ITALIANISTICA

Rivista di letteratura italiana
Quadrimestrale
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Rubriche: Saggi; Note; Critica e metodologia; Bibliografia; Notiziario.

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Rivista di letteratura italiana

Anno 2018 - N. 3
settembre/dicembre
(a cura di Chiara Portesine)

LUCIANO NEL CINQUECENTO E OLTRE
LETIZIA PANIZZA, Lucian and The Italian Reformation of the 1500s: Ludovico Domenichi's "Due Dialoghi di Luciano". Translation as Transgression
Nel quadro della cultura evangelica del Cinquecento e del ruolo svolto da Luciano di Samosata, il contributo si focalizza sulle traduzioni realizzate da Ludovico Domenichi. I testi presi in esame sono: il volgarizzamento di "Due Dialoghi di Luciano" (1548), "Nicodemiana" (1552), il "Commentario" (una storia della riforma protestante, opera di Johann Sleidan) e una difesa della fede cattolica di Nicole Grenier (1561).
Pag. 13-26

CHIARA CASSIANI , Umorismo lucianeo e tensioni eterodosse nei dialoghi del Cinquecento
Il saggio esamina il ruolo di Luciano di Samosata all'interno dei dialoghi latini e volgari del Cinquecento, con particolare attenzione all'influenza de "Il sogno o il gallo" di Luciano sui dialoghi di Giovan Battista Gelli, riflettendo anche sulle tensioni eterodosse espresse nella "Circe" e nei "Capricci". Viene indagata, inoltre, la circolazione europea dei dialoghi di Gelli e il loro possibile ruolo di mediatori tra la fonte di Luciano e il dialogo spagnolo "El Crotalón".
Pag. 27-43

ANGELA MARIA ANDRISANO, La fortuna del "De saltatore" di Luciano nel Rinascimento: il caso di Rinaldo Corso
L'autore analizza la funzione del "De saltatore" di Luciano come modello per il trattato di Jean Pyrrhus D'Angleberme, intitolato "Sermo de musica et saltatione ex Luciano festivissimus" (1517). Con il "Dialogo del ballo", composto da Rinaldo Corso nel 1554, il referente lucianeo diventa lo spunto narrativo per un letterato di corte che usa il volgare per scrivere un testo colto e retoricamente virtuosistico, senza che la traduzione costituisca una mera rielaborazione nella lingua erudita dei dotti.
Pag. 45-58

DAVID MARSH, Luciano e Gustave Flaubert
A partire da un manoscritto autografo conservato presso la Pierpont Morgan Library di New York, vengono esaminati i commenti di Gustave Flaubert a sei opere di Luciano di Samosata: "De Morte Peregrini", "De amoribus", "De saltatione", "Somnium sive Gallus". "Menippus sive Nekyomantia" e "De luctu". Queste annotazioni vengono analizzate nel contesto del viaggio dello scrittore francese in Nord Africa e Medio Oriente (1849-1851); infine, l'autore tenta di rintracciare eventuali fonti lucianee nel romanzo "Salammbô" (1862) – in particolare il trattato "De Dea Syria".
Pag. 59-69
STORIA DELLE "STORIE VERE"
GIOVANNA DAPELO, "Egressus olim ab Herculeis columnis...": la traduzione umanistica della "Storia vera" di Luciano. Storia di un testo pluriredazionale
L'autore ripercorre la fortuna editoriale della "Storia Vera" di Luciano, tradotta da Lilio Tifernate negli anni 1441-1443 e oggetto di almeno tre redazioni d'autore. A partire da una traduzione iniziale relativa soltanto al I libro, il contributo segue la progressiva amplificazione di questo testo pluriredazionale (con l'aggiunta di una dedicatoria a Ludovico Scarampo, una prefazione a Marco da Pistoia e una serie di innovazioni riconducibili a interventi d'autore).
Pag. 73-83

MARIANTONIETTA ACOCELLA, I volgarizzamenti delle "Storie vere" e le riprese ariostesche
La prima sezione del contributo prende in esame il corpus dei volgarizzamenti lucianei eseguiti a Ferrara per Ercole I d'Este intorno al 1478-1480 (presumibilmente dal medico umanista Niccolò Leoniceno, direttamente dal greco e non da precedenti versioni latine). La seconda sezione, invece, si interroga sull'ispirazione che Ariosto, come altri autori di romanzi cavallereschi, trasse dalle "Storie Vere" – ad esempio, per il nome dell'ippogrifo, per il volo sulla luna, e per l'inghiottimento di Astolfo e Ruggiero nella balena (nei "Cinque canti"). Attraverso precisi riscontri testuali si dimostra che Ariosto faceva capo al manoscritto dei volgarizzamenti lucianei prima che fossero pubblicati – mentre, dopo la 'princeps' del 1525, ricorrerà anche a un'edizione a stampa.
Pag. 85-104

MARINA RICCUCCI, Il Luciano 'volgarizzato' : da Leoniceno a Settembrini (passando da Ariosto)
Il saggio si propone come un'indagine preliminare sulla traduzione dell'opera omnia di Luciano di Samosata realizzata dal patriota napoletano Luigi Settembrini negli anni 1853-1858, durante la detenzione nel carcere di Santo Stefano. L'analisi prende l'avvio da alcuni paragrafi del "Discorso" che Settembrini pose come premessa, evidenziandone le intenzioni, il metodo di composizione e alcune incongruenze. La sezione conclusiva è dedicata alla traduzione settembriniana di una parte della "Storia Vera" e all'adozione di un termine ("ippogrifo") che Ariosto aveva inventato nel momento in cui aveva eletto Luciano a sua fonte letteraria.
Pag. 105-117
ARIOSTO E MACHIAVELLI DI FRONTE A LUCIANO
Percezioni bistabili: Ariosto e Luciano faccia a faccia
L'intervento ricostruisce la presenza di Luciano di Samosata nell'ambiente culturale ferrarese in cui Ariosto si formò, facendo riferimento, in particolare, alla "Storia Vera" e alla sua circolazione editoriale nonché al valore simbolico che l'opera aveva nella cultura umanistica coeva.
Pag. 121-128

SERGIO ZATTI, La luna e altri spazi: topografie simboliche del "Furioso"
Il contributo intende trattare gli spazi topografici presenti all'interno dell'"Orlando Furioso", intesi nella loro realtà materiale, nelle loro valenze simboliche e funzioni narrative. Isolando quattro luoghi cruciali del poema (la selva, la corte, il palazzo di Atlante e il mondo della Luna), l'autore evidenzia le dinamiche spaziali tese a scandire l'andamento di una trama perennemente in bilico tra digressione evasiva e concentrazione tematica. Si rileva, infine, come anche il testo venga pensato nei termini di uno spazio, con le sue partizioni strutturali e articolazioni tematiche.
Pag. 129-135

FRANCESCA FEDI, Machiavelli e la maschera di Momo
Il saggio propone un'indagine sulla matrice lucianea dell'autoritratto che Niccolò Machiavelli realizza, attraverso la possibile mediazione esercitata dall'opera di Leon Battista Alberti e l'esame dell'epistolario e di alcuni paratesti. L'autrice dimostra come soprattutto nel "Prologo" della "Mandragola", nel primo capitolo dell'"Asino" e nell'epistola a Francesco Vettori, l'autore esibisca una maschera somigliante a quella del Momo albertiano, capace di assumere punti di vista dissacranti e rivelatori sulla realtà contemporanea.
Pag. 137-143
BIBLIOGRAFIA
Dante e la retorica , a cura di Luca Marcozzi
Ravenna , Ed. Longo - 2017 (Nicolò Magnani )
pag. 148-149


La “virtù eccellentissima”. Eroe e antieroe nella letteratura italiana da Boccaccio a Tasso , a cura di Vincenzo Caputo
Milano , Ed. FrancoAngeli - 2017 (Sara Laudiero )
pag. 150-151


MICHELANGELO BUONARROTI, Rime e lettere , a cura di Antonio Corsaro, Giorgio Masi
Milano , Ed. Bompiani - 2016 (Veronica Copello)
pag. 152-154


Storia, tradizione e critica dei testi. Per Giuliano Tanturli , a cura di Isabella Becherucci, Concetta Bianca
Lecce – Brescia , Ed. Pensa Multimedia - 2017 (Cristiano Lorenzi )
pag. 155-158


Alessandro Tassoni. Poeta, erudito, diplomatico nell'Europa dell'età moderna , a cura di Maria Cristina Cabani, Duccio Tongiorgi
Modena , Ed. Panini - 2017 (Federico Contini)
pag. 158-161


MICHELANGELO BUONARROTI IL GIOVANE, Ecuba: traduzione della tragedia di Euripide , a cura di Claudia Cuzzotti
Lucca , Ed. Pacini Fazzi - 2017 (Annamaria Azzarone )
pag. 161-165


PIERRE GIRARD, "Comme des lumières jamais vues". Matérialisme et radicalité politique dans les premières Lumièrese à Naples (1647-1744)
Paris , Ed. Champion - 2016 (Raffaele Ruggiero)
pag. 165-169


VALTER BOGGIONE, EDOARDO BORRA, La forza dell'attesa. Beppe Fenoglio 1963-2013
Savigliano , Ed. L'Artistica - 2016 (Anna Borgarello)
pag. 169-172


RICCARDO DONATI, La musica muta delle immagini. Sondaggi critici su poeti d'oggi e arti della visione
Catania , Ed. Duetredue - 2017 (Chiara Portesine )
pag. 172-174

NOTIZIARIO
MARCELLO CICCUTO, Situazioni della visualità
L'autore rende conto e commenta dettagliatamente l'uscita di alcuni volumi di respiro internazionale dedicati al rapporto tra parola e immagine: il volume intitolato "Inszenierung von Sichtbarkeit in mittelalterlichen Bildkulturen", dedicato ad alcuni problemi di 'topografia sacra' e iconografia rituale; la raccolta collettanea "Images et imaginaire dans l'Ovide moralisé", che indaga la copiosa produzione di manoscritti illustrati fioriti attorno all'anonimo "Ovide moralisé"; il volume dal titolo "L'Uomo Divino Ludovico Lazzarelli tra il mazzo Sola Busca e i 'Tarocchi del Mantegna', con una proposta per Lazzaro Bastiani", che assemblea in un catalogo l'esito e gli interventi presentati a una mostra ospitata presso la Pinacoteca Ambrosiana e relativa ai cosiddetti "Tarocchi del Mantegna"); infine, il volume "Law and the Visual. Representations, Technologies and Critique", focalizzato sui modi in cui alcune immagini o media visuali hanno pesato su questioni relative ai concetti di autorità, legittimazione o obbligazione nel corso dei secoli.
Pag. 177-180