA RICCOBONO, Reminiscenze dantesche e foscoliane in "Rosso Malpelo"
Vengono rintracciati nella novella verghiana "Rosso Malpelo" esempi rilevanti di confluenze linguistiche e concettuali provenienti dall'"Inferno" di Dante e dai "Sepolcri" di Foscolo. Le reminiscenze dantesche e foscoliane si intreccerebbero nella presentazione della vita infernale e sotterranea condotta dai lavoratori della cava siciliana.
RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N1 - Pag. 21-49

CRISTINA TERRILE, I racconti di Tommaso Landolfi o l'animalità condivisa
Il saggio individua ed affronta nei racconti di Tommaso Landolfi il tema dell''animalità condivisa' dai protagonisti, ovvero gli uomini e gli animali. Situati entrambi in uno stesso spazio ontologico, essi sarebbero dotati di una comune 'essenza', sia sul piano fisico che su quello dell'agire, benchè in questo caso, diversamente dagli animali (ma anche dai bambini e dalle donne), gli uomini risultino inibiti dalla coscienza e dalla volontà.
RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N1 - Pag. 51-64

LUIGI SCORRANO, Alberto Bevilaqua: 1983-1998
Si illustra un quindicennio dell'attività letteraria di Alberto Bevilaqua, evidenziando la dimensione narrativa e lo sperimentalismo linguistico che presiedono alla produzione poetica e la continuità e la novità che sottendono all'opera narrativa. In quest'ultima viene riscontrato, altresì, un uso sapiente della tecnica della variazione, da ricondursi, come tutta la produzione in prosa dello scrittore emiliano in genere, alla 'felicità' del narrare.
RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N1 - Pag. 65-98

MICHELA DELL'AQUILA, Un pugliese a Milano. Ricordi di Raffaele Carrieri
Si traccia il profilo di Raffaele Carrier, artista poliedrico ed estroso di origine pugliese, la cui personalità ed opera si offrono come un esempio pragmatico di sovrapposizione tra arte e vita. Dopo aver viaggiato molto ed aver svolto mestieri diversissimi, Carrieri frequentò le avanguardie parigine nel 1923, stabilendosi poi tra Parigi e Milano. Critico d'arte, poeta e scrittore, egli visse da protagonosta nella Milano degli anni Trenta e Sessanta.
RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N1 - Pag. 101-109

AURELIO BENEVENTO, Il "parapiglia" del Montale postumo
L'articolo è incentrato sulla 'querelle' letteraria sorta intorno al "Diario Postumo" di Eugenio Montale. Vengono illustrate tutte le tappe della polemica tra assertori dell'autenticità dell'opera, fra cui Annalisa Cima, Rosanna Bettarini, Maria Corti, Andrea Zanzotto ed Angelo Marchese e non meno illustri sostenitori dell'apocrifia come Dante Isella, Pier Vincenzo Mengaldo e Giovanni Raboni.
RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N1 - Pag. 113-124

ITALO BERTARELLI, Berchet maggiore: la realtà umana e poetica delle Fantasie
Il contributo illustra i caratteri precipui delle "Fantasie" di Berchet, evidenziando il tono politico-patriottico ed al contempo l'ispirazione 'epico lirica' che le sorreggono anche grazie ad un linguaggio di grande icasticità espressiva. Nonostante la presenza nella romanza di certe parti difettose, informate di una retorica piuttosto evidente, ne viene rilevata l'originale vitalità poetica.
RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N1 - Pag. 127-140

ADA NEIGER, Scambi convenzionali nel teatro italiano contemporaneo
Attraverso una serie di rimandi a frammenti di dialoghi, tratti da opere teatrali di autori italiani contemporanei (Dario Fo, Eduardo De Filippo, Natalia Ginzburg, Rossana Campo, Enzo Siciliano, Leonardo Sciascia), il saggio illustra il meccanismo che sottende agli 'scambi conversazionali' che li informano. Tale processo si configura non di rado come un atto in cui chi comunica tende ad imporsi in maniera più o meno prevaricatoria sul suo interlocutore.
RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N1 - Pag. 141-150

MARCO SANTORO, L'apporto della bibliografia testuale all'indagine filologica
La 'bibliografia testuale' va considerata, per dirla con Conor Fahy, come interfaccia fra due discipline diverse, lo studio analitico del libro stampato e la critica testuale. In questo saggio vengono puntualizzati alcuni suoi aspetti e alcune sue funzioni fondamentali, allo scopo di ribadirne gli ambiti applicativi e l'autonomo apporto ai fini di più documentate ricostruzioni dei prodotti della stampa manuale.
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N1 - Pag. 3-32

LUIGI PEIRONE, Le macrofrequenze dei sostantivi nell'italiano contemporaneo
Indagine su un predeterminato numero di testi per valutare la frequenza ed uso dei vocaboli che sono adoperati con maggiore frequenza. I vocaboli sono posti in ordine decrescente secondo la quantità in rapporto all'uso, il che si identifica con la graduatoria secondo l'ordine di frequenza.
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N2 - Pag. 47-52

GIUSEPPE E. SANSONE, Some poetical structure in the "Lais" of Marie de France
Questo testo letto alla Columbia University nel 1970, era stato smarrito dall'A. Dopo trenta anni viene per la prima volta pubblicato nella traduzione in lingua inglese. Nel saggio si sodano il rapporto fra soprannaturale e realismo, l'applicazione giuridica del codice cortese, la permeazione e il disinteresse verso la rappresentazione epica, rilevando quindi la forte marca provvidenzialistica che permea i racconti. Nei quali gli avvisi premonitori determinano un clima magico, per una parte, e, per l'altra,una serenità elegiaca e idillica, malgrado la diffusa drammaticità degli eventi, che sono la vera ragione di poetica.
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N2 - Pag. 3-12

ENRICO GRAGNANI, Il progetto culturale del "De Vulgari eloquentia".
Il progetto letterario esposto nel "De Vulgari eloquentia" rappresenta non solo il tentativo di una rifondazione estetica della lingua, ma anche la ricerca di un nuovo statuto della cultura, sovra-municipale e contrario alla semplicità ideologica di taluni letterati della stagione poetica che precede lo Stilnovo.
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N2 - Pag. 15-31

MARINA MAGGI, Pirandello e il fratello oscuro
La riflessione-ombra dell'umorismo pirandelliano agisce, ironica e mercuriale, contro l'ordine, la coerenza, l'unitelarità di una visione razionale e scientifica, completamente rescissa dalle profondità vitali. Sotto la presunzione di un dominio 'reale', sotto la superfice di un volto esterno apre baratri, mettendosi al servizio delle divinità delle tenebre, credute per sempre sconfitte da una coscienza diurna essiccata, da un Io blindato nella stanza di sicurezze illusorie. Con la sua forza dislocante, il 'fratello oscuro', più che sancire una dissociazione, sembra avere l'opposta funzione di impedirla, ponendosi come messaggero d'una zona psichica pericolosamente svalutata, come possibile mediatore tra coscienza e inconscio.
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N2 - Pag. 33-44

MARCO SPESSO, Territorio, città e architettura nella "Oratio de Laudibus florentine urbis " di Leonardo Bruni
Il saggio mira ad evidenziare la perfetta osmosi tra realtà e ideale nella rappresentazione della struttura urbana della città di Firenze, come si evince dalla "Laudatio" del Bruni, nonchè il suo coerente procedere e svilupparsi dalle premesse tardo-medievali
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N2 - Pag. 53-69

MARCO GEMIN, Davide poeta soldato nel "Trionfo della Fama"
La figura di Davide, Poeta christianorum, illustre presenza del "Trionfo della Fama", gode di una rara condizione, potendo essere a buon diritto ricordato sia come condottiero sia come poeta. L'A. rileva le scelte petrarchesche in merito a un personaggio così delicato e complesso, in relazione col popolo eletto e con le sacre scritture.
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N2 - Pag. 71-77

AURELIO BENEVENTO, Salvatore di Giacomo e la "Cronaca rosa"
Ad integrare il lavoro di Franco Schlizer dedicato allo scrittore napoletano ("Salvatore di Giacomo. Ricerche e note bibliografiche", Firenze, Sansoni, 1966) si pone l'accento sulla collaborazione del Di Giacomo al giornale "Cronaca rosa" pubblicato a Napoli dal 1881 al 1885.
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N2 - Pag. 79-84

EMILIO RUSSO, Tre libri su intertestualità, riscrittura, plagio
Analisi critica di alcune recenti pubblicazioni inerenti le letterature europee: "Furto e plagio nell'età del classicismo", a cura di Roberto Gigliucci; Paolo Cherchi, "Polimatia di riuso. Mezzo secolo di plagio (1539-1589"; "Ipertestualità e smontaggi", a cura di Roberto Cardini e Mariangela Regoliosi
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N2 - Pag. 85-94

GIOVANNI D'AGOSTINO, MICHAEL LETTIERI, La letteratura italiana del Quattrocento, Cinquecento e Seicento nell'ottica nordamericana (1987-1999)
Bibliografia ragionata degli studi nordamericani sulla letteratura italiana relativa al periodo 1400-1600 e limitatamente ai contributi più significativi che studiosi residenti in Canada e negli Stati Uniti hanno prodotto dal 1987 al 1999.
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N2 - Pag. 95-111

,
Spoglio sistematico di riviste di italianistica.
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N2 - Pag. 147-158

PETER KUON, Narratori delle pianure
Per Ermanno Cavazzoni, Gianni Celati, Daniele Benati e Ugo Cornia, quattro scrittori che vivono nella pianura padana, il paesaggio e la 'topografia' della pianura diventano uno 'spazio mentale'. La pianura come metafora, con le sue autostrade, i suoi supermercati, e le sue industrie viene considerata come un 'paesaggio simbolico'. Viene così evidenziato che letteratura mondiale è sempre una letteratura 'regionale'.
ITALIENISCH, Anno 2000 - N1 - Pag. 1

FRANK RUTGER HAUSMANN, Skepsis, Zweifel oder Stolz? Italien, Deutschland un die 'Italianità'
'Italianità' è un mito moderno che ha una forza particolare da ricollegare, non tanto ad un avvenimento storico o ad una persona, quanto ad un'idea divenuta realtà dopo parecchi secoli con la creazione dello stato unitario italiano, fra il 1866-1870. Nella prima parte di questo saggio, di carattere storico e concettuale, vengono raccolte le attestazioni comprovanti il concetto di 'italianità'. Nella seconda parte vengono analizzate tre canzoni rispettivamente del Petrarca, Leopardi e D'Annunzio, che in modo implicito propongono il tema dell'Italianità e riempiono di vita le discussioni storico-concettuali.
ITALIENISCH, Anno 2000 - N1 - Pag. 2-18

DIETMER RIEGER, "Non andai nei partigiani". Zur Problematik des 'impegno' in Carlo Cassolas "Baba"
La difficile ricezione postuma di Cassola si può spiegare con la sua posizione marginale rispetto ai discorsi narrativi dominanti durante il dopoguerra, al neorealismo come alla neoavanguardia. Nonostante l'affinità tematica di buona parte della sua narrativa con il neorealismo, l'aspetto esistenziale degli avvenimenti narrati prevale su quello resistenziale. Già nel 1946 il lungo racconto "Baba" riflette sia i motivi politici che personali circa l'intenzione del protagonista di un eventuale impegno dalla parte dei partigiani. Il racconto si conclude con la rinuncia definitiva all'impegno per il partito comunista, il che a livello poetologico significa che Cassola considera la letteratura indipendente dalla ragion di partito, precorrendo così di molto sia Calvino che Vittorini.
ITALIENISCH, Anno 2000 - N1 - Pag. 20-34

PETER IHRING, Trond, Quazz, Shimizé. Sprachkomik und literarische Übersetzung am Beispiel einiger Unterwassergeschichten Stefano Bennis
La comicità di Stefano Benni è in gran parte una comicità linguistica, soprattutto nei suoi racconti "Il verme disicio", "Il marziano innamorato" e "Shimizé", raccolti nel volume "Il bar sotto il mare". L'autore gioca con certi aspetti della normalità della lingua italiana inserendo in un ambito testuale corretto parole deformate o addirittura inventate, delle irregolarità lessicali che si ostentano come irregolarità volute. L'articolo esamina la versione tedesca dei tre racconti per verificare in che misura la traduttrice è riuscita a ricreare nella lingua d'arrivo il gioco linguistico di Benni e la sua comicità.
ITALIENISCH, Anno 2000 - N1 - Pag. 36-50

MARIA E. BRUNNER, Der filmische Blik Giorgio Bassanis auf Ferrara
La storia ferrarese, la cultura ebraica di questa città, e le sue trasformazioni dallo Statuto Albertino in poi sono temi ripercorrenti nelle opere di Bassani in prosa e in versi. Rompendo la consequenzialità di schemi narrativi tradizionali, il punto di vista (lo sguardo) di Bassani costruito attraverso flashback o carrellate filmiche è il frutto della sua lunga e costante attività come sceneggiatore. Egli testimonia il rapporto tra cinema e scrittura nel periodo contrassegnato dall'irruzione dei nuovi mezzi di comunicazione culturale e dalle trasformazioni del linguaggio e del costume.
ITALIENISCH, Anno 2000 - N1 - Pag. 52-64

EDUARDO BLASCO FERRER, Cultura e identità sociolinguistica fra gli emigrati di ritorno (con particolare riguardo al caso Sardegna)
Cosa significa emigrare e ritornare a casa dopo un lungo soggiorno all'estero ("in der Fremde")? L'emigrato subisce al rientro uno sfasamento della funzionalità sociale, economica e dei rapporti intra-comunicativi. Per tracciare un profilo adeguato dei complessi processi di ricomposizione o ridimensionamento di gruppi sociali inizialmente coesi, è necessario trattare unitamente le tre fasi della vita dell'emigrato: prima, durante e dopo l'emigrazione. Se con il ritorno si diventa stranieri a sé stessi è perché certi parametri che definiscono il senso di "comunità di appartenenza" si sono assottigliati fino a diventare nulli. In questo schema interpretativo la lingua ha rappresentato l'anello che prima congiungeva e poi dissociava i sensi d'identità e coesione di gruppo.
ITALIENISCH, Anno 2000 - N1 - Pag. 66-80

MONICA SCHOLZ-ZAPPA, Die kulturellen Beziehungen zwischen Deutschland und Italien 1933-1945. Interview mit Jens Petersen, Rom
Si parla dei rapporti culturali fra la Germania e l'Italia e delle differenze fra le politiche culturali dei due paesi durante il fascismo. Jens Petersen è stato vice-direttore dell'Istituto Storico Tedesco a Roma fino al 1999.
ITALIENISCH, Anno 2000 - N1 - Pag. 81-86

GERHARD GOEBEL, Giacomo da Lentini und die Ordnung des Sonetts (Biblioteca poetica)
Si analizza la forma di un sonetto di Giacomo da Lentini: "Io m'agio posto in core a Dio servire" insieme a una proposta di traduzione in tedesco. I sonetti del siciliano Giacomo da Lentini, per così dire 'l'inventore' del genere del sonetto, sono particolari nonostante l'apparente semplicità e ritrosia. In essi è già rintracciabile il concetto del sonetto petrarchesco. Giacomo da Lentini fu dal 1233 notaio alla corte di Federico II a Palermo.
ITALIENISCH, Anno 2000 - N1 - Pag. 87-91

BERND CRÖßMANN, Die Arbeit mit literarischen Texten in der Anfangsphase des Literaturunterrichts. Edmondo De Amicis, "Amore e ginnastica"
Il romanzo "Amore e ginnastica" (1892) di Edmondo De Amicis sembra particolarmente adatto come primo testo letterario per stranieri che dispongono già di solide conoscenze linguistiche. L'articolo presenta il contenuto, la forma e lo stile del romanzo e dà spunti per il suo uso nell'insegnamento.
ITALIENISCH, Anno 2000 - N1 - Pag. 92-106

GERALD BERNHARD, Riccòmetro et al.: Zur Popularisierung "gebildeter" Wortbildungsmuster
Ancora oggi nell'italiano vengono formati nuove parole secondo il modello classico-greco o latino (p. es. 'termòmetro'). Negli ultimi decenni sono stati creati dei neologismi di questo tipo: p. es. riccòmetro, sanitòmetro - mettendo insieme una parola quotidiana con il suffisso o-metro preso dai composti greco-latini.
ITALIENISCH, Anno 2000 - N1 - Pag. 107-109

SALVATORE A. SANNA, Endymion auf dem Latmos
L'autore evidenzia il significato autobiografico del libro "Dialoghi con Leucò" di Cesare Pavese. I personaggi mitologici fanno riferimento a persone vicine a Pavese e riflettono rapporti e situazioni della vita dell'autore. Selene, la figura femminile del dialogo "La belva", è personificazione della 'donna dalla voce rauca'.
ITALIENISCH, Anno 2000 - N2 - Pag. 1

MANFRED HARDT, Beatrice und die "Vita Nuova"
Con i risultati di questa ricerca l'autore ha potuto dimostrare per la prima volta che Dante già nella "Vita Nuova" fece uso oltre che del ben noto simbolismo biblico dei numeri, anche di una tecnica criptografica di trascrizione, cioè della cosiddetta gematria, dando così al contenuto e alla forma senso e struttura più profondi. Alcuni dati ci indicano che Dante già nella stesura di quest'opera giovanile avesse idee ben precise in merito a dimensioni e struttura della "Commedia".
ITALIENISCH, Anno 2000 - N2 - Pag. 2-14

RAINER ZAISER, Zur Frage nach der Modernität von Italo Svevos "La coscienza di Zeno"
Il contributo è incentrato sul 'caso Svevo'. La discussione di questo tema, iniziata negli anni sessanta, ha messo l'autore triestino in relazione con i romanzieri più noti dell'avanguardia europea come Musil, Proust e Joyce. Il contributo cerca di evidenziare le caratteristiche che determinano la modernità de "La coscienza di Zeno". Da questa ricerca risulta che Svevo è, sì assorbito di idee moderne come la dissoluzione dell'identità dei caratteri, ma rimane discretamente tradizionale a livello delle strutture narrative.
ITALIENISCH, Anno 2000 - N2 - Pag. 16-33

WILHELM GRAEBER, "Warten Sie, ich helfe Ihnen auf die Beine!". Die Leserlenkung in Pirandellos "Uno, nessuno e centomila"
Mentre Pirandello considerava il suo ultimo romanzo "Uno, nessuno e centomila" una 'sintesi completa' e 'sorgente' della sua opera, la critica lo condannava a causa delle numerose riflessioni e del dialogo col lettore. Per comprendere la funzione di questi interventi del narratore, si devono distinguere tipi differenti di lettori nel romanzo. I lettori ipotetici ("cari miei") non sono identici al lettore fittizio nella vita privata di cui il narratore s'introduce e ne fa vacillare le convinzioni.
ITALIENISCH, Anno 2000 - N2 - Pag. 34-45

ANDREAS GIPPER, Die Produzenten des sozialen Konsenses. Antonio Gramsci und die Funktion der Intellektuellen in der Zivilgesellschaft
L'articolo cerca di chiarire la posizione della concezione gramsciana di società civile nel quadro dell'attuale filosofia sociale e di analizzare in essa il ruolo degli intellettuali. La concezione gramsciana dei soggetti sociali come prodotti storici di modellazioni culturali complessi mette l'accento non sui mezzi della coercizione ma sull'importanza dei discorsi, dei valori, dei costumi e delle pratiche quotidiane che la teoria sociale ha sottovalutato per lungo tempo.
ITALIENISCH, Anno 2000 - N2 - Pag. 46-61

ARNO SCHOLZ, Uso e norma della "lingua dei giovani" in base a tipi di testo informali
Nell'ultimo decennio si è sviluppata la ricerca sulla lingua dei giovani in rapporto alle lingue standard europee. In questo contributo vengono analizzati testi dei mass media, che sono vicini alla lingua parlata (canzoni, film, lettere). Si evidenzia che ci sono diversi strati di norme che si sovrappongono: un livello di norme concrete, uno di norme derivate, e uno di norme astratte.
ITALIENISCH, Anno 2000 - N2 - Pag. 66-83

HINRICH HUDDE, Verrà la morte - Paveses späte Gedichte
L'autore passa in rassegna e analizza dettagliatamente alcune poesie dell'ultimo periodo di vita di Cesare Pavese e ne presenta una nuova traduzione in lingua tedesca a cura di Christine Fischer.
ITALIENISCH, Anno 2000 - N2 - Pag. 84-90

RICHARD SCHWADERER, Alessandro Barbero - chi è? (Profilo d'autore)
Con i due primi romanzi di Alessandro Barbero si ripresenta con grande successo nella letteratura italiana dei tardi anni novanta il genere del grande romanzo storico. In questa presentazione l'autore si chiede se anche le idee del grande maestro di questa forma, Alessandro Manzoni, sul senso (o non-senso) della storia tornino alla ribalta letteraria.
ITALIENISCH, Anno 2000 - N2 - Pag. 92-101

ANTONELLA CERNETTI/MARINA FALCINELLI, Corsi di preparazione linguistica per studenti dei programmi di mobilità europea: quale didattica? Analisi di un'esperienza
L'articolo si riferisce ai corsi di preparazione di studenti che partecipano a programmi di formazione europei e analizza le particolarità di questo gruppo. Le ricerche dimostrano che il programma del corso deve essere modificato in base alle competenze linguistiche richieste. L'articolo propone anche un metodo pratico di insegnamento.
ITALIENISCH, Anno 2000 - N2 - Pag. 102-116

DANIELA PIETRINI, "Purpi, pertusi e patane: alcuni esempi di regionalimsi metaforico-espressivi della varietà di italiano parlata a Napoli (Sprachecke Italienisch)
Per quanto riguarda Napoli e la Campania, il dialetto si mostra ancora in grado di interferire sulla lingua nazionale dando origine a nuove forme capaci di imporsi a livello regionale, e anche di spingere verso lo standard (si pensi a "inciucio" entrato ormai nel lessico giornalistico italiano). Nel corso di questo articolo si analizza un gruppo di regionalismi "espressivi" usati nella lingua standard.
ITALIENISCH, Anno 2000 - N2 - Pag. 124-127

DANIELA GIOVANARDI, STEFANIE NEUBERT, Viaggio nell'Italia di oggi. Erfahrungsbericht zu Seminar und Exkursion
Un gruppo di studenti di Romanistica della Technische Universität Chemnitz ha partecipato ad un seminario dal titolo "Viaggio nell'Italia d'oggi" che prevedeva una visita reale in Italia. L'articolo illustra i risultati, così come le modalità del corso e dell'escursione.
ITALIENISCH, Anno 2000 - N2 - Pag. 118-123

CAROLINE LÜDERSSEN, Italienische Themen an den Hochschulen Deutschlands, Österreichs und der Schweiz im Wintersemester 2000/2001
Rassegna di tematiche italiane trattate nelle scuole superiori della Germania, Ddell'Austria e della Svizzera.
ITALIENISCH, Anno 2000 - N2 - Pag. 160-168

RENATE LUNZER, Renate Lunzer, In Memoriam Giorgio Voghera, p. 179-184
Breve profilo bio-bibliografico dello scrittore Giorgio Voghera.
ITALIENISCH, Anno 2000 - N2 - Pag. 179-184

ELISABETH BURR, EVI. Internationaler Kongreß der Società Internazionale di Linguistica e Filologia Italiana (SILFI)
Relazione sul Congresso della Società Internazionale di Linguistica e Filologia Italiana.
ITALIENISCH, Anno 2000 - N2 - Pag. 185-187

MARCO SANTORO, Per Cesare Pavese
A cinquanta anni dalla morte "Esperienze letterarie" dedica questo numero doppio a Cesare Pavese, scomparso il 26 agosto del 1950 a Torino. Il Direttore ricorda, con un breve profilo, la figura del romanziere, poeta e saggista e la sua particolare "fortuna" negli anni '60-'70.
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 3-5

GIORGIO BÀRBERI SQUAROTTI, Il ragazzo e l'avventura: "Feria d'agosto"
Nel codice simbolico della scrittura pavesiana, La vigna - cui è dedicata la terza sezione di "Feria d'agosto" - non è concreta realtà geografica, ma luogo dell'immaginario, energicamente collocato sotto il segno di Dioniso. E tra le fonti dell'intera operazione va senz'altro annoverato il D'Annunzio dell'"Alcyone", accanto all'eco di accenti pascoliani.
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 7-21

CARMINE DI BIASE, L'inconsolabile Orfeo in Cesare Pavese
Nel mito di Orfeo, "L'inconsolabile", uno dei più significativi "Dialoghi con Leucò", si riscoprono le ragioni di fondo dell'uomo e dello scrittore, in rapporto anche a "Il mestiere di vivere". Alla luce del concetto di 'realtà simbolica' in Pavese: il 'gesto' finale di morte che chiude il Diario, risponde al gesto stesso di Orfeo, che è disceso nel regno dell'ombra assoluta del nulla, cui tutto è destinato.
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 23-37

ELIO GIOANOLA, "Feria d'agosto": alle origini della "prima volta"
É preso in considerazione il ruolo di svolta rappresentato, nell'opera pavesiana, da "Feria d'agosto", in cui si assiste alla formulazione teorica e all'applicazione lirico-narrativa della cosiddetta poetica del mito, per la quale la campagna da luogo del selvaggio e del primitivo, diventa vivaio della feconda simbologia mitico-infantile.
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 38-59

MARZIANO GUGLIELMINETTI, SILVIA SAVIOLI, Un carteggio inedito tra Cesare Pavese e Mario Bonfantini
Illustrazione del carteggio inedito intercorso tra Cesare Pavese e Mario Bonfantini fra il 1948 e il 1950. Lo scambio epistolare riguarda principalmente il lavoro di traduzione che Mario Bonfantini svolse per la collana enaudiana dei 'Millenni' e che portò alla pubblicazione del "Dictionnaire" di Voltaire, delle "Memoriee" del Saint-Simon e di "Gargantua e Pantagruel" di Rabelais.
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 61-85

GIUDITTA ISOTTI-ROSOWSKY, Pavese: il romanzo deludente
Nel 1948 Sartre auspicava il romanzo deludente, Pavese da parte sua, svolgeva da parecchi anni una ricerca letteraria che puntasse a fare del presente e della sua incompiutezza il centro ideo-poetico della scrittura. La sua ambizione era quella di fondare la coerenza romanzesca su situazioni stilistiche che alla casualità dell'intreccio e alla mimesi realistica sostituissero una trama tematica e la tecnica obliqua dell'indirection. In questa prospettiva sono esaminati "Il compagno", "La casa in collina", "La luna e i falò" e "Tra donne sole".
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 87-101

ANCO MARZIO MUTTERLE, Una forma virtuale di "Lavorare stanca"
Si ricostruisce l'identità dell'edizione di "Lavorare stanca" che lo scrittore aveva destinato alla stampa nel 1935, prima dell'arresto e del confino a Brancaleone Calabro. Rispetto all'edizione rimaneggiata e censurata che verrà pubblicata nel 1936, questa edizione rivela considerevoli diversità, tra cui una spiccata attenzione verso le problematiche del selvaggio e del mostruoso.
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 103-120

ANTONIO SICHERA, Pavese nei dintorni di Joyce: Le due stagioni del "Carcere"
La prima tesi di fondo del saggio è che l'elaborazione del romanzo d'esordio da parte di Pavese sia legata in maniera importante alla sua traduzione del joyciano "Portrait of the artist as a young man", uscita per Frassinelli nel 1934 (con il titolo cambiato, però: Dedalus). Il punto di contatto tra Pavese e Joyce è rintracciato anzitutto a livello di scrittura, nell'adozione di un comune modello narrativo. Un'attenta analisi pone poi in luce un dialogo tra le due opere anche a livello lessicale e tematico.
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 121-152

GIANNI VENTURI, Letteratura e vita per ricordare Cesare Pavese (ed Elio Vittorini)
Il saggio verte sulla lettura che oggi, alle soglie del nuovo millennio, si può dare dell' esperienza artistica e della scrittura di Pavese. Dopo un intenso periodo di letture legate alla mescidanza di vita e letteratura, il silenzio che ha avvolto l'opera pavesiana si spiega come un tentativo di recuperare l'esperienza più autentica di un autore che ha voluto risolvere la vita nella scrittura. Attraverso la rilettura de "Il mestiere di vivere" e il confronto con Vittorini e con la parallela esperienza del "Diario in pubblico", si tenta qui di dimostrare come, oggi, si debba e si possa leggere Pavese come un classico.
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 153-180

FRANCESCA BILLIANI, Cesare Pavese in Gran Bretagna: 1949- 2000
Le opere di Pavese sono state tradotte oltremanica fin dai primi anni Cinquanta, incontrando ben presto un successo di pubblico che, proseguito durante tutti gli anni Sessanta, è andato via via diminuendo nel corso degli ultimi due decenni.
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 163-180

PIERO DAL BON, Sulla fortuna di Pavese in Spagna
Cesare Pavese ha incontrato in Spagna, lungo la seconda metà del secolo scorso, una prolungata accoglienza, ora generalizzata e intensa ora più puntiforme e occasionale, sempre comunque molto vivida. Il contesto nel quale per la prima volta irrompe il nome di Pavese è quello della Spagna degli anni Cinquanta.
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 181-215

PIERRE LAROCHE, La rècepion de Pavese en France
Pavese è conosciuto in Francia, per lo più dopo la morte, e specie in occasione della traduzione delle sue opere. Lo sguardo della critica, a parte una ricognizione tematica, verte soprattutto sulla personalità dell'autore. Gli studi di Dominique Femandez vi introducono la psicocritica. In seguito, l'impostazione lacaniana di Philippe Renard e le analisi di Giuditta Isotti-Rosowsky consentono progressivamente nuovi approcci all'opera pavesiana.
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 217-232

MARK PIETRALUNGA, La fortuna di Pavese negli Stati Uniti (1990 al presente)
La rassegna riporta tutti gli studi su Pavese negli Stati Uniti dal 1990 ad oggi. I dieci anni circa sono caratterizzati da una presenza regolare di contributi su Pavese in forma di articoli, quasi tutti apparsi in riviste specialistiche nordamericane. Negli ultimi anni i critici americani hanno approfondito il discorso sulla scrittura di conseguenza, si è delineata nei loro interventi una decisa tendenza a liberarsi di percezioni distorte che distolgono il lettore da una conoscenza autentica del Pavese scrittore.
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 233-246

ANDREA CICCARELLI, L'italianistica negli Stati Uniti: vent'anni di studi sul Sette-Ottocento
Rassegna critica di studi di italianistica sul Settecento e Ottocento pubblicati negli Stati Uniti
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 247-261

ANTHONY J. TAMBURRI, Studi novecenteschi nordamericani, 1990-1999
Rassegna critica di studi di italianistica sul Settecento e Ottocento pubblicati negli Stati Uniti
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 263-276

,
Spoglio sistematico di riviste di italianistica.
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 277-310

EMILIO RUSSO, VALENTINA GALLO, Per un censimento delle riviste di italianistica
Censimento di 178 riviste di italianistica italiane e straniere. Per ciascuna testata sono riportati: anno di fondazione, direttore, sede del Comitato di redazione, editore, luogo di edizione, periodicità e struttura interna.
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 311-320

MARCO SANTORO, "Esperienze Letterarie" venticinque anni di attività
Sintetico bilancio dei venticinque anni di attività della rivista. Il Direttore Marco Santoro ricorda le maggiori novità caratterizzanti l'ultimo lustro.
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 321-322

GIUSEPPINA MONACO, "Esperienze Letterarie": Indice quinquennale 1996-2000
Indice quinquennale 1996-2000 analogo nella struttura ai due precedenti:l' "Indice quindicennale 1976-1990", Napoli, Federico & Ardia, 1991 e l'"Indice quinquennale 1991-1995", "E.L.", XXI, 1996, 1.
ESPERIENZE LETTERARIE, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 323-380

GIUSEPPE PETRONIO, Letteratura, storia, geografia
Anche alla luce dei diversi pareri colti negli scritti di auterevoli studiosi l'A. arriva alla conclusione che il rapporto, in un discorso sulla letteratura, tra fattore 'storia' e il fattore 'geografia' è un problema non di critica ma di storiografia letteraria. Quest'ultima, nata alla fine del Settecento illuminista e sviluppatasi nell'Ottocento romantico, le due grandi età della Storia, si è dissolta nel Novecento quando è stato smarrito il senso e il gusto della Storia, assieme a quello della Ragione, e sono prevalsi irrazionalismi, relativismi, soggettivismo.
PROBLEMI, Anno 2000 - N116-117 - Pag. 4-21

GIUSEPPE PETRONIO, Un bilancio del secondo Novecento
Bilancio della letteratura italiana dalla fine della seconda guerra mondiale a oggi; un bilancio però tracciato secondo un particolare punto di vista, tenendo presente non tanto e non solo i valori letterari, quanto soprattutto, quelli umani e civili espressi attraverso quella particolare forma di comunicazione che è la letteratura.
PROBLEMI, Anno 2000 - N116-117 - Pag. 22-27

GIOVANNA SCIANATICO, Settecento orfico: Jerocades, una traduzione napoletana degli "Inni"
Antonio Jeronimo, abate massone di origine calabrese vissuto a Napoli, alla scuola del Genovesi, nella seconda metà del Settecento,traduce gli "Inni di Orfeo". La sua versione degli inni non può essere considerata un evento letterario isolato, ma partecipa di un progetto complessivo della massoneria napoletana degli anni Ottanta del Settecento,interno a una più generale strategia massonica di mediazione, di passaggio dalle vecchie forme di legami sociali, fondate sulla religione, a quella moderna della politica.
PROBLEMI, Anno 2000 - N116-117 - Pag. 30-37

LUIGI MARSEGLIA, Letteratura e nuova scienza nella Napoli di fine Settecento: G.L.Marugj
Attraverso la critica di studiosi dell'Ottocento e del Novecento, l'A. esamina le interpretazioni delle posizioni del Marugj (vissuto a cavallo del Sette-Ottocento),accademico e politico, nella visione di storico e di antropologo.
PROBLEMI, Anno 2000 - N116-117 - Pag. 38-55

ANTONIO PIROMALLI, Aurelio Bertola: dal classicismo al neoclassicimo e oltre
La personalità di Aurelio Bertola, letterato vissuto nella seconda metà del Settecento,viene esaminata anche alla luce della critica otto-novecentesca. La valenza del prosatore critico-artista, come la sua presenza di intellettuale, si sviluppa nella prospettiva del sensismo, del patetico europeo e italiano che nell'illuminismo apre il cammino ad una maggiore sensibilità artistica individuale.
PROBLEMI, Anno 2000 - N116-117 - Pag. 56-70

FULVIO SENARDI, La nuova e vecchia poesia: "Alla primavera o delle favole antiche" di Giacomo Leopardi
L'A.analizza la canzone del Leopardi "Alla primavera o delle favole antiche", considerata dai più una lirica che si può interpretare come un ingenuo canto di addio alle belle immagini della mitologia, a quei 'sogni leggiadri' della canzone "Ad Angelo Mai", ricavandone invece un'impressione assai diversa, di ricchezza e di problematicità, tappa importante di quel processo di evoluzione di Leopardi, pensatore e poeta.
PROBLEMI, Anno 2000 - N116-117 - Pag. 72-86

PINO IORIO, "Limba" ed identità
Alla luce della legge regionale del '97 sulla pubblica adozione della lingua sarda, l'A. si sofferma ad esaminare alcuni lemmi proposti in lingua italiana ma che sono ricavati dal dialetto sardo.
PROBLEMI, Anno 2000 - N116-117 - Pag. 87-91

TOMMASO SCAPPATICCI, Da Santippe a Lesbia: le donne nelle "storie romanzate" di Alfredo Panzini
Attraverso l'esame della produzione narrativa di Alfredo Panzini, viene sottolineata la rilevanza delle figure letterarie da Santippe a Lesbia; personaggi femminili che appartengono al passato ma sono considerate in una costante prospettiva moderna.
PROBLEMI, Anno 2000 - N116-117 - Pag. 92-108

MIRAN KOSUTA, Il nome e il profumo della rosa: La letteratura slovena contemporanea in Italia
Vengono considerati gli autori e le opere dei poeti, narratori e autori teatrali sloveni che attualmente operano in Italia e danno vita ad una letteratura slovena in Italia.
PROBLEMI, Anno 2000 - N116-117 - Pag. 110-137

DONATA GAUDIUSO, La "Fiosofia del ridere", le forme del comico e una collana di Classici
Viene considerato il determinarsi dei generi nel mercato editoriale del primo Novecento ed in particolare nella collana dei "Classici del Ridere", lanciata con successo dall'editore Formiggini nel 1913. L'A. intravede un rapporto fra letteratura e istituzioni della comunicazione di massa.
PROBLEMI, Anno 2000 - N116-117 - Pag. 138-147

DAINIUS BÜRE, La coscienza ironica in Castiglione e Ariosto
Ampia panoramica, alla luce anche della recente critica, sul tema dell'ironia presente nell'opera del Castiglione e dell'Ariosto attraverso i personaggi e le situazioni de "Il libro del Cortegiano" e "L'Orlando Furioso".
PROBLEMI, Anno 2000 - N116-117 - Pag. 148-167

RAFFAELE RUGGIERO, Paesaggi vichiani. Complessità storica e tecniche del discorso.
Si ripercorre la storia delle teorie geografiche a partire da Newton arrivando a Vico.La geografia è vista da Vico come scienza dello spirito che ben si coniuga con la cronologia e con la storia. L'autore descrive poi con meticolosità tutte le allegorie presenti nella "Scienza Nuova", senza trascurare di analizzare lo stile proprio del filosofo.
SCHEDE UMANISTICHE, Anno 2000 - N1 - Pag. 5-34

ARMANDO BISANTI, Bernardo Bellincioni e il "Geta" di Vitale di Blois
Dopo aver ricordato la biografia del Bellincioni, l'autore esamina con cura le opere teatrali; esse richiamano alla memoria passi di autori classici, come Ovidio e Tibullo: risulta evidente il gusto del Bellincioni per il mondo mitologico-allegorico. Le tematiche non erano per quel tempo molto comuni; le rappresentazioni teatrali erano destinate alle nobili famiglie milanesi e ferraresi.
SCHEDE UMANISTICHE, Anno 2000 - N1 - Pag. 35-65

MARCO VEGLIA, Per un'ardita umiltà. L'averroismo di Dante tra Guido Cavalcanti, Sigieri di Bramante e san Francesco d'Assisi.
L'autore esprime la propria posizione nei confronti del pensiero dantesco ed in particolare sull'influenza di Averroè nella "Divina Commedia", nel "Convivio" e nella "Monarchia". Nell'opera dantesca si sente sicuramente, come evidenziato dal Veglia, anche la figura di san Francesco; si parla infatti di un Dante 'francescano'.
SCHEDE UMANISTICHE, Anno 2000 - N1 - Pag. 67-106

ZITA ZANARDI, I tesori dell'Osservanza
Partendo da una citazione di Celestino Piana sull'Osservanza, si affrontano le problematiche della riforma francescana e dei suoi sviluppi fino alla bolla Bonifacio in cui vengono concessi due romitaggi ai frati dell'ordine minoritico.Viene inoltre descritto il patrimonio manoscritto e librario della biblioteca dell'Osservanza con qualche accenno alle edizioni di famosi incunaboli. Illustrazioni e riproduzioni fotografiche.
SCHEDE UMANISTICHE, Anno 2000 - N1 - Pag. 107- 123

CLAUDIA CODELUPPI, La memorialistica nella città di Reggio Emilia
Sono analizzati i risultati della ricerca svolta presso l'Archivio di Stato di Bologna e la Biblioteca Antonio Panizzi di Reggio Emilia. Da essa si evince che la straordinaria ricchezza è costituita da manoscritti di produzione varia e multiforme, dei quali il più antico risulta essere di epoca basso-medievale; si notano inoltre incunaboli piuttosto rari.
SCHEDE UMANISTICHE, Anno 2000 - N1 - Pag. 125- 165

LUISA AVELLINI, Percorsi di "Bildung" rinascimentale nel teatro fiorentino della memoria: Romola di George Eliot
Si esamina dal punto di vista storico, sociale e letterario la "Romola" di Eliot; sono poi studiate e confrontate con quelle sviluppate nelle opere del Savonarola.
SCHEDE UMANISTICHE, Anno 2000 - N2 - Pag. 5-32

FRANCESCO BORGHESI, Tracce e congetture per un percorso nel genere epistolare: premessa a una recensio del carteggio pichiano
E' esaminata tutta la tradizione manoscritta delle lettere di Giovanni Pico della Mirandola. Il saggio è mirato allo studio del genere epistolare e del carteggio del filosofo. Si considera prima la morfologia del genere epistolare dai Greci al Novecento e poi si accenna alle edizioni a stampa delle epistole di Pico.
SCHEDE UMANISTICHE, Anno 2000 - N2 - Pag. 33- 98

LARA MICHELACCI, Nè di Pitagora, nè di Euclide: unìidea di museo
E'descritto analiticamente il "museo" di Paolo Giovio: in esso sono raccolti quattrocento ritratti di uomini nobili o geniali, artisti e pontefici, duchi o re. Si considerano poi i motivi che spinsero Giovio a mettere su la propria collezione, tra i quali il desiderio di confrontare le descrizioni presenti nei testi letterari con l'esame autoptico delle immaggini o delle statue.
SCHEDE UMANISTICHE, Anno 2000 - N2 - Pag. 99-118

STEFANO PIERGUIDI, La cultura iconografica di Giovanni Guerra: ancora sui disegni di Rotschild.
L'autore si sofferma nella descrizione di Giovanni Guerra attraverso le rappresentazioni fatte dai biografi, tra cui il noto Forciroli. Emerge la figura di Guerra come ideatore di programmi iconografici dei cantieri sistini e come curatore dell'edizione illustrata di Cesare Ripa. L'analisi è poi accompagnata anche dalla riproduzione dei disegni della collezione Rotschild.
SCHEDE UMANISTICHE, Anno 2000 - N2 - Pag. 119-139

CLAUDIA COMICI, L'invisibile scacchiera dei valori: la definizione del genere 'quaestio' attraverso la sua rappresentazione formale
Viene rappresentato il quadro dell'evoluzione del genere letterario della 'quaestio'considerato anche come metodo d'insegnamento, strumento di ricerca ed espressione letteraria e linguistica autonoma perchè costituita da caratteri ben definiti ed indipendenti.
SCHEDE UMANISTICHE, Anno 2000 - N2 - Pag. 159-199

MICHAEL SCHREIBER, Orlando und Roland. Personennamen in literarischen Übersetzungen (Italienisch-Deutsch)
Si esaminano le traduzioni di nomi propri dall'italiano al tedesco in testi letterari tra Cinquecento e Novecento. Mentre fino all'Ottocento si trova prevalentemente la traduzione-trasformazione dei nomi propri, nel Novecento prevale l'adozione della formula originale del nome nel testo tradotto.
HORIZONTE, Anno 2000 - N5 - Pag. 7-23

ELMAR SCHAFROTH, Überlegungen zur Erforschung von Jugendsprache - illustriert am Italienischen
Si presenta una panoramica sullo stato attuale delle ricerche sociolinguistiche riguardanti il fenomeno del linguaggio dei giovani. Vengono esposte le problematiche della definizione del campo di ricerca, dell'autenticità delle fonti nonché dei procedimenti empirici di ricerca.
HORIZONTE, Anno 2000 - N5 - Pag. 25-48

MAX LEOPOLD WAGNER, Allgemeine Merkmale des Sardischen
Vengono riassunte alcune caratteristiche generali della lingua sarda e le sue particolarità linguistiche. Si tratta della traduzione del cap. 3 del libro "La lingua sarda: storia, spirito e forma", Berna, 1950.
HORIZONTE, Anno 2000 - N5 - Pag. 49-65

BARBARA MARX, SIMONA BELLINI, Intervista a Dacia Maraini
Intervista alla scrittrice Dacia Maraini sui romanzi "Dolce per sé", "Bagheria", "Voci", "La lunga vita di Marianna Ucría", "Isolina".
HORIZONTE, Anno 2000 - N5 - Pag. 67-77

BERNHARD HUSS, "Non c'è nessuna storia dietro nessuno degli elementi della scena" Zu 'postmodernen' Mustern im Erzählwerk Andrea De Carlos
Procedimenti postmoderni di scrittura nei romanzi "Macno" e "Yucatan" di Andrea De Carlo vengono interpretati come caratteristiche letterarie che non permettono di criticare l'opera dello scrittore come superficiale. Al contrario tecniche come l'intertestualità, la citazione di elementi della cultura di massa ecc. accentuano in modo altamente elaborato il significato specifico dei testi in questione.
HORIZONTE, Anno 2000 - N5 - Pag. 79-106

GABRIELE VICKERMANN, Storia di una congettura - congettura di una storia. Der Detektivroman als erzählte Poetik des Erzählens
I due romanzi "Il nome della Rosa" di Umberto Eco e "Il filo dell'orizzonte" di Antonio Tabucchi adottano diverse caratteristiche del romanzo giallo nella tradizone di Doyle. Si rivela che il paradigma indiziario del giallo viene in tutti e due i casi citato per tematizzare implicitamente l'autoreferenzialità dei romanzi.
HORIZONTE, Anno 2000 - N5 - Pag. 107-123

LUIGI CAJANI, Il conforto dei condannati a morte nella Roma dei Papi
Tra il Trecento e la fine del Settecento esistevano a Roma delle confraternità per accompagnare i condannati a morte fino al momento dell'esecuzione. Il contributo tratta la loro formazione, l'organizzazione interna, i compiti e le difficoltà che si presentavano a questi sodalizi come capitolo della storia socio-culturale di Roma.
HORIZONTE, Anno 2000 - N5 - Pag. 125-138

CARLO SPARTACO CAPOGRECO, La memoria di Ferramonti e la riscoperta dell'internamento civile fascista
Tra il 1940 e il 1943 esisteva a Ferramonti di Tarsia un campo di concentramento con circa 900 prigionieri "ebrei stranieri" - uno dei maggiori luoghi di internamento italiani della Seconda Guerra Mondiale. L'articolo descrive il funzionamento del campo nonché la sua 'riscoperta' negli anni '60 e il lavoro della Fondazione Ferramonti che dal 1988 tenta di preservare il sito come luogo di memoria.
HORIZONTE, Anno 2000 - N5 - Pag. 135-155

ENNIO DI NOLFO, Interview zur italianischen Zeitgeschichte
L'intervista si svolge soprattutto su questioni della politica estera nel Ventennio fascista con particolare riguardo delle relazioni diplomatiche Italia-Germania.
HORIZONTE, Anno 2000 - N5 - Pag. 157-164

VITTORIA BORSÒ, Zur Einführung
Presentazione di una serie di contributi sulla cultura napoletana del Novecento. Resoconto di un convegno tenutosi all'Università Heinrich Heine di Düsseldorf nel 1998.
HORIZONTE, Anno 2000 - N5 - Pag. 165-168

GIUSEPPE CACCIATORE, Filosofia e storia a Napoli nel '900
Quadro generale degli studi filosofici e storici a Napoli durante il Novecento.
HORIZONTE, Anno 2000 - N5 - Pag. 169-184

MATTEO PALUMBO, La filologia a Napoli nel Novecento: appunti e questioni
Quadro generale degli studi di filologia a Napoli durante il Novecento.
HORIZONTE, Anno 2000 - N5 - Pag. 185-195

ANTONIO PALERMO, Letteratura e teatro nel Novecento napoletano
Panoramica della produzione letteraria e teatrale nella Napoli del Novecento.
HORIZONTE, Anno 2000 - N5 - Pag. 197-209

MARIANTONIETTA PICONE, Le arti a Napoli nel '900
Panoramica della produzione artistica nella Napoli del Novecento.
HORIZONTE, Anno 2000 - N5 - Pag. 210-222

RENATO DI BENEDETTO, La canzone napoletana nel Novecento
Breve storia della canzone napoletanna nel Novecento.
HORIZONTE, Anno 2000 - N5 - Pag. 223-230

PAOLO EURON, CESARE DE MARCHI, ELISABETTA RASY, Literarische Stimmen - Voci d'autori
Testi letterari di Paolo Euron, Cesare De Marchi, Elisabetta Rasy.
HORIZONTE, Anno 2000 - N5 - Pag. 231-264

PAOLO ACQUAVIVA, La grammatica italiana: il lavoro comincia adesso
L'articolo pone la domanda: 'Che lingua conoscono i parlanti nativi di italiano?'. L'autore cerca di fare il punto della situazione descrivendone le intuizioni sistematiche con il contributo della Grande grammatica italiana di consultazione.
LINGUA E STILE, Anno 2000 - N2 - Pag. 249-271

TONINO TORNITORE, Sinestesie. Proposta di definizione e classificazione
L'articolo prende in considerazione lo statuto e la tassonomia delle sinestesie permettendo di segnarne l'excursus storico, fare di esse il banco di prova e insieme uno dei nodi frontiera e di cerniera intermodali fra arti, scienze umane e scienze naturali.
LINGUA E STILE, Anno 2000 - N2 - Pag. 303-314

BARBARA ARFÉ, L'indagine psicologica dell'interpretazione letteraria: la risposta alla letteratura
Il lavoro si occupa dell'indagine sull'interpretazione letteraria legata alla ricerca psicologica sulla comprensione del testo, rilevando che uno dei meriti della ricerca sulla risposta alla letteratura è certamente quello di aver collocato al centro del proprio interesse il lettore. Tale ricerca testimonia l'impegno a costruire una visione dell'opera e del fenomeno della sua ricezione.
LINGUA E STILE, Anno 2000 - N2 - Pag. 315-335

SIMONE GOZZANO, Naturalizzazione e funzionalismo. Un problema per la semantica di Fodor
L'autore intende mostrare che l'esigenza di Quine nel proporre la naturalizzazione della filosofia, e dei suoi problemi semantici, è stata tradita da uno dei rappresentanti più forti ed evidenti di tale progetto, cioè di Jerry Fodor. Ritiene, tuttavia, che il tradimento sia viziato da seri problemi di fondazionalismo, gli stessi che Quine sperava di rifuggire proponendo la naturalizzazione.
LINGUA E STILE, Anno 2000 - N3 - Pag. 371-385

ANDREA CAMERANI, Donald Davidson e Eva Feder Kittay. Significato, uso e contesto nella spiegazione del fenomeno metaforico
Il saggio mette a confronto il pensiero di Davidson e Kittay sul fenomeno metaforico. Partendo dalle loro tesi, Camerani asserisce che il significato sia non solo di tipo differente ma anche dipendente dal contesto.
LINGUA E STILE, Anno 2000 - N1 - Pag. 3-32

SABINE E. KOESTERS GENSINI, Fattori fonetici e esponenti morfologici nel parlato tedesco
L'articolo intende indagare la relazione tra fattori morfologici e fonetici nel parlato tedesco contemporaneo, inserendosi nel dibattito sulle modalità dell'elaborazione del segnale linguistico da parte del ricevente.
LINGUA E STILE, Anno 2000 - N1 - Pag. 61-77

PATRIZIA PIERINI, Slittamenti di coesione nel processo traduttivo
L'intervento descrive lo spostamento do coesione nel processo traduttivo. La metodologia di ricerca adottata consiste nella comparazione di coppie di segmenti testuali, estratti da un testo di lingua inglese e dalla sua traduzione italiana. Viene stabilita una casistica delle soluzioni possibili e successivamente vengono formulate ipotesi esplicative di slittamenti individuati.
LINGUA E STILE, Anno 2000 - N1 - Pag. 79-94

GIUSEPPINA TURANO E SHEZAI RROKAJ, A proposito del sintagma nominale in albanese. Il caso di un dimostrativo seguito da un DP definito
In questo lavoro viene esaminata la struttura del sintagma nominale in albanese. La ricerca presuppone la riduzione di articoli, dimostrativi e indefiniti ad una sola classe, ponendosi in contrapposizione alla grammatica tradizionale albanese. In particolare intende focalizzare l'attenzione sulla combinazione di un dimostrativo con un nominale definito.
LINGUA E STILE, Anno 2000 - N1 - Pag. 95-128

SILVIA ZANDELLA, Ribellione e ripetizione. La questione della 'lettera' nel '900
Il saggio prende in esame il genere epistolare riprendendo precedenti studi e analisi critiche e assumendo in definitiva una certa difficoltà nel definire la lettera. L'elemento più interessante e più ricco di possibilità interpretative è, tuttavia, la sua natura paradossale, l'essere qualcosa e al contempo rimandare di continuo a qualcos'altro.
LINGUA E STILE, Anno 2000 - N1 - Pag. 129-147

LUIGI LOLLINI, Lettori del dopodomani
L'articolo esamina il sonetto "Per l'ultimo dell'anno 1975 ad Andrea Zanotto" nel quale convergono e si condensano figure ricorrenti e temi centrali della poesia di Fortini.In particolare, nell'ultima terzina, Gerusalemme è il luogo utopico dell'incontro e dello scambio tra passato e futuro, la prefigurazione del lettore del dopodomani e della società futura.
LINGUA E STILE, Anno 2000 - N1 - Pag. 149-167

ALBERTO PERUZZI, Fighting against the bewitchment by language or climbing up the ladder time and again?
L'articolo discute una serie di questioni legate alla interpretazione dell'opera di L. Wittgenstein. Il tema della 'filosofia come grammatica' è messo a confronto con alcune forme di naturalismo e idealismo. Le considerazioni conclusive vertono sul pericolo derivante dall'attuale diffusione di una scolastica wittgensteiniana.
LINGUA E STILE, Anno 2000 - N1 - Pag. 169-179

MARIA BORTOLUZZI, Person markers in Italian and English: a comparative discourse perspective of undergraduate writing
Il saggio eamina l'uso delle marche di persona nello scritto di studenti universitari, in italiano e in inglese, e analizza i dati in una prospettiva discorsiva e intralinguistica. Lo studio mostra il modo in cui la funzione interpersonale della lingua permette di chiarire alcune delle convenzioni che regolano lo scritto degli studenti universitari e il modo in cui la cultura viene trasmessa.
LINGUA E STILE, Anno 2000 - N2 - Pag. 273-302

SERGIO BERNINI, Fatti e denotazione
L'articolo discute la questione su quale ruolo possono svolgere i fatti entro una semantica di tipo fregeano che ha il suo fondamento nella distinzione tra senso e denotazione delle espressioni linguistiche. Particolare interesse è rivolto alla denotazione degli enunciati per il cui paradosso è proposta una soluzione che è assieme wittgensteiniana e russelliana.
LINGUA E STILE, Anno 2000 - N2 - Pag. 183-228

RAFFAELE SOLAINI, L'argomento di autorità: fra l'autolegittimazione del dire e la verità del detto
L'articolo esamina l'argomento di autorità secondo l'approccio della linguistica pragmatica.
LINGUA E STILE, Anno 2000 - N2 - Pag. 229-247

ULRICH AMMON, The Continental West - Germanic Languages: Contacts and Conflicts
L'articolo mostra come alcune lingue si siano evolute indipendentemente dal continuum dialettale tedesco. Vengono analizzate le condizioni per cui alcune varietà di una lingua si sono sviluppate in lingue autonome mentre altre sono rimaste all'interno di quella stessa lingua trasformandola in pluricentrica.
LINGUA E STILE, Anno 2001 - N2 - Pag. 259-266

HENRIETTE WALTER, Langue française, langues régionales et francophonie
L'articolo pone attenzione alla lingua francese nelle sue diversità regionali di origine germanica, celtica e romanza e alla sua diffusione nel mondo.
LINGUA E STILE, Anno 2001 - N2 - Pag. 267-274

JOSÉ MANUEL BLECUA Y SOLEDAD VARELA, Las lenguas de España: presente y futuro
Il saggio analizza la situazione attuale del castigliano, del catalano, del gallico e del basco esponendo alcune considerazioni storiche e comparativistiche.
LINGUA E STILE, Anno 2001 - N2 - Pag. 275-290

KOSTAS KAZAZIS, Dismantling Modern Greek Diglossia: the Aftermath
La ricerca considera i problemi sociolinguistici legati all'abolizione della diglossia in Grecia. La tesi appoggiata è che la posizione dei puristi demotici si basi su un equivoco riguardante la natura stessa del vernacolo al quale il demotico dovrebbe avvicinarsi.
LINGUA E STILE, Anno 2001 - N2 - Pag. 291-298

ANTONELLA CECCAGNO, Languages of the Chinese Diaspora in Europe
L'articolo esamina i gruppi cinesi residenti in Europa, i cui dialetti di provenienza sembrano mantenere una grande vitalità, e mette a confronto le diverse posizioni sul carattere unitario di tali gruppi.
LINGUA E STILE, Anno 2001 - N2 - Pag. 299-316

JOCHEN REBBEIN, Turkish in European Societies
Considerando il turco, la cui tipologia è sostanzialmente diversa da quella delle lingue europee di origine Indoeuropea, una lingua di contatto con queste, l'articolo pone la questione se il bilinguismo delle prossime generazioni condurrà allo sviluppo di una lingua turca di contatto o europea.
LINGUA E STILE, Anno 2001 - N2 - Pag. 317-334

GEERT BOOIJ, English as the lingua franca of Europe: a Dutch perspective
L'articolo pone l'attenzione sul nederlandese la cui grammatica non sembra risentire dei molti prestiti dall'inglese. Auspicando lo sviluppo di un inglese globale a tutti gli effetti, l'inglese britannico dovrebbe funzionare come norma internazionale.
LINGUA E STILE, Anno 2001 - N2 - Pag. 347-37

LORENZO RENZI, Grammatiche antiche e recenti
Dopo una breve rassegna storica della tradizione delle grammatiche romanze dal Rinascimento all'età contemporanea, l'autore mette a confronto la "Grande Grammatica", diretta da egli stesso con G. Salvi e A. Cardinaletti, e la monumentale "Grammatica descrittiva della lingua spagnola" a cura di I. Bosque e V. Demonte.
LINGUA E STILE, Anno 2001 - N2 - Pag. 359-366

REMA ROSSINI FAVRETTI, La linguistica dei 'corpora' in Europa: prospettive di analisi
Il saggio espone gli aspetti principali della linguistica dei 'corpora' in Europa eaminandone i punti forza legati all'accessibilità dell'hardware e dei software sempre più efficienti e agevoli. Gli esempi sono presi dal CORIS, un corpus sincronico di italiano scritto.
LINGUA E STILE, Anno 2001 - N2 - Pag. 367-381

M. TERESA CABRÉ, Importancia de la terminología para la comunicación en las lenguas europeas
Lo scopo dell'articolo è mostrare l'importanza della terminologia nella comunicazione nelle lingue europee in quanto ogni lingua deve avere risorse adeguate per esprimere e trasferire la conoscenza da diversi domini di specializzazione.
LINGUA E STILE, Anno 2001 - N2 - Pag. 383-394

SERGIO SCALISE, Eurotaal: le lingue d'Europa
L'articolo presenta il convegno "Eurotaal" il cui intento è stato richiamare l'attenzione sul fatto che, realizzata l'integrazione monetaria in Europa, è necessario elaborare modelli e strategie per l'integrazione linguistica e culturale. L'articolo è corredato della locandina del convegno.
LINGUA E STILE, Anno 2001 - N2 - Pag. 205-207

ALESSANDRO PIZZORUSSO, Legislazioni europee sulle lingue minoritarie
L'articolo espone i diversi casi europei relativi alle forme di tutela giuridica delle minoranze linguistiche che restano comprese in uno stato non corrispondente alla propria nazione.
LINGUA E STILE, Anno 2001 - N2 - Pag. 211-217

MARIO ALINEI, European dialects: a window on the prehistory of Europe
L'autore prende in esame la teoria di Renfrew e quella della continuità del paleolitico, prospettando un radicale cambiamento delle cronologie tradizionali per l'evoluzione linguistica europea.
LINGUA E STILE, Anno 2001 - N2 - Pag. 241-258

PAUL BAYLEY, Standard Spoken English: language policy and language politics in England and Wales
Il lavoro affronta la problematica questione dell'inglese parlato standard e delle nuove forme che ne prescrivono l'uso nelle scuole d'Inghilterra e del Galles, concludendo con alcune considerazioni relative al multilinguismo.
LINGUA E STILE, Anno 2001 - N2 - Pag. 241-258

BORTOLO MARTINELLI, Petrarca e l'epistola del Ventoso: i diversi tempi della scrittura
Il saggio è incentrato sull'analisi della lettera del Ventoso di Francesco Petrarca e delle fasi di scrittura riguardanti la sua redazione. L'epistola sarebbe frutto di una complessa operazione di scrittura e riscrittura protrattasi dal 1336, anno dell'ascesa del Petrarca al monte Ventoso, al 1353, anno del soggiorno a Milano, luogo della conversione di S. Agostino, durante il quale la suggestione del pensiero del Santo influì notevolmente sulla revisione del testo.
RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA, Anno 2001 - N1 - Pag. 9-57

GIULIA DELL'AQUILA, La Crusca e Petrarca
Il trattamento riservato a Petrarca dagli Accademici della Crusca nella compilazione del Vocabolario del 1612, viene considerato come una spia del progressivo distanziamento dal modello di poesia esemplificato dal "Canzoniere" attuatosi intorno ai primi anni del secolo barocco.
RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA, Anno 2001 - N1 - Pag. 59-78

GIUSEPPE LANGELLA, "Non ti far mai servo". Il giovane Manzoni e l'eredità di Alfieri
Dal "Trionfo della libertà" agli sciolti in onore di Carlo Imbonati, passando attraverso il sonetto "Alla Musa" ed il sermone "Della poesia", vengono individuati i debiti contratti dal giovane Manzoni con i miti alfieriani della libertà, del 'forte sentire' e di quell'adesione al vero che animerà anche la produzione matura dello scrittore lombardo.
RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA, Anno 2001 - N1 - Pag. 105-121

MARIA CRISTINA ALBONICO, Salvatore Quasimodo interprete di Virgilio
Accanto ad un breve excursus sull'attività di traduttore di Salvatore Quasimodo, il saggio propone un esame comparativo del "Fiore delle Georgiche" quasimodiano e dei passi corrispondenti dell'opera virgiliana. Viene sottolineato altresì l'interesse delle traduzioni virgiliane di Quasimodo, che fanno rivivere lo spirito del poeta latino antico filtrandolo attraverso la sensibilità di un poeta moderno.
RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA, Anno 2001 - N1 - Pag. 123-170

MASSIMO SCALABRINI, Un inedito travestimento secentesco del "Baldus"
Il breve intervento segnala l'esistenza di due codici manoscritti (conservati nella Biblioteca Palatina di Parma e nella Biblioteca Estense di Modena), relativi ad un 'travestimento' secentesco in ottave del "Baldus" toscolanense di Teofilo Folengo, opera del frate benedettino Gregorio Porrini. Correda il saggio la riproduzione delle pagine proemiali dell'opera inedita.
RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA, Anno 2001 - N1 - Pag. 173-179

ANGELO FABRIZI, Montale fuori di casa
Il contributo propone un'analisi del terzo volume in prosa di Eugenio Montale, intitolato "Fuori di casa". Il libro, esemplato sul genere dei reportage, riunisce articoli scritti dall'autore tra gli anni Venti e gli anni Quaranta del Novecento, relativi ai suoi numerosi viaggi all'estero. Accanto alle descrizioni di luoghi e personaggi, nell'opera si evidenzia l'affiorare di alcuni dei temi più significativi della produzione poetica di Montale.
RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA, Anno 2001 - N1 - Pag. 183-193

GIORGIO BÁRBERI SQUAROTTI, Bartolomeo Dotti: l'arte del sonetto morale
Il saggio illustra i temi e le scelte linguistico-lessicali e semantiche sottese alla produzione lirica di Bartolomeo Dotti, le cui "Rime" si collocano tra il barocco di derivazione marinista e lo sperimentalismo arcadico di primo Settecento. Costituite interamente da sonetti, esse si qualificano non per tanto varietà di argomenti come nel Marino, ma per il mondo in cui l'artificio linguistico si tramuta in occasione di riflessione morale.
RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA, Anno 2001 - N1 - Pag. 79-104

BRUNO MAIER, Contributi celliniani
Nei tre "contributi celliniani" Bruno Maier individua le corrispondenze tra il frammento di una autobiografia cinquecentesca di Raffaello Sinibaldi da Montelupo e la "Vita" di Cellini; evidenzia l'importanza della traduzione tedesca della "Vita" operata da Goethe (corredata da un'Appendice storico-biografica sull'artista); rileva l'origine vitruviana dell'uso del termine "mostri" nell'autobiografia celliniana in luogo del lemma "grottesche".
RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N2/3 - Pag. 13-27

LUIGI SCORRANO, 'Gli ha letto Dante'. Occasioni dantesche nella "Vita" del Cellini
Luigi Scorrano si sofferma sulle consonanze di lingua, di stile e di immagini tra la "Vita" del Cellini e la "Commedia" dantesca, individuando la presenza diffusa di richiami a Dante nell'autobiografia celliniana. Tali elementi autorizzerebbero a considerare il dantismo dell'artista fiorentino 'un capitolo non trascurabile' della fortuna di Dante in età cinquecentesca.
RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N2/3 - Pag. 29-45

GIULIA DELL'AQUILA, Benvenuto Cellini lirico
L'articolo illustra gli aspetti precipui della produzione lirica di Benvenuto Cellini. Caratterizzate da un marcato autobiografismo e da connotati linguistico-lessicali e stilistici poco in linea con i canoni di purezza espressiva indicati da Bembo, le poesie dell'eccentrico artista fiorentino rappresentano un esempio vistoso di anticlassicismo cinquecentesco e di una forma di originale, seppur inconsapevole, sperimentalismo linguistico ed espressivo.
RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N2/3 - Pag. 48-69

PAOLO PAOLINI, Le "Rime" di Benvenuto Cellini
Il saggio mira ad evidenziare i caratteri di originalità delle "Rime" del Cellini, accolte con un certo sfavore dalla critica per via di uno stile personalissimo spesso oscuro e scorretto. Nonostante la mancanza di chiarezza e di controllo della sintassi, le poesie dell'artista fiorentino, dai temi più vari (la difesa della scultura, la carcerazione, i rapporti con gli artisti fiorentini, la religiosità) costituiscono un complemento fondamentale alla sua conoscenza.
RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N2/3 - Pag. 71-89

PAOLO SENNA, I "Discorsi" di Benvenuto Cellini e il paragone fra le arti
Il lavoro è dedicato all'esame delle tematiche ricorrenti nei "Discorsi" del Cellini, fra le quali assume particolare rilevanza quella del paragone tra le arti. Attraverso riferimenti a motivazioni personali e alle suggestioni del pensiero di Leonardo da Vinci, da Cellini sommamente ammirato, si evidenzia l'insistita difesa celliniana della superiorità della scultura sulle altre arti.
RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N2/3 - Pag. 91-106

ILARIA CROTTI, Carrer biografo di Goldoni
Il lavoro esamina i caratteri della biografia di Goldoni pubblicata da Luigi Carrer tra il 1824 ed il 1825. Il profilo del commediografo veneziano tratteggiato dal Carrer appare limitato da un eccessivo appiattimento sui "Mémoires" goldoniani e da un'analisi edulcorata delle vicende biografiche che lo stesso Goldoni aveva già in parte proposto in alcune sezioni della sua autobiografia.
RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N2/3 - Pag. 109-130

AURELIO BENEVENTO, Salvatore di Giacomo. Rilettura delle poesie
Viene proposta una rilettura delle "Poesie" digiacomiane sulla base dell'edizione Flora Vinciguerra del 1946. Ripercorrendo le tappe di pubblicazione delle diverse raccolte in essa incluse, si evidenzia lo sviluppo di un itinerario svolgentesi da un verismo di tipo piu sanguigno, dai modi poetici narrativi, ad un verismo fantastico-sentimentale di carattere piu propriamente lirico.
RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N2/3 - Pag. 131-157

GILBERT BOSETTI, La letteratura triestina, modello di cultura di frontiera
Il saggio ribadisce il concetto di letteratura triestina come 'modello di cultura di frontiera', sviluppando le argomentazioni teoriche di Carlo Tulio Altan, secondo cui la definizione di un'identità etnica passerebbe attraverso la condivisione di cinque elementi, genos, topos, logos, epos ed ethos.
RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N2/3 - Pag. 159-190

FRANCESCA D'ALESSANDRO, Sul 'rovescio' delle due ultime raccolte poetiche di Vittorio Sereni
Vengono individuati i caratteri più significativi delle due ultime raccolte poetiche di Vittorio Sereni: dalla consonanza di idee e riflessioni di natura etica con Sergio Solmi, confermata dai numerosi interventi critici di entrambi apparsi su diverse riviste italiane negli anni '50 -'60, alla suggestione di Montaigne, Rimbaud ed Apollinaire, alla lezione di Saba e Montale.
RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N2/3 - Pag. 191-224

NATALIE DUPRÉ, L'autobiografismo oltre frontiera di Fulvio Tomizza
L'articolo rintraccia nell'ultimo romanzo di Fulvio Tomizza, "I Rapporti colpevoli", la presenza rilevante di motivi autobiografici, connessi ad una particolare 'predisposizione emotiva e razionale' derivante all'autore dalle sue origini istriane. Segue l'articolo un'intervista rilasciata dall'autore a Natalie Duprè nel 1993.
RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N2/3 - Pag. 225-246

RENATO BERTACCHINI, Valerio Massimo Manfredi narratore-archeologo
Il saggio traccia un excursus sulla fluviale produzione narrativa dello scrittore ed archeologo contemporaneo Valerio Massimo Manfredi. Da "Palladion" (1985) a "Lo scudo di Talos" (1988), alle "Paludi di Esperia" (1994), alla saga "Alexandros" (1998), nei suoi densissimi romanzi, frutto di numerose spedizioni archeologiche e di una vasta erudizione, sono dosati sapientemente storia ed invenzione, realtà e leggenda, avventura e mistero.
RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N2/3 - Pag. 249-259

CARLO ANNONI, FRANCESCA REBUFFI, Ricordo di Ernesto Travi con bibliografia
Si tratta di un breve intervento in ricordo di Ernesto Travi, con annessa un'utile bibliografia dei testi da lui pubblicati in rivista o in volume dal 1944 al 1999.
RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N2/3 - Pag. 263-289

ANNA PASTORE, Il "Bel Paese" di Antonio Stoppani: "Serata I"
Attraverso l'analisi delle varianti intercorse tra l'edizione in rivista e quella in volume relative alla "Serata I" del "Bel Paese" di Antonio Stoppani, si evidenzia il tentativo di perfezionamento del programma divulgativo perseguito dall'abate-geologo in direzione di una sua intensificazione.
RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N2/3 - Pag. 293-333

MIRELLA D'ETTORRE, Latinità e volgar lingua nel "De Urbini ducibus" di Pietro Bembo
Il saggio segue le fasi che accompagnarono la pubblicazione del "De urbini ducibus" di Pietro Bembo dal 1509, anno della prima stesura, al 1530, anno della prima pubblicazione, attraverso il riferimento a due codici manoscritti in latino rinvenuti in due biblioteche lombarde. Il testo sui duchi, che si offre come 'methodus studiorum' per un principe cinquecentesco, fu anche volgarizzato da Bembo ma è rimasto inedito sino al 1980.
RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N2/3 - Pag. 337-348

ANGELO FABRIZI, Alfieri e la musica
Il saggio è incentrato sul rapporto tra Alfieri e la musica. Dalla predilezione giovanile per quest'arte, testimoniata da una pratica di musicista e cantante dilettante, allo spazio accordato ad essa in talune tragedie ("Saul" e "Mirra"), agli scritti teorici, all'influsso, sia tematico che linguistico, sul melodramma romantico, viene rilevata la 'suggestiva', 'importante' e talora 'innovativa' presenza della musica nella sensibilità e nell'opera dell'astigiano.
RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N2/3 - Pag. 349-358

LUIGI PAGLIA, Il grido e l'ultragrido. Note sulla semantica e sulla stilistica del "Dolore" ungarettiano
L'articolo individua l'orizzonte semantico e le modalità stilistiche che caratterizzano una delle ultime raccolte poetiche ungarettiane, intitolata significativamente il "Dolore". Le scelte lessicali e sintattiche dell'opera sono funzionali alla rappresentazione di una realtà personale e storica sprofondata nel dolore, la cui negatività, tuttavia, sembra essere infine superata e come esorcizzata dall'approdo alle certezze rassicuranti della fede.
RIVISTA DI LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N2/3 - Pag. 359-366

MICHELANGELO PICONE, Il corpo della/nella Luna: sul canto II del "Paradiso"
L'articolo propone una rilettura del II canto del "Paradiso" evidenziando la rilevanza del corpo, oltre che a livello macrostrutturale nell'intera "Commedia", nell'iter ad Paradisum dantesco e la questione cosmologica delle macchie lunari. Interessante il parallelo istituito tra il viaggio del poeta e l'avventura ovidiana degli Argonauti.
L'ALIGHIERI, Anno 2000 - N15 - Pag. 7-25

GIOVANGUALBERTO CERI, L'Astrologia in Dante e la datazione del 'viaggio' dantesco
Attraverso un'analisi dettagliata e puntuale di alcune delle piu complesse indicazioni astrologiche dantesche, l'autore avversa una tradizione esegetica secolare stabilendo una nuova datazione del viaggio oltremondano descritto nella "Commedia". Gli astri ricordati da Dante, infatti, indicherebbero, per mezzo delle loro longitudini, che il viaggio avvenne a partire dalla festa dell'Annunciazione del sabato 25 marzo 1301.
L'ALIGHIERI, Anno 2000 - N15 - Pag. 27-57

EMANUELA BUFACCHI, Lezioni dantesche di Arturo Graf tra i manoscritti di Ferdinando Gabotto
L'articolo sviluppa alcuni temi del dantismo critico di Arturo Graf attraverso l'analisi di 20 lezioni di argomento dantesco, incluse nelle 44 da lui tenute all'Università di Torino nell'anno accademico 1886-87, pervenuteci grazie alla trascrizione manoscritta di Ferdinando Gabotto e Cesare Damilano. Correda il saggio un'Appendice con 8 lezioni su Dante dal volume, di recente scoperta, che riproduce a stampa litografata la suddetta trascrizione.
L'ALIGHIERI, Anno 2000 - N15 - Pag. 59-116

MAURIZIO PALMA DI CESNOLA, Teseo, Creonte e la morte di Tiresia (Inf. XX 58-59)
L'autore segnala il singolare caso di errore esegetico esteso alla quasi totalita` dei commenti moderni alla "Commedia", riguardante la chiosa del verso 59 del canto XX dell'"Inferno" sulle origini di Mantova ("e venne serva la citta` di Baco"). Sulla base del testo di Stazio e dei commentatori tre-quattrocenteschi, egli precisa come Manto non sarebbe partita in esilio quando Tebe(Baco)soggiaceva alla tirannia di Creonte ma a quella di Teseo.
L'ALIGHIERI, Anno 2000 - N15 - Pag. 117-125

WILLEM M. ROGGEMAN, Het praalgraf van Dante - La tomba di Dante
Si tratta di una poesia su Dante di Willem M. Roggeman, appartenente ad una raccolta dal titolo "Geschiedenis" pubblicata ad Amsterdam nel 1996.
L'ALIGHIERI, Anno 2000 - N15 - Pag. 127-129

MAURO CURSIETTI, Dante e Forese alla taverna del Panìco. Le prove documentarie della falsità della tenzone
L'autore del saggio ritorna sulla questione dell'autenticità della "Tenzone" fra Dante e Forese Donati, fornendo prove documentarie di varia natura (storiche, linguistiche e culturali) a sostegno della tesi dell'apocrifia. Contro gli assertori della tesi opposta, fra cui Giovanni Borriero, egli ribadisce che sarebbe opera di un giullare fiorentino chiamato Stefano Finiguerri e che risalirebbe all'incirca all'ultimo decennio del secolo XIV.
L'ALIGHIERI, Anno 2000 - N16 - Pag. 7-22

STENO VAZZANA, Il canto XIV dell' "Inferno"
Si evidenzia il carattere perfettamente simmetrico del canto XIV dell'"Inferno" dantesco, considerato, al pari di E. Bigi, un esempio concreto del rapporto unitario tra struttura e poesia nella "Commedia". Il canto in esame, infatti, sarebbe costituito da due parti corrispondentesi in maniera binaria.
L'ALIGHIERI, Anno 2000 - N16 - Pag. 23-52

LUIGI SCORRANO, Dall'abbandono alla bontà riconquistata (Purgatorio III)
Il saggio è incentrato sull'esame di due temi del canto III del "Purgatorio": il tema dell'abbandono o, più precisamente, della paura di essere abbandonati, e quello della 'bontà riconquistata', intesa come frutto della riconciliazione con Dio. Entrambi gli argomenti caratterizzano nel canto il percorso dell'anima incontrata da Dante fra gli scomunicati, il principe svevo Manfredi.
L'ALIGHIERI, Anno 2000 - N16 - Pag. 53-71

TULLIO SANTELLI, "Purgatorio" canto VII
Il contributo propone un commento del canto VII del "Purgatorio" con particolare riguardo alla figura del protagonista, il rimatore provenzale Sordello da Goito.
L'ALIGHIERI, Anno 2000 - N16 - Pag. 73-98

GIUSEPPE A. CAMERINO, "Purgatorio" XIV: corrispondenze simbologiche, strutturali e stilistiche
Nel saggio l'autore commenta il canto XIV del "Purgatorio" dantesco, muovendo alla ricerca di corrispondenze di carattere simbologico, strutturale e stilistico interne ad esso e a relative al confronto con il canto che lo precede. Viene così asserita la compattezza del canto in esame contro alcune tesi di segno opposto.
L'ALIGHIERI, Anno 2000 - N16 - Pag. 99-121

MARIO AVERSANO, Sulla poetica dantesca nel canto XXIV del "Purgatorio"
Ricusando i canoni della 'semiosi illimitata', l'autore propone un commento del canto XXIV del "Purgatorio" sulla base di un metodo ermeneutico incentrato su tre parametri: rilevazione degli "obblighi" contratti da Dante con la Bibbia patrologica; riconoscimento della 'normatività' assegnata ad essa dal poeta; validazione delle ipotesi interpretative attraverso riferimento alle convergenze presenti in aree definite come contesto, intratesto e intertesto.
L'ALIGHIERI, Anno 2000 - N16 - Pag. 123-138

ENZO ESPOSITO, Bibliografia 'essenziale' del Giubileo (1300) di Dante e di Bonifacio VIII
Si tratta di un nutrito repertorio bibliografico relativo al tema che lega Dante,la "Commedia" ed il Giubileo di Bonifacio VIII del 1300.
L'ALIGHIERI, Anno 2000 - N16 - Pag. 139-151

ANDREA GHRINIGHELLI, Lo spazio espositivo di Palazzo Franscini
L'A. commenta l'arrivo a Bellinzona della mostra dei disegni del Fondo Flaiano, collocata nella piazza su cui si affacciano la Biblioteca Cantonale e l'Archivio di Stato. La scelta dello spazio espositivo mira a riunire gli istituti culturali del Canton Ticino. La piazza in questo caso è un rivoluzionario ritorno all'antico, che richiama l'attenzione anche del visitatore occasionale o di passaggio.
CARTEVIVE, Anno 2000 - N2 - Pag. 3-4

ENNIO FLAIANO, Giorno per giorno
Viene segnalato il ritrovamento di un soggetto cinematografico composto di tre episodi inediti scritti da Ennio Flaiano alla fine degli anni quaranta dal titolo provvisorio "Giorno per Giorno" (altri titoli: "L'italiano si arrangia", "Conosci tu il paese?"). Materiale di corredo: a pag. 9 è riportata una foto con la seguente didascalia: "Ennio Flaiano ritratto alla fine degli anni quaranta a Trastevere (fondo Flaiano Lugano)".
CARTEVIVE, Anno 2000 - N1 - Pag. 6-10

MANUELA CAMPONUOVO, Commento a Giorno per giorno di Ennio Flaiano
l'A. commenta "Giorno per Giorno", un soggetto cinematografico composto di tre episodi, conservato nel Fondo Flaiano e scritto verso la fine degli anni quaranta. Flaiano illustra gli sforzi dell'italiano povero che nel primo dopoguerra deve 'arrangiarsi' e sopravvivere giorno per giorno; da acuto osservatore della realtà si ispira a minimi eventi ed intreccia l'ordinario al paradossale con una fede laica che non nega del tutto la speranza. Materiale di corredo: a pag 13 è riportata una foto con la seguente didascalia. "Ennio Flaiano con Pasqualino De Antonis, percorre la Passeggiata del Pincio, fine anni Trenta (fondo Flaiano Lugano)".
CARTEVIVE, Anno 2000 - N1 - Pag. 11-16

DIANA RÜESCH, Al lavoro per l'eternità?
La Biblioteca Cantonale di Lugano accoglie da ventitre anni le carte di Giuseppe Prezzolini ed altri manoscritti novecenteschi che vanno a formare un totale di 39 nuclei. Le attività di inventariazione e sistemazione logistica consentiranno in futuro di archiviare, ampliare e promuovere tali documenti. Il tempo da dedicare ancora a tali attività si prospetta infinito.
CARTEVIVE, Anno 2001 - N1 - Pag. 3-4

MARCO FRANCIOLLI, Le cartoline del fondo Ceronetti esposte al Museo Cantonale d'Arte di Lugano
L'A. illustra la raccolta di cartoline montate su pannelli conservate presso l'Archivio Ceronetti. Nei collages l'A. vede un'attenzione rivolta a soggetti specifici, accentuata dalla presenza delle annotazioni di Ceronetti. L'esposizione dei 148 pannelli costituisce un disordinato atlante della memoria che, come pare suggerire lo stesso Ceronetti, diventa leggibile solo dopo una ricomposizione di natura poetica. Materiale di corredo: a pag. 26 sono riportate due foto con la seguente didascalia: "Due immagini dell'esposizione Dalla Buca del Tempo la Cartolina Racconta al Museo Cantonale d'Arte di Lugano (Foto Di erre, Lugano)"
CARTEVIVE, Anno 2000 - N1 - Pag. 25-27

GIANLUCA GROSSI, La traduzione tradita
L'A. propone in questo saggio una nuova relazione tra originale e traduzione con l'intento di demolire il rapporto gerarchico imposto ai due testi e di porli sullo stesso livello. Analizzando la traduzione di Paul Celan del Coro VII dei Cori di Didone di Giuseppe Ungaretti,l'A. attiva la relazione costituita da segnali dirompenti che i due testi si inviano vicendevolmente con l'intento di abbattere i piedistalli monumentali sui cui si è soliti confinare l'originale. Materiale di corredo: a pag. 31 è riportata una foto con la seguente didascalia: "Giuseppe Ungaretti nel 1967, ospite negli studi della Televisione Svizzere di lingua italiana a Lugano-Besso (Foto Archivi RTSI)".
CARTEVIVE, Anno 2000 - N1 - Pag. 28-36

GIUSEPPE PREZZOLINI, Cinema, guerra e censura nella "Voce" 1912-1913
Vengono riportati gli articoli: La guerra e il cinematografo (siglato g. pr. "La Voce", a. IV. N. 34, 22 agosto 1912 p. 876-877) e La censura ai cinematografi (firmato La Voce, è comparso nel numero 21 de "La Voce" datato 22 maggio 1913, p. 1081). Materiale di corredo: a pag. 40 è riportata una foto con la seguente didascalia: "Giuseppe Prezzolini col primogenito Alessandro, detto Totino [….] (Foto Donazione Giuliano Prezzolini, Archivio Prezzolini, Lugano)"
CARTEVIVE, Anno 2000 - N1 - Pag. 39-44

FLAVIO ZANETTI, Archivi della vita privata
L'articolo segnala la presenza a Ginevra dei primi "Archives de la vie Privée", fondati da un'associazione nata nel 1994 con l'intento di salvaguardare gli archivi legati alla vita privata. I donatori di fondi sono sin ora un centinaio e le testimonianze coprono l'arco di circa un secolo. L'iniziativa è patrocinata dalla Biblioteca pubblica universitaria di Ginevra.
CARTEVIVE, Anno 2000 - N1 - Pag. 37-38

GOVANNI MARCHESI, Prezzolini, "La Voce" e il cinema
Il cinema italiano, nato nel 1908-1909, fu oggetto di boicottaggio sia da parte degli intellettuali che degli uomini di teatro. L'unica eccezione è rappresentata da "La Voce", dove gli interventi di Prezzolini costituiscono in quell'epoca le sole riflessioni sul cinema degli intellettuali italiani. Gli interventi di Prezzolini si incentrano, fra l'altro, sulla funzione documentaria del cinema (in occasione della guerra in Libia) e sull'introduzione della censura cinematografica e la sua funzione.
CARTEVIVE, Anno 2000 - N1 - Pag. 45-51

UGO FREYI, La "mosca" di Montale, la sana "bàlia" di Svevo, la "cagna fedele" di Saba e l'amore folle di Althusser
Analizzando gli esempi di donna paragonata ad insetto o animale riportati nel titolo dell'articolo, l'A. riflette sulla visione maschilistica dell'animalità della donna in quanto essere incalcolabile, libero, immediato e spontaneo. Tale 'animalità' non sempre è spregio, come nel caso di Svevo e Saba, può diventare al contrario un modello positivo. Materiale di corredo: a pag. 53 è riportata una foto con la seguente didascalia: "Eugenio Montale e Annalisa Cima a Forte dei Marmi nel 1971".
CARTEVIVE, Anno 2000 - N1 - Pag. 52-56

ROBERTA DE MONTICELLI, Il tempo e il regime musicale della parola Meditazione su un motivo di Paul Valéry e sul "De musica" di Agostino
Muovendosi da un passo di un 'saggio estetico' di Paul Valéry e da un episodio raccontato da Agostino in "De ordine", l'A. medita sul regime musicale della parola associando il movimento, il ritmo leggero del camminare, che Agostino in "De musica" traduce con il termine di danza, alla poesia. La musica diventa nella dottrina estetica l'immagine della parola divina. Questa figura ritmica ossessivamente vuota ispirò anche "Cimitero Marino" di Valéry, come ricorda lo stesso poeta, dando vita a quello che l'A. chiama il 'poema dell'universo'.
INTERSEZIONI, Anno 2000 - N1 - Pag. 5-18

ELENA PICCOLI, Poesia e profezia: origini di un archetipo
Partendo dal racconto della Genesi, in cui da una vittoria della parola tutto ebbe inizio e tutto sembra dover proseguire, l'A. richiama l'attenzione sul termine ebraico 'dabar' che nelle traduzioni correnti della Bibbia corrisponde ad una nuvola di significati differenti che ne costituiscono solo una parte; tra cui: logos, verbum e res. Per l'A. si tratta di un potere che ha attraversato i secoli e non ha ancora esaurito la propria vitalità, in questo senso poesia e profezia, in quanto modelli di produttività sterminata, sono due modalità di un'unica esperienza che affonda le proprie radici in ciò che si definisce natura umana.
INTERSEZIONI, Anno 2000 - N1 - Pag. 19-42

ARIANNA MAIORANI, Blixen e Kierkegaard: dialogo sul seduttore
l'A. illustra la figura del seduttore Herr Cazotte, presentato nel racconto di Karen Blixen dal titolo "Ehrengard", pubblicato postumo nel 1963. La scrittrice danese aveva instaurato un vero e proprio dialogo con Søren Kierkegaard sul tema della seduzione e sulla figura del seduttore, prendendo spunto dal "Diario del Seduttore" del filosofo danese. Secondo l'A. Kierkegaard vede la seduzione come possedere l'animo delle sue vittime, ridurle alla resa assoluta, Herr Cazotte è, invece, una seduttore sia intellettuale che sensuale in cui l'artista ed il seduttore sono inseparabili.
INTERSEZIONI, Anno 2000 - N1 - Pag. 43-58

ANNALISA CAPUTO, L'origine dell'affettività Martin Heiddegger a Marburgo
Con un'apparente provocazione l'A. definisce inizialmente Martin Heiddegger un 'pensatore dell'affettività'. Concentrandosi sul termine Befindlichkeit, centrale nella produzione heideggeriana, e seguendo un percorso storico-filologico l'A. giunge alla traduzione di tale termine con quello italiano 'affettività', esprimendo il tentativo di ricalcare l'etimologia heiddeggeriana ma anche conservando, con l'unicità della parola italiana e la sua strutturazione interna, la composizione tedesca.
INTERSEZIONI, Anno 2000 - N1 - Pag. 59-86

FRANCESCO DE CRISTOFARO, Le segnature dei corpi. Effetti di reale e paradigmi fisiognomici in Verga
L'A. illustra come Verga affidi un messaggio ideologicamente marcato alla rappresentazione zoomorfica e patognomica dei corpi e dei volti dei suoi personaggi.Il corpo è ideologia, l'individuo 'segnato' mostra la lacerante condizione di bilico tra il desiderio dell'uomo e la legge aspra del mondo.
INTERSEZIONI, Anno 2000 - N1 - Pag. 87-112

ENRICO DE ANGELIS, La storia della letteratura come sistema aperto
In seguito alla sua esperienza di autore di una storia della letteratura L'A. propone una riflessone in cui la sistematicità della storia letteraria abbia lo stesso perso del suo carattere aperto e in cui l'associazione di sistematicità e apertura sia sostenuta da un costante richiamo alla responsabilità dello storico obbligato a convivere con l'incessante messa in discussione di se stesso, delle proprie metodologie e dei propri risultati.
INTERSEZIONI, Anno 2000 - N1 - Pag. 115-126

GUIDO M. CAPPELLI, L'umanesimo italiano alla fine del Ventesimo secolo
L'autore segnala il volume "Il Sogno dell'Umanesimo", di Francisco Rico, filologo e letterato spagnolo, uscito nel 1998. Il volume racconta il 'sogno' che fu alla base dell'avventura conoscitiva ed etica degli umanisti: la possibilità di rinnovare i presupposti della cultura riducendola alla sua sostanza storica, al discorso concreto, ribadendo, in particolare, il forte nesso tra tradizione culturale latina e romanza, e 'contesto' sociale e ideologico.
INTERSEZIONI, Anno 2000 - N1 - Pag. 127-141

MICOL ARGENTO, Geometria e scrittura combinatoria in C.E. Gadda
L'A. pone in luce la tecnica combinatoria e il continuo ricorso ad immagini e metafore geometriche nel progetto Gaddiano di ricognizione della realtà a scopo conoscitivo, che rispondono all'esigenza razionale restituire un ordine al caos. Al tentativo di sistematizzare risponde una lingua che esplicita la percezione del dato. In questa immediatezza visiva Gadda è poeta, perché il poeta nella novità delle immagini è sempre creatore di nuovo linguaggio.
INTERSEZIONI, Anno 2000 - N1 - Pag. 143-151

DIANA RÜESCH, Oltre le polemiche di stagione
L'A. commenta le polemiche seguite alla nuova Legge sulle Biblioteche ed alla nomina di un nuovo direttore del Museo Cantonale d'Arte di Lugano. A suo parere i media trascurano i problemi e le urgenze del settore degli archivi e delle Biblioteche statali che necessita di grandi investimenti, sia pubblici che privati.
CARTEVIVE, Anno 2000 - N1 - Pag. 3-5

DIANA RÜESCH, I disegni del Fondo Flaiano in mostra a Bellinzona. Addenda al catalogo 1999
Soffermandosi sui disegni del Fondo Flaiano messi in mostra a Palazzo Franscini a Bellinzona, l'A. propone un percorso satirico-caricaturale che riporta i fatti di quasi mezzo secolo di vita italiana. L'A., inoltre, elenca le dieci opere aggiunte alla mostra dopo l'esposizione di Vigevano del 1999. Materiale di corredo: a p. 10 è riportato un disegno con la didascalia: "Ennio Flaiano, Donna nuda sdraiata su una nuvola, mare e cartello stradale, [1969-70] (89)".
CARTEVIVE, Anno 2000 - N2 - Pag. 5-11

GUIDO CERONETTI, Inattualità di Manzoni
Nell'articolo si riporta una relazione di Guido Ceronetti, letta in occasione di un Convegno di studi manzoniani tenutosi presso la Biblioteca Cantonale di Lugano dal 24 al 26 ottobre 1985. Il testo, conservato presso gli Archivi della stessa biblioteca, è stato riveduto ed integrato dallo stesso autore prima della pubblicazione. Materiale di corredo: a p. 15 è riportata una foto con la didascalia: "Guido Ceronetti a Trivero, aprile 1992 (foto Rino Ferla, Trivero; Fondo Ceronetti Lugano)".
CARTEVIVE, Anno 2000 - N2 - Pag. 12-19

FLAVIO CATENAZZI, Il libri aperti di Felice Filippini
L'acquisizione da parte degli Archivi di Cultura Contemporanea della Biblioteca Cantonale di Lugano del fondo costituito dalle carte di Felice Filippini rappresenta un'occasione per ripercorrere la formazione e la produzione dello scrittore. L'A. si sofferma in particolare sul romanzo "il Signore dei poveri morti", di ispirazione vittoriniana. Materiale di corredo: a p. 15 è riportata una foto con la didascalia: "Felice Filippini (1917-1988) in un'immagine del 1944 circa (Foto proprietà Dafne Salati Filippini, Lugano-Savosa)".
CARTEVIVE, Anno 2000 - N2 - Pag. 20-27

ALBERTO CAVAGLION, Notizie su Angelo Ancona (1857-1917)
Ispirandosi alle antiche foto di famiglia l'A. ripercorre la vita del bisavolo Angelo Ancona, cugino di Elio ed Ettore Schmitz. l'A. ci propone le corrispondenze tra Angelo Ancona e Zeno Cosini, inerenti sia la personalità che alcune circostanze biografiche, Materiale di corredo: sono riportate tre foto con le seguenti didascalie: p. 29: "Angelo Ancona e Pia Cingoli con la piccola Emma, 26 giugno 1902 (Foto proprietà Alberto Cavaglion, Torino)"; p. 31: "Giuditta Moravia, 22 gennaio 1891 (Foto proprietà Alberto Cavaglion, Torino)"; p. 33: "Angelo Ancona e Pia Cingoli con Walter, Ortensia, Emma, Elvira (Foto proprietà Alberto Cavaglion, Torino)".
CARTEVIVE, Anno 2000 - N2 - Pag. 28-34

BARBARA COLLI, L'Archivio di Vittorio Sereni
In occasione della pubblicazione dell'edizione critica delle Poesie di Sereni è stato effettuato un lavoro di ordinamento e di riconoscimento delle carte contenute nell'archivio dello scrittore, ora in possesso del Comune di Luino. Sono state portate alla luce, tra l'altro, le prose e circa seimila lettere scambiate con suoi illustri contemporanei. L'A. riporta infine la bibliografia di Sereni dal 1941 al 1998. Materiale di corredo: a p. 37 è riportata una foto con la didascalia: "Vittorio Sereni alla Televisione della Svizzera Italiana (Foto tratta dal catalogo della mostra "Dove infinita trema Luino" […])".
CARTEVIVE, Anno 2000 - N2 - Pag. 35-41

DIMITRI DE POL, Guido Ceronetti: Notturno veneziano. Un occhiale malinconico sulla laguna
Traendo spunto da alcuni brani su Venezia tratti da "Albergo Italia" di Guido Ceronetti l'A. vede lo scrittore testimone dell'esilio della bellezza interiore in un luogo sovrabbondante di bellezza esteriore, come avviene per le cronache dei suoi viaggi in Italia, in cui descrive un paese facilone e scioccamente ottimista in cui si muove da viaggiatore triste e solitario.
CARTEVIVE, Anno 2000 - N2 - Pag. 42-46

LUISA SCHIPPA, La vita di Aldo Capitini dagli anni della giovinezza fino alla morte
L'A., presidente della Fondazione Aldo Capitini, ricorda la formazione, le opere e le iniziative sociali di questo studioso impegnato nella comunicazione dei propri valori e nella creazione di una società aperta. Fu, infatti, fondatore nel 1944 del Centro di Orientamento Sociale e nel 1946 del Centro di Orientamento Religioso nonché autore di saggi sulla pace e la nonviolenza. Materiale di corredo: a p. 49 è riportata una foto con la didascalia: "Aldo Capitini ritratto a Perugia nell'ultimo periodo della sua vita (Fondazione Centro Studi Aldo Capitini, Perugia)".
CARTEVIVE, Anno 2000 - N2 - Pag. 47-52

SILVIO RIOLFO MARENGO, Per Lucio Fontana
Vengono presentati i vari contributi che compongono il fascicolo, per la maggior parte dedicati alla memoria di Lucio Fontana, artista nato nel 1899 e spentosi nel 1968. Per ricordare il centenario di Fontana si sono svolti in Italia e all'estero numerosi convegni, dibattiti e manifestazioni d'arte e "Resine" dal canto suo commemora l'illustre artista con i contributi di amici ed estimatori.
RESINE, Anno 2000 - N83 - Pag. 1

STEFANO VERDINO, Per Angelo Marchese
Commemorazione di Angelo Marchese, scomparso nel gennaio 2000. Critico letterario e saggista, amico di Adriano Guerrini, Marchese ha collaborato a lungo con "Resine".
RESINE, Anno 2000 - N83 - Pag. 71

MARIA LUISA SPAZIANI, Due poesie d'amore
Due componimenti poetici inediti.
SOGLIE, Anno 2000 - N2 - Pag. 3

PETER RUSSEL, Forte come un covone
Componimento poetico in lingua inglese con traduzione italiana a fronte.
SOGLIE, Anno 2000 - N2 - Pag. 4-9

FERNANDO BANDINI, Né regno né fedeli
Componimento poetico.
SOGLIE, Anno 2000 - N2 - Pag. 10-12

KLAUS HØECK, Logonauta in una coscienza moderna
Componimento poetico in danese con traduzione italiana a fronte.
SOGLIE, Anno 2000 - N2 - Pag. 13-29

ALESSANDRA ROMÈ, Rivisitare la poesia degli antichi. Il sentimento della vecchiaia e della morte nella lirica greca arcaica
Analisi sulla ricorrenza del tema della morte e della vecchiaia nei frammenti dei lirici greci arcaici; si confrontano, in particolare, il carme 58 di Saffo e diversi frammenti di Mimnermo in cui i differenti atteggiamenti nei confronti di tale tematica rivelano, a monte, le antitetiche idealità esistenziali dei due poeti.
SOGLIE, Anno 2000 - N2 - Pag. 30-32

LUIGI BLASUCCI, Tempo e penitenza nel "Purgatorio"
Si porta all'attenzione del lettore la tipicità della struttura narrativa della seconda cantica della "Commedia" dantesca: la dimensione temporale governa il secondo regno dove, secondo un punto di vista etico-operativo, il tempo diventa sinonimo di penitenza.
SOGLIE, Anno 2000 - N2 - Pag. 33-46

BRUNO FORTE, Teologia e poesia
Riflessione sulla relazione tra teologia e poesia che trova un possibile punto d'unione nella "parola" - il "Verbo" e la "parola poetica" - su un terreno privilegiato che è quello dell'incontro tra Assoluto e Storia, finito e infinito.
SOGLIE, Anno 2000 - N2 - Pag. 47-50

FAUSTO CIOMPI, Shakespeare, la critica valutativa e la poesia come gergo. Conversazione con Frank Kermode
Si discute su una nuova lettura testuale e linguistica della produzione di Shakespeare evidenziandone alcuni difetti tecnici; si riflette, infine, sull'odierno concetto di 'canone letterario'.
SOGLIE, Anno 2000 - N2 - Pag. 51-56

WILLIAM SMITH, Special Place
Componimento poetico.
SOGLIE, Anno 2000 - N2 - Pag. 76-77

CARLA BENECCHI, Malia notturna, Oasi di Tempo
Due componimenti poetici.
SOGLIE, Anno 2000 - N2 - Pag. 78

EGIDIO INNOCENTI, Dall'alba (Allegretto); Intervallo
Due componimneti poetici.
SOGLIE, Anno 2000 - N2 - Pag. 79-80

PAOLO BERTOLANI, Libi e tòchi da 'A luse
Componimenti poetici in dialetto del Serra.
SOGLIE, Anno 2000 - N3 - Pag. 10-16

MARINA FOSCHI ALBERT, Il ruolo agente in "Peregrina" di Eduard Mörike
Analisi sperimentale di un testo poetico condotta a partire dallo studio delle sue macrostrutture grammaticali.
SOGLIE, Anno 2000 - N3 - Pag. 17-35

FAUSTO CIOMPI, Persistenza dell'inattuale: il caso Larkin in prospettiva verbale ed ermeneutica
Esame di quattro liriche di Philip Larkin "Going" (1946), "Mr Bleany (1955), "Continuing to live" (1954), "The Explosion" (1970), nella prospettiva di sottolineare la classicità di un poeta la cui fortuna perdura immutata dagli anni Cinquanta ad oggi attraversando mutati contesti culturali, trovando lettori tra un pubblico socialmente e culturalmente sempre diverso.
SOGLIE, Anno 2000 - N3 - Pag. 36-55

PAOLO LAGAZZI, Gli occhi di Bertolucci
Ricordo del poeta scomparso Attilio Bertolucci.
SOGLIE, Anno 2000 - N3 - Pag. 56-57

SAURO DAMIANI, Poesia e ... Filosofia
Riflessione sul rapporto tra poesia e filosofia sviluppatosi nei pensatori antichi e moderni attraverso il tempo: dalle origini con la "Metafisica" di Aristotele, dove il confronto tra i due poli è conflittuale e antitetico, fino all'epoca contemporanea quando si arriva a poter parlare di un possibile e vero 'dialogo'.
SOGLIE, Anno 2000 - N3 - Pag. 58-65

ALBERTO ARMELLIN, Premio di poesia "Antica Badia di S.Savino": i testi premiati della XXII edizione
Si pubblicano i testi poetici vincitori del premio letterario "Antica Badia di S. Savino" per la XXII edizione, nelle sezioni poesia edita ed inedita: Ilda Arcelli ("Codici"); Giovanni Chiellino ("Al Molo"); Giovanna Vizzari; Franco Tralli; Giovanni Bottaro ("Lungo il corso dell'Arno"); Raffaele Sciacoviello ("Fervida").
SOGLIE, Anno 2000 - N3 - Pag. 77-80

GIORGIO CAPRONI, "Due inediti" con una testimonianza del figlio Attilio Mauro
Due componimenti poetici inediti accompagnati da una intervista rilasciata dal figlio del poeta dove racconta del suo rapporto col famoso genitore.
SOGLIE, Anno 2000 - N3 - Pag. 3-8

CESARE VIVIANI, Al sole frequente
Componimento poetico.
SOGLIE, Anno 2000 - N3 - Pag. 9

GIANNI D'ELIA, Tre poesie
Tre componimenti poetici dal titolo "Nella rete", "Quel sogno di una cosa", "L'ultimo ricorso".
SOGLIE, Anno 2001 - N1 - Pag. 3-4

FEDERICO CONDELLO, Frammento n. 9
Componimeto poetico.
SOGLIE, Anno 2001 - N1 - Pag. 5

TOBIAS BURGHARDT, Il racconto intermittente
Sei liriche in tedesco con traduzione a fronte italiana corredate dalla "Presentazione" di Paolo Ruffilli.
SOGLIE, Anno 2001 - N1 - Pag. 6-17

MARIO CURELLI, "Dear Signor Cecchi": nove lettere inedite di T. S. Eliot
L'articolo propone alcune missive inedite - appartenenti al fondo Cecchi conservato presso l'Archivio Contemporaneo Vieusseux - che testimoniano il rapporto epistolare intercorso, dal febbraio 1946 al marzo 1956, tra i due maggiori esponenti del Novecento letterario, Thomas Stearns Eliot ed Emilio Cecchi in occasione della traduzione per Mondadori di "Four Quartets".
SOGLIE, Anno 2001 - N1 - Pag. 18-28

TOMASO KEMENY, Dylan Thomas: l'arte di non morire
Esplorazione dell'universo lirico del poeta gallese attraverso alcuni punti fermi della sua poetica: l'origine e l'incanto, tradizione e magia, l'alchimia poetica, l'esorcismo e la profezia.
SOGLIE, Anno 2001 - N1 - Pag. 29-38

FAUSTO CIOMPI, SAURO DAMIANI, "Tutto è vinto, tutto è perso: consuntivo aperto sull'Avanguardia". Intervista ad Edoardo Sanguineti
Edoardo Sanguineti riflette sull'eredità dell'Avanguardia nella situazione culturale odierna, sui suoi rapporti col proprio pubblico di lettori, sulla sua celebre "Antologia della poesia italiana del Novecento", sul suo ultimo libro di poesie "Cose", edito nel 1999. Segue il testo della lirica n. 59 (febbraio 2001) del poeta.
SOGLIE, Anno 2001 - N1 - Pag. 39-50

GIOVANNI CAPECCHI, Un convegno per Aldo Palazzeschi, Firenze, 22-24 febbraio 2001
Resoconto del Convegno Internazionale su "L'opera di Aldo Palazzeschi" svoltosi a Firenze tra il 22 e il 24 febbraio 2001 e promosso dal Dipartimento di Italianistica dell'Università di Firenze, dal Centro Studi Aldo Palazzeschi, dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Firenze, dal Gabinetto Scientifico Letterario Vieusseux e da Rai Teche.
SOGLIE, Anno 2001 - N1 - Pag. 71-73

ALBERTO ARMELLIN, Premio di poesia "Antica Badia di S.Savino": i testi segnalati nella XXII edizione
Si completa la pubblicazione dei testi poetici segnalati nella XXII edizione del Premio di poesia "Antica Badia di S.Savino", insieme ad altre liriche inviate alla rivista da alcuni lettori: Monique Sartor ("Dal deserto"), Giovanna Gelmi ("Parafrasi di fiume"), Davide Valenti ("Negli occhi altrui"), Giovanna Fozzer ("11 ottobre 1998"), Giovanni Palillo ("Alla rupe"), Emiliano Giubileo ("E veloce giù"), Furio Allori ("Memoria"), Pietro Nigro ("E se fossimo dei file"), Marco Siccardi ("Liguri"), Nicolino Longo ("La vetta").
SOGLIE, Anno 2001 - N1 - Pag. 75-76

ALDA MERINI, Corpi come violini
Due componimenti poetici dal titolo "Amore" e "Io ti vedo correre".
SOGLIE, Anno 2000 - N1 - Pag. 3

MASSIMO LIPPI, L'orma del fòco
Tre componimenti poetici.
SOGLIE, Anno 2000 - N1 - Pag. 4-8

ANNA MALTESE BRUSCAGLIONI, Idilli toscani
Dieci componimenti poetici: "C'è pace nell'aria della sera", "La forma alta e snella del cipresso", "Sotto il cielo umido e grigio", "D'un tenue rosa è l'aria della sera", "E' cessata col vento la pioggia", "Le nubi che trascorrono nel cielo", "Come un mazzo di fiori è la mia gioia", "Saranno belli i pavoni", "Da steli di giunchi e rami riarsi", "Sinuosa la strada tra i campi".
SOGLIE, Anno 2000 - N1 - Pag. 9-11

TOMASO KEMENY, Il puer non muore. Piccolo salterio mitomodernista
Sette componimenti poetici.
SOGLIE, Anno 2000 - N1 - Pag. 12-15

ELIZABETH MAC DONALD, L'antica poesia irlandese
Sette componimenti poetici in lingua gaelica risalenti ai secoli VIII-XI d.C. corredati dalla presentazione e traduzione a fronte in italiano di Elizabeth Mac Donald.
SOGLIE, Anno 2000 - N1 - Pag. 16-24

ILDE ARCELLI, Il 'topos' del giardino nella poesia di Franco Scataglini
Analisi della produzione poetica di Franco Scataglini a partire dal ricorrente 'topos' del 'giardino' che pur universale e presente nella letteratura di ogni luogo e tempo acquista nella sua scrittura poetica un valore particolare, quale connotazione dell''altrove perfetto', luogo dell'anima, dell'armonia.
SOGLIE, Anno 2000 - N1 - Pag. 25-28

ELENA SALIBRA, La latitudine della stanza in Rita Baldassarri
Analisi della produzione poetica di Rita Baldassarri (1944-1999) in cui si vuole evidenziare un ideale 'itinerario lirico' come di un unico libro di cui le singole raccolte rappresentano capitoli brevi. L'articolo è corredato da una poesia inedita di Rita Baldassarri: "E la fronte del cielo a rughe nere".
SOGLIE, Anno 2000 - N1 - Pag. 29-49

SAURO DAMIANI, Poesia e 'musica'
Riflessione sul possibile rapporto esistente fra poesia e musica che prende in esame alcuni testi poetici che sono stati oggetto di versione musicale: Francesco Petrarca, Pietro Metastasio, Michelangelo Buonarroti musicati da Franz Schubert, Hugo Wolf, Dmitri Shostakovich.
SOGLIE, Anno 2000 - N1 - Pag. 50-57

PAOLA ITALIA, Varon, Magg, Balestrer, Tanz e Parin. Intervista a Dante Isella
Intervista a Dante Isella sulla mostra bibliografica -da lui ideata- dedicata alla letteratura in lingua milanese, allestita presso la Biblioteca Nazionale Braidense di Milano nel novembre 1999, anno del bicentenario della morte di Parini e tricentenario di quella di Maggi.
SOGLIE, Anno 2000 - N1 - Pag. 58-61

ALBERTO ARMELLIN, Poesie ricevute
Pubblicazione di tre componimenti poetici classificatesi al secondo, terzo e quarto posto nella sezione 'poesia inedita' della XXI edizione del Premio 'Antica Badia di S.Savino': "Al lago di vico" di Enzo Agostino,"Restauri di pelle, di spiriti" di Bruno Centomo, "Un'altra stagione se ne va" di Gian Gabriele Benedetti. Segue una scelta di testi poetici inviati dai lettori della rivista: "A Marcello Pagnini" di Francesco Garramone, "Lentamente partiranno gli stormi" di Gabriel Del Sarto, "Fiori" di Franco Moscatelli, "La notte" di Excilia Saldaña.
SOGLIE, Anno 2000 - N1 - Pag. 78-82

,
Si tratta di spogli di fascicoli di riviste di italianistica pubblicate in Francia e in Italia.
STUDI E PROBLEMI DI CRITICA TESTUALE, Anno 2000 - N1 - Pag. 291-327

CHRISTOPHER KLEINHENZ, American Bibliography for 1999
Bibliografia di studi letterari editi nel Nord America nell'anno 1999.
STUDI E PROBLEMI DI CRITICA TESTUALE, Anno 2000 - N1 - Pag. 329-346

VITTORIO RODA, Il fantasma della pluralità: "Tigre Reale" di Giovanni Verga
Lo studio verte sul confronto della doppia redazione del romanzo verghiano "Tigre Reale" e su un'analisi delle due diverse protagoniste che pone in risalto la calcolata strategia moltiplicatoria dell'autore che adegua la fisionomia femminile alla cifra del composito, del plurale, dell'interna contraddizione e frammentazione.
STUDI E PROBLEMI DI CRITICA TESTUALE, Anno 2000 - N2 - Pag. 99-129

ANDREA DONNINI, Due note a Carducci: "OB II 4 [XXIX] 33-34", "RN LVIII 1-4"
Analisi linguistica e stilistica di due composizioni carducciane tesa ad identificare possibili modelli e contaminazioni: su questa linea si avvicina l'ode "Alla stazione" (da "Odi barbare") ai sonetti del "Canzoniere" del Cariteo, "San Martino" alle "Canzonette Morali VII" del Chiabrera.
STUDI E PROBLEMI DI CRITICA TESTUALE, Anno 2000 - N2 - Pag. 131-142

FRANCESCA RICCI, Tra poeti: il caso Pasolini-Montale
Riflessione sulla polemica di cui furono protagonisti, agli inizi degli anni Settanta, Pasolini e Montale e del suo valore storicamente emblematico. Si legge di Pier Paolo Pasolini l'articolo sulla rivista "Nuovi Argomenti" XXI, 1971 e quattro epigrammi dal titolo "Outis" del 1972, di Eugenio Montale "Lettera a Malvoglio" da "Diario del 1972".
STUDI E PROBLEMI DI CRITICA TESTUALE, Anno 2000 - N2 - Pag. 143-155

PIER LUIGI PIOVANELLI - CLAUDIO ZAMAGNI, Abimelec in visita da Eusebio, Eugenio Montale lettore di un frammento dei "Paralipomeni di Geremia"
Analisi del componimento montaliano "Visitatori" pubblicato all'inizio della seconda sezione di "Diario del '71 e del '72"; lo studio si focalizza sul confronto delle due redazioni manoscritte della lirica e sul tema (che compare in chiusura) della 'leggenda dell'Oasiano' la cui origine, secondo l'ipotesi proposta, è da far risalire all'episodio del sonno miracoloso di Abimelec contenuto nei "Paralipomeni di Geremia", uno scritto apocrifo cristiano del II secolo d.C.
STUDI E PROBLEMI DI CRITICA TESTUALE, Anno 2000 - N2 - Pag. 157-188

,
Si tratta di spogli di riviste di italianistica pubblicate in Francia e in Italia.
STUDI E PROBLEMI DI CRITICA TESTUALE, Anno 2000 - N2 - Pag. 283-310

CHRISTOPHER KLEINHENZ, American Bibliography for 2000
Bibliografia di studi di letteratura editi nel Nord America fino al luglio 2000.
STUDI E PROBLEMI DI CRITICA TESTUALE, Anno 2000 - N2 - Pag. 311-340

PAOLO MELANDRI, Lo "Scipio", Petrarca e i "Nuovi Annales"
Analisi sulle fonti e i modelli classici che sono a base dell'elaborazione storico-letteraria del personaggio di Scipione l'Africano e della sua campagna in Africa utilizzati dal Petrarca nel ritratto contenuto nel "De viris illustribus" e nel poemetto "Africa". La comparazione filologico-linguistica si concentra soprattutto su diversi frammenti enniani i cui echi si leggono in molti passi delle opere dell'umanista aretino.
STUDI E PROBLEMI DI CRITICA TESTUALE, Anno 2000 - N2 - Pag. 5-27

WILLIAM ROBBINS, Antonio Pucci, Guardiano degli Atti della Mercanzia
Biografia dell'ultimo e poco noto periodo della vita del poeta Antonio Pucci dal 1369 fino al 1388, anno della sua morte, attraverso la testimonianza dei documenti redatti alla Mercanzia, il tribunale commerciale di Firenze tardo-medievale dove il Pucci ricoprì la carica di 'Guardiano degli Atti' dal 1371 al 1382.
STUDI E PROBLEMI DI CRITICA TESTUALE, Anno 2000 - N2 - Pag. 29-70

ROBERTO RIGHI, Veleni familiari nella casa padovana di Pietro Bembo
Alla luce della recente edizione critica dell'epistolario bembiano (P. Bembo, "Lettere", a cura di E. Travi, Bologna, Commissione per i testi di lingua, voll. 1-4, 1987-1993) si analizzano alcune lettere inedite del carteggio Bembo-Carlo Gualteruzzi al fine di meglio delineare e chiarificare la vicenda biografica del tentato avvelenamento di Pietro Bembo avvenuto nella sua casa di Padova nel 1530 per mano del nipote Carlo.
STUDI E PROBLEMI DI CRITICA TESTUALE, Anno 2000 - N2 - Pag. 71-85

PAOLA MORENO, Lo sconosciuto "Panegirico in lode di Carlo II" di Gregorio Leti
Analisi codicologica del manoscritto 'Liège, Université, W 77' contenente il "Panegirico in lode di Carlo II" mirante a determinare la reale localizzazione e datazione del volume del poligrafo libertino secentesco Gregorio Leti, a cui fa seguito un'analisi storico-letteraria dell'opera mai comparsa prima in alcuna bibliografia letiana né in alcuno dei cataloghi compilati dallo stesso autore.
STUDI E PROBLEMI DI CRITICA TESTUALE, Anno 2000 - N2 - Pag. 87-97

ENZO GOLINO, Attilio Bertolucci in memoriam. Attilio Bertolucci, poeta e giornalista
L'intervento di Enzo Golino, partendo dalle memorie private e dal volume postumo di prose dello scrittore ("Ho rubato due versi a Baudelaire", Milano, Mondadori, 2000), si sofferma in particolare sull'attività di critico cinematografico di Bertolucci.
ANTOLOGIA VIEUSSEUX, Anno 2000 - N18 - Pag. 102-105

LUCIA TONINI STEIDL, I soggiorni fiorentini di Fëdor Dostoevskij
Il contributo, attraverso una documentata ricostruzione, ripercorre l'intenso rapporto che Dostoevskij ebbe con Firenze, meta di più di uno dei viaggi del romanziere russo. Durante tali soggiorni lo scrittore ebbe modo di frequentare il Gabinetto Vieusseux e di mettere a fuoco, attraverso le letture e gli itinerari artistici condotti nel capoluogo toscano, la relazione tra Europa e Russia.
ANTOLOGIA VIEUSSEUX, Anno 2000 - N18 - Pag. 27-46

FRANCESCO GALLUZZI, I poeti come i pittori. Suono, immagine e memoria in Pascoli
Viene esaminata la presenza nella poesia di Pascoli di numerose suggestioni provenienti dal campo delle arti figurative o della musica.
ANTOLOGIA VIEUSSEUX, Anno 2000 - N18 - Pag. 47-59

LAURA DESIDERI, Le biblioteche d'autore dell'Archivio Contemporaneo del Gabinetto Vieusseux
Il contributo prende in esame alcuni interessanti fondi bibliotecari che sono attualmente custoditi presso l'Archivio Contemporaneo Bonsanti istituito presso il Gabinetto Vieusseux.In particolare si sofferma sulle biblioteche di Ojetti, di Betocchi, di Pasolini, di Penna, ricche non solo di libri ma anche di materiale di vario genere come lettere o autografi.
ANTOLOGIA VIEUSSEUX, Anno 2000 - N18 - Pag. 61-74

NICO NALDINI, Appartenersi è solo questione di tempo
Sono riunite sotto il titolo della poesia che apre la raccolta diciassette liriche in lingua italiana.
ANTOLOGIA VIEUSSEUX, Anno 2000 - N18 - Pag. 75-86

GIUSEPPE LISI, La parete di vetro (tre voci)
Si tratta di un testo narrativo in forma dialogica.
ANTOLOGIA VIEUSSEUX, Anno 2000 - N18 - Pag. 87-94

MARIA DE LAS NIEVES MUÑIZ MUÑIZ, Manzoni epistolografo
L'intervento s'incentra sul volume di Giovanni Albertocchi ("Sull'epistolario di Alessandro Manzoni. Disagi e malesseri di un mittente", Firenze, Edizioni Cadmo, 1997) che, prendendo in esame il ricco epistolario manzoniano, si cimenta nell'impresa di mostrare tutta la varietà degli atteggiamenti del grande romanziere alle prese con la scrittura epistolare.
ANTOLOGIA VIEUSSEUX, Anno 2000 - N18 - Pag. 97-97

GABRIELLA PALLI BARONI, Attilio Bertolucci, in memoriam. Lavori in corso
Il ricordo di Gabriella Palli Baroni, non allontanandosi dalla testimonianza personale, ripercorre i motivi presenti nella poesia di Bertolucci.
ANTOLOGIA VIEUSSEUX, Anno 2000 - N18 - Pag. 97-102

GIOVANNI GUACCERO, MARZIO SIRACUSA, Lettere per il Convegno "Due tre cose sulla musica del secondo Novecento"
Vengono proposte due lettere inviate da Giovanni Guaccero e Marzio Siracusa ad Enzo Siciliano, direttore del Gabinetto Vieusseux, in occasione del Convegno, da questi organizzato, "Due tre cose sulla musica del secondo Novecento" (3-4 ottobre 2000).
ANTOLOGIA VIEUSSEUX, Anno 2000 - N18 - Pag. 106-115

ALESSANDRO VOLPI, La malattia incolpevole. Leopardi contro le certezze della medicina
Viene analizzato il rapporto di Leopardi con la malattia e la convinzione, condivisa dal poeta con alcuni clinici del tempo come Puccinotti, della interdipendenza tra 'umano inclinamento' e 'malattie nervose'.
ANTOLOGIA VIEUSSEUX, Anno 2000 - N18 - Pag. 5-25

GIOVANNI GOZZINI, Editoriale. 'Italia' è parola facile
L'editoriale si sofferma sul rapporto degli Italiani con lo Stato e sul difficile cammino intrapreso sulla strada dell'unione europea.
ANTOLOGIA VIEUSSEUX, Anno 2000 - N18 - Pag. 3-4

RINALDO RINALDI, Il sogno pedagogico del Filarete e i "Convivia mediolanensia" di Francesco Filelfo
Il saggio esamina le caratteristiche del "Trattato di Architettura" del Filarete soffermandosi in particolare sui suoi aspetti pedagogici e sulla figura del Filelfo, amico di Filarete e personaggio dello stesso trattato, mettendo in rilievo il successo dei "Convivia" nell'ambiente sforzesco.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2000 - N1 - Pag. 3-48

ISABELLA NUOVO, La festa tra spettacolo e invenzione: il corteo nuziale di Isabella d'Aragona e Gian Galeazzo Sforza
Il saggio si sofferma sull'importanza che la festa per le nozze principesche assunse in età rinascimentale soprattutto nell'ambito di una strategia politica attenta a propagandare l'esemplarità dell'immagine del principe. Le nozze tra Isabella d'Aragona e Gian Galeazzo Sforza costituirono l'occasione per celebrare il potere sforzesco anche attraverso le ardite sperimentazioni di Leonardo da Vinci, chiamato ad allestire la festa, ed ispirarono esperienze artistiche celebrativo-encomiastiche di vario genere.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2000 - N1 - Pag. 49-69

ARNALDO DI BENEDETTO, "Il Nostro Gran Machiavelli": Alfieri e Machiavelli
Dopo aver esaminato le diverse interpretazioni dell'opera di Machiavelli circolanti nel Settecento, il saggio si sofferma sul rapporto tra Alfieri e l'autore del "Principe" - letto come 'il libro della repubblica', secondo l'interpretazione 'obliqua' di Rousseau. La profonda suggestione esercitata dal segretario fiorentino sull'Astigiano si avverte in particolar modo nel trattato alfieriano "Della Tirannide" in cui si rinvengono puntuali riscontri, sia sul piano dello stile che dei contenuti, con il capolavoro di Machiavelli.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2000 - N1 - Pag. 71-84

CARMELO SPALANCA, Il secolo educatore. Sciascia e la cultura italiana del Settecento
Il saggio richiama l'attenzione del lettore sugli studi teorici dedicati da Sciascia alla cultura italiana ed europea del XVIII secolo e mette in rilievo, attraversando la produzione sia critica che narrativa, il contributo dato dal racalmutese ad una nuova stagione di studi sul Settecento.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2000 - N1 - Pag. 85-110

LEA DURANTE, Avanguardia e realismo in "Luce fredda" di Umberto Barbaro
Il contributo si sofferma sulla produzione, sia narrativa che saggistica, di Barbaro e mette in rilievo il ruolo da lui svolto prima nella stagione delle avanguardie, poi nel movimento del neorealismo, individuando nello sperimentalismo e nel realismo la cifra peculiare della sua attività. In particolare viene esaminato "Luce fredda", l'opera in cui Barbaro realizza il suo progetto di un romanzo che rifletta la quotidianità.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2000 - N1 - Pag. 111-127

AURELIO BENEVENTO, Di Giacomo novelliere
Nel fare il punto della situazione relativamente alla pubblicazione delle novelle digiacomiane, il contributo si sofferma innanzitutto su un 'corpus' di trentadue "Novelle disperse", solo di recente recuperate, appartenenti in larga parte agli anni giovanili di Di Giacomo; poi passa all'esame dei motivi delle raccolte "Pipa e boccale", "Novelle napolitane", "L'ignoto", le tre raccolte novellistiche definite dallo stesso autore.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2000 - N1 - Pag. 129-150

ROSSANA ESPOSITO DI MAMBRO, Tipologia del libro di viaggio nel Medioevo
Il contributo compie un rapido 'excursus' attraverso la letteratura di viaggio nel Medioevo soffermandosi, dopo averne rilevato il carattere ibrido, su alcuni 'libri di ricordanze' e di 'croniche' composti tra Trecento e Quattrocento. Una particolare sezione del saggio è occupata dai ricordi di viaggi in Terrasanta.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2000 - N1 - Pag. 151-161

FRANCESCA LABOMBARDA, Storie di fanciulle: "La Cinciallegra" di Giuseppe Castiglione
Il contributo prende in esame gli sviluppi del tema della fanciulla povera e perseguitata negli autori salentini e, in particolare, nel romanzo "La Cinciallegra" di Giuseppe Castiglione di cui viene proposta un'analisi che dà rilievo all''humus' culturale da cui l'opera stessa trasse origine.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2000 - N1 - Pag. 163-177

CONO A. MANGIERI, Nuovi dubbi su alcune epistole attribuite a Dante
Il saggio si sofferma su cinque delle tredici lettere attualmente attribuite a Dante e ne confuta la paternità che viene invece attribuita a ser Petracco, padre di Francesco Petrarca.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2000 - N2 - Pag. 211-235

ARMANDO BISANTI, A proposito degli Apologhi centum di Leon Battista Alberti
La storia della composizione degli "Apologi centum" viene riproposta ripercorrendo la fortuna che il genere favolistico - e in particolare Esopo - ebbe durante l'Umanesimo.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2000 - N2 - Pag. 237-262

MARINO BOAGLIO, Manzoni: il romanzo dell''innominato' come modello di conversione
Il contributo, attraverso un articolato confronto tra l'edizione dei "Promessi Sposi" e quella del "Fermo e Lucia", prende in esame la figura dell'Innominato la cui vicenda risulta esemplare di quella 'poesia della conversione', da Manzoni più volte tentata, fortemente intrisa di valori morali e civili.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2000 - N2 - Pag. 263-295

DONATELLA FEDELE, La Divina e il Dottor Mistico. Lettere di Eleonora Duse ad Angelo Conti
Vengono pubblicate alcune lettere inviate da Eleonora Duse ad Angelo Conti tra il 1896 e il 1897. Nel saggio che le accompagna sono messi in rilievo non soltanto i vincoli di amicizia tra la Divina e Conti ma anche i rapporti tra quest'ultimo e D'Annunzio, a cui Conti era legato da amicizie comuni e dalla collaborazione agli stessi giornali.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2000 - N2 - Pag. 297-333

TOMMASO PISANTI, Il Corvo e il Cigno. La poesia di E. A. Poe
Partendo dall'immagine del corvo, che segna anche il titolo della più nota raccolta di Poe, viene esaminato il significato della 'blackness' nell'opera del poeta, scandagliata nelle sue ascendenze letterarie; parallelamente viene indagata l'altra componente della poesia di Poe: la tensione verso altezze di bellezza serena e armoniosa.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2000 - N2 - Pag. 335-343

AURELIO BENEVENTO, Le "Cronache" di Salvatore di Giacomo
Nel saggio vengono esaminati gli scritti di 'cronaca' che compaiono nei due volumi digiacomiani "Napoli. Figure e paesi" e "Luci ed ombre napoletane".
CRITICA LETTERARIA, Anno 2000 - N2 - Pag. 345-360

FLORIANO ROMBOLI, Arturo Graf, la scienza positiva, il darwinismo sociale
Nel contributo trova spazio, dopo un breve profilo psicologico di Arturo Graf, una puntuale ricostruzione della sua posizione nei confronti del positivismo. Viene esaminato inoltre l'atteggiamento del critico, diviso tra pessimismo e adesione al socialismo, all'interno del dibattito scaturito dall'estensione della teoria darwiniana al piano sociale.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2000 - N2 - Pag. 361-378

MARCO PAOLONE, Appunti di zoologia manganelliana
Il contributo individua l'importanza delle presenze teriomorfe nell'attività sia critica che letteraria di Giorgio Manganelli alla luce dell'influenza della cultura psicoanalitica di matrice junghiana a cui lo scrittore si avvicinò negli anni Cinquanta.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2000 - N2 - Pag. 379-390

GIOVANNI CARLETTI, L'interesse per la medicina al Gabinetto Scientifico Letterario di Giovan Pietro Vieusseux
Il saggio si sofferma sull'attenzione registratasi a Firenze nei primi decenni dell'Ottocento per pubblicazioni e riviste relative alle scienze mediche. Tale interesse coinvolse in particolare gran numero degli associati - specialisti e non- al Gabinetto di lettura Vieusseux al punto da indurre il suo fondatore ad elaborare un progetto - poi mai realizzato - di una <> con il contributo degli esponenti più illustri della comunità medica regionale.
ANTOLOGIA VIEUSSEUX, Anno 2000 - N16-17 - Pag. 5-37

LUCIA CUSMANO, Lettrici del Novecento. La lettura delle donne attraverso gli abbonamenti al Gabinetto Vieusseux (1900-1909)
Il testo conduce un'indagine sulla consistenza numerica, sulla provenienza sociale e sull'appartenenza linguistica delle lettrici associate al Gabinetto Vieusseux nel primo decennio del Novecento. Vengono inoltre considerati gli orientamenti di gusto espressi dalle abbonate e la loro incidenza sulla politica culturale dello stesso Istituto.
ANTOLOGIA VIEUSSEUX, Anno 2000 - N16-17 - Pag. 39-60

FRANCESCA SANVITALE, Prolusione per Alberto Savinio
Il contributo ripercorre alcune delle più importanti tappe del percorso umano e artistico di Savinio individuando motivi e caratteri salienti della sua opera.
ANTOLOGIA VIEUSSEUX, Anno 2000 - N16-17 - Pag. 61-69

PAOLA ITALIA, Sul dorso del Centauro
Il saggio si sofferma su alcuni scritti inediti di Savinio - custoditi presso l'Archivio contmporaneo del Vieusseux - che rappresentano una sorta di materiale preparatorio al romanzo "Tragedia dell'infanzia". Di questi vengono proposti alcuni brani di "Sul dorso del centauro", originarimente destinato a dare vita ad una seconda parte del romanzo stesso.
ANTOLOGIA VIEUSSEUX, Anno 2000 - N16-17 - Pag. 79-102

ANTONIO DEBENEDETTI, Il Signor Bettì
Il contributo, conducendo una rapida panoramica sugli scritti di Alberto Savinio, ne definisce i caratteri peculiari cogliendo alcune significative consonanze con la parallela produzione pittorica del versatile artista.
ANTOLOGIA VIEUSSEUX, Anno 2000 - N16-17 - Pag. 71-77

ENZO SICILIANO, Editoriale. La vita del 'Vieusseux'
L'editoriale invita ad una riflessione sull'inestimabile valore, innanzitutto morale, rappresentato per gli Italiani dal patrimonio di libri e di carte custoditi presso l'Archivio Vieusseux.
ANTOLOGIA VIEUSSEUX, Anno 2000 - N16-17 - Pag. 3

MARCO SABBATINI, Ermafroditismo linguistico. Gli esordi di Savinio scrittore
Viene proposta una lettura di "Hermaphrodito", il testo che Savinio considerava come il suo esordio letterario, di cui vengono esaminati l'aspetto linguistico e la composita struttura architettonica.
ANTOLOGIA VIEUSSEUX, Anno 2000 - N16-17 - Pag. 103-111

ALESSANDRO TINTERRI, L'avventura colorata di Alberto Savinio
Il testo ripercorre il rapporto di Savinio con il teatro ed esamina la concezione, suggestione del Savinio pittore, di una funzione catartica del colore.
ANTOLOGIA VIEUSSEUX, Anno 2000 - N16-17 - Pag. 113-118

MORENO BUCCI, Alberto Savinio scenografo da Milano a Firenze
Il contributo passa in rassegna l'attività di scenografo di Savinio.Il testo è corredato da otto illustrazioni (sette delle quali riproducenti lavori dello stesso Savinio), utili ad esemplificare le modalità espressive del suo lavoro per il teatro.
ANTOLOGIA VIEUSSEUX, Anno 2000 - N16-17 - Pag. 119-134

MILA DE SANTIS, Savinio compositore per la radio
Il saggio ripercorre l'esperienza di Savinio compositore per la radio soffermandosi su due opere: "Agenzia Fix" e "Cristoforo Colombo". Il testo è accompagnato dalla riproduzione di alcune parti degli spartiti relativi alle composizioni radiofoniche.
ANTOLOGIA VIEUSSEUX, Anno 2000 - N16-17 - Pag. 135-152

STEFANO SIMONCELLI, Morfine
Si tratta di una poesia composta da 15 frammenti lirici.
ANTOLOGIA VIEUSSEUX, Anno 2000 - N16-17 - Pag. 153-160

NINO DE VITA, A luci (La luce)
E' una lirica scritta in dialetto siciliano, accompagnata da una traduzione in italiano.
ANTOLOGIA VIEUSSEUX, Anno 2000 - N16-17 - Pag. 161-165

NINO DE VITA, Patri Pinu (Padre Pino)
E' una lirica scritta in dialetto siciliano, accompagnata da una traduzione in italiano.
ANTOLOGIA VIEUSSEUX, Anno 2000 - N16-17 - Pag. 166-168

FOSCO MARAINI, Italia e Cina
Partendo dalla suggestione esercitata dal volume di Giuliano Bertuccioli e Federico Masini, "Italia e Cina" (Roma-Bari, Laterza 1996), l'intervento offre spunti di riflessione sui rapporti tra Europa ed estremo Oriente dall'inizio dell'Era volgare al Novecento soffermandosi sull'azione dei Gesuiti ed in particolare del gesuita-pittore Giuseppe Castiglione (sec. XVIII).
ANTOLOGIA VIEUSSEUX, Anno 2000 - N16-17 - Pag. 169-172

ERNESTINA PELLEGRINI, Per Marisa Madieri. I racconti rasoterra
Il contributo ripercorre l'esperienza narrativa di Marisa Madieri esaminandola alla luce della ricchezza dell'esperienza umana della scrittrice. Particolare rilievo viene data alle metafora del giardino e della fioritura, presenti in molti punti della sua opera.
ANTOLOGIA VIEUSSEUX, Anno 2000 - N16-17 - Pag. 173-184

MARIA TERESA CACIAGLI FANCELLI, Per Marisa Madieri.Su 'La conchiglia e altri racconti'
L'intervento esamina "La conchiglia", la raccolta che conclude la breve esperienza letteraria della Madieri. Come nucleo portante dell'opera viene individuato il rapporto con il tempo.
ANTOLOGIA VIEUSSEUX, Anno 2000 - N16-17 - Pag. 187-190

ENZO SICILIANO, Per Marisa Madieri. Le radici strappate
Nel ricordare Marisa Madieri, Siciliano si sofferma sulle origini fiumane della scrittrice e sulla delicatezza del suo stile.
ANTOLOGIA VIEUSSEUX, Anno 2000 - N16-17 - Pag. 190-192

UTA TREDER, Per Marisa Madieri. Voci di donne nell'ultima Madieri
L'intervento si sofferma su "La conchiglia", l'ultimo racconto della Madieri, di cui vengono colte le suggestioni legate al mito della Grande Madre.
ANTOLOGIA VIEUSSEUX, Anno 2000 - N16-17 - Pag. 192-196

VANNI BLENGINO, CATERINA RICCIARDI, CAMILLA CATTARULLA, ALESSANDRO CLERICUZIO, Premessa
Illustra l'argomento del volume, in cui sono stati raccolti gli atti del Convegno "Roma e le Americhe: arte, storia e Giubilei" svoltosi a Roma dal 1° al 3 giugno 2000. Roma viene indagata in una prospettiva panamericana ed in un lungo arco di secoli, dalla scoperta ai nostri tempi. Dai vari interventi emerge il ritratto di una città in grado di stimolare approcci letterari, storici, artistici e mondani.
IL VELTRO, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 3-4

ILARIA LUZZANA CARACI, Cultura e reminiscenze classiche nei primi stereotipi americani
Si indaga il processo di ricezione e di assimilazione delle immagini del nuovo mondo da parte della cultura italiana, condizionata dall'influenza delle leggende medievali e delle reminiscenze classiche. Dall'iniziale identificazione dell'America col margine orientale dell'Asia da parte di Colombo (1492), si passa ad una visione più critica ma ancora fortemente eurocentrica in viaggiatori come Vespucci (1499-1500) e Giovanni da Verrazzano (1524), fino alla consapevole impresa di Cook (1776-80).
IL VELTRO, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 7-15

LUISA PRANZETTI, Garcilaso e i Cesari Inca
Viene esaminato il 'topos' dell'identificazione tra Roma e le città degli Incas, quale emerge in opere di cronachisti, primo fra tutti lo scrittore meticcio Garcilaso de la Vega el Inca. Qust'ultimo assume, nei "Comentarios Reales", l'immagine della Roma imperiale per esaltare l'Impero Inca e la fa rivivere in Cuzco, riservando a se stesso il compito di perpetuare la Storia della propria terra.
IL VELTRO, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 17-23

SARA ANTONELLI, La riscoperta dell'America : Carpentier e Pascarella
Viene proposta la rivisitazione del mito di Cristoforo Colombo ad opera di Cesare Pascarella ("Scoperta dell'America",1891)e di Alejo Carpenter ("L'arpa e l'ombra", 1979). La leggendarietà del viaggio si innesta nei confini politici e religiosi dell'epoca dei due scrittori, quali il giacobinismo, i rapporti tra Stato e Chiesa, la necessità, per l'ancora debole regno di Italia, di creare un eroe come garanzia di opportunità economiche ed espansionistiche.
IL VELTRO, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 25-34

LUDOVICO INCISA DI CAMERANA, La Roma al plurale del mondo latinoamericano
Si indaga la complessa interpretazione di Roma da parte del mondo latinoamericano, da una visione sacrale della Capitale della Chiesa cattolica, ad una valorizzazione dell'Urbe depositaria della latinità, fino ad una dissacrazione della città moderna. Alla triplice immagine di Roma si sovrappone la componente sudamericana, presentata come "il prodotto di duemila anni di latinità".
IL VELTRO, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 37-45

VANNI BLENGINO, Le Rome di Sarmiento
Viene presentata la prima elaborazione letteraria di Roma realizzata da uno scrittore latinoamericano. Nella relazione di viaggio di Sarmiento in Italia (1847), Roma è considerata città d'arte, capitale del Cristianesimo, depositaria di un'autorità indiscussa. A questa immagine autorevole Sarmiento contrappone tuttavia una visione più critica, che lo induce a distinguere le "Rome canoniche del turista" dalla deludente "Roma della quotidianità".
IL VELTRO, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 47-56

BIANCAMARIA PISAPIA, Henry James e il palinsesto di Roma
Viene proposta la visione jamesiana di Roma, città stratificata recepita come un palinsesto fatto di antico e di moderno, di laico e di religioso. Le rappresentazioni multiple e gli infiniti punti di vista con cui il James-viaggiatore descrive Roma vengono considerate proiezioni dell'impianto strutturale delle opere dello James-romanziere.
IL VELTRO, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 57-58

TATIANA PETROVICH NJEGOSH, "A great breach with the past": la Roma di Henry James, 1868-1909
Si analizza il rapporto di Henry James con Roma, concentrandosi, soprattutto, sugli articoli pubblicati nel 1873 in "The Atlantic Monthly", "The Nation", "The Galaxy", e su quelli raccolti in "Italian Hours" nel 1909. Negli articoli del '73 James si presenta più reazionario e nostalgico, legato al ricordo di una Roma pittoresca pre-risorgimentale, che, con gli anni, riuscirà a coniugare all'immagine della Roma modernizzata del 1907.
IL VELTRO, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 59-69

ANNA SACCHI, Buffalo Bill a Roma
Si prende in esame il tentativo, compiuto nel 1890 da William F. Cody, di offrire ai romani, con il suo "Buffalo Bill's Wild West", un racconto realistico della frontiera americana. Alla valenza assegnata dagli americani a Roma, considerata simbolo del potere imperiale e di una forza civilizzatrice, fa da contraltare la sufficienza dimostrata dai romani, che reputano Cody non un eroe ma un abile showman e uomo d'affari.
IL VELTRO, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 71-83

CHIARA EVANGELISTA, Tre giovani Bororo in viaggio: dal Mato Grosso a Roma, nel 1898
L'intervento riporta il passaggio a Roma, nel 1898, di tre giovani del gruppo etnico dei Bororo, accompagnati in Italia da missionari salesiani impegnati nell'opera di civilizzazione del Mato Grosso brasiliano. Si coglie una sostanziale divergenza tra la visione salesiana dell'esperienza romana, che si considera ricca di prospettive future, e la visione india della visita alla Capitale, che si rivela deludente e fallimentare, ridotta ad un ricordo futile quale il buon vino italiano.
IL VELTRO, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 85-88

CAMILLA CATTARULLA, Sacro e profano a Roma nelle cronache moderniste di Rubén Dario e José Enrique Rodò
Vengono esposte le impressioni di Ruben Dario e José Enrique Rodò, viaggiatori in Europa tra il XIX e il XX secolo ed esponenti del modernismo. I due scrittori concretizzano la dicotomia sacro-profano, insita nella città eterna, nelle costruzioni di San Pietro e del Colosseo, simboli della religione cristiana e del paganesimo romano.
IL VELTRO, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 89-95

LETICIA PRISLEI, Iosé Ingenieros su "La Nación": Roma come chiave di lettura
Sulla base degli articoli di José Ingenieros, corrispondente del quotidiano "La Nación" e inviato a Roma nell'aprile del 1905, vengono affrontate le problematiche sul discorso giornalistico, sullo spazio dell'intellettuale e sulla contrapposizione fra modernità e tradizione, di cui Roma si rivela una chiara chiave d'analisi.
IL VELTRO, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 97-104

ROSSELLA MAMOLI ZORZI, La Roma di Henry James nel carteggio con Hendrik C. Andersen
Viene presentato il carteggio (1899-1915) tra Henry James e lo scultore norvegese-americano Hendrik C. Andersen, pubblicato di recente. Viene offerta un'immagine di Roma come città dell'arte filtrata dalla "luce dorata" della memoria, vista con nostalgia da un James che associa il ricordo collettivo degli intellettuali americani al rimpianto per la città perduta della sua giovanezza.
IL VELTRO, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 105-114

AMANDA SALVIONI, Sirene sotto la pioggia. Lola Mora e la parabola di Roma nell'immaginario artistico argentino
La parabola creativa della scultrice argentina Lola Mora, protagonista della 'belle époque' dannunziana di Roma, viene messa a confronto con l'involuzione della funzione artistica della capitale italiana in territorio argentino, da cardine della formazione per i giovani sudamericani a retrivo centro di produzione.
IL VELTRO, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 117-127

MARIA ANITA STEFANELLI, Edith Wharton, Roma e la "villa suburbana"
I due saggi di Edith Wharton, "The Decoration of Houses" e "Italian Villas and Their Gardens", vengono presentati come studi sull'estetica dello spazio. Nei saggi la villa rinascimentale italiana, soprattutto romana, viene presentata come un complesso unitario ed un corpo architettonico pulsante di vita e di calore, luogo di incontro tra conscio ed inconscio, razionale ed irrazionale, oggetto profondo di riflessione.
IL VELTRO, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 129-137

ANDREA MARIANI, Prospettive angloamericane sui giardini di Roma
Viene studiato il ruolo ricoperto, nella storia della cultura e del gusto, dal giardino come luogo in cui si coniugano realtà/immaginazione, natura/cultura, città/campagna. I giardini romani rientrano in questo discorso per la visione trasmessa al mondo americano di una Roma surrealista ed espressionista, ispiratrice di poeti, scrittori (Pirandello, Gadda, Moravia, Pasolini), registi (Fellini).
IL VELTRO, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 141-154

DANIELA ROSSINI, Americani a Roma nel 1917-19
L'articolo mostra come dalla nascita del mito americano e dall'ascesa di Wilson dopo Caporetto, avvenute grazie soprattutto alla campagna propagandistica ed assistenziale promossa dagli Stati Uniti in Italia nel 1917-19, di cui Roma divenne fulcro attivo, si passò alla diffidenza del presidente americano verso il governo italiano, atteggiamento che avrebbe portato allo scoppio della questione di Fiume.
IL VELTRO, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 155-163

CARLO SEVERATI, Roma e le Americhe alle soglie della modernità architettonica
Si analizza il radicale ribaltamento di ruolo subito da Roma nel pensiero architettonico americano dall'inizio del XIX secolo, quando la Capitale si era già ridotta a repertorio di modelli, fino alla fine degli anni Quaranta, quando, grazie alla modernizzazione latinoamericana e canadese, le nuove realtà divennero addirittura elementi chiave per gli orientamenti dell'architettura romana.
IL VELTRO, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 165-178

MATTEO SANFILIPPO, Dal Québec a Roma per il Giubileo del 1950
Il Giubileo del 1950 viene considerato non solo un evento in grado di stimolare un'intensa attività memorialistica, ma anche un'occasione storica per consolidare i contatti tra i cattolici italiani e le élites cattoliche del Québec, che si erano avvicinate alla Roma papale per assumere un tratto distintivo della propria identità nei confronti dell'immigrazione anglo-celtica e della vicinanza protestante degli Stati Uniti.
IL VELTRO, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 181-188

ILARIA MAGNANI, La Roma del ritorno: una città negata
Viene esaminata la nuova tipologia di turismo che interessa Roma nel Novecento, costituita da immigrati sudamericani che visitano il paese natale, da immigranti di ritorno e da esiliati. La visione di Roma che emerge dai resoconti di questi viaggiatori si mescola di volta in volta con ricordi nostalgici e con impressioni di estraneità e di sovrapposizione di spazi tra la patria di origine e quella di adozione.
IL VELTRO, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 189-197

NICOLA BOTTIGLIERI, Neruda a Roma
Nell'intervento si tenta una ricostruzione del viaggio di Neruda in Italia nei primi anni Cinquanta e si riflette sui versi che il poeta cileno dedica alla natura italiana nel libro scritto a Capri, "Las uvas y el viento". L'adesione profonda ai prodotti della terra, quali l'uva caprese e le olive di Frascati, viene considerata apertura verso i valori più autentici del mondo contadino (pace, lavoro, solidarietà, amore).
IL VELTRO, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 199-206

CATERINA RICCIARDI, La primavera romana di Tennessee Willams
Si descrivono i rapporti intercorsi tra Tennessee Williams e i rappresentanti della cultura italiana degli anni Cinquanta, in particolare Luchino Visconti e Anna Magnani. Il romanzo "The Roman Spring of Mrs Stone" (1950), considerato il frutto dell'esperienza romana di Tennessee, viene confrontato con altre opere americane ambientate a Roma, soprattutto "The Marble Faun" (1860) di Nathaniel Hawthorne.
IL VELTRO, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 207-216

ALESSANDRO CLERICUZIO, La Roma in celluloide di Wyler, De Sica e Minghella
Vengono esaminati i film "Vacanze romane", "Stazione Termini" e "Il talento di Mr. Ripley", prodotti tra il 1953 e il 1955 rispettivamente da William Wyler, Vittorio De Sica e Anthony Minghella. Nei tre film, che uniscono Roma all'America, la città eterna diviene sinonimo di libertà, dove personaggi ambigui e insoddisfatti trovano un'illusoria possibilità di fuga, dissolta dal riemergere delle proprie responsabilità.
IL VELTRO, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 217-225

ANNA MARIA PICCOLI, Roma, l'America del cinema. Percorsi cinematografici latinoamericani da Zavattini a García Márquez
Viene indagata la funzione assunta da Roma come tappa fondamentale per i cineasti latinoamericani (cubani, messicani, argentini), alla luce della lezione neorealista nel decennio 1965-75. Si assume come punto di riferimento uno dei "Dodici racconti raminghi" di Gabriel García Márquez, "La Santa", in cui la vita degli studenti latinoamericani di cinematografia si intreccia con la lezione del maestro del neorealismo Cesare Zavattini.
IL VELTRO, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 227-232

VALERIO MASSIMO DE ANGELIS, La leggerezza delle pietre: identità disperse in "The Second Stone" di Leslie A. Fielder
Il primo romanzo di Leslie Fiedler, "The Second Stone" (1963), viene letto come un'allegoria estesa della dispersione dell'identità nella società globalizzata dell'era postmoderna. Sullo sfondo di un convegno romano sull'amore agli inizi degli anni Cinquanta, vengono sfatati sia i miti della Roma imperiale come centro di un potere totalizzante sia la saldezza americana dopo la seconda guerra mondiale.
IL VELTRO, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 233-240

MARIA CATERINA PINCHERLE, L'amore per Roma di Afonso Arinos de Melo Franco
L'intervento prende in esame la rievocazione del primo viaggio fatto a Roma da Afonso Arinos de Melo Franco, diplomatico brasiliano, nel 1925, quale traspare in "Amor a Roma" (1982), libro di memorie e saggio storico. Il libro persegue il duplice scopo di far rivivere i luoghi conosciuti e amati e di far conoscere la città eterna ai connazionali in crisi, indicando nel viaggio a Roma un insegnamento universale, valido 'dal passato al presente'.
IL VELTRO, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 243-246

UGO RUBEO, William Demby nelle "Catacombe" di Roma
Si offre un confronto intertestuale tra "The Catacombs" (1965) di William Demby, la tragedia shakespeariana di "Antony and Cleopatra", "The Marble Faun" di Hawthorne e "Daisy Miller" di Henry James. La struttura asimmetrica di questi racconti "in progress" viene giudicata funzionale al tema del contrasto presente - memoria in una Roma stratificata, mentre lo spettacolo desolante delle rovine romane diviene simbolo di una decadenza morale estesa a tutto l'Occidente.
IL VELTRO, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 247-253

ETTORE FINAZZI AGRÒ, La città come simulacro. La "Nuova Roma" di Darcy Ribeiro
Si analizza la duplice valenza di Roma quale emerge dall'opera saggistica e narrativa di Darcy Ribeiro, un antropologo brasiliano dei nostri tempi, studioso delle civiltà indigene. Roma si qualifica come ambiguo oggetto d'amore e di disinganno e si offre come un modello da seguire e da superare in vista dell'affermazione delle potenzialità culturali e socio-economiche del Brasile contemporaneo.
IL VELTRO, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 253-258

LUCA BRIASCO, Dal Grand Tour all'atlante: Roma in "The Atlas" di William Vollmann
L'intervento dimostra come nella raccolta di frammenti "The Atlas" (1996), scritti dal giornalista William T. Vollmann, emerga la drammaticità del nuovo disordine mondiale. Nella raccolta, paradossale versione del "Grand Tour", Roma viene vista come spazio decentrato a favore di nuovi epicentri, come i Balcani e il Medio Oriente, e chiave per interpretare le violenze del presente alla luce degli orrori del passato.
IL VELTRO, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 259-267

GIULIA LANCIANI, Roma e il Brasile. Da Anchieta a Chico Buarque de Holanda
Il saggio offre alcuni spunti sui rapporti storici e culturali fra Roma e il Brasile, a partire dai gesuiti José de Anchieta e Antonio Vieira, fino ad arrivare ai giorni nostri, con la presenza, a Roma, dell'intellettuale e poeta Murilo Mendes e degli scrittori João Guimarães Rosa, Chico Buarque de Holanda e Cecilia Meires, e con l'influenza, diretta o indiretta, di poeti italiani quali Ungaretti e Montale, che furono maestri della generazione brasiliana del '45.
IL VELTRO, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 269-275

STEFANIA PICCINATO, Roma e le Americhe
Si analizza la tradizione dei testi letterari americani su Roma, in cui la città diviene simbolo polivalente, riflettendo una costruzione d'identità che si edifica su un'esperienza americana varia perché fondata su distinzioni linguistiche e culturali e su discriminanti razziali. In tal senso scrittori afroamericani come Frederick Douglass e Olaudah Equiano vengono analizzati accanto a narratori nordamericani quali Mark Twain e Nathaniel Hawthorne.
IL VELTRO, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 277-280

SAVERIO BELLOMO, "Fiori", "fiorite" e "fioretti": la compilazione storico-mitologica e la sua diffusione
Il genere letterario della compilazione viene spesso indicato con la metafora floreale, che tra il XIII e il XIV secolo si trasferì dalla letteratura latina a quella volgare. Nel basso Medioevo 'fiore' era sinonimo di 'summa', in linea con un intento enciclopedico.
LA PAROLA DEL TESTO, Anno 2000 - N2 - Pag. 217-231

NELLO BERTOLETTI, Alcune note sugli esordi temporali del "Purgatorio"
Il carattere narrativo della seconda cantica si riflette nella natura degli esordi. In essi prevale la continuità diegetica sulla tendenza discretiva e pausativa. Tuttavia un gruppo costituito da otto esordi temporali si segnala per la sua configurazione mediana tra il tipo dell'esordio narrativo e quello dell'esordio-prologo.
LA PAROLA DEL TESTO, Anno 2000 - N2 - Pag. 233-251

NINO BORSELLINO, Il canto dei superbi (Purg. XI)
L'esegesi dell'XI canto del Purgatorio è tra le più controverse, soprattutto a causa dell'interferire della coscienza di Dante in quella ormai ripulita delle anime. Nel contributo si propone un chiarimento dei contenuti etici e un'interpretazione non inficiata da una forzata reverenza al dettato poetico secondo un postulato di permanente congruità strutturale.
LA PAROLA DEL TESTO, Anno 2000 - N2 - Pag. 253-261

LAURA RAMELLO, "Legitur de barbastelo in luxuria": una retroversione latina del Fiore di virtù
Nel contributo si segnala l'esistenza di una curiosa versione del "Fiore di virtù". Si tratta di un "Liber florum virtutum" in latino. L'opera è trasmessa da un solo codice, conservato presso la Biblioteca civica Angelo Mai di Bergamo.
LA PAROLA DEL TESTO, Anno 2000 - N2 - Pag. 263-294

MAURO CURSETTI, Per l'edizione critica del "Guerrin Meschinio" di Andrea da Barberino. 2. Rapporti tra i codici (seconda parte)
Il saggio offre un'indagine sulla tradizione manoscritta del romanzo e fornisce i materiali per un'edizione critica. E' suddiviso in quattro sezioni riguardanti i testimoni più antichi (Ox, R1 e R2) e le loro caratteristiche, i rami a e ß, i codici contaminati.
LA PAROLA DEL TESTO, Anno 2000 - N2 - Pag. 295-339

ISABELLA NUOVO, Il tema della villa in L. Battista Alberti e nella riflessione umanistica: dall'otium letterario allo svago cortigiano (II parte)
L'omonima operetta dell'Alberti ricompone le testimonianze più significative dei 'rei rusticae scriptores' intorno al tema centrale della villa. L'autore, persuaso della perenne validità di tale sistema socio-economico, istruisce il pater familias sulle modalità di acquisto e di gestione di un terreno.
LA PAROLA DEL TESTO, Anno 2000 - N2 - Pag. 341-380

FRANCESCO TATEO, La dignità delle arti in un'epistola del Galateo a Marino Brancaccio
Nell'epistola che il Galateo dedica al cavaliere napoletano Marino Brancaccio si affronta il problema della dignità delle lettere e delle armi.
LA PAROLA DEL TESTO, Anno 2000 - N2 - Pag. 381-414

LUCREZIA LORENZINI, Il crocevia della Sicilia tra le nazioni del Mediterraneo e l'Europa nei secc. XI-XIII
Tra il 1000 e il 1200 in Sicilia si afferma la tendenza a una società multiculturale e l'isola si apre alle nazioni mediterranee e al resto dell'Europa. Questo percorso, alla cui base ci sono le figure di Ruggero II e Federico II, viene esplicitato dal patrimonio documentario, in particolare dalle cronache.
LA PAROLA DEL TESTO, Anno 2000 - N1 - Pag. 7-15

LUIGI BLASUCCI, Per una tipologia degli esordi danteschi
Si analizza la tecnica esordiale dei canti della "Divina Commedia", soprattutto dell'"Inferno", individuando una ripartizione tipologica degli esordi.
LA PAROLA DEL TESTO, Anno 2000 - N1 - Pag. 17-46

DANTE DELLA TERZA, L'agognata e difficile ascesa del pellegrino e il rassegnato riposo delle anime dei negligenti nel IV canto del "Purgatorio"
Si affronta il problema dell'orientamento esegetico nel commento del IV canto del "Purgatorio", considerando il contesto della "Divina Commedia", in particolare i rinvii ai canti immediatamente precedenti e seguenti.
LA PAROLA DEL TESTO, Anno 2000 - N1 - Pag. 47-58

MAURO CURSIETTI, Per l'edizione critica del Guerrin Meschino di Andrea da Barberino. 1.Testimoni, titolo, struttura, diffusione (prima parte)
Il saggio offre un'indagine sulla tradizione manoscritta del romanzo e fornisce materiali per un'edizione critica. È suddiviso in 6 sezioni riguardanti la fortuna dell'opera, la descrizione dei manoscritti, l'elenco delle stampe, la loro distribuzione territoriale, il titolo e la didascalia iniziale dei manoscritti, la struttura del romanzo.
LA PAROLA DEL TESTO, Anno 2000 - N1 - Pag. 59-93

FIORENZO TOSO, Il volgare a Genova tra Umanesimo e Rinascimento: inflessione locale e modelli soprarregionali da Iacopo Bracelli a Paolo Fogliett
La lingua letteraria usata in Liguria tra Umanesimo e Rinascimento è caratterizzata dalla coesistenza di due volgari: uno di ambito regionale, che sfrutta la componente espressiva del dialetto, l'altro di livello non vernacolare, teso a una prospettiva comunicativa più ampia.
LA PAROLA DEL TESTO, Anno 2000 - N1 - Pag. 95-129

ISABELLA NUOVO, Il tema della villa in L. Battista Alberti e nella riflessione umanistica: dall'otium letterario allo svago cortigiano (I parte)
L'omonima operetta dell'Alberti ricompone le testimonianze più significative dei 'rei rusticae scriptores' intorno al tema centrale della villa. L'autore, persuaso della perenne validità di tale sistema socio-economico, istruisce il 'pater familias' sulle modalità di acquisto e di gestione di un terreno.
LA PAROLA DEL TESTO, Anno 2000 - N1 - Pag. 131-149

RINALDINA RUSSEL, L'ultima meditazione di Vittoria Colonna e l'"Ecclesia Viterbiensis"
Nel contributo si tracciano le influenze e i lasciti dei rapporti, intrattenuti da Vittoria Colonna con i membri dell'"Ecclesia Viterbiensis" tra il 1541 e il 1546, in alcuni sonetti composti dalla poetessa nello stesso periodo di tempo.
LA PAROLA DEL TESTO, Anno 2000 - N1 - Pag. 151-166

ROBERTO GIGLIUCCI, Il "Rogo amoroso" e la poesia delle fiamme
Nel contributo si individua la metafora del rogo amoroso quale punto di contatto tra l'Accademia dei pastori tiberini alla fine del Cinquecento (in particolare le "Prose tiberine" del Piccioli) e l'omonima pastorale del Tasso.
LA PAROLA DEL TESTO, Anno 2000 - N1 - Pag. 167-179

GIOVANNI BATTISTA BRONZINI, "Lo Cunto de li Cunti" serbatoio letterario di fiabe popolari
Si individua nell'emblematica parabola di Basile la prefigurazione delle avventure di Bertoldo e dei Bertoldiani e il modello per la struttura dell'intera narrazione favolistica italiana.
LA PAROLA DEL TESTO, Anno 2000 - N1 - Pag. 181-188

MICHELA ROSELLINI, Ricordo di Scevola Mariotti
Si traccia la figura del grande filologo classico venuto a mancare lo scorso 6 gennaio, si descrive la sua produzione scientifica in particolare sulla letteratura greco-latina e si ricorda il suo contributo ad una riflessione storico-critica.
LA PAROLA DEL TESTO, Anno 2000 - N1 - Pag. 181-192

DANTE ISELLA, Appunti per un commento a "Finesterre"
In questo primo contributo a Montale, Dante Isella anticipa per "Resine" il commento di tre poesie fra le più difficili della raccolta "Finisterre".
RESINE, Anno 2000 - N85 - Pag. 5-11

GIULIANA ROVETTA, Jonathan Galassi voce di Montale negli Stati Uniti: Collected Poems 1920-1954.
La Rovetta presenta Jonathan Galassi, uno dei più attenti traduttori di Montale negli Stati Uniti.
RESINE, Anno 2000 - N85 - Pag. 13-25

GIORGIO CAPRONI, Chiose a "La Bufera" e altro di Montale con una nota di Stefano Verdino
Vengono annotate le chiose autografe di Giorgio Caproni alla poesia "La Bufera" di Montale.
RESINE, Anno 2000 - N85 - Pag. 27-32

ROBERTO GARIBBO, I Rensi e l'incoscio
Vien esaminata la ricerca filosofica di Giuseppe Rensi e quella di sua figlia Emilia,riguardo l'inconscio.
RESINE, Anno 2000 - N85 - Pag. 41-46

ANTONELLO PERLI, Sbarbaro e Michelstaedter: rapporti interpretativi
Analisi di un possibile rapporto intertestuale tra Sbarbaro e Michelstaeder due autori appartenenti ai cosiddetti 'poeti moralisti' che nessun contatto ebbero, visto che Michelstaeder si tolse la vita nel 1910, ma entrambi ascrivibili alla corrente'vociana' del primo Novecento.
RESINE, Anno 2000 - N85 - Pag. 33-39

SILVIO RIOLFO MARENGO, Editoriale
Dopo la pubblicazione dei tre fascicoli speciali dedicati a tre scrittrici liguri (Milena Milani, Gina Lagorio, Camilla Salvago Raggi), alla presenza ad Albissola di Lucio Fontana e all'influenza esercitata da Giacomo Leopardi sugli scrittori liguri del Novecento, "Resine" continua ad occuparsi in prevalenza della cultura ligure, e non solo di quella letteraria. Nel fascicolo n. 85 (luglio settembre) 2000 la formula monografica viene sostituita da alcuni blocchi tematici che raggruppano al loro interno saggi, poesie e racconti.
RESINE, Anno 2000 - N85 - Pag. 1

DANIELE ROLANDO, Ateismo, liberalismo e tolleranza erasmiana. La "religione" di Emilia Rensi
Profilo bio-bibliografico di Emilia Rensi, studiosa eclettica di filosofia, anche confrontando il suo stile con quello del padre Giovanni.
RESINE, Anno 2000 - N85 - Pag. 47-53

MARCO BUZZONI, Scienza, arte e musica. A proposito di Kurt Hübner
Profilo di Kurt Hübner, filosofo della scienza e del mito; può essere considerato un esponente di quella corrente relativistica che, a partire dagli anni Sessanta, ha criticato l'epistemologia neopositivistica.
RESINE, Anno 2000 - N85 - Pag. 69-78

DAVIDE PUCCINI, Adriano Guerrini saggista: fra poetica, polemica e didattica
Profilo bio-bibliografico e rivalutazione della figura di Adriano Guerrini - il fondatore di "Resine" - anche come saggista.
RESINE, Anno 2000 - N85 - Pag. 47-53

BEATRICE SOLINAS DONGHI, Sul filo delle riletture
La Solinas Donghi propone alcune personali 'riletture' che riguardano rispettivamente i giardini di Dumas padre ne "Il Conte di Montecristo",il romanzo di Messina, "L'amore negato" e "Emma" di Jane Austen.
RESINE, Anno 2000 - N85 - Pag. 61-68

GIAN LUIGI FALABRINO, Sulle poesie di Giannoni
Sono presentate dall'A. cinque poesie 'genovesi' di Roberto Giannoni,giudicato da più parti tra i maggiori poeti dialettali.
RESINE, Anno 2000 - N85 - Pag. 78-90

ELIO ANDRIUOLI, Tre poesie
Tre poesie inedite di Elio Andriuoli: "Il cinghiale", "Primavera" e "L'anfora".
RESINE, Anno 2000 - N85 - Pag. 91-92

ANTONIO DONADIO, Tre Poesie
Tre poesie inedite di Antonio Donadio: "E poi ritornare significava", "All'ombra della casa del doganiere" e "C'è sempre un nome ad indicar la strada".
RESINE, Anno 2000 - N85 - Pag. 93-94

FRANCESCO DE NICOLA, Ricordo di Cesare Garelli
Breve profilo del Garelli poeta ligure spentosi nel gennaio del 2000.
RESINE, Anno 2000 - N85 - Pag. 95-96

LUCIANO RONCALLI, Cesare
A breve distanza dalla morte di Garelli si muove il commosso ricordo degli amici e tra questi fu Roncalli che scrive un breve ma intenso ricordo.
RESINE, Anno 2000 - N85 - Pag. 97-98

CARLO ARCURI, Diogene.Alla memoria di Cesare Garelli e a Olga
Arcuri dedica dei versi all'amico Cesare Garelli da poco scomparso.
RESINE, Anno 2000 - N85 - Pag. 99

VICO FAGGI, Leggendo Garelli
Vico Faggi pubblica una sua prefazione ad un libro di Garelli che purtroppo non è più stata pubblicata.
RESINE, Anno 2000 - N85 - Pag. 100-102

SILVIO RIOLFO MARENGO, Onestà intellettuale di Garelli
Altra testimonianza di stima per l'onestà intellettuale di Garelli; l'A. sottolinea la sua chiarezza espressiva menzionando una serie di suoi contributi.
RESINE, Anno 2000 - N85 - Pag. 103-104

CESARE GARELLI, Mio padre
Viene pubblicata un brano e una poesia di Garelli.
RESINE, Anno 2000 - N85 - Pag. 105-107

VICO FAGGI, Una poesia di Enzo Mandruzzato
Breve profilo del poeta Mandruzzato con la pubblicazione di una sua poesia.
RESINE, Anno 2000 - N85 - Pag. 111-112

VICO FAGGI, L'acutezza di sguardo nella pittura di Luigi Grande
Breve profilo biografico dell'artista Luigi Grande.
RESINE, Anno 2000 - N85 - Pag. 109-110

DAVIDE PUCCINI, Scelte lessicali ed unità espressiva nella poesia di Ninnj Di Stefano Busà
Breve profilo biobibliografico del poeta Di Stefano Busà.
RESINE, Anno 2000 - N85 - Pag. 115-117

JEAN-FRANÇOIS RODRIQUEZ, Soffici e Severini a Parigi, fra simbolismo e avanguardia: dalla 'Closerie des Lilas' alla 'Brasserie de L'Ermitage' (1900-1914)
Breve tratto di due poeti italiani Soffici e Severini che si erano formati tra simbolismo e avanguardia e che frequentarono, all'inizio del Novecento, caffè letterari a Parigi. In particolare i famosi: Closerie del Lilas e la Brasserie de l'Ermitage.
RESINE, Anno 2000 - N86 - Pag. 5-15

STEFANO VERDINO, Tre poeti al caffè: Sbarbaro, Montale, Caproni
Tre fra i maggiori poeti liguri del novecento: Sbarbaro, Montale, Caproni, hanno frequentato caffè letterari in Genova lasciandone traccia in scritti e versi qui riportati con la presentazione e le note di Stefano Verdino.
RESINE, Anno 2000 - N86 - Pag. 16-18

UMBERTO SILVA, Due caffè a Genova
Ricordo di due caffè letterari a Genova. Il famoso caffè Bardi e il caffè Venchi entrambi chiusi intorno agli al 1960.
RESINE, Anno 2000 - N86 - Pag. 19-22

MARCELLO VENTURI, Caffè Giamaica
A Milano, negli anni dopo la seconda guerra mondiale,ci fu un caffè letterario, il Giamaica, che ebbe sede dalle parti di via Brera ove si incontravano poeti, scrittori ma anche pittori e politici come Bianciardi, Fusco, Fontana, Guttuso, Togliatti.
RESINE, Anno 2000 - N86 - Pag. 23-25

MILENA MILANI, Il Bar Testa di Albisola ieri... e oggi
L'A. ricorda molti artisti genovesi che frequentarono insieme a lei, a partire dagli anni Cinquanta, il Bar Testa, ove una saletta era loro riservata. Molti, da Quasimodo a Rafael Alberti al pittore Aurelio Caminati, furono assidui frequentatori del bar e lo animarono con dibattiti culturali e parallelamente, si susseguivano esposizioni nella rinomata saletta tuttora esistente.
RESINE, Anno 2000 - N86 - Pag. 26-29

LUIGI BETOCCHI, Una galleria d'arte a Bordighera. Rivivono antiche atmosfere accanto al nuovo 'Spazio d'arte' di Stefano Beniamino in Borgo Marin
Betocchi ricorda l'amico Stefano Beniamino che ebbe, dagli anni Cinquanta, uno studio d'arte a Bordighera in Borgo Marina. Molti pittori esteri, italiani e liguri in particolare, esposero in quello "Studio".
RESINE, Anno 2000 - N86 - Pag. 30-32

MICHEL DAVID, Per Maria Pia Pazielli
David ricorda una libraia Maria Pia Pazielli e la sua "Piccola Libreria" fornitissima di libri eruditi, cosa inusuale per un luogo di villeggiatura come Bordighera, che lui e sua moglie ed altri studiosi frequentavano assiduamente tanto da farne luogo di incontro e di scambio culturale.
RESINE, Anno 2000 - N86 - Pag. 33-42

FRANCO LOI, Dialetto e lingua alcuni punti di riflessione
Breve disquisizione sul termine dialetto con riferimento ed annotazioni ad alcuni scrittori quali il Leopardi, il Porta, il Belli.
RESINE, Anno 2000 - N86 - Pag. 43-45

LOI FRANCO, Quattro poesie
Vengono riportate quattro poesia di Loi, che scrive in dialetto genovese, con le relative traduzioni in italiano.
RESINE, Anno 2000 - N86 - Pag. 46-49

STEFANO VERDINO, "Istmi", un laboratorio marchigiano.
Sono presentati testi di poesie inedite di poeti marchigiani che tra l'altro sono redattori di "Ismi" composte negli ultimi anni Novanta.
RESINE, Anno 2000 - N86 - Pag. 51-55

ENRICO CAPODAGLIO, Due racconti
Vengono pubblicati i testi inediti di due racconti del marchigiano Enrico Capodaglio: "Muro del Suono" e "Senza Terra".
RESINE, Anno 2000 - N86 - Pag. 56-64

FELICIANO PAOLI, Quattro Poesie
Sono pubblicate quattro poesie inedite di Feliciani Paoli.
RESINE, Anno 2000 - N86 - Pag. 65-70

MILENA BUZZONI, Il sogno di Giulia
Racconto inedito di Milena Buzzoni.
RESINE, Anno 2000 - N86 - Pag. 71-73

FERRUCCIO SANSA, Poesia
Ferruccio Sansa pubblica questo breve racconto intitolato "Poesia" perchè da essa il racconto è intercalato e dai ricordi.
RESINE, Anno 2000 - N86 - Pag. 74-82

VICO FAGGI, Sotto i ponti
Poesia di Vico Faggi "Sotto i Ponti"
RESINE, Anno 2000 - N86 - Pag. 83

GIOVANNI G. AMORETTI, Ancora sugli inediti leopardiani
Amoretti prende spunto dalla pubblicazione di due poesie inedite 'puerili' apparse sul n. 85 di "Resine" e presentate a Recanati il 29 Giugno del 2000,per parlare ancora della larga eco giornalistica e radiofonica che ha suscitato l'evento.
RESINE, Anno 2000 - N86 - Pag. 85-86

ANTONIO STORACE, Cagni, d'Annunzio e 'la più grande Italia'
I rapporti tra d'Annunzio e Umberto Cagni, militare eroico e avventuroso, celebrati nelle "Canzoni della Gesta d'oltremare" e nel "Notturno".
RASSEGNA DANNUNZIANA, Anno 2000 - N38 - Pag. 35-42

ATTILIO MAZZA, Il nuovo Museo della Guerra al Vittoriale
Intervento polemico sull'ideazione e i criteri di gestione del nuovo Museo della Guerra del Vittoriale.
RASSEGNA DANNUNZIANA, Anno 2000 - N38 - Pag. 43-46

ANDREA LOMBARDINILO, La scomparsa di Guy Tosi, tra i maggiori dannunzisti francesi.
Memoria dell'italianista che studiò i rapporti di d'Annunzio con la Francia e le diverse influenze che la cultura francese esercitò sulla sua opera. Segue una bibliografia degli scritti dello studioso.
RASSEGNA DANNUNZIANA, Anno 2000 - N38 - Pag. 47-48

GIOVANNI D'ALESSANDRO, D'Annunzio-Fauno amatore di ninfe fuggenti
Intervento polemico sopra una presunta patologia sessuale che emergerebbe da un'affermazione del d'Annunzio contenuta nel carteggio con la pianista Luisa Bàccara.
RASSEGNA DANNUNZIANA, Anno 2000 - N38 - Pag. 49

ATTILIO MAZZA, Le dimore della poesia
Intervista a Gilberto Pizzamiglio, segretario e organizzatore dell'Associazione internazionale per gli studi di lingua e letteratura italiana, su un convegno tenutosi al Vittoriale e incentrato sulle dimore dei poeti italiani.
RASSEGNA DANNUNZIANA, Anno 2000 - N38 - Pag. 52

EUGENIO DE SIGNORIBUS, Prose inermi
Sono pubblicate cinque poesie inedite di Eugenio De Signoribus.
RESINE, Anno 2000 - N86 - Pag. 53-55

GUIDO ZAVANONE, La visita
Poesia inedita di Guido Zavanone.
RESINE, Anno 2000 - N86 - Pag. 84

MILENA BUZZONI, Lo "Stundaio" approda a Roma
Recensione della Mostra che si è inaugurata a Roma nell'Ottobre del 2000 inaugurata da Luca Vitone.La mostra , che aveva per tema i genovesi illustri vissuti nella Capitale.
RESINE, Anno 2000 - N86 - Pag. 89-90

PAOLA MALLONE, I "Libretti" di Mugnaini
Breve commento ai "Libretti" di Fabrizio Mugnaini.
RESINE, Anno 2000 - N86 - Pag. 92

GUIDO CERONETTI, Alfabeto radiofonico.
La redazione ha ricevuto da Guido Ceronetti questo alfabeto composto di dodici lettere, letto probabilmente alla radio, a Firenze nel 1997 e ritrovato dallo stesso autore; si tratta di dodici documenti dattiloscritti con correzioni manoscritte autografe, inediti.
CARTEVIVE, Anno 2001 - N1 - Pag. 4-18

ALESSANDRO SPINA, Vanni Scheiwiller, ultimo Don Chisciotte
Vanni Scheiwiller, scomparso nel 1999, ha sempre mostrato una straordinaria operosità e varietà d'impegno. La sua lunga attività di editore illuminato, volta unicamente alla qualità nel lavoro, ha portato alla luce nomi quasi dimenticati. Va inoltre ricordato il suo impegno di critico d'arte, organizzatore di mostre, relatore, traduttore di classici greci e latini. Per il suo modo di restare felicemente inattuale,Scheiwiller può essere a ragione definito 'l'ultimo Don Chisciotte'. Materiale di corredo: a p. 22 è riportata una foto con la didascalia: "Vanni Scheiwiller in un'immagine di Alessandro Spina (foto proprietà A. Spina, Italia)".
CARTEVIVE, Anno 2001 - N1 - Pag. 19-24

ENNIO FLAIANO, Le fotografie
Si propone il racconto "Le fotografie" in omaggio al fotografo Pasquale De Antonio, amico di Ennio Flaiano, scomparso nel 2001 a Roma. Materiale di corredo: a p. 26 è riportata una foto con la didascalia: "In questa fotografia del 1938, da destra: Ennio Flaiano […], Pasquale De Antonis […], Mario Molini, Dante Fradeani, Francesco Paolo Serrano […], e Pietro Barberini (Foto de Antonis, Roma; Fondo Flaiano Lugano)". A p. 29 è riportato un disegno con la didascalia: "prova pubblicitaria disegnata d Ennio Flaiano per Pasquale De Antonis (Foto de Antonis, Roma; Fondo Flaiano Lugano)".
CARTEVIVE, Anno 2001 - N1 - Pag. 25-33

ANTONIO CASTRONUOVO, Ennio Flaiano, satiro in camera
L'articolo analizza il legame tra la natura stanziale di Ennio Flaiano e la sua ironia. Lo stesso Flaiano espresse la sua condizione intitolando "La solitudine del satiro" una serie di articoli degli ultimi giorni della sua vita. Da questi scritti e dal "Diario degli errori" trapela il suo scetticismo nei confronti del viaggio, quasi come se si partisse per farsi del male. Dalla solitudine della sua casa, nella sua camera, Flaiano sa che il tempo fugge comunque; la visione da 'satiri' è la grande ironia che emerge dalla solitudine.
CARTEVIVE, Anno 2001 - N1 - Pag. 34-37

ROBERTO SALEK, Giuseppe Prezzolini:una biografia intellettuale
Percorrendo brevemente i momenti essenziali della vita e dell'opera di Giuseppe Prezzolini, se ne ricostruisce il rapporto con l'autobiografia: è possibile conoscere di lui i rapporti che si stabiliscono tra le sue molte vite, ma non la qualità della sua vita intima, che resta protetta e chiusa nella sua secolare memoria. Materiale di corredo: a p. 40 è riportata una foto con la didascalia: "Giuseppe Prezzolini al tavolo di lavoro nel suo appartamento di Lugano, settembre 1977 (Donazione Giuliano Prezzolini, Archivio Prezzolini Lugano)".
CARTEVIVE, Anno 2001 - N1 - Pag. 38-42

FRANCESCO CHIESA, La tasca di velluto
Viene qui riportato il racconto "La tasca di velluto", apparso in "Cooperazione", settimanale della Svizzera italiana, Basilea, A. LXIII, n. 12, del 25 marzo 1967, p. 7. Materiale di corredo: a p. 44 è riportata una foto con la didascalia: "Francesco Chiesa (Sagno 1971 - Lugano 1973) in una fotografia di Ares Petroli (Mendrisio-Chiasso)" donata da Ugo Frey agli ACC.
CARTEVIVE, Anno 2001 - N1 - Pag. 43-47

UGO FREY, Testimonianza. L'allievo Scomparso di Francesco Chiesa
Angelo Gregorio, scomparso nel 1998 è autore di "Una sceneggiatura e Cinque poesie" pubblicato nel 2000; Gregorio, allievo di Francesco Chiesa, dipinge nella sceneggiatura "L'allievo scomparso" la figura di un preside di liceo in cui si può ben riconoscere Chiesa, essenzialmente per i modi austeri e per l'abituale sicurezza.
CARTEVIVE, Anno 2001 - N1 - Pag. 48-49

GIROLAMO DE LIGUORI, Widar Cesarini Sforza e i suoi corrispondenti (1911-1965)
Nel fondo dedicato a Widar Cesarini Sforza della biblioteca "Umberto Balestrazzi" di Parma è conservata una vasta documentazione, in gran parte formata da lettere di illustri corrispondenti. Nato nel 1886 Widar Cesarini Sforza, era uno dei maggiori filosofi del diritto del suo tempo, l'A. ne mette in luce l'atteggiamento nei confronti della disciplina, quasi sempre in bilico tra la filosofia e la teoria generale del diritto su cui intervengono filosofi, sociologi, italianisti, penalisti, civilisti e pensatori politici. Materiale di corredo: a p. 51 è riportata una foto con la didascalia: "Widar Cesarini Sforza ritratto nel suo studio" (Foto proprietà Annamaria Cesarini Sforza, Roma).
CARTEVIVE, Anno 2001 - N1 - Pag. 50-57

ELENA GURRIERI, L'ultima stagione lirica e metafisica di Piero Bigongiari
La pubblicazione postuma del libro di Piero Bigongiari "La poesia pensa. Poesie e pensieri inediti. Leopardi e la lezione del testo", che contiene scritti, poesie, il diario del 1996 e scritti teorici e critici, è l'occasione per cogliere alcuni aspetti della sua produzione da cui emerge un uomo dall'assoluto ed incondizionato amore per la più piena libertà d'espressione spirituale. Materiale di corredo: a p. 60 è riportata una foto con la didascalia: "Piero Bigongiari (Novacchio, Cascina, Pisa 1914 - Firenze 1997) ritratto da Sacha Harnisch nel 1947 (archivio Piero Bigongiari Firenze)".
CARTEVIVE, Anno 2001 - N1 - Pag. 58-64

DANIELA BARONCINI, Pascoli e Caproni: la vertigine del nulla
Il sentimento del vuoto e la coscienza della vanità del tutto, sono temi centrali nella poesia di Pascoli e Caproni ed in entrambi rinviano, all'idea della morte, quale destino ineluttabile dell'uomo. Vengono evidenziate le similitudini e le corrispondenze tra i due poeti.
RIVISTA PASCOLIANA, Anno 2000 - N12 - Pag. 9-23

ODOARDO BECHERINI, Un'ipotesi sull'unità narrativa di Finestra illuminata
Viene riportato il commento di "Finestra illuminata", collana di Madrigali, dalla cui analisi risulta l'intento del Pascoli di creare all'interno dell'opera un'unità narrativa.
RIVISTA PASCOLIANA, Anno 2000 - N12 - Pag. 25-35

MASSIMO CASTOLDI, Pascoli e Guinizzelli " Al cor gentil ripara sempre amore"
Viene analizzato il commento pascoliano alla canzone di Guido Guinizzelli " Al cor gentil ripara sempre amore ", evidenziandone le analogie e le divergenze rispetto ad altre interpretazioni del componimento.
RIVISTA PASCOLIANA, Anno 2000 - N12 - Pag. 37-75

MARINA MARCOLINI, Considerazioni sul socialismo pascoliano
Viene analizzato il socialismo pascoliano evidenziandone il legame con l'evoluzionismo e le divergenze con le tematiche marxiste, al fine di evitare incomprensioni nello studio dell'ideologia politica del Pascoli.
RIVISTA PASCOLIANA, Anno 2000 - N12 - Pag. 77-98

GIORGIO MARCON, Il transito: metamorfosi e palinsesti
Viene ricostruita la preistoria di "Il Transito" attraverso un accurato confronto lessicale e tematico delle analogie e differenze presenti nei tre autografi pascoliani. Vengono analizzati, inoltre, il platonismo del poeta e le sue corrispondenze con il simbolismo francese.
RIVISTA PASCOLIANA, Anno 2000 - N12 - Pag. 99-127

PATRIZIA PARADISI, Ancora Pascoli narratore
Vengono analizzate le caratteristiche stilistiche e tematiche della narrativa pascoliana rispetto alla produzione poetica, partendo dal testo: G. Pascoli, "La Befana e altri racconti" (a cura di Giovanni Capecchi, Roma 1999). Vengono riportati anche il commento della novella "Il Ceppo" e dei due testi "Un grillo...di gioventù e Giudicchio".
RIVISTA PASCOLIANA, Anno 2000 - N12 - Pag. 129-149

MARIO PAZZAGLIA, Appunti sulle figure della morte nei "Carmina" pascoliani
Vengono analizzati e commentati alcuni aspetti del tema della morte nei "Carmina", accompagnati da citazioni latine, traduzioni e osservazioni, intese a sottolineare la polisemia pascoliana.
RIVISTA PASCOLIANA, Anno 2000 - N12 - Pag. 151-168

THOMAS E. PETERSON, L'omaggio di Giuduci a Pascoli
Viene analizzata la sequenza poetica di Giudici, "Pascoli", in cui le analogie fra i due poeti, quali la casa, gli oggetti, gli affetti, la coincidenza dello stesso nome, permettono ai ricordi della fanciullezza e agli auguri per una vecchiaia tranquilla di sovrapporsi alle riflessioni sul Pascoli.
RIVISTA PASCOLIANA, Anno 2000 - N12 - Pag. 169-180

EMANUELA RAIMONDI, Introduzione al Myrmedon
Viene riportata un'analisi stilistica e contenutistica del poemetto didascalico-allegorico, "Myrmedon", in cui l'interesse zoologico e naturalistico del Pascoli si intreccia con la tematica politico-sociale da sempre cara al poeta.
RIVISTA PASCOLIANA, Anno 2000 - N12 - Pag. 181-198

ALFONSO TRAINA, Giovanni Pascoli. Il ritorno di Augusto ( Reditus Augusti )
Viene ribadita l'importanza del poemetto, "Reditus Augusti", poco considerato dalla critica, ma degno di attenzione per motivi tematici e formali. Se ne riporta la traduzione corredata di note indispensabili alla comprensione del testo.
RIVISTA PASCOLIANA, Anno 2000 - N12 - Pag. 199-202

MARIA TERESA IMBRIANI, " Io cavaliere errante dell'insegnamento ": nuovi documenti su Pascoli a Matera
Viene analizzata l'attività scolastica del Pascoli nel liceo classico di Matera durante il periodo 1882-84. Vengono anche riportate le proposte del poeta per lo studio della letteratura latina e greca e i suoi approfondimenti grammaticali e sintattici.
RIVISTA PASCOLIANA, Anno 2000 - N12 - Pag. 205-226

BRUNA PIERI, Il poeta, l'avvocato, l'enigmista e il prete di campagna. Una lettera inedita di Giovanni Pascoli
Dall'esame e dalla ricostruzione di una lettera inedita del Pascoli è stato messo in risalto un importante aspetto del bilinguismo poetico pasoliano che lo isola dagli imitatori dei testi antichi, ponendolo tra i continuatori dei classici.
RIVISTA PASCOLIANA, Anno 2000 - N12 - Pag. 227-239

CARLA PISANI, Bibliografia della critica pascoliana ( 1997-1999 )
Viene riportato l'aggiornamento della Bibliografia della critica pascoliana relativo agli anni 1997-1999.
RIVISTA PASCOLIANA, Anno 2000 - N12 - Pag. 241-249

PATRIZIA PARADISI, Bibliografia della critica pascoliana. Integrazioni 1921-1999
Vengono riportate le integrazioni riguardanti la Bibliografia della critica pascoliana dal 1921 al 1999.
RIVISTA PASCOLIANA, Anno 2000 - N12 - Pag. 251-255

CARLA PISANI, Dai ritagli alle interviste: Pascoli e i giornali
Viene analizzato il conflittuale rapporto del Pascoli con la stampa, caratterizzato da un atteggiamento di diffidenza e al tempo stesso di 'incontro' con la mondanità. Vengono riportati appunti che testimoniano il profondo coinvolgimento emotivo del poeta per gli avvenimenti di cronaca del tempo.
RIVISTA PASCOLIANA, Anno 2000 - N12 - Pag. 257-288

PAOLO TINTI, Per far cosa degna dell'alta poesia di Giovanni Pascoli: Plinio Nomellini illustratore dei Poemi del Risorgimento
Viene ricostruita la vicenda editoriale dei "Poemi del Risorgimento", in seguito al ritrovamento del carteggio tra Plinio Nomellini, illustratore dell'opera, Giovanni Pascoli e l'editore Zanichelli. Viene rievocato l'ambiente e lo stretto legame che vi era in quegli anni tra il poeta e il pittore.
RIVISTA PASCOLIANA, Anno 2000 - N12 - Pag. 289-321

CARLA LAZZARI, Alcune dediche di Giovanni Pascoli
Vengono riportati i testi donati dal Pascoli alla biblioteca della Scuola Pedagogica di Bologna, in cui il poeta ottenne la cattedra di Letteratura italiana. Viene inserito, inoltre, un excursus sulla storia di tale istituto.
RIVISTA PASCOLIANA, Anno 2000 - N12 - Pag. 323-327

VINCENZO CAPPELLETTI, Per l'Europa dello spirito
In occasione del cinquantenario della Société Européenne de Culture (Venezia, 24 marzo 2000), il direttore della rivista, Vincenzo Cappelletti, in qualità di Presidente della Società, propone un entusiastico ritorno analitico e critico alle origini dell'associazione culturale, e auspica la ripresa di quel dibattito ideologico dei fondatori (Umberto Campagnolo e seguaci), in grado di riscoprire e di ravvivare l'Europa spirituale, fatta di ragione, di etica, di umanità, quell'Europa salutata già dal Croce nel 1932 come "la patria più grande".
IL VELTRO, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 291-297

CESARE VASOLI, Bruno e l'"arte della memoria"
Nell'articolo si indagano le funzioni naturali assunte dalla memoria, concepita come prezioso strumento di dottrina e conoscenza, nella cultura del tardo Cinquecento. Nel processo di confronto e di sistemazione del vastissimo patrimonio di nozioni e dottrine accumulato nel corso degli ultimi tre secoli, la memoria si presenta a Bruno in grado di trasformare la 'sylva' caotica primordiale nell''hortus' ordinato di una nuova 'encyclopaedia' universale.
IL VELTRO, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 299-311

LUISA CARDILLI, L'ospedale di Santo Spirito: ottocento anni di storia
L'intervento si incentra sulle vicende storiche del primo ospedale apostolico fondato nel 1198 da Innocenzo III col beneplacito di Giovanni Senzaterra in Sassia, sul luogo della "Schola Saxonum". Vengono riproposte tutte le tappe più significative di questa struttura ospedaliera, dalle sue origini fino ai giorni nostri, attraverso la rifondazione operata da Sisto IV nel Rinascimento e la costruzione di nuovi complessi architettonici,ecclesiastici e civili, nell'immediato circondario, non escludendo la cultura medica e l'organizzazione sanitaria sviluppatesi intorno all'Ospedale, simbolo di ottocento anni di lotte contro malattie spesso mortali. L'articolo è corredato di riproduzioni di immagini.
IL VELTRO, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 313-330

VINCENZO CAPPELLETTI, Giorgio Baglivi medico tra Ippocrate e Galilei
Il breve articolo si incentra interamente intorno ad una singolare figura di medico, Giorgio Baglivi, vissuto tra Sei e Settecento, che con la sua opera "De praxi medica" si pone in continuità tra la tradizione ippocratea, basata sul principio dell'ipse dixit, e il rigoroso metodo galileiano, incentrato sulla prolungata osservazione dei fenomeni reali.
IL VELTRO, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 335-341

PIETRO BELLASI, I Giacometti: la valle, il mondo
Il saggio è dedicato alla generazione dei Giacometti,artisti vissuti tra l'Ottocento e il Novecento, in bilico tra realismo e surrealismo, e si incentra in particolar modo sulle sculture surrealiste di Alberto Giacometti. Le sculture insistono sulla "ambiguità di possanza, di resistenza e di fragilità delle forme e delle immagini dei grandi rilievi e dei loro elementi" e propongono l'ambiente valligiano e montano quale "metafora cosmica, primaria e epifanica" in cui si mescolano realtà e simbolo in una sorta di analisi antropologica, volta ad esplorare la forza e la debolezza dell'uomo in balia delle passioni. Il saggio è corredato di riproduzioni di immagini.
IL VELTRO, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 343-383

MARCO VITALE, Riflessioni sulla rinascita americana
Ci si interroga sulle ragioni che hanno favorito il formidabile sviluppo di un'America considerata versione originale della modernità, risollevatasi trionfante dalla terribile crisi economica degli anni Settanta. Vengono indicate come basi di un simile processo, iniziatosi con la cosiddetta 'rivoluzione reaganiana', la riduzione del 'big government' (che aveva determinato una pressione fiscale ed un appesantimento della burocrazia) e l'inizio del 'new federalism' (che ha favorito la valorizzazione delle imprese individuali e dell'iniziativa personale).
IL VELTRO, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 389-405

PAOLA SETTI, La cultura protestante nell'"Enciclopedia Italiana"
L'intervento ha come oggetto la ricerca sullo spazio accordato alla cultura protestante ed ai movimenti ereticali nell'Enciclopedia Italiana. L'analisi prende l'avvio dalle voci di più semplice ed immediata lettura, quali "Religione" o "Dio", fino a comprendere lemmi teologici e dottrinali e le svariate denominazioni religiose ed evangeliche, proliferate in Italia dallo Statuto albertino al primo dopoguerra. Si denuncia la scarsa attenzione accordata al protestantesimo da parte degli estensori dell'Enciclopedia, che si sono dovuti confrontare con la pretesa cattolica di imporre la propria impostazione confessionale.
IL VELTRO, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 443-450

FRANCESCO PAOLO CASAVOLA, VINCENZO CAPPELLETTI, DINO BOFFO, SUA EMINENZA JOSEPH RATZINGER, Presentazione dei numeri del "Veltro" su " Il Giubileo dell'Anno 2000"
Vengono riportati gli interventi pronunciati dal prof. Francesco Paolo Casavola, Presidente dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, dal prof. Vincenzo Cappelletti, Direttore del "Veltro", dal dr. Dino Boffo, Direttore del quotidiano "Avvenire", da Sua Eminenza il Cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, in occasione della presentazione, a Roma, del duplice numero del "Veltro" (nn. 1-2 e 3-4, 2000), dedicato a "Il Giubileo dell'anno 2000". Riconosciuto il ruolo fondamentale assunto dalle riviste di cultura quali sedi di dibattiti fecondi e di profonde esperienze, gli intervenuti hanno concordato nel ritenere il Giubileo un richiamo alla "sacralità del tempo", vissuto in comunione con Dio e da Lui concesso, e nel considerare vera Scienza solo quella che aspiri a ripristinare il legame tra gli uomini e il mistero assoluto che li avvolge.
IL VELTRO, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 409-419

GIANFRANCO RAVASI, Codex. I tesori della Biblioteca Ambrosiana.
Per gentile concessione della Direzione de "Il Sole - 24 Ore", viene pubblicato il testo dello scritto di Gianfranco Ravasi, apparso sul quotidiano milanese, il 12 marzo 2000, con il titolo "Emozioni in miniatura". L'articolo presenta l'itinerario proposto dalla mostra "Codex" della Biblioteca Ambrosiana, fondata nel 1607 dal cardinale Federico Borromeo. Riaperta nel 1997 dopo un restauro radicale, la Biblioteca è meritatamente famosa per i numerosi testi greci (Omero, presente attraverso la celebre "Ilias picta", costituita di 51 frammenti pergamenacei con 58 scene dell'"Iliade", Esiodo, Platone, Aristotele, Tolomeo), latini (Sallustio, Cesare, Plinio, Seneca, Aulo Gellio), italiani (il celeberrimo "Virgilio" tutto annotato dal Petrarca, la versione in volgare delle "Storie" di Tito Livio, l'"Etica Nicomachea" di Aristotele trascritta dal Boccaccio). L'articolo è corredato da riproduzioni di immagini
IL VELTRO, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 420-422

GIANFRANCO RAVASI, In Terra Santa. Dallla Crociata alla Custodia dei Luoghi Santi
Viene presentata una grande mostra (Milano, Palazzo Reale, 17 febbraio - 21 maggio 2000)che, con oltre 400 opere di scultura e di pittura, si è proposta di far rivivere mille anni di storia, di cultura, di arte. Tra i dipinti vanno segnalati quelli di Pacher, che raccontano gli avvenimenti della Crociata del 1099. Le opere d'arte, accompagnate da altri reperti archeologici, favoriscono il contatto visivo e culturale con i Luoghi Santi, simbolo dell'incontro e dello scontro di popoli, tradizioni, fedi, che hanno segnato lo sviluppo dell'Occidente e che ancora oggi ne sono alla base.
IL VELTRO, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 422-425

ARNALDO ZAMBARDI, Il percorso poetico-narrativo di Rodolfo Di Biasio
Viene analizzata la doppia espressività di Rodolfo di Biasio, nato come poeta nel '58 e come narratore nel '77, attraverso le principali tappe del suo iter poetico e narrativo, dalle raccolte di poesie "Tramonto" e "La vita degli altri" del '58 e del '60, in cui versifica i ricordi di una fanciullezza trascorsa a Ventosa, in provincia di Latina, ad opere più tarde, sia poetiche che narrative, quali "Poesie dalla terra" del '72, "Il pacco dall'America" e "Le sorti tentate", entrambi del '77, fino a "I ritorni" dell'86, "I quattro camminanti" del '91, e "Patmos", nel '95. L'intero itinerario si svolge all'insegna del più radicale pessimismo , descritto talvolta con caratteri realistici, talaltra denunciato con tocchi fortemente simbolici ed allusivi.
IL VELTRO, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 426-440

ENZO NATTA, Il Festival di Cannes
Vengono sinteticamente commentati i film presentati alla 53° edizione del Festival di Cannes, svoltasi all'insegna del più completo ostracismo al cinema italiano. I pronostici e le premiazioni hanno favorito i film asiatici e comunque non europei, affacciatisi sul nostro continente con novità di proposte e freschezza di idee. Puntando l'attenzione soprattutto su problemi sociali, quali guerre ("Il diavolo alla porta" del cinese Jiang Wen), discriminazioni ("Pane e rose" di Ken Loach), crisi familiari e private ("In the Mood for Love" di Wong Kar-wai o "Dancer in the dark" del danese Lars von Trier, vincitore della Palma d'oro),questi registi hanno optato per un cinema che si fa osservatore, testimone di un'umanità colta in una quotidianità che ne rivela tutta l'autenticità.
IL VELTRO, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 441-442

GIOVANNI FERRERO, In lode di Dante. Sapere astronomico pubblico e tradizione sapienziale nella data di morte di Beatrice
Il saggio, partendo da alcuni versi della "Vita nova" ed attraverso un'esplorazione all'interno del sapere astronomico pubblico e della tradizione sapienzale, giunge a disvelare la fitta trama dei significati che si celano dietro la data indicata da Dante come quella della morte di Beatrice.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2000 - N3 - Pag. 419-438

SIMONE GIUSTI, La 'selce' dalla 'petra'. Per una lettura dei sonetti dell'aura
Il saggio attraversa i componimenti del "Canzoniere" soffermandosi sui versi che affrontano il motivo dell''aura' e di cui vengono proposte diverse possibili chiavi interpretative. Vengono inoltre rilevate le consonanze tematiche, linguistiche e stilistiche tra tali componimenti e le rime petrose di Dante.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2000 - N3 - Pag. 439-458

FABIO DANELON, "I carichi e le incommodità del matrimonio". Immagini coniugali nel Machiavelli letterato e rappresentazione del matrimonio nella pittura del Rinascimento
Partendo dalle arti figurative e dalla considerazione del crescente spazio che, rispetto al Medioevo, acquisisce nella pittura rinascimentale la rappresentazione del matrimonio, il contributo si sposta sugli esiti e sulle implicazioni che il motivo assume nell'opera di Machiavelli - dalla "Mandragola" alla "Favola" e alla "Clizia" - in cui sono riscontrabili numerosi elementi dissacratori e un sostanziale rovesciamento in chiave parodistica del tema degli sponsali. L'articolo è corredato dalla riproduzione di cinque significative rappresentazioni delle nozze nella pittura del Cinquecento.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2000 - N3 - Pag. 459-489

DOMENICO GIORGIO, Per una letteratura del segreto
Il saggio conduce un'indagine sulla presenza del 'segreto' nei testi letterari mettendo a fuoco i significati culturali, etimologici e psicanalitici del termine. Particolare attenzione viene dedicata alla trattatistica tra Cinque e Seicento ed alle accademie di Ruscelli e di Della Porta, sorte con l'intento di indagare i 'secreti' della natura. Lo studio si conclude con un'analisi della figura del 'segretario' e delle mansioni connesse a questo ruolo.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2000 - N3 - Pag. 491-530

VALERIA GIANNANTONIO, Il primo d'Annunzio tra musicalità e mito
Il saggio esamina l'evoluzione della produzione sia poetica che narrativa di D'Annunzio, dalle prime esperienze, ispirate al modello carducciano e verghiano, all'assunzione di altri riferimenti letterari quali i parnassiani o i naturalisti francesi.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2000 - N3 - Pag. 531-545

ROBERTO CARNERO, Settecento arcadico su diabolico filo: "All'insegna del Buon Corsiero" di Silvio D'Arzo
Dopo un breve ricordo di Enzo Comparoni, nome anagrafico del letterato Silvio D'Arzo, l'articolo prende in esame il primo (ed anche unico) libro di cui l'autore riuscì a vedere la pubblicazione, il romanzo "All'insegna del Buon Corsiero". Ambientato nel Settecento, il racconto si incentra sulla enigmatica figura del Funambolo, un personaggio che nel corso della vicenda si carica di valenze simboliche e si intesse di numerosi riferimenti letterari ed artistici.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2000 - N3 - Pag. 547-569

RAFFAELE CAVALLUZZI, Corollari di Sanguineti
L'intervento prende in esame alcuni versi di Sanguineti apparsi nella recente raccolta "Corollario" soffermandosi sui temi e sulle forme, sempre particolarissime, della sua poesia.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2000 - N3 - Pag. 571-575

DANIELA DE LISO, Un sonetto inedito di Eleonora de Fonseca Pimentel
Il contributo dà conto del fortuito ritrovamento di un manoscritto contenente un sonetto inedito di Eleonora De Fonseca Pimentel, "Sull'eruzione vulcanica del monte Vesuvio". Numerosi sono gli argomenti forniti a sostegno sia dell'una che dell'altra possibile datazione della poesia - il 1779 o il 1794, anni in cui si registrarono due diverse manifestazioni eruttive del vulcano - lasciando dunque ancora aperta la questione della sua collocazione temporale. L'articolo è corredato dalla riproduzione fotografica del manoscritto rinvenuto.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2000 - N3 - Pag. 577-587

GIUSEPPINA SEMOLA, Alle radici della "Mirra"
Partendo dal racconto ovidiano delle "Metamorfosi" come modello della "Mirra" alfieriana, il saggio passa in esame le altre fonti classiche di Alfieri senza trascurare le ricostruzioni storiche, favorite dai ritrovamenti archeologici, del luogo dove si svolge la tragedia, Cipro. Terra dominata da contrasti, in quanto incontro tra Occidente ed Oriente, tra mondo razionale e mondo irrazionale, l'isola riflette lo scontro che si svolge nell'animo di Mirra e che travaglia, in fondo, anche l'inquieta esistenza dell'autore.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2000 - N3 - Pag. 589-606

POMPEO GIANNANTONIO, Prefazione
Il Direttore rivolge un riconoscente omaggio a Salvatore Battaglia e ricorda come "Critica letteraria" sia nata nel 1973 come ideale filiazione del periodico da questi fondato e diretto, "Filologia e Letteratura", nell'intento di non disperdere le energie che il Maestro aveva coagulato intorno a sé. L'orgoglio per tale ascendenza e la fedeltà all'originale progetto hanno accompagnato i primi venticinque anni di "Critica letteraria".
CRITICA LETTERARIA, Anno 2000 - N4 - Pag. 629-634

RAFFAELE GIGLIO, Ancora qualche appunto
L'intervento traccia un bilancio dei primi venticinque anni della rivista e ricorda i nomi di alcuni dei più illustri componenti del Comitato direttivo e dei collaboratori susseguitisi nel tempo. A tutti va il personale ringraziamento del Vice direttore di "Critica letteraria" il quale, conducendo una breve disamina sulle sezioni che compongono la rivista, rivendica con particolare orgoglio la novità rappresentata alla sua nascita dalla rubrica "Meridionalia". Concludono l'intervento delle considerazioni di carattere statistico sulla tipologia degli articoli pubblicati dalla rivista dal 1973 al 1997.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2000 - N4 - Pag. 635-637

MARIA TERESA IMBRIANI, Avvertenza all'Indice generale
Vengono esposti i criteri seguiti nell'allestimento delle diverse sezioni di cui si compone l'Indice venticinquennale (1973-1997) di "Critica letteraria".
CRITICA LETTERARIA, Anno 2000 - N4 - Pag. 639-641

, Indice degli autori
Viene presentato l'indice degli autori dei contributi pubblicati da "Critica letteraria" dal 1973 al 1997.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2000 - N4 - Pag. 643-687

, Indice dei soggetti
Viene presentato l'indice dei soggetti che è possibile individuare nei contributi pubblicati da <> dal 1973 al 1997.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2000 - N4 - Pag. 689-779

, Indice dei manoscritti citati
Viene presentato l'indice dei manoscritti oggetto d'indagine negli articoli pubblicati da "Critica letteraria" dal 1973 al 1997.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2000 - N4 - Pag. 781-790

, Indice dei libri recensiti
Viene presentato l'indice dei curatori, dei prefatori e dei traduttori dei libri recensiti in "Critica letteraria" negli anni 1973-1997.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2000 - N4 - Pag. 791-838

, Indice dei curatori, prefatori e traduttori dei libri recensiti
Viene presentato l'indice degli autori delle recensioni pubblicate da "Critica letteraria" negli anni 1973-1997.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2000 - N4 - Pag. 839-841

GIOVANNI BOTTIROLI, La bellezza tra estetica e politica. Una riflessione
L'A. si sofferma sul rapporto fra verità artistica e pensiero morale, sottolineando la specificità della bellezza estetica, la quale produce un piacere senza interesse, rispetto a quella meramente percettiva, e mette in guardia contro la tendenza semplificatrice del relativismo in fatto di giudizio estetico.
MODERNA, Anno 2000 - N1 - Pag. 11-20

GUIDO GUGLIELMI, Canone classico e canone moderno
Il critico mette in discussione il concetto di canone letterario a partire da Eliot e Leopardi, per poi rilevare la profonda frattura compiuta dalle avanguardie storiche in relazione a un concetto di arte come 'limitata': la modernità si confronterebbe con un universo apparentemente senza confini, grazie anche alle possibilità offerte dai nuovi mezzi di elaborazione elettronica, giungendo tuttavia a rivalutare il ruolo della critica nella costruzione di un canone letterario necessario.
MODERNA, Anno 2000 - N1 - Pag. 21-37

GUIDO BALDI, Crisi del soggetto e maschera estetica nel "Piacere"
L'A. individua nel romanzo dannunziano il tramonto del soggetto sommerso dalla forza dirompente di un eros esuberante. "Il Piacere" segnerebbe in particolare l'anticipazione di un eroe superomistico già sbozzato in nuce nella figura dell'artista, del faber.
MODERNA, Anno 2000 - N1 - Pag. 41-65

LUISA VILLA, Ethos professionale, speculazione e affetti domestici: "Chance" di Joseph Conrad
La studiosa affronta la maturità artistica del romanziere anglofono per indagare la rappresentazione del soggetto nel mondo sfibrato delle speculazioni finanziarie tipiche dell'ultimo Ottocento.
MODERNA, Anno 2000 - N1 - Pag. 67-98

GIOVANNA CALTAGIRONE, Dagli "Exitus illustrium virorum" alla tanatografia novecentesca. "Narrate, uomini, la vostra storia" di Alberto Savinio
La studiosa propone una lettura dell'opera saviniana del 1942, recuperando le fonti classiche sulle morti illustri ampiamente traversate dal multiforme artista, e iscrivendo "Narrate, uomini, la vostra storia" nel genere della tanatografia.
MODERNA, Anno 2000 - N1 - Pag. 99-108

ROMANO LUPERINI, Il punto sul dibattito
L'A. nel ricostruire le fasi della 'crisi della critica letteraria', rivendica le ragioni storiche di un impasse finanche socio-culturale.
MODERNA, Anno 2000 - N1 - Pag. 153-156

LUCA LENZINI, A luci spente. Appunti e domande per un bilancio
Lenzini prende spunto dal volume di C. Segre, "Per curiosità" per tentare un consuntivo su una intensa stagione meta-interpretativa, che tenga conto degli approdi di Paolo Fabbri, "La svolta semiotica", del lavoro di Antonio Barbuto, "Dossier sulla critica", di quello di Remo Ceserani, "Guida allo studio della letteratura", e di Massimo Onofri, "Ingrati maestri"
MODERNA, Anno 2000 - N1 - Pag. 157-168

PAOLO RAMBELLI, Il principio formale della senilità nell'opera narrativa di Svevo
Attraverso la chiave dell'ironia, intesa come strumento per segnalare lo scollamento dell'operazione artistica rispetto alla realtà sensibile, P. Rambelli ripercorre l'opera di Svevo, rintraccinado nei romanzi "Una vita", "Senilità", "La Coscienza di Zeno" e "Il Vecchione" una messa in discussione della figura dell'intellettuale e sulla possibilità di intervenire attraverso l'arte sul mondo.
MODERNA, Anno 2000 - N1 - Pag. 109-141

FRANCO BRIOSCHI, Il disagio della teoria letteraria
L'A. suggerisce una ripresa del dibattito teorico intorno al concetto di testo letterario, e allo statuto dell'interpretazione critica, sollecitando un confronto fra la teoria della letteratura e la critica letteraria.
MODERNA, Anno 2000 - N1 - Pag. 145-147

NIVA LORENZINI, La crisi della critica
Lorenzini affronta il dibattito sulla crisi della critica, inviduadone le cause, da un lato nell'irresponsabile specialismo degli addetti ai lavori, dall'altro nel venir meno di una ricerca in campo teorico, infine nella carenza di singoli e puntuali carotaggi soprattutto sulla poesia del secondo Novecento.
MODERNA, Anno 2000 - N1 - Pag. 149-152

MARIO GABRIELE GIORDANO, Il mestiere di donchisciotte
Un concorso di poesia, conclusosi con un clamoroso errore (non riconoscendo un testo di Giuseppe Ungaretti), dà origine ad una polemica contro l'editoria, italiana e francese, le commissioni di concorsi e Premi letterari di ogni livello. Sotto accusa viene messo il potere di persuasione dei mass-media, responsabili, a volte, di vere e proprie 'beffe'. Viene citato il caso del Nobel all'attore Dario Fo.
RISCONTRI, Anno 2000 - N1 - Pag. 5-8

SANGIULIANO, Leopardi secondo un modello esistenzialista
Il saggio riporta un testo letto all'Università di Buenos Aires il 26 agosto 1999.È un tentativo di evidenziare nella poesia leopardiana una serie di 'coincidenze'per stabilire 'l'equivalenza topica' fra Giacomo Leopardi e Martin Heidegger, proponendo in tal modo una lettura in chiave esistenzialista del poeta di Recanati, da cui si evince una 'anticipazione del pensiero europeo'.
RISCONTRI, Anno 2000 - N1 - Pag. 9-18

AURELIO BENEVENTO, Il "Teatro" di Salvatore di Giacomo
Lo studio esamina l'interesse del di Giacomo per il teatro, terzo filone nella produzione artistica (1889-1909), in realtà precedente alle Novelle e alle Poesie, come è testimoniato dai lavori critici. Nella seconda parte del saggio, invece, l'Autore evidenzia il legame tematico dei drammi con le novelle.
RISCONTRI, Anno 2000 - N1 - Pag. 19-34

DANIEL URRUTIA, I codici infranti dell'esegesi " Fuoco Pallido" di Vladimir Nabokov
Il volume di Umberto Eco, "Opera Aperta", è il punto di partenza per applicare un'indagine semiotica alla poetica del romanzo di Vladimir Nabokov, "Fuoco Pallido" (1962),(in esso è presente un componimento di 999 versi). Il saggio rivela una ricerca di segnali che caratterizzano il percorso di lettura distinto da differenti prospettive di analisi fino ad infrangere i codici dell'esegesi.
RISCONTRI, Anno 2000 - N1 - Pag. 35-52

FERRUCCIO MONTEROSSO, Gli studi trentini di Graziano Riccadonna
È una panoramica degli studi di Graziano Riccadonna, da cui si evince la varietà degli argomenti affrontati nel suo percorso culturale e letterario, riflesso degli orizzonti storico-culturali legati all'amore per la realtà trentina. Si occupa della rivista "Judicaria" (nata nel 1985), dagli interessi 'pluridisciplinari'. La seconda parte dell'articolo è dedicata al volume "Il mito dell'Università (Gli studi trentini e le origini dell'Università di Trento)" (1999).
RISCONTRI, Anno 2000 - N1 - Pag. 93-96

FRANCESCO D'EPISCOPO, Franco Riccio oltre le 'lacerazioni'
Contributo dedicato alla poesia di questo poeta calabrese, rappresentata dalle seguenti raccolte: "I giorni dell'ansia" (1984), "Lacerazioni" (1989), "Parole per dirsi" (1994) e "Vita minore" (1999). Una poesia che comunica emozioni legate a frammenti della propria esistenza, regolata dal dolore e dal desiderio di lasciare un segno o la memoria di sé. Riccio, come, Leopardi, è tormentato 'dal tarlo dell'immortalità'.
RISCONTRI, Anno 2000 - N1 - Pag. 96-98

RENATA VITI CAVALIERI, "La trasparenza del valore" di Vittorio Stella
Si tratta di un volume che raccoglie saggi editi e inediti dell'ultimo ventennio sul ruolo dell'estetica filosofica nell'opera di Croce. Si indaga sulla presenza del filosofo napoletano nella filosofia del Novecento. Grande rilievo viene dato ai numerosi carteggi da cui emerge la capacità di Croce di intrattenere rapporti intellettuali con amici e studiosi; significativo quello con Borgese.
RISCONTRI, Anno 2000 - N1 - Pag. 99-102

FILIPPO DE JORIO, Nozze abortite e matrimoni bizzarri. La sorella Paolina... e le altre
Si tratta di una casistica di matrimoni 'bizzarri', di nozze interrotte o portate a termine felicemente. Tra i numerosi esempi l'autore cita quello di Paolina Leopardi, per la quale il poeta compose una canzone, nel 1821, in vista delle nozze mai celebrate. Seguono altri casi tutti ricavati dalla storia, noti e meno noti.
RISCONTRI, Anno 2000 - N1 - Pag. 103-107

GIUSEPPE DE MARCO, Renzo Negri: dissimilatio, humanitas e pietas
Si propone un'indagine-lettura della esigua ma significativa produzione poetica di Renzo Negri (pubblicata da Davide De Camilli). L'opera negrina riflette l'esperienza umana e poetica di un uomo che affida alla poesia 'un commosso addio' alla vita, attraverso un viaggio poetico ed esistenziale in cui la 'pietas' prevale sull'elemento satirico iniziale, avendo sempre come centro della sua lirica, 'l'humanitas'.
RISCONTRI, Anno 2000 - N1 - Pag. 53-67

GABRIELLA SAGLIOCCHI TEDESCO, "Per conoscere Croce"
"Per conoscere Croce" è un volume curato da Paolo Bonetti (1998) che ha suscitato giudizi contrastanti sull'intento dell'opera. In realtà in esso l'autore ha voluto indagare a fondo sul patrimonio culturale crociano e sul ruolo che può avere oggi, all'alba del terzo millennio, l'attività filosofica e morale di Croce che, più di tutti, ha condizionato il pensiero del secolo appena finito.
RISCONTRI, Anno 2000 - N1 - Pag. 69-75

UMBERTO MARINO, Junio Valerio Borghese, l'8 settembre i motivi di una scelta,
Si delinea, in questo articolo, il profilo di un uomo di grandi valori, come l'onore militare, il senso del dovere, la fedeltà assoluta al giuramento fatto, la lealtà verso la Patria, che lo portano ad una scelta difficile nel dramma della grande guerra, in seguito alla 'scelta' fatta dall'Italia l'8 settembre del 1943.
RISCONTRI, Anno 2000 - N1 - Pag. 77-91

MARIO GABRIELE GIORDANO, "Okay, mister President!"
Un invito dell'autore a riflettere sulla 'fragilità' dell'unità linguistica nell'Italia dei giorni nostri, a cui non è estraneo un 'massiccio e invasivo processo di anglicizzazione' (p.7) e un comportamento disattento della nostra classe politica.
RISCONTRI, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 5-8

FRANCO LANZA, Malta e la letteratura italiana
Lo studioso esordisce con un elogio dell'irpino Antonio Di Pietro, rappresentante della cultura italiana a Malta negli anni cinquanta e promotore di incontri e iniziative per la diffusione della lingua italiana nell'isola (fondò nel dopoguerra il Circolo Dante Alighieri);passa poi ad esaminare i rapporti della letteratura maltese con quella italiana, attraverso un lungo 'excursus' storiografico, dal cinquecento al novecento. Lanza si interroga anche sull'origine della lingua parlata (non essendocene una scritta)nell'isola di Malta, prima dell'invasione araba.
RISCONTRI, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 9-19

TONI IERMANO, Tradizione e modernità nella letteratura italiana del secondo Ottocento
Il lungo e articolato saggio di Toni Iermano ripercorre mezzo secolo di intensa storia letteraria italiana, segnata da avvenimenti decisivi che hanno influito pesantemente sulla letteratura della seconda metà del secolo XIX. Con la nascita delle letterature provinciali diventava sempre più imperante il bisogno di realismo, anche per l'affermarsi delle poetiche veriste e naturaliste, fino all'ideale desanctisiano dell'arte 'calata' nel reale, da cui scaturì il successo del genere romanzo. Lo studioso, inoltre, non trascura, nella sua analisi, nessuna delle componenti della civiltà letteraria del secondo Ottocento: Positivismo, Classicismo carducciano, Simbolismo, Decadentismo, la nuova poetica pascoliana, Crepuscolarismo, ecc., che furono determinanti nel processo di trasformazione linguistica e stilistica della poesia protonovecentesca.
RISCONTRI, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 21-59

AURELIO BENEVENTO, Michele Prisco: I Racconti
Contributo dedicato al 'corpus novellistico' dell'autore napoletano Michele Prisco, il cui esordio narrativo è rappresentato proprio da un libro di racconti, "La provincia addormentata" (1949), che rispecchia l'immagine di uno scrittore <>, la cui poetica è costruita sui <> (p.64). Seguono altre quattro raccolte: "Fuochi a mare" del 1957, raccoglie racconti ambientati nel dopoguerra, più vicini alla poetica del neorealismo; "Punto franco" (terzo libro di racconti, edito nel 1965) privilegia un 'nuovo terreno d'indagine nella narrativa di Prisco'; una quarta raccolta, "Il colore del cristallo" (1977), riflette la <> (p.70) dei moduli narrativi e stilistici utilizzati dall'autore. Completa la produzione di racconti un quinto libro, "Terre basse" (1992), ove sono presenti racconti di vari periodi (dal 1942 al 1990) e conseguentemente differenti nei caratteri e nei risultati>> (p. 75).
RISCONTRI, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 61-77

CARMINE DI BIASE, Io, Rapagnetta Gabriel - e altre sorti di Alberto Mario Moriconi - I) Quello che ci dà dal suo "Spielberg"
L'articolo è il primo di un gruppo di contributi dedicati alla raccolta "Il dente di Wels" (1995) e alla silloge, pubblicata nel 1999, dal titolo "Io, Rapagnetta Gabriel, e altre sorti", presentati sotto un unico titolo, "Io Rapagnetta Gabriel - e altre sorti di Alberto Mario Moriconi". Si tratta di un 'excursus' delle varie raccolte di Moriconi,in cui Di Biase prende in esame alcuni personaggi nati dalla fantasia del poeta.
RISCONTRI, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 79-81

FRANCESCO MUZZIOLI, Io, Rapagnetta Gabriel - e altre sorti di Alberto Mario Moriconi - II) Le "sorti" della parodia nella poesia di Moriconi
In questo articolo Muzzioli si sofferma sulla silloge "Io, Rapagnetta Gabriel, e altre sorti" (1999), contraddistinta da una poesia che trae i temi principali dalle 'memorie letterarie', lasciando ampio spazio al 'comico', al 'grottesco' e alla 'parodia'.
RISCONTRI, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 81-83

RAFFAELE LA CAPRIA, Io, Rapagnetta Gabriel- e altre sorti di Alberto Mario Moriconi - III) Un genere nuovo
La Capria indaga sulla natura della poesia di Moriconi prestando particolare attenzione alla raccolta "Il dente di Wels" (1995).
RISCONTRI, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 83-87

MARCELLO CARLINO, Io, Rapagnetta Gabriel - e altre sorti di Alberto Mario Moriconi - IV) Il Rapagnetta 'dibattuto' di Alberto Mario Moriconi
Carlino definisce la poesia di Moriconi 'poesia di citazioni', con particolare riferimento alle innumerevoli biografie dedicate a Gabriele D'Annunzio, di cui è ricca la silloge "Io, Rapagnetta Gabriel". Notevole rilievo viene dato dall'autore ad un contenuto polemico, quale aspetto primario della poesia di Moriconi,.
RISCONTRI, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 87-89

PAOLO RUFFILLI, Io, Rapagnetta Gabriel - e altre sorti di Alberto Mario Moriconi - V) Un'altra prova di quell' 'unicum'
Ruffilli assegna alla poesia di Moriconi un posto particolare nel 'grigiore' e nel 'conformismo' della poesia italiana del Novecento.
RISCONTRI, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 89-90

FRANCO PICCINELLI, Io, Rapagnetta Gabriel - e altre sorti di Alberto Mario Moriconi - VI) Sfida se stesso in panni altrui
L'autore riconosce un posto di rilievo tra gli abitanti del Parnaso al poeta umbro Alberto Mario Moriconi, la cui arte poetica viene definita 'raffinata' e 'colta'.
RISCONTRI, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 90-91

ENRICO CERQUIGLINI, Io, Rapagnetta Gabriel - e altre sorti di Alberto Mario Moriconi - VII) Se si vuole parlare di sperimentazione
Si richiama l'attenzione sull''unicità' e sulla 'particolarità' dei temi e della metrica nella vasta produzione poetica di Moriconi.
RISCONTRI, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 91-93

VITTORIO VETTORI, Io, Rapagnetta Gabriel - e altre sorti di Alberto Mario Moriconi - VIII) Il 'modulo di contrasto' nella poesia di Moriconi
In questo contributo viene dato ampio spazio alla vicenda letteraria di Alberto Mario Moriconi. Lo studioso si sofferma anche sulla capacità del poeta, da tutti riconosciuta, di fare il verso a molti rappresentanti illustri della poesia, primo fra tutti D'Annunzio, suo modello prediletto.
RISCONTRI, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 94-98

ALAIN FOURCHOTTE, Pour ou contre la partition vers une theorie de l'interpretation musicale
Studio in lingua francese sul rapporto tra 'interprete e partitura' della musica di oggi.
RISCONTRI, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 99-112

DOMENICO FERRANTE, Un interessante studio sulla pirateria in età classica
Ricostruzione storico-linguistica del fenomeno della 'pirateria' nel mondo classico, in cui l'autore ripropone un'indagine etimologica del termine.
RISCONTRI, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 113-115

DEA CUCCINIELLO, La LVII Rassegna Cinematografica di Venezia e la funzione di CinemAvvenire
La studiosa sottolinea lo scarso interesse riservato all'opera filmica di produzione nazionale, nell'edizione del 1999 della Mostra del Cinema di Venezia, a fronte del notevole successo riscosso dai film stranieri. Analizza poi quattro film italiani in concorso: "Denti" di Gabriele Salvatores, "I cento passi" di Marco Tullio Giordana, "Il partigiano Johnny" di Guido Chiesa e "La lingua del Santo" di Carlo Mazzacurati, 'rappresentativi' di un <>. Tra le iniziative della Biennale attribuisce particolare rilievo a quella di Gillo Pontecorvo, "CinemAvvenire", in cui viene dato ampio spazio alla partecipazione attiva dei giovani alla mostra del cinema.
RISCONTRI, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 115-124

FILIPPO DE JORIO, Epicedio per la lira
Il contributo è una riflessione sul significato lessicale di alcune 'paroline' legate alle monete correnti che, insieme alla lira, saranno sostituite dall'euro. Dopo un'attenta ricostruzione etimologica delle differenti denominazioni assunte dalla parola moneta nei vari stati del mondo, l'autore asserisce che nel termine in esame, 'moneta', coniato per la prima volta nell'antica Roma, era contenuto un 'ammonimento' che vorrebbe rivolgere ai governanti dei nostri giorni.
RISCONTRI, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 124-129

FRANCESCA RIGOTTI, Velo: silenzio e decoro
Si propone la problematica della situazione di oppressione in cui versano le donne di molti paesi del terzo mondo.Il velo rappresenta per l'universo femminile islamico,il simbolo della sottomissione e in molta letteratura,religione,è diventato l'emblema del giogo della donna.Fondamentale in questa condizione di subordinazione è il concetto di silenzio con cui,ancora oggi,la donna islamica deve fare i conti.Vivere sotto il velo significa dunque trascorrere la propria esistenza in uno stato di segregazione e di violenza psicologica.
INTERSEZIONI, Anno 2000 - N2 - Pag. 185-210

MICHEL VOVELLE, L'immaginario della rivoluzione francese.La memoria perduta
E' un excursus attraverso ciò che la rivoluzione francese ha rappresentato nella memoria del suo popolo.Molto presente fino a tutto il XIX secolo,la memoria dello storico evento comincia a sbiadire con l'avvento della prima guerra mondiale e la rivoluzione bolscevica.Il giacobinismo è stato messo sotto accusa e la rivoluzione,nel bicentenario del 1989,è stata vista da molti come una delle matrici dei totalitarismi moderni;oggi resta il ricordo di una volontà potente di cambiare il mondo.
INTERSEZIONI, Anno 2000 - N2 - Pag. 169-183

PAOLO SPINICCI, Forma e funzione nel concetto di rappresentazione prospettica
Si vuole dimostrare la possibilità di individuare un nesso preciso tra la funzione cui assolve un'immagine e la forma fenomenologica che le è propria.Scarsamente plausibile è la tesi secondo la quale il gioco delle interpretazioni deve rendere conto solo a se stesso.
INTERSEZIONI, Anno 2000 - N2 - Pag. 211-228

CARLO ROSSETTI, Lo stato-teatro.Il rituale politico del nazionalsocialismo
Minuziosa fu la cura che il regime nazista dedicò alla liturgia scenografica.Il nazionalsocialismo assegnò grande importanza alle immagini e per questo il cinema fu utilizzato con scopi ben precisi e fu introdotto nella politica come strumento liturgico.Il rituale hitleriano era guidato da una regia rigorosa che poneva l'accento sulla drammaticità,il pathos,l'effetto scenico delle schiere.Si giocava sulla spettacolarità del notturno,sull'aspetto quasi sacrificale delle fiaccole accese nella notte,il tutto costruito secondo la retorica del partito.
INTERSEZIONI, Anno 2000 - N2 - Pag. 229-257

GIULIANA GEMELLI, FLAMINIO SQUAZZONI, Scienze sociali e interscienza
Nel contesto italiano,il dialogo intradisciplinare,si è svolto soprattutto dal punto di vista epistemologico-filosofico.Gli interventi di Ilya Prigogine e Immanuel Wallerstein si propongono di dimostrare alcuni punti di intersezione tra le problematiche di importanti esponenti del pensiero scientifico contemporaneo.Gemelli e Squazzoni hanno come fine il voler evidenziare la necessità di un approccio storico-archeologico alle scienze sociali.
INTERSEZIONI, Anno 2000 - N2 - Pag. 261-262

GIULIANA GEMELLI, Pensiero inquieto: da Cournot a Braudel
Le riflessioni sono incentrate sull'opera di Braudel,sull'interscienza,con lo scopo di individuare lo sviluppo di un dialogo intrecciato tra le scienze sociali e quelle del mondo fisico e naturale.Vi è inoltre una ricostruzione della drammatizzazione dell'opera dello storico francese.
INTERSEZIONI, Anno 2000 - N2 - Pag. 263-276

IMMANUEL WALLERSTEIN, Tempo e durata
Si contesta la visione degli ultimi due secoli,secondo cui la scienza è stata vista come il percorso più coerente verso la verità,a scapito della cultura umanistica e delle corrispondenti facoltà universitarie.La critica è rivolta non alla scienza in genere,ma alla visione newtoniana della stessa e soprattutto al concetto dell'incompatibilità tra scienza e cultura umanistica.
INTERSEZIONI, Anno 2000 - N2 - Pag. 277-284

FLAMINIO SQUAZZONI, Norbert Elias: per una sociologia morfogenetica e processuale
Si ripercorre lo studio della sociologia di Elias,il suo progetto epistemico attraverso le sociologie micro e macro,con l'obiettivo di fondare una prospettiva sociologica di tipo evolutivo.Dunque si vuole creare una serie di strutture teoriche cercando di verificare la loro capacità di riprodurre realtà fenomeniche e dinamiche.In questa visione, oggetto della sociologia diventano gli individui messi tra loro in relazione,al fine di comprendere la natura della relazione sociale nel suo manifestarsi.
INTERSEZIONI, Anno 2000 - N2 - Pag. 285-296

ILYA PRIGOGINE, La riscoperta del valore e lo sviluppo della scienza economica
Una vera riscoperta della scienza economica si può rintracciare solo nel XIX secolo, momento in cui è stato possibile riesaminare i percorsi di questa disciplina.L'universo in ogni suo livello è governato da leggi,eventi,valori che possono essere anche di tipo economico ed è indiscutibile che oggi in tutti i campi che siano scientifici,fisici o economici,si sta arrivando, dopo un passato di certezze, ad un presente di questioni aperte.
INTERSEZIONI, Anno 2000 - N2 - Pag. 297-304

MARCO CATUCCI, Nel giardino di Altichiero
Attraverso le diverse edizioni di "Alticchiero"si viaggia accanto al senatore veneziano Angelo Querini,antiquario e amante dell'arte.Ci si ferma nelle tappe dei suoi frequenti viaggi verso mete di grande importanza artistica e archeologica,che rappresentano per lui luoghi di ispirazione continua.La sua passione lo portò a conoscere grandi artisti quali Antonio Canova.
INTERSEZIONI, Anno 2000 - N3 - Pag. 367-389

ALFREDO DE PAZ, Innovazione e modernità. Aspetti e percorsi della critica d'arte nell'età romantica
Si esamina la critica romantica in ambito europeo dai suoi iniziali sviluppi fino al suo più completo svolgimento.Il romanticismo ha rappresentato, sin dai suoi albori, un mutamento rivoluzionario all'internno dell'universo artistico-letterario.Partendo dall'opera di Madame de Staël,che vede la letteratura come dinamico universo condizionato dalla storia,si compie un excursus attraverso le riflessioni di Schlegel, Benjamin,soffermandosi particolarmente su Hegel e concludendo la sua riflessione con la figura di Baudelaire,ponte fra il Romanticismo ed il Simbolismo.
INTERSEZIONI, Anno 2000 - N3 - Pag. 391-419

MARIA SERENA MIRTO, In difesa di Euripide."L'altra Medea" di Christa Wolf
Attento viaggio attraverso una delle versioni moderne più discusse del mito di Medea, l'opera di Christa Wolf è condizionata dalla convinzione che la creazione di Euripide sia espresssione di una manipolazione ideologica.In verità sia la Wolf che il tragico greco narrano tale vicenda,rendendo attraverso "l'interazione degli sguardi maschile e femminile"una immagine il più plausibile possibile della realtà umana.
INTERSEZIONI, Anno 2000 - N3 - Pag. 421-443

ALBERTO TENENTI, Il contesto mentale della pirotechnia
Ci si addentra nella "Pirotechnia" di Vannuccio Biringuccio,riconoscendo nell'opera la presenza costante di conoscenze tramandate e legate ad un sapere che si basava solo sull'autorevolezza delle fonti e da cui egli non riuscì a distaccarsi.Biringuccio pur mantenendo un bagaglio conoscitivo tradizionale,visse sempre teso ad edificare un sapere che superasse il livello del volgo.Il suo operare si pose in maniera estremamente moderna ,tanto che nella sua Pirotechnia si ritrova una continua attenzione per gli aspetti più disparati del mondo fisico.
INTERSEZIONI, Anno 2000 - N3 - Pag. 447-456

GERMANA PARETI, Una scienza ben poco provinciale.Un contributo italiano alla medicina tra Ottocento e Novecento
Gordon M.Shepherd,studioso di Yale,ha nutrito sempre grande interesse per Camillo Golgi e la sua avventura scientifica.Ne sottolinea infatti l'importanza del metodo sperimentale e la fondatezza dei contributi concettuali.Golgi ebbe interessi assai vari,occupandosi di neuroanatomia,biologia,febbri malariche, sulle quali dimostrò una notevole competenza nel campo della tecnica microscopica.
INTERSEZIONI, Anno 2000 - N3 - Pag. 457-466

ROBERT A. ROSENSTONE, "Ottobre"fra cinema e storia
Ci troviamo davanti ad una lunga riflessione sulla creazione cinematografica di Eisenstein,"Ottobre";additato come film di propaganda,fu commissionato da Sovkino per celebrare la rivoluzione nel suo decimo anniversario.Ai molti testi scritti dedicati all'avvenimento mancano il trionfo, la speranza che nel film trascinano.Negli scritti accademici invece è necessario oggettivizzare ed è quindi inaccettabile che l'emozione o la passione possano essere strumenti consoni allo storico.
INTERSEZIONI, Anno 2000 - N3 - Pag. 319-341

VALENTINA PROSPERI, Una tragedia di amore e morte:"All for love" di Dryden
"All for love"rientra tra le opere incentrate sul binomio Eros-Thanatos.Dryden sviluppa le vicende tragiche rielaborando le fonti mitologiche attraverso tutti i suoi personaggi maggiori e minori.Spesso accusati di inconsistenza e piattezza in passato, l'Antonio e Cleopatra di Dryden vengono qui rivalutati in tutta la loro forza e nella originalità dell'accostamento di Amore e Morte trionfante nel dramma.
INTERSEZIONI, Anno 2000 - N3 - Pag. 343-366

CLARA LERI, Pietà in poesia per figure. A proposito di "Briciole"di Giovanni Poggeschi
Secondo Don Giuseppe De Luca "la preghiera, quella cristiana è Grazia; la poesia invece è natura".Per lui l'ispirazione poetica non poteva coincidere con la coscienza religiosa.Esempio lucido di tale principio dava il gesuita bolognese,Giovanni Poggeschi, che negli ultimi quattro anni di vita compose poesie imperniate sulla sua esperienza religiosa.Poesia visiva dunque la sua in cui l'occhio era sempre aperto ad un vedere innocente.
INTERSEZIONI, Anno 2000 - N3 - Pag. 467-478

FEDERICO PELLIZZI, Configurare la scrittura.Ipertesti e modelli del sapere
La storia della scrittura risulta assai meno omogenea di quanto non sia parsa per anni.I modelli gnoseologici passati sono fondamentali se si vuole riflettere sugli ipertesti odierni.Essi non sono altro che costrutti teorici, composti da blocchi di testo che vengono poi uniti da collegamenti elettronici.Si può affermare dunque che l'ipertesto sia una sorta di macrotesto creato da microtesti tra loro colllegati.
INTERSEZIONI, Anno 2000 - N3 - Pag. 479-489

ALBA DONATI, Per Marisa Madieri. Il tocco inconfondibile del silenzio
L'intervento si sofferma sulle doti letterarie della Madieri ed in particolare sul suo stile narrativo semplice.
ANTOLOGIA VIEUSSEUX, Anno 2000 - N16-17 - Pag. 184-186

ANACLETO MOSCONI, Un'epigrafe francescana al Vittoriale
Un'epigrafe francescana, situata ancor oggi nel lato destro del piazzale del Vittoriale, fornisce all'A. di questo saggio l'occasione per ricordare brevemente il legame che unì d'Annunzio al Santo di Assisi, di cui il poeta fu molto devoto.
RASSEGNA DANNUNZIANA, Anno 2000 - N37 - Pag. 54-56

LUISA DE TOMMASO, Dante De Carolis restauratore e decoratore di casa d'Annunzio
Gli ultimi lavori di restaurazione della casa natale di d'Annunzio offrono lo spunto per ricordare il personaggio di Dante De Carolis, pittore a cui fu affidato, nel 1937, l'incarico dei restauri e delle decorazioni interne della casa del Poeta. All'interno dell'articolo sono presenti alcune riproduzioni d'immagini di tali decorazioni effettuate dal De Carolis.
RASSEGNA DANNUNZIANA, Anno 2000 - N37 - Pag. 57-60

CARLO CARENA, Per Ivanos Ciani
L'articolo è stato scritto in occasione della dipartita di Ivanos Ciani, grande dannunzista che al Poeta dedicò un'intera vita. Dello studioso Ciani sono ricordate non solo le virtù umane ma, soprattutto, le grandi qualità di critico e filologo, che lo resero in totale simbiosi con l'oggetto del suo studio. L'articolo è corredato da una bibliografia degli scritti di Ivanos Ciani a cura di Milva Maria Cappellini, Giorgio Grillo e Giuseppe Papponetti.
RASSEGNA DANNUNZIANA, Anno 2000 - N37 - Pag. 61-63

MARIA GIOVANNA SANJUST, Carteggio d'Annunzio-Mondadori. Appunti per l'edizione del complesso delle lettere
Lo scambio epistolare con Mondadori, relativo agli anni del Vittoriale, ripercorre le trattative per la realizzazione dell'Opera omnia e si sovrappone alla corrispondenza con Mussolini, in cui appare il rapporto di d'Annunzio con la politica. Si riportano brani delle lettere.
RASSEGNA DANNUNZIANA, Anno 2000 - N38 - Pag. 1-10

DOROTEA SIMONETTI, La "Miniera di Falun" di Hofmannsthal e la "Gioconda" di d'Annunzio
L'A. instaura uno stretto confronto tra i due drammi, nei quali dominano le figure simboliche di bellezza medusea e il mito ottocentesco dell'arte assoluta e totalizzante, pur nella differenza ideologico-letteraria tra i due autori.
RASSEGNA DANNUNZIANA, Anno 2000 - N38 - Pag. 11-16

FRANCO DI TIZIO, Giovanni Nesti, medico di Giusini nelle lettere di d'Annunzio e nella rievocazione di Cesare Frugoni
Un fondo d'archivio, contenente lettere e dediche del d'Annunzio a Giovanni Nesti, porta nuova luce sul rapporto del poeta con la contessa Giuseppina Mancini, di cui si ripercorrono minutamente le fasi. A questa cronaca segue una commemorazione che del medico fece Cesare Frugoni.
RASSEGNA DANNUNZIANA, Anno 2000 - N38 - Pag. 17-26

JOHN WOODHOUSE, D'Annunzio e l'impresa fiumana: reazioni britanniche. Con uno studio delle carte diplomatiche inedite del 'Foreign Office'
Con la lettura di alcune carte del Ministero degli Affari Esteri inglese, lo studioso identifica nell'impresa fiumana l'evento determinante delle successive difficoltà diplomatiche e diffidenze umane tra Inghilterra e Italia.
RASSEGNA DANNUNZIANA, Anno 2000 - N38 - Pag. 27-31

VITO SALIERNO, Joyce, d'Annunzio e l'idea dell'esilio
Si propone un confronto tra le opere letterarie di d'Annunzio e quelle di Joyce, legate, secondo l'autore, da evidenti analogie. Ad unire i due personaggi contibuì, inoltre, la stessa idea di vita: un continuo esilio dal mondo, esplicitato in Joyce nella solitudine del suo eroe Dedalus, ed in d'Annunzio nel suo finale esilio al Vittoriale.
RASSEGNA DANNUNZIANA, Anno 2000 - N37 - Pag. 1-9

MARIA ANTONIETTA GRIGNANI, Derive dell'identità in poesia
Si evidenzia, attraverso l'analisi di alcuni versi di Montale, Caproni, Sereni, Orelli, Erba e Rossi, la potenzialità di linguaggio della moderna poesia italiana, espressa soprattutto dal tema del 'non dicibile', un silenzio letterario che crea 'vie di fuga' dalla pienezza lirica di un tempo.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N34-35 - Pag. 7-22

ROBERT DOMBROSKI, Il marxismo, la letteratura e l'insegnamento
Dopo un'analisi delle caratteristiche essenziali del marxismo, in relazione anche ai rapporti esistenti tra marxismo politico e critica letteraria, si esaminano i metodi di insegnamento della letteratura e le forme di pensiero proposte dall'indagine marxista.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N34-35 - Pag. 23-34

GIOVANNA ROSA, Il patto narrativo e la civiltà del romanzo
E' analizzato il sistema letterario della nuova civiltà borghese che vede primeggiare, tra i tanti generi, quello del romanzo in quanto forma estetica in grado di realizzare un 'patto narrativo' tra autore e lettore. Tale patto risulta basato su un atteggiamento di reciproca collaborazione e di intima confidenza tra il creatore del romanzo ed il suo pubblico.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N34-35 - Pag. 35-67

PIERLUIGI PELLINI, Un 'topos' del fantastico: il quadro animato
Il saggio esamina le immagini 'animate' che popolano i romanzi gotici e la letteratura fantastica. Tali ritratti o 'quadri viventi' hanno la particolare caratteristica di collegare l'immagine alla realtà.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N34-35 - Pag. 68-92

TIZIANA DE ROGATIS, "Eupalinos" e gli "Ossi di Seppia": tra Valéry e Montale
Lo studio propone un'analisi intertestuale tra il dialogo "Eupalinos" di Paul Valéry e la raccolta di versi "Ossi di seppia" di Eugenio Montale. Tale analisi mostra le evidenti analogie e continuità tra le due opere, a partire dalla medesima figura di 'osso di seppia', simbolo di alternanza tra la forma e l'informe, fino a giungere ad un folto gruppo di riscontri lessicali.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N34-35 - Pag. 93-126

ERNESTO MIRANDA, Tra nichilismo e pensiero tragico. Leopardi e l'odierna 'koinè' ermeneutica
Analisi del pensiero filosofico leopardiano in relazione al nichilismo in esso presente e considerato, più volte, il suo punto di partenza. Secondo questo studio, invece, la filosofia del poeta di Recanati rivelerebbe la sua attualità nella capacità di offrire un punto di resistenza alla deriva nichilistica scoprendone limiti e ambiguità.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N34-35 - Pag. 127-140

NOVELLA BELLUCCI, 1798-1998. Per un bilancio del bicentenario leopardiano
Analisi dei contributi letterari, sia individuali che collettivi, realizzati in occasione del bicentenario della nascita del Leopardi, con particolare attenzione alle edizioni critiche dei testi.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N34-35 - Pag. 141-149

ILARIA MASTANDREA, I carteggi di Leopardi: intorno a un problema di ricezione
Il saggio propone alcune riflessioni sulle varie edizioni che riproducono i carteggi di Leopardi, analizzando anche le peculiarità della scrittura epistolare del poeta.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N34-35 - Pag. 150-154

PIETRO CATALDI, Appunti su Leopardi e la poesia del Novecento
Si propone una nuova chiave di lettura critica di Leopardi che lo consideri non più solo uno dei maggiori poeti dell'Ottocento, ma anche un grande anticipatore dei pensatori novecenteschi, profeta isolato che intuì, con prodigioso anticipo, il passaggio definitivo dall'antico al moderno.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N34-35 - Pag. 155-168

RAFFAELE DONNARUMMA, Commentare la prosa. Tre esempi
Attraverso l'analisi di tre brani, tratti dal "Decamerone" di Boccaccio, dai "Promessi Sposi" di Manzoni e da "Quer pasticciaccio brutto de via Merulana" di Gadda, si mostrano le metodologie che un insegnante scolastico dovrebbe utilizzare per realizzare un buon commento in prosa.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N34-35 - Pag. 169-177

DANIELA BROGI, Italo Calvino, 'Una rappresentazione senza angoscia' ("Il conte di Montecristo" da "Le cosmicomiche")
Analisi del racconto "Il conte di Montecristo", pubblicato da Calvino per la prima volta nel volume "Ti con zero" e, successivamente, introdotto in una silloge unica insieme a "Le cosmicomiche" in quanto considerato massima espressione della combinazione tra comico e cosmico.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N34-35 - Pag. 178-193

FRANCO MARCHESE, Il difficile futuro dell'esame di stato
Lo studio illustra pregi e difetti del nuovo esame di stato entrato in vigore in Italia negli ultimi anni.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N34-35 - Pag. 194-199

ANDREA BARTALUCCI, L'orrore e l'attesa. Intervista a Vincenzo Consolo
Intervista allo scrittore Vincenzo Consolo, nella quale emergono le sue opinioni riguardo al romanzo e alla letteratura.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N34-35 - Pag. 201-204

MARTA TEMPERINI, La lotta della sperimentazione. Intervista a Francesco Leonetti
Intervista al poeta e scrittore Francesco Leonetti in cui si delinea la sua opinione riguardo l'espressionismo come grande canone di stile del Novecento.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N34-35 - Pag. 205-210

ARCANGELO LEONE DE CASTRIS, Un anacronismo autorizzato: la condizione della poesia
Il saggio, riproposto a distanza di quarant'anni dalla sua stesura, testimonia le opinioni di un critico che scriveva in un momento in cui nella cultura occidentale entrava in crisi la nozione di estetica crociana e, al posto delle domande sulla natura e sull'essenza dell'arte, diventavano dominanti quelle sul suo specifico funzionamento e sul suo ruolo.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N34-35 - Pag. 211-226

ROBERTO BUGLIANI, Benjamin-Bataille, prolegomeni per un dis-incontro
Si analizza il rapporto, istituitosi intorno agli anni Trenta, tra Walter Benjamin e Georges Bataille. Rapporto destinato ad evidenziare una discordanza di tipo teorico; all'avvicinamento e alla frequentazione del materialismo storico e dialettico da parte di Benjamin corrispose, infatti, il deciso allontanamento di Bataille.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N34-35 - Pag. 227-233

GUGLIELMO PIANIGIANI, Retorica e crisi della critica
Lo studio, dopo aver esaminato le metodologie della retorica, evidenzia lo stato attuale di crisi della critica, visibile anche nel venir meno di un principio base della retorica: la condivisione della situazione e l'interesse comune di chi parla e chi ascolta.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N34-35 - Pag. 234-239

ROMANO LUPERINI, Crisi della critica: basta l'eclettismo?
Tramite il giudizio positivo sul volume di Remo Ceserani "Guida allo studio della letteratura", l'A. coglie l'occasione per evidenziare l'attuale stato di crisi della critica.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N34-35 - Pag. 240-242

SIMONA DEL BRAVO, Sulla cultura e l'imperialismo. Una lettura di Edward Said
Lo studio propone alcune riflessioni sull'opera "Cultura ed Imperialismo" di Edward Said, in cui l'autore considera il romanzo europeo strettamente connesso all'imperialismo coloniale. In questa chiave di lettura molti dei grandi romanzi europei divengono le allegorie politiche dell'assetto mondiale che si stava formando negli anni della loro composizione.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N34-35 - Pag. 243-247

FRANCO PETRONI, La narrativa del primo Novecento e il canone della Neoavanguardia
Riflessioni sul canone della Neoavanguardia del primo Novecento. La critica moderna fu, infatti, orientata ad escludere da tale canone alcuni importanti scrittori tra cui Federigo Tozzi. Tale studio propone, invece, di recuperare Tozzi all'interno della avanguardia europea primo novecentesca in quanto portatore di un'ideologia ben connotata al centro della quale ci fu la sua visione della vita in chiave cristiana.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N34-35 - Pag. 248-254

GIUSEPPE CORLITO, Il ritorno dei vampiri
Il propagarsi del mito di 'Dracula' alla fine del secondo millennio ( dovuto al fiorire di numerosi film di alto livello culturale) offre all'A. di questo saggio lo spunto per analizzare il vampirismo in chiave psicologica, riprendendo la teoria freudiana secondo la quale il mito del vampiro rappresenterebbe il riemergere, dal nostro inconscio, di un'aggressività violenta, arcaica e ferina.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N34-35 - Pag. 255-257

PIETRO CATALDI, Il canone e la critica. La poesia moderna nell'antologia di Segre e Ossola
Analisi del volume di Cesare Segre e Carlo Ossola "Antologia della poesia italiana". Di tale opera vengono messi in luce pregi e difetti: dal merito di aver inserito, oltre alla trascrizione antologica dei testi, anche un folto apparato di note a piè di pagina, all'accusa di aver escluso dall'opera alcune esperienze poetiche significative delle ultime generazioni.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N34-35 - Pag. 258-267

MARIANNA MARUCCI, Giorgio Caproni è un classico del Novecento?
L'inserimento, da parte di numerose 'storie e antologie letterarie', di Giorgio Caproni tra i classici del Novecento offre lo spunto per riflettere sui modi e i tempi di questa canonizzazione, e sui metodi con cui un autore viene monumentalizzato e inserito in un meccanismo di produzione in serie di classici.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N34-35 - Pag. 268-273

VALENTINA TINACCI, Agire per risemantizzare: il percorso di Gianfranco Ciabatti
Viene ripercorsa, dividendola in tre periodi, la vita del poeta Gianfranco Ciabatti, scomparso nel 1994.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N34-35 - Pag. 275-286

SEBASTIANO TIMPANARO, Una testimonianza su Gianfranco
L'autore offre, in questo breve saggio, alcuni ricordi personali sulla figura di Gianfranco Ciabatti, conosciuto alla fine degli anni Sessanta all'interno di una rivista politico-letteraria.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N34-35 - Pag. 287-289

ROMANO LUPERINI, Il comportamento del morituro
L'A. ricorda gli ultimi periodi della vita di Gianfranco Ciabatti, quando il poeta gli inviò alcune poesie scritte in ospedale in attesa della morte.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N34-35 - Pag. 290-294

GIANFRANCO CIABATTI, Appendice: Quindici poesie inedite di Gianfranco Ciabatti
Sono pubblicate, per la prima volta in questa sede, quindici lettere di Gianfranco Ciabatti, scritte negli ultimi periodi della sua vita.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N34-35 - Pag. 295-300

GIANFRANCO CIABATTI FRANCO FORTINI, Lettere inedite
Sono riprodotte venticinque lettere del carteggio Fortini-Ciabatti, conservato nell'Archivio del Centro Studi Franco Fortini.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N34-35 - Pag. 301-306

PIETRO CATALDI, L'altra metà del bello. Ciabatti e la verifica delle parole
Analisi delle più famose poesie di Gianfranco Ciabatti ponendo attenzione al linguaggio utilizzato dal poeta e alla figura della bellezza, intesa non come estetismo ma come volontà di dare forma e senso alla vita.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N34-35 - Pag. 307-313

GIOVANNI COMMARE, Nel corpo dell'uomo: l'ultimo libro di Ciabatti
Il saggio propone una lettura critica dell'ultima opera poetica di Ciabatti "In corpore viri", tesa a valorizzare quella 'tensione metafisica' che anima e dà forza a tutta la sua poesia.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N34-35 - Pag. 314-317

VALENTINA TINACCI, Il corpo al suo pensiero. Dialoghi 'in corpore viri'
Si analizzano le cinque sezioni in cui è strutturata l'opera postuma di Gianfranco Ciabatti "In corpore viri", ponendo attenzione soprattutto sul linguaggio utilizzato dal poeta.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N34-35 - Pag. 318-322

VALENTINA TINACCI, Bibliografia degli scritti di Gianfranco Ciabatti e della critica
Bibliografia delle opere di Gianfranco Ciabatti divisa in cinque sezioni: poesia, traduzioni, scritti sulla letteratura, scritti politici e sindacali e bibliografia della critica.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N34-35 - Pag. 323-331

GIORGIO CAPRONI, Poesia su carta gialla
Una poesia inedita di Giorgio Caproni, con titolo "Poesia su carta gialla".
PARAGONE, Anno 2000 - N27-28-29 - Pag. 3

PIER VINCENZO MENGALDO, Arnaut Daniel nuovamente tradotto
E' la recensione ad una nuova traduzione italiana di Arnaut Daniel, quella di Fernando Bandini. L'analisi linguistica che illustra le qualità di questa versione, è preceduta da una sintesi rapidissima della fortuna del poeta occitanico nella poesia italiana delle origini e contemporanea. Il volume è: Arnaut Daniel, "Sirventese e Canzoni", a c. di G. Lachino, Torino, Einaudi, 2000.
PARAGONE, Anno 2000 - N27-28-29 - Pag. 4-16

MARCELLO CICCUTO, Copisti e filologi
La notizia di un'opera d'invenzione di Marco Santagata ("Il copista", Palermo, Sellerio, 2000), che immagina i pensieri del Petrarca in una giornata della sua vita, danno all'A. lo spunto per una divagazione sul rapporto del poeta del "Canzoniere" col proprio copista (Malpaghini) e sul significato esistenziale della scrittura.
PARAGONE, Anno 2000 - N27-28-29 - Pag. 16-23

ROSETTA LOY, Fascismo cantabile
Un racconto inedito della scrittrice Rosetta Loy.
PARAGONE, Anno 2000 - N27-28-29 - Pag. 24-37

ANNAMARIA ANDREOLI, Per una ridefinizione dell'estetismo di d'Annunzio
L'A. percorre passi di opere e scritti meno noti del poeta, articoli, lettere e appunti, per rileggere il suo estetismo nella luce non esclusivamente edonistica di una cura e dedizione per il patrimonio comune dell'arte; di un travaglio civile, se non morale, e nello stesso tempo compositivo.
PARAGONE, Anno 2000 - N27-28-29 - Pag. 38-65

MASSIMO CASTOLDI, Giovanni Pascoli, la "Miscellanea Tassoniana" e la genesi del ciclo di re Enzio
Le ragioni storiche e morali della composizione delle "Canzoni di re Enzio", in cui prendono forma le nuove meditazioni del Pascoli sul destino dell'uomo e il significato della poesia, in una direzione ideologica sempre più distante dal 'maestro' Carducci.
PARAGONE, Anno 2000 - N27-28-29 - Pag. 66-97

RUGGERO STEFANINI, La mostra di Juan Gris
Una poesia di Ruggero Stefanini.
PARAGONE, Anno 2000 - N27-28-29 - Pag. 98-101

SILVIA DE LAUDE, Artù, re dei morti, e Andrea Cappellano
Nel racconto di un cavaliere bretone, che il Cappellano inserisce nel secondo libro del "De Amore", l'A. rintraccia il nucleo di un culto mortuario che avrebbe, insieme alla tradizione celtica, alimentato il romanzo cortese.
PARAGONE, Anno 2000 - N27-28-29 - Pag. 102-116

LUCA BEVILACQUA, Il bambino nella sfera. Michaut, dall'infanzia alla letteratura
Il senso della rabbia di Michaut, nata dal disagio dell'infanzia straniata, e il riscatto dell'adolescenza nella scoperta della letteratura.
PARAGONE, Anno 2000 - N27-28-29 - Pag. 117-133

ENZA DEL TEDESCO, "L'odore del sangue" di Goffredo Parise
Il romanzo postumo di Parise ("L'odore del sangue", Milano, Rizzoli, 1997) è interpretato come tentativo, fallito, di esorcizzare la sofferenza della perdita umana e dell'impotenza. La vena del profondo trauma esistenziale viene rintracciata sin dalle fasi primordiali dell'attività del narratore.
PARAGONE, Anno 2000 - N27-28-29 - Pag. 134-145

PAOLA BENIGNI, L'archivio Schiff-Giorgini da scrigno di 'care memorie' a terreno di caccia di antiquari e collezionisti
Sono ripercorse le vicende proprietarie che hanno determinato la dispersione dell'archivio appartenuto a Matilde Schiff-Giorgini nipote del Manzoni.
PARAGONE, Anno 2000 - N27-28-29 - Pag. 146-155

ROMANO PAOLO COPPINI, Aristocratici, funzionari e politici: la vicenda dei Giorgini
La breve storia di Niccolao, Gaetano e Gian Battista Giorgini, attraverso un secolo di storia risorgimentale.
PARAGONE, Anno 2000 - N27-28-29 - Pag. 156-162

ALBAROSA ALBERTINI, Memorie e medicamenti. Lettere di Stefano Stampa alla sorellastra Vittoria Manzoni Giorgini
Dopo una breve introduzione biografica, si pubblicano sei lettere inedite di Stefano Stampa alla sorellastra Vittoria Manzoni Giorgini.
PARAGONE, Anno 2000 - N27-28-29 - Pag. 163-171

BEATRICE MANETTI, Uomini e libri
E' un articolo in cui si ripercorre la storia del Gabinetto Vieusseux, dei suoi direttori, dell'istituzione, nella sua capacità di evoluzione, e dei suoi lettori.
PARAGONE, Anno 2000 - N27-28-29 - Pag. 171-176

ELENA SALIBRA, Pascoli sperimentale
Il Pascoli sperimentale come filo conduttore di questo studio monografico.
PARAGONE, Anno 2000 - N27-28-29 - Pag. 177-181

FORNARETTO VIERI, Un'antologia govoniana
Nella recensione si afferma che questa antologia (Corrado Govoni, "Poesie", Milano, Mondadori) sa restituire l'intera diversità e mole dell'opera govoniana con rigore filologico.
PARAGONE, Anno 2000 - N27-28-29 - Pag. 182-187

ROMANO LUPERINI, Estraneità e tramonto dell'esperienza nella autocoscienza del moderno
Lo studio sottolinea l'importanza del tema dell'estraneità (inteso come sguardo estraniato dell'io che è ormai incapace di imporsi alle cose) e del tramonto dell'esperienza negli autori del primo Novecento, e la sua permanenza, sebbene in misure di volta in volta diverse, nel corso successivo del secolo.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N36 - Pag. 5-17

DANIELA BROGI, La 'dicitura' dei "Promessi Sposi". L'anonimo e la cornice narrativa.
Analisi della 'dicitura romanzesca' dei Promessi Sposi, intesa come tentativo da parte del Manzoni di scrivere un romanzo che in ogni momento valesse, oltre che per i suoi contenuti, anche come discorso sulla parola romanzesca. Il motore narrativo di questa 'tensione' è il rapporto che l'autore crea con il suo 'Anonimo', una figura che sconfina subito dagli spazi canonici della cornice e accompagna il narratore per tutto il romanzo.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N36 - Pag. 18-37

CATIA FAGIOLI, Per una nuova edizione critica della "Cognizione del dolore"
Lo studio pone in luce alcune problematiche relative alla genesi de "La cognizione del dolore" e alla sua tormentata vicenda editoriale, che vide intercorrere circa cinquant'anni tra l'apparizione del primo tratto della 'Cognizione' e la sua pubblicazione integrale.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N36 - Pag. 38-64

PIETRO CATALDI, Letteratura e musica. Ipotesi pluridisciplinari per la didattica dell'italiano
Indagine sui rapporti tra musica e poesia all'interno della letteratura italiana. Nella prima parte di tale indagine si analizza la relazione tra questi due mondi evidenziandone gli influssi reciproci. Nella seconda, invece, si esamina la questione dal punto di vista didattico, sottolineando la necessità di introdurre, nella scuola italiana, una maggiore preparazione musicale degli studenti.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N36 - Pag. 65-75

FELICE RAPPAZZO, 'Sotto il segno della Scarsità'. L'università, la riforma e l'insegnamento
Il saggio propone alcune riflessioni sulla nuova riforma universitaria italiana, evidenziandone luci ed ombre anche in relazione ai cambiamenti previsti all'interno dei corsi di insegnamento di letteratura.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N36 - Pag. 76-91

GIOVANNA TAVIANI, Luigi Pirandello, "La mano del malato povero" (da "Novelle per un anno")
Lettura critica della novella pirandelliana "La mano del malato povero", che rientra nella fase umoristica dell'autore e rappresenta uno dei migliori esempi di 'meta-novelle': novelle che parlano di sè distogliendo l'attenzione dalla storia, e inducendo il lettore ad una riflessione sui propri modi di rappresentazione e sulle proprie tecniche narrative.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N36 - Pag. 92-103

JORDI GRACIA, BLANCA MUNIZ MUNIZ, La letteratura dopo il naufragio. Intervista a Manuel Vazquez Montalban
Intervista allo scrittore catalano Manuel Vazquez Montalban, in cui emergono le sue opinioni riguardo ai rapporti tra politica e letteratura.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N36 - Pag. 105-118

MARGHERITA GANERI, Il paradosso critico. Intervista a Alfonso Berardinelli
Intervista al Alfonso Berardinelli riguardo le sue opinioni sul tramonto della critica militante, il dibattito internazionele sul postmoderno e il problema dell'assenza di un canone letterario del Novecento
ALLEGORIA, Anno 2000 - N36 - Pag. 119-130

ARCANGELO LEONE DE CASTRIS, Storicità di Lukacs
Il saggio, scritto alla fine degli anni Settanta, e qui riproposto, propone una lettura critica della "Storia e coscienza di classe" di Lukacs tesa ad evidenziare la profonda storicità presente nell'opera.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N36 - Pag. 131-142

EMANUELE ZINATO, 'Gramsci ritrovato'. Nota su "Le rose e i quaderni" di Giorgio Baratta
Analisi del volume "Le rose e i quaderni" di Giorgio Baratta, opera in cui si attualizzano i "Quaderni dal carcere" di Gramsci interrogandoli con l'intento di recuperare in essi ciò che oggi può risultare ancora vitale.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N36 - Pag. 143-148

MARGHERITA ZINATO, In margine a "Il dominio maschile" di Pierre Bourdieu
Lettura critica del volume di Bourdieu "Il dominio maschile", in cui il sociologo sostiene che la famiglia è stata a torto considerata come il luogo privilegiato in cui si formano le disuguaglianze, a scapito di altre istituzioni in cui il dominio maschile agisce in modo più significativo.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N36 - Pag. 149-156

ROMANO LUPERINI, 'Errata', davvero
L'autobiografia del critico Geroge Steiner, intitolata "Errata. Una vita sotto esame", offre l'occasione all'A. di questo saggio per riflettere sul genere autobiografico.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N36 - Pag. 157-159

EMANUELE ZINATO, "Giudizi di valore" di Mengaldo: critica letteraria e critica dell'ideologia
Analisi critica dell'opera di Pier Vincenzo Mengaldo "Giudizi di valore", in cui si riscopre come l'ideologia sia componente ineliminabile di ogni vera operazione critica e di ogni seria recensione.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N36 - Pag. 160-164

RAFFAELE DONNARUMMA, Zanzotto nei Meridiani. Poeti a Segrate
La pubblicazione de "le poesie e prose scelte" di Andrea Zanzotto, all'interno della prestigiosa collana 'Meridiano' della casa editrice Mondadori, offre all'A. di questo saggio la possibilità di riflettere su uno dei maggiori poeti italiani del Novecento.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N36 - Pag. 165-175

FABRIZIO SCRIVANO, Sui margini di libri inesistenti: i racconti della "Farfalla di Dinard"
Analisi della raccolta montaliana "Farfalla di Dinard", nei confronti della quale i critici ebbero qualche difficoltà di collocazione rispetto al genere. Tale studio propone di considerare l'opera come il tentativo, da parte di Montale, di proporre un testo discontinuo e volutamente disorganico, che corrispondesse al progetto di eludere la linearità del racconto, pur dissimulando una traccia di continuità.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N36 - Pag. 177-187

SILVESTRA MARINIELLO, Pasolini e il gioco dei rimandi. La scrittura dello sceno-testo
Analisi delle due sceneggiature pasoliniane "San Paolo" e "Il padre selvaggio" che non furono mai trasformate in film forse per la loro particolare natura di sceno-testi, testi che appartenevano ad uno spazio intermedio tra letteratura e cinema.
ALLEGORIA, Anno 2000 - N36 - Pag. 188-201

GIROLAMO DE MIRANDA, Fino a 'convincere chicchesia'.Vico, i suoi contatti romani e i complessi rapporti con il mondo ecclesiastico
La censura, nel XVIII secolo, svolgeva a Napoli un impegno sempre meno trasparente.Il Sant'Ufficio nella sua sede romana esaminò Vico e "La Scienza Nuova" in diverse sedute.Stabilire quando fu archiviata la pratica contro di lui è impresa difficile. L'atteggiamento della Chiesa nei confronti di Vico dimostra che la sua mente, proiettata nel futuro, non ebbe a volte interlocutori abbastanza lungimiranti e tali da comprendere a pieno la modernità del suo pensiero.
INTERSEZIONI, Anno 2001 - N1 - Pag. 169-174

NERI POLLASTRI, La consulenza filosofica.Breve storia di una disciplina atipica
Agli inizi degli anni Ottanta, nasce in Germania una nuova disciplina, la consulenza filosofica.Essa non è altro che un'applicazione pratica, dietro pagamento di una parcella, della filosofia, utilizzata per scopi concreti.Dopo la Germania la disciplina si è sviluppata un po' in tutto il mondo; in Italia si nutre ancora molto scetticismo al riguardo.L'articolo si conclude con una bibliografia scelta sui titoli più rilevanti della letteratura specifica.
INTERSEZIONI, Anno 2001 - N1 - Pag. 175-195

STEFANO JOSSA, L'eroe nudo e l'eroe vestito.La rappresentazione di un gesto da Omero a Cervantes
Si sottolinea l'importanza della spoliazione come elemento simbolico in varie forme di arte.Il gesto di vestirsi ritorna infatti frequente nella tradizione letteraria.La vestizione dell'eroe si ritrova nell'epoca classica come un vero e proprio 'topos' e diventa addirittura un rito nella tradizione cavalleresca.Nudità e vestizione dunque come atti simbolici,passando da Omero a Tasso,da Cervantes fino a giungere a Pirandello.L'articolo è corredato dalla riproduzione di opere pittoriche inerenti il rito della vestizione-spoliazione.
INTERSEZIONI, Anno 2001 - N1 - Pag. 5-36

FRANCESCO DE CRISTOFARO, 'Un animale selvaggio addomesticato'. Il bestiario manzoniano in movimento
Si rintraccia nel romanzo manzoniano il tentativo di una stilizzazione zoomorfa quasi schiacciante nel "Fermo e Lucia",eliminata in parte nelle redazioni successive.Tale bestiario allegorico possiede una valenza evangelica molto forte;a questo proposito si ritrova nel romanzo una presenza quasi assillante di serpenti e bisce.Il dato bestiale,nella progressiva revisione del romanzo,viene riutilizzato come una sorta di distorsione retorica, così come le espressioni proverbiali sono spesso eclissate.
INTERSEZIONI, Anno 2001 - N1 - Pag. 37-78

GIOVANNI GURISATTI, Schopenhauer e la fisiognomica.Sul fondamento caratterologico della sua metafisica
Il profondo interesse di Schopenhauer per la fisiognomica è passato inosservato per molti anni. Egli dà un fondamento razionale a questo ambito filosofico, riconoscendo nel volto "il monogramma di ogni pensare e agire". Il corpo è per lui il manifestarsi della volontà,il volto è lo specchio dell' anima. La fisiognomica diventa così strumento cognitivo di alta dignità.
INTERSEZIONI, Anno 2001 - N1 - Pag. 79-108

GIULIO IACOLI, Per una teoria della geografia letteraria nel postmoderno. Celati: paesaggi, derive
Nella prosa del Celati si sente spesso la nostalgia di un centro,il senso di smarrimento che ha uno sfondo umano e geografico grigio, in cui si intravede un universo oppresso. Nel suo percorso narrativo la scrittura di Celati ripropone un paesaggio piatto,con assenza di dimensione.La ricerca attraverso i luoghi è per lui continua,poichè l'individuo deve recuperare le coordinate spaziali che sembra aver perduto.
INTERSEZIONI, Anno 2001 - N1 - Pag. 109-134

ADAM ARVIDSSON, La Vespa e il mercato dei giovani negli anni Sessanta.Dalla controcultura alla cultura del consumatore
La Vespa divenne il simbolo della grande trasformazione del dopoguerra.Lo scooter fu una risposta brillante alla richiesta di un mezzo di trasporto democratico e quindi di massa.Tale oggetto-fenomeno ha dimostrato come l'economia e la cultura siano universi strettamente connessi.
INTERSEZIONI, Anno 2001 - N1 - Pag. 135-156

SARA TARTARO, L'identità mutante di San Giorgio, tra narrazione e iconografia
La vita di San Giorgio è stata molto discussa dagli agiografi.La sua figura fu quella di martire e di guerriero come 'miles Christi'. Nel medioevo diverrà popolare e acquisterà il titolo di uomo virtuoso.L'articolo è corredato da riproduzioni di immagini del santo.
INTERSEZIONI, Anno 2001 - N1 - Pag. 159-167

EUGENIO TOSTO, Edmondo De Amicis: la lingua si studia
Cultore della lingua italiana, De Amicis ne raccomandava costantemente lo studio dapprima in "Pagine sparse", poi, in maniera più organica, nell'"Idioma". Lunga e accanita, nei suoi confronti, la polemica intavolata da Benedetto Croce.
LA RASSEGNA DELLA LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N1 - Pag. 91-106

GABRIELE MURESU, L'inno e il canto d'amore ("Purgatorio" II)
L'analisi prende le mosse dalla metafora astronomica che dà inizio al secondo canto del "Purgatorio", nelle sue valenze simboliche e sacrali. La posizione del sole è auspicio propizio per quel viaggio appena iniziato, che si annuncia rapido e luminoso. L'intensa dolcazza della melodia di lì a poco intonata da Casella sarà severamente censurata da Catone.
LA RASSEGNA DELLA LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N1 - Pag. 5-48

CARLO ANNONI, Parini, poesia della secolarizzazione e fine della storia
Sullo sfondo della grande stagione illuministica si colloca il profilo di Parini sacerdote del sociale, particolarmente attento ai rituali della moda e alle liturgie del quotidiano. Una autentica "Secolarizzazione del discorso cristiano" che, riponendo "i semi tragici" nei toni dell'ironia e della parodia, sancisce la fine imminente dell''ancien régime'.
LA RASSEGNA DELLA LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N1 - Pag. 49-75

AMEDEO MARINONI, Heidegger, Leopardi e la poetica dell'immaginare-rimembrare
Poesia pensante e pensiero poetante sono formule ormai ricorrenti per definire la produzione leopardiana: sulle tracce di una denkende Dichtung, un secolo dopo, si porrà Heidegger per cogliere un nuovo disvelamento dell'essere, che potrà darsi soltanto nel linguaggio, nel linguaggio poetico soprattutto, luogo in cui al tempo spazializzato e reificato naturalmente si sovrappone il denso fluire della memoria.
LA RASSEGNA DELLA LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N1 - Pag. 76-84

MARCO DONDERO, La data di composizione dell'"Antonello" di Vincenzo Padula
Cospicuo l'interesse della critica nei confronti della personalità del Padula. Finora soltanto indiretta, però, l'analisi della sua opera, adesso in edizione integrale presso Laterza. Ancora dubbia la datazione del dramma "Antonello" - di cui ci sono pervenuti tre testimoni a stampa - che l'A. collocherebbe intorno al 1864-65.
LA RASSEGNA DELLA LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N1 - Pag. 85-90

ADELMO MACCHIONI, Il dantismo "osservante" di Marino Ionata
Lo scrittore molisano del Quattrocento Marino Ionata nel "Giardeno" imita il viaggio oltremondano di Dante contaminando la tradizione della "Commedia" con i dettami dell'Osservanza francescana. Il poema in terza rima, da inquadrare nell'ambito culturale aragonese, registra anche una notevole importanza di Bernardino da Siena e Giovanni da Capestrano, vi si incontrano la tradizione orale degli Ordini mendicanti e la retorica dei generi letterari.
ITALIANISTICA, Anno 2000 - N1 - Pag. 27-41

MICHELANGELO PICONE, Le metamorfosi dell'amore: una lettura tipologica di "Purgatorio" IX
Dante si richiama fittamente a miti classici in gara con i modelli latini (Virgilio, Ovidio, Lucano e Stazio). L'appello al lettore di metà canto è un'esplicita dichiarazione della necessità di considerare la "Commedia" opera di poesia; anche il mito quindi viene utilizzato per innalzare il livello della scrittura.
ITALIANISTICA, Anno 2000 - N1 - Pag. 9-25

VINICIO PACCA, Il numero di Fiammetta
L'autore identifica nel cinque il numero della donna di Boccaccio, numero che starebbe ad indicare le lettere del suo vero nome, cioè Maria.
ITALIANISTICA, Anno 2000 - N1 - Pag. 45-52

SUSANNA BARSELLA, Boccaccio e Cino da Pistoia: critica alla poetica dell'amore nella parodia di "Filostrato" V e "Decameron" III 5, X 7
Si sostiene che Boccaccio riprende in modo parodico alcuni 'loci' di Cino da Pistoia. E' da rilevare soprattutto la riscrittura della canzone CXI di Cino nel V canto del "Filostrato".
ITALIANISTICA, Anno 2000 - N1 - Pag. 55-73

GIUSEPPE ANTONIO CAMERINO, Lo 'stolto sguardo'. Per un'autocitazione nel "Minturno"
Tasso riutilizza nel dialogo "Il Minturno overo de la bellezza", composto tra il 1592 e il 1593, le terzine del sonetto giovanile "Su l'ampia fronte il crespo oro lucente",apportandovi, però, varianti di notevole importanza. Il dialogo trova il suo antecedente filosofico nel neoplatonismo di Plotino e di Marsilio Ficino.
ITALIANISTICA, Anno 2000 - N1 - Pag. 75-82

SILVIA CAVAZZUTI, Carducci e i collaboratori modenesi
Viene ricomposto il quadro di conoscenti e amici modenesi di Carducci, in parte conosciuti durante le sue andate a Modena per la collaborazione editoriale con Nicola Zanichelli, che aveva lasciato in questa città la tipografia della casa editrice anche dopo il trasferimento a Bologna. Interessanti tracce di questi rapporti negli scambi epistolari, ricchi anche di notizie preziose sugli studi del letterato.
ITALIANISTICA, Anno 2000 - N1 - Pag. 83-89

LORENZO TOMASIN, Aspetti della sintassi iacoponica
Le laudi di Jacopone da Todi sono probabilmente legate a 'performances' orali, quindi si prestano a un'indagine linguistica che verta sulla sintassi del parlato. Come già ha scelto di fare Gianfranco Contini, l'indagine si appunta sullo stile nominale, sulla dislocazione dei complementi nella frase e sull'uso del 'che'.
ITALIANISTICA, Anno 2000 - N1 - Pag. 93-112

ORNELLA CASTELLANI POLLIDORI, 'Nessun' / 'niun? ("Inf." XIII 3) e il gioco stilistico in Dante
Il saggio analizza i primi versi del canto XIII dell'Inferno ed in particolare il verso 3, mettendo a confronto il 'neun' dell'edizione Petrocchi ed il 'nessun' dell'edizione Vandelli. Si esaminano gli antichi testimoni del poema dantesco, ed ancora l'uso delle due varianti in Cavalcanti e Cino da Pistoia.
STUDI ITALIANI, Anno 2000 - N1 - Pag. 5-25

ALESSANDRO MONGATTI, Il "Filosofo" di Pietro Aretino e la riscrittura della novella di Andreuccio ("Decameron", II 5)
Lo studio propone la scrittura nel 1545 de "Il Filosofo" quale ritorno all'ordine da parte dell'Aretino, caratterizzato da un uso più convenzionale della scrittura teatrale e dal ricorso alla novella di Andreuccio da Perugia del Boccaccio. Si individuano le dinamiche messe in atto dalla riscrittura ed in particolare determinate dal passaggio di genere.
STUDI ITALIANI, Anno 2000 - N1 - Pag. 27

FRANÇOSE BOUTHIER, L'educazione secondo il cavalier Marino. Mercurio e Venere maestri di Adone
Lo studio rilegge la vicenda del poema mariniano individuando nel magistero diverso che sul giovane protagonista esercitano Mercurio e Venere una delle possibili chiavi di interpretazione. Sia la relazione con Mercurio che la morte di Adone seguita da una lunga appendice sono visti nell'ottica di un suo percorso di apprendimento dell'arte di governare che Marino organizza sotto la superficie del testo.
STUDI ITALIANI, Anno 2000 - N1 - Pag. 47-58

STEFANO CARRAI, Per un dittico foscoliano: le odi maggiori
Lo studio tende a rivalutare la contnuità di ispirazione tra le due odi composte nel 1799 e nel 1802; una similitudine linguistica, strutturale, metrica e una comunanza di riferimenti (vengono citati Parini, Savioli, Bertola) avvicinano i due componimenti a costituire un 'dittico galante' di gusto settecentesco che subentra in Foscolo alla precedente poesia di ispirazione civile.
STUDI ITALIANI, Anno 2000 - N1 - Pag. 59-73

WILLI HIRDT, I "Poemi conviviali" fra mitografia e filosofia
Il saggio analizza la raccolta pascoliana "Poemi conviviali" alla luce del ricorso pascoliano sia al mondo mitico sia a continue reminescenze letterarie greche e italiane. Le poesie della raccolta ed in particolare il componimento dal titolo "Ultimo viaggio" è messo in relazione con la "Filosofia dell'inconscio" di Eduard von Hartmann
STUDI ITALIANI, Anno 2000 - N1 - Pag. 75-95

DELIA GAROFANO, Ipotesi su un testo tozziano: "Barche capovolte"
Il saggio analizza la raccolta di ottantasei aforismi di materia autobografica e filosofica, edita postuma solo nel 1981, alla luce delle letture condotte da Tozzi negli anni 1904-1908 e assegnando rilievo soprattutto alle opere di D'Annunzio e William James. Vengono sfruttate anche le lettere dell'autore senese a ricostruire il suo cammino di formazione verso le opere maggiori.
STUDI ITALIANI, Anno 2000 - N1 - Pag. 97-111

ROSSELLA BARDELLI, Notizie su Lotto del Mazza
Il contributo, oltre a recuperare le schede fin qui fornite dalla critica su Lotto del Mazza, aggiunge dati su tempi e luoghi della sua professione di calzaiolo, sulla sua data di morte e sulle date di composizione delle sue commedie negli anni sessanta e settanta del Cinquecento.
STUDI ITALIANI, Anno 2000 - N1 - Pag. 115-125

SIMONA MAMMANA, Ipotesi per l'attribuzione di due madrigali cinquecenteschi
Lo studio riguarda l'attribuzione di due madrigali contenuti nel ms. N. A. 470 della Biblioteca Nazionale di Firenze che contiene una raccolta di rime di Orsatto Giustinian. L'autrie approda all'attribuzione dei due componimenti appunto al Giustinian e alla poetessa Maddalena Campiglia, e alla loro collocazione nella seconda metà degli anni ottanta del Cinquecento.
STUDI ITALIANI, Anno 2000 - N1 - Pag. 127-132

VITTORIO COLOMBO, Su alcune lettere ritrovate di Vittorio Alfieri e Luisa Stolber
Il contributo pubblica alcune lettere di Alfieri e di Luisa Stolberg riguardanti rispettivamente delle richieste di libri rari fatte dal poeta nel giugno 1797 e di una collezione di stampe cercate dalla Stolberg. Si forniscono anche documenti del 1803 riguardanti il tentativo di Alfieri di recuperare manoscritti e beni rimasti in Francia.
STUDI ITALIANI, Anno 2000 - N1 - Pag. 133-145

RICCARDO TACCHINARDI, Sulle note editoriali di Nicolò Bettoni
Il saggio ricostruisce a partire da una presentazione di Bettoni a "Il Bardo della Selva Nera" di Monti (1806) la polemica tra Bettoni stesso e Ugo Foscolo riguardo al rapporto tra autore ed editore e con anticipazioni della futura politica editoriale del Bettoni. Al termine un regesto di sue note editoriali tra il 1806 e il 1811.
STUDI ITALIANI, Anno 2000 - N1 - Pag. 147-154

DANILO ROMEI, Indici di 'risorse' di letteratura italiana in rete
Il contributo ragguaglia sui siti web disponibili per delle ricerche di letteratura italiana, esaminando i principali pogetti in corso e i servizi offerti da alcuni motori di ricerca.
STUDI ITALIANI, Anno 2000 - N1 - Pag. 195-199

VINCENZO GUERCIO, Ancora sui "Bai di carta": Marino, Guarini, Fenaruolo
Recuperando precedenti indagini, il saggio esamina il piccolo canzoniere mariniano sui baci, composto di diciannove componimenti editi nelle "Rime" del 1602. Oltre ad una prolungata lettura del gruppo, compattato da uno sviluppo narrativo che viene individuato, viene poi effettuata un'analisi dei componimenti sul tema dei baci di Guarini e di Fenaruolo.
STUDI ITALIANI, Anno 2000 - N2 - Pag. 5-47

FRANCO LONGONI, Alcune note e riflessioni sull' 'Ars Commemorandi' foscoliana
Il saggio esamina l'uso della tradizione letteraria classica (di Lucrezio, Orazio e Tibullo) nelle lettere che il Foscolo inviò all'Armandi nel 1807, in un periodo in cui il poeta rifletteva a lungo sulla figura biblica di Giobbe. Esaminando poi le note autoesegetiche apposte ai "Sepolcri", viene individuato l'uso dell' "Elegia" di Thomas Gray non nella traduzione del Cesarotti ma in quella del veronese Giuseppe Torelli.
STUDI ITALIANI, Anno 2000 - N2 - Pag. 49-83

GUGLIELMO GORNI, L'invenzione del "Cuore"
Il saggio prova un esame del romanzo di De Amicis al di fuori della lettura consueta di opera didattica, rinvenendovi una forte progettualità in termini di struttura e uno statuto ambiguo nell'alternarsi dei narratori. "Cuore" oltre che storia di una educazione, varrebbe quale "codice domestico di ricordanze".
STUDI ITALIANI, Anno 2000 - N2 - Pag. 85-93

JUAN CARLOS DE MIGUEL, Progressione drammaturgica in Ugo Betti: da "Frana allo scalo nord" a "Corruzione al palazzo di giustizia"
Il saggio analizza la variazione della 'struttura giudiziale' nella produzione di Ugo Betti: partendo da "Frana allo scalo nord" dei primi anni trenta fino a "Corruzione al palazzo di giustizia", ed attraverso un confronto di conflitti e soluzioni drammaturgiche, si giunge all'individuazione nell'opera di Betti di tracce di un 'esistenzialismo cristiano'.
STUDI ITALIANI, Anno 2000 - N2 - Pag. 95-109

ARNALDO DI BENEDETTO, Ricordo di Lanfranco Caretti

STUDI ITALIANI, Anno 2000 - N2 - Pag. 113-116

ANGELO FABRIZI, Lanfranco Caretti e le lettere di Alfieri
Il saggio ripercorre le ricerche di Lanfranco Caretti nell'ambito dell'edizione dell'epistolario alfieriano e più in generale gli studi sull'autore settecentesco del critico scomparso.
STUDI ITALIANI, Anno 2000 - N2 - Pag. 117-123

GINO TELLINI, L'editore dell' "Epistolario" alfieriano
Il saggio ricorda l'edizione delle lettere alfieriane approntata da Caretti, menzionando alcuni casi di ricerche di manoscritti e taluni dei criteri che guidarono Caretti. Viene inoltre presentato il volume dello stesso studioso dal titolo "Studi sulle lettere alfieriane", edito da Mucchi a Modena nel 1999.
STUDI ITALIANI, Anno 2000 - N2 - Pag. 125-135

MONICA GORI, Profilo di Antonio Isidoro Mezzabarba
Il saggio analizza il percorso culturale del Mezzabarba cui si deve il ms. Marciano Ital. IX 191 importante testimone della lirica delle origini e che viene mostrato in contatto tanto con il Bembo che lavora alle "Prose" quanto con l'Aretino alla metà degli anni trenta. Si esamina poi la raccolta delle "Rime" edite nel 1536 e imitate tra l'altro da Bandello e Tansillo.
STUDI ITALIANI, Anno 2000 - N2 - Pag. 139-170

DANILO ROMEI, Testi elettronici e database testuali
Il saggio illustra la polemica sul funzionamento della Letteratura Italiana Zanichelli versione 3.0 (LIZ) tra lo studioso Sergio Bozzola e le case editrici Lexis e Zanichelli responsabili del prodotto.
STUDI ITALIANI, Anno 2000 - N2 - Pag. 205-209

MICHELANGELO PICONE, Il contesto classico de canto di Ulisse
Il saggio si propone di indagare da un lato la 'irradiazione semantica' che il racconto dell'episodio di Ulisse esercita sulla prima parte del canto XXVI dell' Inferno, d'altra parte la strategia dantesca tesa a recuperare la versione autentica del mito di contro alle sue versioni latine e medievali.
STRUMENTI CRITICI, Anno 2000 - N2 - Pag. 171-191

LORENZA GATTAMORTA, Luzi e Dante: figure e trame di una intertestualità
Il saggio analizza la presenza dantesca entro le due raccolte "Primizie del deserto" e "Onore del vero" e vi ravvisa una strategia di riscrittura che viene definita non 'integrativa' ma 'riflessiva' mira ad una risemantizzazione dei materiali provenienti dal testo originario.
STRUMENTI CRITICI, Anno 2000 - N2 - Pag. 193-217

ROBERTO MUSSAPI, Moby-Dick e la caverna
Il saggio analizza il motivo del viaggio agli inferi in alcuni testi della letteratura occidentale, con particolare riguardo all'opera di Melville ma facendo anche ripetuti riferimenti alla "Tempesta" di Shakespeare e al "Doctor Faustus" di Marlowe.
STRUMENTI CRITICI, Anno 2000 - N2 - Pag. 219-228

ROBERTO FARNETI, 'L'invidia ama nascondersi'. Girard su Shakespeare
Il saggio analizza il volume di Girard sul teatro di Shakespeare uscito in inglese nel 1991; il filosofo francese, mentre svolge una storia delle edizioni shakespeariane, individua in quei testi una linea segreta di interpretazione umani alla luce di elementi come desiderio e invidia. Il testo diventa allora deposito di una verità nascosta sulle relazioni umane.
STRUMENTI CRITICI, Anno 2000 - N2 - Pag. 229-248

ROCCO CORONATO, Amleto virtuale
Il saggio esamina, con particolare riguardo alla tragedia shakespeariana, il fenomeno della metateatralità nel teatro elisabettiano. Vengono al riguardo richiamati, oltre che le categorie di Genette, i precedenti della retorica classica (da Cicerone a Quintiliano) in riferimento al concetto di 'copia', della ricchezza elocutiva.
STRUMENTI CRITICI, Anno 2000 - N2 - Pag. 249-276

SILVANA CAPORALETTI, Reading the End in the Begininnin of John Fowles's "The Collector"
Il saggio esamina l'opera di Fowles concentrandonsi su un brano della parte iniziale per ravvisarvi, attraverso un'osservazione della lingua e della costruzione narrativa, oltre che dei messaggi complessivamente inviati al lettore, caratteristiche che riguardano l'intero romanzo.
STRUMENTI CRITICI, Anno 2000 - N2 - Pag. 277-295

ELENA ROSSI, Percorsi dell'intertestualità fra classico e moderno: dieci categorie di trasformazione testuale
Il saggio si prova in una classificazione delle relazioni che si instaurano tra testo imitato e testo imitante. Avendo riguardo alle categorie di Genette e al riuso del patrimonio classico, vengono individuate dieci tipologie di trasformazione dell'ipotesto, da un livello di fedeltà massima ad un completo rovesciamento.
STRUMENTI CRITICI, Anno 2000 - N3 - Pag. 307-329

PAOLO JACHIA, Il riscatto del corpo nella filosofia del dialogo e dell'alterità di Michail Bachtin
Il saggio esamina la teoria di Bachtin a partire dal volume "L'autore e l'eroe" individuandovi una visione del corpo come valore, nel recupero delle posizioni filosofiche coeve (in particolare di Husserl). Si intravede in Bachtin e nelle sue opere un superamento dell'idealismo e un recupero della novità contenuta nella proposta di Freud.
STRUMENTI CRITICI, Anno 2000 - N3 - Pag. 331-359

GIOVANNA PINNA, Itinerari dell'Io. Teorie e forme del viaggio in Ludwig Tieck
Il saggio analizza la collocazione del romanzo di Tieck "Phantasus" del 1812 all'interno dell'elaborazione teorica del romanticismo tedesco; in particolare si osserva il tema del viaggio, con il superamento della sua concezione illuministica e con l'assunzione di valore per sentimento e immaginazione, in una chiave soggettiva piuttosto che oggettiva.
STRUMENTI CRITICI, Anno 2000 - N3 - Pag. 361-385

AHARON APPELFELD, Dall' "Autobiografia"
Si pubblica un brano da "Sippur Haym", opera edita a Gerusalemme nel 1999 e di cui è in corso di pubblicazione la versione italiana.
STRUMENTI CRITICI, Anno 2000 - N3 - Pag. 387-398

DANTE ISELLA, Dossiana
Vengono pubbliate le diciotto lettere inviate da Dossi a Perelli nel 1870, una delle quali contiene il bozzetto "Il bacio perduto"; l'autore aggiunge la pubblicazione di venticinque frammenti di "Note azzurre" (nove inediti) di recente venuti alla luce sul mercato antiquario.
STRUMENTI CRITICI, Anno 2000 - N3 - Pag. 399-425

ENRICO CAPODAGLIO, Vladimir Jankélévitch come scrittore
Il saggio rilegge l'opera di Jankélévitch dal punto di vista del linguaggio e dello stile impiegati nella ricerca filosofica: si analizza in particolare la tecnica di scrittura nella quale si rinviene sia la lezione del linguaggio metaforico platonico sia l'influsso della retorica barocca.
STRUMENTI CRITICI, Anno 2000 - N3 - Pag. 463-487

ELISA BORSARI, Cesare Pavese. Critica ai 'miti della critica'
Il saggio ripercorre le posizioni critiche registratesi sull'opera pavesiana a partire dagli anni successivi alla scomparsa dello scrittore: vengono individuati i limiti di una lettura psicologico-biografica, approfondendo poi la valenza dell'etnologia, del mito e dell'opera di Melville nella riflessione del Pavese più maturo.
STRUMENTI CRITICI, Anno 2000 - N3 - Pag. 427-461

PIETRO BENZONI, "E andè drétt u n s va invéll". Percorsi di Raffaele Baldini
L'A. rintraccia nell'opera di Baldini un'istanza gnoseologica contrastata dalla sfiducia nella conoscibilità del reale. Nel corpus del poeta si riscontrano una serie di nuclei tematici: la solitudine, la follia, la reclusione, la morte, il sogno accanto a personaggio della realtà (bottegai, pensionati); un corpus dunque coeso scandito da un traliccio narrativo sempre presente, seppure più sfumato nell'ultima produzione, chiuso da una clausola fortemente evidenziata. L'analisi è poi corredata da una bibliografia analitica.
STUDI NOVECENTESCHI, Anno 2000 - N59 - Pag. 7-57

CESARE DE MICHELIS, Il conformismo degli intellettuali
De Michelis individua in "Je accuse" di Zola l'atto fondativo dell'intellettuale moderno, figura nuova che viene a sostituire il letterato del '700: secondo l'A. l'intellettuale si caratterizza per la vocazione moralistica nel continuo confronto con la società di massa in posizione di giudice.
STUDI NOVECENTESCHI, Anno 2000 - N59 - Pag. 61-81

ROBERTO LEPORATTI, "Eastbourne"
L'A. propone una rilettura di "Eastbourne" sottolineandone la presenza precoce di quella epifania del ricordo, inteso come "occasione" appunto, nello specifico riattualizzazione di una figura femminile (esemplata sulla Beatrice del Dante purgatoriale, e forse identificabile con Clizia), in una forma sospesa tra inno e elegia.
STUDI NOVECENTESCHI, Anno 2000 - N59 - Pag. 83-109

IARIA CROTTI, Debenedetti lettore di Noventa
I. Crotti a partire dal rapporto d'amicizio intercorso tra Noventa e Debenedetti si sofferma sull'esegesi debenedettiana del poeta dialettale.
STUDI NOVECENTESCHI, Anno 2000 - N59 - Pag. 111-134

ENZA DEL TEDESCO, Goffredo Parise. Nascita narrativa e iniziazione poetica
La studiosa esamina soprattutto il primo romanzo di Parise, "Il ragazzo morto e le comete", originale sperimentazione, rispetto alla più tradizionale maniera successiva, di voci e tempi narrativi.
STUDI NOVECENTESCHI, Anno 2000 - N59 - Pag. 135-159

BRUNO PISCHEDDA, "Petrolio", una significativa illeggibilità
L'A. insiste sulla natura caotica del romanzo pasoliniano, natura che segnerebbe il crollo del mito populista dello scrittore; parallelamente rintraccia una struttura "infernale" al di sotto dei frammenti narrativi, evidenziando una sperimentazione delle forme a fronte di un riaffiorare di tematiche e contenuti del tutto coerenti con la scrittura dell'intellettuale.
STUDI NOVECENTESCHI, Anno 2000 - N59 - Pag. 161-185

ANDREA BALDI, La metropoli matrigna: "Silenzio a Milano" di Anna Maria Ortese
Nel romanzo il critico ritrova la medesima malattia dell'erranza, l'ansia di un ubi consistam, tipico della narrativa dell'Ortese, in cui il polo metropolitano permane momento di frustrante delusione.
STUDI NOVECENTESCHI, Anno 2000 - N59 - Pag. 187-209

GIORGIO PULLINI, Tra poesia e cronaca: le "maschere" del romanzo italiano fine secolo
L'A. tenta di tracciare un panorama della narrativa degli anni 80-90 del Novecento, rintracciando tre tendenze: la prima del cosiddetto 'romanzo poetico', la seconda propria del 'narratore protagonista-esibizionista', la terza del cannibalesco.
STUDI NOVECENTESCHI, Anno 2000 - N59 - Pag. 211-237

R.ANTONELLI, R.CESERANI, V.COLETTI, C.DI GIROLAMO, G.FERRONI, R.LUPERINI,V.SPINAZZOLA, M.COLSAR, Riflessioni sul canone della letteratura italiana nella prospettiva dell'insegnamento all'estero
Dibattito sulla crisi istituzionale che caratterizza la Letteratura Italiana. Le proposte per reagire di fronte a questa crisi sono: 1. l'opportunità di rovesciare l'ordine cronologico partendo dalla letteratura moderna e contemporanea; 2. un canone flessibile che rifletta gli interessi delle giovani generazioni, e allo stesso tempo approfondisca la storicità rifiutando banali semplificazioni dettate da mode. Gli autori propongono unanimamente come parte essenziale di un canone valido sia in Italia che all'estero: Dante, Boccaccio, Ariosto, Leopardi seguiti da Petrarca, Manzoni, Verga, Pirandello, Svevo e Calvino.
QUADERNS D'ITALIÀ, Anno 1999-2000 - N4-5 - Pag. 11-46

AMILCARE A. IANNUCCI, The Italian Canon Abroad
Il canone letterario, l'elenco dei libri auterovoli, è stato recentemente messo sotto accusa ma, malgrado tutto, continua a resistere. Ne è un esempio il canone italiano all'estero, cioè l'elenco degli autori italiani emergenti in quanto figure autorevoli nella letteratura, nella cultura e nell'educazione dei non italofoni del ventesimo secolo. L'egemonia di Dante, Petrarca, Boccaccio, Ariosto, Tasso, Machiavelli, Vico e Pirandello all'estero è esaminata a partire dalla loro diffusione nei curricula educativi, nele traduzioni e nella loro influenza negli scrittori stranieri.
QUADERNS D'ITALIÀ, Anno 1999-2000 - N4-5 - Pag. 47-65

MARÍA DE LAS NIEVES MUÑIZ MUÑIZ, Il canone del Novecento letterario italiano in Spagna
Approfondita analisi della ricezione della Letteratura Italiana del XX secolo in Spagna. Gli anni dell'Avanguardia e gli ultimi anni Cinquanta sono indicati come momenti decisivi nell'affermazione di tale influenza, così come gli anni Sessanta segnano l'inizio di una fase di declino. Nel definire questo complesso percorso, vengono utilizzati diversi indicatori (traduzioni, antologie, critica militante, l'influenza in singoli scrittori o in gruppi di lettori, ecc.) ed altresì osservate le limitazioni imposte dalle specifiche aspettative culturali ed epistemologiche, considerate nel loro preciso contesto storico.
QUADERNS D'ITALIÀ, Anno 1999-2000 - N4-5 - Pag. 67-88

LORENZO BARTOLI, Considerazioni attorno ad una questione metricologica. Il Boccaccio e le origini dell'ottava rima
Esamina i più importanti studi sulla creazione e definizione dell'ottava rima e sul ruolo svolto da Giovanni Boccaccio nella sua introduzione. Ne conclude che, nonostante tutti gli sforzi compiuti per attribuirne un'origine previa a Boccaccio, i risultati si sono rivelati inconcludenti. Se non l'inventore, quindi, formalmente Boccaccio rimane il pater dell'ottava rima.
QUADERNS D'ITALIÀ, Anno 1999-2000 - N4-5 - Pag. 91-99

JORDI CANALS, Salomón Usque ante la "Canción 23" de Petrarca
La traduzione spagnola in versi di Salomón Usque della prima parte del "Canzoniere" di Petrarca è stata pubblicata a venezia nel 1567. Dall'analisi della "Canzone delle trasformazioni"(C 23) emergono variazioni e omissioni rispetto all'originale, e interferenze della lingua italiana sullo spagnolo di Usque.
QUADERNS D'ITALIÀ, Anno 1999-2000 - N4-5 - Pag. 101-116

DANIELA ARONICA, Appunti per uno studio comparatistico sui sonetti-autoritratto dell'Alfieri, del Foscolo e del Manzoni
Alla luce degli studi precedenti, questo articolo esamina comparativamente i tre sonetti-autoritratto di Vittorio Alfieri, Ugo Foscolo e Alessandro Manzoni e ne sottolinea l'originale contributo in base alla rispettiva concezione poetica e della vita di ogni singolo poeta.
QUADERNS D'ITALIÀ, Anno 1999-2000 - N4-5 - Pag. 117-130

FRANCISCO AMELLA VELA, El 'yo' en los "Canti": preliminares al estudio de una figura textual (I). La ficción autobiográfica y la istancia del 'yo' lírico
Prima parte di una serie di articoli in cui è posto l'accento sul ruolo dell''io' lirico come elemento di ordine e di coesione nei "Canti" leopardiani.
QUADERNS D'ITALIÀ, Anno 1999-2000 - N4-5 - Pag. 131-144

GABRIELLA GAVAGNIN, Le versioni pascoliane di Maria Antònia Salvà: un approccio storico e un'indagine formale
La poetessa maiorchina Maria Antònia Salvà traduce in catalano, nel primo trentennio del secolo, numerose poesie di Giovanni Pascoli. Tali versioni poetiche rappresentano le prime ed uniche traduzioni delle sue poesie in lingua iberica prima della Guerra Civile spagnola. Quest'articolo spiega la storia della loro composizione e pubblicazione. Infine analizza alcune traduzioni da un punto di vista linguistico e stilistico con particolare attenzione al valore fonosimbolico delle poesie.
QUADERNS D'ITALIÀ, Anno 1999-2000 - N4-5 - Pag. 145-161

MARÍA DE LAS NIEVES MUÑIZ MUÑIZ, Il Bicentenario Leopardiano in Spagna. Bilancio e bibliografia
Recensione delle varie pubblicazioni spagnole (traduzioni, atti di convegni, volumi collettivi e tesi di dottorato) dedicate a Leopardi in occasione del secondo centenario dalla nascita.
QUADERNS D'ITALIÀ, Anno 1999-2000 - N4-5 - Pag. 165-171

ISAIAH BERLIN, Giambattista Vico
Traduzione in spagnolo di un saggio divulgativo su Vico di Isaiah Berlin.
CUADERNOS SOBRE VICO, Anno 1999-2000 - N11-12 - Pag. 17-32

ALESSANDRO GIULIANI, La filosofía retórica de Vico y la nueva retórica
Approfondisce il legame tra Vico e la rinascita contemporanea della retorica, alla cui luce assumono particolare rilevanza i contributi delle speculazioni giuridiche e retoriche vichiane.
CUADERNOS SOBRE VICO, Anno 1999-2000 - N11-12 - Pag. 33-46

GIORGIO TAGLIACOZZO, Vico hoy y mañana
Discorso di benvenuto al convegno VICO/VENEZIA, il 21 agosto 1978,in occasione del 250º anniversario della pubblicazione veneziana dell'"Autobiografia" di Vico.
CUADERNOS SOBRE VICO, Anno 1999-2000 - N11-12 - Pag. 47-49

ANTONIO VERRI, Berlin y Vico
Sottolinea il ruolo essenziale svolto da Vico nel pensiero e nell'opera di Berlin.
CUADERNOS SOBRE VICO, Anno 1999-2000 - N11-12 - Pag. 51-62

ENRIQUE BOCARDO, La experiencia humana como narración
Vico sviluppò una ricca e affascinante concezione degli stati soggettivi, delle emozioni, delle speranze, dei timori e in generale di ogni esperienza morale basata sulla sua peculiare nozione di fantasia. Achille, Ulisse o gli dèi ed eroi dei miti classici sono forme generali o modelli di azione, prototipi che rappresentano una grande varietà di qualità e azioni altrimenti difficili da comprendere.
CUADERNOS SOBRE VICO, Anno 1999-2000 - N11-12 - Pag. 63-80

GIUSEPPE CACCIATORE, Individualidad y ética: Vico y Dilthey
Mostra un uso possibile di alcune coordinate filosofiche elaborate sia da Vico che da Dilthey e che possono influire sul dibattito filosofico contemporaneo a proposito dell'individualità nel suo nesso (di congiunzione o di disgiunzione) con le forme e i contenuti dell'etica. Propone una nuova impostazione dell'ipotesi di relazione tra un oridne normativo dell'agire morale e le esigenze di vita radicate nell'individuo.
CUADERNOS SOBRE VICO, Anno 1999-2000 - N11-12 - Pag. 81-96

ALBERTO M. DAMIANI, Orden civil y orden metafísico en la 'Scienza Nuova'
Evidenzia l'unione tra il mondo civile e il mondo metafisico in quanto principio reggente dell'antropologia, della gnoseologia e della teoria politica di Vico. La relazione tra senso comune e libero arbitrio è esaminata in rapporto alle trasformazioni della mente e alla "Pratica della Scienza Nuova".
CUADERNOS SOBRE VICO, Anno 1999-2000 - N11-12 - Pag. 97-105

MARCEL DANESI, Sentido, concepto y metáfora en Vico: una óptica interpretativa de las investigaciones científicas sobre la metáfora
Recenti studi di linguistica e scienza cognitiva dimostrano l'esistenza di un nesso epistemologico tra senso, concetto e metafora che Vico esponeva nella sua "Scienza Nuova". L'autore sottolinea che, nonostante Vico abbia dimostrato che la logica poetica costituisce la facoltà preliminare che aiuta a sviluppare il comportamento simbolico umano, il concetto di 'Homo Poeticus' manca del tutto nelle attuali ricerche relatice alla metafora e alla linguistica.
CUADERNOS SOBRE VICO, Anno 1999-2000 - N11-12 - Pag. 107-127

MOISÉS GONZÁLEZ GARCÍA, Progreso e historia en Vico y Marx
Approccio al pensiero dei due pensatori a proposito del concetto di uomo e di storia. Marx nutre fiducia nel progresso storico e crede che gli uomini passeranno dal regno della necessità a quello della libertà. Vico, invece, non ha mai creduto che il progresso fosse una necessità che dovesse realizzarsi inevitabilmente, né tantomeno che fosse irreversibile, dal momento che la barbarie è sempre in agguato e ogni conquista è sempre precaria.
CUADERNOS SOBRE VICO, Anno 1999-2000 - N11-12 - Pag. 129-147

HUMBERTO APARECIDO DE OLIVEIRA GUIDO, La niñez de Vico y la niñez en la filosofia de Vico
Analizza nei primi scritti di Vico, soprattutto nella "Vita", le considerazioni sulla concezione filosofica dell'infanzia.
CUADERNOS SOBRE VICO, Anno 1999-2000 - N11-12 - Pag. 149-162

BRUCE HADDOCK, La significación filosófica de la autobiografía de Vico
Propone una lettura dell'autobiografia di Vico a partire della "Scienza Nuova". Scelta di alcuni temi di un certo rilievo nella Scienza Nuova elaborati da Vico nella "Vita" e che, discutibilmente, apportano una nuova luce sul significato filosofico dell'autobiografia in quanto genere letterario.
CUADERNOS SOBRE VICO, Anno 1999-2000 - N11-12 - Pag. 163-172

MAURIZIO MARTIRANO, Algunos momentos de la interpretación ferrariana de la filosofía de Vico
Presenta nuove prospettive a proposito del rapporto tra Giuseppe Ferrari e Vico, rifacendosi alle posizioni giovanili del primo in quanto editore del filosofo napolitano. In tale prospettiva, l'autore analizza una serie di fasi vitali sul filo delle edizioni della "Scienza Nuova" e del "Diritto Universale".
CUADERNOS SOBRE VICO, Anno 1999-2000 - N11-12 - Pag. 173-184

GIUSEPPE PATELLA, Vico, la procedencia, el cuerpo
Tratta l'importanza dell''origine' e dei 'principi' in relazione all'attenzione che Vico presta al corpo e alla corporeità agli inizi. Il corpo è, pertanto, sia principio che mezzo di conoscenza.
CUADERNOS SOBRE VICO, Anno 1999-2000 - N11-12 - Pag. 185-192

TOM ROCKMORE, Vico y el constructivismo
Vico rappresenta uno dei più importanti innovatori epistemologici dei tempi moderni. Capì che non potendo noi conoscere indipendentemente la realtà, le condizioni di conoscenza sono allora in qualche modo forme di costruttivismo.
CUADERNOS SOBRE VICO, Anno 1999-2000 - N11-12 - Pag. 193-199

JOSÉ M. SEVILLA, Ortega, Vico e Ibn Jaldún ("Metahistoria" e "historia ideal eterna"). Apuntes para una confrontación (II)
Confronto tra i filosofi Ortega y Gasset, Vico e Ibn Jaldún. L'obiettivo è duplice: approfondire il ricorso orteghiano alla 'metastoria' e mostrare che la sua interpretazione di Ibn Jaldún è di matrice 'vichiana'.
CUADERNOS SOBRE VICO, Anno 1999-2000 - N11-12 - Pag. 203-213

VANNA GESSA-KUROTSCHKA, Para una hermenéutica del sí mismo. La lógica poética del lenguaje
Secondo l'autrice, dalla "Scienza Nuova" di Vico è possibile estrarre il modello di una 'metafisica' e una teoria del linguaggio (una 'logica') che consentano di articolare il 'significato individuale' dell'esperienza della frammentarietà e casualità della vita che l'interpretazione deve ordinare, costituendo così il senso del proprio essere, che si realizza attraverso un 'comprendere' che è, contemporaneamente, il progetto di un 'fare'.
CUADERNOS SOBRE VICO, Anno 1999-2000 - N11-12 - Pag. 217-234

FERNANDO MOLINA CASTILLO, Lo bello y lo sublime en la estética de Esteban de Arteaga
Si analizza la posizione di Arteaga - espressa nelle sue due opere più importanti, 'La bellezza ideale' e 'Le Rivoluzioni del teatro musicale italiano' - in rapporto ai concetti di bello e di sublime.
CUADERNOS SOBRE VICO, Anno 1999-2000 - N11-12 - Pag. 235-251

JORGE VELÁZQUEZ DELGADO, El problema del mal en la filosofía política de Nicolás Maquiavelo
Machiavelli considerava il male come elemento necessario della realtà umana e lo situava al centro del suo pessimismo antropologico. Tale realtà si inserisce nella sua filosofia politica in generale e nella sua teoria dello Stato in particolare.
CUADERNOS SOBRE VICO, Anno 1999-2000 - N11-12 - Pag. 253-266

JOSÉ VILLALOBOS, La creación poiética de Velázquez
Studio filosofico della pittura di Diego Velázquez, partendo dalla prospettiva di un'ermeneutica dei suoi dipinti che, confrontandole con altre creazioni poietiche (musica) e con la creazione noetica (filosofia), ci avvicina ai suoi concetti di 'mondo', 'uomo' e 'Dio'.
CUADERNOS SOBRE VICO, Anno 1999-2000 - N11-12 - Pag. 267-284

MARCO LUCCHESI, La poética de la 'Ciencia Nueva'
Itinerario attraverso i principali luoghi vichiani, con particolare interesse nei confronti dell'emergenza e della comprensione vichiana degli aspetti che rivelano il valore della mitologia e della poesia pura per la comprensione dell'uomo e della sua storia.
CUADERNOS SOBRE VICO, Anno 1999-2000 - N11-12 - Pag. 287-294

GIORGIO A. PINTON, Por qué y dónde está Giambattista Vico en la WEB?
Percorso nella WEB alla ricerca dei siti dedicati al filosofo napoletano.
CUADERNOS SOBRE VICO, Anno 1999-2000 - N11-12 - Pag. 295-318

GIAMBATTISTA VICO, LA ANTIQUÍSIMA SABIDURÍA DE LOS ITALIANOS PARTIENDO DE LOS ORÍGENES DE LA LENGUA LATINA
Traduzione dal latino di Francisco J. Navarro Gómez.
CUADERNOS SOBRE VICO, Anno 1999-2000 - N11-12 - Pag. 443-483

STEFANO JOSSA, Ordine e causalità: ideologizzazione del poema e difficoltà del racconto tra Ariosto e Tasso
Analizzando tre temi caratteristici del poema narrativo (amore, sorteggio, duello) nell'interpretazione ariostesca ed in quella tassiana, sono suggerite affinità e sottolineate distanze attraverso le prove letterarie intermedie di Trissino, Alemanni, Giraldi Cinzio.
FILOLOGIA E CRITICA, Anno 2000 - N1 - Pag. 3-39

FRANCO PIGNATTI, La novella esemplare di Sebastiano Erizzo
"Le sei giornate" del novelliere veneziano acquistano spessore critico grazie alla riconsiderazione dei suoi studi filosofici (Socrate, Platone, Aristotele). Gli esempi stessi, inanellati nella citata raccolta, rivelano un preciso stile retorico argomentativo; le tecniche di composizione delle novelle sono lucidamente sottomesse ad esigenze aristocratiche e morali. Sottesa è la riflessione sulla continuità e sull'infrazione del modello di Boccaccio.
FILOLOGIA E CRITICA, Anno 2000 - N1 - Pag. 40-68

ANNA FRABETTI, 'L'Italie et nous'. Interviste francesi a scrittori italiani dell'epoca fascista
Introdotte da alcune considerazioni su una specifica rubrica del quotidiano parigino "Comoedia", interessata all'esplorazione del mondo letterario ed artistico italiano alla fine degli anni Venti, alla presenza ed alla visibilità degli intellettuali nostrani (ad esempio Guido da Verona e Giorgio de Chirico) in Francia ed al loro complesso rapporto con il regime di Mussolini, sono presentate cinque interviste (realizzate da Max Frantel e Pierre Lagarde) a Fracchia, Malaparte, Frank, Prezzolini, Savinio.
FILOLOGIA E CRITICA, Anno 2000 - N1 - Pag. 69-94

ANDREA POLI, Una scheda provenzale per Guittone. Canz. XX, "Ahi lasso, che li boni e li malvagi", XLIX, "Altra fiata aggio già, donne, parlato"
Si dimostra che i due testi poetici indicati "dipendono, a livello di genere letterario, di temi e di riscontri testuali, da un modello provenzale" (un sirventese di Aimeric de Belenoi a difesa delle donne accusate d'aver indotto un uomo a commettere il peccato originale).
FILOLOGIA E CRITICA, Anno 2000 - N1 - Pag. 95-108

CONCETTO DEL POPOLO, Sacchetti, "Rime", 107, vv. 14-15
Nei menzionati versi è affermato che settantadue furono le lingue nate dalla confusione di Babele. Si indaga sull'origine dell'indicazione di tale quantità che è già nella "Bibbia", nei commenti dei padri della Chiesa, in Giovanni Villani.
FILOLOGIA E CRITICA, Anno 2000 - N1 - Pag. 109-113

PAOLO BARLERA, Figurazioni teologiche nel paesaggio morale dei "Promessi sposi"
Il realismo manzoniano è affiancato a quello che Pieter Bruegel propone nella "Conversione di S. Paolo". Dalle tecniche ai temi affrontati: è l'occasione per soffermarsi sulla teologia paolina sottesa al credo dello scrittore, alla mediazione realizzata da S. Agostino e più tardi da Pascal e Bossuet, infine per fare il punto sui rapporti di Manzoni con il giansenismo.
FILOLOGIA E CRITICA, Anno 2000 - N1 - Pag. 114-135

DANTE DELLA TERZA, Geografia e storia della letteratura: appunti per un profilo di Carlo Dionisotti
E' un ricordo dello studioso scomparso, un suo ritratto attraverso alcuni campioni della sua prosa critica. In specifico, sono sottolineati agli albori della seconda guerra mondiale i dubbi di Dionisotti innanzi ad esegesi da troppi intese come irrevocabili e si fa accenno alla sua posizione rispetto ad alcune prospettive critiche (quella di De Sanctis, la crociana e quella di Vittorio Cian). Sono posti in risalto l'impegno filologico dello studioso torinese, la sua vasta erudizione ed il legame con la cultura piemontese.
FILOLOGIA E CRITICA, Anno 2000 - N1 - Pag. 136-146

FILIPPO SECCHIERI, Segreto e finzione nelle scritture dell'io
Il saggio esamina le scritture diaristiche mettendo in luce la componente di finzione e di artificio creativo presente anche dietro le forme in apparenza più segrete e autoreferenziali. La natura del 'libro segreto' si presenta segnata da un interlocutore posto sempre al suo interno.
STRUMENTI CRITICI, Anno 2001 - N1 - Pag. 1-17

SILVIA BIGLIAZZI, La liberta della 'performance'. Appunti per un dialogo intertestuale
Il saggio esamina una delle composizioni poetiche che Eluard compose per Picasso mettendo in luce la funzione di 'ipotesto virtuale' giocata su più livelli dal pittore spagnolo. Il discorso conduce, attraverso l'analisi della versione musicale delle poesie eluardiane realizzata da Poulenc, alle riflessioni di Pound sulla relazione tra immagini e musica nella poesia e ad una rilettura delle categorie di Bachtin sulla poesia come testo naturalmente monologico.
STRUMENTI CRITICI, Anno 2001 - N1 - Pag. 19-43

PAOLA PUGLIATTI, Un testo della cultura elisabettiana: " A Caveat or Warening for Commen Cursetors" di Thomas Harman
Partendo da un esame della produzione cinquecentesca su vagabondi e truffatori di strada a partire dal "Liber vagatorum", il saggio esamina l'opera di Thomas Harman stampata per la prima volta nel 1566. Oltre a ravvisarvi elementi degni di fede nella descrizione di falsi mendicanti è prospettata l'ipotesi che a quella trattazione si sia rifatto Shakespeare in alcune delle sue opere dei primi anni '90.
STRUMENTI CRITICI, Anno 2001 - N1 - Pag. 43-73

CLELIA MARTIGNONI, Landolfi e la mobilità. Registri e strutture delle prime raccolte
A partire dalla natura de "La biere du pecheur" come scrittura in bilico tra il diario e il romanzo, il saggio analizza la prima parte della carriera landolfiana ed in particolare la struttura di "Dialogo dei massimi sistemi", raccolta del 1937 caratterizzata da forti connessioni interne tra i racconti, e le peculiarità del racconto lungo "La pietra lunare" del 1939.
STRUMENTI CRITICI, Anno 2001 - N1 - Pag. 75-98

MARZIA CERRAI, Una lettura del "Furioso" attraverso le immagini: l'edizione giolitina del 1542
Il saggio analizza gli apparati dell'edizione Giolito el 1542 del poema ariostesco, mettendo in luce come tanto i commenti, le appendici e le allegorie del Dolce quanto le stesse incisioni che corredavano i versi tendessero ad accreditare il "Furioso" quale epica a forte tenuta narrativa e di consistente valore morale.
STRUMENTI CRITICI, Anno 2001 - N1 - Pag. 99-133

DAVIDE FORNESI, Alcune considerazioni sul classicismo di Leopardi
Il saggio analizza le posizioni leopardiane da "Discorso di un italiano sopra la poesia romantica" e dallo "Zibaldone" riguardo alla polemica classico romantica ed in particolare alle posizioni di Di Breme. A riprova di una concezione della poesia nutrita di sentimento più che di ragione e coltivata seguendo i classici si cita e si argomenta la ripresa omerica in alcuni versi de "La sera del dì di festa".
STRUMENTI CRITICI, Anno 2001 - N1 - Pag. 135-158

FRANCISCO LÓPEZ ESTRADA, Laude inicial del doctor Ángel Chiclana
Omaggio post mortem al professore Ángel Chiclana, italianista dell'Universidad Complutense de Madrid (Spagna).
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N6 - Pag. 13-16

MARGARITA ARDANAZ MORÁN, Niangelnidechiclana
Omaggio post mortem al professore Ángel Chiclana, italianista dell'Universidad Complutense de Madrid (Spagna).
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N6 - Pag. 17-18

ANTONIO LÓPEZ FONSECA, La comedia latina: una aproximación a la literatura dramática desde la perspectiva del género y la recepción
Propone una lettura del teatro latino come fase preparatoria alla rappresentazione del testo.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N6 - Pag. 21-43

ENRIQUE OTÓN SOBRINO, Del azar y de la necesidad en Lucrecio
Sostiene la tesi di Brignone secondo cui non si possono equiparare caso e necessità. In Lucrezio predomina la necessità.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N6 - Pag. 44-50

GAMAL ABDEL-KARIM, Consideraciones y notas relativas a la historia de Sevilla
Riflessioni sulla storia di Siviglia durante i tre secoli di dominio musulmano.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N6 - Pag. 51-67

RAFAELA CASTRILLO MÁRQUEZ, Ibn al-'Arabi al-Ma'afiri en la Biblioteca Nacional de Madrid: descripción de los manuscritos que en ella se conservan
Descrizione dei manoscritti di Ibn al'Arabi al-Ma'afiri coservati presso la Biblioteca Nazionale di Madrid.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N6 - Pag. 69-73

PILAR SAQUERO SUÁREZ-SOMONTE, TOMÁS GONZÁLEZ ROLÁN, Observaciones sobre una Vita Vergiliana en Alfonso X el Sabio
Sottolinea l'ingente lavoro svolto dai redattori alfonsini nell'ambito della ricezione classica interlinguistica.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N6 - Pag. 75-84

JOSEP PUIG MONTADA, Ecos de la literatura árabe en la literatura catalana medieval
Influenza della letteratura araba nell'opera di due autori della letteratura catalana medievale: Ramon Llull e Anselm Turmeda.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N6 - Pag. 175-189

ÁNGEL SÁNEZ-BADILLOS, Entre Sefarad e Italia: Selomoh Bonafed, poeta hebreo catalán (siglo XV), y la cultura italiana
Esamina la produzione poetica del poeta ebreo catalano durante la sua permanenza in Italia.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N6 - Pag. 191-209

ROGELIO REYES CANO, Algunos aspectos de la relación de Cristóbal de Castillejo con la literatura italiana
Analisi del testo 'Reprehensión contra los poetas español que escriben en verso italiano' di Cristóbal de Catillejo e della corrispondenza intrattenuta dall'autore con Pietro Aretino.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N6 - Pag. 211-224

BENEDICT BUONO, Le 'Rime' di Giovanni Agostino Cazza, "gentilhuomo novarese" (1546)
La raccolta di rime del Cazza dimostra come il petrarchismo imperante fosse applicato a temi svariati e ridotto a repertorio di formule e stereotipi, trascurando il modello di riferimento, quale organismo unitario e coerente.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N6 - Pag. 225-237

PURA GUIL, El amable "amabile" del Galateo
Esamina la pluralità di interpretazioni ideologiche del "Galateo" di Giovanni della Casa.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N6 - Pag. 239-252

TERESA LOSADA LINIERS, "Io accesi un lume"
Percorso attraverso la concezione poetica e religiosa di Tommaso Campanella.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N6 - Pag. 253-265

GLORIA GUIDOTTI, Dal 'patto autobiografico' del Loyola alla sua biografia
Secondo l'autrice, dei cinque libri che compongono la "Vida de Ignacio de Loyola, fundador de la Compañía de Jesús", soltanto i primi due possono essere considerati 'biografia' del Loyola; nel terzo e quarto campeggia la storia dell'Ordine; il quinto è una specie di appendice.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N6 - Pag. 267-282

TERESA GIL GARCÍA, Variantes léxicas en le 'Vocabulario' de Cristóbal de las Casas
Il primo dizionario spagnolo-italiano dimostra che la lessicografia aveva scopi differenti da quelli attuali. Ad esempio, l'autore propone vari sinonimi per ogni termine assicurando la comprensione a tutti i livelli di lingua. Nell'articolo vengono esaminati in particolare termini inerenti alla botanica.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N6 - Pag. 283-305

CRISTINA BARBOLANI, Con subtil, ingeniosa y fácil mano: RFV en español
Analisi della traduzione della canzone conclusiva del "Canzoniere" (RFV 366) realizzata da Enrique Garcés alla fine del XVI secolo.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N6 - Pag. 307-330

INMACULADA DELGADO COBOS, Contribución italiana a la terminología técnica y científica de los siglos XVI y XVII
Lista di termini tecnici e scientifici di origine italiana entrati nel vocabolario spagnolo nei secoli XVI e XVII.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N6 - Pag. 331-341

MANUEL FERNÁNDEZ NIETO, Don Quijote, caballero en la guerra y en la paz
Miguel de Cervantes, mediante la parodia delle scene cavalleresche trasforma Don Chisciotte da cavaliere della guerra in cavaliere della pace. L'autore dell'articolo ne sottolinea i consigli e i dialoghi, la volontà di persuasione piuttosto che l'uso della forza.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N6 - Pag. 342-355

PASQUALE TUSCANO, Tra utopia e realismo: il trattato 'Della Monarchia di Spagna' di Tommaso Campanella
Studio del trattato "Della Monarchia di Spagna" di Tommaso Campanella.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N6 - Pag. 357-374

JAVIER GUTIÉRREZ CAROU, Alliterazione e segno linguistico: il mito di Narciso nell'Adone
Dall'analisi dell'"Adone" di Giovan Battista Marino deduce che la ripetizione di 'ra/ar', motivata dall'abbinamento presente in Narciso, serve a ricordare in modo continuato il nome del protagonista della vicenda. Allo stesso modo, l'utilizzo delle sequenze 'ro/or', motivata dall'abbinamento presente in 'amor', 'morte', 'fior', ecc., fungerebbe da "martello acustico" che verrebbe a ribadire i concetti implicati in questo processo amoroso.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N6 - Pag. 375-383

JOAQUÍN ESPINOSA CARBONELL, Pietro Chiari y las polémicas literarias del siglo XVIII. La Chiareide
Descrizione del manoscritto inedito "La Chiareide", conservato presso la Biblioteca Estense di Modena, di Giacomo Passano, nemico dell'abate Pietro Chiari. Il manoscritto contiene trecento sonetti scritti in polemica con Pietro Chiari, secondo la testimonianza presente nelle "Memorie" di Giacomo Casanova.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N6 - Pag. 385-402

ANA ISABEL FERNÁNDEZ VALBUENA, Autobiografismo come romanzo dell'esistenza: il mito del poeta in Vittorio Alfieri
In questo contributo allo studio della "Vita" di Vittorio Alfieri l'A. dell'articolo ricerca il carattere dimostrativo di un percorso letterario sconfinante nel mito.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N6 - Pag. 403-417

FERNANDO PRESA GONZÁLEZ, La No-Divina Comedia de Zigmunt Krasinski
Presenta un breve panorama della storia della Polonia dalla fine del 700 alla prima metà dell'800 per introdurre il fenomeno della letteratura polacca romantica. In particolare si sofferma sull'opera "La non-Divina Comedia" (1835) di Zygmunt Krasinski, miscellanea di romanzo e teatro, che si allontana dal messianesimo e ci presenta una visione terrificante del futuro in cui masse isteriche sono guidate da crudeli dittatori.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N6 - Pag. 419-434

JESÚS GRACILIANO GONZÁLEZ MIGUEL, Traducción y creación. A propósito de una polémica
Descrizione dell'articolo di Madame de Staël "Sulla maniera e l'utilità delle traduzioni" apparso nel 1816 sul primo numero della rivista "Biblioteca Italiana".
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N6 - Pag. 435-451

ISABEL HERNÁNDEZ, El monje sin hábitos. Configuración del entramado argumental en la novela italiana de Conrad F. Meyer 'Die Hochzeit del Mönchs'
La scelta dei temi e dei personaggi dei tre romanzi 'italiani' di Conrad Ferdinand Meyer deriva dal suo amore per il Medioevo e il Rinascimento italiani. In particolare, nel romanzo "Die Hochzeit des Mönchs", Meyer pone come narratore Dante, che racconta la tormentata storia del frate Astorre, costretto ad abbandonare l'abito per mantenere una promessa fatta al padre in punto di morte. E per la trama di questo romanzo si rifà al conflitto tra le famiglie dei Buondelmonte e degli Amidei descritte nelle "Historie fiorentine" (Libro II, III) di Niccolò Machiavelli.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N6 - Pag. 453-473

CONCHITA TURINA GÓMEZ, Otello
Descrizione del libretto scritto da Arrigo Boito per l'opera "Otello" (1887) di Giuseppe Verdi.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N6 - Pag. 475-485

AGNIEZSKA MATYJASZCZYK GRENDA, Stanislaw Ignacy Witkiewicz: la 'Forma Pira' en la vanguardia del teatro europeo de entreguerras
Sottolinea il ruolo dell'autore teatrale polacco S.I.Witkiewicz nel superamento della tendenza realista-simbolico-impressionista dominante nei primi decenni del XX secolo.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N7 - Pag. 487-513

JAVIER DEL PRADO, Cuerpo nombrado, cuerpo abolido
Secondo l'autore, la rappresentazione del corpo umano riflette un triplice paesaggio interiore: antropologico, storico e semiologico.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N7 - Pag. 515-527

ELISA MARTÍNEZ GARRIDO, Bildungsroman y critica de género. Novela rosa y narrativa de mujeres
Il genere 'rosa', in quanto genere di formazione dell'archetipo della femminilità, gira esclusivamente intorno all'ottenimento dell'amore. Vengono citate ed esaminate alcune delle autrici più rappresentative, da Liala a Sibilla Aleramo.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N7 - Pag. 529-546

LUIS SÁINZ DE MEDRANO, Borges:filosofía y poesía
Secondo l'a., partendo dal presupposto che poesia e filosofia sono esercizi imparentati tra di loro, Borges, spesso accusato di non aver sistematizzato nulla, di giocare con il pensiero e le parole, è un filosofo.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N7 - Pag. 547-560

ADRIANA CROLLA, Literatura italiana y argentina en contacto en Borges, Puig y Pedroni
Segnala esempi che testimoniano le relazioni testuali che Borges instaura con la "Divina Commedia". Dopodiché si sofferma sulla produzione poetica di José Pedroni, proponendo alcuni esempi che mostrano influenze di San Francesco d'Assisi, di Pascoli. Infine, ricorda i numerosi scritti in italiano di Manuel Puig, in particolare sceneggiature e articoli di critica cinematografica.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N7 - Pag. 561-577

ROSARIO SCRIMIERI, La isotopía de la naturaleza en 'La pietra lunare' de Tommaso Landolfi
Interpreta "La pietra lunare" di Tommaso Landolfi a partire da una poetica fondata sul simbolo, secondo la teorizzazione e la pratica del primo romanticismo. Il romanzo tenderebbe alla realizzazione di una sintesi di contrari cristallizzata intorno al concetto di natura, rappresentata dalla figura di Gurù, la protagonista femminile.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N7 - Pag. 579-592

ANA FLORES RAMÍREZ, Registro conversacional y tensión poética en un poema de Miguel Hernández
Analizza l'uso di aspetti caratteristici dell'oralità di cui si avvale Miguel Hernández nella poesia "Me sobra el corazón": si tratta di frasi fatte e di modismi sintattici frequenti nella linguaggio colloquiale.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N7 - Pag. 593-508

ENRIQUE RUSPOLI, La filosofía del espíritu de Benedetto Croce: arte, filosofía e historia
Breve riassunto antologico della filosofia di Benedetto Croce.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N7 - Pag. 609-627

ÁNGELES ARCE, Algo más sobre Jorge Guillén y sus amistades florentinas
Ricordo del periodo fiorentino del poeta spagnolo Jorge Guillén e dei suoi rapporti di amicizia con Oreste Macrì e con l'italianista spagnolo Joaquín Arce.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N7 - Pag. 629-643

JOAQUÍN ARCE, Mi Italia (apuntes inéditos)
Omaggio all'Italia di un famoso italianista spagnolo del Novecento.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N7 - Pag. 645-648

ÁNGEL GÓMEZ MORENO, La perdiz en la literatura, el folklore y el arte: a propósito de una charla sobre Brunetto Latini
Analisi della presenza della pernice (alectoris rufa) in un vasto corpus bibliografico di letteratura spagnola.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N6 - Pag. 85-98

AMPARO ALBA CECILIA, El cielo y el infierno
Presentazione del poeta ebreo Immanuel ben Solomon (1261-1332) - in italiano Manoello Giudeo - il primo ad introdurre il sonetto nella letteratura ebrea.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N6 - Pag. 99-114

CARLOS LÓPEZ CORTEZO, Las tres 'orribili infermitadi' del Canto X del Infierno y el 'disdegno' de Guido
Propone un'interpretazione del 'disdegno' del Canto X riconducendolo alla presa di distanza di Dante da Guido Cavalcanti.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N6 - Pag. 11-124

VIOLETA DÍAZ-CORRALEJO, Los heridos de Apulia
Analizza i versi 7-24 del Canto XXVIII dell'Inferno dove vengono citate cinque guerre svoltesi in epoche distinte, storiche o leggendarie, in Apulia.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N6 - Pag. 125-134

JUAN VARELA-PORTAS DE ORDUÑA, Poesía de semejanza. Poesía de la desemejanza
Esamina le similitudini e le differenze tra la poesia stilnovista e la contemporanea poesia realista o giocosa o comico-realista della fine del Duecento inizi del Trecento.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N6 - Pag. 135-148

EUGENIA POPEANGA, La carta de Preste Juan: las versiones castellana y catalana
Analisi delle traduzioni in catalano e in castigliano de 'La lettera del Prete Gianni'.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N6 - Pag. 149-160

JOSÉ ANTONIO TRIGUEROS CANO, En torno a la canción conclusiva del 'Cancionero' de Petrarca
La canzone conclusiva del 'Canzoniere', 'Rerum vulgarium fragmenta', di Francesco Petrarca, viene in questo articolo esaminata in chiave religiosa, in cui Laura appare vista in contrapposizione alla Madonna.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N6 - Pag. 161-174

MARÍA DE LAS NIEVES MUÑIN MUÑIZ, Le traduzioni Montale/Guillén. Nuovi dati sulla cronologia
Anticipa le prime conclusioni di un'indagine sulla cronologia delle traduzioni scambiate fra Jorge Guillén ed Eugenio Montale.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N7 - Pag. 649-659

PEDRO LUIS LADRÓN DE GUEVARA MELLADO, Cartas de Jorge Guillén a Leonardo Sciascia
Testimonianza del rapporto di amicizia intercorso tra lo scrittore siciliano e il poeta spagnolo. Vengono presentate diverse lettere, soprattutto di Jorge Guillén, in cui risalta la reciproca stima sia umana che professionale che legava i due autori.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N7 - Pag. 661-683

MIGUEL ÁNGEL CUEVAS, La costruzione di un orizzonte estetico nei saggi giovanili di Pier Paolo Pasolini
Attraverso la considerazione di testi saggistici della prima stagione pasoliniana, in particolare documenti di poetica, presenta un certo approccio alla scrittura, dando ragione delle intrinseche debolezze che ne influenzeranno ulteriormente lo sviluppo.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N7 - Pag. 685-701

MARÍA JOSÉ RODRIGO MORA, Primeras poéticas postmodernas en la poesía italiana y en la española
Raffronto tra i Novissimi italiani e quelli spagnoli. Gli aspetti caratteristici della corrente italiana si manifestano soprattutto nell'ambito dell'individualità del soggetto, e con la violenza di chi scopre che il mondo in cui credeva è ormai massificato, mercificato. I 'novísimos' spagnoli, invece, rappresentano un esempio indiscutibile di quello che sarà il postmoderno degli anni Settanta e Ottanta, con l'assoluta perdita dei valori di progresso, di originalità, di fiducia nell'utopia che erano alla base della modernità. Emblematico è l'atteggiamento nei confronti del lettore: si passa dalla provocazione dei novissimi alla persuasione dei 'novísimos'.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N7 - Pag. 703-721

MARÍA TERESA NAVARRO SALAZAR, Julio Caro Baroja y Leonardo Sciascia: sobre Inquisición e inquisidores
Julio Caro Baroja e Leonardo Sciascia, partendo da presupposti differenti, riuscirono a creare un mondo intellettuale individuale, fondato su di uno stile narrativo originale, arricchito di ricca e finissima ironia e di grande erudizione. Entrambi hanno dedicato alcuni dei loro scritti (il saggio 'El Señor Inquisidor' di Baroja e il racconto di Sciascia 'Morte dell'Inquisitore') allo studio, dal punto di vista storico, dell'azione dei tribunali del Santo Uffizio in Spagna e in Sicilia e all'analisi del comportamento di determinati inquisitori.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N7 - Pag. 723-732

VICENTE GONZÁLEZ MARTÍN, España en la obra de Leonardo Sciascia
'Bio-bibliografia' di Sciascia in rapporto ai suoi legami con la Spagna e con la cultura spagnola.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N7 - Pag. 733-756

DÁMASO LÓPEZ GARCÍA, Volverás a Baalbec
Articolo sull'opera "Baalbec, una mancha" dello scrittore spagnolo Juan Benet.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N7 - Pag. 757-771

ANA MARTÍNEZ-PEÑUELA, 'Un caso clinico': el destino del hombre en Dino Buzzati
I temi più significativi di tutta l'opera di Buzzati sono contenuti in "Un caso clinico": il destino, che l'autore utilizza come strumento narrativo per rappresentare il consumarsi sistematico del tempo, tema della solitudine dell'uomo assalito dal terrore e i miti malinconici dell'attesa e della rinuncia.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N7 - Pag. 773-783

ANCILLA MARIA ANTONINI, La ricezione critica di Dino Buzzati in Spagna
Analisi della ricezione critica dell'opera di Dino Buzzati in Spagna.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N7 - Pag. 785-797

MERCEDES RODRÍGUEZ FIERRO, La Historia y las estrellas en 'Il Gattopardo'
Nella ricreazione lampedusiana del motivo dello studio dell'astronomia da parte di Fabrizio, le 'stelle' del 'Principe' acquisiscono un valore leopardiano, ontologico. Alla loro contemplazione il personaggio sacrifica tutta l'attenzione che è inutile prestare agli accadimenti 'terreni'. Rappresenterebbero quindi la possibilità di superare lo spazio 'irredimibile' della realtà siciliana.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N7 - Pag. 799-807

ENRIQUE BERNÁNDEZ, Texto y oración: es possible una vision común?
Stabilisce una corrispondenza sistematica tra il funzionamento dei principi organizzativi nel testo e nell'orazione. Tale corrispondenza può essere misurata in base ai principi di contiguità e di separazione dei rispettivi elementi e quanto più semplice saranno le immagini mentali rappresentate linguisticamente, maggiore sarà il livello di automatizzazione o di codificazione raggiungibile.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N7 - Pag. 809-829

JESÚS SÁNCHEZ LOBATO, Acercamiento a la novelística de Alonso Zamora Vicente
Studio della prosa dello scrittore spagnolo Alonso Zamora Vicente.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N7 - Pag. 831-849

MARI CARMEN BARRADO BELMAR, Alegría y Sabiduría en los proverbios (Semblanza de un amigo)
Elenco di diversi proverbi spagnoli e italiani sul tema dell'allegria e della saggezza.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N7 - Pag. 851-859

ANGELICA VALENTINETTI, Sebastiano Vassalli: las ilusiones del tiempo
Analizza l'influenza di Alessandro Manzoni e di Dino Campana nell'opera di Sebastiano Vassali.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N7 - Pag. 861-874

MIRELLA MAROTTA PERAMOS, Rapidità e indugio: analisi della struttura temporale di 'Notturno indiano' di Antonio Tabucchi
Riflessione sul ritmo e la struttura temporale di "Notturno Indiano" di Antonio Tabucchi.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N7 - Pag. 875-892

JUAN IGNACIO COSTERO DE LA FLOR, Ensoñar la piedra: la poesía y la crítica de Donald Davie
La pietra come elemento simbolico chiave nella poetica dell'inglese Donal Davie.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N7 - Pag. 893-904

FERNANDO MOLINA CASTILLO, Causas de los contrastes acentuales entre las lenguas española e italiana
Analisi delle differenze nell'uso dell'accento in spagnolo e in italiano.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N7 - Pag. 905-921

SOLEDAD PORRAS CASTRO, Interferencia lingüísticas en la Prensa española (italianismos)
Elenco di italianismi presenti in articoli giornalistici spagnoli.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N7 - Pag. 923-934

JOSÉ MUÑOZ RIVAS, Una traducción literaria asistida por autor: reflexiones sobre el universo lingüísticos de 'Versi e Nonversi' de A. Giuliani
Sottolinea le difficoltà inerenti alla traduzione poetica di testi al limite delle loro possibilità formai e semantiche come "Versi e Nonversi" di Alfredo Giuliani.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N7 - Pag. 935-948

PABLO ZAMORA MUÑOZ, Uso de 'ecco' en el italiano hablado contemporáneo
Analizza le funzioni argomentative e metadiscorsive di 'ecco' stabiliendo la percentuale d'uso dei suoi valori più significativi.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N7 - Pag. 949-966

PAULINO MATAS GIL, El personaje en la narrativa de Aldo Nove
Definisce le caratteristiche dei personaggi di Aldo Nove.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N7 - Pag. 967-976

JOSÉ ANTONIO MILLÁN ALBA, De lo transcendente en el arte
Dissertazione sul rapporto tra arte e divino.
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N7 - Pag. 977-982

MARÍA HERNÁNDEZ ESTEBAN, La obra póstuma de Yuri Lotman
Descrizione di due saggi postumi del semiologo russo Yuri Lotman: "Cercare la strada. Modelli della cultura" e "Il girotondo delle muse. Saggi sulla semiotica delle arti e della rappresentazione".
CUADERNOS DE FILOLOGÍA ITALIANA, Anno 2000 - N7 - Pag. 983-991

HINRICH HUDDE, Einsamkeit und Engagement
In occasione del centenario della nascita di Salvatore Quasimodo (20.8.1901) si ricorda il poeta con una rivalutazione della sua scarsa, ma importante opera lirica.
ITALIENISCH, Anno 2001 - N1 - Pag. 1

ERRI DE LUCA, Tre fuochi
Erri de Luca, nato a Napoli nel 1950, descrive in modo poetico la sua passione per la 'parmigiana di melanzane'. Spiega come egli stesso la prepara, mettendola a 'tre fuochi': il sole, la padella e il forno.
ITALIENISCH, Anno 2001 - N1 - Pag. 2-4

FRANCO SEPE, A colloquio con Erri de Luca
Si parla in primo luogo del libro "Tu, mio", uscito nel 1998. Altri temi sono l'ebraismo, l'impegno per lo jiddisch e il mestiere dello scrittore.
ITALIENISCH, Anno 2001 - N1 - Pag. 5-11

MELANIE PUFF, Alessandro Baricco - Schreiben im Zeichen des 'pensiero debole'
La cosiddetta cultura postmoderna si presenta come una cultura dei mass media e dello spettacolo. In essa, il soggetto forte del mondo moderno si perde, svanisce e diventa un'immagine. Il filosofo italiano Gianni Vattimo osserva questi sviluppi della società e ne deduce la necessità di un nuovo pensiero: il pensiero debole. Lo scrittore Alessandro Baricco ha creato una scrittura che sembra segnata da questa filosofia, p. es. nel romanzo "Oceano Mare".
ITALIENISCH, Anno 2001 - N1 - Pag. 5-11

LUCA LORENZETTI, Lingua e generazioni nella provincia romana
Le ricerche sulla lingua dei giovani si basano soprattutto sull'analisi delle varietà parlate nelle grandi città italiane. Per questo le varietà giovanili sono da considerare varietà dell'italiano standard invece del dialetto. Nell'analisi delle lingue giovanili a Roma e dintorni si sostiene questa tesi. L'articolo riporta un glossario, frutto di numerose interviste fatte dall'autore.
ITALIENISCH, Anno 2001 - N1 - Pag. 25-40

FABRIZIO FRANCESCHINI, SABINE SCHWARZE, Per un glossario del linguaggio giovanile in area pisana
Con il glossario pubblicato in questo numero si presenta per la prima volta una rassegna sistematica dei risultati di un'indagine sulla lingua dei giovani nella provincia di Pisa. Le innovazioni nel lessico dimostrano da una parte influssi regionali, sovraregionali e internazionali. Dall'altra parte il linguaggio esaminato fa riferimento alla lingua dei media.
ITALIENISCH, Anno 2001 - N1 - Pag. 42-68

CHRISTINE OTT, Poetische Sprachkritik in Eugenio Montales später Dichtung: "Auf Wiedersehen" ("Satura") (Biblioteca poetica)
L'autrice propone una traduzione della poesia in tedesco e ne discute le difficoltà, sopratutto per quanto riguarda i modi di dire, come "chi s'è visto s'è visto". È difficile rendere le sfumature di espressioni di questo tipo nella lingua d'arrivo. L'analisi del contenuto della poesia evidenzia un atteggiamento critico dell'a. verso gli inganni della lingua.
ITALIENISCH, Anno 2001 - N1 - Pag. 70-74

ANDREAS BONNERMEIER, Mina - "Regina della canzone". Anmerkungen zu einem Mythos der italienischen Canzone nebt Modellen für den Unterrichtseinsatz
Da molti anni, Mina viene considerata come un'interprete unica della canzone italiana. È la stessa Mina che giustifica questa posiztione d'eccezione attraverso le sue interpretazioni, nelle quali s'impone non solamente con la voce, ma anche con i gesti e con la mimica. Essendo un elemento di civiltà italiana, le canzoni di Mina sono adatte a essere utilizzate nell'insegnamento dell'italiano come lingua straniera - sia nella prospettiva di civiltà che di quella linguistica.
ITALIENISCH, Anno 2001 - N1 - Pag. 76-88

EDGAR RADTKE, "Risultato choc" und "telefonino salvavita" - Erhärtung einer Wortbildungstendenz im Gegenwartsitalienischen
Si discute di alcuni neologismi che confermano la tesi di una loro diffusione sopratutto nella lingua dei media (TV, giornali).
ITALIENISCH, Anno 2001 - N1 - Pag. 90-92

IDA TODISCO, "Jede Einsamkeit ist anders". Schweigen, Krankheit und Tod im Werk von Maria Messina .Vincitrice nel Concorso letterario Novecento
Il saggio si occupa dell'opera della scrittrice siciliana Maria Messina (1887-1944), da tempo dimenticata e recentemente riscoperta. Attraverso una rilettura di testi selezionati vengono mostrati contenuti e caratteristiche testuali latenti, fino ad ora trascurati a causa del comune giudizio critico sull'opera omnia, collocata tout-court nei canoni del Verismo.
ITALIENISCH, Anno 2001 - N1 - Pag. 129-131

CAROLINE LÜDERSSEN, Italienische Themen an den Hochschulen Deutschlands, Österreichs und der Schweiz im Sommersemester 2001

ITALIENISCH, Anno 2001 - N1 - Pag. 147-163

MARIA CRISTINA GIAIMO, GERHARD GOEBEL, Finire e Cominciare - In memoria di Ulrich Schulz-Buschhaus

ITALIENISCH, Anno 2001 - N1 - Pag. 164

REINHARD KLESCZEWSKI, Marcella Roddewig - 1918-2000

ITALIENISCH, Anno 2001 - N1 - Pag. 164-166

CAROLINE LÜDERSSEN, Le riviste d'italianistica nel mondo (Convegno)

ITALIENISCH, Anno 2001 - N1 - Pag. 166-168

ANDREA COMBONI, Eros e Anteros nella poesia italiana del Rinascimento: appunti per una ricerca
Il saggio è dedicato alla figura mitologica di Anteros, sulla scia degli studi di V. Merrill. L'A. mette in luce le modalità dell'opposizione Eros-Anteros, ovvero l'elaborazione del tema dei 'due amori', in alcuni testi poetici rinascimentali (Paride Ceresara, Angelo Poliziano, ecc.).
ITALIQUE, Anno 2000 - N3 - Pag. 7-21

FRANZ VOELKER, I cinquanta componimenti funebri di Michelangelo per Luigi del Riccio
Oggetto di studio sono le poesie che Michelangelo scrisse in occasione della morte del Cecchino (Francesco Bracci): destinatario era Luigi del Riccio, amico fiorentino di Michelangelo. I componimenti hanno carattere di epitaffi fittizi o epigrammi: Michelangelo non li ideò allo scopo di venir incisi su pietra, ma soprattutto per affermarsi come rimatore. La 'consolatio' è il tema principale che viene sviluppato attraverso quattro categorie di argomenti: l'inanità del dolore, l'inevitabilità della morte, la sua positività e infine l'escatologia. L'andamento stilistico dominante è quello della 'ripetizione con variazione'.
ITALIQUE, Anno 2000 - N3 - Pag. 23-44

AGOSTINO CASU, Sonetti "fratelli". Caro, Venier, Tasso
Nel suo articolo, Casu procede alla minuziosa collazione e/o all'analisi di alcuni sonetti contenuti in varie edizioni delle "Rime piacevoli", concedendo maggior attenzione ai sonetti 'fratelli', allo scopo di recuperare frammenti legati allo sviluppo della poesia tassiana e alla tradizione petrarchesca.
ITALIQUE, Anno 2000 - N3 - Pag. 45-87

GIAN PIERO MARAGONI, Fisiologia di un tema boschereccio nel sonetto barocco
L'A. indaga le funzioni delle figure floreali (il fiore donato per amore) nel sonetto barocco dal punto di vista della meccanica interna al testo stesso. Il tema del dono si presta bene alla strutturazione binaria dei testi, come mostra la sintetica analisi di alcuni componimenti (Scipione Caetano, Francesco della Valle, Francesco Melosio ecc.).
ITALIQUE, Anno 2000 - N3 - Pag. 89-102

FEDERICO SANGUINETI, Tasso in Ottieri
Nel suo saggio Sanguineti rivela le tracce tassiane presenti - tra le molte altre, da Dante a Zanzotto - nel "Poema osceno" di Ottieri; un testo, questo, che riese a ridar vita ad alcuni grandi personaggi della "Liberata", e che vuole (anche) essere l'omaggio di un poeta del novecento al grande autore cinquecentesco.
ITALIQUE, Anno 2000 - N3 - Pag. 103-109

GIULIA ANGELINI, Aggredire la realtà con le parole: "Le mosche del capitale" di Paolo Volponi
Propone un'analisi del romanzo "Le mosche del capitale" evidenziandone la forte carica stilistico-figurale ed il messaggio ideologico, al fine di documentare l'unicità della scrittura di Volponi, capace di dare forma ad una prosa sperimentale ed innovativa pur restando fedele all'intento di interpretare criticamente la realtà.
ITALIENISCHE STUDIEN, Anno 2000 - N21 - Pag. 3-13

KARIN BECKER, Spiel, Komik und Experiment bei Raymond Queneau und Italo Calvino: Ansätze zu einer 'fröhlichen Literaturwissenschaft'
Mette a confronto l''ars combinatoria' di Calvino con quella dello scrittore francese: in entrambi gli autori le strategie narrative (richiami intertestuali, tecnica del montaggio ecc.), sfoggiate all'insegna del gioco e del divertimento, s'accompagnano sempre alla riflessione sullo statuto fondamentalmente fittizio del testo letterario.
ITALIENISCHE STUDIEN, Anno 2000 - N21 - Pag. 15-33

MINNE G. DE BOER, Le cazzate di Coliandro. Osservazioni sintattiche, semantiche e pragmatiche sulle parolacce italiane
Offre un'analisi sia diacronica che sincronica di alcune parolacce italiane (confrontate con i loro correspettivi in olandese), ed in particolare si sofferma sulle occorrenze del lemma "cazzo" nel romanzo giallo "Falange armata" di Lucarelli.
ITALIENISCHE STUDIEN, Anno 2000 - N21 - Pag. 35-63

GEORGES GÜNTERT, "Di te mi dolse e duol...". Leopardi im Dialog mit Petrarca und Tasso
Ripercorre le osservazioni dedicate a Petrarca e Tasso da Leopardi nello "Zibaldone", allo scopo di rintracciare e spiegare le cause del lento mutare negli anni di alcuni giudizi leopardiani sulle opere maggiori dei due poeti tanto ammirati dal recanatense. Viene poi esaminato in dettaglio il rapporto intertestuale fra il "Canto notturno" e la "Canzone alla Vergine" (R.V.F. CCCLXVI).
ITALIENISCHE STUDIEN, Anno 2000 - N21 - Pag. 65-80

ANDREA MARIAHUMPL, Die Konstruktion räumlicher Fremde im Amerikabericht von Guido Piovene
Esamina la funzione delle categorie spaziali di natura e di paesaggio (contrapposta a quella delle metropoli) in "De America" di Piovene, rilevando come esse siano connotate negativamente e trasmettano impressioni di disagio: per quanto mitici, questi spazio dell'"altro" e del "nuovo" sono percepiti come qualcosa di estraneo e di minaccioso.
ITALIENISCHE STUDIEN, Anno 2000 - N21 - Pag. 81-97

PETER KOCH, Indirizzi cognitivi per una tipologia lessicale dell'italiano
Lo studio intende fornire dei parametri teorici per una disciplina, la tipologia lessicale, che finalmente la liberino dallo statuto di aneddotica cui troppo spesso viene confinata; ma riporta anche esempi d'analisi concrete che stanno a sottolineare il valore antropologico di molti risultati che si possono ottenere tramite la metodologia proposta.
ITALIENISCHE STUDIEN, Anno 2000 - N21 - Pag. 99-117

MARIA LIEBER, Gian Giorgio Trissino e la translatio studii: un umanista tra greco, latino e italiano
Si tratta di un saggio dedicato tanto alla poetica quanto alle riflessione sulla lingua del Trissino, con particolare attenzione alla sua opera di storico e teorico della lingua in funzione del rinnovamento della letteratura nazionale italiana (si esamina da vicino l'epos "L'Italia liberata dai Goti")
ITALIENISCHE STUDIEN, Anno 2000 - N21 - Pag. 119-151

RENATE LUNZER, 'Allergisch gegen das Universum'. In Memoriam Giorgio Voghera
La sua traduttrice commemora la figura del compianto scrittore triestino,offrendo una rapida rilettura dei più importanti romanzi.
ITALIENISCHE STUDIEN, Anno 2000 - N21 - Pag. 153-160

FLORIAN MEHLTRETTER, Die Wahrheit über Zeno Cosini. Svevo's erzählerischer Dialog mit Freud
L'ipotesi interpretativa (e insieme la sfida di lettura) è quella di guardare all'ultimo romanzo di Svevo non come 'romanzo di una psicanalisi', bensì come 'romanzo della psicanalisi'; ipotesi che implica di leggere gli scritti teorici di Freud quali intertesti (anche narrativamente) indispensabili con cui la "Coscienza" non cessa mai di dialogare.
ITALIENISCHE STUDIEN, Anno 2000 - N21 - Pag. 161-200

LUISA RICALDONE, Il silenzio delle Penelopi e la voce delle Sirene: figure femminili ricorrenti nella narrativa di Salvatore Farina tra il 1870 e i
L.'A. offre una lettura antologica di gran parte dell'opera narrativa di Salvatore Farina soffermandosi sulle figure di donna presenti nei romanzi che sono definiti 'epopee della classe media' dell'Italia post-unitaria. L'intento è quello di classificare i personaggi femminili secondo schemi mitici ed archetipici ed in base al ruolo sociale svolto nell'universo romanzesco.
ITALIENISCHE STUDIEN, Anno 2000 - N21 - Pag. 201-212

WOLFGANG SAHLFELD, Literarische Milieus im italienischen Roman vom späten 19. Jahrhundert bis zur Nachkriegszeit
Prende lo spunto dalla distinzione di Habermas fra 'pubblico della corte' e 'mondo borghese', nell'affrontare la rappresentazione di ambienti squisitamente letterari (salotti, gabinetti di lettura ecc.) nei romanzi postrisorgimentali dei siciliani Pirandello, Rosso di San Secondo (e dei loro contemporanei), Brancati e Prati.
ITALIENISCHE STUDIEN, Anno 2000 - N21 - Pag. 213-231

HEIDI SILLER-RUNGGALDIER, Fra semantica e formazione delle parole: i cambiamenti di valenza verbale
Studia la variabilità valenzale di tutte le categorie verbali dell'italiano nel suo contesto d'uso sintattico e semantico, giungendo alla conclusione che essa va considerato un "tipo marginale di conversazione con caratteristiche semantiche paragonabili in gran parte a quelle della prefissazione, senza però condividere con questa la caratteristica della direzionalità della direzione".
ITALIENISCHE STUDIEN, Anno 2000 - N21 - Pag. 233-268

JOSÉ MANUEL LÓPEZ DE ABIADA, Personajes, tipos, mitos, argumenos, motivos... A modo de presentacíon
Il saggio introduttivo a questo numero della rivista, dedicato in special modo alla letteratura spagnola {dal momento che essa ha da sempre 'prodotto' personaggi letterari poi accolti con eccezionale favore nelle opere di altri scrittori europei) affronta varie categorie terminologiche in uso presso quegli studiosi di letteratura che, in qualche modo, s'interessano di analisi tematiche, e precisamente illustra forma e significato di 'voci' quali personaggio, tipo, mito, argomento, tema, motivo, ecc..
VERSANTS, Anno 2000 - N37 - Pag. 5-9

WERNER WUNDERLICH, Figur und Typus. Kleine Phänomenologie des literarischen Personals
L'A. offre non solo una riflesione teorica piuttosto approfondita bensí anche una sistemazione puntuale, un vero e proprio inventario del 'personaggio letterario' che è rappresentato da uno schema d'analisi articolato in sette grandi capitoli (ulteriormente suddivisi), intitolati come segue: 1) Uomo ed Io; 2) Figura; 3) Figura ed identità; 4) Tipo; 5) Figure simboliche; 6) Personificazioni e 7) Memoria culturale. Il saggio attraversa, così, l'intero immaginario letterario (dalla fiaba al romanzo, dai racconti orali all'epica all'opera in musica) per mettere in rilievo l'importanza di alcuni personaggi letterari particolarmente fortunati. In Appendice si trova, inoltre, una ricca bibliografia di studi teorici sull'argomento (gran parte di essi è in tedesco).
VERSANTS, Anno 2000 - N37 - Pag. 19-68

CAROLINE FISCHER, Casanova, ein Meister der Selbstdarstellung
Affronta il tema, complesso, del rapporto di scambio che viene instaurandosi, nell'atto di lettura, fra un testo quantomeno parzialmente erotico (come sono, per l'appunto, le memorie di Casanova) ed il lettore per il quale questo atto risulterebbe sempre particolarmente suggestivo. Secondo la studiosa è caratteristica fondamentale di tale letteratura la sua autoriflessività, o auto-messinscena, poiché ogni autobiografia che contenga scene a sfondo erotico-pornografico tematizza, anche, il modo in cui il lettore di essa viene sedotto, vale a dire indotto, in qualche modo, ad eccitarsi egli stesso (è ricordato anche il celebre esempio costituito dal romanzo Thérèse philosophe).
VERSANTS, Anno 2000 - N37 - Pag. 69-89

ALBERTO GONZÁLEZ TROYANO, Figuras y tipos literarios en Andalucía: algunas claves sobre su arraigo
S'interroga sul perché della nascita, propria in quella zona meridionale della Spagna che è l'Andalusia, di tre leggendarie figure letterarie: quelle di Don Giovanni (in età barocca), di Figaro e di Carmen (nel periodo del Romanticismo). Centro urbano del nascere e diffondersi di questi miti letterari fu, ovviamente, Siviglia; e l'autore fa vedere anche come la consacrazione di essi nell'immaginario collettivo europeo sia avvenuta sempre in epoca romantica.
VERSANTS, Anno 2000 - N37 - Pag. 91-99

NADIA LIE, La barbarie comme projet culturel. Symbolique de quelqus peronnages de "TheTempest" en Amérique latine
Saggio dedicato alla ricezione della celebre (e forse l'ultima da lui composta) pièce di Shakespeare nel 'Nuovo Mondo', dove si assiste ad un vero e proprio fiorire di adattamenti per il palco, romanzi e poesie, ma anche saggi filosofici. Su due di quest'ultimi si sofferma a lungo l'A.: "Ariel" (1900) di José Enrique Rodó e "Caliban"(1971) di Roberto Fernández Retamar.
VERSANTS, Anno 2000 - N37 - Pag. 101-118

MICHAEL RINN, Le nazi: prince des ombres
Propone elementi per una tipologia del personaggio letterario "nazista" così come appare in alcuni testi del Novecento europeo. Si distinguono tre ruoli fondamentali ad esso spettanti: quello di funzionalizzare la vittima trasformandola in un non-soggetto; quello di uno spostamento di significato sulla vittima inteso a autovalorizzarsi; e quello della distruzione finale. Il saggio è corredato da una breve bibliografia.
VERSANTS, Anno 2000 - N37 - Pag. 119-139

CHRISTOPH RODIEK, El Cid Campeador: la paulatina constitución de un personaje literario
Ricostruisce la vita di Rodrigo Diaz attraverso un riesame critico di documenti medievali e barocchi. Fu questa vita a fare da modello alla trasfigurazione letteraria del mito cosiddetto del Cid, il quale trovò la sua espressione scritta, per la prima volta, nel "Poema de Mio Cid" (1207).
VERSANTS, Anno 2000 - N37 - Pag. 141-155

ALFREDO RODRÍGUEZ LÓPEZ-VÁZQUEZ, Don Juan Tenorio, su sombra y su sosias
Saggio incentrato sulla fortuna europea della figura di Don Giovanni, il celebre seduttore di Siviglia, con forte enfasi sulla trasfigurazione in mito della vicenda biografica del personaggio storico di nome Camarea de Don Pedro I: la cui vita sta alla base, appunto, di quella del personaggio letterario (che, tra l'altro, fece il suo ingresso in Italia sulla scena barocca napoletana).
VERSANTS, Anno 2000 - N37 - Pag. 156-178

DOMINIQUE SCHÄRER, "Die Blechtrommel" und die Gattungstradition des deutschen und spanischen Schelmenromans
Suggerisce la possibilità di una nuova chiave di lettura per le avventure (e la parabola di vita) di Oscar Matzerath, il protagonista del "Tamburo di latta" del premio Nobel 1999 Günter Grass, come riscrittura consapevole (e ripresa tanto ironica quanto ammiccante) del secentesco romanzo picaresco spagnolo. L'articolo è corredato da una breve bibliografia.
VERSANTS, Anno 2000 - N37 - Pag. 179-196

RAFAEL UTRERA-MACÍAS, Representación cinematográfica de mitos literarios. Carmen y Celestina, Don Quijote y Don Juan según el cine español
Passa in rassegna, al fine di enuclearne le poetiche filmiche, le pellicole di alcuni maestri del cinema europeo, come Bizet, e di qualche regista spagnolo un po' meno famoso in Europa. Questi autori si sono, più che ispirati, sentiti quasi spinti ad occuparsi di uno dei quattro fra i più leggendari personaggi letterari che la Penisola abbia saputo creare.
VERSANTS, Anno 2000 - N37 - Pag. 197-230

JEAN-CLAUDE MÜHLETHALER, 'Passages': du Moyen Âge à la Renaissance
Il saggio riprende, riassumendola, la discussione intorno alla distinzione spesso problematica, operata da storici e critici letterari, tra Medioevo e Rinascimento. L'autore auspica maggior dinamicità e continuità nello studio delle due epoche: il presente numero di "Versants" è dedicato interamente ai 'passaggi' da un periodo all'altro.
VERSANTS, Anno 2000 - N38 - Pag. 5-9

PATRIZIA ROMAGNOLI, Faims de Monde: fugures de la nouveauté dans la sotie
L'autrice indaga il genere della sotie, vale a dire della farsa buffa francese, tra il 1450 e il 1550, in particolare le figure della novità, la tensione tra passato e presente e la rappresentazione antropomorfa del tempo, individuando alcuni motivi principali, tra i quali la follia e la stoltezza, e proponendo una tipologia dei personaggi.
VERSANTS, Anno 2000 - N38 - Pag. 11-29

JELLE KOOPMANS, PAUL VERHUYCK, Les mots et la chose, ou la métaphore comme spectacle. Nouvelle étude sur la raprésentation scénique de l'acte sexuel dans les far
Gli autori muovono dall'ipotesi che in alcune farse teatrali di fine Medioevo esista uno scarto tra rappresentazione o azione scenica e testo: si può parlare di una vera e propria disarmonia a livello strutturale, dovuta in parte al carattere sperimentale del teatro farsesco, che spesso rende pressoché impossibile al lettore moderno la comprensione di alcuni particolari. In molte farse, ad esempio, si trovano locuzioni, proverbi, motti a sfondo erotico di cui il senso è andato perduto e che ormai difficilmente possono venir decifrate con l'ausilio dell'azione vera e propria. D'altra parte gli autori dimostrano come sia possibile, partendo dall'azione, risalire al senso di locuzioni più o meno note: del resto, anche gli spettatori contemporanei erano chiamati a fare altrettanto, e il processo di decifrazione era parte costitutiva del piacere estetico.
VERSANTS, Anno 2000 - N38 - Pag. 31-51

MAURIZIO PALMA DI CESNOLA, Visioni retrospettive: Guillaume Durand visto da Jean de Nostredame
Il saggio tratta della compilazione da parte di Jean de Nostredame (1507-1577) di un volume comprendente le vite dei poeti provenzali: un'opera quanto meno affabulatoria se non addirittura falsificatoria, come mostra il caso particolare del legista e liturgista Guillaume Durand (~1230-1296), la cui biografia è frutto della fervida immaginazione del Nostradama, il quale sembra intendesse compiacere i notabili provenzali. In realtà Durand sarebbe stato un ottimo poeta e intellettuale (forse l'artefice, secondo una recente proposta dello stesso Palma di Cesnola, del cosiddetto Fiore).
VERSANTS, Anno 2000 - N38 - Pag. 53-60

MASSIMO DANZI, Leon Battista Alberti e le 'strutture' del discorso familiare fra Medioevo e Rinascimento
L'autore analizza i temi della casa e della famiglia, oggetti privilegiati delle riflessioni di Leon Battista Alberti, presso il quale essi raggiungono un massimo rilievo anche perché il periodo di composizione del "De Familia" coincise con grandi rivolgimenti nella storia civile e politica della città di Firenze. Danzi non tralascia inoltre di ricostruire per sommi capi la lunga tradizione cui Alberti fa capo.
VERSANTS, Anno 2000 - N38 - Pag. 61-77

ANGEL ALVAREZ, Theatrum orbis en "La Araucana"
Il saggio è dedicato alle rappresentazioni di continenti, paesi e dei loro territori nel famoso poema di Alfonso de Ercilla, dove il discorso narrativo è concepito come 'teatro del mondo'.
VERSANTS, Anno 2000 - N38 - Pag. 79-90

FREDERIC TINGUELY, Pèlegrinage et gallicalisme chez Jean Thenaud
L'autore esamina il genere letterario della relazione di viaggio nel caso particolare del "Voyage d'outre mer" (1524-1529) di Jean Thenaud, mostrandone l'attualità e la carica polemica (il forte gallicanismo veicolato dal racconto di alcuni pellegrinaggi) in rapporto al contesto storico contemporaneo.
VERSANTS, Anno 2000 - N38 - Pag. 91-102

PERE RAMÍREZ, El ritmo de la prosa del "Tirant lo Blanc" y de su traducción castellana de 1511
Il saggio è dedicato all'analisi delle strutture ritmico-sintattiche della prosa catalana del "Tirant lo Blanc" di Joanot Martorell, nonché della traduzione spagnola del 1511. Ramírez scandaglia naturalmente solo alcuni episodi del romanzo (i primi 39 capitoli e i capp. 105-107, 328-330, 414-419).
VERSANTS, Anno 2000 - N38 - Pag. 103-116

MICHELANGELO PICONE, Riscritture cinquecentesche della cornice del "Decameron"
Quali sono le ragioni dell'intensa produzione novellistica cinquecentesca? Picone individua nel successo del "Decameron" uno di questi motivi. Boccaccio elevò 'exemlum' e 'fabliau' a genere letterario artisticamente valido: il novelliere assurse a figura autoriale cosciente della codificazione avvenuta e informato sui requisiti necessari al proprio ruolo (formulati, ad es., da Castiglione e Bembo). Questo processo portò anche, a partire dal 1550, alla messa in rilievo della funzione assunta dalla cornice quale struttura (meta)narrativa macrotestualmente imprescindibile. Nel seguito vengono esposte le caratteristiche specifiche delle cornici e della figura autoriale in alcune raccolte modellate sull'esempio boccaccesco (Bandello, Straparola, il Lasca, i fratelli Bargagli).
VERSANTS, Anno 2000 - N38 - Pag. 117-138

EMANUELE CUTINELLI-RÈNDINA, Mito dell'antico in Niccolò Machiavelli
Il saggio indaga i motivi dell'imitazione dei classici in epoca umanistica e in particolare gli argomenti propugnati da Machiavelli nei suoi "Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio". L'A. ricostruisce dunque il percorso del classicismo machiavelliano, mostrando come per Machiavelli fosse importante il confronto con il passato soprattutto per capire un presente in crisi.
VERSANTS, Anno 2000 - N38 - Pag. 139-152

CATHERINE MÜLLER, 'La lettre et la figure': lecture allégorique du "Mirouer" de Marguerite Porete dans "Les Prisons" de Marguerite de Navarre
L'autrice mette in luce l'influsso della letteratura mistica sull'opera di Marguerite de Navarre, moglie di Enrico II. In particolare nel libro XIII delle "Prigioni" il lettore è chiamato a un'interpretazione allegorica che lo conduce ai contenuti spirituali dell'opera. In particolare viene messa in evidenza l'affinità spirituale e letteraria tra le "Prigioni" e lo "Specchio" di Marguerite Porete.
VERSANTS, Anno 2000 - N38 - Pag. 153-167

JEAN-CLAUDE MÜHLETHALER, PATRICIA WEGMANN, Le soupir ineffable: aux limites de la parole poétique. Réflexions sur l'esthétique de la maîtrise a l'aube des temps modernes
Gli autori tentano una tipologia del discorso amoroso analizzando il linguaggio del corpo nella letteratura francese, e in particolare il sospiro e il grido.
VERSANTS, Anno 2000 - N38 - Pag. 169-192

STEFANO AGOSTI, La poesia di Salvatore Toma
Il saggio è occasionato dall'uscita di un'antologia del poeta salentino, curata dalla stessa autrice, che ha diviso le liriche scelte in tre nuclei tematici: "Canzoniere della morte", "Bestiario salentino del XX secolo; "I sogni della terra". Delle esperienze 'fuori misura e fuori norma' che connotano la poesia di Toma è fornita un'acuta esemplificazione: l'annessione al quotidiano della esperienza della morte; il contatto tranferale con gli animali; la presenza della lacaniana "pulsione scopica", secondo la quale l'oggetto dello sguardo rinvia al soggetto la medesima pulsione al vedere, nonché la relazione dialettica tra l'indefinito e la precisione di dati reali.
AUTOGRAFO, Anno 2000 - N40 - Pag. 9-22

NICOLETTA LEONE, 'Per un disguido del possibile': da Belli a Eco
È preso in esame un quaderno manoscritto con la traduzione in prima stesura di Umberto Eco degli "Exercises de style" di Raymond Queneau. La scelta di adottare per il "Vulgaire" un romanesco di maniera viene motivata con la potente suggestione esercitata sui novecentisi dalla tavolozza linguistica del Belli e dalla continiana 'funzione Gadda'.
AUTOGRAFO, Anno 2000 - N40 - Pag. 23-30

CRISTINA NESI, Il "Teatro in dialetto" agli albori della televisione: da lettere inedite e documenti vari
Sono ricostruite le vicende relative alla scelta dei testi che compongono il cartellone del ciclo drammaturgico programmato da Ferdinando Calmieri e Federico Zardi per la neonata televisione, nella stagione 1960-61.
AUTOGRAFO, Anno 2000 - N40 - Pag. 31-51

MICHELE BORDIN, Due autografi dialettali di Zanzotto: un inedito in margine al Premio Comisso 1980 e la poesia per Pasolini
Sono pubblicati due testi di A. Zanzotto: un breve componimento in dialetto e la prima stesura di una poesia in memoria di Pasolini. Dei due testimoni autografi sono forniti descrizione e commento su aspetti linguistici, stilistici e contenutistici.
AUTOGRAFO, Anno 2000 - N40 - Pag. 55-77

CRISTINA NESI, Il giacobino Federico Zardi: epistolario
È tracciata la parabola artistica di questo commediografo 'ciclotimico' che alternò opere di grande pregio ad altre di minore profilo. Viene descritto l'epistolario donato da Clara Beccato Zardi al Fondo Manoscritti di Autori Moderni e Contemporanei dell'Università di Pavia.
AUTOGRAFO, Anno 2000 - N40 - Pag. 81-117

MARIA CORTI, Premessa
La studiosa ricorda Vanni Schewiller, l'editore scomparso il 16 ottobre 1999, e il suo catalogo che "offre una luminosa presenza dei più notevoli poeti italiani del Novecento".
AUTOGRAFO, Anno 2000 - N41 - Pag. 7-9

VANNI SCHEIWILLER, Un inedito fabuloso: L'ora di Otranto
E' il testo letto al pubblico otrantino nella ricorrenza della festa dei Santi Martiri della città pugliese il 13 agosto 1990.
AUTOGRAFO, Anno 2000 - N41 - Pag. 13-24

VANNI SCHEIWILLER, Riflessioni di un 'piccolo' editore
È rievocato da parte del bibliografo appassionato, futuro editore di Gadda, il progressivo avvicinamento al Grande Milanese.
AUTOGRAFO, Anno 2000 - N41 - Pag. 25-29

ANNALISA CIMA, Frammenti di una biografia personale
L'A. offre un ritratto umanissimo di questo editore raffinato(Vanni Scheiwiller), 'mecenate di se stesso', un piccolo Lorenzo il Magnifico con una cerchia fedele di artisti, cultore disinteressato del libro al di fuori di lucrose logiche editoriali.
AUTOGRAFO, Anno 2000 - N41 - Pag. 33-42

ANNA MODENA, Scheiwiller, milanese
L'A.riconduce la storia degli Scheiwiller (di Giovanni che pubblica i primi libri nel 1925 e poi di Vanni subentrato nel 1951) alla realtà editoriale e culturale della Milano dell'epoca, per una comprensione approfondita della specificità di un'esperienza che si arricchisce via via di amicizie e collaborazioni importanti.
AUTOGRAFO, Anno 2000 - N41 - Pag. 43-49

FLAVIO SANTI, Il cannocchiale di Vanni: Scheiwiller e i suoi dialettali
Nella persuasione che Scheiwiller abbia concorso, dopo le rarefazioni solipsistiche della poesia ermetica, alla affermazione della nuova poesia dialettale in Italia tracciando con le sue scelte delle vere e proprie linee di tendenza dotate di chiavi interpretative, è compiuta un'indagine sul catalogo storico della casa editrice per gli anni Sessanta/Novanta al fine di delineare un' aggiornata cartografia della poesia contemporanea in lingua.
AUTOGRAFO, Anno 2000 - N41 - Pag. 51-76

ALBERTO CASIRAGHY, I Pulcini di Vanni
Ricordo di Vanni Scheiwiller. E' presente una tavola con "Disegni per Vanni" di Alberto Casiraghy.
AUTOGRAFO, Anno 2000 - N41 - Pag. 79

BENEDETTA CENTOVALLI, Sottovoce
Ricordo di Vanni Scheiwiller.
AUTOGRAFO, Anno 2000 - N41 - Pag. 81-83

ROBERTO CICALA, Quei pesci d'oro maestri di editoria
Ricordo di Vanni Scheiwiller.
AUTOGRAFO, Anno 2000 - N41 - Pag. 85-92

GIUSEPPE CURONICI, Che cosa potevo imparare da Vanni Scheiwiller
Ricordo di Vanni Scheiwiller.
AUTOGRAFO, Anno 2000 - N41 - Pag. 93-96

ANNA GRAZIA D'ORIA, Come accoglieva la poesia
Ricordo di Vanni Scheiwiller.
AUTOGRAFO, Anno 2000 - N41 - Pag. 97-98

MASSIMO GATTA, Vanni Scheiwiller: una vita per il libro
Ricordo di Vanni Scheiwiller.
AUTOGRAFO, Anno 2000 - N41 - Pag. 99-105

GIANNI MUSSINI, Filologia e amicizia nel nome di Rebora
Ricordo di Vanni Scheiwiller.
AUTOGRAFO, Anno 2000 - N41 - Pag. 107-112

GIUSEPPE PONTIGGIA, Flash su Vanni
Ricordo di Vanni Scheiwiller.
AUTOGRAFO, Anno 2000 - N41 - Pag. 113-114

MONICA SARSINI, Ricordi di Scheiwiller a Firenze
Ricordo di Vanni Scheiwiller.
AUTOGRAFO, Anno 2000 - N41 - Pag. 115-117

NICOLETTA TROTTA, Lettere di Vanni Scheiwiller a Romano Bilenchi
Le lettere pubblicate fanno parte dell'epistolario diretto a Romano Bilenchi, conservato presso il Centro Manoscritti dell'Università di Pavia.
AUTOGRAFO, Anno 2000 - N41 - Pag. 121-131

NCOLETTA LEONE, 'Living on the tracks': la velocità mentale di Vanni Scheiwiller
E' una breve nota sulle lettere autografe di Vanni Scheiwiller conservate nel Fondo Manoscritti.
AUTOGRAFO, Anno 2000 - N41 - Pag. 135-150

ANNA LONGONI, 'La trattenuta passione' di un satiro solitario. Lettere di Juan Rodolfo Wilcock a Bianca Borletti
È analizzato un piccolo manipolo di missive, scritte tra l'ottobre del 1960 e il luglio del 1966-67, che lo scrittore, da poco giunto in Italia, inviò alla contessa Borletti, animatrice dei salotti mondani e culturali della Milano del tempo. Traspaiono dall'epistolario il motivo della solitudine, tratto costitutivo e della personalità di Wilcock e della sua produzione letteraria, nonché la fatica del lavoro creativo che conciliava narrativa, teatro, poesia, collaborazioni giornalistiche.
AUTOGRAFO, Anno 2001 - N42 - Pag. 17-28

NICOLETTA TROTTA, Dall'epistolario di 'uno scrittore per caso': lettere di Domenico Rea ad Aldo Camerino
È presa in esame un'altra raccolta di lettere, conservata al Fondo manoscritti, quella che dà testimonianza dell'intensa amicizia intercorsa tra Domenico Rea e il critico letterario Aldo Camerino. Quest'ultimo appare come il fidato interlocutore a cui lo scrittore racconta senza reticenze le inquietudini legate alla 'tribolata' composizione delle opere, l'incertezza sul proprio valore, il difficile rapporto con la critica.
AUTOGRAFO, Anno 2001 - N42 - Pag. 29-52

PIETRO CALISSANO, La scoperta del "Nerve Growth Factor" ovvero: una molecola nasce a Rio de Janeiro
L'A. analizza i contenuti di una lettera della Levi Montalcini, inviata dall'Istituto de Biofisica di Rio in data 15 dicembre 1952 a Victor Hamburger, concernente i risultati della sperimentazione volta ad isolare una sostanza denominata NGF.
AUTOGRAFO, Anno 2001 - N42 - Pag. 9-16

MARIAROSA BRICCHI, L'ultima stagione di Comisso: lettere ad Aldo Camerino
È tratteggiata la dimensione umana autentica di Giovanni Comisso così come emerge dalle lettere indirizzate agli amici dove ricorrono temi abituali come i viaggi, i libri propri e altrui, iscritti in una prosa 'concreta', ancorata al presente senza intellettualismi. Il colloquio epistolare con Camerino illumina alcuni aspetti legati alla fortuna editoriale di opere come "Viaggi felici", "Gioventù che muore" e alla personalità letteraria dello scrittore.
AUTOGRAFO, Anno 2001 - N42 - Pag. 43-52

MICHELE BORDIN, Contini e Cecchi: (ri)considerazioni in margine a un carteggio
Attraverso una lettura 'contrastativa' delle lettere, è seguita la formazione intellettuale di Contini e il progressivo disagio critico verso Cecchi, ammirato pur sempre a distanza di anni per il rigore stilistico e una scrittura saggistica altamente creativa.
AUTOGRAFO, Anno 2001 - N42 - Pag. 53-73

NICOLETTA LEONE, Travel, travail, Traum, travaglio: tra le carte e i carteggi del Fondo Manoscritti di Pavia
È illustrato il percorso espositivo, incentrato sul tema del viaggio e del sogno, di carte e carteggi del Fondo Manoscritti allestito in occasione di una manifestazione europea (Festa Europea degli Autori, Cuneo, Biblioteca Civica, 29 settembre-28 ottobre 2000). Emblematico il titolo che combina lemmi stranieri significanti 'viaggio, lavoro, sogno, travaglio'.
AUTOGRAFO, Anno 2001 - N42 - Pag. 77-121

CRISTINA NESI, Dodici lettere inedite di Franco Calamandrei a Romano Bilenchi
Sono pubblicate lettere di Franco Calamandrei a Romano Bilenchi con una nota di commento.
AUTOGRAFO, Anno 2001 - N42 - Pag. 125-148

LUCA FRASSINETI, Paralipomeni nella storia del teatro italiano del Settecento
Luca Frassineti offre una rilettura, quasi un'esumazione,della "Polissena",tragedia che il Carmignani(1768-1847),in età matura celebre giurista, scrisse negli anni giovanili e che fu rappresentata a Firenze nel carnevale del 1789.Frassineti traccia la distanza della tragedia dal risentito moralismo della Toscana di Pietro Leopoldo e il suo aprirsi verso suggestioni preromantiche nella tendenza al patetico e nell'atmosera notturna e sepolcrale.La "Polissena" risulta un esempio della mutazione del gusto e della pratica scenica alla fine dell'eta dei lumi, ponendosi come un caso limite,volta com'è alla ricerca del puro effetto.In appendice documentazione inedita della polemica, intercorsa dopo lo spettacolo fiorentino.
ARIEL, Anno 2000 - N1 - Pag. 47-86

ANTONIO PIZZO, Quando Calibano è un guappo napoletano
Più che di attore dialettale, è giusto parlare di attore di matrice dialettale per connotare immediatamente un tipo di recitazione volto non all'approfondimento psicologico del personaggio, ma alla collezione di informazioni, di segni esteriori che meglio possono definire un tipo.Con il suo sistema interpretativo,l'attore dialettale ha partecipato nel Novecento a percorsi di rinnovamento, anche attraverso la contaminazione dei generi. E una dinamica tra alto e basso si coglie nella mssa in scena della "Tempesta", operata da un giovane gruppo napoletano ("Liberamente"), in cui Prospero, Ariel, Calibano,sono interpretati da tre attori che affascinano nella loro riconoscibile capacità di riferirsi a un preciso stile di matrice dialettale.
ARIEL, Anno 2000 - N1 - Pag. 87-106

ROSARIA RUFFINI, Peter Brook e l'Africa
Si definisce il quadro dei rapporti tra Peter Brook e il teatro sudafricano.Il regista è affascinato dall'esplosione di vitalità collettiva del teatro delle "township" (veri e propri ghetti per persone di colore), connotato dalla oralità. Per le sue regie "sudafricane"("Woza Albert",1989; "Le costume",1999 "Siswe Bansi est mort", in preparazione), però, Brook si rifà a Athol Fugard e a Barney Simon, che nel loro teatro riordinano le tensioni espressive naturali, pur servendosi dell'improvvisazione di attori di colore ( come Mbongemi Ngema).Nello spazio vuoto, Brook dà importanza alla parola,spinta non verso l'interpretazione, ma verso la narrazione.Molto spesso l'attore assume la fisionomia di narratore-cantastorie o, addirittura, come in "Le costume", è nello stesso tempo personaggio e narratore del suo personaggio.
ARIEL, Anno 2000 - N1 - Pag. 115-132

CARLO FANELLI, Cento anni di teatro in Calabria
Un Convegno di studi dal titolo "La cultura del teatro e la produzione drammatica in Calabria fra il 1870 e il 1970", tenutosi presso l'Università della Calabria il 27-28 gennaio 2000,ha fatto il punto ,attraverso una serie articolata di interventi, sulla situazione del teatro in Calabria in quel lasso di tempo.
ARIEL, Anno 2000 - N1 - Pag. 13-19

MARINA CAPPA, Sabatino Lopez. Omaggio al "Franco Parenti"
Al Teatro Franco Parenti di Milano,nel febbraio del 2000,è stata dedicata una serata di memorie teatrali (fotografie, carteggi, racconti, ricordi)a Sabatino Lopez, autore che garbatamente segnò l'ultimo atto del teatro ottocentesco.
ARIEL, Anno 2000 - N1 - Pag. 21-26

FRANCESCO BERNARDINI, Il principe de Curtis nella città del Barocco
Una mostra dal titolo: "Totò dal varietà al cinema", tenuta a Lecce al Castello Carlo V nel marzo del 2000, ricostruisce il passaggio del grande attore dalle tavole del palcoscenico al cinema. Non si tratta, però, di una discesa, come apparve alla figlia Liliana, perchè, secondo F. Bernardini, il cinema con i suoi strumenti fornì a Totò la possibilità di presentarsi come corpo assemblato,un pulcinella senza maschera, che si fa interprete dei vizi e delle virtù degli Italiani.
ARIEL, Anno 2000 - N1 - Pag. 27-30

MARCANTONIO LUCIDI, Achille Campanile, cento e centouno
A ventitrè anni dalla morte di Campanile (4 gennaio 1977), sono state organizzate a Roma mostre e convegni sullo scrittore.Alla Casa delle Letterature, oltre alla presentazione di foto, brani dei Diari ed altri documenti, ci sono state delle letture tratte dai suoi scritti teatrali.
ARIEL, Anno 2000 - N1 - Pag. 31-34

NUCCIO MESSINA, Quel Macario stralunato e sognante
Nel ventesimo anniversario della morte del grande attore comico (26 marzo 1980), il mensile "Primafila" ha ripreso i temi di una tavola rotonda dedicata dal Centro studi del Teatro stabile di Torino e dal Lions Torino Superga al varietà e alla rivista.In alcuni interventi, oltre a Macario, viene ricordato anche Aldo Fabrizi.
ARIEL, Anno 2000 - N1 - Pag. 35-38

LUCIA TORSELLO, Incontro su Orazio Costa
L'Istituto di Studi Pirandelliani e sul Teatro Italiano Contemporaneo nel mese di marzo del 2000 ha presentato un numero della rivista "Comunicazioni Sociali", dedicato ad Orazio Costa e alla sua opera.L'incontro, al quale avrebbe dovuto essere presente il grande regista, è stato ,invece, segnato dalla sua assenza per la morte sopraggiunta. Con partecipazione ed emozione sono stati ripercorsi gli snodi più significativi della sua visione teatrale, attraversata da una grande spiritualità.L'articolo è corredato da apparato fotografico.
ARIEL, Anno 2000 - N1 - Pag. 39-46

PAOLA MARTINUZZI, Kandinski e la sua immagine di 'suono colorato'
Iniziatore dell'arte astratta, Kandinskij ricerca il substrato spirituale della specificità di ogni linguaggio artistico attraverso una stilizzazione estrema che prosciuga ogni elemento accidentale, descrittivo e decorativo, per consegnare l'essenziale di ogni singolo linguaggio al processo psichico unitario che tutti li sottende. In questa chiave vanno visti gli schemi grafici da lui disegnati per la danzatrice Gert Palucca e la ricerca del linguaggio musicale dei colori ("Il Suono giallo",1913).
ARIEL, Anno 2000 - N1 - Pag. 133-140

ANNA MEDA, La fortuna scenica di Pirandello in Sud Africa
Dal 1962 al 1987 le opere di Pirandello sono sate presentate in Sud Africa circa 40 volte; al primo posto si trovano i "Sei personaggi", dramma che, nella messa in scena di Barney Simon del 1973, costituisce un vero punto fermo per la sua non convenzionalità. Il regista vi opera una drastica dislocazione dal contesto europeo a quello sudafricano, distaccandosi nettamente dalle smorte messinscene, ripetitive nella loro malintesa aderenza al testo originale. Un utile specchietto fornisce la visualizzazione di tutte le opere rappresentate, mentre notizie dettagliate permettono un quadro preciso della presenza di Pirandello in Sud Africa.
ARIEL, Anno 2000 - N1 - Pag. 143-159

ALFREDO BARBINA, Quei "Mattaccini" 'simpatici e animosi'. Pirandello e Francesco Gaeta
"Mattaccini", il gionale fondato Da Francesco Gaeta nella vivace e culturalmente fervida Napoli di inizio Novecento, poteva contare sulla collaborazione di altri 'animosi' (Alfredo Catapano, Mario Giobbe,Manara Valgimigli,Edoardo Dalbono, Floriano del Secolo).Per il suo giornale, che ebbe breve vita (dall'autunno del 1901 alla primavera dell'anno successivo), Gaeta chiese a Pirandello, autore che ammirava moltissimo, di inviargli qualche novella.Il rapporto tra i due scrittori viene ricostruito attraverso le lettere che si scambiarono e che attestano concordi giudizi critici (ad esempio su Alberto Cantoni,autore di grande importanza per la formulazione pirandelliana dell'umorismo).Sulla fine di questo rapporto,gravò la figura del Croce,critico severo di Pirandello,di cui Gaeta divenne amico.
ARIEL, Anno 2000 - N1 - Pag. 161-179

MICHAELA BOHMIG, Teatro russo. Si esplorano gli archivi
"Mnemozina", rivista-almanacco già al secondo numero,si propone di fornire un contributo, attraverso la presentazione di documenti, ora accessibili per le mutate condizioni politiche, all'elaborazione critica del teatro russo del Novecento. Nel primo numero, tra gli altri documenti, viene pubblicata una relazione ("Teatro come patibolo"), che Evreinov presentò nel 1918, in cui la crudeltà appare come statuto intrinseco del teatro. Il secondo numero, più ricco del primo e con una fisionomia scientifica più definita, ospita, come punto di forza, le lettere che Michail Cechov scrisse dal 1926 al 1928 all'attore Aleksandr Gromov e quelle che l'attrice Marija Germanova scrisse negli anni 1921-23 a Vladimir Dancenco.
ARIEL, Anno 2000 - N1 - Pag. 107-113

MARIA LUISA GRILLI, 1950
Si relaziona su un incontro di studio, tenuto a Roma il 6 aprile del 2000, per i cinquant'anni dell'Enciclopedia dello Spettacolo, fondata da Silvio d'Amico,un'opera che per specificità e ampiezza non ha uguali nel mondo.
ARIEL, Anno 2000 - N1 - Pag. 7-11

EUSEBIO CICCOTTI, 'Montaggio Novecento': nuova rappresentazione e narrazione
Riflessione sul montaggio che, in quanto tecnica della frammentazione e della pluralità, diventa lo 'specifico' di tutta la comunicazione artistica e non del Novecento, dalle rappresentazioni figurative cubiste fino ad Internet, definito come linguaggio del montaggio per eccellenza.
IL LETTORE DI PROVINCIA, Anno 2000 - N107 - Pag. 3-17

ARIANNA SCICUTELLA, "Heart of darkness" e "La voie royale": lettura di due 'itinerari'
In questa lettura comparativa si sottolineano le principali affinità tematiche e stilistiche tra "La voie royale" di Malraux e il suo modello conradiano, "Heart of darkness". I due testi sono accomunati da una re-interpretazione del loro genere d'appartenenza, il romanzo d'avventura, in chiave esistenziale e dal rifiuto del punto di vista unico e onniscente.
IL LETTORE DI PROVINCIA, Anno 2000 - N107 - Pag. 19-38

MARCO MALASPINA, Quando il fantasma non è di troppo: presenze soprannaturali nelle "Short stories" di Elizabeth Bowen
Il saggio evidenzia l'evoluzione nella scrittura delle 'short stories' ad opera della Bowen, la quale si distacca gradualmente dalla consolidata tradizione letteraria inglese della ghost story (racconto di fantasmi) e della horror story (racconto dell'orrore) per adottare uno schema originale in cui la figura del fantasma si fa presenza naturale e necessaria per contrastare il vuoto della realtà moderna.
IL LETTORE DI PROVINCIA, Anno 2000 - N107 - Pag. 39-57

CHIARA BATTISTI, Cultura e civiltà in Aldous Huxley
Con la sua dissacrazione parodica della società consumistica contemporanea, il romanzo dello scrittore inglese è posto in relazione alla riflessione critica, di cui il contributo riporta alcune testimonianze, che a partire dalla fine del diciottesimo secolo ha contrapposto il concetto di cultura, depositaria di valori, a quello di civiltà, sua negazione.
IL LETTORE DI PROVINCIA, Anno 2000 - N107 - Pag. 59-69

ANTONELLA SARTI EVANS, Tra colonialismo e l'altro: frontiere del corpo/frontiere dell'identità
La lettura proposta dal contributo si focalizza sulle valenze simboliche di oppressione (coloniale e maschile) e riscatto che il linguaggio del corpo femminile acquista nei racconti della scrittrice maori Keri Hulme.
IL LETTORE DI PROVINCIA, Anno 2000 - N107 - Pag. 71- 76

ANDREA RIGHI, S. Alexie e le guerre indiane
Oggetto del contributo sono due racconti dell'autore di origini indiane S. Alexie, di cui vengono esaminati quegli elementi di aperta denuncia delle ingiustizie e delle assurdità che hanno segnato la storia degli Indiani d'America.
IL LETTORE DI PROVINCIA, Anno 2000 - N107 - Pag. 77-85

MARINO BIONDI, Il rumore della vita in tre poesie di Walter Galli
Si riportano i testi integrali di tre poesie scritte da Walter Galli, "Adès che e'dvanadur", "Du vécc (l'apuntemènt)" e "Se dadbón adlà ", precedute da un breve commento introduttivo che pone l'accento sul loro intreccio tra verso e vita del poeta.
IL LETTORE DI PROVINCIA, Anno 2000 - N107 - Pag. 87-90

ANTONIO CASTRONUOVO, Serra e Cardarelli. Breve storia d'un acerbo rapporto
Breve resoconto sul dialogo-scontro tra Cardarelli e Serra che fu in realtà sintomatico della diatriba tra due opposte ideologie poetiche nell'Italia di inizio Novecento.
IL LETTORE DI PROVINCIA, Anno 2000 - N108/109 - Pag. 97-110

MARIA VISCIDI, Forme diverse della letteratura italiana tra Otto e Novecento
Viene offerta una panoramica sulla produzione letteraria italiana nell'arco cronologico indicato che, in forme espressive molto eterogenee tra loro(diaristica, memorialistica, giornalismo, narrativa, poesia), ha affrontato il tema del viaggio in modi altrettanto variegati.
IL LETTORE DI PROVINCIA, Anno 2000 - N108/109 - Pag. 135-154

FERNANDO MARAMAI, Gli scenografi futuristi di Ruggero Vasari (con 22 illustrazioni)
Il contributo descrive i costumi e le scene che furono realizzati dalla scenografa russa Vera Idelson per il dramma avveniristico-fantascientifico del futurista Ruggero Vasari, "L'angoscia delle macchine".L'articolo è corredato da 22 illustrazioni che raffigurano la varie scene e i costumi progettati.
IL LETTORE DI PROVINCIA, Anno 2000 - N108/109 - Pag. 111-133

RENATO TURCI, Tommaso Landolfi come Randolfi
E' un'analisi stilistica che traccia un parallelo tra i racconti del Landolfi e la poesia rimbaudiana per la medesima attenzione alle sinestesie.
IL LETTORE DI PROVINCIA, Anno 2000 - N108/109 - Pag. 93-96

GIOVANNI R. RICCI, Gli occhiali della fanciulla. Una probabile convenzione cinematografica
Supportato da diversi esempi filmici, l'articolo dimostra che gli occhiali sono diventati una soluzione cinematografica per connotare in maniera semplicistica l'intellettualità dei giovani personaggi femminili che li utilizzano.
IL LETTORE DI PROVINCIA, Anno 2000 - N108/109 - Pag. 87-91

ANTONELLA SARTI EVANS, Philip Roth e Woody Allen: la mia vita recitata di uomo
Mettendo a confronto i due romanzi di Philip Roth e il film di Woody Allen, "Deconstructing Harry", si evidenzia il loro tentativo di costruire una identità all'interno della società americana attraverso la de-costruzione della loro cultura ebraica d'origine.
IL LETTORE DI PROVINCIA, Anno 2000 - N108/109 - Pag. 79-86

MARIA LAURA VIGNOCCHI, L'oriente di carta: intertestualità parodica e multietnicità in "The Malayan Trilogy" di Anthony Burgess
Il saggio è un appunto sulla demolizione parodica operata da Burgess nei confronti di tutta una tradizione letteraria portatrice dell'ideologia di prevaricazione con la quale l'Occidente si è appropriato dell'Oriente, e del diverso in genere, imponendo loro un'immagine precostituita e negando ogni possibilità di dialogo multietnico.
IL LETTORE DI PROVINCIA, Anno 2000 - N108/109 - Pag. 63-78

NICOLETTA CAMPANELLA, Attraversando "Le onde" di Virginia Woolf
Il racconto di Virginia Woolf viene presenatato come una tappa cruciale del perscorso artistico della scrittrice e del suo sperimentalismo, alla ricerca di un nuovo metodo narrativo che troverà attuazione ne "Le onde".
IL LETTORE DI PROVINCIA, Anno 2000 - N108/109 - Pag. 47-62

PATRICE DYERVAL ANGELINI, Montale: alcune osservazioni per tentare di tradurlo in francese (versione di Renato Turci)
Nel saggio che ha inviato a Renato Turci (il quale a sua volta lo offre ai lettori della rivista), il traduttore Angelini elenca in dettaglio le numerose modifiche che sono state apportate per rendere l'ultima versione in francese dell'opera montaliana più moderna e leggibile,incluse tutte le difficoltà e i rischi che questa operazione di riscrittura delle traduzioni precedenti ha comportato.
IL LETTORE DI PROVINCIA, Anno 2000 - N108/109 - Pag. 27-45

ALBERTO BIANCHI, 'Tre vite una sola morte'. "La trilogia delle macchine" di Cesare Pavese
Il contributo intende ridimensionare l'influenza del Futurismo sui tre racconti giovanili di Pavese, poichè la fascinazione di matrice futurista provata dai tre protagonisti per gli emblemi della modernità (macchina, metropoli) deve cedere al tragico pavesiano e alla loro morte come negazione di una integrazione possibile con la modernità stessa.
IL LETTORE DI PROVINCIA, Anno 2000 - N108/109 - Pag. 11-25

PAOLO TURRONI, Betocchi e Campana: riconoscimento di un maestro
A dimostrazione della sua originalità interpretativa, nel contributo viene riportata una serie di commenti critici scritti dal Betocchi su Dino Campana, uno dei suoi poeti preferiti.
IL LETTORE DI PROVINCIA, Anno 2000 - N108/109 - Pag. 3-9

GIANFRANCO GRECO, "L'ocarina spezzata" (Presentazione di Paolo Cherchi)
Paolo Cherchi, che ha ricevuto direttamente da Gianfranco Greco il racconto inedito qui pubblicato, presenta un ritratto elogiativo dell'autore e accenna un commento al racconto.
IL LETTORE DI PROVINCIA, Anno 2000 - N107 - Pag. 91-95

ENRICO MALATO, In ricordo di Luigi Firpo
E' ricordato il contributo scientifico fornito negli anni agli studiosi di varie discipline da Luigi Firpo, il suo sostegno a "Filologia e critica" come alla casa editrice Salerno. A lui è dedicato l'intero numero della rivista. In parallelo è un breve profilo di Giorgio Petrocchi.
FILOLOGIA E CRITICA, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 161-163

OTTAVIO BESOMI, Un nuovo testimone di "Pamphilia" a Wolfenbuettel
E' segnalato e descritto un nuovo manoscritto - individuato presso la Herzog August Bibliothek di Wolfenbuettel in Germania -, della "Pamphilia", romanzo amoroso in volgare (con forte patina latineggiante) d'ignoto autore, scritto nel XV secolo. In appendice, è uno schema che illustra la struttura dell'opera unitamente ad una parafrasi riassuntiva.
FILOLOGIA E CRITICA, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 164-178

AMEDEO QUONDAM, "Magna et minima moralia". Qualche ricognizione intorno all'etica del classicismo
Ci si interroga sulla tradizione del classicismo di Antico regime: c'è un'etica del classicismo? quali testi ne producono le istanze, di che tipo, per chi? Iniziando con una rapida rassegna di studi novecenteschi sulla filosofia morale in età moderna, si passa ad un'analisi dei testi costitutivi del classicismo stesso, della bibliografia cinque-settecentesca. Si riflette sui concetti di 'sapienza civile', 'forma del vivere' e 'convenienza'. Si individuano quindi due tipi di etica: quella degli Antichi e quella dei Moderni; si conclude con una disamina dell'etica 'mondana'.
FILOLOGIA E CRITICA, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 179-221

BRUNO BASILE, La biblioteca del Tasso. Rilievi ed elenchi di libri dalle "Lettere" del poeta
Con la disamina di segmenti delle "Lettere" tassiane, si riflette sui libri menzionati e probabilmente posseduti dal poeta. Dopo aver presentato un suo appunto autografo (aprile 1590) ed un prezioso inventario di suoi libri, sono elencati sessantotto autori e le relative opere, pagine - in quelle specifiche edizioni - consultate da Tasso o addirittura di sua proprietà. La biblioteca dell'autore della "Gerusalemme" prende corpo, sia pure attraverso una ricostruzione erudita.
FILOLOGIA E CRITICA, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 222-244

SAVERIO RICCI, 'Fede' e 'dissimulazione'. Bruno lettore di Machiavelli nella crisi delle guerre di religione
Il saggio è dedicato alla ricezione, a fine Cinquecento, delle opere di Machiavelli ed alle letture di Giordano Bruno, filosofo inquieto, in viaggio tra Francia ed Inghilterra. In specifico, si indaga su alcuni echi del "Principe" e d'altri testi dello scrittore fiorentino nelle pagine dello "Spaccio de la bestia trionfante".
FILOLOGIA E CRITICA, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 245-262

GINO BENZONI, Campanella e Venezia: qualche appunto, qualche spunto
Si indaga su alcune pagine di Tommaso Campanella scritte per attaccare Venezia colpevole d'essersi ribellata al Pontefice. La realtà dei rapporti tra il filosofo di Stilo e gli ambienti lagunari, veneti era molto più intricata di quello che si ritiene comunemente e complessa appare l'esposizione stessa di Benzoni, che procede per note dotte e ricordi personali.
FILOLOGIA E CRITICA, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 263-280

GERMANA ERNST, Segni, virtù e onore nell'opuscolo "De' titoli" di Tommaso Campanella
Edizione dell'opuscolo epistolare "De' titoli" scritto da Tommaso Campanella entro il 4 aprile 1624 per il letterato e cameriere pontificio Virginio Cesarini (che si spense senza aver avuto il tempo di leggerlo). Segni ed attestazioni onorifiche, i titoli subivano cambiamenti sotto il pontificato di Urbano VIII. Per Campanella importante era distinguere i titoli laici da quelli ecclesiastici.
FILOLOGIA E CRITICA, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 281-301

FRANCO BARCIA, Per una bibliografia dei tacitisti italiani (secoli XVI-XVII)
Sono presentate le schede bibliografiche di trentaquattro opere di commento e divulgazione delle idee di Cornelio Tacito: è un pezzo della fortuna critica dello scrittore latino con stampe che vanno dal 1581 al 1677. Di ogni testo sono indicate le edizioni ed eventuali traduzioni.
FILOLOGIA E CRITICA, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 302-315

MAURIZIO SLAWINSKI, Poesia e commercio librario nel primo Seicento: su alcune edizioni mariniane ignote o poco note
Presentazione del risultato di esplorazioni presso alcune biblioteche inglesi (la Codrington Library di All Souls College e la Biblioteca dell'Università di Birmingham) alla ricerca di edizioni mariniane. Slawinski riflette sul mercato librario dell'inizio del XVII secolo e sul ruolo che le polemiche, la censura e la morte di Marino hanno avuto per la diffusione dei suoi testi.
FILOLOGIA E CRITICA, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 316-334

EMANUELE ZINATO, Ironia, parodia, dissimulazione nei "Discorsi" di Giovanni Alfonso Borelli
Sono illustrati un periodo della vita di Giovanni Alfonso Borelli, il suo impegno presso lo Studio di Messina (a partire dal 1639) ed i suoi legami con l'Accademia della Fucina. Ci si sofferma su alcuni suoi "Discorsi" che rivelano abilità di scrittura e sapienza nei contenuti (Borelli è stato un notevole matematico). Numerosi i riferimenti alla sua maturità, al legame con Cristina di Svezia.
FILOLOGIA E CRITICA, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 335-358

DENISE ARICO', Il colore delle passioni. La "Filosofia morale" del Tesauro tra gli aforismi di Salvator Rosa
E' un ritratto di Salvator Rosa, pittore e scrittore napoletano, ed una riflessione sulla sua produzione letteraria. E' analizzato più precisamente il suo "Teatro della politica. Sentenziosi afforismi della prudenza", mai edito, che mostra un forte legame con le pagine di Emanuele Tesauro.
FILOLOGIA E CRITICA, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 359-417

MARIA LUISA DOGLIO, 'Grandezze' e 'meraviglie' della Sindone nella letteratura del Seicento
E' ripercorso un intero filone letterario, in latino ed in volgare, dedicato tra la fine del Cinquecento a tutto il Seicento all'esaltazione della Sindone. Dagli effetti della devozione è possibile ricavare momenti di vita cortigiana (e politica) presso i Savoia. Sono proposti versi di Giambattista Marino e Guido Casoni, pagine di Emanuele Tesauro, Valeriano Castiglione, Paolo Segneri.
FILOLOGIA E CRITICA, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 418-441

ROBERTO FEDI, Le "Veglie", Tasso e Compagnoni
Storia di un falso: le "Veglie di Tasso" nate dalla penna di Giuseppe Compagnoni, giacobino romagnolo giunto in Francia a fine del XVIII secolo per ideale politico e per avventura. E' l'occasione per fare il punto sul successo dell'autore della "Gerusalemme" ad inizio dell'Ottocento, per osservare Compagnoni al lavoro, individuare i suoi modelli letterari e godere della sua spiccata vocazione teatrale.
FILOLOGIA E CRITICA, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 442-456

FEDERICA BRUNORI, Il re e la vittima. Un modello shakespeariano per l'"Adelchi" di Alessandro Manzoni
Lettura dell'"Adelchi" manzoniano alla ricerca d'echi shakespeariani (le tragedie "Henry V" e "Richard II"). Particolare risalto è dato alla più recente bibliografia critica ma anche alle dichiarazioni di poetica dello stesso Manzoni.
FILOLOGIA E CRITICA, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 457-475

DAVIDE COLUSSI, Segnali di Della Casa in Leopardi: postilla a "L'infinito", vv. 10-11
Sono analizzati due versi (10-11) dell'"Infinito" di Giacomo Leopardi. In un gioco di rimandi, si ritrova sotteso il magistero ed il senso della 'gravitas' di Giovanni Della Casa ("Già lessi, e or conosco in me, sì come", "Rime", LXII; "O dolce selva, solitaria, amica", "Rime", XIII).
FILOLOGIA E CRITICA, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 476-491

, Indici analitici delle annate XXI-XXV (1996-2000)

FILOLOGIA E CRITICA, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 492-513

, Indice dell'annata

FILOLOGIA E CRITICA, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 515-516

BRUNO PORCELLI, Numeri e nomi nei canti danteschi del sole
Si indaga sul valore e sull'uso d'alcuni numeri ed alcuni nomi nei canti del "Paradiso" che pongono in palese confronto l'ordine francescano e quello domenicano. E' un gioco di richiami e simmetrie: attraverso i simboli sono esaltate da Dante la virtù della concordia e lo spirito di conciliazione.
GIORNALE STORICO DELLA LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N577 - Pag. 1-13

MARIO POZZI, Ricordo di Carlo Dionisotti
Rileggendo gli scritti dello studioso scomparso, si ripercorre la sua vicenda biografica e si sottolineano alcuni incontri decisivi (Vittorio Cian, Lionello Venturi, Ferdinando Neri, Benedetto Croce), l'impegno presso numerose riviste - anche presso il "Giornale storico della letteratura italiana" -, i forti legami con le letterature straniere e con quella artistica italiana, le sincere recensioni.
GIORNALE STORICO DELLA LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N577 - Pag. 14-58

CLAUDIO GIGANTE, La "Vita di Torquato Tasso" di Giovan Pietro D'Alessandro
E' la riproposta di una biografia tassiana, opera di un dotto giurista, poi accademico Ozioso. La precede una nota sulla fortuna critica dello studioso salentino (Pietro Serassi, Angelo Solerti, Bruno Basile), certamente più limitata di quella d'altri scrittori coevi all'autore della "Gerusalemme" (Francesco De Pietri, Giambattista Manso).
GIORNALE STORICO DELLA LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N577 - Pag. 59-70

ARNALDO DI BENEDETTO, La rivoluzione napoletana del 1799: il vescovo Natale e il "Catechismo repubblicano"
Di Michele Arcangelo Natale, membro di una corrente di cattolicesimo democratico non inquadrabile entro l'ambito giansenista, è qui ricostruita la vita. Vescovo casertano di Vico Equense, fu un protagonista della rivoluzione partenopea di fine Settecento: massone e bibliofilo, pagò con la vita; impropriamente gli fu attribuito il "Catechismo repubblicano".
GIORNALE STORICO DELLA LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N577 - Pag. 71-86

MARIO MARTI, Con le "Genealogie" e il "De montibus" si chiude il "Tutto Boccaccio" di Vittore Branca
La descrizione e l'analisi dei tomi dagli argomenti indicati ("Genealogie" e "De montibus") è accompagnata da una valutazione complessiva della riproposta del corpus di Boccaccio, opera che negli anni - nel progredire degli studi come nel mutare dell'organizzazione dei volumi e, più in generale, nell'evolversi delle prospettive e del budget - grazie a Vittore Branca non ha perso compattezza ed alto valore.
GIORNALE STORICO DELLA LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N577 - Pag. 87-91

MARIO POZZI, Rassegna di studi rinascimentali, VI
E' in primis la segnalazione d'alcuni volumi dedicati al teatro cinquecentesco (anche con la presentazione di edizioni), seguita da quella di carteggi tra i secoli XV e XVI (talvolta da catalogazioni di carteggi). Completano la rassegna pagine dedicate a nuovi studi su Machiavelli (ed all'edizione UTET delle sue opere) con un paragrafo relativo a recenti biografie di singoli letterati ed a storie d'interi nuclei familiari nobiliari.
GIORNALE STORICO DELLA LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N577 - Pag. 92-131

BRIAN STOCK, 'Lectio divina' e 'lectio spiritualis': la scrittura come pratica contemplativa nel Medioevo
Partendo da un grande santo (e grande scrittore) come Agostino, l'autore attua una acuta disamina della pratica della scrittura e della lettura contemplativa, pratica che fu attiva per tutto il Medioevo e che ha prodotto come Dante e Petrarca. La lettura orale e la recitazione della "Bibbia", con conseguente meditazione e preghiera su quanto letto, era la "lectio divina" per eccellenza, quella che portava a riflettere profondamente su quanto appreso dal "libro dei libri". Al contrario, la "lectio spiritualis" utilizzava il testo soltanto come "pretesto" per l'autoesame e il progresso spirituale di chi leggeva. Altro elemento fondamentale della "lectio spiritualis" era l'incoraggiamento alla scrittura come pratica contemplativa, come metodo di meditazione. In particolare, nel "secretum" Petrarca medita sul problema dell'identità, riprendendo l'antica concezione pagana, elaborata da Seneca e Cicerone, basata sulla centralità dell'io, e quella cristiana agostiniana, secondo cui l'identità dell'individuo è dono divino.
LETTERE ITALIANE, Anno 2000 - N2 - Pag. 169-183

ATTILIO BETTINZOLI, La coscienza spietata: Rebora, Tolstoj e i 'Canti anonimi'
L'autore analizza gli influssi che pervennero all'opera poetica di Clemente Rebora dallo studio di Tolstoj, il quale fu senza dubbio uno degli autori a lui più familiari nel periodo 1905-1913. Dalla lettura di Tolstoj nacque una lunga fase meditativa che portò il poeta alla risoluzione definitiva della sua esistenza, quella della rinuncia al mondo per darsi tutto a un ideale superiore e totalizzante, un Dio-coscienza implacabile che annulla in sé ogni altro anelito.
LETTERE ITALIANE, Anno 2000 - N2 - Pag. 184-224

MANUELA BOCCIGNONE, Un albero piantato nel cuore (Iacopone e Petrarca)
Nella "nota" si fa riferimento al sonetto CCXXVIII del "Canzoniere" petrarchesco, scritto dal poeta forse appena qualche mese prima della morte. Il lauro, che è stato sempre presente nella mente, nel cuore, nei versi e negli scritti del Petrarca, ora non è più oggetto mitologico, ma "nobile pianta radicata nell'organo vitale umano come in un terreno fertile", venerato come cosa santa e la cui preponderanza è probabilmente dovuta all'influenza dell' "Amor de caritate" di Jacopone da Todi. Nella tradizione allegorica medievale, in realtà, l'albero del cuore corrisponde alla croce ed il rituale della croce, della morte e resurrezione del Cristo è rievocato nel "Canzoniere" dall'inizio alla fine.
LETTERE ITALIANE, Anno 2000 - N2 - Pag. 225-264

BRUNO FIGLIUOLO, Tre lettere inedite di Feo Belcari a Ottone Niccolini
Si dà notizia di tre lettere inedite inviate da un membro della modesta famiglia Belcari a uno dell'influente casata dei Niccolini, risalenti la prima al 3 giugno 1455, la seconda al 18 settembre 1467 e la terza al primo luglio 1468. Nella prima si fa riferimento al caso pietoso di un Cipriano vinattiere e alla opportunità di ottenere per lui lo scioglimento di un obbligo di voto, fatto in seguito alla liberazione dalla prigionia dopo la battaglia di Soncino o di Cremona, in cui si erano affrontati da una parte i milanesi, al comando di Niccolò Piccinino, e dall'altra le truppe veneto-fiorentine, guidate dal Carmagnola. Nella seconda, il cui contenuto è più arduo comprendere, si fanno allusioni ad alcuni personaggi citati col solo nome di battesimo; tuttavia, intercorre il nome del papa Paolo II, il veneziano Pietro Barbo, al quale Feo Belcari fu legato da 'familiarità', quando quegli era stato cardinale a Firenze. Nella terza ed ultima, il Belcari ricorda ancora l'onore della 'familiarità' col futuro papa e si raccomanda all'amico in indirizzo perché gli venga presentata una 'laude' da lui composta
LETTERE ITALIANE, Anno 2000 - N2 - Pag. 265-271

MARIO TEDESCHI TURCO, 'In questo stato son, donna, per voi' - Note sul Petrarca di Franz Liszt
Liszt, che si era accostato a Petrarca attraverso la lettura assidua del "Canzoniere", ne era stato conquistato durante il soggiorno in Italia del 1838, insieme allo studio di Dante, di Michelangelo, di Raffaello, del Cellini. I "Tre sonetti del Petrarca" nascono dunque come Lieder per voce e pianoforte, e subito dopo vengono trascritti per pianoforte solo. Si tratta dei sonetti 47, 104 e 123, che colpirono particolarmente il musicista, poiché celebrano l'amore svanito, quasi un rispecchiamento di quanto egli stava vivendo con la sua donna.
LETTERE ITALIANE, Anno 2000 - N2 - Pag. 272-281

ANNA VENCATO, Rassegna di studi sul libretto d'opera
L'autrice ricostruisce, partendo dall'importante studio di Anna Laura Bellina, la storia del libretto d'opera con le difficoltà del suo reperimento, della sua interpretazione nelle varie redazioni o lezioni, della sua valenza letteraria e/o musicologica, dei rapporti con la letteratura, oltre che, ovviamente, con la musica. Infatti, Dante, il Tasso, Shakespeare, Walter Scott, Victor Hugo e Schiller furono fonti quasi inesauribili di trame operistiche ottocentesche, ma l'autrice risale addirittura alla nascita dell'opera, che si fissa convenzionalmente intorno al 1598, anno della "Dafne" di Rinuccini, per ripercorrerne attraverso i secoli i momenti più salienti, fino ai giorni nostri.
LETTERE ITALIANE, Anno 2000 - N2 - Pag. 282-317

VINCENZO CAPPELLETTI, Chi siamo, noi europei
Si tratta di una Relazione tenuta dal direttore della rivista , Vincenzo Cappelletti, al Circolo "Verso l'Europa", per il trentennale della fondazione (Arezzo, 6 ottobre 2000). Nella relazione Cappelletti si interroga sull'apporto dato dai moderni strumenti di comunicazione, che hanno favorito il dialogo tra popoli diversi, all'espansione della cultura europea.
IL VELTRO, Anno 2000 - N5-6 - Pag. 489-493

ANTONIO MACCANICO, Questioni aperte sul federalismo
Nell'articolo il Ministro per le Riforme Istituzionali, Antonio Maccanico, ripercorre le tappe significative del processo federativo e auspica un'evoluzione del sistema italiano delle autonomie in nome di un federalismo considerato come 'realtà dinamica', favorevole alle strutture locali, comprese le Regioni a statuto speciale.
IL VELTRO, Anno 2000 - N5-6 - Pag. 495-501

ANTONIO FAZIO, L'economia globale e l'Italia
Vengono trattati problemi economici scottanti, primi fra tutti la globalizzazione dei mercati, che ha condotto ad una maggiore liquidità internazionale, e la questione del ritardo dell'economia italiana rispetto a stati maggiori, quali Stati Uniti e Giappone. Propensione all'investimento e riduzione del carico fiscale vengono considerate, per il nostro debole sistema economico, autentiche occasioni di ripresa.
IL VELTRO, Anno 2000 - N5-6 - Pag. 503-517

GIOVANNI URBANI, Ricerche italiane in Antartide. Una visita alla Base di Baia Terra Nova
Si tratta di un reportage, realizzato da Giovanni Urbani, sulla base antartica italiana posta sulla costa bagnata dal Mare di Ross. In un intreccio di impressioni e note di viaggio, Urbani riferisce la meravigliosa esperienza della scoperta dell'ambiente antartico, che sta divenendo oggetto di continue ricerche ufficiali.
IL VELTRO, Anno 2000 - N5-6 - Pag. 519-538

FRANCESCO PAOLO CASAVOLA, Dalle biografie individuali alla identità nazionale
Il Presidente dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Francesco Paolo Casavola, fa il punto sulla nostra vicenda nazionale nell'ultimo secolo e la inquadra in quella europea. Nel celebrare il quarantennio del "Dizionario biografico degli italiani", ripropone il tema delle identità collettive e recupera la valenza del nesso tra vite individuali e collettività, di cui il "Dizionario" si rivela efficace strumento analitico.
IL VELTRO, Anno 2000 - N5-6 - Pag. 539-545

GIUSEPPE NENCIONI, Studio linguistico sull'epistolario di Leopardi
Il linguista Giuseppe Nencioni analizza gli aspetti fonetici, morfologici, sintattici, presenti nell'epistolario leopardiano. Perviene alla conclusione che Leopardi, pur orientandosi verso una lingua più moderna e pratica, in direzione di una parziale modernizzazione delle forme, non seppe distaccarsi dalla cultura linguistica settecentesca e artificiale.
IL VELTRO, Anno 2000 - N5-6 - Pag. 551-570

MAURIZIO MOSCONE, Calasanzio e la scuola cattolica. Riflessioni su una biografia del santo.
Vengono analizzate le particolari virtù, di pazienza e obbedienza, di Calasanzio, canonizzato il 16 luglio 1767 da Clemente XIII, e la sua instancabile opera in favore della fondazione di scuole popolari pubbliche e gratuite. Il santo viene raffigurato come un "uomo dolce e deciso, obbediente all'autorità e indomabile nel portare avanti la sua apostolica intuizione".
IL VELTRO, Anno 2000 - N5-6 - Pag. 574-580

MATTEO SANFILIPPO, Gli Stati Uniti visti dall'Italia. Gli studi americanistici nel 2000
In questa sintetica rassegna sugli studi americanistici e sui rapporti tra il nuovo ed il vecchio continente, l'accresciuta attenzione all'America, perfino sul versante dell'intrattenimento e dell'infrormazione, viene considerata il portato finale delle meditazioni concatenate sul Novecento come 'secolo americano' e sugli effetti della globalizzazione.
IL VELTRO, Anno 2000 - N5-6 - Pag. 581-597

ENZO NATTA, Cinema & media
Viene analizzato il rapporto tra il cinema e gli altri mezzi di comunicazione. Il cinema, visto come "un occhio che registra la realtà", tuona contro il giornalismo senza scrupoli e gli scoop prefabbricati, esalta l'effetto catalizzante e l'opera di dialogo dell'apparecchio radio, condanna senza riserve l'esibizionismo e la morbosità di tanti personaggi televisivi.
IL VELTRO, Anno 2000 - N5-6 - Pag. 598-603

ENZO NATTA, Cinema e lettura critica
Si chiarisce il rapporto ambivalente tra critica letteraria e cinematografica. Tanto la letteratura quanto il cinema necessitano di una critica che si avvalga di moderni strumenti analitici capaci di partire dalla vicenda narrata o filmata (lettura paradigmatica) per ricercare i segni di una realtà bifronte (lettura sintagmatica) e aprirsi infine a svariate interpretazioni (lettura polisemica).
IL VELTRO, Anno 2000 - N5-6 - Pag. 604-612

MARIO MARTI, Acque agitate per "Donna me prega"
Prendendo spunto da Enrico Fenzi, "La canzone d'amore di Guido Cavalcanti e i suoi antichi commenti" (Genova, il Melangolo, 1999), si rimeditano i rapporti d'amicizia ed i legami ideologici tra Dante e Guido con preciso riferimento ai versi della celebre canzone cavalcantiana "Donna me prega".
GIORNALE STORICO DELLA LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N578 - Pag. 161-167

ARNALDO DI BENEDETTO, Le occasioni di un anniversario: Vittorio Alfieri tra Parini e Goethe
Sono posti in risalto i contatti fra la produzione di Parini e quella di Alferi e l'interesse di Goethe per quest'ultimo. Dei tre autori sono stati celebrati anniversari nel 1999.
GIORNALE STORICO DELLA LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N578 - Pag. 168-185

DAVIDE CANFORA, Sulla follia dei prìncipi: la visione tragica di Poggio e la prospettiva comica di Erasmo
Sono poste in relazione due opere d'argomento politico: il dialogo "De infelicitate principum" di Poggio Bracciolini ed il "Moriae encomium" di Erasmo da Rotterdam, 'declamazione satirica'. Diversa risulta la valutazione fatta dai due autori (nel primo è messa in risalto la tragicità, nel secondo la comicità); complessa è comunque l'immagine del principe e dei cortigiani presentata in queste pagine quattrocentesche.
GIORNALE STORICO DELLA LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N578 - Pag. 186-199

FABIO FORNER, Genesi ed elaborazione della "Responsio" di Alberto Pio a Erasmo
E' illustrata la figura e l'opera di uno degli esegeti di Erasmo, il principe Alberto Pio, critico attento. In specifico s'analizza la "Responsio ad Erasmi Roterodami expostulationem" del nobile di Carpi con l'indicazione dei testimoni e delle fasi redazionali di quel testo, che ha notevole successo nel corso del XVI secolo.
GIORNALE STORICO DELLA LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N578 - Pag. 200-224

ALESSANDRO VALORI, Il gioco progettuale delle parole nell'opera di Ortensio Lando e Anton Francesco Doni
Una nuova disamina delle "Lettere americane" del capodistriano Carli è l'occasione per esamianre gusti e curiosità di uno studioso del Settecento. Emergono una tensione costante verso l''altrove', una singolare propensione alla commistione di scienza e fantasia (indicativa è la ripresa del mito di Atlantide), l'adesione ad una dimensione utopica.
GIORNALE STORICO DELLA LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N578 - Pag. 225-240

CRISTINA ABBONA, Le "Lettere americamìne" di Gian Rinaldo Carli tra lumi ed 'ammassi di sogni'
Una nuova disamina delle "Lettere americane" del capodistriano Carli è l'occasione per esamianre gusti e curiosità di uno studioso del Settecento. Emergono una tensione costante verso l''altrove', una singolare propensione alla commistione di scienza e fantasia, lumi e sogni (indicativa è la ripresa del mito di Atlantide), l'adesione ad una dimensione utopica.
GIORNALE STORICO DELLA LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N578 - Pag. 241-251

ORSETTA INNOCENTI, Per l'edizione dei "Frammenti di romanzo" di Beppe Fenoglio
E' affrontato il problema della genesi dei "Frammenti di romanzo" di Beppe Fenoglio, con la proposta in appendice di un nuovo indice di quelle pagine. Innocenti ha il merito di aver recentemente ripubblicato - in altra sede - un lungo racconto dimenticato dello scrittore piemontese ("L'erba brilla al sole"). In questo saggio entra nel laboratorio di Fenoglio e sottolinea nei testi ossessioni e sottili richiami.
GIORNALE STORICO DELLA LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N578 - Pag. 252-272

DOMENICO CHIODO, Il "supercilio" di Mopso non cela Speroni: alle radici di un equivoco con qualche riflessione
Si contesta nell'"Aminta" tassiana l'identificazione della figura di Mopso con quella del dotto Sperone Speroni, nata dalla disattenta lettura di alune note critiche di Egide Ménage. A tale fallace interpretazione si era però già sottratto Antonio Serassi. Si propone quale vero volto di Mopso quello d'Antonio Montecatino, giurista e filosofo della corte ferrarese.
GIORNALE STORICO DELLA LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N578 - Pag. 273-282

FRANCO DI TIZIO, Le memorie di Italo Rossignoli
Si descrive, in anteprima, il memoriale di Italo Rossignoli, attendente di d'Annunzio dal 1915 al 1921, ed, in seguito, suo maggiordomo e capoguardia. L'epistolario contiene notizie inedite sul Poeta - soldato (relative agli anni 1915-1929) che mostrano un d'Annunzio diverso da quello descritto nelle sue biografie. L'articolo è corredato da riproduzioni di foto che ritraggono d'Annunzio e Rossignoli tra il 1915 ed il 1919.
RASSEGNA DANNUNZIANA, Anno 2000 - N37 - Pag. 11-24

VITO MORETTI, Storia di un'amicizia nel carteggio inedito Janni - d'Annunzio
E' illustrato il carteggio tra d'Annunzio ed Ettore Janni, conosciuto dal poeta attraverso le pagine dei giornali abruzzesi, nei mesi roventi della sua candidatura elettorale. Le lettere, pubblicate in questa sede per la prima volta, con annotazioni in calce e postille di corredo, forniscono notizie sul periodo 'francese' del d'Annunzio, e fanno luce su una delle più interessanti amicizie del poeta in seno al "Corriere della Sera".
RASSEGNA DANNUNZIANA, Anno 2000 - N37 - Pag. 25-34

ATTILIO MAZZA, Lettere d'amore e d'amicizia. I messaggi di Gabriele d'Annunzio a Luisa Bàccara.
E' illustrato il carteggio tra Gabriele d'Annunzio e Luisa Bàccara, la 'Signora del Vittoriale' che rimase vicino al poeta fino al suo ultimo respiro. I gruppi di lettere analizzati offrono diversi spunti tematici, a partire da quello centrale costituito dal raporto amoroso d'Annunzio - Bàccara, per terminare con quello esistenzialisico generato dalla profonda malinconia che accompagnò il poeta nei suoi ultimi anni trascorsi sul Garda.
RASSEGNA DANNUNZIANA, Anno 2000 - N37 - Pag. 35-40

PAOLO TAMAGNO, Le lettere di Ariel alla piccola Melitta senza pace.
Sono commentate alcune delle lettere che Gabriele d'Annunzio scrisse a Letizia Giupponi De Felici, una delle fanciulle amate dal poeta, soprannominata affettuosamente 'Melitta'. Le lettere, che cambiando stile acquistano il linguaggio tipico dell'epistola familiare, confermano l'immagine di un uomo che ebbe il dono di legare indissolubilmente a sé le persone possedendone prima l'anima del corpo.
RASSEGNA DANNUNZIANA, Anno 2000 - N37 - Pag. 41-44

CHIARA BIANCHI, Il "Sogno" dannunziano di Gian Francesco Malipiero
Al centro di tale studio è la figura di Gian Francesco Malipiero, musicista veneto innamoratosi dell'opera dannunziana "Sogno d'un tramonto d'autunno", ed il suo tentativo invano di ottenere, da parte del Poeta, il permesso di pubblicarne la partitura musicale.
RASSEGNA DANNUNZIANA, Anno 2000 - N37 - Pag. 45-48

PIETRO GIBELLINI, Le ebbrezze del vate astemio
Si propone una particolare lettura delle opere dannunziane, analizzate nei loro riferimenti all'immagine del 'vino'. Il Poeta, infatti, del tutto astemio come ricordano le sue biograie, giocò con le varie connotazioni negative e positive del vino, descrivendolo ora come un veleno camuffato da medicina obliosa, ora come un parente stretto della sensualità e dell'amore.
RASSEGNA DANNUNZIANA, Anno 2000 - N37 - Pag. 49-53

FRANCO DI TIZIO, Carteggio di d'Annunzio con il fratello Antonio
Sono pubblicate in questo saggio le lettere del carteggio di Gabriele d'Annunzio con il fratello Antonio, emigrato in America alla fine degli anni Venti. Tali lettere, concentrate nel periodo 1930-1934, mostrano chiaramente l'insanabile contrasto tra i due fratelli.
RASSEGNA DANNUNZIANA, Anno 2001 - N39 - Pag. 1-16

PAOLO MELANDRI, Una rapsodomanzia pascolian-dannunziana
Il saggio intende soffermarsi sulla ricerca di una possibile fonte enniana all'interno del carme dannunziano "Ode pour la résurrection latine". Il d'Annunzio fu, infatti, attento e assiduo lettore di Ennio, grazie anche all'edizione degli "Annales" contenuta nell'antologia latina "Epos" di Giovanni Pascoli, regalatagli proprio dall'autore.
RASSEGNA DANNUNZIANA, Anno 2001 - N39 - Pag. 17-22

VITO MORETTI, L'asceta narcisista. Gabriele d'Annunzio e le ambigue forme della spiritualità
Lo studio, attraverso l'analisi di alcune delle più famose opere dannunziane, pone in luce quella curiosa alternanza tra sacro e profano tipica della scrittura del poeta. La spiritualità dannunziana, infatti, per quanto assidua sulla pagina, non si allontanò mai dai suoi statuti estetici, e si trasformò in un misticismo estetizzante.
RASSEGNA DANNUNZIANA, Anno 2001 - N39 - Pag. 23-26

EDOARDO TIBONI, Ettore Paratore e i suoi studi dannunziani
Omaggio al ricordo di Ettore Paratore, illustre collaboratore della rivista, presidente per un decennio del Centro nazionale di Studi dannunziani, nonchè grande conoscitore e ammiratore di Gabriele d'Annunzio.
RASSEGNA DANNUNZIANA, Anno 2001 - N39 - Pag. 27-28

ETTORE PARATORE, Influssi dannunziani nella poesia albanese
Si analizzano i rapporti tra Gabriele d'Annunzio e le varie letterature europee, in particolare quella albanese, di cui il poeta divenne spesso maestro e modello.
RASSEGNA DANNUNZIANA, Anno 2001 - N39 - Pag. 29

GUIDO CERONETTI, Vecchie Cartoline
Il testo è tratto dal volume "La carta è stanca" (Milano, Adelphi, 1976, pag.54-59). In origine apparve ne "La Stampa" di Torino del 31 maggio 1972 col titolo "Le cose perdute. Tra ex-voto e cartoline". L'articolo viene qui confrontato con la versione pubblicata in volume quattro anni dopo e le note ne segnalano le varianti. Materiali di corredo: a p.20 è riportata una foto con la didascalia "Guido ed Erica Ceronetti ad Albano Laziale nel settembre 1972 (Foto Enzo Crea; Fondo Ceronetti Lugano)".
CARTEVIVE, Anno 2000 - N1 - Pag. 17-24

CARMINE DI BIASE, MARIO GABRIELE GIORDANO, Una problematica da interrogare
Nella prefazione al volume collettaneo si propone una rilettura dell'opera e della figura di Mario Pomilio, sgombra da pregiudizi legati alla sua natura di scrittore 'cattolico' trascurato dalla realtà culturale contemporanea, che si rivela orfana di una tradizione narrativa 'di ispirazione religiosa'.
RISCONTRI, Anno 2000-2001 - N4-1 - Pag. 9-10

GIULIO FERRONI, Mario Pomilio a dieci anni dalla morte
Ferroni invita ad una analisi delle 'problematiche' della narativa di Mario Pomilio, incentrata sulla costante contraddizione tra la condizione 'cattolica' e le tendenze della cultura moderna.
RISCONTRI, Anno 2000-2001 - N4-1 - Pag. 13-15

MICHELE PRISCO, Uno scrittore scomodo
Accusa sferzante nei confronti della società che ignora scrittori del calibro di Mario Pomilio assente dai dibattiti culturali dell'ultimo decennio e dalla realtà letteraria di oggi. Vergognosa, per Prisco, la scomparsa dal mercato librario delle opere di Pomilio, persino delle più recenti, come "Il quinto evangelio", "Il Natale del 1833" (Premio Strega 1983), "Una lapide in via del Babuino".
RISCONTRI, Anno 2000-2001 - N4-1 - Pag. 17-18

TONI IERMANO, "Il nuovo corso" e la negazione del conformismo ideologico
Saggio critico sull'opera narrativa di Mario Pomilio, tra i maggiori rappresentanti di una letteratura impegnativa della seconda metà del secolo ventesimo, e testimone del disagio esistenziale che contraddistingue la coscienza novecentesca. L'impegno etico-morale dello scrittore napoletano d'adozione, si evince, in particolar modo, dall'opera 'profetica' "Il nuovo corso" (1959) in cui T. Iermano ha individuato un'analisi dolorosa 'del rapporto individuo-Storia' (p. 28).
RISCONTRI, Anno 2000-2001 - N4-1 - Pag. 21-38

PASQUALE MAFFEO, Pomilio o l' 'epos' cristiano
Analisi accurata del romanzo 'religioso' "Il quinto evangelio" (1975) di Mario Pomilio. Romanzo epistolare dalla stesura complessa e lunga, della durata di cinque anni, fu salutato dai critici, al suo apparire, come libro 'non catalogabile' e 'senza precedenti', sia dal punto di vista della scrittura sia della struttura. Viene messa in risalto la costruzione metaforica dell'opera pomiliana, dotata di una straordinaria potenza fantastica.
RISCONTRI, Anno 2000-2001 - N4-1 - Pag. 39-63

GIULIANO MANACORDA, Lettura de "Il quinto evangelio"
Il contributo presta maggiore attenzione ai due aspetti più caratteristici del romanzo di Pomilio, quello 'religioso e letterario', con particolare riferimento all'analisi esegetica e linguistica di quest'opera, tra le più originali della produzione pomiliana', che si presenta come una 'favolosa metafora'.
RISCONTRI, Anno 2000-2001 - N4-1 - Pag. 65-70

GIUSEPPE LEONE, "Il quinto evangelio" metafora dell'eterno
Altro contributo dedicato al romanzo del 1975, "Il quinto evangelio". Di questa originale opera religiosa, presentata da Pomilio come una 'sacra rappresentazione' in chiave moderna, Giuseppe Leone pone in risalto la costruzione metaforica incentrata sul rinvenimento di testi sconosciuti, per raccontare 'l'eterna vicenda del cristiano' alla continua ricerca della verità,.
RISCONTRI, Anno 2000-2001 - N4-1 - Pag. 71-77

CLAUDIO TOSCANI, Da "Il cimitero cinese" a "Il Natale del 1833". L'incontro di due estremi creativi
Analisi del processo di maturazione della poetica di Mario Pomilio lungo un itinerario narrativo che avvicina due opere distanti cronologicamente: "Il cimitero cinese" (1958) e "Il Natale del 1833" (1983), legate dalla stessa tematica: la presenza costante del 'dolore' come categoria della condizione umana.
RISCONTRI, Anno 2000-2001 - N4-1 - Pag. 79-89

FRANCESCA PARMEGGIANI, Pomilio scrittore del dissesto
Si propone di leggere il 'complesso sistema poetico-conoscitivo' definito da Pomilio 'enciclopedia del dissesto', sottotitolo della raccolta di racconti "Cane sull'Etna" (1978), attraverso l'esperienza letteraria dello scrittore dalla metà degli anni Sessanta fino agli anni Ottanta con l'ultimo racconto interrotto, "Una lapide in via del Babuino" (1983-1991). In questo percorso si toccano i momenti più significativi dell'opera pomiliana, a specchio della crisi artistica vissuta dallo scrittore. Notevole rilievo viene dato dalla studiosa al problema del linguaggio e della scrittura pomiliana.
RISCONTRI, Anno 2000-2001 - N4-1 - Pag. 91-123

BIAGIO BUONOMO, Gli "Scritti cristiani"
Si affronta, in questo saggio, l'esegesi della problematica religiosa pomiliana attraverso la disamina dell'opera critica di Mario Pomilio, gli "Scritti cristiani" del 1979.
RISCONTRI, Anno 2000-2001 - N4-1 - Pag. 125-139

CARMINE DI BIASE, Incontro inedito con Mario Pomilio "Il quinto evangelio" in prospettiva dell'opera intera
Il contributo ripropone un importante incontro-studio (avvenuto il 22 marzo 1976, a un anno di distanza dalla pubblicazione de "Il quinto evangelio"), da cui si evince un'interpretazione dell'opera completa di Pomilio attraversata da un senso di 'religiosità' che, secondo l'autore de "Il quinto evangelio", romanzo 'atipico', problematico e provocatorio, caratterizza anche altri suoi libri.
RISCONTRI, Anno 2000-2001 - N4-1 - Pag. 199-209

FRANCO LANZA, A colloquio con Pomilio. Il Vangelo 'perenne' e riflessioni sul Manzoni
L'articolo è il resoconto di incontri con lo scrittore (in particolare un seminario presso l'Istituto Orsola Benincasa di Napoli del 1981), in cui si ribadisce la presenza di una 'costante manzoniana' nel percorso letterario e ideologico di Mario Pomilio, alla ricerca delle fonti teologiche e filosofiche comuni a Manzoni e Pomilio.
RISCONTRI, Anno 2000-2001 - N4-1 - Pag. 211-220

FULVIO SCAGLIONE, Due o tre cose che so di Mario Pomilio
Ricordi personali dell'autore legati alla figura di Mario Pomilio, uomo e scrittore, negli ultimi anni della sua vita.
RISCONTRI, Anno 2000-2001 - N4-1 - Pag. 221-224

FRANCESCO D'EPISCOPO, Pomilio e Scarfoglio
Dedicato all'attività critica di Pomilio è l'intervento di Francesco D'Episcopo, il quale riesamina uno studio pomiliano su i differenti interessi di Edoardo Scarfoglio (pubblicato nel 1989 nella collana Interventi dall'editore napoletano Guida per L'Istituto Universitario di Magistero "Suor Orsola Benincasa").
RISCONTRI, Anno 2000-2001 - N4-1 - Pag. 227-230

ELVIRA VECCHIONE, Mario Pomilio interprete della 'doppia crisi' di Vitaliano Brancati
Panoramica degli studi critici di Pomilio su Vitaliano Brancati, relativamente alla 'moralità' dello scrittore siciliano tesa alla ricerca 'dei valori dell'uomo' e ai 'fini della Storia', da cui ha origine la 'doppia crisi' brancatiana.
RISCONTRI, Anno 2000-2001 - N4-1 - Pag. 231-239

PAOLA VILLANI, "Una lapide in via del Babuino": un percorso di filosofia individuale
Si tratta di uno studio sul binomio vita-morte, risoluzione del rapporto conflittuale tra creatività e sterilità, che si evince ad ogni momento della produzione di Pomilio. Il senso del dolore e della morte, 'ossessivamente ricorrente' nel suo percorso filosofico-letterario ed esistenziale, è ciò che lega il suo romanzo 'interrotto', "Una lapide in via del Babuino" a "Il Natale 1833" di Alessandro Manzoni
RISCONTRI, Anno 2000-2001 - N4-1 - Pag. 141-153

WANDA RUPOLO SPIRELLA, Lingua e stile da "Il Natale del 1833" a "Una lapide in via del Babuino"
Analisi della poetica di Pomilio lungo un percorso narrativo, che va da "Il Natale del 1833" al romanzo 'incompiuto' "Una lapide in via del Babuino", metafora della crisi esistenziale e narrativa che ha caratterizzato gli ultimi anni della sua vicenda biografica e letteraria. Ampio spazio viene dato, in questo studio, all'analisi semantica del linguaggio figurato, carico di significati metaforici.
RISCONTRI, Anno 2000-2001 - N4-1 - Pag. 155-168

MARIO GABRIELE GIORDANO, Il manzonismo di Pomilio
Il saggio ricostruisce, attraverso lo studio della produzione narrativa di Pomilio, il ruolo e il significato del 'manzonismo', non solo all'interno del tessuto narrativo ma anche nella caratterizzazione del linguaggio figurato di Mario Pomilio, dall'elevata potenza metaforica.
RISCONTRI, Anno 2000-2001 - N4-1 - Pag. 169-181

CARMINE DI BIASE, "Emblemi". Poesie edite e inedite di Pomilio
Si prende in esame la raccolta completa di poesie, "Emblemi. Poesie 1949-1953", costituita da 17 poesie, di cui 7 inedite: tra queste si legga "Meriggio", scelta da Di Biase come 'emblema' della 'ricerca di una tensione metafisica' nell'itinerario poetico di Mario Pomilio.
RISCONTRI, Anno 2000-2001 - N4-1 - Pag. 183-184

VITTORIANO ESPOSITO, "La terra dei santi poveri" (Scritti abruzzesi di Mario Pomilio)
Il contributo offre una rassegna degli "Scritti" eterogenei di Mario Pomilio, che hanno per oggetto la sua terra d'origine, l'Abruzzo, raccolti in due volumi da Esposito, con la collaborazione di Dora Pomilio, moglie dello scrittore.
RISCONTRI, Anno 2000-2001 - N4-1 - Pag. 185-196

AURELIO BENEVENTO, Pomilio, lettore di Prisco
Rassegna dei saggi critici di Mario Pomilio. In veste di critico letterario, lo scrittore abruzzese ha delineato i caratteri fondamentali della narrativa di Michele Prisco, con il quale aveva instaurato un 'sodalizio umano e culturale' culminante nella rivista "Le ragioni narrative" (1960-61).
RISCONTRI, Anno 2000-2001 - N4-1 - Pag. 241-246

MIRELLA D'ETTORRE, I gradini e la poesia nel canto XXII del "Purgatorio"
L'intervento si sofferma sul significato della scala e della salita presenti nel canto XXII del "Purgatorio" in cui viene individuato il punto di svolta della poesia dantesca. Grazie anche all'incontro di Virgilio con Stazio,che avviene proprio in questo canto e nel quale si delinea una dimensione ascensionale della poesia, Dante, ripudiata l'esperienza stilnovistica, si prepara allo stile più elevato del "Paradiso".
CRITICA LETTERARIA, Anno 2001 - N1 - Pag. 3-14

MARIA TERESA IMBRIANI, Intertestualità tra le "Lagrime" di Luigi Tansillo e di Torquato Tasso
Il saggio pone la questione delle fonti del Tasso nella composizione delle stanze "Per le lagrime di Maria Vergine Santissima et Giesu Christo Nostro Signore". Sulla base sia di riferimenti extratestuali che del confronto tra i versi tassiani e le "Lagrime di San Pietro" di Luigi Tansillo viene dimostrata la 'filiazione' del primo componimento dall'altro.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2001 - N1 - Pag. 15-32

ARNALDO DI BENEDETTO, Dimore della poesia: Alfieri
L'intervento di Arnaldo Di Benedetto, che in questa sede propone la relazione letta al Convegno AISLLI del 2000, si apre con una prolusione sul 'culto' per le "dimore della poesia". Il saggio si sofferma in particolare sulle vicende - anche testamentarie - legate alla casa natale di Alfieri e sulle altre dimore abitate dal poeta, ragguagliandoci sul loro attuale stato di conservazione e su quanto sia rimasto di ciò che all'interno di esse appartenne all'Astigiano (libri, mobili, suppettili).
CRITICA LETTERARIA, Anno 2001 - N1 - Pag. 33-53

TONI IERMANO, L'intraducibilità del reale. "L'eredità Ferramonti" nella Roma bizantina
Il saggio offre una rilettura de "L'eredità Ferramonti", un romanzo destinato, nonostante la favorevole accoglienza ricevuta al suo apparire (1883), ad essere per lungo tempo dimenticato dalla critica. Iermano si sofferma sull'esame dei personaggi e sulla descrizione dell'ambiente culturale che fa da sfondo alle vicende narrate, quella Roma dei primi anni Ottanta dell'Ottocento, dominata dalla figura del versatile editore Angelo Sommaruga.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2001 - N1 - Pag. 55-72

LUCA ALESSANDRI, Morte di Liliana. Note a Gadda
L'episodio della morte di Liliana all'interno di "Quer pasticciaccio brutto de via Merulana" fornisce l'occasione di addentrarsi nei meandri delle scelte linguistiche di Gadda. Nella mescidata soluzione espressiva adottata, l'Ingegnere individuava la possibilità di rappresentare la coesistenza - nel reale - di lingue e stili diversi e di dare voce ad altrettanti differenti punti di vista.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2001 - N1 - Pag. 73-88

FABIO MOLITERNI, Forma e sapere tragico nel luogo della lirica. Giorgio Caproni e Vittorio Sereni
Il saggio conduce un'indagine sull'opera di Giorgio Caproni e di Vittorio Sereni individuando profonde consonanze nel loro linguaggio poetico che si fonda sul nesso di conoscenza e dolore. Centrale nella produzione di entrambi risulta l'espressione di una perdita, nello stesso tempo individuale e collettiva, quale quella rappresentata dalla comune esperienza bellica che condiziona anche il rapporto con il tempo e con la memoria.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2001 - N1 - Pag. 89-114

BEATRICE STASI, Il teologo, il retore e lo storico: osservazioni in margine ad alcune teorie storiografiche dell'Umanesimo bolognese
Prendendo le mosse dal primo sermone di Codro, nel quale viene affermata la riduzione a 'favola' del mondo - in opposizione alla consistenza reale della storia sacra -, Beatrice Stasi conduce un 'excursus' sulla concezione della storia in età umanistica prendendo in esame anche i rapporti con l'eloquenza e con la poesia.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2001 - N1 - Pag. 115-137

SALVATORE VENERUSO, "Tutto" sta nella parola... Il valore della parola nella drammaturgia di Alberto Savinio
L'intervento si fonda sull'esame della produzione teatrale di Alberto Savinio, a lungo negletta dalla critica, e considera il particolare valore che la parola assume nei testi saviniani soprattutto nella relazione con il corpo. Viene inoltre dato merito allo slancio di Savinio verso un inarrestabile perfezionamento, alla proiezione verso un futuro che talora si tinge di utopia, nonostante le continue disillusioni derivanti dal presente.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2001 - N1 - Pag. 139-167

ROBERTO SALSANO, Le "fiabe dei folli" dell'ultimo Bonaviri tra immaginario e linguaggio
Oggetto dell'intervento è il volume "E il verde ramo oscillò", edito nel 1999, in cui Giuseppe Bonaviri, aiutato dalla figlia Giuseppina, propone un 'corpus' di fiabe narrate da malati di mente. Caratteristica del testo, che viene esplorato sia in alcune componenti che nella sua globalità, appare l'articolazione in 'giornate' in cui trovano collocazione le singole fiabe, precedute da un'introduzione ed un commento ad opera dei due curatori dal volume.
CRITICA LETTERARIA, Anno 2001 - N1 - Pag. 169-185

JEAN-LOUIS FOURNEL, L'unico dialogo di Francesco Guicciardini o la lingua della nuova repubblica
Ispirato all'"Arte della guerra" di Machiavelli, il "Dialogo del reggimento di Firenze" di Francesco Guicciardini è qui analizzato sotto molteplici aspetti. In due libri, scritta e riscritta varie volte, l'opera ha per modello letterario il dialogo misto ciceroniano e mette sullo stesso piano l'auctoritas degli antichi e quella dei moderni in nome di un comparatismo storico senza preconcetti. Facendo conversare quattro importanti personalità politiche di quello scorcio di secolo (del Nero, Capponi, Soderini, Piero Guicciardini), esalta la fede repubblicana dell'autore e la centralità dell'anno 1494 per la storia fiorentina.
GIORNALE STORICO DELLA LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N579 - Pag. 321-336

GUIDO SANTATO, La vita e i viaggi. Il tempo e lo spazio nell'Alfieri viaggiatore
Ci si sofferma sulle letture di Vittorio Alfieri e alcune tranches del suo Grand Tour. Dalle pagine della "Vita" traspare una nuova concezione dello spazio e del tempo, cordinate rinnovate per la comprensione delle quali è utile meditare i "Viaggi", la nona "Satira" dell'autore astigiano. Sua aspirazione è la conquista di una metastoricità mitica, nella quale far emergere la figura di un unico protagonista, quella dell'eroe-scrittore, in sostanza l'Alferi stesso.
GIORNALE STORICO DELLA LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N579 - Pag. 337-360

LUISELLA GIACHINO, 'Aurea catena che le menti annoda'. La poesia lirica di Ridolfo Campeggi
E' illustrata l'intera produzione lirica del poeta Ridolfo Campeggi, nobile bolognese e membro dell'Accademia dei Gelati. Il confronto è con il modello tassiano e quello mariniano. L'analisi retorico-stilistica, come quella dei temi cari a Campeggi, è occasione per rileggere versi di suoi concittadini illustri (ad esempio Cesare Rinaldi) come molta poesia italiana coeva. In appendice è il censimento delle rime di Campeggi presenti nelle opere d'altri poeti o in alcune miscellanee.
GIORNALE STORICO DELLA LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N579 - Pag. 361-384

JOHN LINDON, Foscolo 1825
Analisi del doloroso anno inglese foscoliano, il 1825, attraverso documenti custoditi a Hendon, Hertford e Livorno. E' la storia - nota ma spesso letta in maniera confusa - di debiti, indecisioni, gestazione di saggi ('supplementari' al piano di un'edizione dantesca). Le pagine di Lindon fanno luce sui veri motivi che spinsero Foscolo a lasciare Hendon.
GIORNALE STORICO DELLA LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N579 - Pag. 385-400

SELENE SARTESCHI, Ancora sui versi 136-38 di "Paradiso" XXVII
E' una riflessione su tre versi ("Paradiso", XXVII, 136-138) particolarmente enigmatici della maggiore opera dantesca. Si parte dalle pagine di commento di Lino Pertile per riconsiderare alcuni aspetti delle idee politiche e teologiche sottese alla "Commedia" e per comprendere le posizioni del suo autore negli ultimi anni di vita. Mentre tratteggia l'oscurità delle anime umane, Dante prepara il lettore alla visione di una nuova luminosità; in sostanza attende per il mondo e per se stesso la salvezza eterna.
GIORNALE STORICO DELLA LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N579 - Pag. 401-421

GIOVANNI AQUILECCHIA, I dialoghi bruniani 'a cura' ( o sine cura?) di Michele Ciliberto
E' uno degli ultimi interventi di Giovanni Aquilecchia ed è una pagina polemica. Lo studioso analizza, con l'aiuto di Sabrina de Fabritiis, i criteri con i quali è stata fatta una recente edizione dei "Dialoghi" di Giordano Bruno (Milano, Mondadori, 2000, a cura di Michele Ciliberto). Opera un confronto con i testi italiani delle "Oeuvres complètes" bruniane curati da lui stesso, tra il 1993 ed il 1999, per la casa editrice Les Belles Lettres in Francia.
GIORNALE STORICO DELLA LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N579 - Pag. 422-439

ARNALDO DI BENEDETTO, Marino nel Settecento
E' ribadita la presenza, tradizionalmente contestata, della lezione mariniana nella cultura poetica settecentesca (anche al di là dei dubbi manisfestati da Angelo Fabrizi).
GIORNALE STORICO DELLA LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N579 - Pag. 440

FRANCO FIDO, Giovanna Gronda
E' ripercorsa la carriera della studiosa recentemente scomparsa: in evidenza il suo impegno per la giusta considerazione, la disamina dei libretti d'opera, del melodramma italiano.
GIORNALE STORICO DELLA LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N579 - Pag. 478-480

RODNEY JOHN LOKAJ, La Cleopatra napoletana: Giovanna d'Angiò nelle "Familiares" di Petrarca
Dalle "Rerum familiarum libri XXIV" di Francesco Petrarca è possibile ricavare un severo ritratto di Giovanna I d'Angiò, regina di Napoli. Il poeta aveva conosciuto personalmente la sovrana; nelle sue pagine, ispirandosi a Virgilio, la contrappone ad un'Amazzone, ad una figura muliebre puteolana. Per Petrarca il Consiglio reale partenopeo è popolato da mostri, la stessa capitale è abitata da uomini sanguinari, da impressionanti creature notturne. A Giovanna I il poeta preferisce il suo secondo sposo, Luigi. Anche attenuando, nel corso delle stagioni e della scrittura, il suo giudizio, Petrarca tiene però al suo ruolo di letterato-profeta: annuncia tempi tragici per Napoli (ma è evidente che tali profezione sono scritte col senno di poi).
GIORNALE STORICO DELLA LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N580 - Pag. 481-521

UGO DOTTI, Il quindicesimo delle "Senili": sul libro e le datazioni di alcune lettere
Analisi del libro XV delle "Senili" di Francesco Petrarca, in specifico di alcune lettere relative agli anni 1369-1374. Il volume è sempre apparso alla critica poco compatto: Dotti evidenzia nuclei tematici, scelte poetiche e filosofiche sottese, sottolinea legami biografici, propone insomma una lettura che conferma la raffinatezza e la complessità di quel testo petrarchesco.Il fine è quello di orientare gli attuali lettori e di suggerire piste da seguire ai futuri esegeti.
GIORNALE STORICO DELLA LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N580 - Pag. 522-533

DAVIDE PUCCINI, Una fonte per Margutte
Si pongono in risalto i legami esistenti tra i primi ventidue cantari del "Morgante" di Luigi Pulci ed un'opera più antica, "Geta e Birria", d'incerta attribuzione ma sicuramente completata e forse rivista dal notaio Domenico da Prato (poeta in volgare, attivo a Firenze nei primi decenni del Quattrocento).
GIORNALE STORICO DELLA LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N580 - Pag. 534-539

DONATO PIROVANO, Una storia editoriale cinquecentesca: "Le piacevoli notti" di Giovan Francesco Straparola
Le vicende editoriali de "Le piacevoli notti" di Giovan Francesco Straparola (la 'princeps' del primo volume dell'opera è del 1550) sono inserite nell'articolato panorama della produzione libraria veneziana del XVI secolo. E' possibile seguire l''iter' delle autorizzazioni, valutare concretamente il peso della censura, le pratiche per la concessione dell''imprimatur'. Col passaggio da un'edizione all'altra vi sono anche l'eco della ricezione del pubblico, la ricostruzione di un successo e le proposte di traduzione, la storia delle modificazioni di un testo che si piega dunque ai tempi, ai gusti. Pirovano ha curato l'edizione più recente dell'opera, quella uscita presso la Salerno Editrice di Roma.
GIORNALE STORICO DELLA LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N580 - Pag. 540-569

CRISTINA BARBOLANI, Un alfieriano militante in Spagna: Antonio Saviñón
Ad inizio Ottocento la fortuna delle opere teatrali di Vittorio Alfieri coincide col progressivo declino del successo dei testi di Carlo Goldoni. Interessante è la passione che in Spagna prova per l'autore astigiano Antonio Saviñón, letterato e rappresentante (eterodosso) della burocrazia reale spagnola. Saviñón si ispira probabilmente a Manuel Josef Quintana ed è suo l'impegno per la pubblicazione della traduzione del "Bruto primo" alfieriano (tragedia giudicata al tempo sovversiva). Del poliedrico letterato è anche un "Manifesto" che costituisce una vibrante autodifesa: l'accusano d'aver partecipato all'Assemblea di Bayonne voluta da Napoleone nel 1808 e Saviñón reagisce con un'opera autobiografica profondamente alfieriana. Barbolani insegue la produzione di questo scrittore tra sezioni a stampa e fondi manoscritti delle biblioteche spagnole.
GIORNALE STORICO DELLA LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N580 - Pag. 570-593

MARCELLO GIGANTE, Leopardi, "All'Italia", vv. 16-17
Analisi di due versi della canzone "All'Italia" (vv. 16-17) di Giacomo Leopardi con l'individuazione d'una fonte letteraria preziosa in Teocrito ("Idilli", XVI).
GIORNALE STORICO DELLA LETTERATURA ITALIANA, Anno 2000 - N580 - Pag. 594

ALFREDO BARBINA, Premessa
Barbina fornisce, in efficaci linee sintetiche, il ritratto di Carlo Bertolazzi uomo e artista; mette a fuoco i più rilevanti giudizi critici sullo scrittore di "Rivolta D'Adda"; sostiene l'esigenza di una rivisitazione critica della sua opera. Di questo il numero monografico di "Ariel" offre pregevoli assaggi.
ARIEL, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 9-11

SERGIO TORRESANI, Cronologia
Si fornisce una dettagliata cronologia della vita e della produzione artistica (con data e luogo delle rappresentazioni teatrali) di Carlo Bertolazzi, fino al 1916, anno della morte dello scrittore.In Appendice apparato fotografico.
ARIEL, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 13-24

MANUELA MATTEOLI, Catalogo degli Spettacoli
Il catalogo contiene in ordine cronologico le schede delle principali rappresentazioni di Bertolazzi dalla fine dell'Ottocento fino ai giorni nostri. In appendice apparato fotografico.
ARIEL, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 25-53

MANUELA MATTEOLI, Lettere edite (repertorio)
Sono indicate alcune lettere di Bertolazzi (con il nome del destinatario),con il richiamo ai libri e ai giornali in cui sono apparse.
ARIEL, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 55-58

FRANCA ANGELINI, Bertolazzi: un teatro e una città
L'attività teatrale di Bertolazzi rappresenta in maniera esemplare il passaggio dalla società rurale dell'Italia appena unita alla società industrializzata degli anni della prima guerra mondiale. Osservatorio privilegiato di tale trasformazione è la città di Milano, che nelle opere di Bertolazzi diventa uno specchio in cui il pubblico possa vedere i suoi vizi all'interno del conflitto tra le classi. L'autore dedica grande attenzione ai ceti subalterni e marginali e, pur convinto di essere prima italiano e poi milanese, sospinto dalla preferenza del pubblico per il teatro in dialetto, scrive in meneghino alcuni suoi capolavori, come "El nost Milan". In appendice apparato fotografico.
ARIEL, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 59-85

LUIGI GUICCIARDI, Decio Guicciardi: ombra discreta di Bertolazzi
Luigi Guicciardi delinea, anche attraverso ricordi familiari, il ritratto del nonno Decio Guicciardi, professore e scrittore. Coetaneo di Bertolazzi, Decio Guicciardi è la sua 'ombra leggera'.Il Guicciardi debutta come autore teatrale nel 1894 con "Tosann che fa crusca". La sua fede socialista, mai rinnegata, gli fa privilegiare un teatro di analisi, anche se la classe da lui ritratta è soprattutto la piccola borghesia con tutti i suoi desideri di evasione e di scalata sociale. Le sue opere più riuscite sono da considerarsi "La torta" (1901), "La lengua de Can" (1905) e "Vita Nuova"(1908).
ARIEL, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 87-100

ALFREDO BARBINA, A Milano con le "Vergini " di Praga e Bertolazzi
La commedia "Le vergini" di Marco Praga andò in scena a Milano nel dicembre del 1889. Carlo Bertolazzi, cogliendovi il respiro tutto milanese che vi circola, la tradusse in dialetto meneghino. La riduzione del Bertolazzi, andata in scena a Milano nel settembre del 1891, pur in un sostanziale rispetto per la struttura della commedia originale, presenta un deciso declassamento dei personaggi e un conseguente abbassamento del tono espressivo.
ARIEL, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 101-110

CARLO BERTOLAZZI, I verginell
Sono riportati i quattro atti de "I verginell", riduzione in milanese operata da Carlo Bertolazzi de "Le vergini" di Marco Praga.
ARIEL, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 111-158

GIOVANNI ACERBONI, Carlo Bertolazzi direttore de "L'Attualità"
Nel luglio del 1896, Bertolazzi prendeva la direzione de "L'Attualità", rivista fondata da Carlo Aliprandi.Durante la sua direzione, che durò fino al novembre del 1896, Bertolazzi, pur non essendo incline alle polemiche politico-sociali che avevano connotato la testata, non cambiò questo aspetto della linea editoriale; potenziò decisamente, invece, lo spazio e la qualità dell'informazione culturale.
ARIEL, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 159-168

CARLO BERTOLAZZI, Due articoli
Sono riportati due articoli che Carlo Bertolazzi scrisse su "L'Attualità" tra l'agosto e il settembre del 1896. Il primo riporta una posizione di vivace dissenso da Eugenio Checchi a proposito del "Teatro libero" di Antoine, il cui esperimento era molto ammirato da Bertolazzi; il secondo contiene una recensione positiva al "Padre" di Strindberg.
ARIEL, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 169-173

BERTOLAZZI CARLO, Lettere a Decio Guicciardi
Sono alcune lettere inedite, scritte da Bertolazzi tra l'agosto e l'ottobre del 1896 a Decio Guicciardi, a proposito della collaborazione alla rivista "L'Attualità", di cui in quel periodo Bertolazzi era il direttore.
ARIEL, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 174-175

PAOLA TRIVERO, La tragedia della "Povera Gent"
La vicenda della "Povera gent", prima parte del dittico "El nost Milan", si svolge in spazi aperti e chiusi; all'aperto si muove, tra spunti di una particolare comicità e di una vivace spontaneità, la ricca tipologia umana del sottoproletariato milanese; al chiuso, invece, si consuma la tragedia dei protagonisti,Peppon, Nina e Carloeu, detto Togasso. Peppon, il padre di Nina, uccide l'arrogante Togasso, che tiene in soggezione la figlia, ma Nina non ritorna dal padre e preferisce, in un passaggio obbligato per una ragazza povera alla fine dell'Ottocento, trovarsi un ricco amante. Nell'opera di Bertolazzi è chiara l'infuenza zoliana e verghiana.
ARIEL, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 179-191

MANUELA MATTEOLI, 1893: la prima milanese
"El nost Milan: la povera gent" nella messinscena della Compagnia "Sbodio-Carnaghi", diretta da Gaetano Sbodio,debutta con successo al teatro Carcano di Milano il 6 febbraio del 1893. Molti critici rilevano in questo lavoro un'evoluzione dell'arte di Bertolazzi, mettendo in luce la particolare capacità dello scrittore lombardo nel delineare felicemente gli ambienti. Altri, come G. Macchi ne "La Battaglia per l'Arte", lamentano, invece, l'invasivo dilatarsi della pittura d'ambiente a danno della tragedia e dello scavo psicologico dei tre personaggi principali.
ARIEL, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 193-204

LAURA CECARINI, " El nost Milan" nelle messiscene di Strehler
Strehler mise in scena "El nost Milan", adattando l'opera di Bertolazzi , una prima volta nell' autunno del 1955 ( l'opera fu portata successivamente a Roma, 1961, e a Parigi, 1962) e una seconda volta nel 1979. Strehler, come lui stesso dichiara, ha voluto indicare un terreno di indagine sui fenomeni del teatro popolare e dialettale. Il regista riduce a tre i quattro atti previsti da Bertolazzi e, nella messinscena del '55, persegue una soluzione di tipo naturalistico. Alla rappresentazione del '79, invece, Strehler dà un tono più crudo e un taglio più sociale, introducendo come protagonista la città e richiamandosi alla violenza dell'industrializzazione.In appendice l'indicazione delle compagnie teatrali e delle recensioni agli spettacoli strehleriani.
ARIEL, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 205-224

GUIDO LOPEZ,
Guido Lopez, figlio di Sabatino Lopez, scrive ad Alfredo Barbina, ricordando i rapporti di stima che legarono il padre al commediografo Carlo Bertolazzi di cui, nelle cronache teatrali che andava scrivendo, continuò a tenere vivo il nome, additandolo come autore ingiustamente trascurato.
ARIEL, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 227-229

PAOLA DENIELA GIOVANELLI, Bertolazzi di scena a Genova
Paola Daniela Giovanelli introduce e annota con puntualità e rigore le cronache teatrali che Sabatino Lopez scrisse su "il Secolo XIX" fra il 1898 e il 1907, in occasione delle rappresentazioni genovesi delle commedie di Carlo Bertolazzi.
ARIEL, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 233-238

SABATINO LOPEZ, Cronache teatrali
Sabatino Lopez commenta su "Il Secolo XIX" nove commedie di Bertolazzi, rappresentate a Genova tra il 1898 e il 1907. Dalle sue cronache traspare una sincera stima verso Bertolazzi, ma si delinea anche l'attitudine di disporsi all'ascolto senza posizioni preconcette.
ARIEL, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 239-259

CARMELO ALBERTI, Sulle guance, belletto cipria rossetto e, sul volto, una maschera
Ne "La Maschera", andata in scena a Milano il 3 giugno del 1896 nella realizzazione della "Compagnia Italiana Biaggi Iggius", Bertolazzi, sullo sfondo di una Milano che sta rapidamente cambiando, affronta il tema dell'interrelazione fra teatro e vita, tra finzione e verità. I protagonisti della commedia sono degli attori di una compagnia di operette di second'ordine, tormentati da ristrettezze finanziare ed inclini a compromessi non certo onorevoli. Alberti delinea, anche attraverso richiami a proposte contemporanee sullo stesso tema, la fisiomomia di quest'opera in cui Bertolazzi mostra il volto nascosto dello spettacolo.
ARIEL, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 261-290

VALENTINA GALLO, Bertolazzi e Benini fra copioni e edizioni: un teatro sommerso
Bertolazzi è sempre più convinto dell'inadeguatezza del dialetto per il suo teatro, che si rivolge, dopo il 1898 più che all'ambiente alla psicologia del personaggio; si trova costretto, invece, a far tradurre da Ferruccio Benini in veneziano tre suoi testi scritti in italiano. Si tratta dell' "Amico di tutti" (1899), "L'egoista" (1901) e "La zitella" (1907). Valentina Gallo, in un viaggio tra copioni ed edizioni, attaverso l'analisi delle varianti, identifica una divaricazione fra teatro agito e teatro edito, in cui il secondo termine si situa nella direzione, da Bertolazzi mai abbandonata, di un teatro nazionale.
ARIEL, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 291-323

ALFREDO BARBINA, Bertolazzi al "Minimo" di Martoglio
Uno dei cinque atti unici con cui il 20 febbraio del 1910 venne inaugurato il Teatro Minimo di Martoglio era "Il crepuscolo" di Carlo Bertolazzi. Alfredo Barbina attraverso lettere inedite di Bertolazzi a Martoglio, riportate nell'articolo, colloca quest'avvenimento in un reticolato di rapporti di stima professionale e di sentita amicizia . Le lettere di Bertolazzi vanno dall'aprile del 1909 al novembre del 1915.
ARIEL, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 329-341

LUIGI GUICCIARDI, Tre interpreti di Carlo Bertolazzi e Decio Guicciardi. Maria Revel - Mara Revel - Anna Carena
Luigi Guicciardi intesse, sul ricordo di lontane conversazioni, il ritratto di tre attrici, protagoniste del teatro di Decio Guicciardi (suo nonnno) e di Carlo Bertolazzi: Maria Revel, indimenticabile Bianca ne "La gibigianna" di Bertolazzi; la figlia Mara, prima soubrette di rivista e poi interprete ideale di Filomena ne "La lengua de can" di Decio Guicciardi; Bianca Carena, entrata molto più tardi delle Revel nella storia del teatro milanese e diventata capocomica nel 1933, dimostrando audacia e doti di imprenditrice-regista. In appendice apparato fotografico.
ARIEL, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 351-361

GIOVANNI ACERBONI, I libri di Carlo Bertolazzi e la Bilioteca di Rivolta d'Adda
Una Compagnia di attori di Rivolta d'Adda, che per statuto doveva mettere in scena ogni tre mesi una commedia di Bertolazzi, si rivolse nel 1949 a Elisa Grilli, vedova dello scrittore, per avere qualche opera del marito. Nacque da qui l'idea dell'istituzione di una Biblioteca a Rivolta d'Adda, intitolata a Bertolazzi, il cui primo nucleo fu composto da alcuni volumi appartenuti allo scrittore. Giovanni Acerboni ne fornisce un elenco, fondato su una catalogazione compiuta nel 1991 e correlato alla nota con la quale Elisa Grilli accompagnò il primo invio di libri.
ARIEL, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 263-286

DARIO CONSOLI, Carlo Bertolazzi in siciliano
L'unica commedia di Bertolazzi resa in siciliano (per due volte) fu quell'"Amico di tutti", già tradotto in veneziano da Ferruccio Benini. La prima volta ne curò la traduzione nel 1915 Luigi Capuana per la Compagnia di Angelo Musco; ma questa versione non venne mai rappresentata. La seconda riduzione in siciliano è opera di un milanese, Romano Bernardi, attore e regista, trapiantato a Catania nel 1962, che da allora ha legato la propria attività al Teatro Stabile catanese. Bernardi nei primi anni novanta riduce in siciliano la commedia di Bertolazzi, ma lo spettacolo con il titolo "L'amicu di tutti" va in scena qualche anno più tardi, nel 1998. La regìa è dello stesso Bernardi, mentre Tuccio Musumeci è il misurato protagonista.
ARIEL, Anno 2000 - N2-3 - Pag. 387-395

RICCARDO TESI, Per la storia del termine 'barbarismo'
Il saggio pone le questioni terminologiche sull'uso di 'barbarismo' nella linguistica contemporanea. Ripercorrendo la nozione di tale termine nella linguistica greca, nei retori e nei grammatici latini fino al significato predominante tra Sei e Settecento di 'abuso di parole straniere', si evince che esso appare in fase di comlpeto disuso dopo secoli di impegno intenso.
LINGUA NOSTRA, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 1-25

ANTONIO GIRARDI, Il lessico del primo "Canzoniere" sabiano
L'articolo prende in esame il lessico del "Canzoniere" di U. Saba prestando attenzione anche al settore che comprende psicologia e comportamenti, con i loro annessi morali. L'autore conclude con una considerazione diacronica rilevando che il lessico del "Canzoniere" del '21 mostra una varietà di registri e un'espressività che si attenuano nelle raccolte successive e nello stesso "Canzoniere" ultimo.
LINGUA NOSTRA, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 25-32

MASSIMO FANFANI, Ancora su 'carro bestiame'
Lo studio analizza l'impiego ferroviario di 'carro di bestiame'e il suo transitare nella lingua quotidiana facendo notare quanto la sua immagine emerga dai racconti familiari e dei soldati sui conflitti e gli olocausti.
LINGUA NOSTRA, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 32-34

GIOVANNA BRIANTI, Diacronia delle perifrasi aspettuali dell'italiano. Il caso di 'stare' + gerundio, 'andare' e 'venire' + gerundio (I)
Il saggio si prefigge di definire le caratteristiche semantiche delle perifrasi gerundive formate con 'stare', 'andare' e 'venire' e di illustrarne l'evoluzione, con esempi tratti da un vasto corpus di testi letterari in prosa dal '200 al '900.
LINGUA NOSTRA, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 35-52

PIETRO JANNI, Cronche degli anglismi: cibo/food
L'articolo presenta alcune considerazioni sugli anglismi puramente linguistici e quelli che sconfinano sul piano dei fatti di costume. Tra questi risalta la progressiva assimilazione dell'italiano 'cibo' all'inglese 'food'.
LINGUA NOSTRA, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 52-53

GHINO GHINASSI, Il Deonomasticon italicum di Wolfang Schweickard
L'autore presenta il grande dizionario di deonomastica italiana di Schweickard il quale offre indicazioni storiche precise su una gran massa di materiale lessicale finora pressoché trascurato, aggiungendo veri e propri saggetti storico etimologici sulle parole poste in esponente e sulle loro più o meno numerose derivazioni.
LINGUA NOSTRA, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 53-54

SERGIO BOZZOLA, Costrutti nominali e appositivi nella prosa di Danielllo Bartoli
L'articolo intende individuare gli 'aspetti moderni dell'italiano cinque e secentesco' nella prosa letteraria dal punto di vista sintattico. L'analisi dimostra che la natura e la frequenza di alcuni costrutti staccano la prosa di Bartoli dalla media dei contemporanei e antecedenti e costituiscono un elemento di forte novità nella tradizione della prosa letteraria.
LINGUA NOSTRA, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 65-84

JOSEPH CHIRCOP, Il lessico italiano nella lingua della giustizia a Malta
Il saggio espone alcuni aspetti della tesi di Laurea "Il lessico italiano nella giustizia a Malta. Analisi sociolinguistica" di J. Chircop riassumedo osservazioni relative al lessico, all'aspetto fonologico del maltese e all'influenza dell'italiano nell'ambito legale a Malta.
LINGUA NOSTRA, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 85-94

FRANZ RAINER, Dare il certo/l'incerto
L'autore prende in esame l'uso di 'dare il certo/l'incerto' presentando dei materiali che sembrano indicare che si tratta di anglicismi e giungendo a un'ipotesi di origine francese dei termini, plausibile ma non incontrovertibile.
LINGUA NOSTRA, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 95-96

CONCETTO DEL POPOLO, Sciara
Lo studio pone in rassegna le diverse registrazioni di 'sciara' nei vari vocabolari siciliani e di lingua italiana ripercorrendo le prime attestazioni nei documenti siciliani.
LINGUA NOSTRA, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 96

GIOVANNA BRIANTI, Diacronia delle perifrasi aspettuali dell'italiano. Il caso di 'stare' + gerundio, 'andare' e 'venire'+gerundio (II)
La ricerca prende in esame i testi letterari in prosa dal '200 al '900 tratti dalla seconda versione elettronica LIZ. Viene proposta un'analisi di tipo quantitativo e qualitativo che permette di rintracciare l'evoluzione delle perifrasi gerundive nei secoli.
LINGUA NOSTRA, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 97-119

ANNA M. THORNTON, Canota 'camicia da notte"
La scheda espone delle considerazioni etimologiche sul lemma 'canotta' facendo riferimento alle attestazioni di diversi dizionari di Lingua italiana e al suo uso.
LINGUA NOSTRA, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 120

MARCO MAZZONE, Tre 'puzzles' sul riferimento
L'articolo argomenta sulla natura diretta o immediata del riferimento partendo da Putnam e Kripke e assumendo un approccio normativo senza ignorare i fatti linguistici.
LINGUA E STILE, Anno 2000 - N1 - Pag. 33-59

GIOVANNA MAROTTA, Sulla massimalità dei piedi trocaici: il caso del latino
L'intervento intende verificare fino a che punto l'assunzione di Mester relativa alla binarietà stretta dei costituenti metrici sia da considerarsi aderente ai dati empirici della lingua latina. L'autore cerca di dimostrare che non si può assumere per il latino una massimalità strettamente binaria.
LINGUA E STILE, Anno 2000 - N3 - Pag. 387-416

MARA FRASCANELLI, Frasi scisse e 'Small Clauses'. Un'analisi dell'inglese
L'articolo si concentra principalmente sulla derivazione sintattica della frase scissa al fine da proporre un'analisi che renda conto delle sue proprietà strutturali. L'analisi proposta si svolge all'interno del quadro teorico della grammatica generativa e prende in esame la lingua inglese. Sono presenti anche elementi di analisi comparativa (soprattutto dall'italiano).
LINGUA E STILE, Anno 2000 - N3 - Pag. 417-446

ALESSANDRO CAPONE, Dilemmas and excogitations: considerations on modality, clitics and discourse
Il saggio esamina l'uso del clitico nel discorso dialogico, creando i presupposti per una nozione di presupposizione diversa da quella standard. Sono proposte due ipotesi che spiegano le interazioni semantiche del clitico con i verbi di atteggiamento proposizionale concludendo con alcune interazioni tra le osservazioni di Stalnaker sulla ambiguità referenziale / attributiva e il clitico 'lo'.
LINGUA E STILE, Anno 2000 - N3 - Pag. 447-469

MARCO BERISSO, Livelli linguistici e soluzioni stilistiche. Sondaggi sulla nuova narrativa italiana 1991-1998
L'articolo rappresenta un'indagine doppiamente parziale sulla narrativa italiana del periodo preso in esame dovuta al corpus selezionato e alla scelta di alcuni aspetti lessicali e morfosintattici relativi alla presenza dei forestierismi di termini derivanti dai linguaggi dei giovani e dei lemmi coprolalici e pornolalici e ai tratti caratteristici dell' 'uso medio' della morfosintassi italiana.
LINGUA E STILE, Anno 2000 - N3 - Pag. 471-504

KEES VERSTEEGH, Arabic in Europe: from language of science to language of minority
Il lavoro analizza il ruolo della lingua araba in Europa e l'attuale situazione delle sue minoranze linguistiche, sostenendo che un sistema di lezioni di lingua auto - organizzato sarebbe preferibile ad un programma gestito dallo Stato.
LINGUA E STILE, Anno 2001 - N2 - Pag. 335-346

LUCIA M. TOVENA, The phenomenon of polarity sensitivity: questions and answers
Questo articolo contiene una breve rassegna critica di quasi quarant'anni di ricerca sul fenomeno della sensibilità alla polarità all'interno della tradizione generativa e rileva che la percezione della natura di questo fenomeno linguistico è tuttora soggetta a revisione.
LINGUA E STILE, Anno 2001 - N1 - Pag. 131-167

PAOLO RAMBELLI, Il ripristino del concerto interrotto. Ovvero la mitologia della vitalità nei "canti" di Leopardi
L'obiettivo proposto con questo articolo è di illustrare attraverso quali soluzioni linguistico - retoriche Leopardi giunga a ripristinare il 'concerto interrotto' tra l'uomo e la natura. A tale scopo è analizzata la tendenza leopardiana alla drammatizzazione mitopoietica che giunge alla fondazione di una vera e propria mitologia della vitalità.
LINGUA E STILE, Anno 2001 - N1 - Pag. 169-187

RAFFAELLA SCARPA, Tecniche reticenti nella poesia di Giorgio Caproni
In questo saggio l'autrice propone alcune definizioni relative alla tecnica della reticenza fornendo degli esempi tratti da autori italiani del XIX secolo confrontati con la poesia di G. Caproni.
LINGUA E STILE, Anno 2001 - N1 - Pag. 189-202

ADRIENNE S. DEFENDI, Stage Directions as Revelatory MasK: D'Annunzio's "La città morta"
Il saggio esamina il rapporto dialogico fra il testo drammatico e il testo delle didascalie in "La citta morta" di D'Annunzio. L'autrice mette in evidenza l'aspetto metanarrativo trovato nei due testi il quale rivela un tentativo persistente dello scrittore di rinnovare il dramma e di superare le limitazioni della rappresentazione drammatica.
LINGUA E STILE, Anno 2000 - N3 - Pag. 505-520

LORENZO RENZI, Teorie linguistiche antiche e moderne davanti allo studio dell'italiano antico
L'articolo ripercorre le teorie linguistiche da Diez, che univa linguistica e filologia, alla rivoluzione saussuriana con lo studio sincronico e diacronico e il metodo storico comparativo del Rohlfs e del Tagliavini, fino alle correnti moderne con il lavoro sull' 'italiano antico' e 'strumenti elettronici' di R. Ambrosini. Quest'ultimo è autore dell'appendice 'Le voci grammaticali dell' 'enciclopedia' Dantesca.
LINGUA E STILE, Anno 2000 - N4 - Pag. 573-545

RICCARDO AMBROSINI, Sulla sintassi del verbo nella prosa toscana del Dugento ovvero Tempo e aspetto nell'italiano antico
L'intervento rileva che l'architettura del periodo in documenti notarili e nelle cronache moderne è fondata sull'uso funzionale della coordinazione di una forma poco elaborata di subordinazione. L'analisi degli esempi trattati rivela uniformità sintattica delle prose letterarie soprattutto nelle forme verbali.
LINGUA E STILE, Anno 2000 - N4 - Pag. 547-571

MANUEL BARBERA, MARCO MAZZOLENI, MASSIMO PANTIGLIONI, Costrutti concessivi fattuali in italiano antico
Gli autori pongono lo studio dei costrutti concessivi fattuali del fiorentino del Duecento. Si evince che le strutture morfosintattiche corrispondono sostanzialmente a quelle presenti nell'italiano contemporaneo a eccezione della paraipotassi.
LINGUA E STILE, Anno 2000 - N4 - Pag. 573-603

VERNER EGERLAND, Frasi subordinate al participio in italiano antico
Il saggio prende in considerazione la proposizione participiale nella costruzione assoluta, il suo valore semantico e temporale. Viene esaminato l'accordo perticipiale e i casi di coordinazione.
LINGUA E STILE, Anno 2000 - N4 - Pag. 605-628

MASSIMO MONEGLIA, Cambiamenti semantici palesi e nascosti nel lessico verbale italiano: le transizioni di possesso
Il lavoro si occupa dei cambiamenti di senso avvenuti nel lessico verbale italiano esaminando una serie di testi toscani del Duecento. Particolare attenzione è posta al verbo 'togliere' all'interno dei mutamenti del campo semantico di transizione di possesso e di locazione.
LINGUA E STILE, Anno 2000 - N4 - Pag. 629-663

GIAMPAOLO SALVI, La formazione del sistema V2 delle lingue romanze
L'articolo illustra il cambiamento dell'ordine delle parole dal latino alle lingue romanze attraverso una breve descrizione del sistema V2 delle diverse lingue romanze antiche. Partendo dalla struttura latina, vengono avanzate tre ipotesi di sviluppo che spiegherebbero l'avanzare del verbo dalla posizione finale all'inizio della frase.
LINGUA E STILE, Anno 2000 - N4 - Pag. 665-692

STEFANO VEGNADUZZO, Il congiuntivo nelle frasi subordinate in italiano antico
Presentando un ampio corpus di testi, l'articolo pone la questione del congiuntivo nell'italiano antico, distinguendone due tipi: l'intenzionale e il polare, documentandone anche l'estensione e la variazione d'uso. Meno usato rispetto all'italiano moderno, il congiuntivo esprimeva dipendenze semantiche più di quanto non faccia oggi.
LINGUA E STILE, Anno 2000 - N4 - Pag. 693-713

LORENZO RENZI, 'ItalAnt': come e perché una grammatica dell'italiano antico
L'autore fa notare che sebbene siano innumerevoli gli studi su autori antichi, viene in generre esaminato non l'italiano antico ma l'uso che tali singoli autori ne fanno. ItalAnt propone così uno studio puramente linguistico.
LINGUA E STILE, Anno 2000 - N4 - Pag. 717-729

NIGEL VINCENT, Il progetto 'ItalAnt': una presentazione e alcune considerazioni
Il progetto 'ItalAnt', sotto la direzione di L. Renzi, propone la preparazione di una grammatica descrittiva dell'italiano antico che si chiamerà "Grammatica dell'Italiano antico". Sarà una grammatica sincronica basata su un corpus di testi fiorentini del Duecento.
LINGUA E STILE, Anno 2000 - N4 - Pag. 731-743

ANNALISA COLIVA, Wright and McDowell in the content of Experience and Justification of the Empirical Belief
L'articolo ha come oggetto la disputa tra Wright e McDowell. Pur appoggiando le critiche rivolte da Wright a quest'ultimo sulla concezione del contenuto dell'esperienza come concettuale, l'autrice sostiene che le obiezioni di questi si basano su ragioni sbagliate e fornisce, quindi, altri argomenti per quelle stesse conclusioni.
LINGUA E STILE, Anno 2001 - N1 - Pag. 3-23

ELISABETTA LALUMERA, Concetti, definizioni e analicità
Il lavoro illustra le linee del dibattito sulla natura dei concetti, mettendo in luce il ruolo delle nozioni classiche, le differenti alternative e i problemi aperti.
LINGUA E STILE, Anno 2001 - N1 - Pag. 25-42

FEDERICA CASALE, Le locuzioni preposizionali. Struttura lessicale e gradi di lessicalizzazione
Lo scopo dell'articolo è di fornire una prima descrizione delle locuzioni preposizionali italiane. Mancando un accordo su quali forme rientrino in questa classe, l'autrice si occupa delle forme sintagmatiche costruite intorno ad un elemento tipicamente nominale e fornisce la struttura lessicale delle locuzioni preposizionali e i relativi gradi di lessicalizzazione.
LINGUA E STILE, Anno 2001 - N1 - Pag. 43-79

LORENZO RENZI, I dialetti italiani centro - meridionali tra le lingue romanze. Uno sguardo alla sintassi
L'articolo mette in rilievo le differenze tra i dialetti e in particolare dell'italiano centro - meridionale, considerando la tripartizione dialettale italiana generalmente accettata, basata su criteri diagnostici fonetici e morfologici, punto di partenza per la sintassi. I fenomeni osservati relativamente all'italiano centro - meridionale si rivelano infine strettamente connessi al sardo.
LINGUA E STILE, Anno 2001 - N1 - Pag. 81-96

MAURO ANGELONI, L'esemplificazione: una strategia testuale
L'articolo prende in considerazione l'esemplificazione in quanto procedimento testuale e linguistico. In particolare intende mettere a fuoco le differenti forme testuali che essa assume e le funzioni che essa svolge all'interno dei testi scientifici.
LINGUA E STILE, Anno 2001 - N1 - Pag. 97-129

FRANCESCA PIAZZA, Perché la "Retorica" di Aristotele spiega quello che la psicologia del ragionamento non riesce a spiegare
Il saggio intende sostenere l'opportunità di un approccio retorico al ragionamento di senso comune servendosi della "Retorica" di Aristotele, nella convinzione che essa contenga una vera e propria teoria del ragionamento ordinario in grado di dialogare con quelle contemporanee.
LINGUA E STILE, Anno 2000 - N3 - Pag. 339-369

GIANCARLO ALFANO, 'In contuizione' narrazione biologica e fruizione estetica in "Ravenna" di Antonio Pizzuto
L'articolo commenta la celebre distinzione proposta da Pizzuto tra 'raccontare' e 'narrare' secondo la concezione tomistica della cointuzione e il radicamento biologico della scrittura figurato fin dai primi lavori dello scrittore.
LINGUA E STILE, Anno 2000 - N3 - Pag. 521-533

ÉVELYNE DONNAREL, Avant-propos
Sono presentati i contenuti del volume che reca il titolo: "Beniamino Joppolo. Le nouveau Théâtre sicilien"
SCENA APERTA, Anno 2000 - N1 - Pag. 5-6

GIOVANNI JOPPOLO, Beniamino Joppolo, testimonianza
Nel preambolo, Giovanni Joppolo fa il ritratto del padre: le sue affinità letterarie con il 'realismo magico', l'esistenzialismo del dopoguerra, l'espressionismo e l'abumanesimo di Jacques Audiberti, il teatro dell'assurdo ; il forte impatto della sicilianità nelle opere ; il personaggio teatrale dalla forte presenza psicologica e quasi filosofica ; infine Joppolo, pittore espressionistico astratto e gli ultimi otto anni a Parigi.
SCENA APERTA, Anno 2000 - N1 - Pag. 7-12

MILENA MILANI, Ricordo del mio amico Beniamino Joppolo
L'amica giornalista ricorda gli anni 50 a Milano, all'inizio dell'esilio milanese: l'angoscia esistenziale dell'autore, confessata dalla moglie Carla, intensamente unita a Joppolo per gli identici scopi in campo artistico-pittorico, ricorda anche la Galleria del Naviglio aperta con Carlo Cardazzo a fine 1945, nell'ambito dello Spazialismo. Il presente volume intende colmare il disinteresse verso l'opera di valore dello scrittore, morto nel 1963.
SCENA APERTA, Anno 2000 - N1 - Pag. 13-16

SILVIA CONTARINI, Beniamino Joppolo : mythes d'ailleurs
Dal tema dell' 'universalità della cultura siciliana' sorto durante l'esilio milanese degli anni 60, il saggio mette in luce i rapporti mai esauriti tra Sicilia e continente nell'opera joppoliana. Il tema dell' 'altrove' viene indagato attraverso testi e romanzi scelti, in cui i luoghi lontani dalla Sicilia rispondono ad attese diverse: la Parigi città-mondo, l'Australia sogno dell'emigrato, Milano e Firenze, in quanto miti del Nord, pari ad una vera e propria topografia esistenziale.
SCENA APERTA, Anno 2000 - N1 - Pag. 17-36

JEAN NIMIS, " Ho varcata una soglia " : une approche de la poétique des couleurs dans " Scandinavia " de Beniamino Joppolo
La poesia della raccolta "Scandinavia" vien confrontata con l'opera pittorica di Joppolo: un'estetica spazialistica, espressionistica con l'uso poetico dei colori. Sorge poi la tematica della soglia, ossia di quella frontiera sempre valicabile dal soggetto il cui corpo catalizzi un flusso di scambi con il mondo esterno. Tra le varie influenze, quelle di Swedenborg, Kierkegaard, l'abumanesimo di Audiberti, e certe ascendenze surrealiste, e infine Klee e Kandinsky.
SCENA APERTA, Anno 2000 - N1 - Pag. 37-71

ÉVELYNE DONNAREL, L'Expressionisme méditerranéen dans le théâtre de Beniamino Joppolo
L'esistenzialismo del dopoguerra 39-45 e il teatro espressionistico tedesco degli anni Venti ebbero una loro influenza su Joppolo drammaturgo. L'isolamento siciliano viene indagato in qualche dramma dell'autore, specie ne "I carabinieri". Nella loro ribellione contro la guerra, i personaggi giungono a disintegrazioni mentali, fino alla perdita della propria personalità. Il realismo è sempre misto di estraneità tra la natura siciliana e l'inflazione tragica del linguaggio.
SCENA APERTA, Anno 2000 - N1 - Pag. 73-101

CÉCILE BERGER, " I microzoi ", Manifeste d'un théâtre de la cruauté abhumaniste?
Si studia "I microzoi" alla luce di Jacques Audiberti e di Antonin Artaud. La strana scena de "I microzoi" sembra un microcosmo analogico del macrocosmo umano: il teatro, luogo di una vera e propria reazione chimica, è pervaso di un flusso vitale in divenire. Il ciclo alchimico scenico di distruzioni, rinascite e metempsicosi è quello di un'umanità in perenne deformazione: il senso del 'tatto' prevalente ne "I Microzoi" va di pari passo con questo filosofico 'teatro della materia'.
SCENA APERTA, Anno 2000 - N1 - Pag. 103-116

ALBERTO BIANCO, Beniamino Joppolo dramaturge et Jean-Luc Godard cinéaste : un manifeste commun contre la guerre
Confrontando "I carabinieri" del 1945 con "Les Carabiniers" di Jean-Luc Godard, adattamento cinematografico del 1962-63, il saggio punta sulla comune chiara denuncia della guerra. Il paragone con l'opera di Joppolo mette in luce il tono di parodia mitologica eseguita da Godard, nonché i suoi tentativi per tornare alle tonalità del cinema muto, con una denuncia della guerra forse accentuata nel film francese.
SCENA APERTA, Anno 2000 - N1 - Pag. 117-130

JEAN-CLAUDE BASTOS, Une étrange machine verbale
Si tratta qui di una breve presentazione della traduzione in francese de "I carabinieri" a cura di Giovanni Joppolo inserita nel volume dedicato a Beniamino Joppolo. L'analisi sorge dallo stesso esperimento del regista J-C.Bastos: la sua testimonianza di messinscena dell'opera mette in luce la quasi assenza d'intreccio, l'inflazione verbale in atto nelle battute dei personaggi, mimetica del loro scontro con la Guerra e la Storia.
SCENA APERTA, Anno 2000 - N1 - Pag. 131-136

GIOVANNI JOPPOLO, Les carabiniers
Il figlio del drammaturgo propone una traduzione francese della pièce di tre atti "I carabinieri" (1945), che funge da cornice a questo volume sul drammaturgo.
SCENA APERTA, Anno 2000 - N1 - Pag. 137-212

GIOVANNI JOPPOLO, La dernière gare
Il figlio del drammaturgo propone una traduzione francese della pièce di un atto "L'ultima stazione" (1941) chiudendo, con "I carabinieri" pure tradotti in francese, questo volume su Beniamino Joppolo.
SCENA APERTA, Anno 2000 - N1 - Pag. 213-229

ÉVELYNE DONNAREL, Introduction
Sono presentati i contenuti del volume che reca il titolo "Poétique de la stratégie et stratégies poétiques, à partir de la comédie italienne de la Renaissance".
SCENA APERTA, Anno 2001 - N2 - Pag. 5-6

JEAN-CLAUDE BASTOS, Il était une fois... " La Mandragola "
Il regista tolosano ricorda le scelte per la sua messinscena studentesca della commedia di Machiavelli. Jean-Claude Bastos si giustifica per aver fatto recitare il testo da un gruppo di donne che raccontassero "La Mandragola" quasi fosse una novella di Boccaccio. Interessante tale scelta per la distanza tra il testo e il personaggio, assieme attore, personaggio ed oratore.
SCENA APERTA, Anno 2001 - N2 - Pag. 7-17

BIANCA CONCOLINO ABRAM, " La Mandragore " de Machiavel dans le panorama comique de la Renaissance
Il saggio si propone di individuare il posto della commedia di Machiavelli nel panorama istituzionale del teatro italiano rinascimentale, la cui nascita viene brevemente ricordata assieme ad alcune delle maggiori commedie contemporanee. L'originalità de "La Mandragola" viene delineata nel prologo, nel comportamento atipico dei personaggi rispetto a quelli tradizionali nonché in alcuni elementi strutturali.
SCENA APERTA, Anno 2001 - N2 - Pag. 17-26

ANTONELLA CAPRA, " Io mi sento dalle piante de' piè al capo tutto alterare " : il linguaggio del corpo ne " La Mandragola "
Il saggio svolge una pertinente ed originale analisi della pur sovra-studiata "La Mandragola", ripercorrendone i riferimenti, metaforici e non, alle parti del corpo. Partendo dall'antropomorfica radice di Mandragola, lo studio indaga le espressioni idiomatiche riferite al corpo, intensificate e progressive, nei cinque atti, fino agli echi nella filosofia di Machiavelli.
SCENA APERTA, Anno 2001 - N2 - Pag. 27-45

PHILIPPE CANGUILHEM, La musique dans les comédies de Machiavel
I madrigali delle sue commedie fa di Machiavelli un pioniero nel rapporto tra musica e intreccio comico. Il saggio convince nell'ipotesi che gli attori delle commedie avessero le competenze di ogni cortigiano al "cantar alla viola per recitare". Per prova, lo studioso si ferma sull'epistolario di Niccolò, sulle affinità con la cantante Barbara Salutati, con uno sguardo all'archivio degli undici intermezzi del compositore francese Philippe Verdelot.
SCENA APERTA, Anno 2001 - N2 - Pag. 47-65

ÉVELYNE DONNAREL, " Contons, mais contons bien...", Étude comparée de " La Mandragola " de Machiavel avec le conte de La Fontaine
Giustificato l'interesse di La Fontaine per la letteratura italiana, e dalle analisi semiotiche di Pierce e Anne Ubersfeld, il saggio esplora la fiaba rispetto alla commedia originale, sottolineandone la teatralità imitativa nei procedimenti stilistici, dialogici e ritmici. L'analisi delinea i contenuti satirici di disuguale importanza dal Machiavelli a La Fontaine, stando ai diversi contesti socio-culturali.
SCENA APERTA, Anno 2001 - N2 - Pag. 67-97

CÉCILE BERGER, "La Lena" (L.Ariosto), dimensions de l'espace scénique: parcours dans la Ferrare des Este, de la scène à la ville
Lo studio cerca di chiarire i rapporti tra la città e la scena, fatti di precisi riferimenti alla topografia ferrarese cinquecentesca. Rintracciando i passi cittadini di alcuni personaggi, l'analisi dimostra quanto vivace risulti l'endecasillabo ariostesco, mimetico degli spostamenti comico-urbani. Il retroscena ferrarese viene così ricostruito nelle sue dimensioni spaziali e anche temporali, illustrate mediante tabelle, disegni e mappe della città.
SCENA APERTA, Anno 2001 - N2 - Pag. 99-116

CÉCILE BERGER, Introduction à " La Potione " di Andrea Calmo
Due pagine introducono questa edizione moderna de "La Potione" (1552), ricordando il modello di riferimento imitato dal commediante-autore Calmo: "La Mandragola" di Machiavelli. Edita a Venezia nel 1552, la commedia - o farsa ridotta a quattro atti privi di separazioni sceniche - viene qui presentata come eminentemente veneziana e farsesca, assai diversa dalla già prestigiosa opera originale, nonostante qualche sottile reminiscenza.
SCENA APERTA, Anno 2001 - N2 - Pag. 117-120

ANDREA CALMO, La Potione
La cornice di questo volume dedicato alle strategie poetiche della commedia rinascimentale italiana si arricchisce di una edizione moderna de "La Potione" (1552) di Andrea Calmo in base all'edizione di 1600. Edizione a cura di Cécile Berger, con indicazioni filologiche in seguito alle pagine dedicate alla commedia.
SCENA APERTA, Anno 2001 - N2 - Pag. 121-140

JEAN DE LA FONTAINE, La Mandragore, nouvelle tirée de Machiavel
Le ultime pagine del volume sulle strategie poetiche nella commedia rinascimentale vengono dedicate al testo della fiaba di Jean de La Fontaine, precedentemente studiato da Evelyne Donnarel, tratto dall'edizione di Alain-Marie Bassy, Paris, Gallimard, 1982.
SCENA APERTA, Anno 2001 - N2 - Pag. 141-150

ROBERTA MOROSINI, 'Bone eloquence' e mondo alla rovescia nel discorso 'semblable a la reisun' nella novella di Madonna Filippa ("Decameron VI.7)
La presente lettura critica della novella settima della sesta giornata del "Decameron" è volta a rintracciare alcuni aspetti originali legati alla riflessione di Boccaccio sulla struttura argomentativa del discorso e a mettere in luce, tramite l'approccio interdiscorsivo, le somiglianze tematiche del testo con la favola del contadino e del suo cavallo contenuta nella raccolta "Fables", attribuita a Maria di Francia, poetessa del XII secolo.
ITALICA, Anno 2000 - N1 - Pag. 1-13

FRANCO FIDO, Le 'altre' odi del Parini e la sindrome del non finito
E' riaperto il problema critico delle odi inedite e incompiute del Parini che, ad un'analisi attenta, rivelano nella incertezza e nel travaglio del 'non finito'- da considerare, quindi, come vera e propria categoria estetica - interessanti esiti poetici. Sarebbe perciò auspicabile una nuova edizione critica delle "Odi" (parallela a quella del "Giorno" curata da D. Isella) che in una prima parte includesse la vulgata e, nella seconda, le odi 'rifiutate' dall'autore.
ITALICA, Anno 2000 - N1 - Pag. 14-25

ADRIENNE S. DEFENDI, Arturo Graf's "Medusa": Toward a Demystification of Myth
E' presa in esame la ricorrenza del mito della Medusa che metaforizza il linguaggio lirico del libro eponimo di questo scrittore multiforme.
ITALICA, Anno 2000 - N1 - Pag. 26-44

LUCIENNE KROHA, Edipo e modernità: "Rubé" di G. A. Borgese fra psicoanalisi e letteratura
L'A. ritorna sulle pagine del romanzo più importante di Borgese per dimostrare come sia stato consapevolmente impostato sul paradigma freudiano.
ITALICA, Anno 2000 - N1 - Pag. 45-68

FERDINANDO AMIGONI, Putting Ghosts to Good Use: Savinio, Bontempelli, Landolfi
L'A. si interroga sul ruolo avuto dalla narrativa fantastica nel difficile processo di rilegittimazione del romanzo durante gli anni venti e trenta del novecento letterario ed in tale direzione esamina tre racconti: "La casa ispirata" di Alberto Savinio (1925), "Gente nel tempo" di Massimo Bontempelli (1937), "Cancroregina" (1950) di Tommaso Landolfi.
ITALICA, Anno 2000 - N1 - Pag. 69-80

ANDREA BALDI, Infelicità senza desideri: "Il mare non bagna Napoli" di Anna Maria Ortese
Per sgombrare definitivamente il campo dall'equivoco di un presunto realismo della prosa della Ortese, l'A. interviene su questa raccolta di racconti a carattere giornalistico in cui l'evidenza del dato effettuale - il dramma di esistenze violate - si associa alla tensione verso un altrove e il sentimento della privazione è controllato, quasi raggelato, da una scrittura lucida e severa.
ITALICA, Anno 2000 - N1 - Pag. 81-104

LAURA BAFFONI LICATA, "Per il battesimo dei nostri frammenti": l'itinerario del dicibile nella poesia di Mario Luzi
E' proposta una lettura dei versi di questa antologia del 1985, che accoglie temi di urgente attualità e si pone come pietra miliare e punto di riferimento per il futuro della poesia nel panorama lirico di questo fine secolo.
ITALICA, Anno 2000 - N1 - Pag. 105-125

LUISA QUARTERMAINE, Giacomo Leopardi: il punto di vista britannico (1830-1998)
L'autrice esamina le diverse fasi della ricezione dell'opera di Leopardi in Gran Bretagna sia dal punto di vista poetico che filologico o filosofico,dall'epoca vittoriana ad oggi, evidenziandone il sempre maggiore apprezzamento da parte della critica.Lo studio è completato da un'abbondante bibliografia analitica.
REVUE DES ÉTUDES ITALIENNES, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 3-19

MASSIMO MANDOLINI PESARESI, "Tra le vaste californie selve" (Leopardi negli Stati Uniti)
Questo articolo costituisce una panoramica dei maggiori contributi critici su Giacomo Leopardi e delle traduzioni pubblicati negli Stati Uniti negli ultimi trent'anni. La presentazione si conclude con una nota sulle future prospettive critiche e sulle iniziative editoriali.
REVUE DES ÉTUDES ITALIENNES, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 21-25

JOHN C. BARNES, Un decennio della fortuna di Leopardi in Irlanda
L'ultimo decennio, in Irlanda, è stato caratterizzato dall'infittirsi di interventi critici sia su aspetti tematici, stilistici ed intertestuali della poesia leopardiana, sia sull'attività di traduttore del poeta. Il merito di tale fortuna è da attribuire soprattutto alla pubblicazione di due nuove traduzioni inglesi di sillogi dei "Canti" e ad una raccolta di poesie e traduzioni di poeti irlandesi ispirate al recanatese. L'articolo è corredato da una bibliografia.
REVUE DES ÉTUDES ITALIENNES, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 27-37

GÉRARD BERRÉBY, Antiqua edere, novo modo
Gérard Berréby (casa editrice Allia)si è impegnato a far conoscere in Francia l'opera di Leopardi con la collaborazione del Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati. L'iniziativa dell'editore, nonchè autore dell'articolo, ha ottenuto consensi da parte della stampa francese.
REVUE DES ÉTUDES ITALIENNES, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 39-41

SEBASTIAN NEUMEISTER, Leopardi nei paesi di lingua tedesca nell'anno del bicentenario 1998
L'autore dell'articolo, in occasione del bicentenario del poeta recanatese, rende conto delle attività e della critica leopardiane in Germania, costituite da una serie di iniziative, tra le quali anche mostre biografiche, che si sono tenute in varie città.
REVUE DES ÉTUDES ITALIENNES, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 43-48

MICHAEL ENGELHARD, La traduzione poetica delle poesie di Giacomo Leopardi
Il saggista affronta alcuni tra i numerosi problemi relativi ad una traduzione poetica. L'autore si pone numerose domande che hanno a che vedere con le domande che si poneva Leopardi sulla traduzione 'perfetta'analizzando, in particolare, una traduzione in lingua tedesca de "La sera del dì di festa".
REVUE DES ÉTUDES ITALIENNES, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 49-56

DAGMAR SABOLOVÁ, Il pensiero leopardiano tradotto nella lingua slovacca
Dagli anni '60 in poi, l'intenso clima culturale che ha caratterizzato la Slovacchia ha aumentato la sensibilità dei lettori, dei critici e, dunque, anche dei traduttori, nei confronti dell'opera di Leopardi e nell'approccio al pensiero leopardiano, sintetizzato, nelle traduzioni in lingua slovacca, con concetti chiave (Ragione, Ingegno, Immaginazione).
REVUE DES ÉTUDES ITALIENNES, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 57-62

DONATA GELLI MUREDDU, L'opera di Leopardi in Russia
La 'fortuna' di Leopardi in Russia, a partire dal 1841, è stata crescente: ne sono testimonianza le numerose traduzioni delle sue opere, la continuità degli studi critici e l'influenza della sua opera su numerosi autori russi.
REVUE DES ÉTUDES ITALIENNES, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 63- 73

SUZANNE VALLE, Leopardi, Buffon et l'idéal du savant philosophe
L'autrice dell'articolo si sofferma sul debito di Leopardi nei confronti della filosofia illuminista ed, in particolare, sull'influenza che l'"Histoire naturelle" di Buffon ha esercitato sull'elaborazione di aspetti essenziali del pensiero leopardiano.La Valle sottolinea, inoltre, che l'"Histoire naturelle" presenta numerose descrizioni che saranno trasposte nei "Canti" e nelle "Operette morali".
REVUE DES ÉTUDES ITALIENNES, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 75-99

NORBERT JONARD, Leopardi, matérialiste athée?
L'autore affronta l'annoso problema del materialismo e dell'ateismo di Leopardi: il materialismo del poeta non deve nulla a quello dell'Illuminismo; il suo ateismo appare assai problematico, giacchè, se è vero che Leopardi si è allontanato da Dio, è impossibile sapere quando.
REVUE DES ÉTUDES ITALIENNES, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 101-114

ENRICO GHIDETTI, "Quel caro immaginar mio primo"
Il rifugio dell'immaginazione fu quello di Leopardi di fronte ai suoi profondi dolori sia fisici che spirituali. È questo il tema che ricorre in tutta la poesia lirica dello scrittore,ma muore veramente il 'caro immaginar' al momento della scoperta delle illusioni?
REVUE DES ÉTUDES ITALIENNES, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 115-123

EVA CANTAVENERA, Un usage du mythe et de la mémoire dans les "Operette morali"
L'autrice dell'articolo analizza il tema della rimembranza in Leopardi. Ricordo e speranza non si sviluppano più nel presente ma a partire dal passato; questo processo circolare riavvicina l'uomo alla sua memoria che diviene memoria poetica che trasforma l'avvenire mediante il recupero di un passato al tempo stesso personale e collettivo, mitico e storico. L'infinito leopardiano può così dispiegarsi di là dal tempo.
REVUE DES ÉTUDES ITALIENNES, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 125-133

FRANÇOIS LIVI, Leopardi in Francia. Il silenzio dei poeti?
I rapporti di Leopardi con la Francia sono segnati da contrastanti tendenze. Se non trova che fuggevoli riscontri nella poesia francese dell'Ottocento, l'opera leopardiana viene viceversa presentata, in chiave filosofica, dal maggior critico dell'epoca simbolista: Remy de Gourmont. Il dialogo tra la poesia leopardiana e la lirica francese fiorisce nel Novecento attraverso la mediazione di Ungaretti, fino alle recentissime traduzioni di Yves Bonnefoy.
REVUE DES ÉTUDES ITALIENNES, Anno 2000 - N1-2 - Pag. 135-146

BRUNO PORCELLI, Una lettura di "Riviere" e anche di "In limine" ("Ossi di seppia")
Partendo dai giudizi dello stesso Montale sulla sua opera, Porcelli individua le ascendenze pascoliane e dannunziane all'interno di due tra le più note liriche del poeta, dove i temi della vita e della morte si intrecciano fittamente e dove la presenza della donna salvatrice o al contrario ombra perduta porta ad interrogarsi sul rapporto tra passato e presente, sull'ieri, sull'oggi e sul domani.
LETTERE ITALIANE, Anno 2000 - N4 - Pag. 611-623

ERMINIA ARDISSINO, Rassegna degli studi per il quarto centenario tassiano
Questa rassegna prende in considerazione i lavori presentati durante le celebrazioni del quarto anniversario della morte del poeta e del quattrocentocinquantesimo anniversario della nascita. Dal convegno è emersa soprattutto la necessità di fare il punto sulla poliedrica personalità poetica del Tasso e sulla complessità della sua opera, che si è mostrata straordinariamente moderna alla luce degli ultimi studi.
LETTERE ITALIANE, Anno 2000 - N4 - Pag. 624-661

HARALD WEINRICH, La forza dello zero
Harold Weinrich attua un parallelo tra la matematica e la linguistica, considerando la prima come una 'provincia specifica' della seconda e, attraversando la storia culturale, scientifica e letteraria dello zero, riflette sulle varie implicazioni che l'assenza o l'uso di tale cifra ha rappresentato, a partire dai Romani, per toccare l'Oriente e il suo apporto intellettuale notevolissimo, Babilonia e l'India, Venezia e Firenze, soffermandosi in particolare su Dante, definito dall'autore come 'un grande matematico italiano'.
LETTERE ITALIANE, Anno 2000 - N4 - Pag. 513-529

ELISA CURTI, Dantismi e memoria della "Commedia" nelle "Stanze" di Poliziano
Elisa Curti analizza l'opera del Poliziano per affermare, una volta di più, che la presenza di Dante nelle "Stanze" è ormai un dato acquisito dalla critica e indiscutibile e che "rare sono le ottave in cui non venga menzionata almeno un'eco dantesca più o meno certa e significativa", anche se in realtà il Poliziano non attinse ai canti danteschi più familiari e frequentati dalla tradizione letteraria, bensì quelli più funzionali alla sua opera.
LETTERE ITALIANE, Anno 2000 - N4 - Pag. 530-568

ARNALDO DI BENEDETTO, Alfieri e il francese: caricature e parodie tra vecchie e nuove motivazioni
Nell'articolo viene studiato il rapporto tra Vittorio Alfieri e le lingue, in special modo il francese, il dialetto astigiano e quello torinese, il dialetto toscano o meglio fiorentino, fino ad arrivare al deciso ripudio degli idiomi vernacolari, per darsi tutto allo studio e all'applicazione della sola vera lingua che l'Alfieri volle riconoscere, ossia appunto il 'toscano'.
LETTERE ITALIANE, Anno 2000 - N4 - Pag. 569-578

GIAN LUIGI BECCARIA, Avanguardia e tradizione nella poesia d'oggi: Andrea Zanzotto
L'autore rende omaggio a uno dei più grandi poeti italiani del Novecento, colui che ha saputo rinnovare la poesia contemporanea, sia dal punto di vista dei contenuti, sia sul versante dei linguaggi, uscendo dall'impasse in cui l'aveva confinata la gloriosa trilogia ermetica Saba-Ungaretti-Montale.
LETTERE ITALIANE, Anno 2000 - N4 - Pag. 579-584

SARA BADANO, Echi biblici e religiosi nella "Lulliade" di Ranieri Calzabigi
Sara Badano propone alcune integrazioni di fonte biblica e liturgica al commento di Gabriele Muresu alla "Lulliade" di Ranieri Calzabigi. Infatti, sia la stessa "Lulliade", sia le "Annotazioni" dell'autore ai vari canti sono costellati di allusioni al mondo religioso, che riguardano non soltanto il testo biblico, parodiato o adattato alle circostanze, sovente con notevoli effetti comici, ma altresì vicende di storia ecclesia-stica, pratiche devozionali, vite di santi, usi della cancelleria pontificia, norme del diritto canonico o della liturgia.
LETTERE ITALIANE, Anno 2000 - N4 - Pag. 585-610

GIAMPIERO TULONE, Gli 'invidiosi veri' nella "Commedia" e nelle fonti dantesche
Giampiero Tulone analizza le ultime parole proferite da San Tommaso d'Aquino nei confronti di Sigieri di Brabante, grande filosofo medievale, una delle dodici anime componenti la corona dei beati nel decimo canto del "Paradiso" dantesco. Il sintagma 'invidiosi veri', che mescola due concetti opposti ed inconciliabili come 'invidia' e 'verità', segni rispettivamente l'uno dell'azione demoniaca e l'altro di quella divina, si attaglia degnamente anche alla stessa figura di Tommaso: entrambi gli studiosi furono in vita avversati per la grandezza della loro sapienza e l'eccezionalità dei postulati. Fin dalla più antica esegesi, 'invidia' e 'menzogna' furono attributi morali del diavolo, come "verità" lo fu del Cristo, 'invidiato' sia dal suo eterno Nemico, sia dagli stessi Farisei, nel suo passaggio in terra. Così avvenne per Sigieri, la cui morte violenta fu causata probabilmente dall'invidia per aver svelato l'ipocrisia della corte ecclesiastica.
LETTERE ITALIANE, Anno 2000 - N3 - Pag. 345-378

DANIELA DELCORNO BRANCA, L'inchiesta autunnale di Orlando
L'autrice ripercorre le tracce dell'eroe ariostesco che cerca la donna amata, immerso in un'atmosfera malinconica e negativa: la sua è in qualche modo una discesa nel mondo dei morti, attuata sotto il segno tragico della nudità e dell'esilio, e secondo un movimento allucinato che prelude alla follia. Il confronto-similitudine, che fa quasi da proemio all'inchiesta, arresta il racconto, imponendo quasi una pausa di riflessione: Cerere che, secondo il mito, percorre la Sicilia alla disperata ricerca della figlia Proserpina, rapita da Plutone, finché non la rintraccia nell'Ade; Cerere, dunque, è paragonata ad Orlando che impazzisce cercando Angelica
LETTERE ITALIANE, Anno 2000 - N3 - Pag. 379-399

ANDREA MENETTI, La vita e il suo rovescio: dal partigiano Johnny al prigioniero Fenoglio
Andrea Menetti indaga sulle ragioni dello scrivere di un autore che ha variamente contribuito a dare le coordinate sulla propria opera, dal punto di vista esteriore e formale, ma che rimane del tutto impenetrabile per quanto riguarda il contenuto, gli scopi morali, gli ideali ultimi del suo narrare. L'esperienza partigiana affrontata dal suo protagonista parrebbe un tentativo di vivere una vita degna di essere ricordata, benché nel segno della negazione. Il partigiano Johnny oppone la sua personale resistenza al mondo, ma anche all'immoralità dei suoi compagni, spaccato della società, sui quali i suoi giudizi sono durissimi, poiché egli persegue "un ideale etico e religioso, improntato a una perfezione cristiana di assoluta purezza".
LETTERE ITALIANE, Anno 2000 - N3 - Pag. 400-428

SILVIA SERVENTI, Una lauda di santa Caterina da Bologna in onore di san Bernardino
La studiosa presenta il testo originale e completo di una lauda di santa Caterina da Bologna a san Bernardino da Siena, importante testimonianza della devozione di Caterina per san Bernardino, da lei particolarmente ammirato sia perché appartenente al medesimo ordine, sia perché simile a lei nella concezione spirituale, sia infine perché ebbe modo di assistere personalmente alle sua prediche e alla sua canonizzazione in Roma nel 1450.
LETTERE ITALIANE, Anno 2000 - N3 - Pag. 429-437

ELENA CODA, La cultura medica ottocentesca nella "Fosca" di Igino Ugo Tarchetti
L'autrice analizza il romanzo di Tarchetti, che ha al centro una passione invero singolare tra un giovane ufficiale dell'esercito e una donna dalla fisicità repellente, oppressa inoltre da numerosi mali, tra cui l'isteria alla quale la protagonista è condannata dall'ipocrisia della società borghese. Il romanzo, in realtà, viene visto come l'espressione letteraria del sentimento anti-borghese dell'autore, che appartenne alla corrente scapigliata e se ne fece interprete e portavoce.
LETTERE ITALIANE, Anno 2000 - N3 - Pag. 438-454

SILVIA CONTARINI, Rassegna alfieriana: le tragedie (1988-1999)
L'autrice passa in rassegna i testi più importanti editi nell'ultimo decennio del secolo riguardanti le "Tragedie" alfieriane, sia quelle cosiddette 'maggiori' quali "Mirra", "Saul", "Filippo", "Agamennone", "Merope"; sia quelle cosiddette minori, come "Maria Stuarda", "Rosmunda", "Virginia", e perfino la primissima, ripudiata dall'Alfieri, "Cleopatra", per rintracciarne, accanto alla fronte plutarchea, l'influenza altrettanto significativa di Metastasio, Racine e Shakespeare.
LETTERE ITALIANE, Anno 2000 - N3 - Pag. 455-483

CORRADO VIOLA, Tiraboschiana
L'autore fa il punto sugli studi su Girolamo Tiraboschi (1731-1794), uno dei primi critici letterari italiani, la cui bibliografia si è, negli ultimi tempi, notevolmente accresciuta di contributi originali, insieme al rinnovamento delle prospettive critiche, rigorosamente registrate.
TESTO, Anno 2000 - N39 - Pag. 113-124

ROBERTO SALSANO, Pirandello docente tra professione e creatività
È rievocato il periodo in cui Pirandello, docente al Magistero in Roma, dovette sottostare a una serie di richiami scritti, anche da parte del Ministro della Pubblica Istruzione Gentile, in quanto tacciato di 'scarsa produttività', dovendosi occupare, oltre che della didattica, della sua attività di drammaturgo.
TESTO, Anno 2000 - N39 - Pag. 125-135

MICHELEL GAZICH, Trent'anni di studi sull'Ermetismo
Si fa il punto sugli studi relativi all'Ermetismo negli ultimi trent'anni, sia attraverso le riviste come "Campo di Marte", sia attraverso le opere critiche in merito, come "L'Ermetismo" di Silvio Ramat, sia attraverso le varie antologie uscite nell'ultimo periodo e riguardanti i testi dei più notevoli poeti ermetici.
TESTO, Anno 2000 - N39 - Pag. 137-147

ROBERTO MARCHI, Le riviste di poesia oggi in Italia (II)
Vengono illustrate le varie testate contemporanee che si occupano di poesia in Italia, con particolare attenzione sia ai classici del Novecento, sia agli autori più giovani e meno noti al pubblico, come anche alla traduzione dalle lingue straniere o alla poesia dialettale e periferica.
TESTO, Anno 2000 - N39 - Pag. 149-154

ENZO NOÈ GIRARDI, Politica e poesia a proposito di mitomodernismo e altro
L'autore ricorda il "Manifesto del mitomodernismo", redatto nel 1994 dal poeta Giuseppe Conte e dal filosofo dell'arte Stefano Zecchi, come "l'ultima e più significativa espressione di quella radicale opposizione al moderno primato dell'economia e della politica che ha caratterizzato nei suoi maggiori esponenti tutta la poesia moderna e contemporanea"
TESTO, Anno 2000 - N39 - Pag. 5-33

SIMONA PRONE, La dimensione letteraria del racconto fiabesco
L'autrice attua un raffronto tra opera letteraria e fiaba, benché i due generi abbiano modalità narrative sostanzialmente diverse. La fiaba ha assunto dignità culturale soltanto a partire dal Romanticismo e, anche se non può essere ascritta totalmente al genere letterario, essa contiene elementi che la fanno riconoscere come arte, grazie alla 'ri-creazione' personale ed originale, da parte dell'autore, del materiale trasmesso oralmente, eredità dei secoli.
TESTO, Anno 2000 - N39 - Pag. 35-46

GIUSEPPE GENCO, Dalle 'antique corti' ai palazzi dei 'moderni': la lezione etico-civile di Macchiavelli
Giuseppe Genco indaga sul valore etico più che politico del "Principe", sulla natura della 'virtù', che non si riassume nella frase 'il fine giustifica i mezzi', ma in una elevata, rigorosa moralità, la quale non legittima mai il ricorso al male, anzi, lo denuncia apertamente. La ricerca del 'bene', dunque, non è né un tornaconto personale, né una esibizione di forza e di intelligenza, ma il perseguimento di un fine alto e nobile, anche se le virtù morali non sono sufficienti a garantire il 'bene' politico.
TESTO, Anno 2000 - N39 - Pag. 47-69

MATTEO ABBÀ, L'intimità delle cose: un parallelo tra Heidegger e Rilke
Matteo Abbà accosta la parola poetica al pensiero filosofico, analizzando l'opera dei due grandi autori, Heidegger e Rilke. Il primo, interrogando la natura delle cose, giunse a formularne l'esatta valenza di oggetti che accolgono e sono accolti, che ricevono e sono ricevuti, in rapporto inscindibile con la vita e la morte; il secondo fa delle cose soggetto ed oggetto della sua poesia, ricettacolo dell'attività dell'uomo, emblemi di quotidianità e di passato.
TESTO, Anno 2000 - N39 - Pag. 71-87

GIUSEPPE DE MARCO, Antonia Pozzi: dal portico della morte al destino delle 'Parole' come vita
È rievocata la personalità inquietante della poetessa lombarda, morta suicida a soli ventisei anni, nel 1938, forse "preda innocente di una paranoica censura paterna su vita e poesia", come scrive Maria Corti, ricordandola.
TESTO, Anno 2000 - N39 - Pag. 89-111

ERMINIA ARDISSINO, L'orazione funebre per il cardinale Federico e la manzoniana "Vita"
L'autrice confronta l'orazione funebre, recitata alle esequie del Cardinale Federico Borromeo dal teatino Paolo Aresi, con il capitolo XXII dei "Promessi sposi". L'accostamento consente di avanzare alcune ipotesi sull'interesse del Manzoni per il panegirico. Molte delle coordinate ricorrenti nelle "Vite" del Cardinale sono tra l'altro stabilite proprio da questo elogio, del resto poi sempre citato dai biografi.
TESTO, Anno 2000 - N40 - Pag. 93-105

PIETRO DE MARCHI, Sul "Quaderno di traduzioni" di Giorgio Orelli
Nel campo delle versioni poetiche, così ricco nel Novecento italiano, il maggior contributo di Giorgio Orelli (Airolo, Svizzera italiana, 1921) è rappresentato dalla sua scelta di "Poesie" di Goethe (1957; seconda edizione ampliata 1974). Dell'argomento l'A. si è occupato in uno studio pubblicato qualche anno fa. Ma l'interesse di Orelli per la traduzione non si è limitato a Goethe. L'A. estende ora l'indagine su questo aspetto non secondario dell'attività creativa di Orelli, esaminando alcune sue traduzioni da poeti antichi e moderni: si va da alcuni passi del De rerum natura di Lucrezio a testi di Novalis, di Mallarmé, di Frenaud e del grigionese Andri Peer.
TESTO, Anno 2000 - N40 - Pag. 107-130

GIUSEPPE ANCESCHI, Il Boiardo lirico. A proposito di una recente edizione delle "Rime"
L'A. fa il punto sullo stato attuale della critica boiardesca, a proposito della recente edizione delle "Rime" del poeta di Scandiano. Le poesie del suo canzoniere furono scritte a partire dal 1469 in onore della donna amata, Antonia Caprara, il cui nome compare in acrostico nelle lettere iniziali dei versi dei primi quattordici sonetti.
TESTO, Anno 2000 - N40 - Pag. 131-143

GIUSEPPE GENCO, Un convegno su "Malinconia ed allegrezza nel Rinascimento"
Sulle varie forme che assumono la Malinconia e l'Allegrezza nel Cinquecento si sono soffermati numerosi e interessanti interventi che hanno animato il Convegno su "Allegrezza e Malinconia nel Rinascimento", organizzato a Chianciano Terme dall'Istituto di Studi Umanistici "Francesco Petrarca", nel luglio del 1996. Partendo dal pensiero di Marsilio Ficino, il quale per primo ha trattato la Malinconia come materia filosofica, elevandola al rango di forza intellettuale ed artistica, attraverso la ricostruzione del senso lessicale si perviene a collocare l'oggetto di studio in una prospettiva articolata e varia, che spazia dall'ambito medico e psicologico, a quello filosofico, dall'ambito letterario e poetico a quello artistico. Anche sulla 'gioia di vivere' sono registrate diverse e importanti relazioni di studiosi italiani e stranieri.
TESTO, Anno 2000 - N40 - Pag. 145-157

MARCO CORRADINI, Torquato Tasso e il dibattito di metà Cinquecento sul poema epico
L'autore si sofferma sulle ragioni che hanno portato il giovanissimo Tasso a scrivere un poema epico incentrato sulla prima Crociata, individuandole sia nelle sollecitazioni dell'amico del padre Bernardo, Danese Cataneo; sia nella situazione storica contemporanea, con le avvisaglie di un grande scontro cristiano-musulmano, con la pressione turca che raggiunse il culmine negli anni Sessanta e Settanta del secolo; sia nella tradizione letteraria italiana, a partire dal Petrarca. Del resto, la propensione del poeta adolescente all'epopea fu determinata, oltre che dall'influenza paterna, dalle discussioni sul poema epico che allora si dibattevano.
TESTO, Anno 2000 - N40 - Pag. 159-169

ENZO NOÈ GIRARDI, Attualità e inattualità di Pavese
Enzo Noè Girardi illustra un Pavese particolare, fuori dallo schema umano e letterario nel quale siamo assuefatti a collocarlo. Marxista anomalo, neorealista ovvero neoverista, o ancora decadentista, in realtà Pavese sfugge a ogni catalogazione: neoromantico, lo definisce l'autore dell'articolo, poiché sentì fortemente il contrasto tra arte e vita, tra pensiero e sentimento, tra cuore e ragione, facendosi così più vicino a Leopardi che agli Ermetici del suo tempo.
TESTO, Anno 2000 - N40 - Pag. 5-13

ANCO MARZIO MUTTERLE, L'ultimo "Lavorare stanca": da Dio a uomo
L'autore affronta il problema delle varianti tra la prima redazione della silloge poetica "Lavorare stanca" (Solaria, 1936), e la seconda, definitiva, del 1943, con ventotto liriche aggiunte, comprese quelle scritte durante il confino a Brancaleone Calabro, in un intento di 'sistemazione globale del canzoniere', come annota l'autore dell'articolo, ma anche nel tentativo di fondare mediante l'opera poetica il proprio mito autobiografico, di darle in definitiva un valore di consuntivo e di bilancio della propria poesia.
TESTO, Anno 2000 - N40 - Pag. 15-36

ELIO GIOANOLA, Da "Feria d'agosto": il mare
Elio Gioanola 'legge' il racconto pavesiano della 'scoperta del mare' (che rievoca immediatamente non soltanto il mare dell' "Infinito" leopardiano, ma anche la 'scoperta del mare' da parte di Carlino in "Le confessioni di un italiano" di Ippolito Nievo) come culmine dell'esperienza mitico-poetica di Pavese, nella cui opera il mare entra tanto sovente, nelle più svariate forme, da quello della poesia "I mari del Sud", a quello di Brancaleone Calabro, il luogo dell'esilio e del confino, a quello di tanti romanzi e racconti.
TESTO, Anno 2000 - N40 - Pag. 37-52

BART VAN DEN BOSSCHE, Rassegna della critica pavesiana 1980-2000
L'autore dell'articolo ripercorre la storia della produzione critica dedicata a Pavese nel corso degli ultimi vent'anni, soprattutto a partire dalla pubblicazione di importanti inediti o di nuove edizioni di opere pavesiane.
TESTO, Anno 2000 - N40 - Pag. 53-75

ENRICO CESARETTI, La parola e l'immagine. Alcune riflessioni su G. Leopardi e C.D. Friedrich
L'autore prende in considerazione l'opera letteraria del Recanatese e la pittura dell'artista tedesco, sottolineandone alcune affinità tematiche e strutturali. L'individuazione di tendenze poetiche e soluzioni retoriche simili tra i due artisti arricchisce la relazione di Leopardi con la cultura tedesca ed al tempo stesso contribuisce a ridefinirne la collocazione all'interno del Romanticismo italiano.
TESTO, Anno 2000 - N40 - Pag. 77-92

GIAMPAOLO SASSO, La teoria intralinguistica del testo poetico
Riprendendo ed ampliando le teorie espresse in una monografia del 1993 ("La mente intralinguistica") secondo le quali in ciascun testo poetico può rinvenirsi un 'substrato combinatorio' che trova radice nel funzionamento stesso della mente umana: l'esemplificazione è condotta su testi di Sereni e Ungaretti, di Orazio e Mallarmé.
STRUMENTI CRITICI, Anno 2000 - N1 - Pag. 1-51

MONICA CERRONI, Tipologia dell'allegoria e dinamiche del vero in Giacomino da Verona e Bonvesin da la Riva
Oltre che un esame del funzionamento dell'allegoria nelle opere didattiche dei due autori, il saggio analizza la dicotomia tra pensiero logico e pensiero mitico, con riguardo alle posizioni di Agostino e Tommaso d'Aquino e usando quale chiave interpretativa la distinzione tra allegoria creativa quale procedimento retorico e allegoresi quale interpretazione del testo.
STRUMENTI CRITICI, Anno 2000 - N1 - Pag. 53-74

MARIO RICHTER, Baudelaire, la mente e l'esilio. Lettura di "Le Cygne"
Il saggio analizza in modo puntuale il componimento "Le Cygne", a partire dalla dedica che vi è apposta a Victor Hugo, rappresentante principe della poesia di un secolo sul quale il giudizio di Baudelaire era sprezzante. Dalla segnalazione di echi virgiliani si passa ad esaminare la funzione simbolica del cigno-poeta nelle sue oscillazioni tra memoria classica e realtà contemporanea.
STRUMENTI CRITICI, Anno 2000 - N1 - Pag. 75-109

CRISTINA NESI, L'etico squilibrio di Giuseppe Pontiggia
Il saggio esamina lo sviluppo della produzione di Pontiggia, ponendo in relazione le pagine recenti di "Vite di uomini non illustri" (opera per la quale viene anche preso in esame materiale inedito conservato nel Fondo Manoscritti di Pavia) con l' "Arte della fuga" di temperie neoavanguardista (1968) e soprattutto con "Il giocatore invisibile" del 1978.
STRUMENTI CRITICI, Anno 2000 - N1 - Pag. 111-131

LUIGI PAGLIA, I "Preludes" di T. S. Eliot: l'eclissi del tempo solare
Il saggio esamina la struttura temporale esplicita nei "Preludes" di Eliot, individuando anche, sempre sulla base delle indicazioni orarie e sullo sviluppo della giornata solare, una polarità che lega primo e quarto dei componimenti e secondo e terzo: se ne evince una "una interpretazione notturna del tempo eliotiano, una sorta di viaggio tenebroso" da cui deriva anche la degradazione dell'attività quotidiana dell'uomo.
STRUMENTI CRITICI, Anno 2000 - N1 - Pag. 133-150

CRISTINA CARACCHINI, Il linguaggio poetico nell'opera di Giorgio Caproni: a caccia di significato
Si indaga nel saggio la complessa relazione tra linguaggio e realtà nella poetica di Caproni, il definirisi di una dimensione di realtà 'per sé' che prescinde in larga misura dagli statuti della logica, una modificazione del dato esterno che lascia margine all'intervento interpretativo -autoriale del lettore.
STRUMENTI CRITICI, Anno 2000 - N1 - Pag. 151-165

VIVIAN LAMARQUE, Per ogni finestra una neve
Due liriche inedite di Vivian Lamarque (Tesero, 1946) intitolate "Ospedale S.Gerardo di Monza" e "Le finestre".
SOGLIE, Anno 2001 - N2 - Pag. 3-4

PIA JUUL, Il bacio, la pelle, la lingua
Tre componimenti poetici in danese: "Forgjort", "En død mands nys", "sagde jeg, siger jeg" con traduzione italiana a fronte a cura di Jytte Lollesgaard, introdotti dalla presentazione di Helle Nyberg.
SOGLIE, Anno 2001 - N2 - Pag. 5-11

ANDREA ZINATO, "Kantigas de bodas" giudeo-spagnole dalla raccolta "Ya spontò la luna" di Drita Tutunovich: presentazione e studio
Analisi e presentazione di dodici 'kantigas de bodas', canti di nozze, tratte dalla antologia curata dalla filologa Drita Tutunovich pubblicata nel 1998. La raccolta è la trascrizione fatta dalla stessa studiosa di canti popolari tramandati oralmente della tradizione popolare dei sefarditi in lingua giudeo-spagnola.
SOGLIE, Anno 2001 - N2 - Pag. 12-30

MARIANNE HEPP, La formazione delle parole in tre poesie 'notturne' di Georg Trakl
Si vaglia l'ipotesi critica che ha rilevato nel sistema linguistico della lirica di Georg Trakl (1887-1914) una proprietà specifica di 'innovazione progressiva' mediante indagine sistematica di uno specifico capitolo linguistico: la tecnica della formazione delle parole o 'Wortbildung'. A tal fine si confrontano tre liriche: "Romanze zur Nachte" e "Nachtlied" dalla raccolta "Gedichte" (1913), "Nachtergebung" pubblicata postuma sulla rivista "Der Brenner" (1915).
SOGLIE, Anno 2001 - N2 - Pag. 31-42

SIMONE TICCIATI, 'De plus loin'. Per una rilettura di "Recit" di Pier Paolo Pasolini
Lettura dell'ottavo poemetto della raccolta "Le ceneri di Gramsci" alla luce di un possibile confronto con il 'récit de Théramène' contenuto nell'atto V della "Phédre" di Racine, di cui l'opera pasoliniana ripropone titolo, metro, parallelismi ed echi testuali.
SOGLIE, Anno 2001 - N2 - Pag. 43-57

ELIZABETH MACDONALD, "Che le risposte appassiscano". Intervista a Brendan Kennelly
La conversazione verte su diversi temi cari alla poesia di Brendan Kennelly: la mitologia personale che ogni poeta deve scoprire e sviluppare, l'idea della ricerca perenne e dell'incompiutezza, il ruolo della morale nell'immaginazione poetica, l'umorismo. L'intervista è corredata da quattro poesie con traduzione a fronte italiana dall'inglese: "My Dark Fathers", "Knives", "Connection", "Work".
SOGLIE, Anno 2001 - N2 - Pag. 58-65

LUCA NANNIPIERI, 'Leggere è un atto di liberta', Davide Rondoni interviene nel dibattito sull'antologia della poesia italiana 1970-2000
Nella conversazione si riflette sul ruolo della critica testuale quale condizione necessaria per una vera comprensione del testo - l'apparato critico come momento ineludibile della lettura - e sul rapporto dialettico critica-lettore-parola.
SOGLIE, Anno 2001 - N2 - Pag. 68-71

ALBERTO ARMELLIN, Poesie Ricevute
Selezione di prove poetiche dei lettori della rivista: "Chiusa di Maggio" di Riccardo Strabuzzi, "Grida" di Fryda Rota, "Seppur eleggi a tuo maestro" di Emidio Montini, "Blocchi di nubi" di Gilberto Antonioli, "Ci sono pensieri" di Cesare Foschi, "Dietro" di Matteo Pazzi, "e ora finisco le fragranze" di Mario Fresa, "Affiora" di Donato Scatamacchia, "Mohammad alle Porte del Paradiso" di Grazia Pulvirenti.
SOGLIE, Anno 2001 - N2 - Pag. 77-80

SIMONETTA BASSI, Struttura e diacronia nelle "Opere magiche" di Giordano Bruno
Vengono analizzati i contenuti delle opere magiche di Giordano Bruno e in particolare, viene ricostruito il percorso diacronico che dal "De magia mathematica" al "De magia naturali" approda infine al "Theses de magia".
RINASCIMENTO, Anno 2000 - N40 - Pag. 3-17

LINA BOLZONI, Note su Bruno e Ariosto
Viene analizzato il tema della memoria, rilevante negli studi umanistici e nella tradizione italiana caratterizzata per secoli, dal predominio del codice classicista. Viene evidenziato come fosse vivo nel Cinquecento il riferimento ai grandi testi letterari e in particolare, viene rilevata l'influenza che l'"Orlando furioso" di Ariosto esercitò su alcune opere di Giordano Bruno.
RINASCIMENTO, Anno 2000 - N40 - Pag. 19-43

MICHELE CILIBERTO, Bruno e l'Apocalisse. Per una storia interna degli "Eroici furori"
Viene analizzata l'opera di Giordano Bruno gli "Eroici furori",ascrivibile per molti aspetti, alla letteratura di tipo apocalittico e alle discussioni sorte su tale tema a metà del Cinquecento. Vengono inoltre evidenziati, i legami presenti con lo "Spaccio" e la connessione, nel Nolano, alla concezione dell'Apocalisse quale rivelazione interiore attraverso una radicale sospensione del tempo e della vita.
RINASCIMENTO, Anno 2000 - N40 - Pag. 45-74

MARCO MATTEOLI, L'arte della memoria nei primi scritti mnemotecnici di Bruno
Viene analizzato il tema della memoria, legato ai vari studi filosofici rinascimentali atti a semplificare l'incessante peso dei ricordi. Vengono evidenziati, sulla base dei suoi primi scritti mnemotecnici, gli aspetti più innovativi delle tecniche di memorizzazione elaborate da Giordano Bruno e la continua necessità di disporre di un sapere intellettuale organizzato e basato su solide categorie di pensiero.
RINASCIMENTO, Anno 2000 - N40 - Pag. 75-121

RITA STURLESE, Arte della natura e arte della memoria in Giordano Bruno
Vengono analizzate le osservazioni di Giordano Bruno sull'arte della natura e sull'arte della memoria, ponendo in evidenza i tratti distintivi, le caratteristiche e la stretta connessione esistente tra loro.
RINASCIMENTO, Anno 2000 - N40 - Pag. 123-141

MAURO ZONTA, Due note sulle fonti ebraiche di Giovanni Pico e Giordano Bruno
Vengono analizzate le fonti ebraiche presenti nelle opere e nel pensiero filosofico di Giovanni Pico della Mirandola e di Giordano Bruno, evidenziandone lo stretto legame e la costante relazione delle argomentazioni.
RINASCIMENTO, Anno 2000 - N40 - Pag. 143-153

MONICA BOTTAI, La "Paraphrasis in triginta Psalmos versibus scripta" di Marcantonio Flaminio: un esempio di poesia religiosa del XVI secolo
Viene analizzata l'opera di Marcantonio Flaminio, Paraphrasis in triginta psalmos versibus scripta, ponendo in evidenza, in un lungo excursus sullo stile e sui contenuti, il grande lavoro del poeta latino cinquecentesco, mirante a raggiungere non solo intenti puramente estetici, bensì scopi educativi-pedagogici caratterizzanti da sempre i suoi scritti.
RINASCIMENTO, Anno 2000 - N40 - Pag. 157-265

ELENA PISTOLESI, Con Dante attraverso il Cinquecento: il "De vulgari eloquentia" e la questione della lingua
Viene analizzata l'opera di Dante, il De Vulgari eloquentia, attraverso il suo immediato inserimento nella questione della lingua, in seguito alla riscoperta del testo da parte del Trissino. Viene evidenziata inoltre, l'importante trasformazione che l'opera provocò, proponendo un nuovo rapporto con l'auctoritas, che metteva in crisi la costante e continua dipendenza dalla tradizione letteraria, per un maggior esercizio e pensiero critico.
RINASCIMENTO, Anno 2000 - N40 - Pag. 269-296

RENZO RAGGHIANTI, Le 'Renaissances' tra Cousin e Michelet
Vengono analizzate le riflessioni di Cousin e di Michelet sulla teoria della storia, evidenziando in particolare, l'importante influenza che ebbe in tale contesto, il concetto di Renaissance sviluppatosi in Francia intorno alla metà dell'ottocento.
RINASCIMENTO, Anno 2000 - N40 - Pag. 297-313

, Ricordo di Giovanni Aquilecchia
In occasione della morte di Giovanni Aquilecchia, vengono ripercorsi alcuni momenti della sua vita e in particolare, vengono evidenziati gli studi e le opere che hanno contribuito a importanti e significative ricerche nell'ambito della cultura rinascimentale.
RINASCIMENTO, Anno 2000 - N40 - Pag. 317-329

, Un anno per Bruno
Viene ricordato il quarto Centenario della morte di Giordano Bruno, riportando le varie iniziative che hanno contribuito a impostare in modi nuovi la ricerca sull'esperienza umana, intellettuale e filosofica del Nolano.
RINASCIMENTO, Anno 2000 - N40 - Pag. 331-334

GIUSEPPE MORELLI, Per la cronologia degli "Adnotamenta" del Merula ai "Miscellanea" del Poliziano
Si propongono due ipotesi che modificano le interpretazioni apportate dalla prima edizione degli "Adnotamenta" curata dalla studiosa Laura Perotto Sali (1978): secondo l'autore non è mai esistita altra redazione del testo che quella contenuta nel codice napoletano IV F 35 conservato nella Biblioteca Nazionale di Napoli; la datazione del primo nucleo dell'opera si dovrebbe retrodatare all'inverno 1489-1490.
STUDI E PROBLEMI DI CRITICA TESTUALE, Anno 2000 - N1 - Pag. 21-49

MICAELA RINALDI, Il "Parere in difesa di Ludovico Ariosto" di Francesco Patrizi
Analisi dell'opera del Patrizi pubblicata nel 1585 a Ferrara presso l'editore Cagnacini in risposta alle accuse mosse all'"Orlando furioso" dal letterato Camillo Pellegrino. Si indaga, nel vivace dibattito della fine degli anni ottanta del Cinquecento sul rapporto tra 'romanzo' e 'poema epico', sulla contesa fra sostenitori della "Gerusalemme liberata" e dell'"Orlando furioso" e sull'originale posizione del Patrizi.
STUDI E PROBLEMI DI CRITICA TESTUALE, Anno 2000 - N1 - Pag. 81-94

RENZO RABBONI, Una vendemmia erudita di Angelo Maria Bandini: l'odeporico di Lombardia e Piemonte (1778)
Lo studio, sul tema del viaggio nella letteratura italiana del Settecento, esamina parte della produzione del Bandini che mostra un interesse odeporico concentrato negli anni 1760-1780: l'analisi si focalizza sul "Diario del viaggio in Lombardia e Piemonte" intrapreso nel 1778, di tale opera ancora inedita- conservata in diversi manoscritti posseduti dalla Biblioteca Marucelliana di Firenze- si cercano di definire ragioni, pubblico, spirito e tipologia.
STUDI E PROBLEMI DI CRITICA TESTUALE, Anno 2000 - N1 - Pag. 95-114

ALDO MARIA MORACE, L'incanto e la sofferenza: gli "Amori campestri" di Bartolomeo Sestini
Partendo da un'analisi filologica e stilistica del canzoniere del Sestini, risalente al 1814, si traccia un ritratto letterario del poeta che viene visto quale emblema di un transito generazionale ed epocale: alla base di frizioni metriche e scarto sperimentale si legge la crisi dell'eredità settecentesca di un'Arcadia melica ed idillica che confluisce per progressione naturale nella poesia romantica dell'Ottocento.
STUDI E PROBLEMI DI CRITICA TESTUALE, Anno 2000 - N1 - Pag. 115-143

CLAUDIA SEBASTIANI NOBILI, Le didascalie nel teatro di Pirandello
Lettura dei testi di Pirandello che mira a tracciare un percorso ideale che porta dalla novella alla scrittura drammatica attraverso l'analisi delle didascalie che, presenti all'inizio solo per definire lo spazio scenografico e i personaggi, si moltiplicano col passare del tempo fino a quando, nelle produzioni degli anni Trenta, assumono un ruolo centrale per la comprensione del testo drammatico e per la sua rappresentazione.
STUDI E PROBLEMI DI CRITICA TESTUALE, Anno 2000 - N1 - Pag. 145-179

SANDRA RIZZARDI, Dante e l'orologio
Esegesi dell''explicit' della terza cantica dantesca, della terzina (Par. XXXIII, vv. 142-145)che chiude l'intera "Commedia", e, in particolare, della similitudine ivi contenuta: partendo dal fatto che la sterminata bibliografia di studi sul "Paradiso" è elusiva circa un'analisi interpretativa puntuale di tale passo, l'autrice si schiera dalla esigua parte di esegeti che nella similitudine leggono un preciso riferimento all'orologio meccanico.
STUDI E PROBLEMI DI CRITICA TESTUALE, Anno 2000 - N1 - Pag. 51-70

LOREDANA CHINES, Filologia e arcana sapienza: l'umanista Achille Bocchi commentatore ed esegeta
Riflessione sul lavoro di filologo e commentatore di Achille Bocchi che si sofferma, in particolare, sull'analisi delle "Praelectiones" al "De legibus" di Cicerone, opera databile al 1557, con un'accurata lettura del manoscritto (ms latino 304) conservato nella Biblioteca Universitaria di Bologna.
STUDI E PROBLEMI DI CRITICA TESTUALE, Anno 2000 - N1 - Pag. 71-80

CONCETTO DEL POPOLO, Il siciliano "Sonicium de matrimonio"
Rilettura filologica, linguistica, stilistica e metrica basata sulle edizioni critiche già proposte da D. Puzzolo Sigillo (1923) e G. Cusimano (1951) del sonetto in siciliano redatto nel verso dell'ultima carta di un manoscritto conservato a Messina contenente contratti rogati durante la XI indizione (settembre 1432-agosto 1433)dal notaio Niccolò Polizzi.
STUDI E PROBLEMI DI CRITICA TESTUALE, Anno 2000 - N1 - Pag. 5-19

VINCENZO VALENTE, Tosc. fico dottato
L'articolo presenta uno studio sulla etimologia di 'fico dottato' come meridionalismo, vista la distribuzione formalmente univoca degli esiti centromeridionali dalla Sicilia alla Toscana.
LINGUA NOSTRA, Anno 2000 - N3-4 - Pag. 119-120

PAOLO D'ACHILLE, Tre ideofoni operistici d'origine francese
Esaminando tre ideofoni (PIFF PAFF; RATAPLAN; RON RON) non registrati nel DELI e disponendo di esempi operistici più antichi rispetto alle indicazioni cronologiche fornite nei più recenti dizionari italiani, l'autore dimostra che a far da tramite all'ingresso in italiano di voci onomatopeiche sia stato spesso il francese.
LINGUA NOSTRA, Anno 2001 - N1-2 - Pag. 1-6

GIANLUCA FRENGUELLI, 'Senza che' nella prosa italiana dalle origini ai nostri giorni
L'articolo prende in esame la prospettiva diacronica del 'senza che' nella prosa italiana dalle origini ai nostri giorni, accennando anche ad alcune differenze e punti di contatto riscontrabili nella poesia.
LINGUA NOSTRA, Anno 2001 - N1-2 - Pag. 7-39

MASSIMO FANFANI, Un vento asciugacapelli alla radio
Il saggio espone l'analisi etimologica, l'ambito d'uso e la pronuncia del nome del vento invernale Föhn da cui deriva il commerciale asciugacapelli.
LINGUA NOSTRA, Anno 2001 - N1-2 - Pag. 40-41

FRANZ RAINER, L'origine di 'alco(o)lismo'
La nota considera l'origine e l'attestazione del termine 'alco(o)lismo' nei diversi dizionari e in alcuni documenti. In conclusione considera più adeguata la decisione adottata dall'Oxford English Dictionary che considera tale termine come calco di neolatino 'alcoholismus', senza poter escludere completamente la possibilità di una intermediazione del tedesco o del francese.
LINGUA NOSTRA, Anno 2001 - N1-2 - Pag. 42-43

MASSIMO FANFANI, Sul "Nuovo Etimologico"
L'articolo presenta il "Nuovo Etimologico" che mostra accurati aggiornamenti della parte etimologica, perfezionamenti cronologici e tante eclatanti retrodatazioni. Tuttavia è possibile rilevare alcune imperfezioni di metodo riconducibili allo sviluppo della lessicografia italiana sotto la spinta dei nuovi mezzi elettronici e a interessi commerciali.
LINGUA NOSTRA, Anno 2001 - N1-2 - Pag. 43-56

RENATA FABBRI, Schede per il manzonismo di Carducci
La scheda prende in considerazione i riecheggiamenti manzoniani nelle liriche del Carducci attraverso qualche esempio in cui l'analogia dei contesti garantisce la pertinenza della rammentazione.
LINGUA NOSTRA, Anno 2001 - N1-2 - Pag. 57-58

FRANZ RAINER, Tarantismo
L'articolo esamina l'etimologia e le attestazioni del termine 'tarantismo' e la sua variante 'tarantolismo'.
LINGUA NOSTRA, Anno 2001 - N1-2 - Pag. 58

ARMANDO MAGGI, Il principe neoplatonico secondo i "Tre discorsi" di Alessandro Farra (1564)
Alessandro Farra, esponente del neoplatonismo ficiniano, in tre lezioni ("Tre discorsi") tenute presso l'Accademia degli Affidati, di cui era membro col nome di 'desioso, propone un'interpretazione del principe neoplatonico. Nei discorsi il concetto di identità si compone di amore, divinità e attività bellica. La figura del capitano/principe tenta la conciliazione di una visione imbevuta di cattolicesimo con la filosofia politica di stampo machiavelliano. E' centrale il tema dell'amicizia, che si sviluppa attraverso una 'lunga conversazione'fra Farra e i suoi tre interlocutori.
ITALIANISTICA, Anno 2000 - N3 - Pag. 381-394

FRANCESCO DE ROSA, Dal quarto al quinto Montale
Nel secondo tempo della poesia di Montale si possono individuare due gruppi ben definiti di opere in successione cronologica. Del primo fanno parte "Satura" e "Diario del '71 e del '72", del secondo "Quaderno di quattro anni" e "Altri versi". Il "Quaderno" è tuttavia da considerare in posizione intermedia fra i due gruppi. Il lavoro non prende in considerazione "Satura", malgrado l'appartenenza al primo gruppo, poiché è fra i quattro il testo più studiato. Nel "Diario", approfondimento sul versante pessimistico di "Satura", stile e metrica si allineano all'incombere di sensazioni negative, nonché all'inclinazione 'prosastica' del verso. Nelle ultime opere, soprattutto in "Altri versi", si rafforzano invece le tendenze meditative e evocative/rievocative, una scelta essenzialmente monolinguistica, un lessico più selettivo; ritornano inoltre i miti femminili.
ITALIANISTICA, Anno 2000 - N3 - Pag. 395-421

ALESSIO BOLOGNA, L'Orlando di Virginia Woolf: un nome dalle risonanze ariostesche
La scelta del nome Orlando da parte di Virginia Woolf per il romanzo dal titolo omonimo non è casuale: risponde ad un personaggio individuabile come eroe senza macchia e senza paura quale l'Orlando di Ariosto, il cui poema era ben noto in Inghilterra. La trasformazione del protagonista woolfiano in donna e solo successivamente il realizzarsi delle sue aspirazioni non contraddice questa scelta, poiché il suo maggior merito, il suo 'eroismo' sta nell'accettare e imporre la propria sensibilità.
ITALIANISTICA, Anno 2000 - N3 - Pag. 405-431

MARIA VALBONESI, Un epigono pistoiese di Parini: Giosuè Matteini
Giosuè Matteini, nato a Pistoia nel 1763, nel poemetto satirico "L'oracolo di Pistoia", composto fra il 1805 e il 1817, rievoca la figura del leggendario eroe di Pistoia che, celebrato dopo secoli di noncuranza con l'istituzione di una 'bottega del caffè, dove si incontrano clienti che rappresentano la buona società della seconda metà del Settecento, permettendo all'autore di esercitare la propria vena satirico/morale. L'operetta, incompiuta, si presenta senza un titolo definitivo e l'organizzazione delle sue parti, fra cui due canti di evidente derivazione pariniana dove sono in azione i 'Damerini'.
ITALIANISTICA, Anno 2000 - N3 - Pag. 435-441

NICOLA GARDINI, Considerazioni sullo stilnovismo novecentesco: il modello della "Vita nova"
Il modello stilnovistico, in particolare quello della "Vita nuova", in contrapposizione con quello petrarchesco, trova i suoi epigoni novecenteschi in poeti che nei versi raccontano la loro vita; è il caso di Eugenio Montale, Umberto Saba e Giovanni Giudici, dei quali vengono richiamate alcune raccolte.
ITALIANISTICA, Anno 2000 - N3 - Pag. 445-450

FRANCESCO GALLUZZI, Il ritmo del corpo. Pittura e scultura di Toti Scialoja
L'articolo delinea le caratteristiche della pittura e della poesia di Toti Scialoja correlandole attraverso il privilegio accordato al concetto di 'smemoratezza' e, nella pittura, al 'gesto' che unisce sensi e materia, nella poesia, ai processi di sillabazione e associazione, costituendosi all'interno della parola stessa. L'attenzione al suono della parola è del resto identica nelle sue poesie e nel "Giornale di pittura"; tuttavia la poesia esercita sulle parole un'azione 'centrifuga', di perdita di senso, la pittura, invece, un'azione 'centripeta', volta a fissare il dato fisico.
ITALIANISTICA, Anno 2000 - N3 - Pag. 451-459

PAOLA ITALIA, La nuova edizione critica dell'"Adelchi"
L'intervento prende in esame l'edizione critica dell'"Adelchi" curata nel 1998 per l'Accademia della Crusca da Isabella Becherucci, edizione che presenta importanti novità rispetto all'ed. Ghisalberti del 1957 (Classici Mondadori), fino a questa della Becherucci senza dubbio la più affidabile. Si ripercorre l'iter prescelto dalla curatrice paragonandolo alle soluzioni precedentemente adottate da Ghisalberti e si commenta puntualmente la dialettica testo/apparato, ponendo in evidenza la scelta del momento correttorio del testo piuttosto che il suo esito definitivo.
ITALIANISTICA, Anno 2000 - N3 - Pag. 463-478

BRUNO PORCELLI, Abbinamenti di novelle nel "Decameron"
Porcelli istituisce una doppia comparazione fra le novelle 6 e 7 della IV giornata del "Decameron" e le novelle 3 e 10 della VII. All'interno di ciascuna coppia le differenze si innestano in un rapporto di similarità a cui si richiamano gli stessi novellatori di IV, 7 e VII, 10.
ITALIANISTICA, Anno 2000 - N2 - Pag. 205-208

ALESSANDRO BIANCHI, L'"Aristodemo" di Carlo De' Dottori. Civiltà di colpa e ambiguità tragica: i furori necessari
Bianchi pone in rilievo l'ambiguità di interpretazione a cui si presta il 'verbo' divino, interpretato attraverso l'oracolo. Non sono estranee a questa scelta nell'"Aristodemo" la visione galileiana e il pensiero della Riforma protestante. Il protagonista non appare come emblema della tirannide; la visione del mondo che filtra dalla tragedia è orientata alla punizione dei peccati; da ciò deriva che molti personaggi si accusano reciprocamente e si autoaccusano, senza, però, che venga ripristinato l'ordine. I cori commentano il peccato originale, che diventa nella tragedia triplice, tentando di comprendere la causa del male, in un affastellarsi di interpretazioni che ben si addice alle scelte barocche.
ITALIANISTICA, Anno 2000 - N2 - Pag. 209-227

MARIA LUISA DOGLIO, Tasso tra i poeti della 'Scuola romana': il dramma lirico "Torquato Tasso a Sorrento" di Teresa Gnoli
Il dramma scritto da Teresa Gnoli nell'ambito della 'Scuola romana'e destinato a una lettura familiare o fra amici, pubblicato nel 1858, è dedicato al padre Tommaso e può essere considerato la parte centrale di un trittico che ha ai due lati quindici stanze di Tommaso stesso e alcune terzine dell'altro figlio Domenico. Ispirato alla biografia tassiana del Manso, il dramma pone particolare attenzione ai fulcri ottocenteschi dell'esistenza femminile: patria, famiglia, scuola.
ITALIANISTICA, Anno 2000 - N2 - Pag. 231-240

BRUNO FERRARO, "L'assiuolo" di G. M. Cecchi e il 'chiù, chiù, chiù' di Messer Ambrogio
"L'assiuolo", pubblicato in prosa nel 1550, fa parte delle 'commedie osservate' di Giovanni Maria Cecchi. La trama si rifà a varie novelle del "Decameron" e vede al centro l'attrazione e il tentativo di conquista del vecchio messer Ambrogio, sposato con madonna Oretta, verso la giovane Anfrosina, già madre peraltro del giovane Rinuccio. Il gioco degli equivoci si conclude con la sconfitta e la derisione del vecchio. Ferraro, nel ripercorrere alcuni luoghi del testo, evidenzia di volta in volta le affinità con singole novelle boccacciane; inoltre rileva la visione misogina espressa da Cecchi per cui il denaro apre possibilità alle conquiste sessuali e le donne sono 'mercanzia', oggetti che, come tanta altra merce, possono anche essere condivisi.
ITALIANISTICA, Anno 2000 - N2 - Pag. 243-250

FRANCESCA PELLEGRINO, I giochi onomastici sui nomi degli artisti figurativi nei componimenti di Giovan Battista Marino
Marino, come altri poeti tra fine Cinquecento e inizio Seicento, ma in maggior misura, nelle proprie opere elogia in un notevole numero di casi dei pittori. Il poeta si impegna nei giochi linguistici legati ai nomi degli artisti, non ponendo reale attenzione nel valutare la loro arte.
ITALIANISTICA, Anno 2000 - N2 - Pag. 251-266

ERIK MORSINK, 'Malgrado i fulmini di Pietro Giordani': il giudizio desanctisiano sulla "Ginestra"
Walter Binni e Sebastiano Timpanaro ritengono che inizialmente De Sanctis abbia espresso un giudizio positivo sulla "Ginestra" leopardiana, ma una verifica delle lezioni giovanili del critico irpino, disponibili in versione più ampia rispetto a quelle note ai due studiosi, induce a ritenere che già allora De Sanctis avesse delle riserve su quei versi di Leopardi, ma non le esplicitasse per il giudizio fortemente laudativo espresso negli stessi anni da Pietro Giordani e Vincenzo Gioberti, allora ritenuti estremamente autorevoli. Nel tornare più volte sulla poesia invece il critico si va progressivamente distaccando da quel giudizio, per giungere a darne uno negativo in esplicito contrasto con Giordani stesso.
ITALIANISTICA, Anno 2000 - N2 - Pag. 269-281

GIORGIO CAVALLINI, Noticina sull''Ars scribendi': esempi di ripetizione espressiva
L'autore si propone di dimostrare l'efficacia espressiva della ripetizione di termini e suoni, traendo esempi da Dante, Machiavelli, Verga, Caproni e Luzi.
ITALIANISTICA, Anno 2000 - N2 - Pag. 283-287

GIANNI BORGO, Il mito di Adone nella cultura rinascimentale italiana. Saggio di iconologia letteraria
La sopravvivenza del mito di Adone nella cultura, tanto letteraria quanto musicale del Novecento, risulta debitrice nei confronti della fortunata opera di Giambattista Marino. Tra i precursori del poeta napoletano annoveriamo Ludovico Dolce il quale, nella sua "Favola d'Adone", recupera il mito narrato nelle "Metamorfosi" ovidiane filtrandolo, però, alla luce della sensibilità rinascimentale e rendendolo oggetto di una progressiva censura moralistica.
LEVIA GRAVIA, Anno 2000 - N2 - Pag. 219-251

CATHERINE PITIOT, La retorica politica nell'opera utopica di Lodovico Zuccolo
Il saggio si occupa de "La Repubblica d'Evandria" di Lodovico Zuccolo, un testo che si inserisce all'interno del filone della letteratura utopica tra Cinque e Seicento, ed esamina come, all'interno dell'opera, venga impostata la questione dei rapporti tra morale e politica.
LEVIA GRAVIA, Anno 2000 - N2 - Pag. 253-269

MAURIZIO REBAUDENGO, L'eroicomico fallimento dell'aulica ambizione: l'"Olivastro" di Giovan Battista Andreini
Il XVII secolo vede la pubblicazione del poema eroicomico di Giovan Battista Andreini, "L'Olivastro". Attraverso la lettura dei 25 canti che compongono l'opera, di cui vengono riportati alcuni versi, il saggio mette a fuoco il motivo di fondo del poema che vede riflesse, nelle vicende del protagonista, le aporie dello scrittore moderno.
LEVIA GRAVIA, Anno 2000 - N2 - Pag. 271-301

GIUSTO DE' CONTI, "La bella mano". Il manoscritto "Varia 93" della Biblioteca Reale di Torino
L'articolo, che accompagna la riproduzione di alcune carte del "Varia 93", manoscritto quattrocentesco del canzoniere di Giusto de' Conti, descrive le caratteristiche del testimone, mettendone in rilievo il particolare pregio formale.
LEVIA GRAVIA, Anno 2000 - N2 - Pag. 311-312

ALESSANDRA TOCE, Dalle novelle orientali al "Decameron". Un esempio di consonanze tematiche
La questione dell'influenza della letteratura orientale sul "Decameron" di Boccaccio costituisce l'argomento del saggio che, in particolare, conduce un confronto testuale tra una novella contenuta nel "Libro di Sinbad", risalente all'VIII-IX secolo d. C., e la sesta novella della settima giornata del capolavoro trecentesco.
LEVIA GRAVIA, Anno 2000 - N2 - Pag. 165-180

MATTEO PALUMBO, Per Giancarlo Mazzacurati. Un italianista europeo
L'intervento traccia un profilo dell'attività di critico e di studioso di Giancarlo Mazzacurati mettendo in rilievo il contributo dato dalle sue ricerche alla letteratura saggistica, soprattutto nei campi da lui maggiormente esplorati: il Rinascimento ed il romanzo moderno. Uno dei maggiori pregi di Mazzacurati viene individuato nell'originalità del suo discorso critico, sempre pronto a scardinare i pregiudizi e a leggere i conflitti e i nodi problematici dei contesti letterari.
LEVIA GRAVIA, Anno 2000 - N2 - Pag. 3-10

ROBERTA LENCIONI, Per Giancarlo Mazzacurati. Per un'anti-teoria del racconto: codici fissi e forme mobili. Sul "Decameron" ovvero studi di destini incrociati
Il saggio percorre le tappe lungo le quali si snoda il discorso critico di Mazzacurati sul "Decameron", sottolineando l'originale approccio metodologico.
LEVIA GRAVIA, Anno 2000 - N2 - Pag. 11-17

ADRIANA MAURIELLO, Per Giancarlo Mazzacurati. Gli studi sulla novella
L'intervento si sofferma sugli studi condotti da Mazzacurati sulla novella, ricostruendo un discorso che si dipana lungo circa un trentennio di attività critica e che, pur snodandosi lungo tre direttrici principali (rappresentate dall'opera di Straparola, di Bandello e di Boccaccio), spazia a 'trecentosessanta gradi'.
LEVIA GRAVIA, Anno 2000 - N2 - Pag. 19-25

ANTONIO GAGLIARDI, Per Giancarlo Mazzacurati. La lingua e la storia
Partendo dallo studio sviluppato da Mazzacurati nel volume "Il rinascimento dei moderni", il saggio si sofferma sull'attenzione con cui il critico guardò al senso della storia e, nel contempo, al concetto di modernità, mostrando come il recupero della diversità, del mutamento, all'interno di un 'canone' fosse uno degli assi portanti della sua ricerca. In tale ottica la lingua si offre come terreno privilegiato per cogliere il senso della storia, lo scarto tra il modello e le sue trasformazioni.
LEVIA GRAVIA, Anno 2000 - N2 - Pag. 27-34

UGO MARIA OLIVIERI, Per Giancarlo Mazzacurati. Un italianista in Inghilterra: Giancarlo Mazzacurati e lo sternismo
L'interesse di Mazzacurati per la comparatistica trovò una concreta manifestazione nella traduzione, nel 1987, del romanzo di Tobias Smollett, "La spedizione di Humphry Clinker", che venne accompagnata da uno studio sulla lingua e, più in generale, sui meccanismi narrativi che danno luogo alla scrittura umoristica. Sotto tale aspetto notevole interesse rivestono gli interventi di Mazzacurati su Sterne, un autore che il critico riteneva anticipatore della dissoluzione della forma-romanzo tra Ottocento e Novecento.
LEVIA GRAVIA, Anno 2000 - N2 - Pag. 35-46

GIOVANNI MAFFEI, Per Giancarlo Mazzacurati. Giancarlo Mazzacurati e 'Il Barone di Nicastro'
Il personaggio di Camillo, barone di Nicastro, protagonista dell'omonimo racconto, offre l'occasione di esplorare l'incontro di Mazzacurati con Nievo, uno scrittore per cui il critico nutrì un profondo quanto duraturo interesse che andava al di là della considerazione dei meriti puramente letterari ed investiva, invece, l''ethos', la tensione vitale, sottesa alla produzione dell'autore ottocentesco. Ma il personaggio nieviano - suggerisce l'autore del saggio - può essere letto anche come il paradigma dell'intellettuale che "incontra la storia", dietro il quale si riconosce la figura dello stesso Mazzacurati.
LEVIA GRAVIA, Anno 2000 - N2 - Pag. 47-54

MARIELLA MUSCARIELLO, Per Giancarlo Mazzacurati. Gli studi verghiani
Il saggio, ricordando l'interesse - costante nel tempo - di Mazzacurati per la narrativa verghiana, si sofferma in particolare sugli ultimi tre saggi che lo studioso dedicò ai romanzi veristi dello scrittore siciliano, dai "Malavoglia" a "Mastro-don Gesualdo" e al romanzo interrotto, "La Duchessa di Leyra".
LEVIA GRAVIA, Anno 2000 - N2 - Pag. 55-62

SIMONA RE FIORENTIN, I "libri di lettere" di Anton Francesco Doni
Sulla scorta dell'esempio dell'Aretino, che aveva inaugurato il 'filone' epistolare, Doni si dedicò alla composizione dei "libri di lettere" in volgare che costituiscono per noi, oggi, una preziosa fonte di informazioni non solo sulla biografia ma soprattutto sul metodo di lavoro del loro autore. Caratteristica del testo doniano, nelle sue varie edizioni, appare, infatti, la capacità di trasformarsi in relazione al pubblico a cui, di volta in volta, l'autore intende rivolgersi.
LEVIA GRAVIA, Anno 2000 - N2 - Pag. 65-95