FILOLOGIA ITALIANA

Annuale
Direttori · Editors: Alvise Andreose (Novedrate, eCampus) - Lucia Bertolini (Novedrate, eCampus) · Andrea Comboni (Trento) - Giulia Raboni (Parma) · Fabio Romanini (Trieste).
Comitato di lettura · Referees: Simone Albonico (Lausanne) - Gino Belloni (Venezia) - Saverio Bellomo (Venezia) - Stefano Carrai (Siena) - Paolo Cherchi (Chicago) - Claudio Ciociola (Pisa, Scuola Normale Superiore) - Vittorio Formentin (Udine) - Luciano Formisano (Bologna) - Guido Lucchini (Pavia) - Brian Richardson (Leeds) - Francisco Rico (Barcelona) - Paolo Trovato (Ferrara) - Claudio Vela (Cremona-Pavia) - Massimo Zaggia (Bergamo) - Tiziano Zanato (Venezia)
Redazione · Editorial Assistant: Luca Morlino (Firenze, Opera del Vocabolario Italiano).
Amministrazione: Fabrizio Serra editore, Pisa-Roma. Uffici di Pisa: via Santa Bibbiana 28 - I 56123. Uffici di Roma: Via Carlo Emanuele I 48 - 00185.
Abbonamenti: Italia: Privati: € 165,00; Enti, con edizione on-line 495,00. Estero: Privati: € 265,00; Enti con edizione on-line € 495,00.
Rubriche: Saggi; Indici.

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Rivista annuale

Anno 2017 - N. 14
(a cura di Cristiana Chmielewski)

SAGGI
ALVISE ANDREOSE, Critica delle microvarianti nella tradizione della lirica italiana delle origini
Secondo il cosiddetto metodo lachmanniano, l'editore critico deve dimostrare la parentela tra i testimoni unicamente sulla base degli errori congiuntivi. Tuttavia è possibile anche che la classificazione tenga conto delle varianti formali e più in generale delle varianti di possibile origine indipendente. Scopo del saggio è dimostrare come esse possano contribuire a rafforzare la plausibilità di ipotesi ricostruttive basate prevalentemente su elementi indiziari. Un esempio è fornito dalla tradizione della ballata "Fresca rosa novella" di Cavalcanti.
Pag. 9-28

CHIARA MARIN, ELENA NICCOLAI, Su un antico testimone della "Commedia" (Berlino, Staatsbibliothek Preussischer Kulturbesitz, Rehdiger 227), sul suo copista e sulla canzone di Jacopo Cecchi "Morte, perch'io non trovo a cui mi doglia"
L'articolo prende in esame diversi aspetti del manoscritto berlinese Depot Breslau 7, contenente la Commedia dantesca, i Capitoli di Jacopo Alighieri e di Bosone da Gubbio, e la canzone di Jacopo Cecchi. L'analisi codicologica condotta nella prima parte permette di datare il manoscritto presumibilmente a cavallo tra gli anni '20 e '30 del XIV secolo e di localizzarne la composizione in Toscana. La novità e l'alta datazione del manoscirtto si sono rivelate di grande interesse, poichè hanno permesso di individuare la testimonianza più arcaica della canzone di Cecchi, sinora non segnalata altrove.
Pag. 29-66

GIUSEPPE ZARRA, Un nuovo testimone della "Chirurgia" di Guglielmo da Saliceto in volgare (Bologna, Biblioteca Universitaria, 1220)
Il contributo dà notizia di un nuovo testimone del volgarizzamento settentrionale della "Chirurgia" di Guglielmo da Saliceto, offrendone una sintetica scheda descrittiva e proponendone un inquadramento nello stemma codicum ricostruito dallo studio di Alessandra Coco e Francesca Di Stefano sulla tradizione italo-romanza dell'opera.
Pag. 67-74

CAMILLA RUSSO, Sulle "Prose antiche di Dante, Petrarca et Boccaccio" di Anton Francesco Doni: il retroterra quattrocentesco
Il saggio avvia un'indagine sulla stampa delle "Prose antiche di Dante, Petrarca et Boccaccio" di Doni volta ad approfondire i suoi rapporti con il suo retroterra manoscritto, in particolare quattrocentesco. Si cerca di ricostruire i suoi alterni rapporti con il ducato e con l'Accademia Fiorentina, e di mettere in relazione le Prose antiche con altre raccolte stampate negli stessi anni, dal Doni e da altri editori. Nella seconda parte vengono messi in luce gli indizi utili ad avvalorare l'ipotesi che si sia rifatto alla tipologia antologica dei codici di orazioni e lettere in volgare del xv sec.
Pag. 75-110

MARCO GIOLA , Frammenti da un carteggio: Adolfo Mussafia e Giovanni Veludo
Tra il 1861 e il 1874 Adolfo Mussafia intrattenne da Vienna uno scambio epistolare con Giovanni Veludo, vice-bibliotecario della Biblioteca Marciana di Venezia. Un vivace dialogo tra i due studiosi su argomenti che Mussafia avrebbe poi sviluppato in studi successivi: la novellistica antica, la lingua di Bonvesin da la Riva e i testi franco-veneti.
Pag. 111-130

MARTINA BERTOLDI, Sull'elaborazione di "Manovre di artiglieria da campagna" di Carlo Emilio Gadda (con l'edizione delle carte autografe)
L'opera "Manovre di artiglieria da campagna" di Gadda, rappresenta l'esito di una articolata operazione di rielaborazione, ampliamento e montaggio di un originario nucleo testuale proveniente dall'officina dell'incompiuto "Racconto italiano di ignoto del novecento". Il racconto risulta riconducibile alla produzione del Gadda scrittore de re militari e come questa partecipa all'operazione di risarcimento postumo della difettiva sincronia delle annotazioni diaristiche del "Giornale di guerra e di prigionia" analizzata da Guglielmo Gorni.
Pag. 131-163
INDICI
A CURA DI LUCA MORLINO, Indici
Indici dei nomi, Indici dei manoscritti e dei postillati
Pag. 167-178