CRITICA DEL TESTO

Quadrimestrale
Direzione: P. Canettieri; L. Formisano; M.L. Meneghetti; A. Pioletti.
Direttore responsabile: A. Punzi.
Comitato scientifico: V. Beltrán Pepió (Roma I); D. Billy (Toulouse); A. Blecua (Barcelona); A. Bosi (São Paulo); F. Brugnolo (Padova); R. Campra (Roma I); J. Cerquiglini (Paris - Sorbonne); M.L. Cerrón Puga (Roma I); P. Cherchi (Ferrara); C. Colaiacomo (Roma I); R. Distilo (Cosenza); R. Dorra (Puebla); P. Dronke (Cambridge); A. Fassò (Bologna); E. Finazzi-Agrò (Roma I); G. Frasso (Milano - Univ. Cattolica); M. Liborio (Roma III); F. Lobera Serrano (Roma I); M. Mancini (Bologna); A. Menichetti (Fribourg); R. Mercuri (Roma I); N. Pasero (Genova); S. Peloso (Roma I); A. Pinto de Castro (Coimbra); J. Pop (Cluj); F. Rico (Barcelona); L. Rossi (Zürich); H. Weinrich (Paris - Collège de France); F. Zambon (Trento).
Comitato editoriale: R. Antonelli; F. Beggiato; P. Boitani; C. Bologna; N. von Prellwitz; E. Scoles; G. Tavani.
Redazione: N. Cannata; S. Celani; S. Conte; A. Fukas, G. Lalomia; S. Marinetti; M. Mocan; I. Proia; R. Rea; G. Santini, E. Sarmati, R. Tagliani; I. Tomassetti; R. Viel.
Segreteria di redazione: G. Paradisi.
Rubriche: Saggi.

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Anno 2018 - N. 3
(a cura di Marcello Ciocchetti)

EROS ROMANZO
ANTONIO PIOLETTI, Premessa
Curato da Gaetano Lalomia, Gioia Paradisi e Arianna Punzi, il fascicolo di “Critica del testo” è interamente dedicato al tema ‘Eros romanzo’. I contributi raccolti coprono solo parzialmente ma in modo già significativo l’ampio spettro della ricerca.
Pag. VII-XIV

CAMILLO NERI, Eros e Narciso, Poros e Penia (appunti sulle accezioni dell’amore nella letteratura greca)
Il testo affronta la terminologia e le rappresentazioni, le diverse ‘facce’ e le diverse funzioni che l’amore  come ‘forza’ e come ‘forma’, legame relazionale, potenza cosmogonica, malattia psico-fisica, strumento ermeneutico, prospettiva di realizzazione esistenziale, possibilità di comunicazione umano-divino, modello di organizzazione politico-sociale  assume nella tradizione classica (soprattutto greca). Il percorso, in chiave diacronica, attraversa testi poetici e filosofici a partire dall’epica arcaica (“Iliade”, Esiodo, “Inno omerico ad Afrodite”), per abbordare poi brani della lirica arcaica (Saffo, Ibico, Mimnermo, Anacreonte), del pensiero presocratico (Prodico), della tragedia (Sofocle, Euripide), della prosa platonica (“Simposio”) e dell’oratoria (Demostene), della poesia latina d’amore (Catullo) e scientifica (Lucrezio), della trattatistica greca di età imperiale (Plutarco, “Amatorius”), nonché dell’Antico (“Cantico dei cantici”) e del Nuovo Testamento (“Vangelo di Giovanni”), e della tradizione patristica, soprattutto latina (Agostino).
Pag. 1-37

ROSSANA BARCELLONA, TERESA SARDELLA, Dal paganesimo al cristianesimo: conversione dell’eros?
Il contributo pone l’attenzione su alcuni degli snodi storico-concettuali più importanti che presiedono alla funzione di mediazione  fra eredità culturali e religiose  svolta dal cristianesimo, soprattutto nell’area occidentale, non solo sul piano ideologico delle dottrine ma anche sul modo di scrivere di eros e su eros. Viene dunque ripresa la questione storiografica, ancora rilevante, sulla valutazione del solco segnato dall’avvento della nuova religione in tema di etica sessuale: si cerca di mostrare in che modo il cristianesimo abbia elaborato, durante i secoli centrali del primo millennio, un vero e proprio ripensamento del concetto di eros, e come esso sia rifluito nei comportamenti sociali, nella visione del mondo e, infine, nella cultura in senso lato.
Pag. 39-68

ROBERTO ANTONELLI, La doppia faccia dell’amore
Il saggio analizza l’intero filone della poesia erotica romanza e l’elaborazione dell’idea di amore sviluppatasi nel corso dei secoli XII-XIV, dapprima nelle corti della Francia meridionale, poi nella Sicilia di Federico II e tra i poeti dello Stilnovo, fino a Dante e Petrarca. Senza tralasciare una riflessione sull’eterodossia di questo nuovo fenomeno culturale rispetto alla tradizione monastica e in latino, vengono illustrati i nuclei oppositivi intorno ai quali ruota il canto cortese che, già dai primi trovatori, si esprime sia nei termini pratici di una richiesta, ma anche come necessità di colmare una distanza tra l’Io lirico e l’oggetto a cui si rivolge. L’autore illustra infine come il recupero della poesia occitana da parte dei poeti siciliani conduca verso una riflessione filosofica sull’amore e i suoi effetti, che sarà sempre più centrata sull’analisi del soggetto lirico, fino alla scoperta dell’Io lirico, vero protagonista della poesia di Cavalcanti, Dante e Petrarca.
Pag. 69-96

MARIO MANCINI, Eros trobadorico e cortese cavalleresco
L’interpretazione della lirica trobadorica e della narrativa cortese è stata a lungo dominata dalle affascinanti figure di Jaufre Rudel, di Tristano, di Lancillotto, dalla loro esperienza d’amore come distanza, sofferenza, morte. Questo saggio descrive il cambiamento apportato dalle opere di studiosi come Spitzer, Nelli, Topsfield, Köhler, che rivelarono il mondo dei trovatori come ‘culto delle emozioni’ e come ricerca del ‘joy’. Allo stesso modo, possiamo scoprire nella narrativa cortese  accanto al disperato ‘spleen’ di Tristano o di Galehaut  testi di una sofisticata intelligenza, ricchi di humour e di ironia.
Pag. 97-132

LUCIANO ROSSI, Tra ‘poculum amoris’ e ‘poculum mortis’. Dai classici augustei ai poeti d’oc e d’oïl
L’indagine prende le mosse da un enigmatico nucleo narrativo nel quale un diabolico trio propina alla casta Elissa/Didone un potente filtro d’amore che la farà uscire di senno, sottomettendola a una sfrenata passione che la condurrà al suicidio. L’articolo si sforza poi di comprendere come questo racconto esemplare sia approdato nel XII secolo nelle letterature d’oc e d’oïl, biforcandosi in due diversi rivoli. Lasciando da parte il primo, a lieto fine, che ha come protagonista Enea e Lavinia, lo studio appunta lo sguardo sull’altro, disperatamente tragico, originato dalle vicissitudini di Tristano e Isolde.
Pag. 133-174

ARIE SCHIPPERS, Arabic and Hebrew Love Poetry: ‘nasîb’, ‘ghazal’, ‘muwashshah’ (‘shiré ezor’), and ‘zajal’
L'obiettivo principale dell’indagine è quello di dare un'idea dello sviluppo della poesia d'amore araba del periodo medievale classico nei paesi arabi e nella penisola iberica. Nel contributo vengono menzionati anche alcuni poeti ebrei della Spagna musulmana, i quali componevano poesie seguendo la tradizione letteraria araba ma utilizzando una lingua modellata sulla Bibbia ebraica. I termini che indicano forme e generi sono qui ampiamente spiegati.
Pag. 175-191

GAETANO LALOMIA, La concettualizzazione dell’amore e l’erotismo
Attraverso la disamina della narrazione del sentimento amoroso di coppie celebri della letteratura medievale occidentale si offre una disamina del lessico maggiormente ricorrente cui fanno ricorso gli autori per raccontare come ci si innamora. Proprio perché l’incontro amoroso è carico di sensualità, il campione preso in esame offre anche un quadro dell’aspetto erotico che la concettualizzazione implica in questi casi.
Pag. 193-208