STUDI SUL SETTECENTO E L'OTTOCENTO

Rivista internazionale di italianistica
Annuale
Direttore:
Anna Bellio.
Comitato scientifico: Carlo Annoni; Giorgio Bàrberi Squarotti; Giorgio Baroni; Cristina Benussi; Wanda De Nunzio; Edoardo Esposito; Pietro Frassica; Titus Heydenreich; Bortolo Martinelli; Maria Maslanka Soro; Angelo Pupino; Andrea Rondini; Giuseppe Savoca; Gisela Schlüter.
Redazione: Maria Cristina Albonico; Giulia Dell’Aquila; Barbara Stagnitti.
Direzione: Prof. Anna Bellio, Università Cattolica del Sacro Cuore, Largo Gemelli 1 - I 20123 Milano
Amministrazione: Fabrizio Serra editore, Pisa-Roma. Uffici di Pisa: via Santa Bibbiana 28 - I 56123. Uffici di Roma: Via Carlo Emanuele I 48 - 00185.
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Rubriche: Saggi; Note; Inediti e rari.

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Anno 2019 - N. 14
(a cura di Clara Cardolini Rizzo)

SAGGI
FRANCESCA FAVARO, Donne di Roma: Faustina, Lucrezia e le altre
Il saggio si propone di esplorare le modalità con cui la poetessa Faustina Maratti (1680-1745), protagonista, con il nome pastorale di Aglauro Cidonia, dei ritrovi d'Arcadia a fianco del marito Giovan Battista Felice Zappi, trae ispirazione dalla storia dell'antica Roma, rielaborandola e ri-narrandola in poesia. Alcuni dei suoi componimenti (si tratta, per la precisione, di sonetti) danno infatti vita, secondo l'A., a episodi di virtù muliebre consegnati alla memoria dei posteri da autori svariati, tra i quali Tito Livio e Valerio Massimo. I sonetti meritano attenzione, evidenzia la studiosa, poiché consentono l'analisi delle strategie espressive e stilistiche che riescono a concludere, nella misura di quattordici endecasillabi, senza forzarle, narrazioni sviluppate originariamente nell'ampiezza della prosa. Pertanto, conclude la Favaro, le liriche che Faustina riserva alle antiche donne dell'Urbe non risultano semplici ritratti o cammei al cui centro campeggi un profilo femminile, ma sono, piuttosto, scene di una società in movimento, di una storia 'in fieri', sebbene colta in un'immagine, rappresentata da un gesto.
Pag. 11-24

ANNA MARIA SALVADÈ, "Augusta dominatrice del Nord": Caterina II nell'immaginario letterario italiano del Settecento
Il contributo illustra la presenza di Caterina II nella letteratura italiana della metà del XVIII secolo. Se alcuni autori, come Casti e Alfieri - argomenta la Salvadè -, disprezzarono la zarina per l'assolutismo intollerante e dispotico, molti altri, in sintonia con il pensiero dei 'philosophes', guardarono con reale interesse ai grandi progetti di rinnovamento da lei elaborati (soprattutto al nuovo codice delle leggi) e al suo instancabile adoperarsi in favore delle arti e delle scienze. Si analizzano, in particolare, i testi poetici in cui la figura di Caterina si accampa in primo piano, consolidandosi in una luce positiva; si tratta, quindi, a detta dell'A., di versi destinati, di fatto, a cadenzare i momenti salienti di un percorso ideologico e culturale condiviso da coloro che sostenevano le prospettive dell'assolutismo illuminato (Parini, Colpani, i fratelli Verri).
Pag. 25-37

GIUSEPPE ANDREA LIBERTI, La tirannide dopo il tiranno. Il governo rivoluzionario nelle "Commedie" alfieriane
Il contributo offre un'interpretazione delle forme che assume la tirannide nelle "Commedie" di Vittorio Alfieri, partendo dalla ricostruzione dell'evoluzione del suo giudizio sugli sviluppi della Rivoluzione francese. Tenendo conto del 'capovolgimento' della tragedia operato dal Conte, per cui sarebbe impossibile trovare i titanici tiranni del 'ciclo della libertà' o delle prime prove teatrali, si avanza l'ipotesi che l'indebolimento dello statuto del tiranno sia una conseguenza della Rivoluzione, che sposta i rapporti di forza verso la plebe, "nuova autentica nemesi - commenta l'A. - del teatro tardo-alfieriano".
Pag. 39-51

SEBASTIANO ITALIA, Ancora su Virgilio e Foscolo. I "Sonetti" maggiori
Nel saggio si esamina la presenza di Virgilio nei sonetti di Ugo Foscolo: "Alla sera", "A Zacinto", "In morte del fratello Giovanni". Tali liriche, a detta dell'A., risultano intessute di riferimenti intertestuali a Virgilio: siano essi semplici reminiscenze o intertesti strutturati, indizio di un grande travaglio poetico. Secondo lo studioso, è possibile avvalorare la tesi che, almeno fino al concepimento del carme dei "Sepolcri", siano stati i poeti latini, in misura maggiore rispetto ai modelli greci, a costituire l'essenza del fare poesia di Foscolo. Il contributo propone, quindi, un regesto delle analogie tra sonetti e 'opus' virgiliano. Al testo foscoliano sono affiancati gli ipotesti latini in un'apposita tabella sinottica; tale comparazione è realizzata dal critico per registrare calchi verbali, reminiscenze colte, allusioni di tipo espressivo e tematico-situazionale.
Pag. 53-70

ALEJANDRO PATAT, "Cento anni", un romanzo illustrato
L'edizione del 1868-1869 dei "Cento anni" presso i Fratelli Richiedei, pubblicata in vita dall'autore, dimostra, secondo Patat, partendo dal presupposto che i "Cento anni" raramente sono stati letti come un romanzo illustrato, perché l'opera potesse considerarsi definitiva solo se corredata da illustrazioni. L'équipe di disegnatori e incisori che lavorarono al progetto - riferisce l'A. - aveva alle spalle un'ottima esperienza nel campo dell'illustrazione dei romanzi italiani. L'articolo analizza, dopo un'introduzione inerente gli aspetti tecnici dell'edizione, il significato della presenza massiccia di immagini nell'economia generale della narrazione e come i "Cento anni", alla luce del rapporto tra testo alfabetico e testo visivo, possano ritenersi - conclude lo studioso - un romanzo che ha apportato alla modernità italiana molto più di quello che sinora la critica ha sostenuto.
Pag. 71-92
INEDITI E RARI
FELICE MILANI, La baltraminata seconda di Francesca Manzoni, "gentil Saffo lombarda"
Francesca Manzoni, nota soprattutto per la tragedia "Ester", ha scritto alcune poesie in dialetto milanese, tuttora inedite; fra esse sono comprese cinque baltraminate, così denominate dall'autrice, che vi indossa la maschera di Baltraminna, desumendola dal teatro milanese di Carlo Maria Maggi, ma trasformandola in emblema della donna letterata. Sono indirizzate a Marcantonio Zucchi, uno dei più celebri poeti improvvisatori del Settecento. Nel contributo l'A. si sofferma sulla baltraminata seconda, datata 1732 e che, sotto forma di animata discussione tra Baltraminna e due giovani donne (Filosofia e Poesia, incontrate presso il Naviglio), tratta del tema della povertà, degli onori e dei guadagni dei poeti e dei filosofi dell'antichità. Il testo è corredato dalla traduzione in prosa italiana cui segue il commento, che analizza principalmente i rapporti con l'opera del Maggi, realizzato con riferimenti ad altri autori (come Scipione Maffei) e ad alcuni componimenti in lingua italiana della Manzoni.
Pag. 95-121

ANA BUKVIĆ, Intorno a un manoscritto inedito di Giuseppe Ferrari-Cupilli
Al centro del contributo vi è la disamina del dramma manoscritto di Giuseppe Ferrari-Cupilli (1809-1868), noto intellettuale, storico e letterato zaratino dell'Ottocento. Conservata nel Fondo manoscritti della Biblioteca scientifica di Zara, l'opera, priva di titolo, è 'poco conosciuta e studiata - secondo la Bukvić -, ma meritevole di lettura e analisi, poiché dimostra l'interesse dell'autore per la storia zaratina e per la tradizione letteraria italiana'.
Pag. 123-133

ANDRIJANA JUSUP MAGAZIN, Le lettere di Arnaldo Fusinato a Giacomo Maddalena nella Biblioteca scientifica di Zara
Presso la Biblioteca scientifica di Zara, nella Collezione dei manoscritti, sono conservate alcune lettere di Arnaldo Fusinato indirizzate al suo amico d'infanzia Giacomo Maddalena, geometra nativo di Schio che all'epoca fu impiegato nell'Archivio delle mappe catastali a Zara. L'epistolario raccoglie venti lettere scritte tra il 28 dicembre del 1847 e il 30 aprile del 1860. Nel contributo si presenta parte del materiale manoscritto zaratino 'per renderlo disponibile - dichiara l'A. - agli studiosi dell'Ottocento italiano e per poter collocare l'opera di Fusinato in un contesto più vasto di quello della produzione letteraria'.
Pag. 135-146