PETRARCHESCA

Rivista internazionale
Annuale
Direttore: Enrico Fenzi
Condirettori: Luca Marcozzi, Sabrina Stroppa
Comitato scientifico: Rossend Arqués, Zygmunt Baranski, Anna Fontes Baratto, Johannes Bartuschat, Francesco Bausi, Maria Cecilia Bertolani, Theodore Cachey, Guido Cappelli, Marcello Ciccuto, Giuliana Crevatin, Paola Vecchi Galli, Philippe Guérin, Pierre Laurens, Wayne H. Storey, Natascia Tonelli.
Amministrazione: Fabrizio Serra editore, Pisa-Roma. Uffici di Pisa: via Santa Bibbiana 28 - I 56123. Uffici di Roma: Via Carlo Emanuele I 48 - 00185.
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Rubriche: Saggi; Note e discussioni; Laboratorio petrarchesco.

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Anno 2019 - N. 7
(a cura di Paolo Rigo)

SAGGI
ROMANA BROVIA, Per la fortuna del ‘Secretum’. I manoscritti
Il Secretum è la sola opera che Petrarca non concepì per la divulgazione: è ciò che l’autore dichiara nel prologo, designandolo appunto come scrittura privata. Sembra in effetti che nessuno abbia avuto modo di leggerne le pagine prima del 1378, quando Tedaldo della Casa ne trascrisse il testo, conservato dagli eredi a Padova insieme agli altri autografi. Da quel momento in poi l’opera circolò largamente in Europa, come dimostrano i cento testimoni manoscritti raccolti e descritti in questo contributo.
Pag. 11-46

ESTER PIETROBON, "Tam efficaciter utinam quam inculte". Modelli liturgici e stile monastico nei ‘Psalmi Penitentiales’
I Psalmi penitentiales sono strettamente legati alla poesia liturgica mediolatina (parafrasi bibliche, innodia), rifondata da Petrarca secondo un principio di autorialità cristiana ispirato al modello di David. L’opera rivela tangenze con generi di scrittura devota (preghiera, inno) e laica (elegia, autobiografia). Centrale è la relazione tra poetica davidica e “stile monastico” (Fam. X 3-5, Sen. X 1), da cui deriva uno stile connotato dall’incoltezza, esaminato in relazione all’uso del cursus.
Pag. 47-65

BERNHARD HUSS, La lezione di Benedetto Varchi sul Triumphus Cupidinis e la raffigurazione rinascimentale di Amor
In questo contributo si esamina per la prima volta in modo dettagliato un testo di Benedetto Varchi sinora rimasto in ombra nel corpus delle sue lezioni accademiche: la lezione sull’apparizione di Amore nel Triumphus Cupidinis di Petrarca (1,22-30) tenuta probabilmente nel 1554. Gli attributi di Amore vengono qui discussi dal Varchi in modo tanto problematico da non consentire una chiara collocazione della figura del dio dal punto di vista teorico-erotico. Questo problema è aggravato dal continuo ricorso di Varchi alle raffigurazioni di Amore nelle arti visive.
Pag. 67-91
NOTE E DISCUSSIONI
SIMONE GIBERTINI, “Nec semel legi sed milies”. The presence of classical authors in ‘Epyst.’, I 1, 29-44
L’articolo analizza l’uso degli autori classici (e medievali) nell’Epystola I 1, 29-44 mediante il tradizionale strumento del commento ad versum e ad verbum. Il commento, attento altresì alla lingua, allo stile ed al metro, è preceduto da una breve introduzione, dal testo latino e dalla traduzione inglese del passo, ed è seguito dall’indice delle fonti classiche e medievali.
Pag. 99-115

GIAMPAOLO SASSO, Lo studio anagrammatico del sonetto proemiale del Canzoniere
Il saggio esplora con il metodo anagrammatico l’intreccio dei diversi temi del sonetto proemiale, giungendo alla conclusione che l’“errore” di cui Petrarca si pente non è il suo amore giovanile per Laura ma lo "stile superficiale" con cui la sua prima poesia ha assecondato i gusti del pubblico. Questa autocritica fa supporre che il sonetto sia stato sollecitato dalla morte di Laura, e abbia lo scopo di preparare il pubblico alla nuova maturità poetica dell’opera in cui ora Petrarca intende riproporre la propria vicenda amorosa con Laura.
Pag. 117-140

PAOLO RIGO, Alcuni “consilia” di Gentile da Foligno diretti a Francesco Petrarca? Nota sul manoscritto Ross. 974
Si segnala la presenza di due consilia di Gentile da Foligno diretti a Francesco Petrarca contenuti nel Ross. 974. Gli stessi vengono contestualizzati nel complesso rapporto tra Petrarca e i medici.
Pag. 141-146
RASSEGNE
CHIARA ABATERUSSO, “Ingrediamur vero iam tandem iter”. Per una rassegna di studi sull’‘Itinerarium’
L’Itinerarium ad Sepulcrum Domini nostri Yeshu Christi, a lungo annoverato tra le opere minori di Petrarca, ha avuto recentemente nuova attenzione grazie agli studi di Theodore J. Cachey, Vincenzo Fera e altri. In questa rassegna, a una panoramica sulle questioni testuali, il contenuto, il genere, e fortuna dell’opera, segue un resoconto dei contribuiti dedicati all’opera che evidenzia questioni critiche ancora in via di definizione.
Pag. 149-158
LABORATORIO PETRARCHESCO. PETRARCA E ALCUNI PADRI DEGLI ANNI OTTANTA
PAOLO RIGO, Introduzione
L’introduzione ai lavori contenuti nel Laboratorio si propone anche di discutere le problematiche relative alla presenza/influenza di Francesco Petrarca nella lirica del Novecento e in particolar modo nella poesia degli anni Ottanta.
Pag. 161-164

MARILENA CECCARELLI, Sul metodo critico di Giorgio Orelli lettore di Petrarca
Il contributo prende in esame la produzione critica di Giorgio Orelli dedicata al Petrarca volgare. Seguendo il filo rosso che dai primi Accertamenti verbali conduce al Suono dei sospiri, si intende illustrare come la lettura delle opere petrarchesche abbia concorso all’elaborazione e alla definizione dell’approccio critico e metodologico di Orelli in rapporto alla nozione cardine di memoria ritmico-timbrica del testo poetico.
Pag. 165-171

ROBERTO SINISCALCHI, Un “fortunato incontro”: Giovanni Giudici e la Vita del Petrarca
In questo contributo si intende verificare se e in che misura l’esperienza poetica di Giovanni Giudici sia stata influenzata dalla lettura, alla fine degli anni Sessanta, della Vita del Petrarca di Ernest Wilkins. Partendo da questo “fortunato incontro”, raccontato dal poeta in una prosa autobiografica del 1972 intitolata I maestri (un’autentica “palinodia” petrarchesca), si effettuerà un’indagine preliminare sul rapporto di Giudici con la figura di Francesco Petrarca.
Pag. 173-178

MARTA GAS, Tensioni petrarchesche in Frasi e incisi di un canto salutare di Mario Luzi
Le vie d’ingresso di Petrarca in Luzi seguono molteplici sfaccettature nonostante l’apparente abiura. La lettura che Luzi compie è quella di un Petrarca molto mallarméano: si instaura anzi una sorta di corto circuito, di pendolarismo Petrarca-Mallarmé. La circolarità, l’atemporalità, la selettività sono caratteristiche che Luzi assegna a Mallarmé, ma che derivano proprio dal modello petrarchesco. Il saggio si propone di seguire avvicinamenti e scarti rispetto a Petrarca, modello sconfessato ma sempre ineludibile.
Pag. 179-184