PIRANDELLO STUDIES

Journal of the Society for Pirandello Studies

Annuale
Editor: Shirley Vinall (University of Reading).
Editorial board: John C. Barnes (University College Dublin); Julie Dashwood (Lucy Cavendish College, Cambridge); Ursula Fanning (University College Dublin); Anna Laura Lepschy (University College London); Jennifer Lorch (University of Warwick); Daragh O’Connell (University College Cork); Catherine O'Rawe (University of Bristol); Emmanuela Tandello (Christ Church, Oxford).
Editorial consultants: Richard Cave; Ann Caesar.
Rubriche: Editorial; Saggi; Book reviews; Recent Productions; Conferences reportes.

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Journal of the Society for Pirandello Studies

Anno 2016 - N. 36
(a cura di Valeria Taddei)


SHIRLEY VINALL, Editorial
Parte degli articoli in questo volume derivano da relazioni tenute alla conferenza annuale della Society for Pirandello Studies tenutasi il 17 Ottobre 2015 all’Università di Edimburgo sul tema "Pirandello: Performativity and Role-Playing" ["Pirandello: performatività e interpretazione"]. In più, vengono presentate due indagini su possibili fonti d’ispirazione dell’opera pirandelliana; quella di Donatella Nisi è la vincitrice del concorso saggistico per specializzandi del 2015. Compaiono inoltre una novella pirandelliana tradotta da Elsa Ansley e una relazione sul Convegno Pirandelliano di Agrigento del 2015.
Pag. 1

CRISTINA SAVETTIERI, Performing the Identity of the Nation in Pirandello’s War Short Stories
Il mini-ciclo delle ‘novelle di guerra’ composte tra il 1914 e il 1919 (che va da “Un’altra vita” a “Jeri e oggi”, passando attraverso le più famose “Berecche e la guerra”, “Colloquii coi personaggi”, “Frammento di cronaca di Marco Leccio”, “Quando si comprende” e “Un goj”, e include tematicamente “La camera in attesa”) è un piccolo corpus basato sulla situazione autobiografica dell’autore e segnato da una fortissima intertestualità. Sotto l’apparente coerenza, tuttavia, i personaggi esprimono fra una novella e l’altra un’evoluzione ideologica che ripropone schemi, valori e situazioni rovesciandoli. Inoltre, questo corpus fornisce un esempio specifico della crisi d’identità che si scatena quando soggetti ai margini della nazione, o in condizione di impotenza, tentano di recitare la loro parte nella pedagogia identitaria nazionalista.
Pag. 8-22

ALBERTO GODIOLI, Comic and Tragic Performers: Identity Definition in “Sua maestà” and “L’imbecille”
La vita sociale per Pirandello è il trionfo dell’imitazione, e contrasta con la naturale diversità e originalità degli esseri umani. Questa difesa della differenza individuale, tipica anche di altri modernisti, è un’eredità della stagione realista che sembra collegata alla paura dell’omologazione sociale. Pirandello ne trae il paradosso dell’originalità: da un lato è necessario uscire dalla società per vivere una vita autentica, dall’altro nessuna vita sembra possibile fuori dal consorzio umano. L’aspetto performativo caratterizza entrambe le alternative logiche: la permanenza nella società è una farsa, mentre l’uscita da essa implica la tragedia. L’analisi di due novelle, “Sua Maestà” e “L’imbecille”, esemplifica il paradosso e permette di esaminare l’idea pirandelliana di originalità a confronto con i suoi modelli ottocenteschi, in particolare Dostoevskij e Maupassant.
Pag. 23-30

DAVIDE MESSINA, Screening the Pirandello Effect: Third-genre Performativity in “La canzone dell’amore”
L’articolo presenta e discute l’‘effetto Pirandello’, concentrandosi sulle sue implicazioni narratologiche e sul suo uso in psicanalisi per descrivere gli effetti dei ruoli imposti sullo sviluppo dell’identità di genere. La teoria di Butler del genere come performativo viene usata per sottolineare la costruzione narrativa dei ruoli di genere nel primo film sonoro italiano, “La canzone dell’amore”, liberamente tratto dalla novella pirandelliana “In silenzio”. L’autore sostiene che il passaggio dalla novella al film è consentito e condizionato dal ‘terzo genere’ del melodramma, che espone e decostruisce alcune opposizioni caratteristiche della rappresentazione pirandelliana dell’identità di genere nella cultura italiana convenzionale.
Pag. 31-48

MATTHEW MILD, The Micromorphic Hunt of Scheherazade: Role-swaps from Pirandello’s Cameraman to Ozpeteck’s Screen Bard through Beguiling Sophoclean and Thackeraian Baits
I ruoli del cameraman nei “Quaderni di Serafino Gubbio operatore” e dello scrittore nel film di Ferzan Ozpetek “Saturno contro” (2007), che s’ispira esplicitamente alle idee pirandelliane sulla performance e la narrazione, sono collegati da relazioni d’intertestualità. Riferimenti ad ampio spettro, dall’”Antigone” di Sofocle alla narrativa di Angela Carter, mostrano come nei “Quaderni“ ogni personalità si costruisca sull’assunzione più o meno consapevole di un ruolo. È inoltre suggerito che i protagonisti di Pirandello e Ozpetek assumano in queste opere il ruolo marginale e socialmente subalterno della narratrice Sherazade, mentre raccontano di come un banchiere e un attore cerchino di interpretare i cacciatori ma finiscano, in un rovesciamento di ruoli, per essere prede.
Pag. 49-65

ANNA GORDON, ‘Mirror-structures’ of ‘Subject-formation’: from Pirandello’s “Six Characters in Search of an Author” to Contemporary Social Life
L’articolo presenta il lavoro di ricerca teatrale dietro la produzione dei “Sei Personaggi in Cerca d’Autore” al Players’ Theatre di Montreal, Quebec, nel Novembre 2014. La regia si basa su una ‘fisica dell’interpellazione’ che intreccia il concetto di interpellazione di Althusser, secondo il quale l’identità di un soggetto si definisce in un rapporto di mutuo riconoscimento con un’Autorità, con l’effetto della misurazione quantistica, in cui l’osservazione interferisce col comportamento delle particelle. Per problematizzare il rapporto fra un Soggetto esterno e una soggettività interiore, la realtà deterministica della Compagnia teatrale è interpretata naturalisticamente, mentre la realtà quantistica dei Personaggi, che possono agire solo se osservati e secondo la prospettiva dell’osservatore, è interpretata espressionisticamente seguendo i principi del teatro della crudeltà di Artaud. In questo quadro, le diverse forme di presentazione dell’identità descritte da Erving Goffman forniscono spunti per esplorare il potere linguistico di ogni personaggio e mettere in rilievo le possibilità di costruzione della soggettività e della capacità d’azione umane.
Pag. 66-84

GIULIANO CAMPO, The Actor in Pirandello’s Novels
L’articolo sonda la connessione fra la traiettoria artistica di Pirandello e alcuni principi dell’interpretazione teatrale. Si mostra come Pirandello sia stato la figura cruciale in Italia per il rinnovamento del sistema teatrale e per la nascita del teatro di regia. Nonostante la sua nota avversione per gli attori, la recitazione è per Pirandello alla base della vita umana. Come emerge da una lettura dei romanzi, anche di argomento non teatrale, la sua concezione dell’io e la dinamica stessa del suo processo creativo si fondano su classiche tecniche di recitazione, e molte delle sue posizioni di poetica rivelano una coerenza sostanziale con quelle del caposcuola del teatro moderno russo, Konstantin Stanislavskij.
Pag. 85-101

PAOLO RAMBELLI, A Possible Source of “Enrico IV”: The Protagonist of Caramba’s “Mirabile Visione”
Fra le varie possibili fonti d’ispirazione per “Enrico IV”, un aneddoto su un attore che, dopo le riprese del film di Caramba “La mirabile visione”, continuò a credersi Dante e finì ricoverato in manicomio è stato spesso trascurato. Per capire quanto l’episodio, realmente accaduto, abbia influenzato la trama del dramma pirandelliano, viene considerato il ruolo di Dante come modello sia per il protagonista, in quanto metafora dell’autore, che per Pirandello stesso come drammaturgo.
Pag. 102-110

ALBERICA BAZZONI, Pirandello’s Legacy in the Narrative Writings of Goliarda Sapienza
La figura di Pirandello ha lasciato un’impronta importante sull’opera di Goliarda Sapienza, scrittrice e attrice siciliana, che si considerava un’erede della sua poetica. Molti aspetti centrali della ‘fase esistenziale’ del teatro pirandelliano trovano infatti nell’autofiction di Sapienza uno sviluppo originale. Attraverso una panoramica sulla produzione creativa e sull’esperienza di Sapienza come attrice, l’articolo esplora le dinamiche pirandelliane, profondamente interiorizzate, e la risposta creativa di Sapienza, concentrandosi su uno dei drammi contenuti in “Tre pièces”, pubblicato postumo col titolo “La grande bugia”, e sulle opere narrative. In queste ultime, il nichilismo pirandelliano è affrontato non sul piano metafisico ma su quello storico e politico, e tramite il riconoscimento della presenza del corpo fornisce una spinta sovversiva e costruttiva verso l’affermazione dell’io, in particolare femminile, come soggetto.
Pag. 111-126

CARLO PIROZZI, Laboratorio Ronconi: in cerca d’autore
L’articolo esamina il film documentario del 2015 “Laboratorio Ronconi: in cerca d’autore” di Felice Cappa, dedicato alla produzione di Luca Ronconi dei “Sei Personaggi” al Festival dei Due Mondi di Spoleto nel 2012, per presentare l’approccio di Ronconi all’opera pirandelliana. Ronconi non fece mai mistero della sua insofferenza verso il teatro di Pirandello, ragion per cui la sua messa in scena del testo è polemica verso il testo stesso: abbrevia il titolo rimuovendone l’elemento metateatrale, utilizza una ‘traduzione’ che semplifica il testo, e esagera il dramma doloroso dei personaggi per ‘liberarli’ dai ruoli in cui Pirandello li ha confinati e far emergere la loro vera natura.
Pag. 127-130

DONATELLA NISI, The ‘mala bestia’: An Introduction to the Theme of Evil in Pirandello’s Work
Si traccia la presenza nell’opera pirandelliana dell’espressione ‘mala bestia’ con riferimento alla materializzazione dell’esperienza del male, seguendo anche riferimenti intertestuali ai molti autori – da Zola a Poliziano, da Epimenide a Dante, dai Vangeli a Pulci e Berni, da Carducci a E.A. Poe – che sembrano averne ispirato l’uso con varie sfumature concettuali.
Pag. 131-142

ELSA ANSLEY (TRADUTTRICE), A Short Story by Pirandello: “An Ideal Marriage”
Traduzione inedita della novella pirandelliana "Un matrimonio ideale" (1914). A quanto risulta, è la prima traduzione in inglese di questo testo.
Pag. 143-149
DRAWINGS INSPIRED BY PIRANDELLO
PEONY GENT, SASKIA CAMERON, HELGA PAVELKOVA, MOLLY SOAR, FELIX MIALL, "L'uomo dal fiore in bocca", "Questa sera si recita a soggetto", "Ciascuno a suo modo", "Così è (se vi pare)", "Enrico IV"
Illustrazioni ispirate all'opera di Pirandello di studenti dell'Edinburgh College of Art. Le immagini sono riproduzioni in bianco e nero di alcune delle opere esposte a cura di Davide Messina e Carlo Pirozzi all'Università di Endinburgo il 17 Ottobre 2015 in occasione della conferenza "Pirandello: Performativity and Role-Playing".
Pag. 150-152
BOOK REVIEWS
KARL CHIRCOP, Maschere della modernità: Joyce e Pirandello
Firenze , Ed. Cesati - 2015 (Daragh O’Connell )
pag. 153-155


ENRICO CESARETTI, Fictions of Appetite: Alimentary Discourses in Italian Modernist Literature
Oxford-Bern , Ed. Peter Lang - 2013 (Silvia Ross )
pag. 155-160

RECENT PRODUCTION
L'uomo, la bestia e la virtù , a cura di Ludovico Nolfi e Cambridge University Italian Society
Palmerston Room, Fisher Building, St John's College, Cambridge 29 Maggio 2016 (Julie Dashwood)
pag. 161-162

CONFERENCE REPORT
Sicilian Honour and Theatricality in Agrigento: A Workshop on “Questa sera si recita a soggetto”
, Ed. 52° Convegno Pirandelliano di Agrigento - 30 November-3 December 2015 (Elisa Segnini)
pag. 163-166