TRANSALPINA

Revue d'études italiennes

Annuale
Direttore responsabile:   co-direzione: Mariella COLIN (Università di Caen) e Laura FOURNIER-FINOCCHIARO  (Università di Paris 8)
Comitato di redazione  e comitato scientifico:  Comitato editoriale  composto da un Comitato scientifico e un Comitato di lettura
Comitato scientifico (2017):Luca BANI (université de Bergame); Jean-Yves FRÉTIGNÉ (Université de Rouen); Patrizia GABRIELLI (Université de Sienne); Andrea GAREFFI (Université Roma 3); Anne-Rachel HERMETET (Université d’Angers); Jean-René LADMIRAL (Université Paris Ouest et ISIT); Antonio LAVIERI (Université de Palerme); Pierluigi PELLINI (Université d’Arezzo-Sienne); Gilles PECOUT (ENS - Paris 1); Mariasilvia TATTI (Université Roma La Sapienza)
Comitato di lettura: Viviana AGOSTINI-OUAFI (Université de Caen); Anna ANTONIAZZI (Université de Gênes); Nicolas BONNET (Université de Dijon); Mariella COLIN (Université de Caen); Juan-Carlos D’AMICO (Université de Caen); Maria Pia DE PAULIS (Université Paris 3); Christian DEL VENTO (Université Paris 3); Laura FOURNIER-FINOCCHIARO (Université Paris 8); Céline FRIGAU (Université Paris 8); Stefano LAZZARIN (Université Saint-Etienne); Xavier TABET (Université Paris 8); Alberto BRAMBILLA (Université de Milan)
Redazione: Viviana AGOSTINI-OUAFI (Université de Caen); Mariella COLIN (Université de Caen); Juan-Carlos D’AMICO (Université de Caen; Laura FOURNIER-FINOCCHIARO (Université Paris 8); Corinne MANCHIO (Université Paris 8)
Rubriche: Saggi (dossier tematico), Varia, Traduzioni inedite, Recensione bibliografica

 

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Anno 2018 - N. 21
(a cura di Corinne Manchio)

SAGGI
MARIELLA COLIN, LAURA FOURNIER-FINOCCHIARO, SILVIA TATTI, Introduzione
Il presente numero esplora il sistema complesso degli scambi intellettuali italo-francesi, dove le vicende degli individui si incrociano con una rete di referenze legate alla molteplicità delle occasioni culturali durante l’Ottocento, in particolare nel contesto del Risorgimento, quando la Francia diventa il luogo principale d’accoglienza degli esiliati italiani, e un terreno di amicizie come di rivalità intellettuali e politiche. Lo dimostrano le nuove piste qui seguite, come i luoghi di contatto e di sociabilità, le relazioni editoriali e giornalistiche, i punti di contatto letterari fra Francia e Italia. La ricostruzione di tali reti nel corso del secolo, tra teatri, luoghi di rifugio degli italiani esiliati, giornali, riviste ed altre elaborazioni letterarie, permette di disegnare una nuova geografia culturale che va oltre ogni idea di primato, superiorità, decadenza o differenza di progresso fra le due nazioni.
Pag. 9-16

MATTHIEU CAILLIEZ, Les acteurs italiens de la vie musicale en France au XIXe siècle. Approche prosopographique et analyse des réseaux
Le opere italiane conoscono una larghissima diffusione in Francia nell’Ottocento, che vengano rappresentate in versione originale nel Teatro italiano di Parigi o sotto forma di traduzioni sulle altre scene parigine e di provincia. Questa diffusione viene incoraggiata durante il Primo Impero francese dalla spiccata preferenza di Napoleone per la musica italiana, e prosegue all’epoca della restaurazione con il successo delle opere di Rossini. L’influenza della musica italiana in Francia non si limita all’arte lirica, ma si manifesta nell’ambito di istituzioni come il Conservatorio di Parigi, il Teatro italiano, l’Opera di Parigi e la sua Scuola di ballo, l’Accademia delle belle arti e l’Ordine nazionale della Legione d’onore. Che siano compositori, direttori di teatro, scenografi, cantanti, strumentisti, direttori d’orchestra, ballerini, critici musicali, editori o fabbricanti di strumenti musicali, le centinaia di attori italiani della vita musicale in Francia esercitano le loro professioni in tutti i rami del settore.
Pag. 17-34

ANTONIETTA ANGELICA ZUCCONI , La principessa Julie Bonaparte, una salonnière tra Parigi e Roma
Julie Bonaparte marchesa di Roccagiovine, cugina di Napoleone III, ebbe un salotto brillante e reputato nella Parigi del Secondo Impero. Erano suoi ospiti – e amici – personaggi del mondo ufficiale, diplomatici, scrittori e intellettuali. Salonnière abile e accorta, Julie aveva anche una grande passione per la lettura e per la scrittura. Sposata con un nobile romano favorevole all’unità italiana, Julie vide il formarsi dello Stato unitario con favore ma anche con perplessità, soprattutto per quanto riguardava il destino del papato e di Roma. Tornata a Roma nel 1870 dopo la caduta del Secondo Impero, ricostruì il suo salotto. Rimasta strettamente legata (anche grazie a un’abbondante corrispondenza) con i suoi amici francesi, nei loro viaggi a Roma li metteva in contatto con le sue nuove conoscenze. In un’epoca di gravi tensioni con la Francia nella politica e nell’opinione pubblica italiana, il suo salotto invece accolse e riunì le più importanti personalità della cultura francese a Roma.
Pag. 35-52

ILARIA MACERA , Niccolò Tommaseo e Felice Le Monnier tra Firenze e Parigi : ‘Desidero che il soggiorno d’Italia le paia più dolce che a me il soggiorno di Francia’
Le vicende artistiche e culturali di Niccolò Tommaseo e Felice Le Monnier si incrociano agli avvenimenti europei dell’Ottocento, tra Francia e Italia. Nato a Sebenico da genitori italiani, Niccolò Tommaseo, dopo un primo soggiorno a Firenze, è costretto all’esilio in Francia a causa dell’opposizione del governo austriaco ad un suo articolo sulla “Nuova Antologia”. Nato oltralpe, a Verdun, Felice Le Monnier decide di abbandonare la Francia per recarsi in Grecia, ma sulla strada si ferma a Firenze e lì rimane, impiegandosi come tipografo. Conosciutisi a Firenze, i due iniziano un rapporto epistolare proprio all’indomani dell’esilio di Tommaseo.
Pag. 53-66

ARTHUR HERISSON , Les bénéfices politiques d’une relation épistolaire franco-italienne au cœur du Risorgimento. La correspondance Massimo D’Azeglio - Eugène Rendu (1847-1865)
L’articolo mira a studiare la corrispondenza tra l’uomo di Stato italiano Massimo d’Azeglio e il francese Eugène Rendu dal 1845 al 1867. Le 229 lettere che sono state conservate appaiono come una testimonianza interessante della strutturazione, a metà Ottocento, di uno spazio di dibattito transnazionale attorno alla questione italiana. Soprattutto mostrano i benefici che ognuno dei due uomini poté ritirare da questa relazione. Le lettere permettono infatti di rivelare il ruolo di Eugène Rendu nella diffusione delle idee e degli scritti di Massimo d’Azeglio in Francia. Mostrano ugualmente il modo in cui il francese cercò costantemente di far valere la sua prossimità con l’uomo di Stato italiano per legittimare le sue idee, peraltro minoritarie tra i cattolici francesi, nei confronti del movimento nazionale italiano.
Pag. 67-84

MARIUS RUSU , Per un commercio di libri transalpino : l'inedito « Diario di viaggio » di Giuseppe Molini a Parigi (10 giugno – 24 agosto 1844)
Attraverso lo studio di un corpus organico di lettere conservate presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, ricostruiamo il viaggio a Parigi, nel periodo giugno-agosto 1844, dell'editore fiorentino Giuseppe Molini. Le epistole che Giuseppe Molini invia al figlio Luigi, titolare di una delle imprese editorial-librarie più in vista del Granducato di Toscana e della stessa penisola, riportano osservazioni su una capitale francese vivace, sugli esuli italiani riparati, sull'editoria parigina e su un commercio librario transalpino fiorente. Il materiale documentario oggetto di questo articolo è un tassello inedito per illuminare un quadro culturale in fermento.
Pag. 85-100

JULIETTE MASCART , Paris-Londres-Milan : Stendhal chroniqueur de la littérature italienne
Gli anni milanesi (1814-1821) costituiscono una tappa decisiva nella formazione intellettuale di Stendahl, ragion per cui l’Italia è il paese straniero più rappresentato nelle cronache che manda ai periodici d’Oltre Manica dal 1822 al 1829, dove si impegna a far conoscere ai lettori i ‘principali poeti viventi d’Italia’: V. Monti, U. Foscolo, S. Pellico e A. Manzoni vengono via via convocati per presentare « lo stato attuale della letteratura italiana » e chiarire i parametri storici, sociopolitici e culturali donde procede. Nel ritracciare la storia recente d’Italia, Stendhal sottolinea il ruolo determinante di Bonaparte e mostra l’incidenza del giogo austriaco e dell’ascendente del governo di Roma sullo sviluppo della letteratura italiana, per altro minacciata dall’influenza egemonica dei modelli inglesi e francesi. Il paragone fra le rispettive condizioni di produzione avviene a vantaggio della Francia, ma Stendhal si pronuncia a favore dell’Italia per la sua letteratura basata sull’espressione vera delle passioni, contro l’affettazione che caratterizza le produzioni francesi, effetto di istituzioni incancrenite dal mercantilismo.
Pag. 101-116

GABRIELLE MELISON-HIRCHWALD , Alphonse Daudet et l’Italie (1875-1897). De quelques éléments biographiques, relationnels et médiatiques
Attirato dai paesi latini, Daudet ebbe l’occasione di recarsi con la famiglia in Italia, nel 1875 e nel 1896. Questi brevi soggiorni, anche se poco sfruttati dal un punto di vista letterario e ripresi appena dalla stampa tanto francese quanto italiana, mostrano un romanziere acuto osservatore del suo ambiente. I suoi legami transalpini furono pure sviluppati grazie all’amicizia che intrattenne con diverse personalità quali Edmondo De Amicis, Joseph Primoli o il pittore Giuseppe De Nittis. Nella stampa italiana, i quotidiani consultati provano l’interesse per l’opera e la carriera di Daudet, sottolineando la diversità della sua produzione attraverso un frequente paragone col capofila del movimento naturalista Zola. Questo saggio permette infine di rivalutare il posto occupato dall’autore di Nîmes nel secondo Ottocento. Sono soprattutto le relazioni di Daudet con l’Académie française e l’Académie Goncourt, la questione della pubblicazione, rappresentazione e traduzione delle sue opere narrative e teatrali che interessano il pubblico dell’epoca, lungi dall’immagine caricaturale e riduttrice di cui soffre oggi.
Pag. 117-134

CHIARA TAVELLA , Un intellettuale ‘anfibio’ tra Francia e Italia : Santorre di Santa Rosa tra libri, lettere e inediti
I diari, gli zibaldoni e gli epistolari inediti di Santorre di Santa Rosa (1783-1825), insieme ai volumi della sua biblioteca personale, consentono di ricostruire il percorso educativo di un intellettuale formatosi nel Piemonte preunitario, una terra di frontiera culturalmente e linguisticamente anfibia tra Francia e Italia. Attraverso le testimonianze autobiografiche dell’autore si può seguire la tormentata maturazione delle sue convinzioni letterarie, politiche e linguistiche, da una giovinezza orientata verso i modelli culturali d’oltralpe, a una seconda fase caratterizzata da un crescente misogallismo. Gli anni dell’esilio segnano un’ulteriore svolta negli ideali santarosiani : emigrato a Parigi dopo il fallimento dei moti del ’21, Santa Rosa si riavvicina culturalmente alla Francia, grazie al sodalizio con intellettuali come Simonde de Sismondi e soprattutto Victor Cousin.
Pag. 135-152

CHIARA TOGNARELLI , ‘Noi che t’amammo, o Francia’. Lettura di “Per Eduardo Corazzini”
Negli anni Sessanta dell’Ottocento la poesia di Carducci, alias Enotrio Romano, verte principalmente su tematiche politiche : i giambi puntano a giudicare, a persuadere, a spingere all’azione ; i contenuti e gli obiettivi extraletterari che perseguono si coniugano con la sperimentazione di soluzioni formali e linguistiche nuove. È alla Francia che guarda il Carducci epodico : ragioni ideologiche e ricerca estetica lo conducono Oltralpe. In questi versi militanti la ‘nation sœur’ è spesso coprotagonista di un dialogo serrato, attraverso il quale Carducci non solo definisce la propria poetica, ma precisa la propria visione politica, tracciando bilanci e scenari : l’epodo “Per Edoardo Corazzini” ne è un esempio emblematico. L’obiettivo principale di questo contributo sarà, allora, condurre una lettura puntuale di questo componimento : l’interpretazione dell’epodo per Corazzini consentirà di comprendere a pieno il valore che la Francia assunse nell’opera e nel pensiero del ‘vate de l’avvenire’.
Pag. 153-170
VARIA
ANNA ANTONIAZZI , Sopravvivere alla catastrofe adulta. Tracce di distopie contemporanee nella letteratura per ragazzi
Uno dei fili conduttori che, nella letteratura per ragazzi contemporanea, pare collegare trasversalmente i romanzi che caratterizzano il genere distopico è il bisogno di stabilire i confini di una nuova umanità, di disegnare modelli alternativi di mondi possibili, di formulare nuove utopie, o, quanto meno, di ricavare una piccola compagine di senso all’interno di un mondo devastato a causa della dabbenaggine e della scarsissima lungimiranza degli adulti, ripiegati esclusivamente sul soddisfacimento dei propri immediati bisogni personali. Di queste storie, inevitabilmente, sono protagoniste le generazioni più giovani. Nonostante alcuni temi siano ricorrenti nella globalità della produzione editoriale dedicata al genere distopico per ragazzi, quella italiana presenta evidenti specificità legate alla tradizione storico letteraria nazionale, in primis il primato del libro come elemento salvifico, il rimando alle fiabe e il riferimento alla possibilità di un mondo senza adulti dal quale ripartire.
Pag. 173-190

BEATRICE SICA, Le anime semplici e il piedistallo : l’immagine del Duce condottiero nei libri scolastici e per ragazzi dell’Italia fascista
L’articolo esamina la rappresentazione di Mussolini a cavallo nel mondo dell’editoria scolastica e per ragazzi durante il regime fascista. Sono presi in considerazione sia testi che immagini, mettendo in luce lo scambio che si attuava tra il mondo dei bambini e quello degli adulti soprattutto attraverso fotografie, cartoline, grafica. Attraverso la nozione di ‘performativity’ già mutuata da Judith Butler in studi sulla costruzione dell’identità nazionale dei bambini nei regimi totalitari l’autrice mostra come l’icona del Duce condottiero non fosse soltanto subìta dai fanciulli ma implicasse una loro partecipazione attiva che li coinvolgeva in maniera ancora più profonda nel sistema di valori su cui era basata la dittatura mussoliniana.
Pag. 191-214
RECENSION BIBLIOGRAPHIQUE- NOTES CRITIQUES
LAETITIA LEVANTIS, Venise, un spectacle d’eau et de pierres. Architecture et paysage dans les récits de voyageurs français 1756-1850
Grenoble , Ed. Ellug - 2016 (Xavier Tabet)
pag. 217-236


ANN LAWSON LUCAS, "Emilio Salgari. Una mitologia moderna tra letteratura, politica, società"
Firenze , Ed. Olschki - 2017 (Mariella Colin)
pag. 220-223


AURELIE MANZANO, "Dans le bouillonnement de la création. Le monde mis en scène par Curzio Malaparte (1898-1957)"
Paris , Ed. Presses de l'université Paris-Sorbonne - 2017 (Mariella Colin)
pag. 223-225


FULVIO CONTI, "Italia immaginata. Sentimenti, memorie e politica fra Otto e Novecento"
Pisa , Ed. Pacini - 2017 (Laura Fournier-Finocchiaro)
pag. 225-228


"Spectralités dans le roman contemporain" , a cura di Marine Aubry-Morici, Silvia Cucchi
Paris , Ed. Presses Sorbonne Nouvelle - 2017 (Vincent D’Orlando)
pag. 228-231


"L’Italie et l’Antiquité du Siècle des Lumières à l’époque fasciste : modèles, héritages, ruptures" , a cura di Philippe Foro
Toulouse , Ed. Presses Universitaires du Midi - 2017 (Laura Fournier-Finocchiaro)
pag. 231-233


FRANCO MORETTI, "Il borghese. Tra storia e letteratura" , traduzione di Giovanni Scocchera
Torino , Ed. Einaudi - 2017 (Luca Bani)
pag. 233-235

RECENSION BIBLIOGRAPHIQUE-COMPTES RENDUS
FRANCESCO BENOZZO, "Carducci"
Roma , Ed. Salerno - 2015 (Laura Fournier-Finocchiaro)
pag. 237-238


ELISA REBELLATO, "La scala d’oro. Libri per ragazzi durante il fascismo"
Milano , Ed. Unicopli - 2016 (Luca Bani)
pag. 238-240


MICHELA DOTA, "La vita militare di Edmondo De Amicis. Storia linguistico-editoriale di un ‘best seller’ postunitario"
Milano , Ed. FrancoAngeli - 2017 (Matteo Grassano)
pag. 241-242


PATRIZIA GABRIELLI, "La guerra è l’unico pensiero che ci domina tutti. Bambine, bambini, adolescenti nella Grande Guerra"
Soveria Mannelli , Ed. Rubbettino Editore - 2018 (Mariella Colin)
pag. 243-245


CRISTIANO SPILA, "Il banchetto di Gonzalo. ‘La cognizione del dolore’" , a cura di Corrado Bologna (postfazione)
Terracina , Ed. Innuendo Editore - 2016 (Sarah Amrani)
pag. 245-247


AMORENO MARTELLINI, "Morire di pace. L’eccidio di Kindu nell’Italia del ‘miracolo’"
Bologna , Ed. Il Mulino - 2017 (Giulia Fabbri)
pag. 247-249


MATTEO GRASSANO, "La prosa parlata. Percorsi linguistici nell’opera di Edmondo De Amicis"
Milano , Ed. FrancoAngeli - 2018 (Michela Dota)
pag. 249-251