CRITICA DEL TESTO

Quadrimestrale
Direzione: P. Canettieri; L. Formisano; M.L. Meneghetti; A. Pioletti.
Direttore responsabile: A. Punzi.
Comitato scientifico: V. Beltrán Pepió (Roma I); D. Billy (Toulouse); A. Blecua (Barcelona); A. Bosi (São Paulo); F. Brugnolo (Padova); R. Campra (Roma I); J. Cerquiglini (Paris - Sorbonne); M.L. Cerrón Puga (Roma I); P. Cherchi (Ferrara); C. Colaiacomo (Roma I); R. Distilo (Cosenza); R. Dorra (Puebla); P. Dronke (Cambridge); A. Fassò (Bologna); E. Finazzi-Agrò (Roma I); G. Frasso (Milano - Univ. Cattolica); M. Liborio (Roma III); F. Lobera Serrano (Roma I); M. Mancini (Bologna); A. Menichetti (Fribourg); R. Mercuri (Roma I); N. Pasero (Genova); S. Peloso (Roma I); A. Pinto de Castro (Coimbra); J. Pop (Cluj); F. Rico (Barcelona); L. Rossi (Zürich); H. Weinrich (Paris - Collège de France); F. Zambon (Trento).
Comitato editoriale: R. Antonelli; F. Beggiato; P. Boitani; C. Bologna; N. von Prellwitz; E. Scoles; G. Tavani.
Redazione: N. Cannata; S. Celani; S. Conte; A. Fukas, G. Lalomia; S. Marinetti; M. Mocan; I. Proia; R. Rea; G. Santini, E. Sarmati, R. Tagliani; I. Tomassetti; R. Viel.
Segreteria di redazione: G. Paradisi.
Rubriche: Saggi.

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Anno 2019 - N. 1
(a cura di Marcello Ciocchetti)

SAGGI
MARÍA LUISA CERRÓN PUGA, “Si quisiesse el fado prestarle mayor vida…”. Las conquistas soñadas de Alexandre
Giunto agli estremi confini d’Oriente e divorato dalla brama di conoscenza, Alessandro Magno si propone di estendere le sue conquiste verso Occidente raggiungendo prima le colonne d’Ercole e poi Roma, ma la morte prematura a Babilonia gli impedisce di realizzare il suo sogno. La narrazione della vita di Alessandro fatta da Quinto Curzio Rufo nelle “Historiae Alexandri Magni”, viene rielaborata da Gautier de Châtillon nella “Alexandreis” e in maniera ancora diversa dall'autore del “Libro de Alexandre”, che rielabora il viaggio del Condottiero di ritorno dall'India con una serie di episodi fantastici derivati dallo Pseudo-Calìstenes che danno al re il dominio sull'intero universo. Il tempo sospeso entro cui si svolgono questi viaggi onirici nell'altro mondo viene bruscamente interrotto durante l'ultima cena a Babilonia.
Pag. 9-36

FRANCESCO DI LELLA, Il “Roll Brut” nel rotolo London, College of Arms, 12/45 A (prima parte)
Il contributo propone lo studio della compilazione di argomento storico tràdita dal rotolo 12/45 A del College of Arms di Londra, databile nell’ultimo quarto del XIII secolo. Tra le fonti del testo, oltre al “Roman de Brut” di Wace e al “Livere des reis de Brittanie”, compare un volgarizzamento ancora inedito dell’“Historia regum Britanniae”, risalente agli ultimi anni del XII secolo, che si è scelto di denominare “Roll Brut”. In queste pagine si indagano, in particolare, le tecniche di adattamento e (parziale) ‘mise en prose’ attraverso le quali il “Roll Brut” è stato inserito all’interno della compilazione.
Pag. 37-66

FEDERICO ROSSI, Dante e le ‘ambages’ cavalleresche
L’articolo ridiscute il significato delle “Arturi regis ambages pulcerrime” di “De vulgari eloquentia” I x 2. Dopo avere passato in rassegna le principali interpretazioni proposte dalla critica, si indaga l’uso del lemma ‘ambages’ nella tradizione classica e medievale, con particolare attenzione per le trattazioni di poetica e retorica; alla luce di tale ricognizione, una lettura del passo dantesco in senso narratologico appare poco verosimile. Più che riferirsi alla tecnica narrativa a intreccio, il termine sembra designare le intricate peripezie dei protagonisti: esso può quindi essere letto come traduzione latina delle ‘aventures’ che, come certificato dai proemi dei romanzi, costituivano l’oggetto comunemente riconosciuto delle fascinose narrazioni cortesi.
Pag. 67-107
RADIOGRAFIE
ADRIANA CAMPRUBÍ, Consideraciones métrico-melódicas sobre el ‘versus tripertitus caudatus’
Lo studio degli schemi metrici consente una lettura trasversale di un testo: è per questo motivo che l'analisi di una struttura metrica così particolare come il verso ‘tripertitus caudatus’ (aabccb) ci fornisce un’ampia gamma di informazioni intertestuali (e intermelodiche) su differenti tradizioni poetiche e sul loro sviluppo. Nell’articolo l'autore esamina la presenza di tale struttura metrica sia nella lirica latina di ascendenza religiosa legata all'abbazia di Saint-Martial de Limoges, sia nella lirica occitanica, nei ‘carmina rivipullensia’ e, in misura minore, nella lirica galego-portoghese.
Pag. 111-142

SILVIA CONTE, Quella parte del giardino di “A la fontana del vergier” (BdT 293, 1)
L’Autore propone di identificare nel paesaggio descritto nei primi versi del componimento le coordinate precise della parte di un giardino realistico, degno della dimora di un re o ricco signore. L’‘hapax’ ‘fust domesgier’ e gli altri elementi del paesaggio vengono reinterpretati e meglio definiti alla luce del confronto con la terminologia e le descrizioni di giardini documentati nella letteratura latina tecnica, con particolare riguardo alle tipologie di giardino descritte da Alberto Magno e da Pietro de Crescentiis. Si evidenziano inoltre connessioni intratestuali con il linguaggio tecnico della descrizione naturalistica di “BdT” 293, 3. Ne risultano elementi utili a chiarire aspetti del realismo della poesia marcabruniana e ad incrementare il dibattito, ancora aperto, sulla classificazione del componimento nel genere ‘pastorella’.
Pag. 143-169
A PROPOSITO DI...
ROBERTO TAGLIANI, Arturiana italiana, vent’anni dopo. Intorno a tre libri recenti
Gli studi arturiani in Italia vantano una lunga tradizione. La rassegna prende in esame i tre lavori che, a giudizio dell’autore, rappresentano gli esiti più felici tra le ricerche svolte negli ultimi anni in questo particolare ambito di studi: “Tristano multiforme. Studi sulla narrativa arturiana in Italia” di Marie-José Heijkant (Firenze, Olschki, 2018); “La Tavola Ritonda tra intrattenimento ed enciclopedismo” di Giulia Murgia (Roma, Sapienza Università Editrice, 2015); "Lancellotto". Versione italiana inedita del «Lancelot en prose». Edizione critica a cura di Luca Cadioli (Firenze, Sismel-Edizioni del Galluzzo, 2016).
Pag. 173-184