PARAGONE

Mensile
Direttore responsabile: Mina Gregori.
Comitato di redazione: Giorgio Amitrano; Lina Bolzoni; Giulio Cattaneo; Alessandro Duranti; Guido Fink; Fausta Garavini; Giuseppe Leonelli; Francesco Rognoni; Vittorio Sermonti.
Rubriche: Voci; Giornale; Appunti.

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Letteratura. Rivista mensile di arte figurativa e letteratura fondata da Roberto Longhi

Anno 2014 - N. 111-112-113
Febbraio-Giugno
(a cura di Vittorio Ponzani)


MASSIMO ONOFRI, Una finestra sulla città delle donne. Appunti su Soldati, Fellini e altro
In questo saggio l’A. cerca di delineare le analogie tra la narrativa di Mario Soldati e il cinema di Federico Fellini, evidenziando alcuni temi comuni come il disimpegno, la libertà, il rapporto con l’adolescenza e con le donne.
Pag. 3-14

HANS TUZZI, Storie innaturali
Testo narrativo.
Pag. 15-20

*, Per Antonello Gerbi
La sezione è dedicata ad Antonello Gerbi (1904-1976), storico, economista e figura di rilievo della Banca Commerciale Italiana. Contiene alcuni suoi testi di carattere sia giornalistico che erudito, a cui seguono due contributi a lui dedicati.
Pag. 21-23

ANTONELLO GERBI, L’origine di un’accademia
Pubblicato su “Il lavoro” il 5 febbraio del 1926, l’articolo celebra il terzo centenario della Académie Française, istituita ufficialmente nel 1635 ma risalente fin dal 1626, quando Valentino Conrart, segretario del re Luigi XIII e amante delle lettere, decise di aprire la sua casa a letterati e poeti. Successivamente l’accademia passò sotto la protezione del cardinale di Richelieu, che in questo modo intendeva avere sotto controllo gli scrittori e i giornalisti del suo tempo.
Pag. 24-29

ANTONELLO GERBI, Autoritratto del bibliofilo da giovane
In questo dattiloscritto inedito, databile interno al 1931, l’A. descrive la sua passione per i libri e per la sua biblioteca, considerata nel suo complesso come una sorta di autobiografia.
Pag. 30-34

ANTONELLO GERBI, Non giocando a bridge
Ironico ritratto dei giocatori di bridge, pubblicato su “Il secolo XX” nel 1932.
Pag. 35-38

ANTONELLO GERBI, Il film storico
In questo articolo, pubblicato su “Domus” nel 1934, l’A. sintetizza le caratteristiche del film storico, evidenziandone la tendenza a unire l’utile e il dilettevole per finalità educative a favore del pubblico.
Pag. 39-42

ANTONELLO GERBI, Dal “Centone bruniano”
Preceduto da una introduzione di F. R. [Francesco Rognoni], il saggio, inedito, analizza la figura di Giordano Bruno, mettendone in evidenza, tra l’altro, come essa ben rappresenti il nesso tra libertinaggio e romanticismo.
Pag. 43-56

ANTONELLO GERBI, Da “Il riso in Luigi Pulci”
Scritto probabilmente tra il 1940 e il 1941, questo saggio inedito analizza il “Morgante” di Luigi Pulci, poema epico-cavalleresco quattrocentesco, toccando alcuni degli aspetti più critici del poema, quali la crisi del mondo cavalleresco, la religiosità dell’autore e l’autobiografismo dei personaggi. Con una nota di Andrea Canova (p. 57).
Pag. 57-67

ANTONELLO GERBI, 1944: morte di un ebreo in esilio. Lettera ai fratelli
Si presenta qui, preceduta da una introduzione di Sandro Gerbi, la lettera che l’A. scrisse ai suoi fratelli il 20 gennaio 1944, a seguito della morte del padre Edmo, descrivendo loro le ultime ore di vita del genitore.
Pag. 68-80

ANTONELLO GERBI, Amico piacevole
Ricordo del cugino Carlo Levi, coetaneo dell’A., pubblicato su “L’osservatore politico letterario” del 1975.
Pag. 81-84

DAVIDE STIMILLI, Soglia e linea d’ombra
La mancanza di libri per chi sia in viaggio o in esilio è al centro del poema “La primera parte del Parnaso Antártico” di Diego de Mexía, poeta spagnolo cinquecentesco. L’A. traccia un’analogia con il sentimento provato da Antonello Gerbi quando, a seguito delle promulgazione delle leggi razziali, andò in esilio a Lima per un decennio e non poteva avere i libri che desiderava.
Pag. 85-89

FRANCESCO ROGNONI, Attorno all’afonia dell’avifauna americana. Variazioni su un tema della Disputa del Nuovo mondo
A partire dal volume di Antonello Gerbi, l’A. indaga la presenza (canora) di uccelli nella letteratura settecentesca, spesso utilizzata come metafora della cupezza di tutta la natura americana.
Pag. 90-96

PIOTR LASKOWSKI, Spolia
L’A. utilizza la parola latina ‘spolia’ per indicare “il riciclo di materiali di costruzioni preesistenti in costruzioni nuove” (p. 99), con un continuo confronto tra vecchio e nuovo e in un complesso rapporto tra l’utile, il bello e l’ideologia. L’A. cita ad esempio l’Egitto e le sue piramidi di Giza, per la costruzione delle quali furono utilizzati blocchi di pietra provenienti dai resti di piramidi costruite molti secoli prima, e poi Roma, il cui fascino è in gran parte dovuto alla sua “architettura antica incastonata nel nuovo” (p. 104), e infine Varsavia, le cui macerie del dopoguerra, inutilizzabili, denunciano un passato che non si salva.
Pag. 98-114

GILBERTO FORTI, Due storie di fantasmi
Testo narrativo inedito. Con una nota di Paola Ponti (p. 125).
Pag. 115-125

GIORGIO LUZZI, Destinazione Alsazia
Testi poetici.
Pag. 126-129

GIULIA TELLINI, Edipo e Medea, secondo Pasolini
A partire dalle figure al centro di due film pasoliniani (“Edipo re”, 1967 e “Medea”, 1969), il saggio analizza le analogie presenti tra le figure di Edipo, Medea e dello stesso Pasolini. Vengono messi in luce gli elementi comuni, in particolare la perdita di se stessi e delle proprie certezze, l’uscita dalle rispettive prigioni (anche se dorate), il passaggio all’età adulta che li porta a vedere la realtà non più in una dimensione mitica ma storica e, infine, la morte violenta di Medea nel film e quella di Pasolini all’idroscalo di Ostia.
Pag. 130-142

STEFANO CARRAI, Un capodanno con Gadda
L’A. trascrive il racconto, ascoltato più volte, di Renzo Gherardini, poeta nato nel 1923 e scomparso il 28 maggio 2011, del capodanno del 1947 passato alle Giubbe rosse, insieme a Gadda e ad altri importanti letterati dell’epoca.
Pag. 143-150

FABRIZIO MILIUCCI, Nella biblioteca di Giorgio Caproni. Note a margine e segni di lettura dei volumi luziani
Attraverso le note di lettura, gli appunti, le glosse e le postille di Giorgio Caproni sui libri di poesia di Mario Luzi, l’A. ricostruisce il dialogo a distanza tra i due poeti rappresentato da quei segni a matita.
Pag. 151-162

GIOVANNI TESIO, Io che sol per cancellare scrivo. Lalla Romano e il ‘genio’ della sua scrittura
L’A. evidenzia i caratteri fondamentali della poetica di Lalla Romano, il ‘sentimento vero’ che impronta la sua opera, per cui “l’arte non è mimesi ma metamorfosi, non riproduzione ma memoria” (p. 166).
Pag. 163-167
GIORNALE
FRANCO MARCOALDI, I territori sconosciuti di Cesare Garboli
In occasione del decennale della scomparsa del critico letterario, l’A. ricorda Cesare Garboli, il suo carattere di inattuale, “che procede controtempo e controvento” (p. 168), un intellettuale che vuole stare e pensare da solo, senza essere utilizzato da nessuno.
Pag. 168-170

SILVIA LUTZONI, Cesare Garboli, critico con personaggi
Il saggio analizza l’idea di critica letteraria secondo Cesare Garboli, che la considera “un viaggio di decifrazione” (p. 173), e il rapporto dello stesso Garboli con la letteratura, prendendo ad esempio il rapporto che il critico intrattenne con l’opera di Mario Soldati, della quale considerava elementi centrali la finzione, il trucco e la bugia.
Pag. 171-178
APPUNTI
FAUSTA GARAVINI, Sfortune di Napoli nel ‘romanzo storico’
Dopo aver brevemente delineato le caratteristiche del romanzo storico, l’A. lamenta come in alcuni romanzi storici italiani abbastanza recenti ci siano ricostruzioni imprecise e talvolta disinvolte dei fatti storici.
Pag. 179-184